Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Piante intelligenti: comunicano e vedono grazie a rete di sensori

Marco Mancini

Le piante anche se non sono dotate di occhi veri e propri riescono a vederci. A sostenerlo è il neurobiologo Stefano Mancuso, dedito da anni allo studio dei “sensi” delle piante. La tesi dello scienziato fiorentino è stata esposta in un recente studio pubblicato sulla rivista specializzata “Trend in plant science”, firmato anche dal docente di biologia cellulare tedesco Frantisek Baluska.

Secondo Mancuso le piante sono organismi viventi dotati di una loro intelligenza e di un sistema simil-neuronale inglobato nelle radici in grado di collezionare e leggere i dati presenti nell’ambiente circostante. Gli scienziati sono giunti a questa conclusione analizzando una serie di studi sulle capacità sensoriali dei vegetali.

Diversi grandi studiosi in passato hanno sostenuto questa affascinante teoria. Il botanico tedesco Gottlieb Haberlan, inventore della coltivazione in vitro, identificò nelle piante una struttura cellulare superficiale simile a una lente convessa in grado di riflettere la luce e le immagini. A riconoscere questa abilità nelle piante furono anche Francis Darwin e Harold Wager.

A supporto della sua tesi Mancuso ha illustrato il comportamento della Boquilla trifoliata, una pianta rampicante cilena che riesce a mimetizzarsi con l’albero su cui si arrampica. L’aspetto delle sue foglie muta per somigliare a quello della specie che la ospita cambiando forma, spessore e colore. Per l’esperto si tratta di un segnale evidente dell’intelligenza della pianta:

Vulcano Marsili attivo: geologi temono tsunami sulle coste italiane

di Claudio Schirru

geologi italiani lanciano un’allerta tsunami per l’attività del vulcano Marsili. Si tratta di un elemento sommerso al largo della Campania, che preoccupa gli esperti non soltanto in virtù del suo stato “attivo”, ma anche in relazione a una recente scossa di 3.2 nel Mar Tirreno e localizzata proprio nei pressi dei gigante sottomarino.

Si è discusso del vulcano Marsili e della sua possibile pericolosità durante l’assemblea generale dell’AIGeo (Associazione Italiana di Geografia e Geomorfologia), che ha fatto il punto sulla complessa mappa dei rischi geologici in Italia a un mese dal sisma che ha colpito duramente il Centro Italia. Particolarmente preoccupato il professor Francesco Dramis, Università Roma Tre, secondo il quale il rischi “tsunami” sarebbe concreto:

Il Marsili è un vulcano attivo che sta nel mare. Il pericolo di una esondazione è reale. Il vulcano c’è e non è spento. Siamo a rischio.

A rischio sarebbero le coste campane, calabresi e siciliane sulle quali potrebbe abbattersi, spiegano i geologi, uno tsunami in meno di 30 minuti. Questo in ragione della natura esplosiva del vulcano, confermata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli e dall’INGV. Ha poi concluso Dramis:

È una realtà in merito alla quale ci sono diverse posizioni da parte degli studiosi. Ma il Marsili è attivo per cui può risvegliarsi in qualsiasi momento. Lo stesso discorso vale per il Vesuvio a Napoli. In caso di allarme la gente non farebbe neanche in tempo a scappare. 26 settembre 2016

Spoleto Arte incontra Venezia: si apre la grande mostra presentata da Sgarbi sabato 8 ottobre 2016 a Palazzo Giustinian Faccanon

Spoleto Arte incontra Venezia

Spoleto Arte incontra Venezia: si apre la grande mostra presentata da Sgarbi

Spoleto Arte incontra Venezia: imminente inaugurazione della mostra presentata dal Prof. Sgarbi . Spoleto Arte incontra Venezia: grande attesa per la mostra presentata da Sgarbi

È ormai imminente l'apertura ufficiale della grande mostra di "Spoleto Arte incontra Venezia" presentata dal noto critico Vittorio Sgarbi, con l'organizzazione di Salvo Nugnes, manager della cultura e agente di nomi di spicco. L'atteso appuntamento inaugurale, che si rinnova ogni anno con successo di pubblico e forte risonanza mediatica, è previsto per sabato 8 ottobre, alle ore 18.00, presso il secolare Palazzo Giustinian Faccanon a Venezia, nella Zona di Rialto, conosciuto come la prima sede storica del famoso giornale "Il Gazzettino". L'allestimento resterà in loco fino al 7 novembre 2016 ed è visitabile con ingresso libero. 

Nello spiegare e commentare l'importante evento, l'organizzatore Salvo Nugnes dice: "Anche l'edizione 2016 di -Spoleto Arte incontra Venezia- vede l'autorevole presenza di Sgarbi, garantendo un valore aggiunto e dando lustro all'intera iniziativa, che ormai è diventata una tappa fissa, a cui teniamo con particolare premura. Venezia è un luogo speciale, che tutto il mondo ammira con stupore per la sua bellezza misteriosa e il fascino coinvolgente. È dunque, un contesto adattissimo per accogliere e ospitare questa mostra". 

L'undicesima domanda a Silvio Berlusconi ottanta anni il 29 settembre

L'ex Cavaliere, ottanta anni il 29 settembre, adesso è fuori gioco. Nel 2009 le 10 domande al Cavaliere di Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. E oggi è il tempo di porne un'altra

Ezio Mauro 

L’Undicesima domanda arriva alla fine del tempo, quando si è chiuso il baldacchino della politica, oltre lo scontro tra destra e sinistra, fuori dai calcoli delle competizioni elettorali e dopo la grande partita per il potere. Quella partita durata vent’anni tra Berlusconi e la sinistra è finita: il Cavaliere è fuori gioco, la sinistra non sa a che gioco deve giocare.

Ci accorgiamo che quelle due anime perimetravano il campo, lo definivano e a noi assegnavano il posto sugli spalti per uno dei più grandi spettacoli politici del dopoguerra. Adesso il campo è vuoto, e come tutti gli spazi abbandonati è preda di incursioni casuali, episodiche, quasi aliene. Senza passione. Bisogna ammettere che l’ultima grande passione politica, per metà del Paese, è stato lui. E l’altra metà si è appassionata altrettanto all’idea di contrastargli il passo, cercando di fermare il piano di conquista di quello che era in quel momento l’uomo più potente d’Italia.

Era già tutto pronto anni prima che l’avventura incominciasse ufficialmente. Due anni prima, quando lavoravo a Torino alla "Stampa", l’avvocato Agnelli, editore del giornale, mi disse che avevamo un invito a pranzo ad Arcore con l’imprenditore televisivo Berlusconi e ci saremmo andati insieme, come capitava talvolta con uomini d’impresa ma anche con Luciano Lama. Poi ci fu un contrattempo, e mi presentai da solo.

CONCERTO ROSSINIANO DELLA TOSCANINI ALLA ROCCA MELI LUPI DI SORAGNA venerdì 30 settembre alle ore 21

L’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna diretta da Giuseppe Affilastro con il mezzosoprano Giuliana Castellani

Ritorna anche quest’anno il tradizionale appuntamento musicale alla Rocca Meli Lupi di Soragna che costituisce da sempre uno dei primi appuntamenti della stagione musicale autunnale della Fondazione Toscanini. Quest’anno il concerto, che unisce il grande fascino della Rocca alle musiche di un grande compositore barocco o classico, sarà interamente dedicato alle musiche di Gioachino Rossini e si terrà il prossimo venerdì 30 settembre alle ore 21. Questa ideale anteprima della stagione musicale 2016-2017 vedrà l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna, guidata da Giuseppe Affilastro e con la presenza straordinaria del mezzosoprano Giuliana Castellani, esibirsi nello splendido scenario della Galleria dei Poeti della Rocca di Soragna, spazio famoso per la perfetta acustica e generosamente messo a disposizione dal Principe Diofebo Meli Lupi. Del genio pesarese saranno eseguiti brani molto conosciuti dal pubblico degli appassionati e non solo: oltre alla celeberrima Tarantella, gli spettatori ascolteranno le Sinfonie dalle opere La Cenerentola, Il Barbiere di Siviglia, La gazza ladra, Tancredi e Il signor Bruschino, nonché celebri arie da Tancredi “Di tanti palpiti…”, Il barbiere di Siviglia “Una voce poco fa…”, e L’Italiana in Algeri “Cruda sorte..”. Il mezzosoprano Giuliana castellani, locarnese di nascita, è stata vincitrice e finalista di numerosi Concorsi Internazionali, tra i quali il Premio Caruso del 2003 e Orvieto Spazio Musica del 2008 e il concorso promosso presso gli studi Rai di Roma durante la trasmissione “Domenica In” nel 2010. Ha cantato con colleghi del calibro di Leo Nucci, Vittorio Grigolo, Gianluca Terranova, Gregory Kunde, Eva Mei e José Carreras.

Clima: ratifica Accordo di Parigi non fermerà il riscaldamento globale

L’accordo sul clima approvato a dicembre del 2015 alla COP21 di Parigi da 195 Paesi riconosce i cambiamenti climatici come un problema di portata globale. Il trattato invita tutte le nazioni a tagliare le emissioni di gas serra per contenere il riscaldamento globale a 2° C. Le nazioni firmatarie si sono inoltre impegnate a compiere uno sforzo collettivo per limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C.

Oltre 30 Paesi questa settimana si sono impegnati a tradurre l’accordo internazionale sul clima in una legge nazionale. Entro la fine dell’anno o anche prima l’accordo entrerà ufficialmente in vigore.

Si tratta di un passo senza dubbio importante nella lotta ai cambiamenti climatici. I leader internazionali non firmavano un accordo sul clima dal 1997, anno della sigla del protocollo di Kyoto. A Parigi inoltre per la prima volta nella storia sia i Paesi poveri che le nazioni industrializzate hanno assunto gli stessi impegni per combattere il riscaldamento globale.

Ciononostante è troppo presto per cedere all’ottimismo. L’accordo sul clima di Parigi a differenza del protocollo di Kyoto non fissa obiettivi precisi sulla riduzione delle emissioni di CO2. Di fatto nessun Paese è obbligato a tagliare i gas serra.

Roberto Ghiretti propone il progetto del museo dello Sport di Parma intitolato a Gianfranco Bellè

Gian Franco Bellè ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo del giornalismo e dello sport parmigiano. Un vuoto che se sul piano umano non potrà mai essere colmato, lo può essere sul piano della memoria e dell'impegno civile per la nostra comunità.

Gian Franco da anni si spendeva per dare vita a un progetto, il Museo dello Sport, che in tantissimi tra addetti ai lavori avevano trovato non solo interessante ma necessario. Ebbene credo che sia giunto il momento di dare corpo a quell'idea e trasformarla in realtà, dando così sostanza al desiderio di chi ha dedicato la propria vita professionale allo sport parmigiano, ma anche creando una memoria condivisa di quell'impegno sportivo che ha visto la nostra città essere tra i massimi protagonisti in tante e diverse discipline.

Del Museo dello Sport si parla da tempo, già nel 2010 da assessore sostenni l'allestimento di una mostra sullo sport parmigiano promossa proprio da Gian Franco e Cornini. Si trattava di un evento temporaneo e in qualche modo propedeutico alla creazione di una struttura permanente e in questo senso i contatti e i ragionamenti con l'attuale amministrazione sono andati avanti, senza però approdare a nulla di concreto. È giunto il momento di dare una svolta.

Oggi Parma si trova purtroppo a vivere un delicato momento di passaggio tra un passato glorioso e un futuro che dovrà essere necessariamente caratterizzato da un rinnovamento profondo di società,  uomini e idee. Mai come in questo momento sarà dunque importante creare una struttura che sia al contempo luogo di studi e di memoria; che consenta di porre le basi per un rilancio dello sport cittadino proprio a partire dal contributo che la nostra città ha saputo dare nel tempo, che si parli di calcio o pallavolo, di baseball o rugby, di basket o ciclismo.

Processo Aemilia: "passaggio al nord" della criminalità organizzata

Riceviamo da Albertina Soliani:

"ALTI E BASSI" O del confine perduto della legalità

Un altro giorno al processo Aemilia, le cui udienze sono riprese qualche giorno fa nell'aula speciale del tribunale di Reggio Emilia. Non è un giorno come un altro: Istituto Cervi, ANPI e soprattutto gli studenti del Liceo Magistrale Canossa (dalle cui finestre i ragazzi vedono tutti i giorni il tribunale) sono tornati in aula. Come sempre insieme ai volontari di Libera regionale che non hanno mai tolto il presidio a queste udienze.

         Sono di scena i testimoni dell'accusa. Oggi, uno dei 300 testi a carico. E in una singola deposizione emergono tutte le drammatiche contraddizioni di questo "passaggio al nord" della criminalità organizzata. Il teste è intimorito, a disagio. Certo dalla presenza in aula degli imputati, come sempre spavaldi e chiaramente a loro agio nel ruolo dei criminali padroni della scena. Ma il timore e l'impaccio sembrano essere pari a quelli di fronte alla circostanza, al luogo, alla giustizia stessa e ai suoi rappresentanti in aula. Certo non deve essere facile trovarsi in questa gigantesca macchina probatoria. Sotto traccia, però, c'è pure il malessere di chi è costretto a raccontare un sistema di cui fa parte.

I fatti riguardano cantieri edili a cavallo tra Mantova, Cremona, Parma. La provincia poco importa, è la "nostra" pianura, operosa e opulenta. Incalzato dalle domande della difesa, il testimone si limita alla conferma della deposizione giurata. Ma non basta, non può bastare nel rituale pubblico del processo. Quindi viene invitato a ripercorrere in sintesi i passaggi del rapporto con gli imputati, in particolare Salvatore Muto.

Il benessere viene anche dai legumi semi nutrienti per un futuro sostenibile

L'appuntamento con il Salone del Gusto a Torino propone e celebra la cultura del cibo. L'importanza di un'alimentazione variata

di MONICA PIANI

Dal 22 al 26 settembre 2016 Torino ospiterà come da tradizione Terra Madre Salone del Gusto ma con una grande novità: la location sarà la città e tutti potranno partecipare senza biglietto di ingresso. Alimentarsi in modo corretto utilizzando cibi di qualità conoscendone i relativi benefici sta diventando motivo di grande interesse per tutti, e l’occhio si fa sempre più attento e consapevole alla tavola fonte di piacere ma anche di guai. Ecco perché è molto importante che un evento di fama internazionale come il Salone del gusto possa permettere accesso a tutti, informando, proponendo, e celebrando tutto ciò che concerne la cultura del cibo.  E allora ecco eventi, conferenze, mercati ed esposizioni, degustazioni, spazi di incontro con un fine unico: scoprire tutto e di più sul cibo con una proiezione sul futuro proprio perché il cibo è il nostro futuro.

Don Umberto Cocconi, riflessione sul Vangelo: un uomo ricco e il mendicante Lazzaro

Di Fronte a Dio conta l'essere e non l'avere

Don Umberto Cocconi

Gesù disse: C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi» (Vangelo di Luca).

Connectography: Le mappe del futuro ordine mondiale

Connectography Parag Khanna

Connectography: Le mappe del futuro ordine mondiale

Dalla sua città di residenza, Singapore, il famoso stratega geopolitico indiano Parag Khanna si è spostato verso le mete più disparate, dall’Ucraina all’Iran, dalle miniere della Mongolia a Nairobi, dalle coste atlantiche al circolo polare artico. Grazie ai suoi viaggi ha avuto modo di osservare i mutamenti epocali che stanno investendo il mondo. Migrazioni, megalopoli, Zone Economiche Speciali, comunicazioni e cambiamenti climatici stanno ridisegnando la geografia planetaria: gli Stati non sono più definiti dai loro confini, bensì dai flussi di persone e di legami finanziari, commerciali ed energetici che quotidianamente li attraversano. In questo scenario anche lo scontro fra potenze assume nuove forme, trasformandosi in un forsennato tiro alla fune: gli eserciti vengono usati tanto per difendere i territori quanto le risorse e le infrastrutture che vi sono custodite. Sono i prodromi della definitiva scomparsa delle guerre? Connectography, che chiude la trilogia di cui I tre imperi e Come si governa il mondo sono i primi due volumi, è una mappa dettagliatissima che non solo ci offre una lucida analisi del presente, ma ci propone una visione molto ottimistica del futuro che ci attende: un mondo in cui le linee che lo connettono sono molte di più di quelle che lo separano.

«A chi teme che il mondo stia diventando sempre più chiuso, Connectography offre una nuova prospettiva, più ottimistica».
«The Economist»

Il teletrasporto è realtà. E trasformerà internet

Due esperimenti indipendenti in Canada e Cina dimostrano che la tecnologia è pronta a uscire dai laboratori per viaggiare nelle reti cittadine. Francesco Marsili, ricercatore italiano alla Nasa: "Permetterà comunicazioni sicure. Anche da Marte"

di ELENA DUSI

ROMA - Quanto spenderebbero i governi per avere una rete di trasmissioni a prova di spioni? Miliardi in dollari, euro e yuan, come dimostrano nei fatti gli investimenti per le comunicazioni quantistiche, le uniche davvero a prova di hacker.

Stati Uniti, Canada, Cina e da quest'anno anche l'Unione europea si sono imbarcati in una corsa all'ultimo quanto. Con Calgary ed Hefei (a un migliaio di chilometri da Pechino) protagonisti di una sorta di gara di slalom parallelo. Due esperimenti sono stati appena pubblicati su Nature Photonics. Descrivono singoli fotoni capaci di "viaggiare" lungo una normale fibra ottica cittadina, per 6 chilometri a Calgary e 12 a Hefei, "trasportando" le loro informazioni come in una linea Internet tradizionale.

Altro che chilometri. I collegamenti quantistici precedenti (il primo realizzato nel 1993) non superavano i centimetri di un tavolo di laboratorio. O laddove si arrivò al record di 143 chilometri, fu necessario allestire una trasmissione in uno spazio vuoto per non disturbare la corsa delle particelle: il mare fra due isole delle Canarie. Per la prima volta invece, a Calgary ed Hefei, il teletrasporto quantistico ha seguito le stesse strade che faremmo noi in auto o in motorino.

Renzi batte i pugni in Europa ma in Italia stia sereno

L’europeismo al quale anche lui è approdato non avanza, anzi fa passi indietro

Eugenio Scalfari

DAL VERTICE europeo di Bratislava ad oggi è passata una decina di giorni durante i quali si è consumata una rottura tra Renzi e l'Europa di stampo franco-tedesco con vasto seguito dei Paesi che sentono l'egemonia della Germania e vi si conformano. Renzi è praticamente solo e desidera esserlo. "Non voglio vivacchiare rispettando i comodi dell'asse franco-tedesco. Vivacchiare per un anno, aspettando che Francia e Germania abbiano risolto i loro problemi elettorali".

Il mondo occidentale, Giappone compreso, è agitato da problemi interni e internazionali estremamente complessi e preoccupanti che si intrecciano tra loro. Tutto è sempre più sconnesso e l'Europa peggio degli altri. Una Confederazione di 27 Paesi, ciascuno aggrappato alla propria sovranità nazionale mentre dovrebbero rafforzare l'Europa almeno per quanto riguarda la politica economica, quella delle migrazioni di massa e quella estera e militare. Per un periodo è sembrato che i Paesi di maggior rilievo e soprattutto i 19 che hanno adottato da diciotto anni la moneta comune, si fossero orientati in questo senso ed avessero capito che era necessario un cambiamento delle istituzioni europee. Ma l'illusione è durata assai poco. Questa strada è stata abbandonata da tutti, salvo che da Renzi e in tutt'altra misura ma con analoghi intenti da Mario Draghi. Che il nostro presidente del Consiglio abbia attenuato e per certi aspetti abbandonato il proprio nazionalismo nessuno se lo aspettava e invece è accaduto.

Gli italiani cercano il cibo salutare

Mangiare più sano? Gli italiani cercano il cibo salutare, spesso “senza” – grassi, zucchero, sale – e stanno attenti a origine e composizione

Gli italiani vogliono mangiare in modo sano, e chiedono alle aziende alimentari maggiori informazioni e chiarezza. Sono i primi dati che emergono dall’Indagine Nielsen su Alimentazione e salute (Global Health and Ingredient Sentiment) che ha coinvolto 30.000 individui di 61 paesi tra cui l’Italia. Il 67% della popolazione – due italiani su tre – si preoccupa degli additivi contenuti nei cibi, il 55% vorrebbe trovare in commercio prodotti totalmente naturali. Oltre il 70% afferma di voler conoscere l’esatta composizione del cibo e preferisce le aziende che informano in modo chiaro e corretto sugli ingredienti e sui processi di lavorazione utilizzati.

Gli esperti Nielsen definiscono” back to basics” (ritorno alla base) l’attenzione maggiore evidenziata verso il cibo considerato più genuino. Il 66% degli intervistati dichiara di non assumere prodotti animali contenenti antibiotici o ormoni, il 65% evita i conservanti artificiali, il 62% i coloranti e il 60% gli organismi geneticamente modificati. Per quanto riguarda l’Italia  un cittadino su cinque vorrebbe che fossero disponibili sul mercato più alimenti a base di proteine vegetali per sostituire i piatti a base di carne. Si tratta di percentuali molto alte, che difficilmente si potranno tradurre in breve tempo  in comportamenti di acquisto, ma indicano una propensione da  seguire con attenzione:.Il 53% degli intervistati si dice disposto a spendere di più per acquistare alimenti più salutari, mentre  il 37% è disposto a sacrificare il gusto per tutelare la salute.

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Il ricco e il povero Lazzaro

Lazzaro nel seno di Abramo, affresco della chiesa di san salvatore in Chora, XII secolo circa, Istambul

25 settembre 2016
XXVI domenica del tempo Ordinario anno C

di ENZO BIANCHI

Lc  16,19-31

In quel tempo Gesù diceva ai discepoli: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: «Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma».

Vietati test animali per i cosmetici? Magnifico, peccato che non sia vero

 Vanna Brocca

Da tre anni leggo che in Europa i test animali per i cosmetici sono tassativamente proibiti in virtù del Regolamento 1223/2009. E da tre giorni leggo che la Corte di Giustizia del Lussemburgo avrebbe esteso tale divieto anche a tutti i cosmetici testati sugli animali all’estero. Sarebbe magnifico, se fosse vero. Ma non lo è: né magnifico, né vero. I cosmetici europei non sono affatto cruelty free. E la Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza chedice tutt’altro.

Sì, d’accordo: in vigore dal luglio 2013, il Regolamento1223/2009 a prima vista proibisce di testare sugli animali rossetti, filtri solari e creme rassodanti (ricordate l’estate di tre anni fa? Tripudio e osanna generali: come siamo bravi, quanto siamo etici). In realtà è stato concepito e approvato con maglie così larghe che dentro ci possono passare, anche dopo il 2013, vagonate di esperimenti, anche i più brutti, sì, anche i più cruenti. Ed è con qualche difficoltà, tra le migliaia di cosmetici che occhieggiano dagli scaffali delle profumerie e dei supermarket dei 28 paesi Ue, che se ne troverà qualcuno del tutto innocente, qualcuno che per un ingrediente o per l’altro non sia costato gli occhi, la pelle, la vita a qualche decina o centinaia di esseri senzienti al fine di renderci più freschi, levigati, profumati, seducenti.

C’è una guerra mondiale economica in corso

Mario Sechi

Che cosa è la guerra? Secondo la definizione classica di Carl Von Clausewitz “è la continuazione della politica con altri mezzi”. Qual è lo scopo della guerra? “Costringere l’avversario a sottomettersi alla nostra volontà”, scriveva nel 1832 nel suo libro Vom Kriege (Della Guerra) il generale prussiano, teorico insuperato del conflitto. Come si fa la guerra? Con le armi, risponde subito il più sveglio di tutti. Non solo. Se la guerra è una continuazione della politica, significa che il suo inizio è nella politica e dunque occorre vedere come si fa (e disfa) la politica.

FRIULI-VENEZIA GIULIA – CATTURA DI UCCELLI

Carlo Consiglio

FRIULI-VENEZIA GIULIA – CATTURA DI UCCELLI

Con decreto n. 2091 del 26 luglio 2016, pubblicato sul BUR del Friuli-Venezia Giulia il 3 agosto 2016, il Responsabile delegato di posizione organizzativa ha adottato un provvedimento di deroga per la cattura di 346 uccelli “in piccola quantità” appartenenti alle specie merlo, cesena, tordo bottaccio e tordo sassello allo scopo dichiarato del “potenziamento degli allevamenti di avifauna selvatica in cattività” autorizzando a tal uopo due impianti di “bressana” dal 6 ottobre al 30 novembre 2016.

CONSIGLIONEWS 17
24 settembre 2016

 

Vertice senza Renzi, il premier: "Un avvertimento, ma non smetterò di criticare la Ue"

Il retroscena. Il governo resta sulle posizioni di Bratislava: "Una palude che mette a rischio l’Unione"

di GOFFREDO DE MARCHIS

"NON VOGLIO essere complice di questa palude, di un clamoroso errore. Non voglio che si pensi, tra sei mesi, che ho assecondato una strategia che non funziona e anzi mette a rischio l'Europa". Renzi dice di non essere stupito dalla convocazione del direttorio franco-tedesco di mercoledì, officiante Juncker, che lo esclude e cancella in parte i risultati di Ventotene.

Non è nemmeno arrabbiato, garantisce parlando con i suoi collaboratori. Ma certamente, spiega, quel vertice senza l'Italia non fermerà la sua ondata di accuse all'Unione: per le regole vecchie, per il patto di stabilità inconcludente, per la gestione dei migranti e per il ritardo sulla crescita. "Continuerò a criticare la deriva dell'Europa con ancora maggiore intensità. Lo dico con convinzione assoluta. L'ho fatto anche in Emilia ripetendo che la sicurezza dei nostri figli viene prima dei rituali di Bruxelles".

Progetto UNITED BLOGGERS

Secondo incontro per una syndication di bloggers e web attivisti (Provvisoriamente: UNITED BLOGGERS) 

L’appuntamento è per sabato 24 settembre, alle ore 11,00 in Via Baccina 6/5 a Roma(studio di Giulietto Chiesa. Per coloro che non potranno esserci di persona è previsto il collegamento anymeeting o skype. Per questo tutti coloro che sono già in indirizzo riceveranno l’indicazione per il collegamento. Si prevede un’ampia discussione, dunque la durata teorica dell’incontro potrebbe protrarsi per almeno due ore. 

 

A) Si tratta del secondo incontro dopo quello del 4 giugno che avvenne con una lista preliminare di invitati, esplicitamente definita come “non definitiva”.

 

B) Non si tratta di una qualsivoglia proposta di “unificazione”. Siamo tutti consapevoli della diversità grande che ci rende differenti, ciascuno da tutti gli altri. 

C) Abbiamo tutti, chi più, chi meno, un atteggiamento critico verso il mainstream. Che è in evidente crisi. Separati e divisi non possiamo costituire un’alternativa, che molti di noi ritengono possibile e auspicabile. 

 D) L'obiettivo è dotare un gruppo di bloggers e web attivisti di un MARCHIO OMBRELLO che rappresenti la volontà comune di manifestarsi, in modi diversi dai media mainstream, nei confronti di temi altamente strategici per il Futuro. Tra questi, le 4 grandi emergenze contemporanee: militare, ecologica, economico-finanziaria, democratica. 

Apriamo i granai del sapere: la Barilla ci sta?

Antonio Bizzozero
La biblioteca "Bizzozero", attiva dagli anni Sessanta al 2014, è stata un importante centro di cultura nella nostra città. Migliaia di studenti, ricercatori, appassionati, hanno consultato e preso in prestito i suoi volumi di scienze della vita, di agricoltura, gastronomia, cucina, biologia... I risultati ottenuti da Parma in tali campi sono anche merito di questo autentico granaio del sapere, che ha garantito il libero accesso a testi di grande valore scientifico.
Nella sede di un "ministero" europeo dedicato al cibo qual è l'EFSA, ci si sarebbe aspettati una maggiore consapevolezza intorno alla "Bizzozero" e al suo patrimonio di oltre 30.000 volumi, un piccolo sforzo da parte delle istituzioni politiche, scolastiche, universitarie per renderla più conosciuta, fruibile e aggiornata.
Alla fine di una complessa vicenda amministrativa, la biblioteca, passata definitivamente al Comune di Parma nel 2013, è stata declassata nel 2014 divenendo un semplice fondo della Civica. Già in passato abbiamo espresso preoccupazione per il suo destino, e purtroppo i numeri sembrano darci ragione.
I prestiti nel giro di due anni sono scesi di oltre il 40% e, dopo una serie di interessanti convegni, da quasi due anni non si registrano attività significative.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti