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OBAMA: SINISTRA SI SENTE SNOBBATA DA SCELTE TEAM

Cristiano Del Riccio

(ansa.it) WASHINGTON - Sta snobbando la sinistra Barack Obama? Da quando il presidente eletto ha cominciato ad annunciare la sua squadra di governo i liberal americani, che hanno sostenuto con grande entusiasmo il prossimo inquilino della Casa Bianca, sono in attesa di vedere i loro beniamini nelle stanze del potere. Ma l'attesa è stata finora vana: Obama ha ignorato i candidati di sinistra preferendo per i posti chiave della sua amministrazione personalità decisamente schierate nella fascia di centro-destra della galassia democratica. La delusione non viene solo dalle scelte della squadra. Il presidente eletto, si osserva da sinistra, si sta rapidamente rimangiando alcune della promesse che aveva fatto durante la campagna elettorale, promesse che avevano raccolto grandi consensi tra i liberal.

E' il giornale 'Politico' a dare spazio oggi ai timori della sinistra del partito democratico. Obama aveva, ad esempio, promesso di tassare duramente i grandi profitti delle compagnie petrolifere. Un impegno che sembra già finito nel dimenticatoio. Inoltre il candidato democratico aveva promesso di cancellare le agevolazioni fiscali fatte dalla amministrazione Bush ai ricchi (partendo da coloro che guadagnano più di 250 mila dollari l'anno) ma adesso Obama sarebbe favorevole a non intervenire limitandosi ad aspettare che questi benefici fiscali scadano alla fine del 2010.

Altro motivo di delusione, per la sinistra, è la guerra in Iraq. Durante la campagna Obama si era impegnato a far scattare l'inizio della fine della guerra dal suo primo giorno alla Casa Bianca e a rimpatriare tutti i soldati Usa "entro 16 mesi". Ma adesso, dopo la vittoria elettorale, la formulazione è cambiata: si parla di un piano di "ritiro responsabile" compatibilmente con i suggerimenti dei comandanti militari. Una impostazione che non appare molto diversa da quella di Bush. Inoltre la scelta di Hillary Clinton a segretario di stato - la ex-first lady aveva votato come senatrice a favore della guerra in Iraq - e la conferma di Robert Gates a ministro della difesa non hanno inviato segnali incoraggianti ai liberal. Motivi di preoccupazione giungono anche dalle scelte del team economico: personalità come Tim Geither e Lawrence Summers non appaiono molto vicine al mondo dei sindacati. Ma il team Obama respinge le accuse della sinistra.

Le super tasse sui profitti delle compagnie petrolifere sono state rese inutili dalla caduta del prezzo del petrolio a 80 dollari mentre per la abolizione dei benefici fiscali ai ricchi ancora non è stata presa una decisione definitiva. Circa il ritiro dall'Iraq Obama ha sottolineato che il rimpatrio deve essere condotto in modo da "non compromettere i progressi raggiunti e da non favorire la ripresa del terrorismo". Per quanto riguarda la scelta del team, con molti personaggi 'riciclati' dall'era Clinton, la tesi di Obama è semplice: "Il mutamento sono io: questa gente seguirà la mia politica, sono io la garanzia che le cose cambieranno a Washington". E' la speranza della sinistra americana.