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La vita sta cambiando pelle

ANIMALI - RICHIAMI VIVI - CIÒ CHE AVVIENE OGNI ANNO DA SETTEMBRE A GENNAIO A MIGLIAIA DI UCCELLI LIBERI E SELVATICI

Ciò che avviene ogni anno da settembre a gennaio a migliaia di uccelli liberi e selvatici

e anche questa è caccia.

Gianluca Albertini

(LAC) Quella che sto per raccontarti è una storia vera, assurda e terribile che pare impossibile: La vita di un uccello da richiamo, ovvero una storia di un uccello migratore che dallo stato selvatico passa a una misera vita, rinchiuso fino alla fine dei suoi giorni in una minuscola gabbia, grande al massimo 30 cm.

Sono un uccello migratore e questo era il mio mondo prima che mi accadesse ciò che sto per raccontare.. il bosco, il cielo, la ricerca del partner, i lunghi voli, il corteggiamento e l'accoppiamento, l'allevamento dei piccoli, la libertà.

Oggi il mio mondo è tutto qui, dentro questa gabbia lunga appena 29 cm.  Tutto ebbe inizio un mattino di novembre.. Ero già in volo da diverso tempo, stavo migrando, ero stanco ed affamato.. quando d'un tratto un canto melodioso attirò la mia attenzione: era così invitante e c'era così tanto cibo in quel luogo..

le reti di cattura attirano gli uccelli in quanto sono immerse tra alberi ricchi di pastura con tanto cibo succulento (generalmente bacche del sorbo degli uccellatori, racemi (grappoli di pseudo uvetta) di fitolacca ed altri) Inoltre presso le reti vengono disposte le gabbiette con all'interno altri uccelli che con il loro canto attirano i loro simili.

Così ebbe inizio la mia nuova vita.. così ebbe fine la mia vita di uccello libero: presto sarei diventato

UCCELLO DA RICHIAMO

 

Cominciò così il più lungo viaggio che avessi mai fatto.. qualcuno mi liberò dalla rete e lo credetti un benefattore.. ma mi sbagliavo: subito mi ritrovai al buio.. che sta succedendo.. cosa mi mettono sulla zampa..

a ogni uccello catturato viene messo un anellino di riconoscimento con targa della Provincia e un numero progressivo.

In questa cassettina viaggerò per molti chilometri, sono terrorizzato, continuo a saltare, non riesco a fermarmi e ogni colta sbatto contro questo strano cielo.. dove mi portano.. perchè mi tengono qui, io ho fretta, devo partire per i paesi caldi, l'inverno è vicino, lasciatemi andare, non posso perdere tempo.. dove mi trovo.. chi sono tutte queste persone.. perchè gridano così ? Qualcuno mi sta prendendo in mano.. oh! grazie, mi lasci libero.. ma che succede ancora ?

l'uccello è arrivato al centro di distribuzione dove i cacciatori litigano per appropriarsi dell'uccello. Il padrone prescelto mette l'uccello nel nuovo contenitore per portarselo a casa

Lasciatemi, voglio uscire!! Devo uscire, devo uscire.. salto, salto, salto ma non faccio che procurarmi ferite, sono esausto e ho male dappertutto. sono nella mia nuova casa e in sieme a me ci sono altri miei simili e tutti sono dentro in una gabbia come la mia, come sono brutti: senza coda, senza penne in molte parti del corpo, senza dita.. ma cosa gli è successo ? Passa la notte..

Questa notte ho sognato il bosco.. mi ha svegliato uno di quegli uomini che ieri urlavano tanto.. e adesso dove mi porta.. forse mi libera.. ancora in macchina.. è da ieri che non mangio, il mangime dell'uomo non lo conosco e ho paura.

Il bosco.. ecco il mio bosco.. allora ha capito che io devo partire.. ho fretta.. allora adesso mi libera!!! Ma cosa fa.. che succede.. ORA ERA TUTTO CHIARO.. non sarei mai più stato libero.. questa era la mia nuova vita: adesso dovevo cantare e attirare altri uccelli che, come me, si sarebbero fatti incantare, poi il mio padrone, nascosto dentro il capanno, sparava e poi io dovevo cantare ancora e lui sparava di nuovo.. così per molte ore. Poi un viaggio in macchina mi portava nella mia nuova casa e il giorno dopo ancora e poi ancora, ancora..

Ora ero diventato un uccello da richiamo. Mi rassegnai all'idea di guardare il bosco tra le sbarre; mi abituai ad alimentarmi con il mangime che il mio padrone mi dava; mi abituai agli spari, riuscivo a non spaventarmi più, dimenticai la libertà.. Credetti che il peggio era passato.. ma ancora non sapevo cosa stava per accadere..

Da parecchio tempo il mio padrone non mi portava più con sè, non sentivo più gli spari e la mia esistenza era così grigia, così noiosa.. ma ero vivo, sentivo ancora il cambio delle stagioni, certo non ero più bello come una volta ma avvertivo ancora il senso della fame e amavo cantare..

la caccia è finita da un po' di mesi, siamo nel mese di giugno..

Oggi mi sento una tale vitalità addosso, c'è così tanta luce, oggi sento più che mai la nostalgia del bosco. Ho voglia di volare!!!

E' arrivato il mio padrone, mi darà il mangime.. ma cosa fa? Sta prendendo gli altri uccelli che sono nella gabbia.. no! non portarli via, mi fanno compagnia.. ma cosa fa?

Gli sta strappando delle penne e poi li rimette in gabbia. E' arrivato il mio turno.. perché mi strappa le penne.. Poi tutti, nelle nostre gabbiette, veniamo messi in uno sgabuzzino.. è buio, è terribilmente buio qui, dov'è tutta quella luce che c'era prima ? il padrone è andato via.. cosa sta succedendo, è buio, ho paura, forse è arrivata l'ora di morire.. il tempo non passa più!

passeranno due mesi in questa condizione: stanno subendo la MUTA ARTIFICIALE

Siamo in autunno e io sono ancora qui a svolgere il mio lavoro di uccello da richiamo. Ricordo un lontano novembre, un novembre di tanto tempo fa.. stavo migrando e caddi nella rete.. i ricordi sono confusi, ormai è tanto tempo che vivo in questa gabbia, mangio tutti i giorni, ma la mia dieta è così monotona; sono vivo, ma ho dimenticato come si fa a volare, sento i muscoli atrofizzati, non li uso da così tanto tempo..

Non riesco più a distinguere la primavera, canto quando fa freddo e le giornate si accorciano.. come ho potuto dimenticare la primavera.. amavo così tanto quella stagione, era così magica..

Sono vecchio e mi sento stanco. Il mio piumaggio non è più quello di una volta, ho visto il mio corpo rovinarsi e abbruttirsi man mano passava il tempo. Ho alcune parti del corpo completamente nude e non sono più riparato dalle intemperie. Oggi, poi, fa più freddo del solito, questa pioggia battente mi cade addosso inesorabile, il mio padrone è chiuso dentro il suo capanno.. oggi non ha ancora sparato. Cosa mi succede oggi ? Mi sento così triste.. mi tornano in mente tante cose, di come era varia la mia vita prima di quel novembre di tanto tempo fa..

Come era divertente volare da un albero all'altro

Come era dolce posarsi sui rami

Che emozione cercare un compagno

Che tenerezza nutrire i piccoli

Che soddisfazione trovare il cibo

e che incanto il cambio delle stagioni.. lo sentivo nel corpo, nella mente e mi sentivo così vivo COSI' MERAVIGLIOSAMENTE VIVO. Da tanto tempo non provo più queste sensazioni, da troppo, troppo tempo le avevo dimenticate.. ma oggi mi sento così triste, così strano.. mi tornano in mente tutti gli uccelli che come me sono finiti in gabbia, quanta compagnia mi hanno fatto, quanti sono morti.. ieri ne sono arrivati due nuovi..

RICORDO un tordo sassello: arrivò nella nostra casa un pomeriggio, era così agitato, non voleva mangiare, era disperato.. è morto dopo soli due giorni. E quella cesena... quella povera cesena, dopo un po di tempo di questa vita si riempì le zampe di croste, le dita si atrofizzarono, perse l'uso di un arto..  ma tanto a cosa ci servono le zampe, abbiamo così poco spazio per muoverci..  e quel merlo che perse l'uso di un occhio.. Quanti uccelli erano arrivati nella nostra casa, così belli, così alteri.. poi, giorno dopo giorno, il loro aspetto mutò sempre di più: la coda si rovinò o scomparve, le zampe si riempirono di croste e di piaghe, la vista si rovinò, alcuni divennero ciechi, altri si provocavano continue ferite al capo, ai fianchi del becco.. io glielo dicevo di non continuare a saltare.. è inutile, ma loro saltavano, saltavano, e si ferivano..

Poi arrivò quella piccola, dolcissima allodola.. Oh! che pena mi fece! Arrivò in preda al panico, aveva saltellato come una pazza contro il soffitto della gabbia, per tutto il viaggio aveva continuato a saltare, era come impazzita.. quando il mio padrone la rinchiuse nella sua gabbia definitiva, la guardai e il cuore mi si riempì di odio per ciò che le avevano fatto: il suo capo era pieno di ferite sanguinanti ed era così spaventata.. calmati, le dicevo.. E' sopravvissuta ed è invecchiata insieme a me, anche lei non sa più volare. ricordo anche quel tordo bottaccio: arrivo in preda allo sconforto, non si rassegnò mai di essere finito in gabbia.. non voleva mangiare, i giorni passavano e lui non mangiava. Morì dopo pochi giorni. Ieri è morto uno di noi, era vecchio e malato, non so se invidiarlo.. forse è meglio morire che vivere così.

MI GUARDO: sono così brutto, non ho più la coda, mi mancano le dita della zampa destra, ho la testa quasi nuda.. la pioggia continua a cadere.. perchè odio tanto questa vita ? Eppure ho il cibo assicurato tutti i giorni, senza fare fatica, non so più cosa sia la fame, non devo più temere i predatori, non devo più volare per tante ore.. ho una vita tranquilla, senza problemi.. perchè allora la odio tanto ? Perchè preferisco la vita di prima ? Io ormai non spero più, anche se mi liberaste non saprei che farmene della LIBERTA': un tempo era ciò che amavo di più, era la linfa che mi rendeva vivo ! Ma ora non so più cercare il cibo, non so più volare, NON so più quando è primavera. La natura non mi vuole, non mi riconosce più !!!

IO NON SONO PIU' UN UCCELLO, MA CHI SONO IO?

NON PENSATE A ME, ORMAI ASPETTO LA FINE CON RASSEGNAZIONE MA PENSATE AGLI ALTRI, A QUELLI CHE ANCORA SONO LIBERI, CHE CON L'INGANNO VERRANNO CATTURATI.

IO GRIDO, GRIDO MA NESSUNO MI SENTE, IO NON PARLO LA VOSTRA LINGUA...

MA VOI... VOI CHE PARLATE LA LINGUA DEGLI UOMINI... VOI CHE POTETE FARE MODIFICARE LE LEGGI CON LA VOSTRA VOCE... FATEVI SENTIRE:

VIETATE L'USO DEI RICHIAMI VIVI

Non permettete più che accada tutto ciò

Non dimenticate la mia storia

VI HO RACCONTATO LA MIA STORIA perché sappiate che ciò che è accaduto a me è successo a migliaia di uccelli e succederà ancora. Ogni anno verranno catturati uccelli...e tutti avranno questo destino.

Ogni anno migliaia di Merli, Cesene, Allodole, Tordi bottacci, Tordi sasselli, mentre stanno migrando verso i paesi caldi:

1)  vengono catturati nelle reti, a cura di persone pagate dalle Province, dopo essere stati attirati da latri uccelli, che, chiusi nelle loro gabbiette, poste in prossimità delle reti di cattura, hanno il compito di cantare per far intrappolare i loro simili.

2)  vengono tolti dalle reti e, in preda al panico, vengono messi in minuscoli contenitori per essere trasportati ai centri di distribuzione dove i cacciatori stanno aspettando.

3)  ai centri di distribuzione vengono regalati ai cacciatori che li useranno per effettuare la caccia da appostamento.

4)  Sempre più terrorizzati, gli uccelli catturati vengono messi in sacchetti o in gabbiette e vengono portati a casa dal cacciatore che è diventato il nuovo padrone. Durante tutti questi viaggi gli uccelli sbattono in continuazione contro le pareti delle gabbie, sono in preda al panico, sono disperati, sono in trappola, li hanno presi nella rete, li hanno presi in mano più volte, li hanno sbattuti da una parte all'altra. Le allodole sono gli uccelli più stressabili e sbattono in continuazione la testa contro il soffitto delle gabbie.

5)  A casa del cacciatore vengono messi, fino alla fine dei loro giorni, in gabbie grandi al massimo 30 cm., disposti su scaffali all'interno di scantinati o sottoterra, in box, nella cantine. Spesso questi locali sono semibui, sporchi, umidi e malsani. Lo sterco degli uccelli, ognuno nella sua gabbietta, rimane depositato a blocchi sugli scaffali, e viene rimosso molto raramente; moltissimi degli uccelli appena arrivati muoiono perché non sopportano di aver detto addio alla libertà, molti rifiutano di mangiare, altri non riescono a digerire quel nuovo mangime, così diverso dal cibo naturale,, altri continuano a sbattere e si feriscono fino alla morte, altri si lasciano andare fino a morire. Ma alcuni sopravvivono senza  sapere quale terribile sorte le aspetta, accettano quella nuova vita e verranno nutriti finché canteranno bene, poi non serviranno più a nessuno e anche la natura li rifiuterà perché non li riconoscerà più...

6)  Apre la stagione di caccia (da settembre a gennaio): tutti i giorni, con qualunque tempo atmosferico, il cacciatore si reca al suo capanno di caccia, trasportando i suoi uccelli da richiamo, contenuti ognuno nella propria gabbietta. Qui verranno appesi agli alberi e , contro natura, canteranno per attirare e far cadere in trappola altri sventurati uccelli, che verranno uccisi dal cacciatore nascosto nel capanno.

7)  Finisce la caccia e gli uccelli, sempre rinchiusi nelle loro minuscole gabbiette, vengono disposti sugli scaffali, in freddi e umidi locali, con pochissima aria, con pochissima luce, con scarsa igiene. In queste condizioni passeranno lunghi mesi finché, senza più accorgersi che è arrivata la primavera, si troveranno in estate.

8)  Siamo nel mese di giugno: i cacciatori prendono i loro uccelli, gli strappano un po' di penne, li mettono in locali completamente bui, e in questa terribile condizione li lasciano, soli a se stessi, per due lunghi interminabili mesi. E' questa la MUTA ARTIFICIALE: tutti i cacciatori sono obbligati a seviziare così i loro uccelli per far loro subire la muta delle penne, cosa che in natura viene spontaneamente all'approssimarsi della primavera; è in questa meravigliosa stagione che gli uccelli, ricoperti dal nuovo piumaggio, cominciano a cantare perché siamo nella stagione degli amori. Ma la caccia è aperta in autunno e quindi ai cacciatori serve che gli uccelli cantino, come se fosse primavera, in autunno e così strappano loro delle penne e li tengono al buio completo  per indurli a credere che sia inverno (in realtà siamo in piena estate: giugno e luglio) e che, invece, l'autunno reale sia per loro primavera (hanno cambiato le piume e hanno rivisto la luce: credono che dall'inverno si sia passati alla primavera. In realtà dall'estate si è passati all'autunno).  E' puro maltrattamento: oltre alle sevizie gli uccelli subiscono uno scompenso del metabolismo, non sano distinguere il giorno dalla notte, l'inverno dall'estate, ecc.) Il sistema ormonale è sconvolto;

9)  Così trascorre la loro misera vita, quei pochi uccelli che riescono a sopravvivere subiscono tutte le estati la muta artificiale. Man mano che il tempo passa i loro muscoli si atrofizzano, non sono più capaci di volare, non sanno più cosa significa trovare un compagno e accoppiarsi. La coda si è rotta e non esiste più a furia di sbattere contro le pareti della gabbia.  Le zampe a furia di stare nello sporco e a furia di stare fermi in uno spazio così ridotto, si riempiono di croste, di piaghe, molti uccelli perdono gli arti Le penne spariscono in molte parti del corpo lasciandoli nudi a sopportare le intemperie (se piove, se c'è vento, in qualunque condizione gli uccelli da richiamo, appesi ai loro alberi devono cantare).  non riavranno mai più la libertà: mai più cieli azzurri infiniti, mai più l'accoppiamento coi propri simili, mai più la dolcezza di allevare i propri  piccoli, mai più i giochi, le corse, i lunghi viaggi, l'allegria della primavera....Finché un giorno non ce la fanno più a cantare, non servono più a niente e il cacciatore li abbandona. Essi non sanno più volare, non sanno più procurarsi il cibo da soli, non sanno più migrare e scappare dai predatori. NON SONO PIU' DEGLI UCCELLI.

10)  Esistono due leggi in netto contrasto:

 Legge 157 del 1992 sulla caccia

Vieta ai cacciatori di usare un registratore per richiamare gli uccelli da uccidere e prevede che tutte le province catturino, ogni anno, migliaia di uccelli migratori, spendendo milioni di soldi pubblici, e poi li regalino ai cacciatori i quali, per poter avere degli uccelli che cantino in autunno, devono obbligatoriamente provocare loro la MUTA ARTIFICIALE.

Altrimenti è impossibile cacciare!!!

Codice penale art.727 (riformato nel 1993) sul maltrattamento animaleVieta di strappare parti del corpo agli animali, di detenere animali in condizioni incompatibili alla loro natura, di farli soffrire. Un uccello che dallo stato libero viene rinchiuso per tutta la vita in gabbia e viene tenuto ogni anno, al buio per due mesi, vive sicuramente in condizioni incompatibili alla propria natura. Un uccello che non sa più volare non è più un uccello.

q       Bisogna vietare l'uso di uccelli vivi.

Numerose segnalazioni di reato per maltrattamento sugli uccelli da richiamo hanno portato dei risultati a favore dei piccoli animali.

Infine alcune procure hanno riconosciuto il maltrattamento solo per il fatto di detenere uccelli in gabbie piccole, senza tener conto che gli uccelli in questione erano ancora abbastanza integri, non avevano ancora perso le penne o le piume, e non avevano ancora croste. Avevano soltanto perduto la coda, parte del corpo che gli uccelli in quelle condizioni perdono praticamente quasi subito, sbattendo continuamente contro le sbarre.