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Veltroni: "Otto mesi per le riforme". Berlusconi: "Tardi, trionfo alle urne"
Il leade del Pd: «FI abbia coraggio». An e Lega per le elezioni immediate. Casini apre a governo di pacificazione.
Duro Montezemolo: una nuova legge elettorale è la nostra richiesta disperata
(lastampa.it) ROMA Terza giornata di consultazioni e la crisi, ancora, appare quantomai al buio. Al Quirinale i partiti consultati hanno espresso posizioni già note e i due blocchi contrapposti di chi vuole elezioni subito e di chi propende per un governo di scopo per ora si equivalgono, non facendo intravedere soluzioni preconfezionate.
Incarico esplorativo
Ora si attende la fine delle consultazioni. Domani toccherà a Pd e Forza Italia, poi il Capo dello Stato annuncerà le sue decisioni. I margini per evitare lo scioglimento anticipato della legislatura e le elezioni ad aprile restano stretti. In campo resta anche l'ipotesi di affidare a una figura istituzionale come Franco Marini un incarico esplorativo. Intanto i partiti si preparano alle diverse soluzioni in campo.
Il nuovo appello di Veltroni
Il segretario del Pd, Walter Veltroni, rinnova il suo appello a tutte le forze politiche affinché con «un'assunzione di responsabilità» colgano l'occasione per fare le riforme nei prossimi 8-12 mesi. «Insisto su questa grande opportunità - dice durante una conferenza stampa a piazza Sant'Anastasia - fare la riforma della legge elettorale, quella dei regolamenti parlamentari e dell'assetto istituzionale per andare al voto non tra 3 o 5 anni ma al massimo tra 8-10-12 mesi, sapendo però che il Paese è stato messo a posto». Il segretario del Pd rilancia «un governo "a tempo"» che affronti anche «l'urgente tema dei salari».
Gelo di Berlusconi: troppo tardi
La replica di Berlusconi è immediata e il Cavaliere non nasconde le sue reali intenzioni: «Non c'è nome che tenga. L'unica strada è lasciare la parola agli elettori». Berlusconi ha accolto con favore le parole pronunciate da Bossi e da Fini e non si è scomposto più di tanto a chi gli ha ricordato la posizione espressa dall'Udc. «Anzi - spiegano fonti parlamentari azzurre - il leader azzurro è convinto che anche Casini non si sfilerà». L'ipotesi poi che il Presidente della Repubblica possa conferire un "mandato politico" a Giuliano Amato viene scartata a priori. Il Cavaliere stima il ministro dell'Interno ma ai suoi ripete che «non è un problema di persone, il fatto è che non ci sono alternative».
La linea di Forza Italia
Domani, quindi, al Capo dello Stato l'ex premier ripeterà che «non c'è spazio» nè per un governo istituzionale, nè per un esecutivo che possa anche solo dare alla luce una nuova legge elettorale. Berlusconi in diverse occasioni ha spiegato di stimare Giorgio Napolitano, ma è chiaro che il dialogo con il Colle è tutto in salita. Anche perchè la più alta carica dello Stato ha più volte fatto sapere di non gradire chi agita l'arma della piazza: osservazione ribadita anche oggi, spiegano fonti parlamentari, nel giro di consultazioni. Forza Italia, dunque, tira diritto. E non si cura neanche dell'ultimo appello lanciato da Walter Veltroni. Offerta «scaduta», «noi - è il ragionamento che Berlusconi non si stanca di ripetere - avevamo teso la mano subito dopo le elezioni, ci hanno risposto di no, quindi...».
«Ci aspetta trionfo senza precedenti»
Il Cavaliere punta ad ottenere una ampia maggioranza in Senato: «Ci aspetta un trionfo senza precedenti», ha detto oggi ad un esponente azzurro che lo ha contattato al telefono. Anche Gianfranco Fini non vede altro percorso se non il voto anticipato. Pur tuttavia ha fatto sapere a Napolitano che considera «un dovere» da parte del Capo dello Stato quello di ricercare una convergenza tra le forze politiche. Pier Ferdinando Casini al Quirinale ha spiegato che per «un governo di pacificazione» non occorre solo arrivare ad una legge elettorale, «è necessario un accordo politico forte» tra le forze in campo.
An, Lega e FI: voto subito
Silvio Berlusconi prosegue il suo pressing per le elezioni anticipate, ma il suo portavoce Paolo Bonaiuti assicura che le parole di ieri del leader di Fi non prefiguravano «una sollevazione. La gente vuole elezioni per tirare fuori il Paese dalla crisi. I cittadini vogliono un cambiamento». E a Montecitorio Gianfranco Fini ha avuto un colloquio di mezz'ora con Umberto Bossi, che poi ha ribadito: «Il governo istituzionale è legittimo ma è una perdita di tempo». E ha sottolineato che se la Lega andasse in piazza sarebbe «una rivoluzione» e alle elezioni di certo la Cdl farebbe il "pieno".
Casini: «Governo di pacificazione»
Al'interno della Cdl tuttavia si smarca Casini. Secondo il leader dell'Udc, «il Paese è in ginocchio e ha bisogno di un governo di pacificazione tra la gente più responsabile di centrodestra e di centrosinistra». Ma è lo stesso Casini che chiarisce la posizione dell'Udc: «Se non è possibile, allora elezioni subito». Casini ha esposto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitanola posizione dell'Udc: «Noi siamo indisponibili a pasticci, confusioni o trasformismi». Aggiunge però il leader dell'Udc: «Se si andrà ad elezioni anticipate ad aprile, in presenza del vigente governo, bisognerà inserire nell'attuale legge elettorale le preferenze, per far scegliere i parlamentari direttamente ai cittadini e non ai vertici di partito».
Rifondazione: «Breve governo di scopo per legge elettorale»
Rifondazione comunista ha ribadito invece a Giorgio Napolitano di essere a favore di «un Governo a termine, di scopo, per sbloccare la legge elettorale sull'impianto dell'ultima bozza Bianco, in grado di contrastare ogni trasformismo». Il segretario del Prc Franco Giordano ha quindi lanciato un appello per l'unità delle forze di sinistra: «Esprimiamo qui la necessità che tutte le forze di sinistra si presentino, indipendenti dalla legge elettorale, unitariamente alle elezioni». A chi gli chiede se possa essere accettabile la proposta dell'Udc di mantenere l'attuale legge ma reintroducendo le preferenze, il segretario del Prc taglia corto: «Non possiamo chiedere solo e esclusivamente piccolissimi aggiustamenti di questa natura. Va proprio cambiata la legge elettorale».
Tutti guardano alle elezioni
Al termine del colloquio Giordano si scaglia contro le affermazioni di Silvio Berlusconi che ieri ha ribadito che se non si faranno le elezioni anticipate la gente andrà in piazza: «Abbiamo espresso la nostra contrarietà a intimidazioni inquietanti al presidente della Repubblica». Tutti, insomma, guardano alle elezioni come all'ipotesi più prossima. E anche Lamberto Dini, che pure vuole un governo per le riforme, già parla di alleanze e non scopre le sue carte, anche se afferma: «La legge elettorale costringe ad allearsi, quindi faremo un'alleanza. Quale? In questo momento non lo dico: ma la maggior parte degli osservatori lo immagina. Centrodestra? Vedremo».
Montezemolo: «Legge elettorale è la nostra richiesta disperata»
E sulla crisi di governo è nuovamente intervenuto il presidente di Confindustria Montezemolo, secondo cui è assolutamente necessario trovare lo spazio politico per una nuova legge elettorale. L'appello di Luca Cordero di Montezemolo, che oggi presiede una assemblea degli industriali di Pordenone, è netto: «Credo che sia una richiesta disperata quella che facciamo - ha detto Montezemolo rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano appunto della legge elettorale - credo che sia sotto gli occhi di tutti quello che è successo senza governabilità».











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