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La vita sta cambiando pelle

Parma, 29 MAGGIO: “RESPIRATION DAY 2015”

29 MAGGIO: “RESPIRATION DAY 2015” 

Sono attesi più di 700 partecipanti, tra ricercatori, clinici e specialisti del settore provenienti da oltre venti paesi europei ed extra-europei, all’undicesima edizione del “Respiration Day”, evento scientifico interamente dedicato alle malattie respiratorie in programma venerdì 29 maggio a partire dalle ore 9 all’Auditorium Paganini

Il Respiration Day, organizzato annualmente dall’Università di Parma in collaborazione con la Fondazione Chiesi, ha come referente scientifico il prof. Dario Olivieri, docente di Malattie respiratorie nell’Ateneo parmigiano. Alla cerimonia di apertura il Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, prof. Antonio Mutti, porterà i saluti del Rettore dell’Università, prof. Loris Borghi. 

Come ogni anno, dunque, clinici e ricercatori di diversi Paesi europei ed extra-europei (Canada, USA) converranno a Parma per discutere temi di grande attualità e interesse scientifico e clinico. La prima parte del programma sarà dedicata al microbioma polmonare, un nuovo e affascinante capitolo di ricerca biologica e clinica. Quindi si affronteranno temi relativi all’asma e alle broncopatie croniche, con particolare attenzione alle nuove pubblicazioni scientifiche  internazionali e con la discussione interattiva di casi clinici di notevole difficoltà e interesse diagnostico e terapeutico. 

I partecipanti saranno invitati a confrontarsi con i relatori sia sugli argomenti scientifici sia sui singoli casi clinici.  

Clima ed ecosistemi: dal negazionismo a una visione consapevole

Renzo Rosso

Tra i diversi post che abbiamo discusso su questo blog, il tema delclima e dei cambiamenti climatici innescati dalriscaldamento globale ha sempre ricevuto risposte vivaci e interessanti, spesso colte e approfondite, qualche volta sorprendenti. In tutto il pianeta, questo tema è oggi al centro di discussioni sul ‘che fare?’ Piuttosto che sulla disputa tra ‘c’è o non c’è?’ E tanto meno sul dilemma tra ‘ci è o ci fa?’. E soltanto in alcune sedi scientifiche alla periferia del sapere si fanno ancora dibattiti tra paladini e negazionisti climatici, di gran moda trent’anni fa. Mi ha perciò stupito una certa quota di negazionismo che vari interventi hanno espresso, talvolta anche in modo simpatico e colorito.

Negare che il problema esista è la prima risorsa del negazionismo climatico. Se non si riesce a escludere che il problema invece esiste, il secondo atout consiste nel negare che siamo noi la causa. E se vanno male le primi due chance e bisogna ammettere che il riscaldamento globale è in corso e che non è insensibile all’opera dell’uomo, si può sempre negare il consenso, ossia negare che il 97% della letteratura scientifica è d’accordo sull’origine antropogenica del riscaldamento globale. Se va male anche qui, si può allora negare che il problema si possa risolvere, affermando che costerebbe troppo e graverebbe soprattutto sui poveri, un argomento che fa molto ‘politically correct’ a differenza dalla sconsolata fiducia nell’energia nucleare. Infine, l’ultima spiaggia: è troppo tardi! Un livello di cinismo che solo alcuni eletti sono in grado di avvicinare, anche se il nostro paese si è sempre distinto nel ritardo sui temi ambientali e continua a farlo.

CIBO E PSICHE

Annamaria Manzoni

Se il veganesimo sia progetto di vita, splendida utopia, o solo atto di disperata denuncia è la nostra mente a pensarlo e saranno i giorni di un lontano futuro a decretarlo.

Di certo l’ideale di un mondo nuovo, capace di vedere tutti gli animali affrancati dall’asservimento e dal dolore, non può che incentrarsi prima di tutto e sopra tutto sul cibo: perché è intorno ad esso che si accumula la massima parte del  nostro personale e diretto apporto alla grande questione degli animali. Animali che mangiamo, disinteressandoci del prezzo di sofferenza che imponiamo loro, minimizzandolo o negandolo, se mai giustificandolo come imprescindibile, sempre assolvendoci. Anime belle quali siamo, al di là delle tante parole di amore per gli animali, a tavola diventiamo tanto spesso corresponsabili di una crudeltà da cui pure ci affermiamo e ci consideriamo lontani anni luce.

Focalizzando  il problema della violenza sugli animali non umani sul “mangiar carne”, si va diritti al cuore della questione perché grandissima parte di tale violenza non è agita da persone sadiche e malvagie, ma è consentita e supportata da quelle “normali”, per bene, che con il proprio stile di vita, e quindi anche la propria alimentazione, sono la causa del martirio quotidiano di uno sconfinato numero di loro. Il  mangiar carne è chiaro esempio di quella banalità del male,  che proprio in quanto banale viene accettata nella sua pretesa normalità, disconosciuta nella sua portata e nelle sue conseguenze. 

25 MAGGIO, GIORNATA INTERNAZIONALE DEI BAMBINI SCOMPARSI

25 MAGGIO, GIORNATA INTERNAZIONALE DEI BAMBINI SCOMPARSI

Una canzone per ricordarli denuncia questo tragico fenomeno sociale

Ogni anno, a partire dal 1983, il 25 maggio, in tutti i Paesi del Mondo, le forze dell’ordine e le organizzazioni non governative di quattro continenti organizzeranno degli eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’esigenza di sviluppare forme di collaborazione e di coordinamento per proteggere i bambini ed evitare scomparse e rapimenti. Ogni anno spariscono nel mondo 8 milioni di bambinicirca 22000 al giorno. Molti di loro svanisco nel buio, senza lasciare traccia. Anche la musica può fare la sua parte per denunciare, sensibilizzare, proporre… affinché insieme sia più facile arginare questo fenomeno sociale che getta nella disperazione numerose famiglie. E’ quello che ha fatto il cantautore abruzzese Andrea Diletti, già noto per la ricca carriera indipendente alle spalle, che ha ideato, scritto e prodotto la canzone “IL BUIO”, un inno per supportare la “Giornata internazionale dei bambini scomparsi”. 

Il grugnito e il muggito del mondo perverso

No Carne, quel che non si dice ad EXPO. Perché? Che fine ha fatto il Protocollo di Milano?

Intervengo nei dialoghi di Anno Uno su “no carne?” (VIDEO). Non si può essere nazisti e nello stesso tempo umani! Non si può pensare di rispettare l’ambiente con l’alimentazione carnea e di non essere responsabili di ciò che si genera con il suo consumo di massa. Il disastro non è locale, ma globalizzato. Non mi interessa quel che fa Di Pietro con il suo maiale poiché non costituisce riferimento alcuno, il suo comportamento incide però sull’opinione pubblica visto che è uomo pubblico. Che poi si limiti al consumo di carne del solo suo maiale allevato, non ci credo. Se di animali si ciba, è perché rientra nella sua dieta quotidiana. Essere vegan non è più una scelta, ma una necessità. Suggerirei a chi si vuol alimentare della carne di maiale, di macellarlo e poi mangiarlo. Di Pietro lo può fare visto che ha sempre sostenuto la caccia, come sport… questo per la sensibilità verso gli animali. Andrea Zanoni ex europarlamentare avrebbe potuto portare una importante testimonianza per il lavoro fatto in Europa negli scorsi anni a favore degli animali e quanto rimane ancora da fare per il loro benessere. Il danno prodotto agli animali e all'ambiente ricade inevitabilmente sulla vita dell'uomo. Non vi sono più fattorie, ma fabbriche inquinanti della morte.

Cina, Festival di Yulin: “Ogni anno macellati e mangiati 10 mila cani”

Come ogni anno il 21 giugno nella città, 5 milioni e mezzo di abitanti, si celebra la festa a base di carne del migliore amico dell'uomo. Molti degli animali che vengono portati al macello non sono sottoposti a controlli sanitari: secondo il ministero della sanità, nel paese ogni anno muoiono tra le due e le tremila persone per aver contratto il virus della rabbia. World Animal Protection: "Ogni anno uccisi 25 milioni di esemplari"

“Ma è vero che in Cina mangiano carne di cane?”. Una domanda comune, sopratutto in questo periodo dell’anno. Con il solstizio d’estate si avvicina il Festival di Yulin che da noi potrebbe tranquillamente andare sotto il nome di sagra della carne di cane. Il 21 giugno di ogni anno, in questa metropoli di 5 milioni e mezzo di abitanti, vengono macellati, circa 10mila cani. “Mangiare carne di cane è un’abitudine alimentare che si riscontra in alcune parti della Cina e in altri paesi asiatici come il Vietnam e la Corea –  ci spiega Mary Peng che gestisce la Clinica veterinaria internazionale di Pechino (Icvs) – ma il progresso sociale farà in modo che scompaia, perché mangiare cani non si addice a una civiltà moderna”. E infatti è già stato proibito a Taiwan, nelleFilippine, a Singapore e a Hong Kong.

Storicamente in Cina il cane ha subito alterne fortune. Dati archeologici fanno risalire al primo millennio avanti Cristo i primibanchetti a base di carne di cane, ma già nell’ottavo secolo d.C. i cani di razza pechinese erano un vero e proprio status symbol. Solo chi viveva all’interno del palazzo imperiale dell’antica capitale poteva allevarli e curarli. Se qualcun altro fosse stato trovato in possesso di un pechinese, le guardie imperiali non avrebbero esitato a condannarlo a morte.

Cani e gatti avvelenati a Roma, ispezione a sorpresa della Forestale

I casi di avvelenamento da lumachicida hanno provocato il panico tra i proprietari degli animali nella capitale. Anche perché una volta ingerito il veleno c'è ben poco da fare 

MARGHERITA D'AMICO

Malnutrizione e obesità convivono all'Expo

Dopo lo scontro tra Petrini e McDonald's l'anticipazione della rubrica di Report dedicata al cibo

di Luca Chianca
 

Il tema dell'esposizione mondiale di Milano è “Nutrire il pianeta”, ma con cosa, visto che la maggior parte del mondo occidentale ormai mangia un cibo innaturale. “Oggi - secondo Franco Berrino, già direttore dell'Istituto dei Tumori di Milano - decine di studi ci dicono quali sono i fattori che contribuiscono all'obesità. Al primo posto le patatine, poi le carni conservate, le carni rosse e le bevande zuccherate”.

A fine aprile a Milano, a pochi giorni dall'inaugurazione di Expo, il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, partecipa alla presentazione della Carta di Milano, il manifesto per combattere la malnutrizione e lo spreco di cibo nel mondo. Assente il ministero della Salute, eppure i dati sono allarmanti: per ogni persona malnutrita, due sono sovrappeso. Circa 2,1 miliardi di persone sono obese e 29 milioni periscono per malattie dovute ad un eccesso di cibo. In Italia, il paese della dieta mediterranea, i numeri sono preoccupanti: i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e i bambini obesi sono il 9,8%.

Roberto Ghiretti sulla richiesta di Iren per trattare rifiuti anche da fuori provincia

Alla fine dopo tanto parlare è arrivata nero su bianco la richiesta di Iren per trattare rifiuti anche da fuori provincia. Si tratta di un atto chiaro e netto rispetto al quale non esistono posizioni di mediazione: o si è d'accordo o si è contro.

Da oltre un anno i segnali che si volesse procedere in questa direzione sono stati tanti e, personalmente, in tempi non sospetti avevo già chiarito la mia posizione richiamando tutti alle promesse fatte in campagna elettorale, quando tutti si espressero contrariamente all'ipotesi di accogliere rifiuti da fuori provincia. Per quanto mi riguarda il programma elettorale rappresenta un patto sacro e inviolabile con gli elettori e, pur non volendo passare per un massimalista, ritengo che su certe questioni di fondo non possano esserci deroghe o passive prese d'atto.

Di fronte ad una richiesta chiara e inequivocabile da parte di Iren occorre che la politica sappia dare un'altrettanto chiara risposta sulla base di quanto promesso, anche e soprattutto in considerazione del fatto che  la città potrebbe tollerare un ulteriore tradimento da parte della politica.

In primo luogo è chiamato a prendere posizione chi oggi siede al governo della città che, lo ricordo, ha espresso anche un rappresentante in seno al Cda della Multiutility, ma devono far sentire la propria voce anche i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza.

Non mi basta quanto dichiarato dal sindaco Pizzarotti in sede di assemblea dei sindaci in merito al fatto che Iren “se ha sbagliato i conti è giusto che paghi, e non che scarichi i costi sui cittadini".

PRESENTATO IL BILANCIO SOCIALE 2014 DELLA FONDAZIONE ARTURO TOSCANINI

 

Bilancio sociale 20124 Fondazione Arturo Toscanini

156 le manifestazioni realizzate: 117 concerti e 39 opere liriche

Pochi giorni dopo il quarantesimo anniversario dalla nascita dell'Orchestra Stabile dell'Emilia-Romagna, avvenuta il 10 maggio 1975, la Fondazione Toscanini ha presentato oggi presso il suo Archivio storico, in Vicolo San Moderanno, il Bilancio Sociale 2014.

Si tratta della quinta edizione dello strumento di valutazione del proprio operato e della propria complessiva attività, che la Fondazione mette a disposizione del pubblico e degli stakeholders per garantire massima evidenza alla sua azione sul territorio e piena trasparenza su meccanismi di funzionamento e sull'impiego delle risorse pubbliche, private e proprie di cui "la Toscanini" si avvale per il raggiungimento dei suoi fini statutari.

I risultati presentati confermano la buona salute dell'istituzione musicale regionale, da sempre insediata a Parma. Con un volume di bilancio di circa 8 milioni di euro e l'impiego permanente di 74 dipendenti (circa 60 dei quali direttamente impegnati nella produzione musicale), la Fondazione Toscanini ha prodotto nel 2014 qualcosa come 156 manifestazioni (117 concerti e 39 recite d'opera, ossia quasi uno spettacolo ogni due giorni) dimostrandosi una delle poche eccezioni a un panorama nazionale segnato da situazioni gestionali non facili.

"Doveri e diritti. L'educazione al rispetto degli animali": 12/13/14 giugno, Roma, Congresso nazionale LAV

“DOVERI E DIRITTI. L’EDUCAZIONE AL RISPETTO DEGLI ANIMALI”: IL 12, 13 E 14 GIUGNO A ROMA CONGRESSO NAZIONALE DELLA LAV. E  SABATO 13 GIUGNO FESTA PER IL 100° NUMERO  DELLA RIVISTA “PICCOLE IMPRONTE”, CON  IL PATROCINIO DI RAI GULP E I TESTIMONIAL CAROLINA REY E SIMONE LIJOI.

FINO A DOMENICA 14 GIUGNO APPROFONDIMENTI E DIBATTITI SUI DIRITTI DEGLI ANIMALI, CON LO SGUARDO RIVOLTO ALLE GENERAZIONI FUTURE

 

“Doveri e diritti. L’educazione al rispetto degli animali” sarà il tema portante della tre giorni organizzata dalla LAV, per il Congresso nazionale dell’Associazione, convocato da venerdì 12 a domenica 14 giugno, presso Villa Aurelia, a Roma, in Via Leone XIII 459.

 

L’annuale appuntamento statutario sarà anche l’occasione per dei festeggiamenti speciali: “Piccole Impronte”, la rivista LAV per ragazzi, celebra la pubblicazione del 100° numero e dedica una grande festa ai suoi giovani lettori, sabato 13 giugno a partire dalle ore 16.30, presso il parco Centro Congressi Villa Aurelia, con in patrocinio di Rai Gulp e due testimonial d’eccezione: Carolina Rey e Simone Lijoi, volti noti della TV per i ragazzi.

 

Inizia il 16 giugno 2015 il processo sull'Ospedale vecchio di Parma

Il 16 giugno, dopo vari rinvii, si terrà finalmente la prima udienza del processo per abuso d’ufficio nell’iter della gara d’appalto per l’affidamento del project financing per la ristrutturazione dell’Ospedale Vecchio, che vede sul banco degli imputati alcuni membri della precedente giunta, il patron e l’amministratore delegato della Pizzarotti s.p.a., vincitrice dell’appalto.

In attesa che la giustizia faccia il suo corso e si pronunci sulla vicenda, mentre ancora sopravvive questo sciagurato progetto - che prevede la cessione al privato dell’ospedale rinascimentale per 29 anni e sei mesi, in cambio dell’assunzione di parte degli oneri di una ristrutturazione che, in tutti i piani finora presentati, lo comprometterebbe seriamente – siamo qui oggi per testimoniare l’affezione della cittadinanza verso questo edificio monumentale e per denunciare le minacce che lo sovrastano. 

La ormai pluriennale assenza di manutenzione sta generando seri problemi, e l’incuria in cui versa uno dei pochi ospedali rinascimentali esistenti, già orribilmente sfregiato dalla costruzione del cosiddetto ‘mostro di via Kennedy’, è sotto gli occhi di tutti.

Ci troviamo, simbolicamente, a ripulire i portici, quegli stessi portici in cui Nico aveva installato alcune bacheche atte a dare parola alla cittadinanza e, al contempo, a proteggere i muri: quelle bacheche sono state rimosse ed eliminate senza alcun preavviso dall’amministrazione. 

NINFA, IL PANNEGGIO CADUTO performance di danza contemporanea al Palazzetto Eucherio Sanvitale nel Parco Ducale di Parma

L'associazione MPIdeograms è lieta di invitarvi all'evento artistico

Dal 28 maggio al 4 luglio 2015

NINFA, IL PANNEGGIO CADUTO

Al Palazzetto Eucherio Sanvitale nel Parco Ducale a Parma

mostra pittorico-fotografica dell’artista Francesca Dosi arricchita da performance di danza contemporanea

di Chiara Montalbani e Manfredi Perego.

Evento a cura di Annalisa Mombelli

ADDITIVI E CONSERVANTI NEL CIBO

Franco Libero Manco 

            Gli additivi dei cibi sono sostanze tossiche, nocive per l’organismo: deprimono il sistema immunitario e lo predispongono a moltissime patologie; impoveriscono il valore nutrizionale degli alimenti, accelerano l’invecchiamento organico, abbassano il pH del sangue favorendo l’insorgenza di patologie come il cancro, il diabete, cardiopatie, allergie ecc. Bisognerebbe consumare un quantitativo circa venti volte superiore per avere gli stessi nutrienti di un cibo biologico: un cibo trattato, conservato, incellofanato ecc. blocca l’assimilazione di quell'esigua quantità di nutrienti contenuta. Saziarsi non equivale a nutrirsi e le nostre cellule restano affamate di nutrienti indispensabili: questo porta a squilibri, deficit immunitario, scarsa resistenza alle infezioni, predisposizione alle malattie.

In genere negli alimenti trattati vengono aggiunte circa 1500 diverse sostanze chimiche, che non è obbligatorio menzionare sulle etichette; sostanze appetizzanti, che generano dipendenza in modo da dover ingerire quantitativi sempre maggiori di quell’alimento, per non soffrire di mal di testa, irritabilità, nausea, depressione, ansia ecc. finché non si torna a consumare quel prodotto.

Le mani di Infront sul calcio italiano

Sponsor, contratti, giornali, tv: così in pochi anni una società di consulenza si è impadronita dello sport più amato dagli italiani

di ETTORE LIVINI E MARCO MENSURATI

ROMA - L'ingresso della guardia di finanza nella sede di Infront Italia potrebbe rivelarsi uno snodo cruciale nella storia del calcio italiano. Per la prima volta, infatti, viene acceso un faro ufficiale sulle attività, sui protagonisti e sugli interessi dell'azienda che, partendo proprio dalla gestione dei diritti televisivi, negli ultimi cinque anni ha assunto il controllo assoluto del mondo del pallone, in ogni suo aspetto.
Non è solamente simbolico che a mandare i finanzieri ad ispezionare gli uffici di Infront sia stata l'autorità garante per il mercato. Entrata in Lega calcio nel 2008 su presentazione di Antonio Matarrese, proprio con l'incarico di gestire l'asta per i diritti tv, vale a dire l'unica fonte di approvvigionamento del sistema, la società di Marco Bogarelli  -  oggi branch italiano di una multinazionale controllata dalla cinese Wanda Group  -  ha lentamente divorato ogni cosa intorno a sé, finendo con l'occupare ogni minimo spazio occupabile e facendo piazza pulita di ogni forma di concorrenza.

Roberto Ghiretti sulla situazione del verde pubblico di Parma

 Parchi pubblici: “Si coinvolgano le associazioni nella gestione”

“Finalmente la politica torna ad occuparsi di verde pubblico”. Con queste parole, pronunciate dal presidente di Parma Unita Roberto Ghiretti, si è aperto martedì sera l'incontro pubblico promosso per analizzare le condizioni dei nostri parchi e mettere a punto una serie di proposte.

Nella prima parte della serata si sono messi a fuoco una serie di problemi: aree gioco bimbi in condizioni disastrose, manutenzione del verde lacunosa e approssimativa, nessuna capacità di presidio rispetto ai temi della sicurezza.

Particolarmente preoccupante la condizione in cui versa il Parco Ducale, per il quale da tempo la manutenzione del laghetto e la cura degli animali che vi abitano è lasciata alla generosità delle associazioni ambientaliste che intervengono ormai da mesi di propria iniziativa. Situazione un po' migliore in Cittadella dove, in seguito ai lavori di manutenzione straordinaria dello scorso anno, si attende però un progetto complessivo di ripristino delle circa 500 piante tagliate a suo tempo.

Particolarmente interessante l'intervento di Massimo Bax, il quale ha rimarcato i problemi legati alla sicurezza proponendo alcune soluzioni: fare accordi con le associazioni di pensionati delle forze dell'ordine per il presidio dei parchi e valutare l'installazione di telecamere e colonnine SOS.

Francesco Dradi, presidente di Legambiente, ha lamentato l'assenza di un progetto complessivo per la gestione del verde pubblico mentre Arturo Dallatana, presidente dell'associazione Amici della Cittadella, ha ricordato come la mancata sostituzione del custode andato in pensione e la chiusura del Camping si siano rivelati errori gravi.

QUALE PRESENTE PER L'OSPEDALE VECCHIO DI PARMA?

QUALE PRESENTE PER L'OSPEDALE VECCHIO? 

Recentemente abbiamo letto, su Gazzetta e Parma.Repubblica, alcune dichiarazioni dell’assessore Ferraris in merito ad una “riqualificazione della Biblioteca Civica” e più precisamente di “interventi legati all’adeguamento degli impianti e consolidamenti strutturali” che dovrebbero partire tra fine estate e inizio autunno, con un progetto esecutivo approvato entro il mese di maggio. 

Come cittadini, proprietari dell’Ospedale Vecchio e utenti degli istituti culturali ancora ospitati al suo interno (Biblioteca Civica, Emeroteca, Archivio di Stato e Centro Cinema con videoteca) e di tutti gli spazi cui ci è consentito accedere (crociera, cortili, portici), chiediamo alcuni chiarimenti in merito alle intenzioni dell’Amministrazione.

E’ evidente a tutti che 12 anni di abbandono (9 delle giunte passate più 3 da parte di quella attuale) ormai presentano il conto, e molto salato: infiltrazioni d’acqua sui documenti dell’Archivio, interi piani ostaggio dei piccioni, umidità devastante nei pregiati ambienti dell’ex archivio comunale, cedimenti strutturali in luoghi di intenso passaggio come il grande scalone che porta in crociera. E a fronte di ciò, stanziamenti incongrui e ritardi inaccettabili. 

Ripercorriamo brevemente la storia di questi ultimi 3 anni:

Concerto per la pace Sabato 23 maggio 2015, ore 21 a Parma nella Chiesa di San Vitale per ricordare i caduti della grande guerra

per ricordare i caduti della grande guerra, nei cento anni dall'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale. Sabato 23 maggio 2015, ore 21, Chiesa di San Vitale. Ingresso gratuito 

Dopo aver stipulato un patto di alleanza con le potenze della Triplice Intesa, l'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria il 23 maggio 1915, iniziando le operazioni belliche il giorno dopo. A cento anni dall'entrata della nostra nazione nella prima guerra mondiale, il Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" di Parma organizza un "Concerto per la pace" che si terrà sabato 23 maggio, ore 21.00, nella Chiesa di San Vitale, per ricordare i caduti nella Grande Guerra. Lo fa con l'esecuzione di brani sacri di ogni tempo: la seicentesca Funeral Music di Henry Purcell, il Requiem di Puccini, per arrivare alla contemporaneità con brani come Vierge Marie di Francis Lopez, la Missa Brevis di Jacob de Haan e Uomo del mio tempo di Michele Grassani.

A dare vita al concerto sarà la Symphonic Wind Band, formazione del Conservatorio di Musica “A. Boito” che offre agli allievi delle classi di strumenti a fiato e a percussione la possibilità di fare un'esperienza orchestrale. Fondata nel 1995 dal Maestro Fabio Tamanini, allora docente di Musica d'insieme per fiati, la Symphonic Wind Band ha al suo attivo circa sessanta concerti in sedi prestigiose come il Teatro Regio di Parma, il Teatro Comunale di Modena e il Teatro Magnani di Fidenza. L’ensemble sarà diretto dai prof. Michele Grassani e Andrea Saba. Con loro la classe di canto corale del Prof. Tommaso Ziliani, il Coro Labirinto di Brescia (diretto da Tommaso Ziliani), la Corale S. Giulia di Paitone (diretta da Enzo Loda), Giulia Arnaboldi (viola) e il soprano Han Maru.

L’ingresso al concerto è libero e gratuito.

IL SABATO DEL VILLAGGIO

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch'ebbe compagni dell'età più bella.

I DUE FOSCARI Al Municipale di Piacenza il 22 e il 24 maggio 2015

I DUE FOSCARI STAGIONE LIRICA 2014-2015 

A chiudere la Stagione Lirica 2014-2015 della Fondazione Teatri di Piacenza sarà un'opera di Giuseppe Verdi, I Due Foscari, rappresentata in forma di concerto.

Il debutto è previsto per venerdì 22 maggio alle 20,30 e in replica domenica 24 maggio alle 17,30. 

Si chiude questo fine settimana con la rappresentazione in forma di concerto dell'opera verdiana I due Foscari la Stagione Lirica 2014-2015 della Fondazione Teatri di Piacenza.

L'opera, che debutterà venerdì 22 maggio alle 20,30 e in replica domenica 24 maggio alle 17,30, è una produzione della Fondazione Teatri di Piacenza e vedrà esibirsi sul palco del Municipale un cast “stellare”. Sono stati, infatti, coinvolti in questo progetto cantanti di fama mondiale e altri già affermati che per l'occasione saranno accompagnati dall'Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna diretta Donato Renzetti e dal Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati.  

Tornando al cast venerdì alle 20,30 e domenica alle 17,30 si potranno ascoltare le voci straordinarie del baritono Leo Nucci nel ruolo di Francesco Foscari, del tenore Fabio Sartori in quello di Jacopo Foscari, del soprano statunitense Kristin Lewis nei panni di Lucrezia Contarini e del basso Marco Spotti in quelli di Jacopo Loredano. Ad affiancarli ci saranno Fabrizio Paesano (Barbarigo) e Federica Gatta (Pisana). 

Roberto Ghiretti sulla nomina del Presidente TEP spa chiede un segno di discontinuità con il passato

Nuovo presidente di Tep: “La Provincia dia un segno di discontinuità rispetto al passato” 

Entro giugno 2015 andrà in scadenza il Cda di Tep Spa, società controllata al 50% da Comune e Provincia di Parma. In ossequio ai patti parasociali sottoscritti dai due enti il prossimo presidente della società sarà indicato da Piazzale della Pace e sarà questa l'occasione per dare un diverso assetto ad una società che nei due anni di gestione affidata da Pizzarotti a Mirko Rubini ha conosciuto diversi momenti di crisi.

Penso ad esempio al deteriorarsi dei rapporti sindacali che ha avuto il via con l'operazione di allontanamento di due dirigenti su tre e sono peggiorati in questi mesi a causa di un diffuso “clima di tensione” in azienda, come hanno recentemente denunciato le sigle sindacali stesse.

In questi due anni, a dispetto di quanto dichiarato dal Sindaco, abbiamo assistito ad un taglio delle corse e dei servizi, una riduzione complessiva degli sconti sugli abbonamenti, il tutto in riferimento ad una società che ha sostanzialmente i conti in ordine e non necessita di tagli così significativi. E se da una parte si è tagliato, dall’altra si sono affidate consulenze che a più riprese sono state al centro di interrogazioni da parte delle opposizioni in Consiglio comunale. Ma è pensando alle sfide da affrontare nel prossimo futuro che ritengo ci sarebbe bisogno di politiche di rilancio efficaci, non solo in relazione alle ipotesi ventilate di pedonalizzazione del centro storico, ma anche pensando ad una mobilità sempre più moderna e al passo con i tempi. Non va sottovalutato infine il fatto che la riforma Del Rio spinge pesantemente nella direzione di aggregazioni con altri soggetti limitrofi, un tema che dovremo affrontare con l'ausilio di un management preparato, autorevole e al di sopra delle parti.

Parma calcio, dietro il fallimento l’affare (possibile) dell’acquisto

Giù il prezzo d’asta . Il taglio dei debiti sportivi e il prestito all’ex dirigente

Il Parma calcio dell’era Ghirardi non aveva le risorse per pagare gli stipendi. Pietro Leonardi, l’allora amministratore delegato con ampi poteri, compresa la gestione della cassa, aveva bisogno di soldi. È andato in banca? No, si è fatto prestare dal Parma 1,3 milioni e non li ha ancora restituiti. È una delle tante operazioni mai rese note e ancora da chiarire. Come i 130 tesserati in organico. Molti di loro sono destinatari di un incentivo all’esodo incomprensibile (in totale ben 20 milioni) visto che non hanno mai messo piede negli spogliatoi del Tardini. Ma ora quel che conta è una partita da dentro o fuori. Entro il 28 maggio il Parma deve trovare un compratore altrimenti finisce tra i dilettanti. Tempi strettissimi per i curatori fallimentari, Alberto Guiotto e Angelo Anedda. Puntano a far cassa cedendo il ramo d’azienda dell’attività sportiva, che dunque «rinascerebbe» senza debiti, per poi partire con probabili azioni di responsabilità e revocatorie nell’ambito del fallimento del «vecchio» Parma. Le prime due aste sono andate deserte, la terza è domani, la quinta e ultima è il 28. Il prezzo cala del 25% ad ogni tornata e nell’ultima sarà di 6 milioni. 
Chi rileva il Parma, però, dovrà coprire i debiti sportivi per iscriversi entro il 30 giugno al campionato di B. È il grande scoglio. Ma i 78 milioni di partenza sono già stati ampiamente ridotti dall’opera dei curatori fallimentari. E giorno dopo giorno si delineano i contorni di un affare possibile. Tanto più in un ambiente che si sta stringendo intorno ai colori gialloblu. Alcuni imprenditori stanno infatti finanziando in modo disinteressato e riservato le squadre del settore giovanile, contribuendo a vitto, alloggio e trasferte dei ragazzi. 

La questione morale in periferia

Gian Antonio Stella

Verso le elezioni di fine maggio: movimenti, scontri e tensioni nei partiti

Mancano solo «Genny ‘a carogna» e « Giggino ‘o drink », dicono i nemici di Vincenzo De Luca guardando le liste elettorali messe insieme dal «mai rottamato» sindaco di Salerno che corre alla conquista della Campania. E snocciolano un elenco sempre più lungo di figure più o meno impresentabili: dal fascista nostalgico che andava in pellegrinaggio sulla tomba del Duce e bollò tre gay «questi mi fanno schifo», ai riciclati dalla lunga carriera vissuta all’ombra di Nicola Cosentino, dalle mogli di potentissimi padroni delle tessere forzisti in perenne transumanza da un partito all’altro fino a personaggi ai confini tra la mala-politica e la mala-vita. 

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