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La vita sta cambiando pelle

Alimentazione

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Alimentazione

Diminuisce il consumo di frutta e verdura sulle tavole degli italiani

Negli ultimi 15 anni sono scesi i consumi, sebbene un sondaggio rilevi come le famiglie siano convinte di acquistarne di più. I pasti destrutturati hanno contribuito a ridurre gli sprechi

I consumi di frutta e verdura negli ultimi 15 anni sono crollati: ogni famiglia ne acquista 130 kg in meno nell’anno, anche se una recente indagine SG Marketing evidenzia come sia convinta di portarne a casa molto più che in passato. La crisi ha cambiato il quotidiano di tante famiglie, i pasti si sono via via destrutturati, le quantità sono state razionalizzate e gli sprechi ridotti. Anche se il cibo è tornato al centro dell’interesse, vuoi per gli innumerevoli programmi televisivi vuoi per il numero crescente di community dedicate, senza dimenticare gli 8 milioni di italiani che consumano vegetariano.

Già, perché si consumano meno carne e meno carboidrati, preferendogli frutta, verdura e legumi, ma in quantità inferiori al passato. L'Organizzazione mondiale della sanità stima che in più della metà dei Paesi europei il consumo di frutta e verdura sia inferiore a 400 grammi al giorno, mentre in un terzo sia inferiore a 300 grammi. Le analisi dell'Efsa sulla base di sondaggi nazionali suggeriscono che la quantità raccomandata è raggiunta solo in 4 dei Stati membri dell’Ue. Tra i luoghi scelti per l’acquisto c’è la grande distribuzione (65,7 per cento), i supermercati in particolare (41,8 per cento), ma fanno eccezione il Sud e le isole, dove la preferenza è ancora oggi accordata al fruttivendolo (38,6 per cento).

COCA COLA, ECCO COSA ACCADE AL NOSTRO CORPO: 6 EFFETTI IN 60 MINUTI

Coca Cola

Cosa accade al nostro corpo dopo aver bevuto una lattina di Coca Cola? A spiegarlo nel dettaglio è stato il farmacista Niraj Naik, che sul proprio blog ha reso noto uno studio sulle reazioni che la più famosa bevanda del mondo scatena nell'organismo.

“In realtà ho scoperto che un fattore scatenante per molte malattie diffuse in occidente come l'obesità, le malattie cardiache e il diabete potrebbe essere strettamente legato al consumo di una particolare sostanza presente in molti alimenti trasformati e in bevande - il fruttosio sotto forma di sciroppo di fruttosio” spiega Naik.

Lo sciroppo di fruttosio si trova nei piatti pronti, nei dolci e nelle bevande gassate ma non tutti sanno quanto sia dannoso. Lo sciroppo di fruttosio, spiega il farmacista, è metabolizzato solo dal fegato ed è molto simile all'etanolo.

E la Coca Cola? Rivela Naik che quando ne buttiamo giù una lattina il nostro corpo reagisce in un modo molto particolare. E la stessa cosa accade per le bevande simili:

Nei primi 10 minuti: dopo i primi 10 minuti qualcosa come 10 cucchiaini di zucchero (il 100% della dose giornaliera raccomandata) vengono assunti dal nostro organismo. Non si vomita immediatamente perché l'acido fosforico ne altera il sapore.

20 minuti dopo: la glicemia schizza in alto causando un massiccia produzione di insulina. Il fegato risponde trasformando tutto lo zucchero possibile in grasso.

Rivoluzione a tavola: gli italiani spendono più per frutta e verdura che per carne

I dati Istat: 99,5 euro a mese, contro 97. È la prima volta. Coldiretti: "Epocale"


ROMA - Svolta nelle abitudini alimentare degli italiani: per la prima volta la spesa per frutta e verdura sorpassa quella della carne. Lo rileva la Coldiretti in occasione della 'Festa della frutta e della verdura' a Expo. L'associazione che riunisce gli agricoltori italiani parla di una "rivoluzione epocale" per le tavole nazionali, che non era mai avvenuta in questo secolo.

La spesa degli italiani per gli acquisti di frutta e verdura rappresenta il 23% del budget delle famiglie per il cibo, per un importo di 99,5 euro al mese, contro i 97 euro della carne (22%). L'analisi di Coldiretti si basa su dati Istat. "E' in atto a livello globale una tendenza al riconoscimento del valore alimentare della frutta e verdura alla quale dobbiamo saper dare una risposta concreta - ha sottolineato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo -. L'Italia ha il primato europeo nella produzione che genera un fatturato di 13 miliardi, con 236.240 aziende che producono frutta, 121.521 che producono ortaggi, 79.589 patate e 35.426 legumi secchi".

Cosa mangeremo nel futuro? Nel 2050, cosa troveremo sulle nostre tavole?

Un futuro con poca acqua e sempre meno risorse naturali: da queste premesse hanno iniziato a ragionare gli esperti e attivisti riuniti a Chicago per il convegno Future Food 2050. Tra le nuove idee, cibo ad hoc elaborato in 3d, la nutrizione di precisione e il manzo in provetta

di PAOLO PONTONIERE

GLI ESPERTI delle Nazioni Unite prevedono che entro il 2100 la popolazione mondiale avrà superato la soglia dei dodici miliardi persone. Le risorse naturali che già oggi scarseggiano, come l'acqua che per oltre un miliardo di persone è già una rarità, si saranno quasi del tutto esaurite. La desertificazione avrà fatto passi da gigante sulla West Coast e nel Midwest statunitense e lungo il confine messicano. Le peschiere mondiali che sono già allo stremo si saranno quasi del tutto esaurite e l'aria sarà notevolmente più tossica di quella che respiriamo adesso, particolarmente nei paesi emergenti, mentre il tasso di obesità della popolazione - dovuto prevalentemente alla proliferazione di cibi sintetici - avrà raggiunto livelli stratosferici. In altre parole ci stiamo divorando il futuro. Soprattutto a causa del nostro super-consumismo.

Immaginare come sfamare così tante persone, nelle condizioni che si prospettano, è probabilmente la sfida maggiore con la quale l'umanità dovrà confrontarsi nel prossimo futuro. E mentre preservare, riusare, riciclare e ridurre i consumi sono misure che possono contribuire a evitare questo scenario apocalittico, in assenza di alternative al corrente modello di sviluppo economico, diventano solo palliativi che dilazionano nel tempo il disastro ecologico-alimentare verso il quale stiamo procedendo a tutta birra.

87% dei polli del supermercato sono pieni di antibiotici!

Le condizioni di vita pietose in cui vivono gli animali da allevamento, che non possono muoversi incastrati in gabbie metalliche circondati da escrementi e mangime pieno di ormoni che li fanno crescere velocemente, li porta a sviluppare malattie, per questo ricevono dosi massicce di antibiotici.

TERRIBILI CONDIZIONI DI VITA CHE L’UOMO STA CAUSANDO

Provate a immaginare di passare la vostra vita in piedi su una mattonella: questo è ciò che accade alle galline da carne e ovaiole nel nostro paese, in Europa, in nord Africa. Lo spazio a loro disposizione è di 450 centimetri quadrati, corrispondente all’area di un foglio A4. Come se non bastasse, per evitare che si mangino a vicenda, con una pinza viene tagliato loro il becco, vengono bruciati i tendini delle ali e inferte altre mutilazioni utili alla produzione. A loro, sottoposti a un’alimentazione forzata, non è mai concesso il riposo, dato che vivono sotto la luce accesa 24 ore su 24.

MANGIME CON ESCREMENTI E OLIO ESAUSTO

Impressionante è poi scoprire che la loro alimentazione è costituita pasti fatti coi loro stessi escrementi, con scarti alimentari e residui d’ogni genere, perché – contrariamente alle normative per i bovini – i mangimi per pollame e tacchini possono contenere fino al 30% di farine di carne e di pesce, olio esausto di motori, grassi di origine animale, proteine animali derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe, dalle piume dei pulcini precedentemente soppressi. Il restante 70% del mangime è costituito da mais e soia, generalmente diproduzione transgenica in quanto meno costosa: questi mangimi, prodotti in Italia da due o tre aziende, hanno delle formule top-secret e quindi possono contenere di tutto e di più.

Alimentazione Vegan e la Vitamina B12

Franco Libero Manco

La scelta vegan è per gente avveduta, informata e responsabile, consapevole che qualunque imperfezione sul lato fisico mette in cattiva luce la nostra causa. L’alimentazione vegan è la sola confacente all’essere umano, progettato dalla natura a nutrirsi di vegetali, ma richiede conoscenza dei principi nutritivi di cui ha bisogno il nostro organismo. Purtroppo succede che anche chi si nutre di sole patate è considerato vegan.

Probabilmente le generazioni che ci hanno preceduti non avevano questo problema perché consumavano gli alimenti vegetali al loro stato naturale: l’eccessiva igiene attuale uccide i batteri, fonte primaria di tale vitamina.

La carenza di B12 si può manifestare dopo molti mesi o molti anni, a seguito di una rigorosa alimentazione protratta per un tempo più o meno variabile, a seconda delle condizioni fisiche del soggetto. Molto dipende anche dal cosiddetto fattore intrinseco (che varia a seconda delle condizioni intestinali di ognuno) che favorisce l'assorbimento del ferro e ella vitamina B12 dal cibo. I fattori che possono provocare carenza di questo fattore sono l'alcolismo, gastriti e, in generale, danni alla mucosa gastrica.

QUELLO CHE I NUTRIZIONISTI TELEVISIVI NON DICONO SUL PESCE

Franco Libero Manco

Secondo una prassi ormai consolidata, quando in televisione si parla di alimentazione i nutrizionisti dicono ciò che la gente vuol sentirsi dire, celando volutamente gli aspetti negativi di certi prodotti che infastidirebbe un pubblico che vuole avere buone notizie sulla sua cattiva condotta e che probabilmente cambierebbe programma. Non v’è rubrica di cucina in cui non si raccomanda di consumare il pesce almeno due volte a settimana per garantire al nostro organismo il famigerato Omega 3. Ma i nutrizionisti dimenticano di dire che:

- solo alcuni tipi di pesce contengono modeste quantità di Omega 3 e solo se i pesci sono selvatici e si nutrono di pesci che a loro volta mangiano alghe da dove traggono l’Omega 3;

- se fosse necessario consumare pesce per assicurarsi l’Omega 3, coloro che non ne fanno uso, come i vegani, dovrebbero accusare carenze, invece godono ottima salute dal momento l’Omega 3 nel mondo vegetale è molto più abbondantemente del mondo animale (vedi tabella);

- il pesce è sostanza altamente putrescibile e un alimento è tanto meno ricco di nutrienti quanto più rapido è il suo processo di putrefazione: basta lasciarlo per qualche tempo fuori dal frigo per rendersi conto del fetore, che serve proprio a tenerci lontani da certi prodotti;

- i pesci contengono grassi saturi in quantità maggiore della stessa carne e fa ingrassare allo stesso modo della carne di maiale;

- il pesce spesso contiene mercurio, piombo, cadmio, inquinanti dei rifiuti industriali;

Usa: in tre anni via tutti i grassi idrogenati


La FDA americana si è pronunciata ufficialmente: entro tre anni dovranno sparire da tutti i prodotti alimentari in commercio negli Usa i grassi idrogenati, come per esempio la margarina, che anche nel nostro Paese è presente in vari preparati industriali.

di Eva Perasso


«Senza alcuna traccia di grassi idrogenati» diventerà presto la norma sui prodotti alimentari venduti negli Stati Uniti d'America. La FDA, Food and Drug Administration martedì 16 giugno 2015 ha ufficialmente dichiarato che questi grassi presenti in molti alimenti industriali non sono sani per la salute e che dal dovranno sparire da negozi e supermercati. O meglio: per usarli nella produzione le aziende dovranno d'ora in avanti chiedere il permesso, per vederselo poi probabilmente negare con molto probabilità.

Economici ma nocivi

La dieta mima-digiuno: cinque giorni ogni 3-6 mesi e si vive 10 anni in più

Poche proteine e zero zuccheri hanno portato i topi di laboratorio a vivere l’11 per cento di tempo in più. Le stime per l’uomo sono di una decina d’anni in salute migliore

di Giovanni Caprara

C’è una forma particolare di digiuno che può difenderci dalle malattie e rallentare l’invecchiamento, allungando la vita. Il risultato non arriva da un magico elisir ma è l’ultimo passo di una ricerca che da cinque anni mobilita un folto gruppo di scienziati sotto la guida di Valter Longo, direttore dell’Istituto di longevità dellaUniversity of Southern California dove insegna, e direttore del programma di ricerca “Oncologia & longevità” all’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano.

Cinque giorni ogni 3-6 mesi

Convegno venerdì 5 giugno ore 20.30 – Sala Verdi – StarHotels du Parc di Parma, Diete vegetariane – Latto-ovo e vegane

Convegno venerdì 5 giugno ore 20.30 – Sala Verdi – StarHotels du Parc

Diete vegetariane – Latto-ovo e vegane

Venerdì 5 Giugno, alle 20.30 presso la sala Verdi dello StarHotel du Parc (ingresso libero) si terrà una conferenza che affronterà il tema delle diete vegetariane, sia latto-ovo che totalmente vegetariane o vegane, e i relativi aspetti salutistici nell'adulto e nel bambino. Tra i relatori della serata esponenti di spicco della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, associazione autorevole impegnata nella ricerca e divulgazione delle più attuali conoscenze scientifiche concernenti i vantaggi per l'ambiente, la natura e la salute umana delle diete basate su cibi vegetali.

A rappresentare SSNV saranno la Presidente, dottoressa Luciana Baroni, e il pediatra Mario Berveglieri. Moderatore della serata il Prof. Maurizio Battino, docente di Biochimica e della Scuola di Specializzazione in Scienza dell'Alimentazione presso l'Università Politecnica delle Marche, ateneo tra i migliori in Italia, che ha istituito diversi Master Universitari on-line in alimentazione, tra cui un Master che si occupa proprio di Alimentazione e Dietetica Vegetariana con lo scopo di fornire conoscenze per un'adeguata comprensione dei principi teorici e pratici che stanno alla base dell'alimentazione veg in tutte le sue varianti, nonché delle sue implicazioni cliniche nella prevenzione e nel trattamento delle principali patologie cronico-degenerative.

CIBO E PSICHE

Annamaria Manzoni

Se il veganesimo sia progetto di vita, splendida utopia, o solo atto di disperata denuncia è la nostra mente a pensarlo e saranno i giorni di un lontano futuro a decretarlo.

Di certo l’ideale di un mondo nuovo, capace di vedere tutti gli animali affrancati dall’asservimento e dal dolore, non può che incentrarsi prima di tutto e sopra tutto sul cibo: perché è intorno ad esso che si accumula la massima parte del  nostro personale e diretto apporto alla grande questione degli animali. Animali che mangiamo, disinteressandoci del prezzo di sofferenza che imponiamo loro, minimizzandolo o negandolo, se mai giustificandolo come imprescindibile, sempre assolvendoci. Anime belle quali siamo, al di là delle tante parole di amore per gli animali, a tavola diventiamo tanto spesso corresponsabili di una crudeltà da cui pure ci affermiamo e ci consideriamo lontani anni luce.

Focalizzando  il problema della violenza sugli animali non umani sul “mangiar carne”, si va diritti al cuore della questione perché grandissima parte di tale violenza non è agita da persone sadiche e malvagie, ma è consentita e supportata da quelle “normali”, per bene, che con il proprio stile di vita, e quindi anche la propria alimentazione, sono la causa del martirio quotidiano di uno sconfinato numero di loro. Il  mangiar carne è chiaro esempio di quella banalità del male,  che proprio in quanto banale viene accettata nella sua pretesa normalità, disconosciuta nella sua portata e nelle sue conseguenze. 

Cina, Festival di Yulin: “Ogni anno macellati e mangiati 10 mila cani”

Come ogni anno il 21 giugno nella città, 5 milioni e mezzo di abitanti, si celebra la festa a base di carne del migliore amico dell'uomo. Molti degli animali che vengono portati al macello non sono sottoposti a controlli sanitari: secondo il ministero della sanità, nel paese ogni anno muoiono tra le due e le tremila persone per aver contratto il virus della rabbia. World Animal Protection: "Ogni anno uccisi 25 milioni di esemplari"

“Ma è vero che in Cina mangiano carne di cane?”. Una domanda comune, sopratutto in questo periodo dell’anno. Con il solstizio d’estate si avvicina il Festival di Yulin che da noi potrebbe tranquillamente andare sotto il nome di sagra della carne di cane. Il 21 giugno di ogni anno, in questa metropoli di 5 milioni e mezzo di abitanti, vengono macellati, circa 10mila cani. “Mangiare carne di cane è un’abitudine alimentare che si riscontra in alcune parti della Cina e in altri paesi asiatici come il Vietnam e la Corea –  ci spiega Mary Peng che gestisce la Clinica veterinaria internazionale di Pechino (Icvs) – ma il progresso sociale farà in modo che scompaia, perché mangiare cani non si addice a una civiltà moderna”. E infatti è già stato proibito a Taiwan, nelleFilippine, a Singapore e a Hong Kong.

Storicamente in Cina il cane ha subito alterne fortune. Dati archeologici fanno risalire al primo millennio avanti Cristo i primibanchetti a base di carne di cane, ma già nell’ottavo secolo d.C. i cani di razza pechinese erano un vero e proprio status symbol. Solo chi viveva all’interno del palazzo imperiale dell’antica capitale poteva allevarli e curarli. Se qualcun altro fosse stato trovato in possesso di un pechinese, le guardie imperiali non avrebbero esitato a condannarlo a morte.

ADDITIVI E CONSERVANTI NEL CIBO

Franco Libero Manco 

            Gli additivi dei cibi sono sostanze tossiche, nocive per l’organismo: deprimono il sistema immunitario e lo predispongono a moltissime patologie; impoveriscono il valore nutrizionale degli alimenti, accelerano l’invecchiamento organico, abbassano il pH del sangue favorendo l’insorgenza di patologie come il cancro, il diabete, cardiopatie, allergie ecc. Bisognerebbe consumare un quantitativo circa venti volte superiore per avere gli stessi nutrienti di un cibo biologico: un cibo trattato, conservato, incellofanato ecc. blocca l’assimilazione di quell'esigua quantità di nutrienti contenuta. Saziarsi non equivale a nutrirsi e le nostre cellule restano affamate di nutrienti indispensabili: questo porta a squilibri, deficit immunitario, scarsa resistenza alle infezioni, predisposizione alle malattie.

In genere negli alimenti trattati vengono aggiunte circa 1500 diverse sostanze chimiche, che non è obbligatorio menzionare sulle etichette; sostanze appetizzanti, che generano dipendenza in modo da dover ingerire quantitativi sempre maggiori di quell’alimento, per non soffrire di mal di testa, irritabilità, nausea, depressione, ansia ecc. finché non si torna a consumare quel prodotto.

Farmageddon, libro inchiesta sul 'vero prezzo della carne economica'. Il libro per EXPO 2015

Farmageddon

Scritto da Philip Lymbery, direttore di Ciwf International, insieme a Isabel Oakeshott, giornalista del Sunday Times, e frutto di un viaggio di tre anni in diversi paesi per indagare gli impatti degli allevamenti intensivi. Il libro per EXPO 2015!

Roma, 24 feb. (AdnKronos) - "Anche l'Italia ha il suo 'Farmageddon': circa 800 milioni di animali vengono allevati ogni anno per produrre cibo, a loro sono destinati il 71% degli antibiotici venduti nel nostro Paese, e solo gli allevamenti di suini, ogni giorno, producono 52mila tonnellate di letame, potenzialmente nocivo per l'ambiente". Lo rivela Ciwf in occasione dell'uscita in Italia di 'Farmageddon', il libro inchiesta scritto da Philip Lymbery, direttore di Ciwf International, insieme a Isabel Oakeshott, giornalista del Sunday Times, frutto di un viaggio di tre anni in diversi paesi tra cui Cina, Perù, Argentina, Stati Uniti e Francia, per indagare gli impatti degli allevamenti intensivi. 

"Con Farmageddon - afferma Philip Lymbery - ho tolto il velo ad un sistema che fa sì che le persone finiscano per nutrire i loro figli con cibo malsano, che depaupera la natura della vita selvatica e spreca grandi quantità di cibo". Per Lymbery, però, "cambiare è ancora possibile e tutti possiamo essere parte della soluzione. I governi, ad esempio, possono decidere di supportare una produzione che riporti gli animali nelle fattorie invece che rinchiuderli negli allevamenti intensivi" mentre i consumatori "possono fare la differenza per ben tre volte al giorno, ad ogni pasto, tramite l'acquisto di prodotti derivati da animali cresciuti nei pascoli, all'aperto". 

Ministro Martina da internare: Latte nelle scuole. Educazione alimentare fin dall'infanzia

Il ministro Martina ha annunciato la realizzazione del progetto “Latte nelle scuole” nel 2016, con l'obiettivo di educare i bambini ad una sana alimentazione, e di valorizzare un prodotto fondamentale per la nutrizione. Martina: «È necessario invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo»
 
In attesa della riunione convocata per l’11 febbraio, a Roma, con i rappresentanti del mondo agricolo e industriale della filiera lattiero casearia italiana e delle regioni interessate il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato l’attuazione dell’operazione “Latte nelle scuole” nel 2016, sottolineando l’importanza di trasmettere una sana educazione alimentare a partire proprio dall’ambiente scoltastico.

«È necessario - sostiene Martina - invertire la tendenza che vede i consumi di latte e formaggi in calo nel nostro Paese. Nelle prossime settimane partirà una campagna di comunicazione istituzionale sulla qualità dei nostri prodotti, per far crescere la conoscenza delle qualità nutrizionali del latte italiano. Allo stesso tempo vogliamo fare un'operazione forte di educazione alimentare e abbiamo già previsto di avviare il progetto “Latte nelle scuole” nel 2016, perché è importante che i nostri bambini conoscano e consumino di più questo prodotto fondamentale dal punto di vista nutrizionale».

«Con il programma “Latte nelle scuole” - dichiara Maurizio Martina all’Ansa - potremo raggiungere più di un milione di bambini e le loro famiglie, insieme a una campagna di comunicazione mirata che punti sulla qualità dei nostri prodotti»; senza contare che un simile programma di alimentazione aiuterebbe a contrastare il dilagare dell’obesità infantile, che solo in Italia colpisce un bambino su quattro.

CARNE, CIBO INCOMPATIBILE CON LA NATURA UMANA

Franco Libero Manco

 

A mio avviso, sotto l’aspetto nutrizionale l’attuale dieta dei paesi occidentali è da considerarsi da suicidio. Rispetto a 50 anni fa il consumo di sale è aumentato di 15 volte, quello di zucchero di 10 volte, le proteine 8 volte, i grassi 7 volte, mentre il consumo di fibra è diminuito di 5 volte. Dal 1920 ad oggi il consumo di carne è aumentato di quasi 10 volte e di conseguenza i grassi saturi dannosi per la salute. Temo che se la popolazione non prende coscienza dell’importanza di cui usa nutrirsi tenderà fatalmente all’estinzione. Infatti nessuna precedente generazione è stata più intossicata e ammalata dell’attuale, e la prospettiva è che le cose andranno peggiorando: La causa va ricercata nel bombardamento mediatico a favore del consumo dei cosiddetti cibi spazzatura e nel disinteresse di gran parte della popolazione alla tutela della propria salute.

I nutrizionisti di Harvard eliminano latte e derivati dalla guida per l’alimentazione sana

Gli esperti di nutrizione della Harvard University hanno eliminato latte e latticini dalla loro guida per un’alimentazione sana Healthy Eating Plate, che si basa “esclusivamente sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili e non è stato sottoposta ad alcuna pressione politica o commerciale dalle lobby dell’industria alimentare”.

L’invito degli scienziati è quello di “moderare il consumo di latte o di altri prodotti lattiero-caseari a massimo 1-2 porzioni al giorno”, con benefici soprattutto per i bambini. Per gli adulti, invece, consumarli non è essenziale, per una serie di motivi.

Per la Healthy Eating Plate, anzi, bisognerebbe sostituire al latte l’acqua potabile durante i pasti. Gli esperti di nutrizione sottolineano, infatti, che a causa dell’alto livello di grassi saturi, il latte e i derivati sono diventati un alimento che sarebbe meglio evitare. E tra i danni che potrebbe causare alla salute delle persone, si annoverano il rischio di cancro della prostata e cancro ovarico. E proprio uno studio dell’Università di Harvard afferma che il latte pastorizzato prodotto a livello industriale è associato nel causare tumori ormoni-dipendenti a causa della mungitura della mucca per tutta la sua gravidanza.

Sale iodato? Veleno!

Come tutti, abbiamo sempre assistito alla raccomandazione di utilizzare il sale iodato, per prevenire tutti i disturbi, ad iniziare da quelli tiroidei, imputabili alla mancanza di iodio. Ma c’è chi sostiene che, alla luce dell’elevato

consumo di sale che viene fatto nel nostro paese, assumere sempre sale iodato porterebbe ad un’assunzione eccessiva.

Il boom dei vegani in Italia

Niente carne, niente uova, solo cibi "etici". E anche medicinali su misura. Sono ormai 700 mila nel nostro paese, un fenomeno in costante crescita

di MICHELE BOCCI

NON è solo una questione di dieta. Chi decide di diventare vegano cambia le sue abitudini anche quando si tratta di comprare un giubbotto oppure curarsi. In Italia ci sono tra le 400 e le 700mila persone che hanno fatto questa scelta e il loro numero aumenta a un ritmo del 10-15% all'anno. Si tratta di consumatori, molto consapevoli ed esigenti, ma pur sempre consumatori. E così chi gestisce una tipologia di esercizio commerciale tra i più attenti ad intercettare le esigenze di chi compra sta pensando a loro. Sono già conclusi infatti i primi corsi per farmacisti che vogliono diventare vegano, ma anche vegetariano, friendly , cioè in grado di dare suggerimenti a chi sceglie non solo di non mangiare animali ma anche di non consumare prodotti che prevedano il loro sfruttamento. Il mercato c'è, e sempre più dottori farmacisti chiedono di fare la formazione necessaria ad ottenere l'attestato che assicura questo tipo di clienti.

La fuga dall’olio di palma anche Coop ed Esselunga aderiscono all’appello di eliminare il grasso tropicale. Svolta nel 2015

La fuga dall’olio di palma è iniziata e il prossimo anno dovrebbe esserci una svolta decisiva. La campagna e lapetizione su Change.org portata avanti da Il Fatto Alimentare insieme a Great Italian Food Trade ha raccolto oltre 71 mila firme e già prodotto importanti risultati. La catena di supermercati Coop (che già non utilizza il grasso di palma in 25 prodotti per neonati e bambini oltre agli alimenti biologici della linea “Vivi Verde”), ha annunciato un’ulteriore riduzione dell’impiego e lascia intendere che ci saranno ” importanti novità nel  2015″.  Ikea ha comunicato di  essere impegnata a togliere l’olio di palma dai prodotti alimentari a partire dal dicembre 2015. Anche la catena di supermercati Ld market e Md discount  ha in programma durante il prossimo anno di togliere questo grasso in buona parte dei biscotti e dei prodotti da forno. Pochi giorni fa è arrivata una comunicazione della catena di supermercati Esselunga che ha scelto di  abbandonare l’olio di palma “preoccupata della salute dei clienti“.

 

Antibiotici negli allevamenti: sono necessarie regole severe per evitare la diffusione di batteri resistenti e patogeni per l’uomo

Nelle scorse settimane l’Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (Beuc) ha lanciato una campagna per il corretto uso degli antibiotici negli allevamenti. L’iniziativa intende spingere le autorità dell’Unione a stabilire regole più strette sull’impiego di questi farmaci in ambito veterinario, sulla scorta dei dati allarmanti che fotografano la crescente diffusione di batteri resistenti, patogeni anche per l’uomo. Ogni anno in Europa 25.000 persone muoiono a causa di infezioni che non rispondono più agli antibiotici, e fino a qualche anno fa erano guaribili. I test condotti dalle associazioni dei consumatori mostrano che, in diversi paesi, la presenza di superbatteri nella carne è la norma più che l’eccezione.

In Italia la situazione è più critica che altrove: Altroconsumo ha trovato che l’84 per cento dei petti di pollo acquistati a Milano e Roma è contaminato da enterobatteri resistenti (leggi articolo). Mentre un rapporto dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), pubblicato a ottobre, ci colloca al secondo posto nella classifica dei Paesi che usano più antibiotici negli allevamenti: ci batte solo Cipro. 


Il Beuc suggerisce di evitare l’uso di antibiotici come profilassi. Meglio usarli sul singolo in caso di necessità.

CIBO ED EVOLUZIONE UMANA

Franco Libero Manco 

L’entità umana sembra costituita fondamentalmente da corpo, mente, coscienza e spirito. Ogni azione è sempre preceduta da un pensiero mai disgiunto dalla coscienza e questa dalla dimensione spirituale. Se ne deduce che la scelta di un determinato modo di comportarsi e di alimentarsi caratterizza il tipo di intelligenza e la sensibilità dell’individuo.

Diceva la nota scrittrice francese, Simone Weil: “La compassione è un miracolo più grande del camminare sulle acque”. E in effetti è la più alta e qualificante espressione del genere umano: è il frutto dell’evoluzione morale, civile e spirituale di un individuo: conquista che si manifesta nella capacità di condividere la condizione dell’altro e quindi di non nuocere.

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