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La vita sta cambiando pelle

Alimentazione

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Parma, i carabinieri sequestrano 1800 litri di latte per l'infanzia

Operazione del nucleo Antifrode in una ditta di trasformazione

Il nucleo Antifrode di Parma, a seguito verifica in un'azienda di trasformazione alimentare con sede nel Parmense, ha sequestrato 126 kg di latte di asina liofilizzato indirizzato alla trasformazione nell’equivalente di circa 1.800 litri di latte destinati all’infanzia.

L’attenzione dei carabinieri si è incentrata sulla carenza degli elementi essenziali - previsti dalle norme di settore - per stabilire la provenienza del prodotto.

L’alimentazione infantile, ricordano i  militari, negli ultimi anni ha attratto sempre più i riflettori del pubblico

 interesse, sia in ragione del particolare utente cui è destinata, sia per la sua strumentalità come mezzo di educazione alimentare, attraverso il quale viene a definirsi il rapporto con il cibo fin dai primi anni di vita.

La sicurezza dell’alimentazione dei piccoli consumatori è "un bene prezioso e prioritario, in relazione ai molteplici fabbisogni nutrizionali specifici e alla delicatezza delle plurime implicazioni della salute dei bambini". 26 aprile 2017

Fonte link parma.repubblica.it 

Le bibite zuccherate e quelle "diet" possono causare Alzheimer e ictus

Invecchiamento del cervello, problemi alla memoria e demenza i problemi per le persone al centro della ricerca

Le bibite zuccherate fanno invecchiare il cervello, aumentando il rischio di Alzheimer, e anche quelle 'diet' sono associate ad un aumento del rischio di demenza e di ictus.

Lo affermano due studi della Boston University pubblicati dalle riviste Stroke e Alzheimer and Dementia. Entrambe le ricerche sono state condotte su soggetti arruolati nel Framingham Heart Study's Offspring and Third-Generation, che comprende figli e nipoti dei partecipanti al Framingham Study del 1948.

Nel primo sono state analizzate 4mila persone sottoposte a risonanza magnetica e a test cognitivi. In quelle che avevano un consumo definito 'alto', cioè più di due bibite zuccherate al giorno, sono stati trovati diversi segni di invecchiamento del cervello, da un volume ridotto a una memoria peggiore, considerati fattori di rischio per l'Alzheimer.

Nel secondo studio i ricercatori hanno analizzato quante bibite zuccherate e diet erano state bevute dal gruppo tra il 1991 e il 2001, verificando poi se nel decennio successivo c'erano stati episodi di ictus o demenza.

Rispetto a chi non assumeva bevande diet il rischio per chi invece ne consumava una o più al giorno è risultato tre volte maggiore sia per demenza che per ictus. "Questi studi dimostrano una correlazione, ma non un rapporto di causa-effetto - sottolineano gli autori -. Ci sono diverse teorie sul possibile legame tra bibite diet e demenza, ma servono più ricerche". 21 aprile 2017

Fonte Link  http://notizie.tiscali.it/scienza/articoli/bibite-zuccherate-diet-pericolose/

GENETICAMENTE IPOCRITI

Franco Libero Manco

Per la stragrande maggioranza degli esseri umani la sofferenza degli animali, l’ingiustizia della loro schiavitù, il loro millenario sistematico sterminio, è semplicemente un problema che non esiste: è talmente degenerata l’attenzione sul valore della vita degli altri esseri viventi che nessuno o pochi si accorgono non solo dell’inferno degli allevamenti intensivi e dell’immane olocausto che si consuma giornalmente nei mattatoi, nei mari, nei boschi, tenuto volutamente lontano dagli occhi e dalla coscienza della gente.

Gli umani, deviati dalla loro vera natura di esseri fondamentalmente pacifici, vivono e si nutrono da predatori e, di conseguenza, come tali si comportano, come tali pensano (anzi non pensano) per poi lamentarsi delle malattie e della violenza che dilaga, indifferenti alle leggi della natura che sempre esige il suo riscatto, e la carne degli animali uccisi ci condanna accorciandoci la vita; ci danneggia sul piano morale rendendoci insensibili verso la sofferenza dei nostri stessi simili; ci abitua alla sonnolenza, perché preferiamo non sapere chi abbiamo nel piatto, e a negare il suo diritto all’esistenza. Ammalati, insensibili e chiusi alla conoscenza sperare poi nel proprio benessere, nella pace, nel diritto, nella giustizia è pura illusione.

Bisfenolo A nei cibi in scatola: come evitarlo. I consigli dall’associazione di consumatori americani EWG per fare pressione su aziende e autorità

L’impiego di bisfenolo A o BPA, plastificante ubiquitario accusato di aumentare il rischio di alcuni tumori, di perturbare il sistema endocrino e riproduttivo, di causare diabete e malattie metaboliche e cardiache, tiroidee e dello sviluppo, sta lentamente diminuendo, in alcuni paesi dopo l’approvazione di specifiche normative che ne limitano l’utilizzo.  Ma il processo di sostituzione è lento, perché in assenza di altre  sostanze in grado di sostituirlo si usano  i bisfenoli S e F, molto simili dal punto di vista strutturale al BPA. Il problema è che di questi nuovi composti non si sa praticamente nulla, in particolare per i possibili effetti sulla salute.

Se dagli imballaggi esterni e dalle stoviglie e dai biberon per bambini, il BPA è sempre meno presente, lo stesso principio non vale per i cibi in scatola. Da più di vent’anni le lattine di metallo sono rivestite all’interno con pellicole volte a evitare il contatto diretto degli alimenti con i metalli.

L’associazione di consumatori americani Environmental Working Group (EWG), che da anni si batte contro il BPA ha presentato un rapporto in cui ha analizzato 252 prodotti. Il risultato è desolante: il 12% dei marchi (31) usa lattine BPA-free per tutti i prodotti, il 14% (34 brand) lo impiega per uno o più alimenti, ma il 31% (78 marchi) impiega ancora il BPA per tutti i cibi in scatola, e il 43% di tutti i brand fornisce informazioni incomplete o ambigue. Di più: solo 13 produttori hanno rivelato che cosa utilizzano come sostituto del BPA.

Come se ne esce? Per agevolare un processo che è in atto, ma che è anche molto lento e poco lineare, l’EWG ha stilato una lista di raccomandazioni per i decisori e per i consumatori.

Per le autorità sanitarie (oltre ad alcuni consigli specifici per la realtà americana):

Uno studio dimostra che: Lo zucchero crea dipendenza come la cocaina

zucchero

Uno studio dimostra che: Lo zucchero crea dipendenza come la cocaina

27/02/2017 Il neuroscienziato Bart Hoebel dell’Università di Princeton, nel New Jersey, secondo i suoi studi fatti sui rati per anni, afferma che assumere zucchero ha gli stessi effetti delle sostanze stupefacenti, riscontrando gli stessi sintomi di astinenza e dipendenza.

Alle cavie sono state somministrate dosi elevate di acqua e zucchero, ogni giorno, dopo una notte di digiuno.

L’esperimento è stato condotto per tre settimane, dove le cavie hanno incominciato a manifestare segni di irritabilità, incontrollabilità e frenesia, un comportamento simile a quello dei tossicodipendenti quando sono in crisi di astinenza.

Lo studio ha evidenziato un aumento nel cervello della dopamina, che come afferma il Dr Hoebel:

“…E’ UNA SOSTANZA CHE SI TROVA NEL NUCLEUS ACCUMBENS, LA PARTE ADIBITA ALLA MOTIVAZIONE E AL MECCANISMO DELLA RICOMPENSA E SI SA DA TEMPO CHE L’ABUSO DI DROGHE FA AUMENTARE IL RILASCIO DI DOPAMINA IN QUESTA PARTE DEL CERVELLO: ANALOGAMENTE ABBIAMO SCOPERTO CHE LO ZUCCHERO AGISCE ALLO STESSO MODO…“

Fonte dello studio del Dr Hoebel: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2235907/

Purtroppo è ancora alta la quantità di zuccheri nei cibi e nelle bevande presenti in commercio.                         Negli ultimi 30 anni gli americani hanno raddoppiato la quantità di zuccheri che mangiano, ed è aumentato di quasi il doppio anche il numero di obesi.

Le mele e le loro incredibili proprietà contro il cibo spazzatura

mele

Le mele contengono al loro interno la bellezza di 191 sostanze chimiche conosciute, e di altrettante che si intuiscono, ma non si conoscono ancora. Non appena le hai dato un morso e ti sei appropriato dei suoi aromi e dei suoi umori, scattano 1300 reazioni chimico-enzimatiche nel corpo per disintegrarne le molecole e piazzarle nelle diverse parti del corpo…

E’ questo ciò che ha dichiarato un medico americano il Dr David Reuben, nl suo libro: Everything you always wanted to know about nutrition (Ogni cosa che vuoi sapere sulla nutrizione).

Un morso alle mele e si scatena l’energia atomica.

La pectina va nell’intestino, il retinolo (o vitamina A) prende la via del globo oculare (retina).
Le antocianine vanno a rafforzare i fragili capillari.
Il licopene va ai genitali, a contrastare i radicali liberi.              
L’acqua biologica va ad irrorare, al pari di una preziosa e attesa rugiada, le mucose intestinali.

E via avanti così, più o meno per 1300 volte.

Capite, cosa significa mordere delle semplici mele?

Energia atomica viva e costruttiva a disposizione del nostro organismo, altro che miserabile acqua e zucchero.

Non è il volume, e ancor meno la consistenza sostanziosa del cibo, a donare il massimo rendimento nutrizionale netto, ma è la giusta carburazione all’interno dell’organismo assorbente.

La prova lampante ce la offre la natura stessa.

Chi mai penserebbe che un atomo minuscolo ed invisibile possegga al suo interno un’energia travolgente ed esplosiva, miliardi di volte più grande di lui?

Chi mai accetterebbe che il mammuth, l’elefante e la mucca, traggano dall’erba e dalle fronde verdi la sostanza per produrre tutto il loro latte, tutto il materiale necessario al loro possente sviluppo?

DANNOSITA' DEL CAFFE'

Caffè

Valdo Vaccaro

L’INASPETTATA DANNOSITA' DEL CAFFE'

«Non riesco ad eliminare il caffè dalla mia alimentazione. Quando ci provo, mi scoppia una terribile emicrania. Che cosa posso fare?»
Questa è la domanda che ha dato origine al contenuto di oggi.

Dieta Alcalina: lotta all'acidosi metabolica

Dieta Alcalina

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Il cibo e la consapevolezza alimentare sono la più importante forma di prevenzione alle malattie. LB

CIBI ACIDIFICANTI E ALCALINIZZANTI

 

ZUCCHERO DI CANNA: FA MALE COME IL BIANCO? PROPRIETÀ E QUALE SCEGLIERE

Lo zucchero bianco è un dolcificante che tende a generare dipendenza e ha numerose ripercussioni negative sul corpo. Tante persone pensano che acquistandozucchero di canna possano mettersi al sicuro da eventuali rischi per la salute. Ma è davvero così? Lo zucchero di canna fa male come quello bianco? Facciamo chiarezza.

Dire zucchero di canna ci dà la sensazione di parlare di un prodotto più sano e naturale e questo sarebbe confermato anche dal colore più scuro e caramellato che ci fa credere di essere di fronte ad uno zucchero non raffinato. Purtroppo si tratta di uno dei tanti falsi miti alimentari.

Ormai anche al bar troviamo le bustine di zucchero di canna, una grande trovata commerciale pensata per il sempre più ampio pubblico di consumatori attenti alla propria salute. Quello che comunemente utilizziamo e preferiamo in quanto "più sano e naturale" è in realtà non solo zucchero a tutti gli effetti ma anche un prodotto ugualmente raffinato. Scopriamo meglio di che si tratta.

Leggi anche: ZUCCHERO RAFFINATO: 10 MOTIVI SCIENTIFICAMENTE PROVATI PER LIMITARNE IL CONSUMO

NELLE PATOLOGIE TUMORALI EVITARE I CIBI RICCHI DI POLIAMMINE (PUTRESCINA, CADAVERINA, SPERMINA…)

IL TEMA DELLE POLIAMMINE SUI CIBI E’ UN ARGOMENTO COMPLICATO DA SAPER INTERPRETARE 

PubMed, la più autorevole fonte scientifica mondiale (considerata la ‘bibbia’ dell’ambiente medico scientifico) , riporta i dati riguardo il contenuto di poliammine (putrescina,cadaverina,spermina..) in cima alla lista di cibi ricchi di putrescina troviamo le arance, mandarini e pompelmi...etc… cibi ricchi di spermidina troviamo al primo posto i piselli, formaggi….etc.... invece cibi ricchi di spermina al primo posto troviamo la carne macinata e salumi…etc....

cibi con poliammine

LO STUDIO SCIENTIFICO COMPLETO PUBBLICATO SU PUBMED LO POTETE LEGGERE QUI: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2848593/

L’ABSTRACT di PubMed riporta testualmente: “…Riducendo la concentrazione di poliammine (spermina, spermidina e putrescina) nel pool corporeo può rallentare il processo del cancro…”

All’ interno di questo studio viene citato un altro studio importante che ci dice che:

Studi nei ratti indicano che il 10% di putrescina alimentare, il 40% di spermidina alimentare, e l’8% di spermina alimentare sono conservati nei tessuti del corpo                                                             (FONTE: Bardocz S, Grant G, Hughes EL, Duguid TJ, Brown DS, Pusztai A. assorbimento, distribuzione e metabolismo di dieta putrescina, spermidina e spermina nei ratti. In:. Bardocz S, Bianco A, Gyongyi H, redattori COST 917: biogenicamente ammine attivi negli alimenti. Vol. II: Effetti metabolici di ammine biologicamente attive negli alimenti. Commissione europea; Lussemburgo, Belgio: 1998. pp 106-111..)

"Antibiotici e soda in Parmigiano e Grana falsi": 27 indagati.

Forme di Formaggio

"Antibiotici e soda in Parmigiano e Grana falsi": 27 indagati

"Utilizzavano latte per la produzione di formaggio atto a divenire Parmigiano Reggiano Dop e Grana Padano Dop contenente residui di antibiotici, aflatossine, nonché immettevano nella panna della soda (idrossido di Sodio), detenendo tali prodotti per la loro successiva commercializzazione".
Sono queste le lapidarie parole pronunciate dal sostituto Procuratore di Reggio Emilia Maria Rita Pantani: le accuse sono nei confronti di 27 persone che, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero gestito un presunto giro di formaggio contraffatto. Tra gli indagati ci sono anche due casari della provincia di Parma, oltre ai dipendenti di una ditta, semplici casari ma anche due rappresentanti del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano, all'epoca dei fatti, Giuseppe Alai e Stefano Berni. Dodici dei ventisette indagati sono accusati di associazione a delinquere e hanno quasi tutti ruoli in una ditta che si occupa di esportare il Parmigiano Reggiano, il principale esportatore italiano. 

Gli italiani tornano a spendere per mangiare. E si dividono: 31 milioni per i cibi pronti, 26 per quelli salutisti

La ricerca del Censis dice che il 91 per cento dei consumatori è "interessato" alla spesa alimentare. A differenza del resto del mondo, a guidare le scelte sono la trasparenza delle informazioni, la qualità e la marca

Gli italiani hanno accentuato le loro doti di "formichine" con la crisi, stringendo la cinghia e rinunciando a una buone di acquisti: non è un caso che l'obiettivo per il rilancio del Paese sia stimolare i consumi, cercando di mettere in circolo quei 133 miliardi cash accumulati in via cautelativa dalla crisi ad oggi. Secondo il Censis, la disponibilità a spendere per il cibo può fare da traino a questo recupero.

L'istituto lo ha indagato nella ricerca "Il futuro dell'alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli di fruizione", presentata stamane a Milano. Secondo i ricercatori, il cibo occupa una fetta maggiore nella spesa delle famiglie rispetto a quanto accada nel resto d'Europa (il 14,3% sul totale delle uscite per consumi contro l'11,4%). E' sintomo di un'attenzione culturale particolare, anche se gli economisti sanno bene il nesso tra l'incidenza della spesa alimentare e la possibilità di uscire dal semplice livello di "sussistenza" nelle proprie scelte di consumo.

La cena-tipo negli ospedali è una follia nutrizionale. Parola dell’oncologa Di Fazio

I consigli dell'oncologa Maria Rosa Di Fazio estratti dal suo libro "Mangiare bene per sconfiggere il male" (Mind)

A molti di voi sembrerà un paradosso. Non lo sembra: purtroppo lo è. Consiste nell’amara constatazione che uno dei peggiori “luoghi comuni” alimentari è rappresentato proprio dalla cena-tipo che nel 99,9% dei casi viene data ai degenti in ospedale. Vorrei che direttori sanitari e amministrativi delle case di cura, ma ancor di più il ministro della Sanità mi ascoltassero: il tradizionale menù delle cene ospedaliere è quanto di peggio si possa dare da mangiare anche a una persona sana. Figuriamoci a un malato!

Per fortuna c’è chi a queste cose ci pensa, come ha fatto l’Artoi (Associazione per la ricerca di terapie oncologiche integrate, della quale faccio parte) che ha stilato e presentato all’Unione Europea quello che dovrebbe essere il modello di dieta ideale per il malato ospedaliero e per il bambino. Sorvolerò, quindi, sulla pizza o sul piattone di spaghetti come abitudine serale di chi per sua fortuna non è ricoverato. Non me ne occuperò, limitandomi tuttavia a dire che si tratta comunque di un genere di cena che caldamente sconsiglio a tutti, sani o malati, quantomeno come menù abituale. Facendo sempre salvo, è ovvio, l’innocente strappo di una volta ogni tanto, i piattoni di pasta e le pizze riservatele al pranzo. Sarà molto meglio.

Usa, prodotta carne sintetica di pollo e anatra. ''Entro 5 anni nei supermercati''

Ad annunciarlo è Memphis Meats, una startup californiana attiva nel settore delle biotecnologie alimentari. In attesa di una regolamentazione per la sicurezza dei prodotti sintetici

di DAVIDE MICHIELIN

ROMA - Dopo che nel 2013 era stato servito il primo hamburger da carne 'in provetta', ora è la volta delle carni sintetiche di pollo e di anatra, ottenute da cellule coltivate in laboratorio. A presentarle nel piatto è l'azienda statunitense Memphis Meats. Il risultato è riportato sul sito della rivista Science dove si fa accenno anche alle possibili conseguenze legali. Finora, nessuno di questi alimenti sintetici ha raggiunto il mercato ma sono sempre più numerose le aziende che in tutto il mondo stanno percorrendo questa strada. 

LEGGI Londra, la prima bistecca artificiale

Per produrre le carni sintetiche di pollo e anatra, l'azienda con base nella Silicon Valley ha usato una tecnica simile a quella con cui l'Università di Maastricht aveva prodotto la carne di manzo: ha prelevato le cellule staminali dal muscolo degli animali e le ha coltivate su speciali impalcature fino a formare un numero di filamenti sufficiente (circa 20.000), per fare una polpetta o un hamburger.

La dieta italiana mima digiuno può invertire il diabete

Invertire il diabete con la dieta mima digiuno ideata dall'italiano Valter Longo. La speranza arriva da uno studio condotto in topi e cellule umane, pubblicato su 'Cell' dal team dello scienziato in forze alla University of Southern California di Los Angeles e all'Istituto Firc di oncologia molecolare-Ifom di Milano. Il lavoro dimostra che cicli di dieta mima digiuno-Dmd sono in grado di riprogrammare le cellule del pancreas deputate a fabbricare l'insulina, riportandole a uno stadio simile a quello embrionale e ripristinando la produzione dell'ormone controlla-zuccheri. Nei roditori diabetici, 4 giorni a settimana di Dmd hanno ripristinato una produzione normale di insulina, riducendo i sintomi della malattia del sangue dolce. E la speranza è che il regime alimentare simil-digiuno possa alleviare il diabete anche nell'uomo.

"Alternare ciclicamente una dieta che mima il digiuno con una normale - riassume Longo - ha essenzialmente riprogrammato le cellule che non producono insulina in cellule che la producono. Attivando la rigenerazione delle cellule pancreatiche, siamo stati in grado di migliorare lo stato di salute dei topi affetti da diabete di tipo 1 e di tipo 2 in stadio avanzato, e anche di riattivare la produzione di insulina nelle cellule pancreatiche umane da pazienti con diabete di tipo 1".

La ricerca è l'ultima di una serie di studi che indicano le potenzialità della Dmd contro varie patologie: dal cancro alle cardiopatie, dalle malattie dell'invecchiamento alla sclerosi multipla. Lo schema alimentare riproduce gli effetti del digiuno con sola assunzione di acqua. In altre parole si mangia, ma è come se si bevesse soltanto.

MANGIANDO IL PESCE INGERIAMO 11MILA PEZZI DI PLASTICA ALL'ANNO!

Inquinamento dei mari e plastica nei pesci. E anche nel nostro organismo.

Proprio così: chi consuma abitualmente pesce (e mitili) ingerisce più di 11mila frammenti di plastica ogni anno.

È l'allarme lanciato dagli scienziati della University of Ghent in Belgio, secondo i quali le microplastiche si accumulano nel nostro corpo nel corso del tempo e potrebbero rappresentare un rischio per la salute a lungo termine.

LEGGI anche: LE MICROPLASTICHE UCCIDONO I PESCI, LA CONFERMA IN UN NUOVO STUDIO

Che gli oceani fossero inondati di plastica è, ahinoi, una notizia che rimbalza da tempo: secondo uno studio, tra 35 anni gli oceani potrebbero contenere addirittura più bottiglie di plastica che pesci. Il bello è che non ci vuole poi molto, per gli scienziati, calcolare che più del 99% di questi frammenti (i rifiuti di plastica passando dai fiumi ai mari si scompongono in pezzi sempre più piccoli, fino a diventare microplastiche) arrivano nel nostro organismo attraverso il cibo che mangiamo.

Per esempio, le cozze filtrano circa 20 litri di acqua al giorno e ingeriscono plastica. Parte di questa viene espulsa ma, in media, ogni cozza contiene un piccolo frammento di plastica, sebbene assorbito nei tessuti.

Dalle nocciole turche alle arachidi cinesi, la lista nera dei cibi pericolosi per la salute

Le nocciole e l’altra frutta secca dalla Turchia contaminate da aflatossine cancerogene hanno fatto scattare l’allerta nei Paesi comunitari. Poi ci sono le arachidi dalla Cina, il peperoncino e le altre spezie dall’India, per la presenza di contaminazioni microbiologiche e di residui chimici. Coldiretti ha messo a punto una «lista nera» di dieci prodotti importati che possono causare danni alla salute di chi li consuma, soprattutto di quei «9,7 milioni di italiani che regolarmente abbinano ingredienti nostrani con prodotti provenienti da altri paesi, come ad esempio la curcuma originaria dell’India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero che sono in gran parte di provenienza cinese”»

Coldiretti ha elaborato il rapporto del ministero della Salute sul sistema di allerta europeo per rischi alimentari. Al quarto posto di questa black list per contenuti fuori norma di metalli pesanti per tonno e pesce spada provenienti dalla Spagna mentre preoccupante è la situazione della frutta e verdura proveniente dalla Turchia con fichi secchi fuori norma per la presenza di aflatossine e i peperoni per i pesticidi.

Al sesto posto la frutta secca proveniente dall’India con l’allarme salmonella scattato nei semi di sesamo, mentre irregolarità per le aflatossine sono state trovate nei pistacchi dall’Iran. Nella frutta e verdura proveniente dall’Egitto – continua la Coldiretti -, che gode di un regime agevolato per l’esportazione in Italia, è stata segnalata la presenza irregolare di pesticidi in prodotti come le olive e le fragole, ma hanno creato problemi anche i pistacchi provenienti dagli Usa per le aflatossine cancerogene e il pesce dal Vietnam con un eccessivo contenuto di metalli pesanti, che chiude la lista dei dieci cibi più pericolosi.

Ridurre il consumo di zucchero, anche le aziende dolciarie pensano alla salute

È delle ultime ore la notizia che entro il 2020 Nestlé escluderà almeno diciottomila tonnellate di zucchero dai prodotti che finiranno sugli scaffali dei supermercati europei. Ciò equivale a dire che, da qui a tre anni, la gamma dei prodotti Nestlé ne conterrà in media il 5% in meno. Il tutto, confermano dall’azienda, senza alterare la sapidità dei propri prodotti.  

Le conseguenze dell’eccessivo introito di zuccheri  

La notizia conferma la volontà di supportare la Commissione Europea nell’azione che mira a migliorare i prodotti alimentari di origine industriale nel prossimo futuro. È una necessità incombente, d’altronde, visto che sulle nostre tavole finiscono quotidianamente alimenti e bevande che apportano una quantità eccessiva di zuccheri semplici.  

 

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