Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Alimentazione

Alimentazione

CIBO E PSICHE

Annamaria Manzoni

Se il veganesimo sia progetto di vita, splendida utopia, o solo atto di disperata denuncia è la nostra mente a pensarlo e saranno i giorni di un lontano futuro a decretarlo.

Di certo l’ideale di un mondo nuovo, capace di vedere tutti gli animali affrancati dall’asservimento e dal dolore, non può che incentrarsi prima di tutto e sopra tutto sul cibo: perché è intorno ad esso che si accumula la massima parte del  nostro personale e diretto apporto alla grande questione degli animali. Animali che mangiamo, disinteressandoci del prezzo di sofferenza che imponiamo loro, minimizzandolo o negandolo, se mai giustificandolo come imprescindibile, sempre assolvendoci. Anime belle quali siamo, al di là delle tante parole di amore per gli animali, a tavola diventiamo tanto spesso corresponsabili di una crudeltà da cui pure ci affermiamo e ci consideriamo lontani anni luce.

Focalizzando  il problema della violenza sugli animali non umani sul “mangiar carne”, si va diritti al cuore della questione perché grandissima parte di tale violenza non è agita da persone sadiche e malvagie, ma è consentita e supportata da quelle “normali”, per bene, che con il proprio stile di vita, e quindi anche la propria alimentazione, sono la causa del martirio quotidiano di uno sconfinato numero di loro. Il  mangiar carne è chiaro esempio di quella banalità del male,  che proprio in quanto banale viene accettata nella sua pretesa normalità, disconosciuta nella sua portata e nelle sue conseguenze. 

Cina, Festival di Yulin: “Ogni anno macellati e mangiati 10 mila cani”

Come ogni anno il 21 giugno nella città, 5 milioni e mezzo di abitanti, si celebra la festa a base di carne del migliore amico dell'uomo. Molti degli animali che vengono portati al macello non sono sottoposti a controlli sanitari: secondo il ministero della sanità, nel paese ogni anno muoiono tra le due e le tremila persone per aver contratto il virus della rabbia. World Animal Protection: "Ogni anno uccisi 25 milioni di esemplari"

“Ma è vero che in Cina mangiano carne di cane?”. Una domanda comune, sopratutto in questo periodo dell’anno. Con il solstizio d’estate si avvicina il Festival di Yulin che da noi potrebbe tranquillamente andare sotto il nome di sagra della carne di cane. Il 21 giugno di ogni anno, in questa metropoli di 5 milioni e mezzo di abitanti, vengono macellati, circa 10mila cani. “Mangiare carne di cane è un’abitudine alimentare che si riscontra in alcune parti della Cina e in altri paesi asiatici come il Vietnam e la Corea –  ci spiega Mary Peng che gestisce la Clinica veterinaria internazionale di Pechino (Icvs) – ma il progresso sociale farà in modo che scompaia, perché mangiare cani non si addice a una civiltà moderna”. E infatti è già stato proibito a Taiwan, nelleFilippine, a Singapore e a Hong Kong.

Storicamente in Cina il cane ha subito alterne fortune. Dati archeologici fanno risalire al primo millennio avanti Cristo i primibanchetti a base di carne di cane, ma già nell’ottavo secolo d.C. i cani di razza pechinese erano un vero e proprio status symbol. Solo chi viveva all’interno del palazzo imperiale dell’antica capitale poteva allevarli e curarli. Se qualcun altro fosse stato trovato in possesso di un pechinese, le guardie imperiali non avrebbero esitato a condannarlo a morte.

ADDITIVI E CONSERVANTI NEL CIBO

Franco Libero Manco 

            Gli additivi dei cibi sono sostanze tossiche, nocive per l’organismo: deprimono il sistema immunitario e lo predispongono a moltissime patologie; impoveriscono il valore nutrizionale degli alimenti, accelerano l’invecchiamento organico, abbassano il pH del sangue favorendo l’insorgenza di patologie come il cancro, il diabete, cardiopatie, allergie ecc. Bisognerebbe consumare un quantitativo circa venti volte superiore per avere gli stessi nutrienti di un cibo biologico: un cibo trattato, conservato, incellofanato ecc. blocca l’assimilazione di quell'esigua quantità di nutrienti contenuta. Saziarsi non equivale a nutrirsi e le nostre cellule restano affamate di nutrienti indispensabili: questo porta a squilibri, deficit immunitario, scarsa resistenza alle infezioni, predisposizione alle malattie.

In genere negli alimenti trattati vengono aggiunte circa 1500 diverse sostanze chimiche, che non è obbligatorio menzionare sulle etichette; sostanze appetizzanti, che generano dipendenza in modo da dover ingerire quantitativi sempre maggiori di quell’alimento, per non soffrire di mal di testa, irritabilità, nausea, depressione, ansia ecc. finché non si torna a consumare quel prodotto.

Farmageddon, libro inchiesta sul 'vero prezzo della carne economica'. Il libro per EXPO 2015

Farmageddon

Scritto da Philip Lymbery, direttore di Ciwf International, insieme a Isabel Oakeshott, giornalista del Sunday Times, e frutto di un viaggio di tre anni in diversi paesi per indagare gli impatti degli allevamenti intensivi. Il libro per EXPO 2015!

Roma, 24 feb. (AdnKronos) - "Anche l'Italia ha il suo 'Farmageddon': circa 800 milioni di animali vengono allevati ogni anno per produrre cibo, a loro sono destinati il 71% degli antibiotici venduti nel nostro Paese, e solo gli allevamenti di suini, ogni giorno, producono 52mila tonnellate di letame, potenzialmente nocivo per l'ambiente". Lo rivela Ciwf in occasione dell'uscita in Italia di 'Farmageddon', il libro inchiesta scritto da Philip Lymbery, direttore di Ciwf International, insieme a Isabel Oakeshott, giornalista del Sunday Times, frutto di un viaggio di tre anni in diversi paesi tra cui Cina, Perù, Argentina, Stati Uniti e Francia, per indagare gli impatti degli allevamenti intensivi. 

"Con Farmageddon - afferma Philip Lymbery - ho tolto il velo ad un sistema che fa sì che le persone finiscano per nutrire i loro figli con cibo malsano, che depaupera la natura della vita selvatica e spreca grandi quantità di cibo". Per Lymbery, però, "cambiare è ancora possibile e tutti possiamo essere parte della soluzione. I governi, ad esempio, possono decidere di supportare una produzione che riporti gli animali nelle fattorie invece che rinchiuderli negli allevamenti intensivi" mentre i consumatori "possono fare la differenza per ben tre volte al giorno, ad ogni pasto, tramite l'acquisto di prodotti derivati da animali cresciuti nei pascoli, all'aperto". 

Ministro Martina da internare: Latte nelle scuole. Educazione alimentare fin dall'infanzia

Il ministro Martina ha annunciato la realizzazione del progetto “Latte nelle scuole” nel 2016, con l'obiettivo di educare i bambini ad una sana alimentazione, e di valorizzare un prodotto fondamentale per la nutrizione. Martina: «È necessario invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo»
 
In attesa della riunione convocata per l’11 febbraio, a Roma, con i rappresentanti del mondo agricolo e industriale della filiera lattiero casearia italiana e delle regioni interessate il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato l’attuazione dell’operazione “Latte nelle scuole” nel 2016, sottolineando l’importanza di trasmettere una sana educazione alimentare a partire proprio dall’ambiente scoltastico.

«È necessario - sostiene Martina - invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo nel nostro Paese. Nelle prossime settimane partirà una campagna di comunicazione istituzionale sulla qualità dei nostri prodotti, per far crescere la conoscenza delle qualità nutrizionali del latte italiano. Allo stesso tempo vogliamo fare un'operazione forte di educazione alimentare e abbiamo già previsto di avviare il progetto “Latte nelle scuole” nel 2016, perché è importante che i nostri bambini conoscano e consumino di più questo prodotto fondamentale dal punto di vista nutrizionale».

«Con il programma “Latte nelle scuole” - dichiara Maurizio Martina all’Ansa - potremo raggiungere più di un milione di bambini e le loro famiglie, insieme a una campagna di comunicazione mirata che punti sulla qualità dei nostri prodotti»; senza contare che un simile programma di alimentazione aiuterebbe a contrastare il dilagare dell’obesità infantile, che solo in Italia colpisce un bambino su quattro.

CARNE, CIBO INCOMPATIBILE CON LA NATURA UMANA

Franco Libero Manco

 

A mio avviso, sotto l’aspetto nutrizionale l’attuale dieta dei paesi occidentali è da considerarsi da suicidio. Rispetto a 50 anni fa il consumo di sale è aumentato di 15 volte, quello di zucchero di 10 volte, le proteine 8 volte, i grassi 7 volte, mentre il consumo di fibra è diminuito di 5 volte. Dal 1920 ad oggi il consumo di carne è aumentato di quasi 10 volte e di conseguenza i grassi saturi dannosi per la salute. Temo che se la popolazione non prende coscienza dell’importanza di cui usa nutrirsi tenderà fatalmente all’estinzione. Infatti nessuna precedente generazione è stata più intossicata e ammalata dell’attuale, e la prospettiva è che le cose andranno peggiorando: La causa va ricercata nel bombardamento mediatico a favore del consumo dei cosiddetti cibi spazzatura e nel disinteresse di gran parte della popolazione alla tutela della propria salute.

I nutrizionisti di Harvard eliminano latte e derivati dalla guida per l’alimentazione sana

Gli esperti di nutrizione della Harvard University hanno eliminato latte e latticini dalla loro guida per un’alimentazione sana Healthy Eating Plate, che si basa “esclusivamente sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili e non è stato sottoposta ad alcuna pressione politica o commerciale dalle lobby dell’industria alimentare”.

L’invito degli scienziati è quello di “moderare il consumo di latte o di altri prodotti lattiero-caseari a massimo 1-2 porzioni al giorno”, con benefici soprattutto per i bambini. Per gli adulti, invece, consumarli non è essenziale, per una serie di motivi.

Per la Healthy Eating Plate, anzi, bisognerebbe sostituire al latte l’acqua potabile durante i pasti. Gli esperti di nutrizione sottolineano, infatti, che a causa dell’alto livello di grassi saturi, il latte e i derivati sono diventati un alimento che sarebbe meglio evitare. E tra i danni che potrebbe causare alla salute delle persone, si annoverano il rischio di cancro della prostata e cancro ovarico. E proprio uno studio dell’Università di Harvard afferma che il latte pastorizzato prodotto a livello industriale è associato nel causare tumori ormoni-dipendenti a causa della mungitura della mucca per tutta la sua gravidanza.

Sale iodato? Veleno!

Come tutti, abbiamo sempre assistito alla raccomandazione di utilizzare il sale iodato, per prevenire tutti i disturbi, ad iniziare da quelli tiroidei, imputabili alla mancanza di iodio. Ma c’è chi sostiene che, alla luce dell’elevato

consumo di sale che viene fatto nel nostro paese, assumere sempre sale iodato porterebbe ad un’assunzione eccessiva.

Il boom dei vegani in Italia

Niente carne, niente uova, solo cibi "etici". E anche medicinali su misura. Sono ormai 700 mila nel nostro paese, un fenomeno in costante crescita

di MICHELE BOCCI

NON è solo una questione di dieta. Chi decide di diventare vegano cambia le sue abitudini anche quando si tratta di comprare un giubbotto oppure curarsi. In Italia ci sono tra le 400 e le 700mila persone che hanno fatto questa scelta e il loro numero aumenta a un ritmo del 10-15% all'anno. Si tratta di consumatori, molto consapevoli ed esigenti, ma pur sempre consumatori. E così chi gestisce una tipologia di esercizio commerciale tra i più attenti ad intercettare le esigenze di chi compra sta pensando a loro. Sono già conclusi infatti i primi corsi per farmacisti che vogliono diventare vegano, ma anche vegetariano, friendly , cioè in grado di dare suggerimenti a chi sceglie non solo di non mangiare animali ma anche di non consumare prodotti che prevedano il loro sfruttamento. Il mercato c'è, e sempre più dottori farmacisti chiedono di fare la formazione necessaria ad ottenere l'attestato che assicura questo tipo di clienti.

La fuga dall’olio di palma anche Coop ed Esselunga aderiscono all’appello di eliminare il grasso tropicale. Svolta nel 2015

La fuga dall’olio di palma è iniziata e il prossimo anno dovrebbe esserci una svolta decisiva. La campagna e lapetizione su Change.org portata avanti da Il Fatto Alimentare insieme a Great Italian Food Trade ha raccolto oltre 71 mila firme e già prodotto importanti risultati. La catena di supermercati Coop (che già non utilizza il grasso di palma in 25 prodotti per neonati e bambini oltre agli alimenti biologici della linea “Vivi Verde”), ha annunciato un’ulteriore riduzione dell’impiego e lascia intendere che ci saranno ” importanti novità nel  2015″.  Ikea ha comunicato di  essere impegnata a togliere l’olio di palma dai prodotti alimentari a partire dal dicembre 2015. Anche la catena di supermercati Ld market e Md discount  ha in programma durante il prossimo anno di togliere questo grasso in buona parte dei biscotti e dei prodotti da forno. Pochi giorni fa è arrivata una comunicazione della catena di supermercati Esselunga che ha scelto di  abbandonare l’olio di palma “preoccupata della salute dei clienti“.

 

Antibiotici negli allevamenti: sono necessarie regole severe per evitare la diffusione di batteri resistenti e patogeni per l’uomo

Nelle scorse settimane l’Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (Beuc) ha lanciato una campagna per il corretto uso degli antibiotici negli allevamenti. L’iniziativa intende spingere le autorità dell’Unione a stabilire regole più strette sull’impiego di questi farmaci in ambito veterinario, sulla scorta dei dati allarmanti che fotografano la crescente diffusione di batteri resistenti, patogeni anche per l’uomo. Ogni anno in Europa 25.000 persone muoiono a causa di infezioni che non rispondono più agli antibiotici, e fino a qualche anno fa erano guaribili. I test condotti dalle associazioni dei consumatori mostrano che, in diversi paesi, la presenza di superbatteri nella carne è la norma più che l’eccezione.

In Italia la situazione è più critica che altrove: Altroconsumo ha trovato che l’84 per cento dei petti di pollo acquistati a Milano e Roma è contaminato da enterobatteri resistenti (leggi articolo). Mentre un rapporto dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), pubblicato a ottobre, ci colloca al secondo posto nella classifica dei Paesi che usano più antibiotici negli allevamenti: ci batte solo Cipro. 


Il Beuc suggerisce di evitare l’uso di antibiotici come profilassi. Meglio usarli sul singolo in caso di necessità.

CIBO ED EVOLUZIONE UMANA

Franco Libero Manco 

L’entità umana sembra costituita fondamentalmente da corpo, mente, coscienza e spirito. Ogni azione è sempre preceduta da un pensiero mai disgiunto dalla coscienza e questa dalla dimensione spirituale. Se ne deduce che la scelta di un determinato modo di comportarsi e di alimentarsi caratterizza il tipo di intelligenza e la sensibilità dell’individuo.

Diceva la nota scrittrice francese, Simone Weil: “La compassione è un miracolo più grande del camminare sulle acque”. E in effetti è la più alta e qualificante espressione del genere umano: è il frutto dell’evoluzione morale, civile e spirituale di un individuo: conquista che si manifesta nella capacità di condividere la condizione dell’altro e quindi di non nuocere.

Di chi è il miele? Perché mangiamo il vomito d'api?

Il miele è un cibo appropriato per i vegan?

E’ una domanda che ci si pone, quando si passa a mangiare vegan, perchè il miele è sempre stato considerato un cibo sano, naturale e sembra davvero una forzatura pensare di eliminarlo dalla propria alimentazione. Inoltre si pensa che le api non vengano uccise o maltrattate per fornircelo, per cui l’aspetto etico sembra non venire toccato.

Tutti gli esseri viventi in qualche modo nuociono ad altri esseri viventi, anche ponendo la più grande attenzione nel non farlo deliberatamente. Pensiamo a quando camminiamo, o si costruiscono palazzi, o si guida la macchina, o… Infliggiamo morte o facciamo del male ad altri esseri viventi solo con la nostra mera esistenza e questo è semplicemente un aspetto dell’essere vivi, fa parte dell’ordine delle cose il fatto che succeda in maniera non deliberata.

La differenza tra vegan e non vegan è proprio nell’elemento dell’intenzionalità. I vegan consapevolmente cercano di non procurare danno ad altri esseri senzienti. Questo non vuol dire che non lo facciano per pura casualità, ma il loro intento è proprio quello di evitare di farlo intenzionalmente.

Perche’ i vegani non mangiano il miele

 
R09.
 Le api (Apis Mellifera) sono insetti con un sistema nervoso molto sviluppato e dunque provano dolore al pari degli altri animali (come dimostrato da molti studi). Per questo chi e’ vegano non consuma i prodotti dell’apicoltura (miele, pappa reale, propoli, cera) dato che essa implica, al pari di ogni altro tipo di allevamento, sofferenza e morte per gli animali. Sebbene spesso sembri una forma di allevamento molto più compatibile con lo stato naturale degli animali, anche il piu’ attento degli apicoltori non potra’ fare a meno di calpestare e uccidere un buon numero di api nel processo di verifica delle condizioni dell’alveare e di estrazione del miele.

Perché i vegani dicono NO al miele!

Alcuni sostengono che le api, a differenza di altri animali, vivono in libertà e non vengono uccise per la produzione del miele. In realtà il miele soprattutto quello industriale (la maggior parte di quello in commercio) viene prodotto in maniera alquanto crudele. E a causa dell'apicoltura muoiono molte api. 
Per questo i vegan non mangiano miele né utilizzano i prodotti degli alveari. Il miele è il "vomito" dell'ape: ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La mistura viene poi rigurgitata, per essere ulteriormente digerita da altre api. Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l'alimentazione umana. 

L'Apis mellifera possiede un sistema nervoso sviluppato (Snodgrass, 1956) e quindi la capacità di provare dolore. L'industria sfrutta e uccide le api per sottrargli miele, propoli, cera e le sottopone a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale e vivisezione. Gli apicoltori non si limitano a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l'inverno (Tew, 1996). Non essendo esso l'equivalente adeguato della dieta naturale, espone le api a diverse malattie e quindi abbassa la loro durata di vita. 

Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti diversi antibiotici (tetraciclina, terramicina) che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di epidemie. Per evitare che la colonia consumi il miele immagazzinato prima dell'inverno, che può superare i 25 chilogrammi, gli apicoltori distruggono gli alveari e acquistano una nuova colonia a fine inverno (Shimanuki e Sheppard, 1992). Fra i metodi che vengono usati per intervenire negli alveari possiamo citare scuotimento, getti d'aria, infumicazione, surriscaldamento. 

Cibo e mal di vivere

Laura Vella

Una recentissima ricerca inglese afferma che il “cibo spazzatura” accelera lo stato di depressione nel consumatore. I test sono stati svolti su 3486 uomini e donne la cui età media si aggirava sui 55 anni. I partecipanti hanno completato un questionario sulle loro abitudini alimentari e 5 anni dopo sono stati sottoposti a test psicologici per stabilire la predisposizione alla depressione e la soddisfazione personale. Emergerebbe che coloro i quali prediligono il cibo spazzatura sono più inclini alla depressione. Lo studio afferma che le diete varie, a base di cibi ricchi di antiossidanti come broccoli, cavoli, lenticchie e spinaci siano un toccasana per non essere travolti dal male di vivere (qualcuno avrebbe dovuto dirlo a Montale!). 

Ulteriore monito, quello di questa ricerca, per eliminare i cibi ultimamente sempre più incriminati come gli untissimi fritti, i dolci preconfezionati, le carni, i condimenti. Non bisogna eccedere con gli zuccheri nel sangue, “non bisogna creare sbalzi nei valori del sangue, altrimenti si potrebbero verificare conseguenti sbalzi a livello cerebrale e sul sistema endocrino con effetto yo yo sull'umore”, afferma Eric Brunner, uno dei ricercatori.

Subito mi viene in mente il titolo della celebre opera diFeuerbach “Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia”. Avrà avuto ragione? 

Ovviamente l'obiettivo del filosofo era sostenere un rigoroso materialismo contrapponendosi all'idealismo. Leggendo con attenzione fin dall'inizio della storia del pensiero il cibo è stato al centro di effettive considerazioni collegate allo stile di vita. Già Aristotele e Platone riconoscono al cibo qualità essenziali e distintive per il pensiero. 

Animali allevati con antibiotici

Nei giorni scorsi le principali associazioni di produttori di carne hanno lanciato una massiccia campagna mediatica per evidenziare quella che considerano l’assoluta sostenibilità di un’alimentazione basata sui prodotti di origine animale. Ne ha parlato anche il Corriere. L’iniziativa è affiancata da un sito web che ospita articoli tutti più o meno caratterizzati dallo stesso leit motiv: mangiare carne fa bene. E in cui la scelta di non consumarne, per motivi etici o di salute (perché se conta l’opinione dei tecnici interpellati dalle associazioni che rappresentano chi con la carne fa business conta anche quella di esperti quali il prof. Umberto Veronesi, il più noto oncologo italiano, vegetariano non in quanto animalista ma in quanto medico che ben conosce l’importanza di una sana alimentazione  e che a questo tema ha dedicato un libro), viene definita “eccentrica moda alimentare”. Ognuno ha le sue opinioni e, come sempre, noi le rispettiamo. Tuttavia le notizie che arrivano dalla cronaca rendono leciti tutti i dubbi che il fronte animalista e veg ha più volte espresso sulla produzione industriale di carne. E’ di venerdì la notizia del sequestro di farmaci di provenienza illecita avvenuto in allevamenti di nove province italiane(farmaci e antibiotici utilizzati per aumentare la produzione di latte).

CRESCE ANCHE IN ITALIA LA SCELTA VEGAN

Sempre più diffusa, la dieta vegana dice no a qualsiasi derivato animale, bocciati anche uova e latticini. Il vegan lifestyle in giro per l'Italia

Non solo non mangiano carne o pesce, ma escludono dalla loro alimentazione anche latte e uova. Sono i vegan, ovvero i ‘vegetariani estremi’.
Chi segue questo stile alimentare ,però, non ama etichettarlo con la parola ‘dieta’ e preferisce definirla come un vero e proprio stile di vita.
Secondo l’Eurispes, in Italia esistono circa mezzo milione di vegani, a cui si affiancano 4,2 milioni di vegetariani dichiarati e nuovi seguaci delle diete da ‘un giorno senza animali’, che sia per motivi di coscienza, salute o bilancia.

Anno dopo anno, l’universo vegano è cresciuto a tal punto che ristoranti, fast food, chef stellati e case editrici si sono avvicinati per sostenerlo e promuoverlo. Oltre alla settimana vegetariana, nella quale si inserisce la Notte Veg, ecco dove è possibile assaporare la cucina vegana in tutte le sue sfumature e curiosità.

Per avere più muscoli si può puntare sulla soia e non sulle bistecche

Studio: la perdita di massa muscolare a livello degli arti è minore in chi ha consumi più elevati di proteine vegetali rispetto a chi ne utilizza meno in cucina

Un adeguato apporto proteico è molto importante per ridurre la perdita la massa muscolare che si verifica con il passare degli anni e quando si parla di proteine in questo contesto viene naturale pensare a quelle di origine animale e quindi soprattutto alla carne. Ma le proteine vegetali possono avere anch’esse un ruolo protettivo? Stando ad uno studio condotto in Cina e recentemente pubblicato su The Journal of Nutrition Health and Aging la risposta sembra affermativa. In questo studio, analizzando i consumi proteici di 2.726 persone, di età pari o superiore a 65 anni, che sono state poi seguite per 4 anni, i ricercatori hanno osservato che la perdita di massa muscolare a livello degli arti era minore in chi aveva consumi più elevati di proteine vegetali rispetto a chi aveva consumi più bassi. Non si è invece rilevata nessuna associazione tra conservazione di massa muscolare e consumo totale di proteine o di proteine di origine animale.

Veronesi: "Attenti all'alimentazione innesca i tumori più del fumo"

La lezione del direttore dell'Ieo agli studenti della Sapienza: "La prevenzione riduce i decessi più della medicina e comincia a tavola". I dati sul cancro al colon dimostrano che è quasi  inesistente nei paesi a dieta priva di carne. I consigli sui cibi "protettivi"

ROMA - La prevenzione fa più delle medicine nella lotta contro il cancro. Ne è convinto Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenendo a un incontro del ciclo "Vivere in salute promosso dall'università La Sapienza di Roma. Il primo luogo nel quale fare prevenzione, secondo Veronesi, è la tavola, perché l'alimentazione è responsabile del maggior numero di neoplasie nel mondo, superando anche il fumo.

Quando mai pagheranno le aziende alimentari di derivazione animale per i danni causati alla salute pubblica, alla società, all'ambiente?

La carne uccideLatte killer

Perché non si scrive obbligatoriamente sulle confezioni o etichette di salumi, carni, latte, ecc "la carne uccide" o "il latte e la carne nuociono gravemente all'uomo, all'ambiente, alla società"? Perché solo per le sigarette? Eppure è scientificamente provato che i danni prodotti dalle carni e dal latte sono di gran lunga superiori a quelli delle sigarette. Basterebbe una efficace informazione pubblica che coinvolgesse tutti gli apparati burocratici e politici (che sanno ma tacciono colpevolmente!!) per cambiare radicalmente le cose. Quale è l'incidenza di questa economia sui costi sanitari!! su quelli ambientali! sulla fame nel Terzo Mondo. Anche la Chiesa tace!!e pure tutte le religioni. Papa Francesco, perché non interviene? ma non vede cosa accade nel mondo con il consumo di carni e latte? Perché tace?  E' tempo di un risveglio radicale, da questa filiera della morte, della violenza in nome del profitto. Non è più tollerabile! Se l'Italia vuole cambiare e vuole essere di nuovo un pensiero leader nel mondo, deve partire da qui, non dai giri burocratici e di austerity merkeliani. La spesa sanitaria sta crescendo in modo esponenziale, di questo passo sarà difficile, se non impossibile , sostenerla. La gente deve rendersi conto ed essere responsabile e consapevole del cibo che mangia... Del danno procurato a se stessi,  agli altri e a tutto l'ecosistema. E' la cura fondamentale per poter  vivere in salute. Questo è un ecocidio consapevole.

Condividi contenuti