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La vita sta cambiando pelle

Traffico di farmaci veterinari illeciti, perquisizioni anche a Parma

Bovini "dopati" per aumentare la produzione di latte. I carabinieri hanno controllato 31 allevamenti intensivi nel nord Italia, fermato un veterinario

Ha coinvolto anche Parma l'operazione dei Carabinieri con cui è stato scoperto un vasto traffico di farmaci veterinari illeciti da somministrare a bovini per aumentare la produzione di latte. Le perquisizioni sono state effettuate in tutta Italia, fermato un veterinario.

Oltre 200 carabinieri dei Nas e dell'Arma territoriale hanno dato esecuzione in nove province italiane (oltre Parma anche Cremona, Mantova, Bergamo, Verona, Brescia, Piacenza, Rovigo e Ragusa) a 48 decreti di perquisizione, di cui 31 in allevamenti intensivi che ospitano 15-20mila capi di bestiame da latte.

I decreti sono stati emessi dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani della Procura della Repubblica di Brescia, anche nei confronti di sette indagati ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al commercio e somministrazione di medicinali veterinari di provenienza illecita.

Le indagini e l'attività investigativa del Nas di Cremona hanno portato i militari ad eseguire, la scorsa settimana, un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un medico veterinario, libero professionista, il quale, insieme agli altri indagati - professionisti del settore zootecnico - è stato trovato in possesso di una quantità ingente di farmaci veterinari privi di registrazione e autorizzazione all'immissione in commercio (due quintali circa di specialità medicinali comunitarie ed extracomunitarie, 20 chilogrammi di polvere anonima, verosimilmente antibiotico, e 500 confezioni di farmaci di provenienza extra Ue).

LUNGS al Teatro Due di Parma

 

di Duncan Macmillan
traduzione Matteo Colombo

con Sara Putignano e Davide Gagliardini

regia Massimiliano Farau

produzione Fondazione Teatro Due

4 e 5 novembre 2014 ore 21.00

8 novembre 2014 ore 18.00

9 novembre 2014 ore 21.00

UNA STORIA D’AMORE SPIAZZANTE, BRUTALMENTE ONESTA, DIVERTENTE E ATTUALE, CHE DÀ VOCE ALLA GENERAZIONE DELL’INCERTEZZA

 Potrei volare fino a New York, andata e ritorno, tutti i giorni per 7 anni e comunque non raggiungerei l’impatto ecologico di emissione di Co2 equivalente all’avere un bambino. 10.000 tonnellate di co2… E’ praticamente il peso della Torre Eiffel…

E’ come se mettessi al mondo la Torre Eiffel!

 La nuova drammaturgia inglese, la coppia contemporanea, l’etica ecologica dei nostri anni 2000, due giovani interpreti talentuosi, una scena nuda e battute a perdifiato: ecco gli essenziali elementi di LUNGS, produzione di Fondazione Teatro Due, diretta da Massimiliano Farau, che torna in scena il 4, 5 e 9 novembre alle 21.00 e l’8 novembre alle 18.00 a Teatro Due.

Gli ultimi atti di Carlo Fontana: una incommensurabile stupidità.

Pavido, incapace… si scopre pure stupido Carlo Fontana, nelle ultime gesta lasciate a Parma, da guitto metropolitano che ha fallito in provincia.
Avrebbe dovuto leggersi la storia della città prima di accettare l’incarico.
Parma non è una città facile, nonostante le apparenze goderecce, dei tortelli, del prosciutto e del culatello.
Fontana si scaglia contro la classe dirigente e politica locale ma fa partecipare la figlia Vittoria alla selezione per il direttore generale del Teatro Regio, pur sapendo che non ha tutti i titoli richiesti (AVVISO DI RICOGNIZIONE ESPLORATIVA PDF) per parteciparvi. (vedi curriculum  https://www.linkedin.com/pub/vittoria-fontana/36/a1a/177).
I dipendenti del Regio gli fanno sciopero durante il Verdi Festival 2014, dimostrando di non aver più nemmeno l’abilità nella gestione dei rapporti sindacali (suo cavallo di battaglia alla Scala di Milano).
Incapace di redigere un progetto culturale/artistico per il rilancio del Teatro Regio, ciò che avrebbe dovuto fare! Con lui il festival Verdi viene bocciato dal Ministero e quindi dai finanziamenti nazionali perché ritenuto un evento localistico!... se ne va a Roma all’Agis dopo  essersi ricostruito qui la sua visibilità nazionale. La sola opera degna di nota è quella amministrativa e di riequilibrio finanziario, svolta però da Luigi Ferrari.

Divorzio nel settimanale La Voce di Parma: cessa la collaborazione Luigi Derlindati e la distribuzione con Menta

NOVITA’ ALLA “VOCE DI PARMA” 

Due novità al settimanale cittadino “La Voce di Parma”. La prima riguarda L’assenza da alcune settimane nelle sue pagine di articoli firmati Luigi Derlindati o semplicemente L.D.; la seconda che non sarà più la ditta Fidentina del signor Menta a distribuire il settimanale nelle edicole.

Riguardo alla prima notizia persone bene informate assicurano che la collaborazione del Derlindati, firma storica del settimanale, sia definitivamente cessata. Non si conosce la causa ma è possibile si tratti di un divorzio dettato da motivi di salute dell’interessato oppure di possibili divergenze sulla linea editoriale. Entrambe le ipotesi sono possibili.

Inspiegabile invece è l’abbandono da parte della “Voce” del distributore praticamente totale della stampa in provincia di Parma. La notizia proviene dagli edicolanti, sollecitati a restituire i resi mercoledì 29 al vecchio distributore col quale il rapporto si è chiuso. (Parma, 30/10/2014)

Luigi Boschi

FALSTAFF AL TEATRO DI PIACENZA VENERDI' 31 SERA ALLE 20,30 E IN REPLICA DOMENICA 2 NOVEMBRE ALLE 15,30

FALSTAFF DI PIACENZA

Accolto con entusiasmo dal giovane pubblico delle scuole piacentine che ieri ha assistito alla prova generale, il Falstaff di Giuseppe Verdi debutta domani sera alle 20,30 sul palco del Teatro Municipale per poi essere replicato domenica 2 novembre alle 15,30.

Secondo titolo della Stagione Lirica 2014-2015 della Fondazione Teatri di Piacenza, l'ultima opera scritta da Verdi rivive oggi grazie ad una produzione del Ravenna Festival coprodotta insieme al Teatro Alighieri di Ravenna, al Teatro del Giglio di Lucca, alla Fondazione Teatri di Piacenza, al Teatro dell'Opera Giocosa di Savona, alla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e al Teatro Comunale di Ferrara.

Massimo Iotti sull'aeroporto Verdi di Parma la città ha il diritto di sapere

MASSIMO IOTTI Candidato al Consiglio Regionale Emilia-Romagna. SULL'AEROPORTO VERDI LA CITTA’ HA IL DIRITTO DI SAPERE

Si legge che la cessione delle quote private di Sogeap dell’Aeroporto Verdi di Parma siano già cedute da tempo. Fatto pienamente legittimo. L'accordo tra governi parla di investimenti rilevanti e progetti ambiziosi, per i quali già da giugno sarebbero noti i contenuti. Qualcuno in Comune sa ma non parla mentre l'intera città e il territorio provinciale con le sue imprese hanno tutto l’interesse di conoscere e vedere un piano di rilancio dell’Aeroporto. 

Ciò che manca è una discussione chiara e trasparente sul progetto complessivo, sulle opere complementari da realizzare e se queste implicano l’eventualità, sinora taciuta, di varianti urbanistiche.

Credo inoltre si debba chiarire il ruolo che il Comune di Parma dovrà mantenere all'interno di Sogeap, di cui detiene il 7,35% di azioni, tutta orientata ad un progetto industriale/commerciale.

Sono altrettanto convinto che negli accordi debba rientrare un'opzione sull'acquisto della società Alfa, proprietaria dell'ex mercato bestiame e il coinvolgimento di C.A.L. (Centro agroalimentare e per la logistica).

E’ in ballo il futuro di Parma e del suo territorio, per questo la città ha il diritto di sapere da Sindaco e Giunta i dettagli di questa operazione. I silenzi non sono tollerati così come non possono essere accettate decisioni affrettate dell'ultimo minuto con il ricatto del prendere o lasciare, pena l'annullamento dell'operazione. 

Massimo Iotti
30 ottobre 2014

Un otello dilettantesco al Teatro Regio di Torino

Otello a Torino

In una sala particolarmente gremita, domenica è andata in scena la recita pomeridiana di OTELLO di G. Verdi al Regio di Torino.

A guidare i complessi artistici (Orchestra e coro) il Direttore Musicale Gianadrea Noseda che non ha risparmiato sonorità importanti per tutto lo svolgersi della recita non favorendo l’immensa linea coloristica della descrizione psicologica dei personaggi.

Per contro il palcoscenico annoverava tali “muscolose” vocalità che probabilmente non sarebbe stato possibile fare diversamente. Infatti il “CREDO IN UN DIO CRUDELE” di Ambrogio Maestri è stato un unico interminabile canto urlato, con fiati interminabili certamente, ma con tale e tanta potenza vocale da non riuscire a declinare nessuna attenzione all’aspetto mefistofelico e/o del veleno che il suo incedere procura nello svolgersi del dramma e delle reazioni con gli altri soggetti della vicenda shakespeariana.

A far tempo dall’"ESULTATE" la serata si è annunciata quasi come una immensa corrida canora che ha scaldato la sala, ma che inevitabilmente ha diviso le opinioni del pubblico, riservando solo alla netta minoranza l’insorgere di profonde perplessità.

Desdemona ha cantato l’ultimo atto con mezzi vocali adeguati ma con pochissima presenza scenica rendendo i fatti assai poco credibili; certamente non era aiutata dal disegno registico (totalmente assente) mentre era penalizzata da immagini sceniche a dir poco fastidiose. Risultava meglio partecipare alla rappresentazione con gli occhi chiusi per non dover guardare scene e dover ridere per i costumi!

Roberto Ghiretti risponde a Pizzarotti: anziché accusare e insultare venga in Consiglio a spiegare i fatti

Egregio Sindaco, 

mi spiace ma per quanto mi riguarda restituisco al mittente la sua accusa di condurre una politica pilatesca. Noi che rubiamo ore al sonno e alla famiglia per l'impegno civile non siamo alla ricerca di un capro espiatorio, piuttosto di spiegazioni esaurienti e credibili. In questi giorni lei ha dichiarato tutto e il contrario di tutto: prima ha lamentato che di fax del genere ne arrivano continuamente, poi che il fax non era arrivato, infine che era arrivato via Pec ma non a lei personalmente.

Poi ci ha spiegato che la Protezione Civile si è attivata regolarmente, che gli allarmi veri e propri sono arrivati troppo tardi e via discorrendo.

In tutta questa girandola di dichiarazioni mancano le risposte fondamentali alle domande che ho posto: Lei sabato è stato avvisato dell'allerta? Se sì, cosa ha fatto? Lunedì, a che ora ha compreso compiutamente quello che stava accadendo?

Nell'attesa, temo vana, di risposte sensate a queste semplici domande le sottopongo alcune considerazioni a partire da sue dichiarazioni.

In primo luogo contesto il fatto che l'allerta di sabato sia generica e quindi inutile. Si tratta di un'allerta generica che è preziosa per guadagnare tempo rispetto ad un possibile allarme. Per questo suggerisce alcune misure che il SINDACO deve mettere in atto in via cautelare: effettuare una ricognizione delle strutture tecniche, allertare gli uffici competenti e la Polizia Municipale e di comunicare ai cittadini residenti in aree a rischio esondazione di mettere in atto misure di autoprotezione. Infine consiglia di mantenersi costantemente aggiornati sull'evolversi della situazione. Quali di queste cose è stata fatta? Quando? Da chi?

Alluvione di Parma, Pizzarotti all'opposizione: siete come Ponzio Pilato

Lettera aperta del sindaco Federico Pizzarotti ai consiglieri di opposizione

Egregia opposizione, oggi Parma ha compreso che siete alla ricerca del capro espiatorio e non della verità. Un nome e cognome a cui addossare ogni colpa e ogni responsabilità. Ma di cosa poi: di un evento mai avvenuto da cent’anni a questa parte? Del fatto che il Baganza non sia dotato di una cassa d’espansione nonostante se ne parli da 30 anni? Oppure perché le emergenze non seguono gli orari di ufficio, né i fax né le pec? Questa è la politica dei Ponzio Pilato, cioè di chi è stato al governo o all’opposizione negli ultimi vent’anni tra Comune e Provincia ma che si è completamente disinteressato di prevenire la tragedia, di svecchiare le procedure di emergenza, di non condonare zone su cui poi si sono insediati i container, salvo poi puntare il dito soltanto a dramma avvenuto. È il mestiere più facile del mondo, è la politica che avete scelto di interpretare. È la politica dei Ponzio Pilato anche perché quando ci sono i meriti, questi vengono distribuiti alle varie autorità, e quando si parla di responsabilità, improvvisamente la Provincia, l’Aipo, la Regione e la Prefettura scompaiono e rimane soltanto il sindaco, come se in democrazia un uomo solo al comando possa tutto perché rivestito di ogni potere. Puntare il dito o giudicare senza sapere è molto facile, soprattutto quando si gioca sui drammi e sulle debolezze di chi è stato colpito dall’alluvione.

Invece io penso che si debbano affrontare gli eventi mettendoci sempre la faccia, ogni santo giorno, e rimboccandosi le maniche sapendo che il nostro ruolo non è puntare il dito contro qualcuno, ma lavorare per la città. Per questo non giochiamo e non giocheremo allo scarica barile, così di moda nella politica dei Ponzio Pilato, quella che “è sempre colpa del mio avversario nonostante tutto”.   

I derivati valgono 10 economie mondiali

601 mila miliardi di dollari, 10 volte il Pil globale. A tanto ammonta il controvalore degli strumenti finanziari derivati scambiati nel Pianeta. A rivelarlo la Banca dei regolamenti internazionale nel suo bollettino trimestrale. Il segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner invoca regole globali, un traguardo tuttora lontano

Nella gestione del mercato dei derivati occorre implementare norme più severe evitando di seguire “il tragico esempio” di una regolamentazione soft di scuola britannica. Il segretario al tesoro degli Stati Uniti Timothy Geithner non ha certo usato mezze parole per esprimere quello che evidentemente è un concetto che gli sta profondamente a cuore. Responsabile forse numero uno della crisi finanziaria – o per meglio dire della sua diffusione dalla California all’Islanda fino ai mercati emergenti e all’Europa continentale – la finanza strutturata continua a destare i peggiori timori agli occhi degli analisti. E sì, perché alla luce dei dati odierni non traspare soltanto come la crisi mondiale non sia affatto in remissione. Ma anche come i suoi catalizzatori principali godano tuttora di ottima salute. Grazie anche alla possibilità di alimentare milioni di transazioni nella più assoluta indipendenza.

La bomba dei derivati che rischia di far divampare il mondo

Il commento di Tino Oldani, già giornalista di economia e finanza a Panorama, ora firma di Italia Oggi

Negli ultimi anni, mentre l’attenzione del mondo si concentrava su alcune guerre vere (Isis e Ucraina) e su altre finte (clima), mentre i media discettavano su quale fosse la ricetta più efficace per uscire dalla crisi economica, e quanto la Federal Reserve Usa fosse più efficace della Banca centrale europea, sapete cosa facevano le grandi banche che avevano provocato la crisi con le speculazioni sui derivati? Pensavate forse che stessero riducendo l’ammontare delle loro speculazioni, per risanare i bilanci? In questo caso, vi siete sbagliati di grosso, e noi con voi, perché è accaduto l’esatto contrario. Zitte zitte, le banche too big to fail (troppo grandi per fallire) hanno infatti aumentato ancora di più le speculazioni sui derivati, che ora hanno raggiunto un totale pazzesco, talmente elevato da mettere a repentaglio – questa volta per davvero – l’intera economia mondiale.

Il merito della scoperta è di un giornalista americano, Michael Snyder, che si è letto con attenzione l’ultimo rapporto trimestrale di un ente pubblico di controllo delle banche Usa, l’Office of the Comptroller of the Currency (Occ). Nelle tabelle in fondo al rapporto, l’Occ rivela a quanto ammontano le esposizioni ai derivati delle maggiori banche Usa. Tenetevi forte: ciascuna delle prime cinque banche ha un’esposizione ai derivati superiore a 40 mila miliardi di dollari (cioè 40 trilioni). Per avere un’idea di quanto sia grande il loro azzardo, basta un solo paragone: l’intero debito nazionale del Tesoro degli Stati Uniti è di 17.700 miliardi di dollari (17,7 trilioni), cioè meno della metà dell’esposizione ai derivati di ciascuna banca.

Eataly, Oscar Farinetti e il malessere dei suoi dipendenti. Ppubblicata un'inchiesta interna

La spina nel fianco di Oscar Farinetti si chiama Eataly Firenze, è lo store aperto nel dicembre 2013 con la benedizione di Matteo Renzi e la promessa di impiegare 120 persone - oggi non arrivano ai cento. Ed è il primo punto vendita ad avere organizzato una protesta visibile, lo scorso 30 agosto, quando tre dipendenti ai quali non era stato rinnovato il contratto hanno richiamato telecamere e taccuini per raccontare che l'imprenditore molto vicino al premier impiegherebbe una quota di precari ben oltre il consentito dalle leggi. Non solo: turni lunghi e decisi all'ultimo momento, iniziative giudicate antisindacali e "totale assenza di comunicazione tra azienda e lavoratori".

Cattiva pubblicità. Ecco perché Farinetti aveva mandato il figlio Francesco a parlare con i dipendenti ribelli e aveva improvvisamente accettato di assumere a tempo indeterminato 50 persone - a partire dal prossimo gennaio. Una promessa rinnovata per lo store di Bari, dove è finito sotto accusa per avere impiegato 160 interinali su 173: "Appena si regolarizzerà la situazione della licenza saranno tutti assunti direttamente, a tempo determinato e indeterminato", ha garantito in una intervista alCorriere del Mezzogiorno.

Fondazione Toscanini, una eccellenza musicale in utile nel nuovo Parco della musica di Parma

Filarmonica Arturo Toscanini

Dopo l’introduzione di un soddisfatto Luigi Ferrari (Segretario Generale), un euforico Sovrintendente Maurizio Roi conduce l’incontro dell’Assemblea dei soci della Fondazione Arturo Toscanini affiancando il Presidente Luciano Pasquini:
“la Fondazione Toscanini non solo è risanata, ma è sana”. La più importante Ico italiana con servizio Lirico e di filarmonica (cosa unica) chiude il bilancio 2013 con un utile netto di 48.000 euro.
Ma da cosa è guarita la Toscanini? E chi la fece ammalare? Chi ne denunciò la malagestio? Mai è stata raccontata la storia e detta tutta la verità. Se non fosse stato questo blog che si permise di dissentire il plenipotenziario Gianni Baratta e il Presidente De Rosa, e tutto il CDA di allora, contro pure i Sindacati che non rilevavano alcuna anomalia. Anzi! Perché ancora questa reticenza su ciò che è successo? Eppure i processi sono terminati e vinti, il debito risanato. Insomma di questa storia, pare,  non  vi sia ancora la volontà per la verità. E sarebbe utile per chiudere definitivamente un triste trascorso, che ha portato ad un cambio di tutti i vertici. 

Ma torniamo all’attualità, alcuni dati economici del bilancio al 31/12/2013:
Totale crediti 3.756.183
Totale debiti  3.263.032
Attivo circolante 4.738.969
Valore della Produzione  8.098.385
utile di esercizio 48.000
Costi del personale (circa 73 persone tra musicisti e impiegati)  3.744.531

Fondazione Teatro Regio e Fondazione Toscanini insieme per Consorzio Paganini. Nasce il Parco della Musica di Parma

Parco della Musica di Parma

Il nuovo consorzio gestirà l'Auditorium Paganini, il centro congressi e la sala Ipogea

Si chiamerà Consorzio Paganini, dovrebbe diventare operativo entro i primi mesi del 2015, sarà composto dalla Fondazione Teatro Regio e dalla Fondazione Toscanini: avrà il compito di gestire tutto il complesso convegnistico e musicale del parco ex Eridania (progetto di Renzo Piano, realizzato dall'Amministrazione di Stefano Lavagetto) ), formato dall’Auditorium Paganini, dal Centro congressi e dalla Sala ipogea. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi dal segretario generale della Toscanini, Luigi Ferrari, durante una commissione Cultura.

Primo incontro della Nuova Provincia di Parma

La nuova governance della Provincia, ecco le deleghe: 
Bianchi Paolo  -  Bilancio e Personale; Canova Michela  -  Ambiente e Patrimonio; Cantoni Gianpaolo  -  Parchi, attività produttive, Energia e fonti rinnovabili; Censi Andrea  -  Pianificazione, Infrastrutture, Attività estrattive, Trasporti e Statistica; Massari Andrea  -  Politiche socio  -  sanitarie; Moretti Claudio  -  Agricoltura; Serpagli Gianpaolo  -  Scuola e Viabilità; Vescovi Maurizio  -  Lavoro e Formazione professionale. 
Inoltre è stata istituita una Commissione per la Montagna, di cui fanno parte i consiglieri provenienti dal territorio montano del Parmense:
Cantoni Gianpaolo, Serpagli Gianpaolo, Moretti Claudio, Conti Giuseppe.
"Con queste deleghe funzionali assegnate ai consiglieri abbiamo voluto garantire al più presto l'operatività della Provincia. I consiglieri delegati potranno seguire gli uffici dell'ente e presentare al presidente e al Consiglio le proposte di deliberazione. L'assegnazione è provvisoria, fino all'approvazione dello Statuto, che avverrà entro l'anno, tema su cui chiediamo la collaborazione di tutti i consiglieri" afferma il presidente Fritelli.
Il Presidente Fritelli ha auspicato che dallo Stato vengano fornite alla Provincia le risorse per far fronte alle esigenze almeno dei 37 edifici scolastici e dei quasi 1400 km di strade provinciali.
Nel corso della seduta è intervenuto inoltre il consigliere Vescovi, in merito al tema dell'alluvione, per chiedere che il Consiglio proponga che fin da subito la futura Cassa di espansione del Baganza sia in carico ad Aipo e che le centraline idrometriche della Provincia tornino invece di competenza di Arpa.

Teatro di Piacenza STAGIONE LIRICA 2014-2015: FALSTAFF

Torna dopo vent'anni al Teatro Municipale di Piacenza l'opera di Giuseppe Verdi, Falstaff, secondo titolo della Stagione Lirica 2014- 2015 della Fondazione Teatri di Piacenza. Il debutto è previsto per questo venerdì 31 ottobre alle 20,30 e in replica domenica 2 novembre alle 15,30.

Mercoledì 29 ottobre alle 15,30 l'anteprima dell'opera sarà aperta al giovane pubblico delle scuole piacentine. 

Per il secondo titolo in cartellone della Stagione Lirica 2014-2015 la Fondazione Teatri di Piacenza ha scelto Falstaff di Giuseppe Verdi che mancava al Teatro Municipale dal 1995.

L'opera, che debutterà venerdì 31 ottobre alle 20,30 e in replica domenica 2 novembre alle 15,30 (in anteprima per il giovane pubblico delle scuole piacentine mercoledì 29 ottobre alle 15,30) riprende l'allestimento realizzato da Ravenna Festival nel novembre dell'anno scorso e dedicato a Giuseppe Verdi e William Shakespearem. Un allestimento originale la cui regia e ideazione scenica sono firmate da Cristina Mazzavillani Muti che affiancata da Vincent Longuemare light designer, Ezio Antonelli per le scene, Alessandro Lai per i costumi e dallo Studio Visual Technology per l’elaborazione delle immagini ha dato vita a un Falstaff in cui grande importanza è stata riservata ai giovani. Sono stati, infatti, coinvolti in questo progetto giovani cantanti, molti dei quali già affermatissimi, che per l'occasione sono accompagnati dall'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Nicola Paszkowski, mentre il coro, istruito da Corrado Casati, è quello del Teatro Municipale di Piacenza.

Importante incontro con Massimo Iotti candidato consigliere regionale per la cultura animale e ambientale

Massimo Iotti

Grazie a tutti gli animalisti che hanno collaborato alla messa a punto del documento sul benessere animale consegnato oggi 27 ottobre all'Aquila Longhi al Candidato Consigliere Regionale Massimo Iotti, che, sensibile sugli argomenti, ha apprezzato i contenuti del documento e li ha discussi con noi.
A dimostrazione di questo, concreto, come sempre, in qualità di Presidente Arci provinciale ci ha dato la sua disponibilità ad organizzre nei circoli incontri informativi, educativi, ricreativi sui temi oggetto dei punti espressi nel documento consegnato e in particolare:
-benessere animale;
-ambiente;
-alimentazione.
Tutti argomenti tra loro correlati in cui la disinformazione è ancora molto vasta nella popolazione. 

Iotti si è dimostrato inoltre molto attento a valutare l'esistente normativa regionale sul benessere animale rielaborarla insieme alle associazioni e valutare la possibilità di stilare una legge quadro regionale che raggruppi tutte le tematiche per semplificarla e renderla di immediata comprensione per tutti negli aspetti normativi e sanzionatotori, così come l'apertura di uno sportello informativo/operativo.
(Parma, 27/10/2014)
Luigi Boschi

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Alluvione a Parma, “Pizzarotti si dimetta”

La polemica politica per la mancata allerta si fa rovente. Esplicita richiesta dalla Lega. Ghiretti (Parma Unita): spiegazioni chiare o a casa. Intervengono anche Pd, Udc e Forza Italia

Il Comune di Parma ha ignorato le allerte meteo sull’esondazione del torrente Baganza? Tolto il fango dalle case, adesso la polemica sulla mancata allerta ai cittadini del municipio si fa rovente. I documenti diramati nei giorni scorsi dal capogruppo Pd Nicola Dall’Olio e gli altri della Protezione civile sugli avvisi alle istituzioni inoltrati sabato 11 ottobre rinfocolano la discussione.

Il segretario emiliano della Lega Nord Fabio Rainieri chede in una nota che “”Pizzarotti si dimetta, ha ignorato l’allarme della Prefettura sull’alluvione a Parma. Se il sindaco fosse rimasto al suo posto invece di andare al Circo Massimo alla manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle, le cose sarebbero state diverse e avremmo evitato buona parte di quello che è successo”.

Sabato mattina – aggiunge Rainieri – “mentre Pizzarotti si faceva bello al Circo Massimo, in Comune arrivava un fax della Prefettura che chiedeva l’attivazione della fase di attenzione, preannunciando allerta per condizioni meteorologiche avverse a partire da domenica 12 fino a martedì. Tra gli effetti attesi: rapidi innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua minori con limitati fenomeni di inondazione. Non un messaggio qualsiasi ma un’allerta di tipo 1, che non esclude pericoli per la popolazione civile e dannialle abitazioni e che impone al sindaco di informare i cittadini. E Pizzarotti? Ha avvisato la città lunedì nel tardo pomeriggio. Quando ha finito di farsi bello tra i grillini. Peccato che a quel punto tutto era inutile e tardivo. Una vergogna!”.

Alluvione: esposto dei Nuovi Consumatori contro il sindaco

Il Movimento Nuovi Consumatori ha reso noto di aver presentato un esposto contro il sindaco Federico Pizzarotti, con l'accusa di omissione in atti d'ufficio. L'accusa parte dalle polemiche sul fax arrivato sabato 11 ottobre, due giorni prima dell'alluvione, e protocollato lunedì in Comune

Ecco il comunicato del Movimento Nuovi Consumatori: 

Cottarelli : “Spese senza controlli. Bisogna cambiare testa”

ROMA Per i commessi di via XX settembre Carlo Cottarelli è già un lontano ricordo. «Sicuro stia ancora qui?» si chiede quello che non riesce a contattare l’interno. L’ormai ex commissario alla spending review non ha più una segretaria, né altri collaboratori. L’ala del suo ufficio è vuota come quelle di certe aziende andate rapidamente fallite. Lui invece è ancora lì, seduto nella scrivania di una stanza d’angolo. Quando il telefono della ex segretaria squilla, si alza e va a rispondere. Resterà fino al 31 ottobre, quando tornerà a Washington come direttore esecutivo per l’Italia al Fondo monetario internazionale. 

 

Dottor Cottarelli, avrebbe dovuto rimanere tre anni, alla fine sarà solo uno. Perché?  
«All’inizio con Letta l’accordo era per un anno, ma mi chiese di restare per tre. Poi le cose sono cambiate».  

Renzi non l’ha mai amata, non voleva un burocrate a occuparsi di tagli.
«Se mi amasse o meno dovete chiederlo a lui. Però ha ragione quando dice che le decisioni le deve prendere la politica, non un commissario. Quando mi chiamarono anche io mi chiesi perché ci fosse bisogno di una figura del genere».  

Cosa le risposero?
«Che ci voleva qualcuno in grado di fare entrare la cultura della revisione della spesa nella testa della burocrazia».  

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