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OBAMA, DOMANI NOMINE CHIAVE DELLO STAFF ECONOMICO
(ansa.it) WASHINGTON - Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, si appresta ad annunciare in una conferenza stampa prevista per domani, la seconda dalla sua elezione, le nomine di due membri chiave dello staff economico della sua amministrazione: Timothy Geithner sarà il prossimo ministro del Tesoro, mentre Lawrence Summers andrà alla Casa Bianca a dirigere il Consiglio nazionale per l'Economia.
Lo indicano fonti dello staff di Obama citate dai media negli Usa, che confermano così indicazioni già circolate sull'intenzione del presidente eletto di dar vita a un gesto pubblico alla riapertura dei mercati. Nessun annuncio ufficiale é però arrivato al momento dall'ufficio della transizione.
Geithner è l'attuale presidente della Fed di New York, mentre Summers è ex ministro del Tesoro ed ex presidente di Harvard. Con le loro nomine e con le ulteriori indicazioni che Obama dovrebbe dare lunedì sul proprio piano economico, il presidente eletto spera di offrire segnali rassicuranti a Wall Street, in un momento di grande tensione per il sistema finanziario americano.
Marco Bardazzi
L'America è al centro della peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione, rischia la deflazione e Barack Obama comincia a presentare ricette che ricordano il New Deal degli anni '30. Nei prossimi due anni, e' la promessa, un vasto programma di opere pubbliche e interventi nel settore dell'energia alternativa creerà due milioni e mezzo di posti di lavoro. Ma se sull'economia Obama si cala nei panni di Franklin D.Roosevelt, la squadra di governo sembra ispirarsi al centrismo di John F.Kennedy.
Lunedì il presidente eletto degli Stati Uniti dovrebbe cercare di mandare un segnale rassicurante ai mercati, nominando ministro del Tesoro l'attuale presidente della Fed Timothy Geithner e presentando una squadra economica di cui farà parte anche Bill Richardson, governatore ispanico del New Mexico, nei panni di ministro del Commercio. Ma Obama ha già offerto un assaggio della linea economica nel proprio videomessaggio settimanale: al momento del suo ingresso il 20 gennaio alla Casa Bianca, scatteranno immediate contromisure.
"Ho dato disposizione al mio team economico - ha affermato - di mettere a punto un piano di ripresa che significherà 2,5 milioni di posti di lavoro in più entro il gennaio 2011: un piano ampio abbastanza da far fronte alle sfide con cui ci confrontiamo, che intendo firmare appena insediato". La crisi è seria, ha ricordato Obama, e "non ci sono soluzioni rapide o facili: è probabile che peggiorerà prima di migliorare". Le proporzioni del problema sono "storiche", ha aggiunto, e c'é il rischio di una deflazione che faccia precipitare i prezzi e bruciare altri milioni di posti di lavoro. In un momento in cui il colosso dell'auto General Motors afferma di lasciare aperte "tutte le opzioni" (bancarotta inclusa) ed è in dubbio la sopravvivenza del gigante bancario Citigroup, Obama parte dalla priorità occupazionale per delineare quello che sarà il suo 'Economic Recovery Plan'. Nei giorni scorsi il presidente eletto ha respinto l'idea che il suo sia un 'Nuovo New Deal', come lo ha definito Time mettendolo in copertina nei panni di FDR. Ma la ricetta sembra richiamare quella di Roosevelt. "Metteremo la gente al lavoro - ha detto Obama - a ricostruire strade e ponti che crollano, a modernizzare scuole che stanno lasciando indietro i nostri figli, e a costruire impianti eolici e pannelli solari, auto efficienti e tecnologie di energia alternativa che ci liberino dal petrolio straniero". In attesa di fornire ai mercati e al Congresso i dettagli su cosa farà (e su dove intende trovare i fondi pubblici, in un momento in cui da ogni parte arrivano richieste di aiuto al governo federale), Obama è anche alle prese con la messa a punto del resto della squadra con cui governerà. Le scelte che stanno emergendo, rileva un'analisi del New York Times, mostrano uno spostamento di Obama dalla sinistra verso il centro. Obama è arrivato alla vittoria sulla scia di un passato di scelte politiche fortemente spostate verso la tradizione più liberal del partito democratico. Le nomine che si appresta a fare, però, riguardano moderati come Hillary Clinton (il prossimo segretario di Stato), centristi come Rahm Emanuel (il capo dello staff) e pragmatici come Geithner, il generale James Jones (probabile consigliere per la sicurezza nazionale), e il capo del Pentagono Robert Gates, un repubblicano 'realista' che potrebbe restare al suo posto. Una linea che secondo il New York Times ricorda quello che fece JFK, che non appena eletto si circondò di personaggi più conservatori di quanto non fosse lui, come il segretario di Stato Dean Rusk o il capo del Pentagono Robert McNamara. "Lo aiutarono a superare la crisi dei missili di Cuba - annota il quotidiano - ma contribuirono anche a impantanarlo in Vietnam". Nell'amministrazione Obama si delinea anche una pattuglia di ispanici, in riconoscimento al loro peso politico crescente. Oltre a Richardson, dovrebbe entrare come ministro degli Interni (si occupa di parchi e foreste) il deputato dell'Arizona Raul Grijalva, figlio di immigrati messicani. Nella pattuglia economica che Obama potrebbe presentare lunedì, sembrano destinati a ruoli da consiglieri Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro ed ex presidente di Harvard, e Austan Goolsbee e Jason Furman, consiglieri economici durante la campagna elettorale. Pare assegnata anche la casella del responsabile dell'Ufficio del bilancio alla Casa Bianca, che dovrebbe andare al responsabile del bilancio del Congresso, Peter Orszag.











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