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Dal 2004 al 2008 la legislatura Zapatero
(ansa.it) MADRID - Una legislatura iniziata e finita sotto i colpi del terrorismo: nel 2004 le stragi di Madrid firmate da Al Qaida tre giorni prima delle politiche poi vinte inaspettatamente dai socialisti. Nel 2008 a due giorni dalle elezioni un nuovo tentativo del terrorismo, questa volta dell'Eta, di pesare sulle elezioni con l'uccisione del politico socialista Isaias Carrasco. Nella primavera del 2006 c'é stato poi l'avvio di negoziati con l'Eta. Zapatero aveva promesso di cercare di pacificare il paese basco. Ma le trattative sono andate in frantumi dopo sei mesi di tregua con l'attentato all'aeroporto madrileno di Barajas (due morti) nel dicembre del 2006. Ma gli anni Zapatero sono stati per la Spagna molto altro. Subito dopo l'elezione, nella primavera del 2004, il ritiro delle truppe spagnole dall'Iraq, che ha prodotto uno strappo, ancora non del tutto ricucito, con gli Usa. Poi le riforme 'etiche', la legge sui matrimoni gay, che apre la strada anche all'adozione, quella sul divorzio express, sull'educazione alla cittadinanza, sulla memoria storica, per la riabilitazione delle vittime del franchismo, approvate a tamburo battente dal parlamento per iniziativa di socialisti e sinistra, malgrado le proteste di centrodestra e gerarchia cattolica. L'economia negli ultimi quattro anni, fino al dicembre scorso, è andata a gonfie vele, spinta dal boom del mattone, con una crescita media al 3% (il 3,8% nel 2007). Da dicembre però la crisi del settore immobiliare ha raffreddato la macchina dell'economia spagnola. L'inflazione e la disoccupazione, sono in impennata. Il Pp di Mariano Rajoy ha fatto buona parte della campagna elettorale sulle difficoltà economiche degli ultimi mesi - passeggere secondo il governo - accusando i socialisti di non avere approfittato della congiuntura favorevole per prepararsi ai momenti di secca. Sono stati quattro anni di scontro duro con l'opposizione di centrodestra. Il Psoe, in maggioranza relativa in parlamento, ha governato con l'appoggio di Izquierda Unida, dei nazionalisti moderati baschi e dei repubblicani indipendentisti catalani. Con i popolari di Rajoy è stato scontro aperto sul tentativo di negoziato con l'Eta, sulla riforma dello stato, sulle 'leggi etiche'. Il Pp, ma non solo, ha accusato Zapatero di avere rotto durante la legislatura i patti della transizione - in particolare sulla lotta al terrorismo - concordati fra i principali partiti all'uscita dal franchismo. Una rissosità che ha fra l'altro spinto il presidente uscente del Congresso dei deputati l'ex-commissario Ue socialista Manuel Marin a decidere di non ricandidarsi.











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