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La vita sta cambiando pelle

LA CARNE? UN ORRORE COME LA SCHIAVITU'

Stavo leggendo il libro "STORIA E DESTINO" di Aldo Schiavone (direttore dell'Istituto Italiano di Scienze Umane), di cui consiglio la lettura, e un passo (pg. 75-76) di questo eccellente, piccolo volume di cento pagine (Giulio Einaudi Editore), intriso di storia e futuro, ha colto la mia curiosità in merito al consumo di carne. Ho pensato quindi a quell'economia dei nostri luoghi, basata sul maiale e sulle vacche; alla propaganda e campagna pubblicitaria che i nostri politici, vedi Pierluigi Ferrari (Vicepresidente della Provincia) e Tiberio Rabboni (Assessore Regione E. Romagna) in questi giorni, stanno facendo all'infausto e disgustoso Festival del Prosciutto di Parma. Dovranno vergognarsi fra qualche tempo di aver alimentato, promosso e sostenuto consapevolmente anche con mezzi pubblici questa riprovevole filiera dell'olocausto animale.
Un particolare plauso invece al Sindaco di Parma per aver depennato in città questa iniziativa del 22-23 settembre prossimo.

Così scrive Aldo Schiavone. "Quanto più sarà chiara l'eccezionalità della nostra specie, più sarà lampante quanto cammino abbiamo in comune con il resto della vita intorno a noi, e quanto minima fosse, in origine, la differenza a nostro vantaggio: è una tendenza che si sta già manifestando. Abbiamo vinto anche per conto di tutti i meno fortunati di noi alla lotteria dell'evoluzione: e tocca adesso alla nostra civiltà farsi carico di ogni orso polare, di ogni tigre indiana e di ogni squalo dell'oceano. Noi ci siamo, e pensiamo anche per loro. E credo che fra qualche tempo l'idea di mangiare carne animale susciterà non meno orrore di quel che oggi ne provochi l'esperienza della schiavitù (ho pensato questo da sempre, e poi ho visto che la stessa previsione, anche se non con il medesimo paragone, è stata formulata di recente da Claude Levi Strauss)".

Non mangiar carne non è nè di Destra, né di Sinistra è solo rendersi consapevoli di una realtà insostenibile. E cosi come ho apprezzato il gesto del Sindaco Vignali, esprimo da vegano simpatia per LIBERAFESTA 2007 di Torno (RC) per aver introdotto finalmente nelle feste della mortadella un'altra cultura alimentare.

Un caro saluto vegano a tutti.

Luigi Boschi

Fuori dal coro

Non casualmente mi colpisce la comunicazione relativa al consumo di carne\esortazione a non consumarne...io sono vegetariana dal 1995 circa e devo ammettere che da allora ho guadagnato in salute e in leggerezza. Ho molte più energie e soprattutto-anche se questo potrà sembrare strano- l'abbandono della carne ha coinciso esattamente con un umore migliore e una maggiore voglia di fare e di vivere...Saranno state le esperienze, sarà stata la maturità, continuo a credere però che non si tratti di pure coincidenze. Al di là delle motivazioni che citi tu, quindi, penso possa essere anche un semplice vantaggio per la salute (collegato al resto, anche perchè sono convinta che ci siano connessioni precise e logiche tra il nostro benessere psichico e lo stato del nostro corpo). Sono sempre stata una persona dinamica e piena di energie, non ricordo nella mia vita periodi di inattività, ma senza dubbio l'avvio della fase...vegetariana ha rafforzato questi aspetti positivi. Non sono un'integralista, forse non arriverei a condannare così duramente. Diciamo che la mia è una valutazione personale che contempla però una buona dose di tolleranza nei confronti di chi compie scelte diverse. Penso anch'io, da persona profondamente mite anche se in grado di difendersi dagli attacchi (e questo in generale, in ogni ambito), che ci sia qualcosa di selvaggio e di inutilmente crudele come molti osservano. Ma penso con ancora maggiore convinzione che la maggior parte delle persone neppure si renda conto dei gesti quotidiani e del significato delle decisioni che implicitamente prende ogni giorno...c'è chi vive secondo consuetudini tramandate: chi si sposa secondo il costume, chi mangia secondo il costume, chi respira secondo il costume...Non credo che questi si cibino di carne con consapevolezza, credo semplicemente che mangino quello che dall'infanzia gli viene messo nel piatto assumendo una tradizione culturale e gastronomica come "giusta" in quanto esistente. Punto. Ma da qui il discorso potrebbe allargarsi a tutti i settori e a tutti i campi...E' la solita storia della passività o dello sguardo critico, della personalità o dell'assenza della stessa...E comunque la si guardi, chi per un motivo o per un altro sta fuori dal coro deve sempre fare fatica tripla. E credimi che si può essere fuori anche trovandosi, in apparenza, dentro. Buon lavoro. Vera

TOLLERANZA!?

Mi ha fatto piacere il tuo commento, veramente, sai che ci tengo! Anch'io sono tollerante, anche troppo lo sono stato. Ma a questi che, come tu descrivi, vivono nella ingenua ignoranza o nel non voler sapere, chi glielo dice? Chi gli racconta il disastro che generano e la stupidità in cui sono coinvolti!! Qualcuno dovrà pur iniziare? Qualcuno dovrà pur spiegare la necessità di cambiare questi consumi e le ragioni di una necessaria scelta vegana. O questa città deve vivere sotto psicofarmaco a vita. E' o non è la città dell'EFSA! Qualcuno dovrà pur scrivere, o tutti zitti per timore, per reverenza, per interesse, per lasciamo le cose così come stanno...Chi glielo dice a questi qui dell'arretratezza culturale alimentare in cui si trovano!! Nemmeno i medici, hanno il coraggio di dire quello che dovrebbero dire per paura di disturbare l'economia locale, basata sul maiale e la vacca!! Una economia da terzo mondo che fra vent'anni sarà spazzata via. Chi li informa? Ma possibile che a Parma ci sia questo mortorio intellettuale incapace di verità!! Forza, coraggio, un po' di spina dorsale e facciamo emergere ciò in cui crediamo, che divenga patrimonio collettivo e non di pochi. Almeno che si pongano il dubbio!!
Chi va nelle scuole a spiegare cosa sono gli allevamenti intensivi, i mattatoi, cosa vuol dire bere il latte...la storia dei vitelli, di cosa mangiano, dei tumori...No con risorse e i mezzi pubblici li si porta nella menzogna delle fattorie didattiche!!
Chi si prende carico di questo messaggio. Basta con questi signori della morte in tasca e dell'olocausto animale per il profitto! La tolleranza? La tolleranza non può divenire menefreghismo o vivi e lascia vivere...perché molto breve è il percorso. C'è un silenzio assenso che fa paura. La vita è impegno, anche in ciò che può essere scomodo, difficile, impopolare, inconveniente!! Se vedi uno rubare, hai il dovere di denuncialo, il dovere, non la facoltà. Immaginati di fronte ai crimini ambientali, sociali, salutistici, economici, per non parlare di quelli etici. Cosa ci vuole per una levata di scudi...ovvia! E mi parli di tolleranza? A questi è andata bene fino a ora!!
Mai sazi, in ogni azione traspare prepotenza e violenza, come tali sono e si beffano della collettività, usando le risorse pubbliche per i loro scopi (finanziamenti per il loro Festival, AIMA,  finanziamenti a fondo perduto o agevolati per costruire i loro stabilimenti), tutto per i loro interessi necrofili, e chi propone le visioni future invece è emarginato, la ricerca senza mezzi. Beh credimi di fronte a questo scempio del Paese non si può stare zitti. Scrivere e denunciare, adoperarsi perché un'altra visione abbia voce e sia comprensibile, è un dovere di cittadini responsabili!! Almeno credo! 

Luigi Boschi

2 fette di salame e spàiot

il mio consiglio è quello di mangiarti 2 fette di salame che come recita la pubblicità non han mai fatto male.

compensazioni......

....facile sentirsi onnipotenti e autorizzati a fare battute di scarso umorismo, quando ci si sente protetti dalla maggioranza...sicuramente è più difficile andare oltre l'abitudine........sarebbe interessante osservare il suo sarcasmo in un contesto di impotenza......trovo la comicità di massa stupida e vuota....ma penso che la scena a cui assisterei mi farebbe ........ :-).....non si sprema la materia grigia per rispondermi....ma la usi per qualcosa di più importante....osservare la sua umiltà...se la possiede......bruna....

Acutezza di ingegno!

Risposta degna di quel che mangi, di quel che sei!! Una sensibilità Leopardiana. LB

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