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Alimentazione

Alimentazione

La scelta vegetariana fa bene alla salute

(LaPresse) - Fino a una ventina di anni fa essere vegetariani era considerata una stranezza. Si era guardati con sospetto, quasi si appartenesse a una setta segreta. Ancora peggio andava ai vegani che dalla tavola non eliminano solo carne e pesce ma anche uova e formaggi. Il clima oggi è decisamente cambiato e, anzi, tutti gli studi più recenti confermano che ridurre drasticamente il consumo di proteine animali significa abbattere i rischi di patologie gravi come colesterolo, diabete, obesità, disturbi cardiovascolari, cancro. Gli "outing" di grandi personaggi del mondo dello spettacolo (da Pamela Anderson a Diane Keaton), della politica (come Al Gore) e della scienza (come il professor Umberto Veronesi) hanno reso di moda la scelta vegetariana e vegana, come testimonia anche l'apertura di importanti ristoranti (peraltro sempre pieni) nelle maggiori città italiane.

Ma, come accade spesso quando un fenomeno diventa improvvisamente di tendenza, c'è chi decide di inventarsi una dieta del tutto personale con il rischio di non assumere le giuste quantità di principi nutritivi essenziali per la salute. Perché vegano non significa per forza sano: le bibite gassate o le patatine fritte del fast food non contengono sostanze animali, ma per mantenere un regime alimentare corretto non se ne può certo abusare.
Prima di eliminare in tutto o in parte le proteine animali è importante consultarsi con uno specialista per vedere come sostituire correttamente quei principi nutritivi. 

Ecco alcune regole base da seguire. Per prima cosa bisogna fare in modo di mangiare una grande varietà di verdure, frutta, grani, cereali e legumi, cercando di alternarli il più possibile per usufruire delle sostanze contenute in ognuno di loro. Da preferire, per esempio, sono le verdure a foglia verde e i frutti gialli e arancioni perché fonte di grandi quantità di vitamine A e C oltre che di ferro e calcio.

Alimenti e energia. Diversità tra cibo cotto e crudo

In genere la carica energetica di un cibo cotto è molto bassa rispetto a quella dello stesso cibo da crudo.
Alcune fotografie Kirlian hanno dimostrato come il campo energetico di un vegetale crudo e biologico sia nettamente più forte e uniforme rispetto allo stesso vegetale cotto e non da agricoltura biologica.
La fotografia Kirlian fu ideata nel 1939 dall’inventore russo Semyon Kirlian, il quale scoprì che un oggetto posto sopra una lastra fotografica appoggiata a una lastra di vetro conduttiva, in una camera oscura, e al quale venga applicata una corrente ad alta tensione e alta frequenza, impressionerà la lastra con il proprio effluvio elettrico che apparirà sulla lastra stessa come un alone colorato. Più ampio e vivo è il campo di energia fotografato, più «vivo» è il soggetto fotografato.
A dimostrazione di questa teoria vi sono numerose fotografie, ad esempio di mele appena raccolte dall’albero, il cui campo energetico diminuiva col passare dei giorni dopo la raccolta e ancor di più se il frutto veniva sottoposto a cottura.
Sempre a dimostrazione della superiorità del cibo crudo rispetto a quello cotto, dobbiamo ricordare le ricerche effettuate dal dottor Paul Kuschakoff, medico ricercatore a Losanna che nel 1930 scoprì come, dopo un pasto di cibi cotti, il nostro organismo sviluppa una proliferazione enorme di globuli bianchi nel plasma, chiamata «leucocitosi digestiva», una condizione comune a chi è vittima di una aggressione di organismi patogeni ed è costretto a mobilitare il proprio sistema immunitario. Gli alimenti cotti, quindi, scatenerebbero addirittura una risposta immunitaria, una condizione gravosa e faticosa per un organismo, specie se sottoposto a questo superlavoro diverse volte al giorno.

Barilla: Nasce Fondazione BCFN e lancia Protocollo Di Milano su Alimentazione

(ASCA) - Roma, 19 mar 2014 - Nasce oggi la Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition che mantiene e rafforza la propria vocazione a centro di pensiero e di proposte dall'approccio multidisciplinare, per affrontare il mondo della nutrizione e dell'alimentazione mettendolo in relazione con le tematiche a esso correlate: economia, salute, nutrizione, sociologia, ambiente. Sono tre - si legge in una nota - i nuovi, importanti membri che entrano nel CdA della Fondazione: Carlo Petrini, fondatore e Presidente di Slow Food, Paolo De Castro, Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, e Alberto Grando, Pro Rettore per lo sviluppo dell'Università Bocconi: ''Siamo fieri di avere ottenuto l'adesione di figure cosi' autorevoli all'interno della nostra Fondazione'' - afferma Guido Barilla, Presidente della Fondazione BCFN - ''Insieme a loro, e ai membri dell'Advisory Board, possiamo dare un ulteriore impulso alle azioni del BCFN con l'obiettivo di individuare soluzioni concrete per il benessere futuro delle persone, della societa' e del Pianeta''. Punto di partenza e' il Protocollo di Milano, un accordo globale sull'Alimentazione e la Nutrizione da sottoscrivere a Expo Milano 2015, presentato in occasione della V edizione del Forum on Food and Nutrition. A tal proposito, Carlo Petrini commenta: ''C'e' un elemento che mi fa riflettere: quanto e' poco sensibile la politica internazionale se un Protocollo di tale portata storica nasce su iniziativa di una Fondazione privata?

Caramelle, pane, vino: leggete bene quell’etichetta

Che la piadina con le verdure poi tanto vegetariana non fosse (la ricetta romagnola doc prevede lo strutto, ossia grasso derivato dal maiale), lo si sapeva già. Ma quanti di noi si sono messi a leggere la lista degli ingredienti dellecaramelle gommose? Sotto la criptica sigla E441 si cela la gelatina animale: chiamata anche colla di pesce, si ottiene normalmente dalla pelle o dalle ossa di maiali e altre bestie da allevamento. L’alternativa vegana? C’è e si chiamaagar-agar, prodotto ottenuto dalla lavorazione di vari tipi di alghe rosse tropicali. Utilizzata da secoli dai giapponesi, che la chiamano Kanten, ossia «cielo freddo» per il suo sapore neutro e il colore grigiastro, questa polvere si scioglie in acqua bollente, a differenza della comune gelatina cui basta la temperatura corporea.

E che dire della caseina? A voler analizzare le etichette, si scopre che questa proteina, presente principalmente nel latte, è utilizzata spesso come legante in alimenti “insospettabili” come il pane in cassetta, i cereali trasformati, le zuppe istantanee e pure la margarina. La dicitura “senza lattosio”, infatti, non significa necessariamente senza latte.

Occhio anche ai coloranti: l’E120, ossia il rosso di alcuni sciroppi alla frutta e drink da aperitivo, si ottiene essiccando e triturando il carapace di un piccolo insetto. L’alternativa sintetica si chiama E124, detto anche ponceau 4R.

Troppi formaggi e carne dopo i 50 anni pericolosi come il fumo

È il risultato di uno studio dell'italiano Valter Longo dell'Università di Davis: superata la mezza età, assumere quantità elecate di proteine animali fa aumentare di quattro volte il rischio di ammalarsi di cancro rispetto a chi ha un'alimentazione più equiibrata

ROMA - Pericoli nascosti a tavola come nelle sigarette: gli amanti di carne e formaggi che hanno superato la mezza età devono fare attenzione a quello che scelgono di mettere nel piatto, dato che un eccesso di proteine animali quadruplica, come il fumo, il rischio di morte per cancro e quasi raddoppia quello di morte per tutte le altre cause.

È questo il risultato a cui ha portato uno studio dell'italiano Valter Longo dell'Università di Davis, pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, nel quale sono state coinvolte oltre 6.300 persone dai 50 anni in su. 

Questione di età. Il problema, spiega l'esperto, è che le proteine animali della dieta aumentano un fattore di crescita, IFG-1, legato a molte malattie. Superati i 65 anni, però, è consigliabile mangiare qualche proteina in più, precisa Longo, perché a quell'età IFG-1 diminuisce e si comincia a perdere peso e ad essere più deboli.

Una dieta ad alto contenuto proteico equivale a prendere dalle proteine il 20% dell'introito calorico giornaliero: per un adulto di 60 chili significa mangiare 150 grammi di carne rossa e 100 grammi di mozzarella al giorno. Una dieta a basso contenuto proteico corrisponde a assumere meno del 10% delle calorie giornaliere da proteine. 

SE IL BAMBINO NON MANGIA LA VERDURA LA COLPA È DEI GENITORI

Franco Libero Manco

Alcuni genitori non si rendono conto quanto sia grave consentire ai loro bambini, che non amano mangiare la verdura e spesso anche la frutta,  a consumare cibi spazzatura. Non si rendono conto che alla nascita qualunque bambino è come un foglio bianco di carta assorbente  e che tutto dipende da come viene abituato fin dallo svezzamento e dall’esempio che danno a tavola loro stessi.

Se il bambino non vuole mangiare le verdure crude o cotte, ma chiede dolciumi, brioche, cioccolato, gelati, patatine fritte ecc. l’errore è dei genitori che gli hanno dato questi alimenti e che il bambino certo non conosceva. A questo si aggiunge spesso la poca attitudine dei genitori a rendere attraente e appetibile il cibo per i piccoli.

Nuova linea di prodotti per vegetariani e vegani alla COOP

Chiara Passariello

Da febbraio disponibile nel banco frigo una nuova alternativa al consumo di alimenti di origine animale

22/02/2014 - Sono sempre più numerosi gli italiani che decidono di passare ad una alimentazione vegetariana vegana, priva di alimenti derivati dalla macellazione animale la prima, ed anche di derivati animali come latte, formaggi e uova la seconda.

Secondo Eurispes i vegetariani in Italia sono circa il 4,9% della popolazione, pari a quasi tre milioni di persone, mentre l'1,1% degli italiani è vegano (dati 2013).

Per questo motivo sempre più aziende italiane decidono di investire nel settore, un giro di svariati  miliardi di euro l'anno.

Già da qualche anno il marchio Coop si è schierato a favore dell'etica e del cruelty free, adottando con una serie di azioni interne una politica “verde”, suscitando l'approvazione degli animalisti italiani. Già nel dicembre 2012 per esempio, Coop è stato il primo marchio italiano della grande distribuzione ad entrare a far parte della lista certificata delle aziende aderenti al modello europeo “Non Testato su Animali” cui faceva da garante LAV, eliminando ingredienti testati su animali dalla propria linea di cosmetici e prodotti per la persona, giocando così in largo anticipo il proprio turno in una partita che tutt'ora si sta ancora disputando in campo europeo.

Wikipedia della gastronomia Firmata Alain Ducasse & Co

Caterina Ruggi d’Aragona
Sarà come Wikipedia. Ma dedicato, totalmente, alla gastronomia. Il gruppo internet Webedia, proprietario di Fimalac (che ha acquistato di recente anche il sito di cucina «750 grammi»), ha annunciato l’altro ieri che lancerà assieme all’azienda guidata dallo chef stellato Alain Ducasse una wikipedia del gusto. Con un obiettivo dichiarato: diventare leader imponendo questo modello di abbonamento online.
L’idea è quella di creare un’università del gusto, una «Wikipedia della gastronomia». A partire da maggio, la pubblicazione online dello chef-imprenditore francese proporrà ricette di cucina per principianti ma anche per grandi chef, con informazioni sui prodotti, consigli per i produttori e i loro stabilimenti…
Il modello economico è misto: la maggior parte delle informazioni sarà gratuita. Ma, per accedere ai contenuti prodotti dai grandi chef (ricette, video), bisognerà pagare unabbonamento mensile di 5 euro. 
Questi contenuti, secondo il progetto, saranno aggiornati costantemente. Grazie al contributo di una cinquantina di chef del gruppo Ducasse, un microcosmo di 1400 impiegati che controlla 20 ristoranti nel mondo (tra cui, unico in Italia, la «Trattoria Toscana» nella tenuta La Badiola della famiglia Moretti, a Castiglione della Pescaia), organizza corsi, pubblica libri e «last but not least», sviluppa assieme all’agenzia spaziale europea il cibo per gli astronauti.

Il Pediatra sostiene che i Bambini Vegani sono meno a rischio di malattie

“L’alimentazione è il farmaco più potente da utilizzare contro le malattie e la dieta più sana è quella vegetariana o vegana”. Lo sostiene Mario Berveglieri, pediatra di base che esercita a Ferrara (Via del Commercio, 2), specialista in scienza dell’alimentazione  e in nutrizione vegetariana.
Come pediatra consiglia un regime dietetico vegetariano ai suoi piccoli pazienti?
“Quando arriva la fase dello svezzamento organizzo alcuni incontri per i genitori durante i quali mostro i risultati dei più autorevoli enti scientifici che si occupano di alimentazione. Non solo le maggiori comunità scientifiche ma anche i dati epidemiologici confermano che chi consuma un’alimetazione di tipo occidentale, quindi ricca di cereali raffinati e di prodotti di origine animale sia diretta (carne e pesce) che indiretta (uova, latte e derivati) ha maggiori possibilità, se sussiste una base genetica, di sviluppare una malattia cronica-degenerativa, da alcuni definite le ‘malattie occidentali’, come l’ipertensione, i problemi cardiovascolari, alcuni tipi di tumori come quello al colon, alla prostata, al collo dell’utero e alla mammella.  Quindi a tutte le famiglie che frequentano il mio studio propongo per i loro figli uno svezzamento di tipo vegetariano”.

Quando sai che... IL DESTINO DI UN POPOLO DIPENDE DA COSA MANGIA

Franco Libero Manco

Quando sai che il 15% della popolazione mondiale dispone dell’85% delle ricchezze naturali e mangia il 60% di tutto il cibo prodotto, mentre 50 milioni di persone (quanto le vittime della Seconda Guerra Mondiale) ogni anno muoiono di fame e di miseria e non ti ribelli a questa infamante ingiustizia, tu non sei un uomo.

Quando sai che nel mondo un miliardo e mezzo di persone percepiscono in un mese il salario di un giorno dell’ultimo manuale in Occidente, mentre ogni mucca riceve dalla comunità europea un sussidio di 2,5 dollari al giorno (il doppio di quanto dispone il 75% degli africani) e dici, “Che ci posso fare”, tu non sei un uomo.

Quando sai che tutte le malattie del mondo potrebbero essere debellate con la somma che il mondo spende in un solo giorno in armamenti militari (150 milioni di euro al minuto); che un sottomarino atomico costa quanto 4000 ambulatori medici; che i soldi spesi ogni anno solo negli Usa per curare le patologie e i danni causati da eccessi alimentari basterebbero ad eliminare la fame nel mondo e non ti senti sprofondare dalla vergogna, tu non sei un uomo.

MOPUR LA CARNE VEGETALE

In questi ultimi anni, il popolo dei vegani e vegetariani è uscito dalla sua nicchia per affermarsi sempre più non solo come stile e filosofia alimentare, ma anche come risorsa della nuova green economy. Come in ogni buona economia, l’incontro tra domanda e offerta genera nuove risorse e in queste nuove possibilità si colloca il mopur, conosciuto anche come ”carne vegetale”.

Fino ad oggi chi non mangia carne ha scelto tra le alternative possibili come seitan, tempeh o tofu.

Il mopur è un prodotto che deriva dalla lavorazione del grano e che attraverso un processo di fermentazione abbatte la presenza di glutine in esso di circa il 40%, rendendolo un prodotto altamente digeribile, oltre che gustoso. Tale è la sua consistenza che il mopur una volta lavorato può essere anche stagionato, rendendo il prodotto ulteriormente saporito e digeribile. Il tipo di lavorazione al quale è sottoposto il mopur ne rende le sue fibre simili a quelle della carne ed è per questo che viene definita “carne vegetale”.

La versatilità del prodotto permette di utilizzarlo in cucina non solo per innovative ricette, ma anche per ricette tradizionali, che con il suo inserimento al posto della carne animale, non perde in sapore e ne guadagna in leggerezza.

Indice qualità della dieta. Da ricercatori italiani un nuovo calcolo contro l'obesità

A parità di calorie assunte si può essere magri, normali o obesi. E' la qualità a fare la differenza tanto che, dopo l'indice di massa corporea (Bmi) nasce l'indice di qualità dieta (Iqd), più utile del conto delle calorie. Lo dimostra una ricerca fatta dalla sezione di fisiopatologia medica ed endocrinologia dell'università Sapienza di Roma, presentata oggi in occasione del settimo congresso regionale della Società italiana dell'obesità, in corso all'università Sapienza, a Roma. I ricercatori hanno analizzato i diari alimentari di 120 persone con abitudini molto diverse fra loro (30 vegani, 30 latto-ovo vegetariani, 30 magri onnivori e 30 obesi onnivori) e che assumevano quantità caloriche sovrapponibili ma pesi molto diversi (vegani:circa 1970 calorie al giorno con indice di massa corporea-Bmi 23,6; latto-ovo-vegetariani: 2.174 calorie per 22,9 Bmi; magri onnivori 2.020 calorie e Bmi 23,69; obesi onnivori: 2.140 calorie e 37,9 Bmi). Anche la quantità di attività fisica svolta dal campione era sovrapponibile. "A parità di calorie assunte ogni giorno vegani, vegetariani che includono latte e uova, magri onnivori e obesi onnivori, avevano pesi decisamente differenti. Questo dimostra che non è solo l'introito calorico a determinare lo sviluppo dell'obesità e del sovrappeso ma come si costruisce il menù" spiega Andrea Lenzi, ordinario di endocrinologia e direttore della sezione di fisiopatologia medica e endocrinologia, al dipartimento di medicina sperimentale della Sapienza. I ricercatori hanno così messo a punto un nuovo indicatore, 'indice di qualità dieta' - Iqd - (glicidi e zuccheri non integrali moltiplicato per i grassi saturi tutto diviso per la quantita' di fibre) che permette di individuare il menù perfetto per non ingrassare e mantenersi in salute, a prescindere dalle calorie.

Con la dieta vegana e vegetariana si cresce sani

Mamme e bimbi: con la dieta vegetariana si cresce sani. Un convegno sull'alimentazione organizzato da Oipa a Roma. Medici e scienziati concordano sul corretto sviluppo anche in gravidanza

Roma, 10 novembre 2013 - <Secondo le più autorevoli associazioni internazionali di nutrizionisti le diete vegane e latto-ovo-vegetariane ben pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei neonati, dei bambini, degli adolescenti, ne promuovono uno sviluppo normale e sono appropriate anche in gravidanza e in allattamento>.

Da queste premesse nasce il convegno organizzato dall’OIPA a Roma il prossimo 15 novembre “Mamme e figli in salute: l’importanza di un’alimentazione vegetariana” che si pone l’obiettivo di supportare con dati scientifici le sempre più numerose mamme vegetariane che non ricevono un supporto medico adeguato durante le importanti e delicate fasi della gravidanza, dell’allattamento e dello svezzamento dei loro figli.

LA BUFALA DEGLI OMEGA 3 DEL PESCE

Franco Libero Manco 

            Diversamente da quanto vanno profferendo i vari nutrizionisti televisivi, e cioè che è necessario consumare pesce per il suo contenuto di omega 3, la scienza indipendente dei più noti organismi in fatto di nutrizione, e di qualificati studiosi, conferma ogni giorno quello che noi igienisti vegani andiamo dicendo da decenni, e cioè che procurarsi l’omega 3 dal pesce invece che dai vegetali non solo è inutile ma spesso dannoso per la salute.    

            il pesce per motivi di sicurezza e gusto deve essere cotto, e la cottura denàtura gli omega 3, oltre ad inattivare gli enzimi digestivi. Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana per garantirsi l’omega 3 (come viene raccomandato dai nutrizionisti), non è sufficiente ad assicurarsi il quantitativo necessario, perchè solo alcuni tipi di pesce contengono modeste quantità di omega 3 e solo se i pesci sono selvatici o da acquicoltura con pesci che si nutrono di pesci che a loro volta mangiano alghe. Confrontando il contenuto di omega 3 dei pesci con quello presente nei vegetali troviamo che.

Considerazioni sulle combinazioni alimentari

Con questo post cerco di rispondere ad una persona che mi ha scritto per avere dei chiarimenti in merito alle esatte combinazioni alimentari di alcuni cibi.

Gli articoli che pubblico sono spesso tradotti dall'inglese: sono stati scritti da cuochi crudisti o igienisti molto conosciuti, o tratti da lettere scritte da Valdo Vaccaro, integrati con approfondimenti tratti da testi sul crudismo che ho letto. Ciò che riporto sono solo raramente miei  personali consigli, normalmente si tratta di consigli di coloro che hanno scritto gli articoli. Io li pubblico per divulgarli e spero che le informazioni possano avere una buona diffusione.

E' giusto porre l'attenzione sulla combinazione degli alimenti per non disperdere i benefici del cibo crudo durante la digestione ...

Ricordo innanzitutto che il cibo ha dei tempi di digestione che possono variare di molto e dunque è sempre bene abbinare ciò che ha tempi digestivi simili.

Per esempio il melone va mangiato preferibilmente da solo perchè si digerisce molto in fretta (circa 15 minuti) e se lo si combina con altra frutta la digestione viene rallentata causando fermentazione.

La frutta acida (limoni, arance, pompelmi...) e quella semiacida (mele, pesche, mango...) è velocemente digeribile (un'ora e mezza) e non si dovrebbe mangiare insieme alla frutta dolce e a quella secca che necessitano di circa quattro ore per essere digerite.

Tutto il gruppo relativo alla verdura (vegetables) ha tempi digestivi di non meno di due ore.
Per i legumi (categoria delle proteine) ed i grani germogliati occorrono tre ore ( in inglese sono definiti "starches", amidacei). Quattro ore per semi di sesamo, di girasole, noci, noccioline e mandorle (proteine).

Fondazione Veronesi I cibi che aiutano a crescere

Proteggiamo la salute dei nostri bambini, impariamo a mangiar bene con l'aiuto di Lucilla Titta e Marco Bianchi.

Informare i genitori e fornir loro tutti gli strumenti utili ad operare una scelta alimentare consapevole e praticabile nella quotidianità, aiutandoli a elaborare un piano alimentare sano e equilibrato per i bambini, di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Questo è l'ambizioso progetto editoriale ideato dalla Fondazione Umberto Veronesi, da Marco Bianchi, lo chef scienziato, e da Lucilla Titta, nutrizionista e ricercatrice della Fondazione Veronesi, uniti per "rivoluzionare" il modo scorretto di mangiare dei più piccoli, attraverso tanti consigli e ricette di salute e scienza.

Se è ormai scientificamente provato che "la salute vien mangiando" sono ancora tante le leggende e le false convinzioni in fatto di alimentazione soprattutto legate al mondo dell'infanzia. Questo libro aiuterà i genitori ad acquisire una nuova consapevolezza in campo nutrizionale.

La chiave per trasmettere ai bambini l'amore per la "buona" cucina è riuscire ad appassionarli al cibo divertendosi con loro nella preparazione di ricette semplici e genuine, che educhino il loro palato al "gusto della salute". Per un bambino nutrirsi significa non solo soddisfare un bisogno fisiologico, ma anche vivere un momento ricco di valenze psicologiche e relazionali. Ed è proprio qui che entra in gioco il talento di Marco Bianchi. Seguendo i consigli dello chef potrete preparare, per e con i vostri bambini, pranzi, merende e cene gustose, semplici e veloci, ricche di frutta, verdura, semi oleosi e fibre ma soprattutto cariche di salute!!

"Quando la salute è servita in tavola"

I cibi che aiutano a crescere

A marzo è uscito in libreria "I cibi che aiutano a crescere", un testo che nasce dall’esperienza dei laboratori Bimbi in Cucina Mamme in Classe, progetto di Fondazione Umberto Veronesi, nato con l’obiettivo di rieducare i piccoli, ma soprattutto le famiglie, all’importanza di una corretta alimentazione, primo elemento di prevenzione della propria salute.

Il libro, edito da Mondadori, è frutto delle competenze della Fondazione Veronesi, di ricercatori e medici di altissimo profilo che insieme desiderano fornire ai genitori gli strumenti utili a operare quotidianamente una scelta alimentare consapevole, per i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni.

Comprende capitoli dedicati all'illustrazione delle evidenze scientificheraccolte finora sui cibi che fanno male, e quelli che fanno bene, e sullacostruzione di un menù equilibrato.
E capitoli dedicati alle ricette ed a note interessanti sulle proprietà e gli utilizzi di molti alimenti, e molte strategie per migliorare con serenità l'alimentazione della famiglia.

Insomma: perché e come mangiare sano con i bambini.

Ne volete un assaggio?
Eccolo: abbiamo chiacchierato un po' con Marco Bianchi, divulgatore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, autore del libro insieme a Lucilla Titta, nutrizionista ricercatrice della Fondazione Veronesi. E ve ne anticipiamo una ricetta. 

Gravidanza vegan

Alimentazione vegan in Gravidanza

È possibile (per chi lo desidera) continuare a mangiare vegan per tutta la gravidanza? (i vegani sono vegetariani che non includono nella dieta alimenti di origine animale come uova, latte e derivati)
Ci sono regole ed accorgimenti alimentari che ci provengono da questa dieta valide ed utili per la salute di tutte le donne durante la gestazione?

Caterina ci porta ad esplorare, insieme ad un'esperta, questa possibilità, spesso ingiustamente demonizzata.

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Ci sono momenti della vita in cui donne ed uomini che hanno scelto uno stile di vita vegan sono più che mai messi sotto pressione, dal mondo medico e dalla società in generale.

Indubbiamente la gravidanza è uno di questi momenti. 
È già un’epoca della vita in cui la donna, la coppia, si trovano ad interrogarsi profondamente sulle proprie scelte, in più spesso queste vengono ulteriormente messe in discussione dall’esterno, tanto che la cosa che mi sentivo chiedere più spesso durante l’attesa non era come io stessi, ma … “Ora dovrai mangiare normalmente …. VERO ?!?!”.
Che poi quel "normalmente" potrebbe pure risultare preoccupante ... 
Invece no. Se lo si desidera, avere una gravidanza mangiando vegan, si può.

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