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La vita sta cambiando pelle

Il CDI del Lirico di Cagliari approva il programma presentato dalla Sovrintendente Angela Spocci

Qualcosa si muove nel giusto verso a Cagliari. Forse spronati anche dalla lettera di Salvatore Nastasi, il CDI del Lirico di Cagliari approva la stagione lirico-sinfonica 2015 del Teatro, dopo due ore di riunione del Consiglio di indirizzo della Fondazione. Si parte il 29 maggio con Aida, poi le altre opere: Elisir d’amore, Carmen, Nabucco, Vedova allegra, e Jura. La riunione del CDI, iniziata verso le 15, è terminata intorno alle 17. Pare vi sia stato anche un confronto tra il CDI e una rappresentanza dei lavoratori  che venivano da tre giorni di sciopero. Restiamo in attesa di conoscere il budget di spesa e il cartellone degli artisti ingaggiati. (Parma, 27/04/2014)

Luigi Boschi 

4 MAGGIO 2015: ALL'UNIVERSITÀ DI PARMA UNA GIORNATA DEDICATA ALL'EXPO

4 MAGGIO: ALL'UNIVERSITÀ UNA GIORNATA DEDICATA ALL'EXPO.
In sostituzione delle lezioni, una serie di approfondimenti sugli argomenti al centro all’Esposizione Universale di Milano 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. Due i poli: il Campus e il Dipartimento di Economia 

Quella del 4 maggio 2015 sarà una giornata speciale per l’Università di Parma. Una giornata interamente dedicata all’Esposizione Universale di Milano 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”.

Il 4 maggio in Ateneo saranno sospese tutte le attività didattiche e, in sostituzione delle lezioni, sarà proposta una serie di approfondimenti sugli argomenti al centro dell’Expo. Sarà un’ampia discussione, condotta da diversi esperti e cui tutti – a partire naturalmente dagli studenti - sono invitati a partecipare. Alimentazione, sostenibilità, ricerca e sviluppo saranno le parole chiave.


L’iniziativa rientra nel progetto “Unipr&Expo - L’Università di Parma per Expo 2015”
, con il quale l’Ateneo mette in campo il suo patrimonio di saperi nelle tematiche legate all’alimentazione e al cibo e, in genere, agli ambiti centrali di Expo Milano 2015. Dopo i convegni di approfondimento realizzati lo scorso anno e la “Giornata Expo” del 4 maggio, il progetto proseguirà nei prossimi mesi con altri eventi, pensati per le scuole e per la cittadinanza, che saranno presentati a breve.

Teatro Lirico di Cagliari: terzo giorno di sciopero

Fondazione alla deriva: dal ministero "cartellino giallo" contro i diversi livelli del management della struttura che non è stata in grado di varare la stagione di spettacoli

Walter Porcedda

CAGLIARI. Teato Lirico off limits. Anche oggi i lavoratori incrociano le braccia. E, così siamo già al terzo giorno di sciopero. Mercoledì la lettera del Mibact con la richiesta di chiarimenti ha, nei fatti, sollevato il cartellino giallo a Presidente e Comitato d’indirizzo per il mancato varo della stagione Lirica. In effetti questa storia ha veramente dell’incredibile perchè per ben tre volte lo stesso organo che guida la Fondazione ha bocciato il progetto presentato dalla Soprintendente Angela Spocci. Stagione (e che dovrebbe comunque ripresentare il prossimo lunedì ). Nel frattempo, per la prima volta non si hanno notizie del Festival di Sant’Efisio, tradizionale appuntamento di eventi allestito per anni a maggio dal Lirico e attorno al quale c’è sempre stata grande attesa e curiosità. Niente da fare, ed è al Martire probabilmente che occorrerebbe chiedere la grazia per rivedere il teatro nuovamente a pieno regime con il pubblico, i concerti e le opere.

Per il momento c’è solo tanta delusione e rabbia. E scioperi. Cgil, Uil, Fials, Libersind, Snater e Css in una nota al termine di un’assemblea dei lavoratori riferiscono la richiesta unanime per un «immediato cambio di rotta, che può manifestarsi solo con la revoca dell’attuale Soprintendente».

E a questo proposito si domandano: «cos’altro è necessario perchè il consiglio di indirizzo si decida ad agire informando il Mibact dello sfacelo al quale sta andando incontro la Fondazione? Questo immobilismo sta rendendo l’organo di indirizzo compartecipe dell’annichilimento della Fondazione». E qui le dolenti note.

Università di Parma, 29 APRILE 2015: INCONTRO "SATIRA IN PRIMA"

Sarebbe utile per i giudici e la Procura di Parma un attento ascolto, visto che spesso, mostrano palesi lacune o no hanno idea cosa sia satira, ironia, dirito di cronaca. LB

29 APRILE: INCONTRO "SATIRA IN PRIMA"
Per la prima volta insieme, Altan, Emilio Giannelli, Gino e Michele, Staino, Vincino e Fogliazza discutono del loro lavoro, che ha disegnato la storia d'Italia tra il pieno ‘900 e il 2000. 

Mercoledì 29 aprile, alle ore 15, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), si terrà l’incontro Satira in Prima – La politica graffiata nei giornali italiani. Per la prima volta insieme, i maggiori rappresentanti della satira italiana discutono del loro lavoro, che ha disegnato la storia d'Italia tra il pieno ‘900 e il 2000. Il  tema  è particolarmente attuale, dopo che i funesti eventi di "Charlie Hebdo" lo hanno portato alla ribalta mondiale.

Interverranno Altan (L’Italia con l’ombrello), Emilio Giannelli (Sorridere al “Corriere”), Gino e Michele (Noi di “Zelig”), Staino (Noi di “Tango”), Vincino (La satira come controinformazione) e il vignettista parmigiano Fogliazza (Oggi si cambia).

DERIVATI Le scommesse sbagliate sul calo dei tassi Un conto miliardario per i contribuenti

Discutiamo da settimane della possibile esistenza nei conti pubblici di un tesoretto di 1,6 miliardi e scopriamo ora che lo scorso anno il Tesoro ha bruciato con i derivati una somma pari a ben due di quei presunti tesoretti. Tre miliardi e trecento milioni, per l’esattezza. Due tesoretti lo scorso anno, quasi due nel 2013, altri due e mezzo nel 2012, e ancora un paio l’anno precedente. Più un altro tesoretto e mezzo, ha spiegato Stefania Rimini per Report di Milena Gabanelli, causa rinegoziazioni dei contratti di cui sopra. Il risultato è che in quattro anni abbiamo visto evaporare 15,3 miliardi pubblici. Per capirci, è la somma che il governo Renzi dovrà trovare quest’anno per evitare l’aumento delle tasse contemplato dalle clausole di salvaguardia. Tutti soldi finiti a rimpinguare il conto economico di 17 banche estere e due italiane (Intesa Sanpaolo e Unicredit). Quelle, appunto, con cui il Tesoro ha sottoscritto una decina d’anni fa i contratti di finanza derivata. 
Per quale motivo l’ha fatto? Gli esperti spiegano che quei contratti sono come delle polizze assicurative. Servirebbero a coprire parte del debito pubblico dal rischio di aumento dei tassi d’interesse e dal conseguente aggravio della spesa. Come funziona è presto detto. Il Tesoro si impegna a pagare alla banca, di solito una delle grandi major internazionali del ramo, un tasso fisso su un certo ammontare di debito pubblico. Poniamo che sia il 4 per cento annuo. La banca, a sua volta, corrisponde allo Stato italiano un interesse variabile misurato sull’ Euribor. Se quest’ultimo è più alto del tasso fisso, il Tesoro ci guadagna la differenza. Ma se è più basso, ci rimette. Oggi che i tassi sono a zero, ci rimette tutto. 

Expo, nel cantiere è partita la volata «Venerdì tutti i padiglioni apriranno»

MILANO Fino a qualche giorno fa stava prudente: «Solo pochi padiglioni non saranno finiti». Poi si era spinto oltre: «Uno o due». Finché ieri, a meno quattro giorni e mezzo dall’inaugurazione, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala ha voluto dire che «siamo alle finiture: tutti i padiglioni apriranno». L’unica incertezza rimasta è il meteo, ma soltanto nei giorni prima del via: «Forse pioverà un po’». Il primo maggio invece pioverà di sicuro. 
L’ultima corsa
Almeno trenta Paesi sui cinquantaquattro titolari di padiglioni autonomi avevano già finito da tempo. Negli ultimi giorni erano rimasti più in ritardo di altri Turchia, Russia, Indonesia, Nepal. Oltre al padiglione Italia che specialmente nel lato sud del cardo, la traversa della strada principale dell’Expo chiamata decumano, era ancora alle prese con l’asfalto da stendere. 
Ma da giovedì scorso l’impennata di velocità è stata determinante. Il numero degli operai presenti in cantiere sulle ventiquattro ore ha toccato quota novemila. Tutti i padiglioni tranne quello del Nepal, di cui si dà conto a parte anche in relazione al terremoto che ha colpito il Paese, sono finiti non soltanto nelle strutture ma anche negli allestimenti relativi alle parti visitabili dal pubblico. 
Il grande Open Theatre da undicimila posti che ospiterà lo show del Cirque du Soleil è finito, così come sono ultimati da tempo i nove cluster tematici e gli undici edifici lunghi fino a centotrenta metri che ospiteranno ristoranti e servizi. 
Finito il Children Park, finita la Cascina Triulza che insieme con Palazzo Italia è il solo edificio pensato per non essere abbattuto dopo l’Expo ma per restare in piedi e utilizzato. L’acqua scorre nei canali, la pulizia definitiva sarà fatta alla vigilia. 
Che cosa manca

Ricostruzione con automezzi e costumi storici del giorno della liberazione a Parma

Foto Luigi Boschi: Parma 26/04/2015

la Colonna della Libertà ha fatto visita a Parma, per ricordare l’atmosfera di quel giorno di primavera. Partiti da Casalecchio di Reno, la parata ha coinvolto anche Medesano, Collecchio, Fontevivo e Fontanellato. 

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VeganOK - domenica 26 aprile 2015

Promiseland.it - 
Tantissime novità al VeganFest 2015
La più grande esposizione del mondo Vegan, "per nutrire il pianeta" in modo etico......
"Chi è stato?" è una poetica favola ecologista
"Chi è stato?", il libro che spiega ai bambini il rispetto per gli animali e l'ambiente......
@Vivi Benessere al Palacongressi di Rimini
Dall'8 al 10 Maggio la seconda edizione di @Vivi Benessere, la festa multisensoriale......
2 Maggio: Festa dell'uomo consapevole
Appuntamento Venerdì 1 e Sabato 2 Maggio a Porto Sant'Elpidio per la 1^ Festa dell......

Il Paese smantellò la patria, la Resistenza la ricostruì

Eugenio Scalfari

L'ARTICOLO che ora comincerete a leggere l'ho scritto ovviamente ieri, sabato 25 aprile. L'anniversario ricorda ciò che avvenne settant'anni fa: la liberazione dell'Italia dal giogo nazista ad opera delle armate angloamericane ma con il contributo importante della resistenza partigiana ed anche dei reparti dell'esercito regolare italiano inquadrati nell'VIII Armata a comando inglese.

Le brigate partigiane entrarono per prime a Milano, Torino, Genova dopo 18 mesi di resistenza sulle montagne alpine, prealpine e appenniniche e lo spirito che le unificò fu l'antifascismo. Nelle varie brigate c'era quello spirito comune a tutti e molto variamente rappresentato: le brigate Garibaldi erano comuniste ed erano le più numerose, ma c'erano anche quelle di Giustizia e Libertà del Partito d'Azione, quelle Matteotti socialiste, quelle cattoliche, quelle monarchiche ed anche repubblicane e liberali. Complessivamente erano alcune migliaia di giovani e c'erano anche donne con loro, ma il grosso che comprendeva una parte considerevole della popolazione italiana da Firenze in tutta la valle del Po e all'arco alpino era fatto dalle famiglie che abitavano quei luoghi e che rifornivano di cibo i partigiani e li ospitavano nelle notti in cui scendevano a valle per procurarsi quanto era loro necessario, comprese armi e munizioni.

Roberto Ghiretti sui nuovi consigli comunali di quartiere a Parma

Neanche nella peggiore delle ipotesi ci si poteva aspettare che la percentuale dei votanti alla elezione dei Consiglieri di quartiere potesse arrestarsi al 1,95% dei parmigiani.

Un dato che unito alla bassissimo numero di candidati testimonia definitivamente il tracollo di un progetto che fin da subito appariva inutilmente farraginoso e, soprattutto, inutilmente costoso.

Sì perché questo esperimento di democrazia di plastica ci è costato quasi 60mila euro così dettagliati: 10.064, 51 euro per la stampa dei depliant, 4.741,16 euro per i servizi di Poste Italiane, 1.439,60 euro per la stampa dei manifesti di pubblicizzazione delle elezioni, 3.799,08 per inserzioni pubblicitarie sui media locali e 36.880 euro di servizi informatici da parte di It.City. Sono soldi in cui si decide di tagliare servizi scolastici essenziali avrebbero fatto comodo, soprattutto se si considera che, visti i 2724 partecipanti, possiamo ben dire che si sono spesi 21 euro a voto: un'enormità visti i risultati!

Leggo già sui Social network che qualcuno vorrebbe liquidare la cosa come una prova di immaturità dell'elettorato parmigiano che non saprebbe apprezzare la democrazia diretta. Io penso invece che si tratta con tutta evidenza di una prova scadente da parte di questa amministrazione in termini di progettualità.  Troppo astruso il meccanismo dei candidati sorteggiati, troppo vago il ruolo che i futuri consiglieri andranno a ricoprire, troppo macchinoso il voto elettronico: la ricetta proposta dai 5 stelle per dare voce ai quartieri di Parma è fallimentare da qualsiasi punto di vista la si guardi. Di fatto quella di queste elezioni poteva essere un'occasione per tutti, si è trasformata invece in una sconfitta per la città intera e per il concetto stesso di democrazia.

Mattarella e i valori del 25 Aprile «Democrazia è lotta per la legalità»

Il capo dello Stato all’Altare della Patria, poi la cerimonia nel capoluogo lombardo «Non c’è equivalenza possibile tra chi sosteneva gli occupanti e chi li combatteva»

MILANO «Per noi democrazia oggi vuol dire anche battaglia per la legalità. Vuol dire lotta severa contro la corruzione». Sergio Mattarella, fino a quel punto assolutamente misurato, aggiunge colore e enfasi alla voce. Per il capo dello Stato democrazia significa anche «contrasto aperto contro le mafie e tutte le organizzazioni criminali, che sono una piaga aperta nel corpo del Paese». E richiama al dovere le istituzioni, che «devono tenere alta la guardia e chiamare a sostegno i tanti cittadini e le associazioni che costituiscono un antidoto di civismo e di solidarietà». 

“Affinità elettive” e “Paesaggi sentimentali” concerti all'auditorium del Carmine di Parma

 

Andrea PadovaAdriana CicognaRoberta Ropa

Il pianista Andrea Padova e il duo Adriana Cicogna (mezzosoprano)-Roberta Ropa (pianoforte) suonano per “I Concerti del Boito”. 

Due gli appuntamenti della settimana con il ciclo “I Concerti del Boito”, organizzati dal Conservatorio di Parma nell’Auditorium del Carmine. Martedì 28 aprile, alle 21.00, il noto pianista Andrea Padova condurrà il pubblico in un percorso che esplora le “Affinità elettive” fra tre compositori apparentemente lontani nel tempo. Il programma inizierà infatti con alcune Sonate del compositore barocco Domenico Scarlatti, che furono intitolate dal loro autoreEssercizi per gravicembalo: una definizione modesta, che metteva in risalto la componente didattica di composizioni che andavano ben al di là di semplici esercizi. Spesso le Sonate di Scarlatti vengono considerate "pre-pianistiche", e in effetti esse ebbero molti ammiratori in epoca romantica. Chopin (di cui Padova interpreterà alcuni Valzer, Mazurke, Notturni e Scherzi) amò questi brani e li fece studiare ai suoi allievi. Così anche Liszt: neiValse oubliée e in Les Jeux d'eaux a Villa d'Este si possono trovare debiti nei confronti della scrittura tastieristica scarlattina. Di Andrea Padova il Washington Post ha scritto: "trasforma il suono in poesia. Il suo virtuosismo, dispiegato con sensibilità, risuona a ogni battuta...".

Sabeen, l’attivista dei diritti umani uccisa a Karachi

Aveva organizzato la prima maratona hacker in Pakistan. I legami con le vicende del Belucistan

Sabeen Mahmoud aveva lanciato in Pakistan la prima hackathon, una maratona di sviluppatori di software, programmatori e grafici web. E poi aveva ospitato letture di poesia, proiezioni di film, dibattiti su questioni critiche di tutti i tipi: tutto questo in quanto direttrice dal 2007 dell’organizzazione no-profit per i diritti umani «The Second Floor» (T2F). 
Cinque proiettili in corpo: qualcuno le ha sparato ieri sera alle nove nel quartiere residenziale di Defense, mentre tornava a casa con la madre che è rimasta ferita. 
«The Second Floor» è una libreria-café, al secondo piano di un edificio, creata da Sabeen come «spazio inclusivo dove gente di ogni genere potesse sentirsi a proprio agio». Nel 2006, quando finì gli studi universitari, e cominciò a vedere i suoi amici che andavano ad abitare all’estero, la ragazza trentenne cominciò a chiedersi: «Come si fa a fare amicizia in una città come Karachi? Come fai a incontrare qualcuno e a dire: “Questa è la mia storia, qual è la tua?” Quando vai in un ristorante o in un bar, la gente si riunisce con i suoi amici o con la sua famiglia e non inizia a conversare con degli estranei, e io sentivo che avevamo bisogno proprio di questo, di un posto dove la gente potesse andare senza essere giudicata». 

Leggere ai bambini prima della scuola li aiuta nel linguaggio

La prova scientifica degli effetti sul cervello: si accendono le aree preposte a comprensione e fantasia. Differenze tra bambini stimolati dai genitori o no

Molto spesso i genitori iniziano a leggere libri ai loro bambini anche quando sono molto piccoli, nella speranza che questo possa facilitarli nel linguaggio e farli affezionare alla lettura. Adesso ci sono le prove scientifiche del beneficio di questa attività proprio in questi termini.

L’impatto della lettura

Uno studio del Centro Medico dell’ospedale pediatrico di Cincinnati (Ohio, Usa), condotto da John Hutton con risonanza magnetica funzionale, ha mostrato infatti come «l’esposizione alla lettura durante la fase dello sviluppo del bambino che precede la scuola materna sembra avere un significativo impatto misurabile su come il cervello del piccolo elabora le storie e si pone nei confronti della lettura» spiega il ricercatore, il cui studio è stato presentato al convegno annuale dellePediatric Academic Societies a San Diego.

Il metodo di ricerca

I creditori di Atene infuriati con Syriza «Di sinistra? Frena il Pil, aiuta i ricchi»

L’accusa: ha esteso a seimila oligarchi la dilazione su 60 miliardi di arretrati dovuti al Fisco

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BERLINO

Da tre mesi al potere in Grecia, il governo di Syriza è considerato dai suoi creditori tutto meno che di sinistra. Per ora – dicono – ha favorito i ricchi e i soliti oligarchi che tirano le leve del comando ad Atene da decenni e decenni. 

Roberto Ghiretti, Parma Unita: Un patto per la città

Foto Luigi Boschi: Roberto Ghiretti - Parma Unita: Un patto per la cittàFoto Luigi Boschi:Roberto Ghiretti - Parma Unita: Un patto per la città

Roberto Ghiretti nell'incontro con i simpatizzanti del Movimento civico durante l'inaugurazione della nuova sede in via Alessandria 16 nel suo intervento ha manifestato il suo impegno per costruire insieme un Patto con la città affinché Parma torni ad essere una città Europea d'avanguardia e non di retroguardia. (Parma, 24/04/2015) Luigi Boschi

Foto Luigi Boschi: Parma Unita

CENT’ANNI! DAL GENOCIDIO DEGLI ARMENI

cento anni fa, il 24 aprile 1915, aveva inizio nell’ImperoOttomano il genocidio degli armeni. Oggi a Yerevan vi sono celebrazioni allapresenza dei rappresentanti di molti Paesi. Ieri a Echmiadzin, sede della Chiesa Apostolica, il Catholicos Karenin II ha proclamato sante tutte le vittime. Albertina Soliani

Gabriella Uluhogian

Cent’anni e tanta stanchezza…. Il 24 aprile 1915 a Costantinopoli viene dato l’avvio a un genocidio ancora oggi non riconosciuto da chi l’ha commesso e che suscita stupore, e talvolta fastidio, in chi, assolutamente ignaro, ne sente parlare.
Nella notte del 24 aprile di cent’anni fa, nell’allora capitale dell’Impero ottomano, furono arrestate alcune centinaia di armeni in vista: giornalisti, scrittori, deputati, amici di quei Giovani Turchi con i quali, solo pochi anni prima, avevano inneggiato alla svolta democratica in Turchia.
Molti di loro non diedero mai più notizia di sé: alla stazione di Haydar Pacha, affacciata sul Bosforo, furono caricati su un treno e avviati verso l’interno dell’Anatolia. Di qualcuno si seppe la fine atroce, di un altro si scoprirono dei versi nella tasca di una giacca abbandonata. Pochissimi ritornarono stravolti alle loro case…
Era solo l’inizio di quella pulizia etnica che eliminò gli armeni dalla terra che abitavano da millenni: la prima guerra mondiale, che portò lutti e rovine mai prima visti in Europa e nel mondo, ne favorì l’esecuzione.

Milano EXPO 2015: Sport, musica e gastronomia Un palinsesto lungo sei mesi

Oltre 17 mila appuntamenti (cento al giorno), sei «quadri-icona» (uno per mese, dal «Quarto stato» di Pellizza da Volpedo al «Bacio» di Hayez), dieci parole chiave (dall’arte alla scienza) e centinaia di location (dal centro a tutta l’area metropolitana). 
Expo in Città è il «fuori evento» che animerà Milano durante i sei mesi dell’esposizione universale. Un enorme palinsesto che spazia dallo sport alla cultura, dalle attività per bambini ai concerti, dai laboratori gastronomici ai convegni, dalla street art agli eventi a tema organizzati dai Paesi partecipanti. L’obiettivo? Disegnare un ponte tra il sito espositivo e la città che lo ospita, raddoppiare il fermento dell’evento globale portandolo anche nelle strade di Milano. 
Il progetto è nato poco più di un anno fa da Comune e Camera di commercio: «Volevamo dare un motivo in più ai visitatori per decidere se venire a Milano o meno nei mesi dell’esposizione — spiega Claudio Artusi, coordinatore di Expo in città —. E anzi, magari qualcuno verrà proprio per i nostri appuntamenti e poi andrà a visitare il sito. Expo ed Expo in città sono due gambe che camminano in parallelo per valorizzarsi l’un l’altra». 
Fondato nel marzo 2014, Expo in città è il frutto di un grande lavoro di coordinamento: per prima cosa è stato realizzato il sito web, un punto di incontro tra domanda e offerta di spazi. Così, dal basso, chi aveva una location l’ha messa a disposizione e chi aveva dei contenuti in mente si è fatto avanti. Una commissione ha valutato le proposte e ha selezionato quelle più adeguate. 

Il traffico dei migranti. Lo scafista aiutato dalla Libia: «Così i soldati ci danno i barconi»

ROMA Hanno complicità istituzionali importanti — per quanto possano ancora valere le istituzioni, laggiù — i mercanti che dalla Libia spediscono ogni giorno carne umana verso l’Italia. In ogni caso influenti. Militari che, dietro lauto compenso, favoriscono gli affari dei nuovi «negrieri», addirittura scortando i barconi fino alle acque internazionali. A svelare questo sostegno è uno dei trafficanti più attivi sull’altra sponda del Mediterraneo: Yehdego Medhane, eritreo di 34 anni con moglie e figlio con lo status di rifugiati i in Svezia, identificato dai poliziotti del Servizio centrale operativo e ora ufficialmente latitante dopo l’arresto ordinato dalla Procura di Palermo. Su di lui s’erano concentrati anche gli accertamenti della Procura di Roma, nell’ambito di un’altra inchiesta; gli investigatori del Nucleo speciale d’intervento della Guardia costiera l’avevano individuato attraverso una telefonata in cui lui stesso ammetteva la corruzione dei militari libici. 
«Medhane riferisce di avvalersi della collaborazione di alcuni appartenenti alla locale Guardia costiera — si legge nel riassunto di una conversazione dell’1 agosto dello scorso anno —. In diverse occasioni infatti, pagando questi ultimi, ha ottenuto in cambio la liberazione di alcune imbarcazioni. Altre volte la stessa Guardia costiera ha fornito maggiore attenzione alle unità in difficoltà». La stessa telefonata fu ascoltata anche dalla polizia, secondo la quale Medhane vantava conoscenze tra i soldati, e raccontava che «due volte sono stati fermati in mare dalle navi militari, e sono stati lasciati andare via pagando. Medhane aggiunge che un giorno un loro barcone si è guastato in mare, e questi militari li hanno soccorsi e li hanno accompagnati fino alle acque internazionali». 

Libri e rose contro la crisi. La festa di Sant Jordi a Barcellona

ritratto di Shakespeare

La giornata del libro cade in una data "letteraria": coincide con San Giorgio, patrono dei librai, a Barcellona, e con la morte di Shakespeare.
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Delia

Il Mediterraneo è una frontiera europea

di Sergio Romano

Spiace constatarlo, ma è stato necessario un altro dramma, il più grave dall’inizio del fenomeno, perché l’Europa cominciasse ad accorgersi che il Mediterraneo è una frontiera europea ed è il luogo in cui i morti, dall’inizio dell’anno, rappresentavano, prima dell’ultimo disastro, il 79% delle persone che nello stesso periodo hanno perso la vita cercando di attraversare una frontiera nell’intero pianeta. È improbabile che il vertice di Bruxelles, voluto dall’Italia, riesca a sciogliere oggi tutti i nodi di una questione particolarmente intricata. Ma sarà più difficile d’ora in poi, per i Paesi che in questi ultimi mesi hanno dato prova di una sconcertante indolenza, voltare le spalle a una questione che non concerne soltanto l’Italia e la Grecia. L’ultima tragedia sembra avere risvegliato le coscienze, aguzzato gli ingegni, reso possibile la convergenza tra le forze politiche italiane e meglio chiarito, per tutti gli europei, i termini della questione.

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