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CRESCE RUN UP, LA CORSA IN CIMA A GRATTACIELI

(ansa.it) ROMA - Oltre cento piani in una manciata di minuti, tutti rigorosamente in salita: non è un ascensore supersonico, ma le gambe degli atleti, sempre più numerosi nel mondo, che si dedicano al 'Run-up', uno sport alquanto eccentrico che consiste nel correre dal piano terra fino all'ultimo piano di un grattacielo. Il corpo degli atleti durante la gara è stato studiato per la prima volta da un'equipe di scienziati italiani che hanno monitorato un gruppo che si cimentava nella salita del Pirelli di Milano, spiega all'ANSA Alberto Minetti, del Dipartimento di Fisiologia Umana dell'Università di Milano.

Lo studio con altimetri precisissimi ha permesso di calcolare come dosare la corsa per vincere la gara. In futuro i calcoli fatti dai ricercatori potrebbero servire per strumenti come gli elettrocardiografi da polso o altri strumenti per il monitoraggio in tempo reale del proprio corpo durante una gara. I risultati dello studio saranno presentati oggi da Minetti in Francia al meeting Annuale della Società di Biologia sperimentale in corso a Marsiglia. "Abbiamo sviluppato gli algoritmi per calcolare per ogni atleta come ottenere la prestazione migliore", spiega Minetti: il segreto per vincere sta proprio nel dosare le forze in modo da mantenere costante la prestazione senza cali improvvisi di velocità.

Sono tanti i grattacieli dove si gareggia, racconta Minetti, il One-o-One di Taipei (101 piani), le torri di Kuala Lampur (400 metri per 100 piani); l'Empire State building, storicamente usato per queste gare (320 metri per 86 piani), ma si corre anche al Pirelli di Milano, l'ultima gara vi si è tenuta in febbraio; di tutte le età, amatori e atleti professionisti, gli atlti che si cimentano in questa folle corsa piano dopo piano. "Basti pensare - ricorda l'esperto - che l'Empire State Building vide gareggiare anni fa per ben tre volte anche un italo-americano di 92 anni salito fino in cima".

Uno dei campioni indiscussi del Runup è il tedesco Thomas Dold, aggiunge Minetti, ma ve ne sono davvero tanti che competono, per questo gli scienziati hanno deciso di studiare il loro corpo che si sottopone a uno sforzo davvero inconsueto: una forte pendenza (55%, molto più alta delle pendenze naturali dei sentieri di montagna), la fatica di vincere l'altitudine e naturalmente la velocità di salita, che di solito si aggira intorno a 0,5-0,8 metri al secondo (velocità verticale), tantissimo, considerata la pendenza.

Alcuni dei record sono impresionanti: quello dell'Empire State building è di 573 secondi, ovvero meno di dieci minuti; mentre è poco più di tre minuti l'ascesa del Pirelli. I ricercatori hanno studiato il corpo di alcuni atleti con altimetri digitali in grado di misurare 10 volte al secondo l'altitudine dell'atleta e quindi la sua velocità in tempo reale durante tutta la gara. Rielaborando i dati gli esperti hanno creato algoritmi per calcolare i parametri ottimali per superare la gara. "Mentre per molte specialità atletiche è difficile misurare i determinanti meccanici del consumo di energia metabolica - spiega Minetti - per il runup il calcolo del lavoro meccanico si basa principalmente sul controllo dell'altitudine raggiunta dal soggetto istante per istante.

E' cosí possibile stimare il lavoro meccanico totale, ma anche la potenza sviluppata dai muscoli (che sarà tanto maggiore quanto più corto sarà il tempo di percorrenza). "Abbiamo monitorato atleti durante l'evento milanese e visto che alcuni hanno una prestazione quasi costante mentre altri, dopo una partenza troppo veloce, sono costretti a rallentare - conclude. Intendiamo proseguire queste ricerche poiché potrebbero rivelare relazioni ancora più significative tra strategia di impiego delle proprie risorse e prestazione sportiva".