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La vita sta cambiando pelle

NOPUBBLICITA': SEI FAVOREVOLE A BOICOTTARE LA PUBBLITA'?

...iniziativa pratica (tutto il resto è patetica polemica! :o)

 

> basta pubblicità in cassetta > articolo  e grafica pronta da stampare multilingue

> Facebook | Pubblicità in cassetta? NO GRAZIE

...passaparola, fai informazione anche tu...

 

ps: tutto il resto è patetica polemica perchè nulla cambi, facci caso (!) e scoprirai che chi parla per convincere gli altri col suo "si mah epperò!", a sua volta da bravo figlio di puttana quale è (!), è l'ultimo ad "ascoltare" quello che gli si dice! :-)

pubblicità genera redditi e lavoro

in pratica la sua proposta taglierebbe migliaia e migliaia di posti di lavoro.

La pubblicità muove una "catena di montaggio" enorme. L'azienda (che se si promuove vende e quindi non è in crisi e quindi non licenzia); i venditori di pubblicità (che a loro volta non stanno a spasso e che a loro volta portano soldi alla loro azienda mandante che con quei soldi paga i vari dipendenti anche nei momenti di basse entrate); i negozi ed i supermercati che grazie ai messaggi pubblicitari hanno richieste, ricerche ed acquisti da parte dei clienti.

Quindi: è sicuro che la pubblicità sia solo un male?

SI, LA PUBBLICITA' E' UNA

SI, LA PUBBLICITA' E' UNA GRANDE ROTTURA PER LE PERSONE CHE LA DEVONO SUBIRE E IN PIU' I SOLDI POTREBBERO ESSERE INVESTITI IN RICERCA INNOVATIVA SUL PRODOTTO O PER BENEFICENZA

Propongo la pubblicità "On demand" ...

La pubblicità come concepita oggi è pura imposizione, prodotto pagato ovviamente dal consumatore, contro il consumatore, il quale mai ne fa richiesta, di fatto un sopruso (legalizzato) del mercato, vissuto per lo più come un disservizio inevitabile della comunicazione, e tollerato nostro malgrado grazie al fenomeno dell' assuefazione. (Si parla qui della pubblicità più pesante ovvero quella televisiva e radiofonica)

Il misero alibi di chi vuole giustificarla in quanto realtà che sostiene posti di lavoro e redditi  aziendali poggia sulla stessa logica di quello stato la cui legislazione preveda l'introduzione della tortura e anche della pena di morte,  per tutti i reati anche lievi: enorme apertura di aziende (in grado di fornire beni e servizi in tal senso dedicati ) e di posti di lavoro, sia direttamente che sull'indotto (dagli elettricisti ai falegnami, ai fabbri, ai chirurghi, psichiatri, e vari e numerosi altri specialisti...). 

Il fatto che quasi nessun Paese civile acconsenta a una simile legislazione in quanto inumana e non desiderabile da alcun punto di vista, ci dà la stessa evidenza logica per rifiutare in quanto sicuramente non desiderabile (perchè non desiderata) la pubblicità che è coatta, martellante, costante e onnipresente. Tutto ciò, anche senza considerarne (aspetto non secondario!) i disvalori spesso, più o meno subliminalmente,  veicolati (mercificazione dell'immagine femminile, condiscendenza verso l'abuso di alcolici, o della potenza  automobilistica, diseducativa induzione di abitudini di vita o comportamenti nocivi per la salute,  e via dicendo) disvalori la cui trasmissione comunque, nel tempo, è in grado di produrre  danni  socio-culturali e fisici non  troppo inferiori  a quelli di ... una tortura su larga scala. NO ASSOLUTO quindi ALLA PUBBLICITA' COATTA!

Non volendo però essere talebano per principio, suggerisco una soluzione, per soddisfare l'esigenza di alcuni (pochi in realtà..) che se non hanno un info infiorettata e costellata di spot più o meno banali o mielosi, non gli sembra nemmeno di vivere. E' una soluzione che oltretutto farebbe la gioia e soprattutto la tranquillità di molti (certamente tantissimi!): Istituire  canali radio/televisivi fatti ESCLUSIVAMENTE di pubblicità, differenziati in senso merceologico e accessibili a tutti secondo le varie preferenze (magari anche... rispettosi di qualche principio morale umano e, aggiungerei, animale!). In questa pubblicità potrebbero essere inseriti - suggerisco come diversivo - anche tutti quegli insulsi giochi a premi, che sarebbero perfettamente omogenei alla forma mentis di questa tipologia di utenti...

Per la  salvaguardia quindi dei diritti dei più, sì alla Pubblicità, ma  localizzata in modo circoscritto e soltanto su richiesta!

pubblicita e consumismo

la pubblicita ed il consumismo sfrenato ci costano molto di piu che i potenziali posti di lavoro che ne derivano, le risorse si possono indirizzare verso mette piu impegnative e durature, si spera , nell'afferata societa "usa e getta"

 

Pubblicità e media

E con che soldi i vari canali tv / radio pagherebbero i propri dipendenti??????

La pubblicità è il principale entrata dei media ( giornali, portali internet, tv ecc ecc)

Fin quando non

Fin quando non saràpubblicità comparativa fra prodotti, sarà sempre un male!

Anche Mafia...

Seguendoti sullo stesso piano direi che anche Mafia, 'ndrangheta, Camorra e il mercato della droga creano occupazione, denaro, clienti, generano nuovi business che alimentano nuovi mercati, ecc. Che ne dici? Perché combatterli?
LB

BOICOTTIAMO LA PUBBLICITA'

La News Corp. di Murdoch perde per il crollo delle entrate pubblicitarie. A Mediaset cala la pubblicità meno 12-13% primo semestre 2009, dopo che negli ultimi due mesi del 2008 aveva perso 40 milioni di raccolta. Il 57% degli Europei non è andato a votare. Il partito dei Pirati svedesi è entrato in Parlamento a Strasburgo... Vuoi vedere che qualcosa sta cambiando? Vuoi vedere che la crisi rende un po' tutti più consapevoli?

E mi chiedo: Perché non boicottiamo la pubblicità? Come?
Esattamente comportandoci all'opposto di cosa la pubblicità propone. Renderla inutile, anzi deprezzabile. Non compriamo prodotti di campagne pubblicitarie.
Compriamo invece chi fa informazione di prodotto, scientifica, in internet, sul punto vendita, chi utilizza packaging biodegradabile. Insomma chi adotta criteri di responsabilità e sostenibilità sociale.

Io penso che la pubblicità sia la tangente, pagata dai consumatori (questa è la tragicomica!), che appiattisce ogni volontà informativa. Chi è l'editore che pubblica qualcosa che potrebbe danneggiare l'immagine della società con cui detiene un importante contratto pubblicitario?
Non solo ma credo che a tutti i media con pubblicità debbano essere tolti ogni contributo o provvidenze pubbliche di qualsiasi tipo.
La pubblicità commerciale è divenuta il cancro di questa società. Se all'inizio dello sviluppo industriale poteva essere un volano di coinvolgimento, la sua massificazione e concentrazione è divenuta devastante. Abbinata alla tv di massa è una necrosi cerebrale. La devastazione sociale è stata radicale. E' la stupidità globalizzata. E' un processo di deresponsabilizzazione che impedisce, a una società capace, di intendere e volere. Produce dementi!! Zombie! E' la società del gossip e dello spettacolo integrato!
Le persone dovrebbero iniziare a contestare loro stessi, i propri consumi che li rendono schiavi a vita.

Senza pubblicità sarebbe un altro mondo. Provate a pensarci? Immaginatevi di dovervi informare anziché affidare a un iper prezzolato testimonial o a un claims seduttivo, a una scosciata consumistica, a un seno ammiccante.
Provate ad immaginarvi cosa sarebbe invece consultare informazioni in rete, sul packaging, sui luoghi d'acquisto con personale istruito per soddisfare le legittime pretese conoscitive di ciò che si mangia o si utilizza.

Provate a pensare a una informazione libera remunerata dai suoi lettori, sostenuta da editori responsabili del ruolo sociale, che percepisce sì contributi pubblici per la funzione svolta.
Nella società della pubblicità è sparita l'informazione. Tutto è celato e falsato. Chi detiene la pubblicità ha il banco in mano perché controlla consumi, informazione e produce adepti ripetibili! Il consumatore e i suoi bisogni si producono!
Provate per qualche tempo a non comprare prodotti pubblicizzati sui media, a non sottostare a questa ormai demenziale realtà. Possibile crescere in una società declinata sulla stupidità sociale e d'acquisto?

Le industrie serie che da sempre svolgono la loro attività responsabilmente non avrebbero nulla da temere, anzi! I valori dei propri contenuti sarebbero ancor più apprezzati, mentre la pubblicità appiattisce tutto!

Il mondo digitale credo, si indirizzerà verso questa meta, anche se oggi sembra quasi impossibile. E i consumi dovranno contenere una risposta sociale, favorire la crescita del potenziale individuale, coinvolgere le persone e valorizzarle nella loro sensibilità e nel loro talento.

Se l'interattività sta alla base della nuova realtà, sostituendo la distruttiva passività cerebrale, la pubblicità perde di significato, non ha più nessun appeal. Nessuno sano di mente è disposto a farsi raggirare e sottomettere le proprie scelte a un idiota, pagata testimonianza. Non solo, ma nemmeno farsi scippare le proprie risorse visto che la pubblicità è un costo per il consumatore che non solo lo abbindola, ma gli fa notare quanto è stupido ad alimentare le tasche altrui per la propria dabbenaggine.

Sono convinto che la caduta della pubblicità "regresso" può solo giovare all'umanità e alla ripresa di una civiltà consapevole e responsabile. Fra non molti anni ci volgeremo indietro e capiremo come eravamo!... e i nostri figli rideranno... per la tragicomica idea su cui si basava la società dei consumi.
Tutto dipende da noi dalla nostra forza di uscire da questa puzzolente palude! Divulgate questa idea, coinvolgete amici e conoscenti, dotiamoci di anticorpi: la pubblicità è uno dei peggiori virus, insieme alla finanza, che silente sta distruggendo la nostra società, le nostre menti. (Parma, 07/08/2009)

Luigi Boschi

Perchè non vediamo

Perchè non vediamo pubblicità comparativa?

boicottare la pubblicità

secondo me è tutto inutile. le aziende ammanigliate con i poteri i soldi per le campagne pubblicitarie li ricevono direttamente dai cittadini di questo paese di...prelevati con appropriate delibere; leggi; ddl; ecc;ecc.

non si capirebbe, altrimenti, in una fase di recensione come quella che stiamo vivendo, come sia possibile per Vodafone, sostenere i costi di Totti e Famiglia per un prodotto che sicuramente è stato tra i primi tagli di spesa di tanti cassintegrati e licenziati.

La strada è boicottare la

La strada è boicottare la pubblicità, da una parte, e premiare ed incentivare l'informazione autentica e veritiera dall'altra.

Complimenti per l'articolo.

boicottare

Dire che boicottare la pubblicità non serve a nulla (come ho letto in alcuni altri interventi) non è una risposta. Serve MOLTO, invece. Io lo faccio da sempre. Serve, in primo luogo, a rispettare se stessi. So bene che un singolo comportamento non può cambiare le cose in generale. Può però cambiare la mia vita personale e questo risultato è molto importante. Spegnere la TV o cambiare canale quando c'è pubblicità; comprare prodotti non pubblicizzati; a volte insultare chi telefona a casa mia fregandosene del mio non-consenso a ricevere pubblicità via telefono (ma non dovrebbe essere un reato?) sono tutti atti che, anche se non risolvono il problema della intrusione violenta nella vita privata, MI RIDANNO DIGNITA' DI PERSONA DOTATA DI LIBERO ARBITRIO NONCHE' DI CAPACITA' DI GIUDIZIO. Questo vale anche per la pubblicità elettorale.

basterebbe il pensiero

Temo che boicottare la pubblicità sia una forma di protesta inattuabile e del tutto inutile. La pubblicità è solo una zampetta dell'enorme millepiedi che è l'economia, è la faccia sorridente che l'economia globalizzata presenta alle masse di consumatori, schiavi e padroni al tempo stesso; schiavi dell'economia da una parte, padroni della strada dall'altra. La massa dei consumatori in movimento influisce notevolmente sull'esistenza di chi non vuole assoggettarsi alle regole del mercato.

Non me ne frega niente di avere un SUV perché non mi faccio rimbambire dai modelli imposti dalla pubblicità, ma lo scarico di un SUV me lo respiro lo stesso, lo schianto contro un SUV che sfreccia sulla statale e sorpassa a 180 km all'ora lo posso subire lo stesso.

Non corro sulla riviera perché me ne sbatto della movida di Riccione (e di qualunque altro posto), non me ne può fregar di meno dei servizi del TG2 sulle vacanze degli Italiani, sul gelato, sulla colonnina di mercurio, sui VIP che sfilano in viale Ceccarini o sui moli toscani, ma la massa invece corre proprio lì, convinta di non poterne fare a meno, e se per caso devo andare a trovare un parente ricoverato in un'altra città o devo semplicemente fare una commissione o un cavolo di giretto mi trovo bloccato in una coda di chilometri in mezzo a chi credeva di andare in/tornare dalla vacanza. Stesso discorso se mi trovo imbottigliato nel traffico intorno a un ipermercato, di cui non sono certo grande fruitore.

Prendersela con la pubblicità è cadere in un equivoco, equivale a sclerare con l'impiegato delle poste per il fatto che le poste non funzionano.  L'economia, con l'appoggio della politica, ha sistematicamente lavorato per distruggere la cultura e il pensiero, raggiungendo successi oltre ogni aspettativa in paesi poveri e disgraziati come l'Italia. Sia la cultura alta che quella popolare si sono corrotte, lasciando spazio alla barbarie del consumismo senza freni, corrompendo perfino la religiosità. Templi moderni: centro commerciale, outlet, Ikea, palestra, gestore telefonico, movida, internet, superenalotto, mediaworld e la televisione che sovrasta, dirige tutto. Non te la puoi prendere nemmeno con la Democrazia, perché in altri Paesi funziona benissimo.

Il nostro problema è la morte del pensiero, in una società viziata e sedata che non ha più grandi speranze perché la massa crede che tutto sia a portata di mano, è sufficiente allungare la mano su uno scaffale e passare alla cassa con la carta di credito. Basterebbe uno straccio di pensiero per spazzare via tutto, ma da una massa che si crede felice è come cavare sangue da una rapa. La mia speranza allora è che l'economia crolli, e che con la sua fine si interrompa finalmente la grande illusione che ha addormentato i cervelli. La miseria, la disperazione, le privazioni potranno dare lo scossone in grado di generare un pensiero, una speranza; la speranza di un buon pasto spingerà qualche essere umano a sperare in un mondo migliore, in una vera felicità senza più consigli per gli acquisti. Amen.

Maurizio

Alcol al volante

Maurizio,
rispondo a lei come ho già risposto ad un altro amico. Condivido con lei che basterebbe il pensiero... ma sappiamo anche come è condizionato dal contesto... E che la natura di per sé farà il suo, sono altrettanto convinto.
Io credo che una riflessione e una contestuale azione possa essere intrapresa. Penso sia fondamentale agire sul virus debellandolo e contestualmente intervenire, per quanto possibile, sul sistema immunitario. Certo la condizione consumeristica, ormai compulsiva è devastante.
Non si può però risalire solo e sempre a monte. Spesso l'attacco allo strumento strategico su cui si sviluppa una cultura è determinante perché quella cultura si modifichi. Ora siamo arrivati alla posposizione degli obiettivi: gli strumenti divengono obiettivi e l'originario obiettivo strumento. Situazione demoniaca! Oggi si producono giornali per vendere pubblicità ed avere provvidenze per l'editoria attraverso lo strumento informativo che invece era il motivo della nascita dei giornali. Si è arrivati al paradosso quindi dove la società nella logica consumistica è divenuta strumento, quindi schiava, di un obiettivo economico finanziario stabilito da una élite oligarchica. E' il depauperamento di ogni valore sociale, culturale, solidale! Tutto questo in ciò che viene chiamata DEMOCRAZIA!!!... e per la cui causa si son fatte guerre!!... non videogame. 
Si è arrivati quindi attraverso il controllo finanziario e la produzione di falsi bisogni ad una società drogata di consumi. Ma qual è il volano generatore che consente di riprodurre questo all'infinito? LA PUBBLICITA' che genera una condizione culturale e agisce su una società "singolarizzata e misogina". Si tenga poi presente, che le scelte consapevoli di vita, provengono da culture generazionali. Il contesto tu sai quanto sia determinante. Diverso è dire no alla guerra perché la si è vissuta rispetto ad averla letta sui libri, magari a malavoglia!
Ora molti auspicano il cambiamento, ma meno sono disposti ad intervenire sugli elementi che lo determinano. E' come se un malato ai polmoni volesse guarire continuando a fumare! Forse sarà anche possibile... se si crede ai miracoli! Siamo noi a dover intervenire su noi stessi sulle scelte quotidiane con consapevolezza, responsabilita, scelte etiche. Ed è ciò che invece la Pubblicità non vuole. Per ricondurre a questa condizione bisogna, penso, debellare il virus devastante!!
Non solo, ma vediamo cosa ha generato a livello di potere, dove chi detiene la Pubblicità, controlla e condiziona l'informazione, riproduce i suoi consumatori... ed ha in controllo politico... E questo grazie a farabutti e a una corrotta classe politica.
Insomma terra terra: se togli l'alcol, gli ubriachi al volante diminuiscono e forse le cose migliorano. Certo gli incidenti continueranno ad esserci se ci sono dementi al volante! Ecco la Pubblicità è l'alcol che produce ubriachi al volante... poi perché bevono ecc è altra cosa...
Cosa sarebbe un mondo senza pubblicità? Da tempo ci sto provando a viverlo... e a proporlo... e questo blog ne è testimonianza. Certo un granello di sabbia, ma pur sempre un granello.
Luigi Boschi

diamoci del tu

Caro Luigi, fermo restando che la pubblicità è insostenibile anche per me, parlando da bersaglio, penso che le campagne di boicottaggio partite dal 'movimento', soprattutto dopo l'avvento di internet, abbiano dato sufficientemente prova di non servire a nulla, se non in rarissimi casi molto circoscritti. Chi sono i lettori dei tuoi articoli in materia di ecologia, sostenibilità, consumo responsabile? Immagino che siano persone che già si interessano a questi argomenti e boicottano, nel loro (non così) piccolo, la pubblicità, le multinazionali e quel mercato che giudicano politicamente scorretto. Ora, cosa dovrebbero fare queste persone per non rimanere granelli di sabbia sparsi qua e là in un deserto sconfinato? Sei nella posizione migliore per sapere quanto sia difficile, se non impossibile, fare sentire la propria voce e fare capire la propria lingua in questa torre di babele in cui viviamo. L'informazione è praticamente nelle mani di chi ci sommerge di pubblicità, sempre più spesso sono i telegiornali a contenere autentici spot pubblicitari (senz'altro pagati dalle aziende o sponsorizzati dagli amichetti) e gli spettatori abboccano, perché 'lo ha detto il telegiornale'. Dovremmo boicottare anche il telegiornale, dunque. 

E le campagne benefiche a favore di istituti di carità, associazioni di volontariato, ecc? Non sono spesso sponsorizzate da grandi aziende pubbliche o private che esibiscono il proprio logo? E le relative donazioni tramite sms, con i loro numeri vodafone, tim, 3, ecc? Pubblicità anche questa! Spot di due minuti per un detersivo o un vino in cartone, che spaccano film, notiziari e programmii; televendite che non si distinguono dalle telenovelas; blocchi infiniti di consigli per gli acquisti; ogni produzione televisiva è pensata come riempitivo tra un'interruzione e l'altra. Anche i notiziari, con i servizi nauseanti sul jackpot o sulle nuove attrazioni di gardaland. 

Siamo circondati dalla pubblicità: in tv, alla radio, al cinema, nei giornali, su internet, per le strade, nella buca delle lettere, sulle bustine dello zucchero, sui vestiti, sulle auto e sui mezzi pubblici, sul programma della stagione teatrale come su quello della festa dell'unità, sui carrelli e sulle buste del supermarket, e non finisce qui. 

Hai lavorato in pubblicità, come scrivi nel tuo profilo, e anch'io avrei voluto, affascinato dal lato creativo che quel lato del marketing offre. Questa pubblicità, in fondo, non è il Male in sé, anzi penso ancora che sia l'anima del commercio.  È un esercizio di comunicazione ed è sempre esistita, in forme diverse, da quando è nata la concorrenza. Il problema, e scusa se torno a monte, è che il commercio, sotto l'aspetto del consumo, è diventato l'anima delle persone.

Il virus devastante che vuoi e vorremmo debellare è quanto si cela dietro il sorriso bonario della pubblicità, ma non vedo come potremmo mai andare oltre le nostre scelte consapevoli e diffondere il nostro pensiero nella società. Non funzionerà appiccicare un adesivo sulla buca delle lettere, perché questo non cambierà il fatto che c'è un povero cristo per la strada con un pacco di giornaletti da smaltire entro sera, e che c'è un'industria, anzi tutta un'economia dietro a quei giornaletti. Non affronto nemmeno esempi di livello superiore perché si andrebbe a parlare di economia globale. Il boicottaggio che attuo da sempre non potrà mai diventare movimento e ne sono consapevole, ma mi sta bene così. Lo faccio perché sono ancora libero e pensante, in grado di acquistare i beni che reputo necessari senza sputtanare la mia dignità facendomi intontire dai tre buffoni della wind o da quel venduto della brioblu. Mi sta bene così e aspetto, perché la pacchia è agli sgoccioli e la sveglia suonerà presto.

Maurizio

BOICOTTIAMO E INFORMIAMOCI

Come non condividere il tuo pensiero? Ma i cambiamenti richiedono tempo... se non di fronte a fatti sconvolgenti.
Io la tv ad esempio non ce l'ho più per scelta da tempo e le poche cose che raramente guardo è online. Così come i giornali da alcuni anni o sono in rete o non li leggo. Di carta compro solo libri.

La mia provocazione sulla PUBBLICITA' è proprio indirizzata a far riflettere, a far sì che le persone inizino a pensare (come dici te).
Credo vi siano aziede,  ormai anche in numero considerevole, orientate in tal senso... perché hanno capito che la pubblicità appiattisce tutto, è solo seduzione. Non ha niente!! D'altra parte basta vedere di cosa si nutre l'imbecillità del gossip!! I suoi personaggi... Incredibile! E quanti aspirano ad essere così!! Il tragico è che è tutto pagato da noi... con i nostri consumi.
Testimoni di una società decadente, allo sfacio.
Sulle sponsorizzazioni apriamo una varietà di elementi non riconducibili a un breve  commento. Credo vi siano interventi anche intelligenti, ma molti sono devastanti.

Quel che voglio dire è: BOICOTTIAMO LA PUBBLICITA' e informiamoci, cerchiamo di sapere prima dell'acquisto. Mettiamo le condizioni. Oggi è possibile con internet! Diveniamo consumatori minimalisti, consapevoli e responsabili.
Il dramma è che la passività cerebrale prodotta dal mostro televisivo accompagnata da una società che non sa dove va è allarmante e richiederà tempo, molto tempo.

Ieri però sono stato confortato da questa notizia che voglio approfondire
http://www.luigiboschi.it/?q=node/25799 . Tratta delle società in transizione.
Come potrai vedere i granelli iniziano a spargersi... chi li unisce? La tecnologia. Pur avendo tutte le perplessità che questa comporta rapprenta il nuovo mondo da costruire. Molto dipende da noi. Così come c'è stato quello contadino, quello industriale, ora (da almeno 30 anni) stiamo costruendo quello digitale.

Il conforto di ieri è stato annullato dallo sconforto di oggi: "liquami nella grotta blu". Per me questa è la tragedia di questo Paese! Questo gesto sussume ogni cosa.

Grati saluti Maurizio per il ping pong verbale.

LB

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