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FLORIDA, E' TESTA A TESTA ROMNEY-MCCAIN
Emanuele Riccardi
(ansa.it) WEST PALM BEACH/FORT LAUDERDALE (FLORIDA) - "No. Non è un democratico, ma John McCain è pericoloso lo stesso: nel 2004 si parlò di un ticket con John Kerry, il suo amico candidato democratico per la Casa Bianca, un liberal. Non ci avrei pensato un nanosecondo, avreste sentito immediatamente una grande risata. Sono un conservatore".
L'alba s'é alzata da poco nei pressi del terminal dei jet privati dell'aeroporto di West Palm Beach, nel sud della Florida, e sotto un venticello ancora freddo nonostante il sole nascente, Mitt Romney, uno dei favoriti per la nomination repubblicana in vista della Casa Bianca, risponde così, ancora una volta con grande durezza, sul suo avversario senatore dell'Arizona, alla cinquantina di persone che hanno sfidato le tenebre per vedere il loro favorito. McCain, dopo aver vinto in South Carolina, è l'unico che può ancora soffiargli la vittoria domani alle primarie repubblicane della Florida, dove il vincitore ottiene tutti e 57 delegati in palio (un numero dimezzato per penalizzare lo Stato che ha anticipato le primarie).
Quelle della Florida sono anche le prime elezioni primarie di spicco in cui non possono votare gli indipendenti, teoricamente più favorevoli a McCain, come lo sono anche i numerosi ebrei del sud dello Stato e gli esuli cubani di Miami e dintorni. Romney assomiglia più a Ken (di Barbie e Skipper) che al protagonista di 'The West Wing', il serial tv dedicato alla Casa Bianca. Vestito con una camicia bleu di panno, pantaloni chiari a pince di tipo Chino, appena qualcuno gli si avvicina, Romney accende il suo sorriso, forse un po' falso agli occhi di un osservatore europeo, e poi continua a sfoggiarlo in permanenza, come se avesse inserito il pilota automatico. Tra il pubblico, c'é anche una vera cariatide, davvero impressionante.
E' una Statua della libertà vivente (della terza età): cioé una signora abbronzata ma piena di rughe avvolta in una pelliccia di visone, a sua volta avvolta in una bandiera a stelle e strisce. God Bless America. John Kerry, uno dei senatori del Massachusetts (l'altro è Ted Kennedy), Romney lo conosce bene, perché il primo mormone che potrebbe finire alla Casa Bianca è stato Governatore dello Stato del New England, con posizioni tutto sommato relativamente aperte, almeno allora sui temi di società come l'aborto, oltre ad avere dovuto accettare (suo malgrado) l'imposizione dei matrimoni gay da parte della locale Corte Suprema. Ora l'ex Governatore sta facendo a gara con McCain per strappare l'ipotetica medaglia del più conservatore (cioé colui che vincerà in Florida, lo Stato decisivo nel portare George W. Bush alla Casa Bianca nel 2.000, il resto seguirà). Il gioco di accuse reciproche va avanti, con un crescendo di violenza, da qualche giorno ormai. Davanti ai suoi sostenitori -bionde ossigenate dai sorrisi al botox, ma anche giovani 'nerd' brufolosi un po' troppo seriosi e signori di mezza età- Romney si limita a sparlare di McCain.
Non evoca come aveva fatto pochi minuti prima la morte di Gordon Hinckley, l'anziano papa dei mormoni, e non cita gli altri suoi avversari, l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani e l'ex pastore battista Mike Huckabee, che era partito alla grande in Iowa. Segno che non li considera proprio pericolosi. In realtà i giochi sono forse già fatti nello Stato del Sole, giudicato essenziale per creare un effetto domino il 5 febbraio: quando si voterà nella metà degli Usa. Sono infatti stimate in circa un milione le persone che hanno già votato per corrispondenza, nelle scorse settimane. Ma, in un testa a testa come questo, ogni singolo voto conta. Romney ha speso molto tempo nelle contee di Palm Beach e di Broward, perché sono piene di pensionati del Midwest (da dove lui proviene), mentre McCain era oggi sulla costa occidentale dello Stato, dove ci sono i militari (come lui).
Romney ha accusato il senatore McCain di avere fatto soltanto tre progetti di leggi, ovviamente devastanti, in 20 anni a Capitol Hill: tra questi uno sull'immigrazione, con la regolarizzazione di clandestini, oltre a quello più recente per limitare l'effetto serra. Una decisione che farebbe salire ancora di più i prezzi dei carburanti. La risposta di McCain non si è fatta attendere: da Governatore Romney ha aumentato le tasse, ha avviato (con la complicità del super-liberal Kennedy) un costoso piano di copertura sanitaria universale attualmente in profondo rosso. Insomma, ha gestito male lo Stato: chissà quali danni farebbe alla Casa Bianca











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