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ROMA, CASILINO 900: ARRIVANO LE RUSPE E DISPERDONO I RANDAGI

DEGNO EPILOGO DI UNA STORIA COMINCIATA MALE E FINITA PEGGIO. CODICI: E' UN MONUMENTO ALL' INCOERENZA ISTITUZIONALE

Il 15 febbraio è stato ultimato lo smantellamento del più grande accampamento nomade della Capitale. Il famigerato "Casilino 900", con la sua storia quarantennale di degrado e vergogna è stato definitivamente sgombrato ed al suo posto sorgerà un parco. Sembra un bell'epilogo di qualcosa che è stato richiesto per anni e per anni promesso ai cittadini romani dalle amministrazioni che si sono succedute, ma fin da quel 15 febbraio  è stato subito chiaro che un grave errore è stato commesso.

Lo sgombro si è svolto  senza il necessario coordinamento con ASL  e canile comunale e i moltissimi animali di cui bene o male si facevano carico i nomadi sono diventati in un attimo randagi vaganti sul territorio.

Detto fatto, il popolo degli animalisti ha subito denunciato il problema e contemporaneamente se ne sono presi cura portando chili e chili di croccantini ogni giorno per poterli sfamare e pagando veterinari privati per le cure necessarie.

"Lo sportello diritti animali del CODICI è stato allertato dai volontari che ci chiedevano  di farci intermediari con ASL, Comune e UTBA  perché i cani e gatti fossero catturati e trasferiti in un luogo sicuro" spiega Valentina Coppola segretario provinciale del CODICI, anche perché da subito sono iniziate le morti sospette; cani incendiati e cadaveri di cani e gatti tra le macerie del campo. "Abbiamo depositato denuncia contro ignoti per le uccisioni degli animali e chiesto alla Asl che fossero praticate le necroscopie sulle carcasse rinvenute"continua la Coppola, abbiamo in oltre sollecitato l'intervento dei catturatori della ASL per l'immediato trasferimento degli animali superstiti in un luogo protetto. Purtroppo nulla di questo è stato fatto, in aperto contrasto con le procedure e le leggi vigenti. "I cattura tori si sono visti solo una volta e non solo non sono stati in grado di eseguire le catture, ma hanno spaventato gli animali che si sono dispersi ed hanno provocato anche un tamponamento, se non fosse grave ci sarebbe da ridere", è l'amara testimonianza di una volontaria sul posto.

Oggi l'ultimo capitolo di una sgangherata vicenda fatta di insensibilità, illegalità e incapacità. Arrivano le ruspe a disperdere definitivamente gli animali sotto gli occhi degli impotenti volontari che per giorni hanno lavorato freneticamente per sostituirsi alle istituzioni assenti.

"I cani che ora vagano spaventati ed affamati per Roma" termina Valentina Coppola, "sono il risultato di una straordinaria incoerenza amministrativa che da un lato legifera per il benessere animale ma dall'altro se ne disinteressa apertamente. Il CODICI andrà in fondo alla faccenda fino a quando le responsabilità in gioco non saranno chiarite.

 

 

 

Roma, lì 16 marzo 2010

 

 

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