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La vita sta cambiando pelle

Racconti

PIOVE

Pensavo di aver dormito una notte intera e invece eran solo poche ore.
Fuori è buio pesto, piove, piove a dirotto, con tuoni e lampi che squarciano il cielo... la luce entra all'improvviso dalle piccole finestre senza scuri come un grido.
George Eliot come lettura. Un libro trovato per caso.

Di notte, si vaga col pensiero tra il futuro e il passato... cosa fare della quotidianità della vita che rimane Mr Woods... Non so. Poco forse, dipende che vorrà il destino che io compia... cosa mai ancora mi riserverà. La vita è piena di sorprendenti incontri... improvvisi.
Dal 13 agosto ho con me qualcosa di nuovo con cui convivere.

Ricordo i pensieri di fanciullo, di ragazzo... mi rivedo bimbo di campagna... una vita alla spalle, inconsapevole quasi... e le mie bimbe piccole così dolci, affettuose, buffe... discrete, non piangevano mai... amavano la vita allora come ora da splendide adulte. Uno squartamento, una vivisezione la separazione da loro.
Isolato in questa baita in cima alla montagna sulla Valvona dove la strada finisce, di fronte al Molinatico, come Terzani di fronte all'Himalaya... ah, ah, ah...

Qualcosa presto, molto presto accadrà. Un nuovo ciclo della mia vita si aprirà.
Resto qui in attesa che la sorte decida il mio nuovo percorso. Dopo le migrazioni, le lotte di dignità, per valori calpestati... ; battaglie per l'affermazione del nuovo sull'obsoleto.Per l'alimentazione vegana. Per ripristinare culture vilipese. Per il costituente oppresso dalle carogne feroci del costituito. Tutti servi e ripiegati alle regole di un finto mercato... una bisca per gonzi... gestita dai politici del consociativismo che si spartiscono clientele, affari e privilegi mentre si riproducono vite di scarto.
E sarà un altro ciclo, chissà di che genere, ma pieno, intenso, prima di evaporare.

Gaggia e Rosmarino


Alla ricerca di un nuovo linguaggio e una serenità perduta

Il giorno di Pasquetta, nel primo pomeriggio, il sole dolce e una lieve brezza mi accompagnavano sul Lungo Parma e poi in via Varese sull'altra sponda del fiume tra ippocastani e gaggie fioriti... il profumo dei tigli. Camminavo isolato e assorto... preso da quella prorompente natura, dai colori carichi di luce, che si rivelava. Aspettavo la chiamata di una voce amata... riflettevo sul profondo desiderio di un sogno atteso nel mio lavoro. La ricerca di una serenità perduta. Considerazioni sul quotidiano mio disfarsi... l'immersione in un divenire ignoto... ipotesi, proiezioni... il vuoto... dare spazio alla curiosità della scoperta, ritrovare la cultura del viaggio... andare dove? Senza meta nei luoghi semplici, della natura... delle arti... gustarsi i profumi di nuovi ambienti... nei Paesi dove puoi partecipare a progetti e sentirti ancora utile. Voglia di viaggiare nel mare del nord tra i fiordi nelle notti bianche e gli intensi colori riflessi nel cristallo.

Sogni, immaginario, passato... sempre più presente. Pensavo, basterebbe poco... Meditavo sulla mia voglia di cambiamento, sulla mia scrittura... il tempo dedicato alla comunicazione del pensiero libero, idealista, dei valori sociali. Il pensiero libero è cultura individuale prima ancora che editoriale. Non manca la libertà, ma le condizioni per il suo divenire. Il pensiero di fazione è dominante: lo si è voluto! Solo quello è remunerato.
Viviamo sempre più in una deresponsabilizzazione incosciente delle persone sul processo e sullo scopo finale... hanno abdicato se stessi al risultato economico da usare nel dopolavoro, una cultura demenziale... una società di ammalati cronici e psicofarco dipendenti.
 

“CRISTI POLVERIZZATI” A PASQUA

"... non facciamo confusioni tra il niente e il vuoto, il niente non può essere neppure riempito. Luigi Di Ruscio

Sono a casa un po' costipato. Che ne so perché? Il sabato mattina mi alzo e sento subito un fastidio alla gola dopo aver innaffiato l'insalata che ho piantato nella vaschetta alla finestra. Sì l'insalata al posto dei fiori. Una volta anche le case di città avevano i loro orti. Così come nella germogliera faccio crescere i germogli di atsuki verdi. Qualcosa di fresco, di appena colto e non conservato da mettere in tavola.
Non esco, rimango in casa. Qualcosa di caldo. La mia solita acqua e limone a digiuno del mattino. Ma qualcosa non va!
Mi metto al computer e poi faccio colazione con frutta. Peggiora la gola... capisco subito che sarà una bella Pasqua e Pasquetta. Anche ai vegani capita!!! Non sono immuni.

QUALCOSA DI CALDO

In tarda mattinata camminavo per la città. Ero diretto in un negozio. Mi ferma un ragazzo di colore che non avevo mai visto prima. Non era uno di quelli che lo fa per mestiere... che ritrovi qua e là. Mi chiede:
-Ho freddo, mi dai qualche soldo che mi prendo qualcosa di caldo?
Rispondo camminando
-"Non ho niente con me!"
E continuavo con il mio passo spedito... ma per strada ripensavo perché hai risposto così?
Al ritorno dal negozio lo rivedevo all'incrocio del semaforo intento ad attraversare. Gli metto la mano sulle spalle e gli dico:
-Ehi, andiamo a prenderci qualcosa di caldo. Hai ragione fa molto freddo"

Io mi chiedo se sia giusto che vi siano persone costrette a chiedere qualcosa di caldo. Cosa non va della nostra società?
Io non mi domando sulla ricchezza dei ricchi, non mi interessa... Ho altri obiettivi... possibile ridurre la vita solo a un successo economico? L'unico parametro di valutazione sociale? C'è chi ha abilità e chi no! Poi ci saranno anche quelli che si arricchiscono in modo ingiusto, ma l'ingiustizia si esercita e avviene in molti altri campi!! Considero la ricchezza quasi un segno dei predestinati. Devono sapere cosa farne. Hanno delle responsabilità, dei doveri da assolvere... un ruolo importante nella società. Altrimenti a che serve? Cosa contraria sono delle nullità insignificanti... capaci di disastri!

LA BARBA DI FERRAGOSTO

Ferragosto... risveglio all'alba... mi mangio una mela e torno a dormire. Perché mi sveglio se ancora sono stanco? Testa e corpo sfasati! Eh sì! E così poi ci svegliamo in tarda mattinata. Controllo il blog e le mail...La barba cresce da un paio di settimane... in questa afa... svogliato. Ti guardi allo specchio. Che faccia! Davanti a quello specchio che non sai più chi riflette. Quasi non ti riconosci. Ma chi è quello lì? Sei tu? No! Io sono un altro. Quello è un falso... la barba maschera
Ma sì rasiamoci... Ma non cambia, sempre un falso si rispecchia. Mi dà quasi fastidio quella faccia che vedo nello specchio.
Anche quest'anno quindici di agosto... Un giorno in cui ho sempre fatto cose un po' particolari. E lì davanti a quello specchio mentre inizio a insaponarmi, cerco di immaginare cosa fare. Quest'anno l'avevo presa lunga. Infatti nella settimana di Ferragosto ho deciso di attenermi totalmente alla alimentazione crudista. Scelta che da tempo stavo meditando e parzialmente praticando dopo quella ormai storica vegana nel 2003. Il caldo di stagione aiuta. Frutta, verdura, germogli, olio extravergine e acqua lontano dai pasti. Unica concessione pane azzimo croccante.
Il cibo cotto deve essere calibrato e certamente non è essenziale. La cottura rompe l'equilibrio naturale... e propone una diversa lettura.

PER RIDARE SENSO AL TESTO

CRONACA DI UNA INTERVISTA... POSSIBILE

Ma, non lo so. Mi arriva una mail dalla redazione di "parma.repubblica.it" chiedendomi di mettermi in contatto con loro perché vorrebbero farmi una intervista.
Conosco Antonio Mascolo, il direttore, da tempo: per la verità lo vedevo più spesso quando lavorava a Modena che ora a Parma. Capita! Forse vorrà parlarmi... Sta facendo un ottimo lavoro con la sua testata on line in città.
Chiamo. Mi presento. E una segretaria anonima mi dice di mettermi in contatto con una loro collaboratrice, Francesca Esposito, di cui ricavo l'e-mail, per un incontro a seguito della pubblicazione del mio libro di poesie d'occasione "VERSI RIFLESSI".
Beh, caro Antonio, visti gli anni e i tempi da cui ci conosciamo, mi aspettavo almeno un incontro con te o almeno una tua chiamata. E' così però che va il mondo... questo è lo stile, a cui però io non mi adeguo.
Dallo scambio di e-mail con Francesca ci accordiamo per giovedì alle 11.
Per me può arrivare l'ultimo stagista del giornale che è accolto ancor meglio del direttore. Questo statene certi... e con maggiori attenzioni, sono fatto così. I giovani poi vanno sempre incoraggiati. Devono sapere che non c'è solo il mondo cinico... e che i loro progetti di vita possono trovare spazi.
Arriva una carinissima e cordiale ragazza con gli occhi azzurri senza accento parmigiano che nel parlare mi racconta che frequenta l'Università di Parma: comunicazione e sta facendo uno stage da Repubblica.
-Mi aspettavo di trovare il solito parmigiano e invece...
-E invece?
-Ehh, molto bello qui...
Ci sediamo e le offro un succo di ananas.

TESTIMONIANZA DALL’AQUILA. INSEGNANTE DEL CONSERVATORIO CASELLA

AquilaPurtroppo questa è una tragica Pasqua, pensando a ciò che è capitato all'Aquila.
Un dolore... quei volti avvolti da macerie. Quella polvere di calce e cemento, quei visi del dolore vanno oltre le immagini e la fotografia. Li respiri mentre le guardi.
La natura è capace di travolgere insieme ai monumenti e alle architetture ogni umana velleità, prepotenza, dolcezza, storia. Rimette a nudo ogni essere...
La tragedia accomuna tutto e tutti in un ritorno e un incontro con la fragilità dell'uomo, troppo spesso dimenticata.
E' triste a dirsi, ma là dove c'è dolore comune, ritrovi più fratellanza, là dove c'è sofferenza si rivaluta la vita... e le persone si trasformano,
forse per la ritrovata consapevolezza della dimenticata debolezza.

Pietro, un amico, con cui sono da alcuni anni in corrispondenza. Insegna al Conservatorio Casella dell'Aquila. Dirige la rivista Music@ e tiene una sua rubrica su questo socialblog.
Gli scrivo. Non so come fare per raggiungerlo. Spero nella mail.

OPINIONI E DELIRIO

Quando la Libertà nell'Arte è rivelatrice delle radici di un Paese alla frutta.
di Luigi Boschi

 

 

FERMOPOSTA

Da uno scambio di idee con un habitué della consegna

-Fermo posta? Curiosa la tua raggiungibilità postale! Io che da 30 anni ricevo sui 5 pezzi di corrispondenza al giorno così non potrei vivere...

-Il mondo cartaceo l'ho quasi e volutamente dimenticato.
La posta cartacea che ricevo è minima. L'ultima volta mi è arrivato l'estratto conto bancario mezzo strappato.
A volte qualche corrispondenza torna indietro.
Al mio vezzo di non mettere il cognome sul campanello non rinuncio... e visto che non è obbligatorio non capisco perché lo dovrei fare!
Da due anni ho fatto trasloco e i continui cambi di postini a tempo determinato (3 mesi) rendono la consegna postale, ormai da troppi anni, spesso inadeguata.
Quando ricevo poi plichi vengono trattenuti perché magari in quel momento non sono in casa.
In questo modo ho facilitato tutto!
Una volta la settimana vado a prendere personalmente la posta.
Non avendo nulla di particolare, in quanto tutto il traffico di corrispondenza è online o telefonico, facilito il lavoro postale. Non credi?
Vado quando voglio, non ho mai file e la posta in arrivo è certa.
Inoltre contribuisco a rendere la consegna un servizio di cui ogni persona dovrebbe prendersi carico.
Pensare a quante persone ci sono in giro tutti i giorni a consegnar buste, giornali e plichi e cataloghi per vendita... mi vien il mal di testa... e un certo dispiacere sapere tante risorse umane spese per qualcosa che ormai non ha più senso.

CIMITERO PER ELEFANTI

TRA SE' E SE' AL PARCO

-Crisi, crisi, crisi... eh la crisi... di che?
-Economica?
-Ah!
-Pensavo ambientale, sentimentale, di identità, di pensiero, di innovazione, di convivenza... etica... politica
-Ma no! Quelle ci sono sempre, ora è quella economica, della crescita e stagnazione dei consumi.
-Non riescono a capire come mai abbian smesso di consumare?
-Stanno cercando di risolvere il rebus: esperti da tutto il mondo!
-Sembra abbian "diversificato" i risparmi in derivati!
-Riusciranno a dar la colpa ai cittadini... ai loro sudditi...
-Eh sì, gli han venduto delle "ciofeche" per anni... Han giocato a monopoli e alla guerra... Ora gli presentano anche il conto da pagare!
-Han fatto porcherie, crimini contro l'umanità che bisognerebbe solo prenderli cacciarli in prigione come alloggio e ai lavori forzati a vita e invece!
-I morti di fame van dentro in preda alla disperazione di vita! Loro fuori a gestire il "caffè Barnum express".
-Dici bene, ma chi mette le mani su questi qui? Ehh! Ma chi lo fa?
-Hai ragione... sono tutti collusi e corrotti! Tra loro ammanettati... legami di sangue, indissolubili.
-Lo chiamano Mercato!
-Lo sfacelo istituzionale è tale che è ridicolo pensare una conversione di rotta... basta vedere a cosa han ridotto i Tribunali!
-Luoghi disabitati... Alcuni senza PM altri sotto organico...
-Pattumiere... di carta.
-ANM: "Si rischia la paralisi degli uffici di procura soprattutto al Sud e se si va avanti così si arriverà allo sfascio totale".
-La procedura e il cavillo deprimono la Giustizia che molto spesso non è mai Verità!
-E quindi non si fa né Giustizia, né Verità!
-Con tutti quegli avvocati...
-Quella pletora di conta balle in carta bollata...
-Gaber: "piuttosto di avere a che fare coi Tribunali mi faccio sodomizzare"!

RICOMINCIO DA ME

La vita è come una vagina: a volte si apre a volte si chiude. Come un fiore... Dipende... D'altra parte non è la donna che immette alla vita? Che decide se far vivere oppure no?
Quanta femminilità ha perso questo mondo!... soppiantata da un insignificante uoma: un atteggiamento, un compromesso, una natura altra. E' venuta a mancare una parte dell'umanità, quella della vita appunto... Anche la femminilità insita nell'uomo sembra scemata. E' la perdita del tratto gentile... del garbo.
La donna con grandi difficoltà e pene ha ottenuto il riconoscimento di quei diritti ingiustamente, per anni, negati e sottratti... le violenze ancora presenti in certi Paesi sono uno squarcio disumano nel ventre dei popoli. E la memoria di ciò che era anche qui da noi può solo destare oggi incredulità: la donna, sempre presente, spesso determinante nelle vicende dell'uomo, una dimensione a volte ancora non valorizzata, nella storia soffocata e maltrattata... poi dopo le faticose conquiste di liberazione, si è persa nella emancipazione e uguaglianza... e ora la società sembra aver dimenticato, smarrito la natura femminile, il valore della diversità e ci si rende conto oggi, forse, di cosa sia stata la perdita di quella cultura.
Emily Dickinson:
Il suo Cuore era più buio di una notte senza stelle
Per quella c'è un mattino
Ma in questo nero Ricettacolo
Non può esserci Promessa d'Aurora

CASTAGNACCIO E CACHI

-Buonasera!
-Sto controllando i contatori del gas...
-Ma che si è messo a piovere?
-Sì molto fine è appena iniziato...
-Scelgo di scendere dalla tana per un attimo... e piove... Ma va!
-Eh!

Con il passo stampellato procedo comunque, mi lascio bagnare da quelle leggere gocce... attraverso il cortile e lentamente vado verso il portone... Una volta in strada mi dirigo al forno vicino, sotto i vecchi portici, ricordo di una Parma che c'era. Un appuntamento con il dolce pomeridiano... quella voglia che ti prende... Quasi non ne posso fare a meno... Castagnaccio di questi tempi novembrini... Qualche tortello con marmellata brusca... O il pane di cereali con frutta disidratata e nocciole. La golosità... o "golosia" un mio neologismo degli anni ‘80 ancora oggi usato...

Quella finissima pioggia si era quasi fatta un misto neve... mi fa entrare l'inverno dentro... nella sua bellezza... la sua aria fresca profuma di antico... un abbraccio per caso con un'amica...
-Mah... ancora... evitiamo i commenti!
-Sì evitiamoli!

In un baleno ti ricordi gli inverni passati... spensierati... in cui la vita non ti mordeva, ma eri tu a divorarla... ora, a volte, la assapori, ma c'è sempre una specie di tristezza per quel tempo che non c'è più... e così i prossimi anni ricorderò questi... una rincorsa all'indietro. E mi lascio prendere da quelle luci...

NOTTE E NOTE

avatarSvuotato! Hai presente che vuol dire? Svuotato... non riesco più a scrivere... il vuoto... non riesco a partire!... per andar dove? Quei racconti tra realtà, fantasia e fuori dal tempo mi hanno stroncato!
Solo pensieri in silenzio... alltri due mesi... fine novembre... ancora gambe in scarico!... in carico a chi? poco due mesi!... un po' di più! Che dovevo fare quest'anno? Eh!... Non lo so! Fermo, non muoverti... stai fermo!... perché muoversi?... a che serve? Qui!

Quasi una torta intera ho mangiato oggi! Me l'ha portata stamattina Luigi... fresca dal forno Ducale... ancora calda. Fantastica! Senza zucchero, uova, latte... Una crostata vegan con farina integrale biologica e un ripieno di carote, tofu, malto di riso e buccia di limone!
Una torta per ritrovarti o per perderti? Non lo so!
Invento climi, immagini passano... ma non ci sono più! Mi son perso nella rete... vivo di notte... e deambulo di giorno!... un disastro... carburo sempre più tardi... Dove è la musa ispiratrice?... Smettila!... e dai che fai? Il mondo ti arriva in casa...

ANGELI

Era un angelo, non poteva rimanere a lungo sulla terra. Il suo sorriso, la sua luce, la sua leggerezza, la sua felicità riempivano i luoghi. Gli angeli compaiono e spariscono. Lasciano il vuoto a coloro che hanno avuto la fortuna di averli vicino. Sono angeli!
Gli angeli sono come noi, vivono le realtà, le difficoltà della terra, è il loro modo per esserci più vicini, ma portano sempre con loro l'eternità; vivono con noi sempre, senza dircelo, senza sapere e conoscere, forse, la loro diversa dimensione. Hanno la luce. Amano, giocano con i fatti della vita perché sanno di essere eterni. Vivono l'eternità e a volte ridono di noi che non crediamo e viviamo come se tutto dovesse esaurirsi qui.
Ci rendiamo la vita impossibile, ci ignoriamo, lottiamo per il potere, per l'inutile, creiamo le sofferenze di sopravvivenza, ci copriamo di sovrastrutture, produciamo sistemi in cui cerchiamo di ricondurre e ridurre la vita degli individui e perdiamo la persona nella sua semplicità, nella sua capacità di amare il mondo, nella sua unicità... distruggiamo la sua potenzialità e produciamo la mediocrità, la miseria, dove miserabili si divertono a governare, a rendere la vita impossibile, e creano, per gli interessi di pochi, città trappole, invivibili... Ma gli angeli non si fanno coinvolgere... e appena possono se ne vanno e continuano a vivere nell'eternità.
Sono figure particolari... Gli angeli hanno un sorriso, una luce negli occhi, se vuoi li riconosci, ma forse non vuoi crederci... Sono angeli... (Parma, 2004)

Stralcio dal racconto: "Vuoto d'amore" - (2004-2006)

Luigi Boschi

Come perdere la vita sull'autobus

Sono a Milano in studio.
-Rocco è per te!... Vesna la solerte segretaria del professore mi avverte in viva voce della chiamata.
-Ciao Rocco, sono Vincenzo, non ti ho chiamato prima perché ho perso il tuo numero, poi l'ho ritrovato...
Vincenzo, un amico, docente universitario di storia, ex...indice Einaudi.
-Ehi! Ciao Vincenzo, finalmente...L'altro giorno ti accennavo ad un progetto pazzo: Astieniti e digiuna, torna la cultura. Il sapere ti rende libero. Ti piace lo slogan? Se lo accompagno con una impresa... tipo... Sai non so cosa fare, vorrei andare a piedi per il mondo. Quaranta Kilometri al giorno, per 250 giorni all'anno...Vorrei incontrare gente del mondo libera, che abbia voglia di svegliarsi in un altro mondo... Al diavolo i capi di stato... c'è un altro mondo che vuol vivere fuori dai loro schemi... dobbiamo scrivere una carta di idee... basta!  Non c'è solo risparmio e consumo!. Non si può più parlare a questi miserabili funzionari locali. Tutte le volte che presenti un progetto te lo fregano o ti dicono che non ci sono le risorse. Non se ne può più di averli come interlocutori. Sono lì a far naufragare le nostre idee? Dobbiamo costruire nuove relazioni...  e i funzionari delle istituzioni, preposti all'ascolto, sono volutamente sordi...
-Guardi ti capisco...
-Ti rendi conto che stanno vendendo le reti della collettività... Oggi costituiscono la nostra ricchezza di civiltà... e loro le privatizzano... e noi a farglielo fare...Te lo immagini appena nasci ti trovi subito delle bollette da pagare alle imprese private che faranno man bassa di fatturati certi... saranno loro i proprietari delle nuove reti...
-Hai ragione!

LASSU' NELLA VALLE DEI CAVALIERI

Non riuscivo più a restare in città. Decido di andare da amici in montagna che avevo conosciuto durante la campagna politica del 2001... ricordo...
Lassù in montagna riprendo a scrivere. Riprendo a scrivere dopo un lungo digiuno. Fa bene digiunare, astenersi. Ti senti come liberato da una droga. Le persone sono tutte drogate. Amo lo stare fermo, non consumare, vivere in una ricerca minimalista. Una ricerca di solitudine in una scelta lettura. Stare nel gruppo mi angoscia, parlare di inutilità mi infastidisce, è la ricerca del silenzio, l'abitare il nulla che mi interessa. L'abbandonarsi alle fantasie e abbandonare invece la realtà, ignorarla. Ricerchi la gente e quando c'è, spesso, rimani deluso o tu deludi loro. Desideri la continua tendenza all'immaginare cose, fantasie, costruire ambienti semplici, personali, rapporti veri. Ti accorgi che quelli rimangono. Invece prevale la menzogna, il conformismo, il perbenismo...

Mi chiama Giorgia un'amica. Mi lascia un messaggio sul cellulare alle 14 che, per la perfetta possibilità di ricezione nella zona in cui abito, lo sento alle 21 circa. Improvvisamente di sera si riesce a volte ad avere il collegamento.
-Rocco leggiti la Gazza. La tua iniziativa di via Bixio... Il Sindaco e il suo Assessore oltre a prendersi i meriti, fanno i complimenti ai commercianti.

Ma che potevo aspettasrmi da queste figurine...  La chiamo...
-Ciao Gio. Grazie per la notizia...
-Dovresti scrivere una lettera alla Gazzetta...
-Scrivere è impegno... Poi non me la pubblicherebbero... Lavoro inutile per... carta straccia...
-Io lo farei!

IN BIANCO LA NOTTE

In bianco!!! Completamente in bianco la notte.
Lasciate che vi racconti... di getto... direttamente sul cms... Con il webmaster lavoravamo sul blog... collegati via Skype... verso le due stavamo ultimando un'ultima cosa... creava problemi al browser... quando una manovra di troppo... forse sbadata... e il blog: oplà!! Via! Sì, un rimasuglio da ricostruire completamente. Lo scoramento e le imprecazioni del webmaster!...
-No!!!... E adesso, come faccio... come faccio... Non si può lavorare a quest'ora... No!!!!
Vita da blogger... Sono rimasto senza proferir parola... Non sapevo che si doveva fare... Tutti i dati persi.... In silenzio rimasi... Silenzio notturno e tastiere che ricercavano il riassetto... in rete... noi eravamo distrutti.

Cose che capitano, ma è preferibile di no! 
Stress e adrenalina mi hanno impedito di prender sonno.
Così stamattina sono completamente bollito.
A fatica l'abbiamo ricostruito quel puzzle di moduli... cartelle... pezzo per pezzo... rimesso online... ha cerotti qua e là e... risulta in alcune parti... acciaccato! Ci vorrà qualche giorno per risistemarlo tutto... non potendo il webmaster lavorarci a tempo pieno, ma dedicare solo preziosi ritagli... spesso notturni.

Il gelsomino e il riso rosso

Il gelsomino torna a buttare!! Appena arrivato, invasato, esprimeva forse la sua gioia per la nuova dimora germogliando e fiorendo... Si è fatto subito sentire con il suo profumo... poi si è come fermato... ora ritorna a crescere... e nuovi rami si allungano in cerca di sole che sul terrazzo non manca.
Bloccato nella afosa Parma, chiuso obbligato, autogambizzato, senza possibilità di uscire né di caricare il peso sulle gambe, ho come il pensiero paralizzato...
"Meglio così!" -qualcuno sostiene- "fa meno danno!"
Bloccato... non riesco neanche a scrivere... Un blocco psicosomatico!! Dalle gambe, all'intestino, alla testa... Non riesco più a fare niente...
Mi sono letteralmente piantato durante una corsa in Cittadella... Il giorno dopo recatomi al Pronto Soccorso di Parma per il dolore alle ginocchia, mi inviavano al reparto ortopedia per una visita: lastre...
-Nulla -dice il medico- una gonalgia. Resti a riposo 4/5 giorni, le prescrivo questi antinfiammatori.
Rinfrancato!!... ma non convinto.

Ecco dopo alcuni giorni non riuscivo a camminare e un ginocchio mi si gonfiava... Vado da Stefano, un mio amico fisiatra, che appena lo vede mi consiglia di fare una risonanza magnetica. Riesco a prenotarla velocemente con la convenzione sanitaria. Esito, meglio, refertazione: frattura da stress al piatto tibiale, bilaterale (gamba destra e sinistra)!!! 

CLASSE PARMIGIANA

Era il 13 febbraio. Me ne andavo quella mattina a un convegno pubblico sull'energia rinnovabile, sulla tecnologia fotovoltaica, bioenergia, ecc.

Entro nel palazzo che ospitava quell'incontro. Salgo le scale, mi registro, prendo la cartella informativa e mi dirigo verso la sala convegni. Lungo il corridoio incontro un inserviente che saluto... lui indaffarato e ansimante...

-Tu non puoi entrare!
-Come?
-Ho ordine di non farti entrare!
-Ordini da chi?
-Cesare Azzali...
-Ah! Beh digli che io entro, visto che è un convegno pubblico!
-No tu devi uscire!
-Ma tu vuoi scherzare!!
-Aspetta glielo vado a chiedere... tu aspetta qui non entrare!

Resto davanti alla porta... in attesa... non potevo crederci! Incredibile, non eravamo in una caserma, ma nella sede dell'Unione Industriali di Parma!! Palazzo Soragna.
Ritorna il messo infervorato, col bastone di riporto, come il cane fedele a chi quotidianamente... lo imbocca!

-Tu non puoi entrare!
-Beh, digli che io entro! E' un convegno che mi interessa.
-Tu non entri... devi uscire da qui!
-Io da qui non mi muovo finché non finisce il convegno...
-Chiamo la polizia, i carabinieri...
-Chiama chi vuoi, io sono qui per ascoltare un convegno pubblico
-Tu non entri!!

E si mise davanti alla porta bloccandola... scostandosi ogni qualvolta una persona dovesse entrare o uscire. I partecipanti erano un po' frastornati non capivano quella scena ridicola... Indaffarato e quasi ansimante... Io me ne stavo a guardare fermo, il ridicolo... cosa sono capaci di far fare! Tutto preso con quella porta nel tenermi fuori dal convegno...

-Te ne devi andare! - Esclamava perentorio.
-Io di qui non mi muovo fino alla fine del convegno! Anche da qui... si sente...
-Non ti muovere... non entrare...

PIZZA INDIGESTA

Capita di trovarsi una sera a cena in pizzeria... un piccolo gruppo...
La mia scelta vegana viene sempre stimolata... le domande, i perché, le insinuazioni, le giustificazioni... ormai non le reggo più... preferirei non rispondere... ma spesso, anche contro voglia, ancora lo faccio.
Una persona, in particolare, che non conoscevo, se non per incontri occasionali, insiste su questa mia scelta alimentare... cercando percorsi scontati... provocazioni...
La pensavo, completamente diversa, invece gran maschera e un mare di banalità. Parmisan style production!!

Il finto sorriso si rivela spesso con gli occhi da pesce lesso: così la negatività si propone in società con la sua indelebile capacità manipolatoria di realtà. E sì, capita di trovare chi della negatività si alimenta e fomenta, mascherandosi con il finto spirito di solidarietà, carità, di ricerca spirituale... insomma modello crocerossina e scopri, guarda caso, che considera gli animali al servizio dell'uomo... sembrano nati apposta i maiali per strapparsi le cosce... e i polli per donarci il petto... le vacche ti mettono le mammelle in cucina per il mungi e vinci... i vitelli si autoaffettano scelti filetti per cucinarli loro, direttamente, con il pepe verde.

Capita di incontrare questi esempi di rara umanità tra i commensali di un tavolo "malassortito" per caso. Quelli che il giorno dopo per senso di "educazione e solidarietà" ti chiedono via sms: "Caro, scusa per quanto ho forse provocato, ma..."

VITA IN PALLE

Palle, palle, sempre palle... se va bene sono mezze verità. La vita ridotta a una ipocrita rappresentazione: la menzogna è sempre in scena. Il tragico è che le raccontano anche a se stessi!...ci credono pure... Si sentono meglio!!

Si raccontan balle in tutto, è un costume, una malattia: sul lavoro, in politica, tra amici, nelle relazioni, nei sentimenti, negli affetti, negli pseudoamori... paura dei sentimenti?...del vero?... l'amore vero non c'è più, riserva relegata a pochissimi romantici... poeti della vita... spesso derisi e dileggiati, ma nel segreto ricercati...

Ma che vita idiota!! Malati di cancromenzogna... irrecuperabili... Un mondo in coma di verità! La verità come esercizio pedagogico di vita è una pratica desueta... come la dolcezza... Questi non hanno più la capacità di verità... non san più che è... Non c'è più! Di norma ormai sono falsità. Mentitori... mentire sempre... vengono allevati così fin dalla nascita...

a scuola... la realtà è un surrogato di ipocrisia... non si discute più sulla verità dei fatti, ma sulla interpretazione delle falsità... un senza senso... la sua deriva!

Solstizio

L'alba del primo giorno d'estate, ricordo l'ultima sera di primavera.
L'ultima sarebbe stata!
Tornato dal fiume... un bagno nell'acqua gelida... e poi al sole sui sassi prima del tramonto...
Una cena in una vecchia stazione fra i monti dell'Appennino.
Sotto la pensilina e alcuni grandi ombrelloni bianchi, i tavoli disposti sul marciapiede del binario morto... ma sembra più vivo di prima.
Lì silente con la sua patina di ruggine, le sue traverse in legno, i suoi bulloni, i suoi sassi, il suo odore del viaggio antico... una storia divenuta land art.
Cenare su quel binario l'ultima sera di primavera... il fascino di quel binario!... come se fosse un lago, un fiume... lì in mezzo ai monti lui stava nella sua semplice dignità ancora viva.  Un paesaggio fuori dai luoghi comuni, sperso... un luogo in cui puoi cogliere e gustare la felicità dell'attimo...
C'è un oste bravo, è uno di quelli che lo san fare.
E' una danza lenta... la sera con i suoi profumi. I ritmi del piacere che incalzano i sentimenti...
Puoi parlare di tutto... la cadenza del racconto trova spazio, il silenzio mosso da un brusio di luci e voci... ai tavoli si incrociano dialetti e storie...
La fantasia viaggia su quel binario... pronta a partire... e poi uscire da quell'osteria, con lei sulle braccia, per un viaggio di luna piena...
L'ultimo prima del solstizio: poi... binario morto!
E' l'alba di una nuova estate... inizia un nuovo anno. (21/06/2008)

Luigi Boschi

SOLITUDINE

Dopo la pioggia, scrosciante... dopo l'impeto del temporale... si respira!... si libera l'aria che sferza il viso e la mente. Sono affascinato dalla pioggia. Quando abitavo in campagna, andavo fuori a correre per le strade tra i campi o mi lasciavo volutamente sorprendere dall'acquazzone. Un bagno naturale di energia e purezza.

Finestra aperta, sui tetti di Parma, seduto sul davanzale mi godo la luce del tramonto e l'aria che mi accarezza... sorrido ai miei ricordi... scrivo appunti nella mia solitudine; un mondo che se lo vivi, è difficile da abbandonare, facile da perdere nei tentacoli del potere e dei balocchi. Troppa è la gioia che ti dà, tanta la passione che ti concede: impari ad amare e a sorridere. Con lei scrivi favole!
La solitudine unica vera amante. C'è sempre, se la sai ascoltare. La sua fantasia diviene tua. Ti dona amore semplice, intenso, se la sai capire. La sua sensibilità... introvabile! Non fa scempio di tulipani.
Sono gocce vere di vita. Sono attimi di purezza: il niente nel suo immenso amore.
Devi saperla ascoltare: difficile in mezzo a tanta banalità! Ma soprattutto la devi apprezzare, una ricchezza piena di sentimento che nessuno ti può dare. Ritrovi te stesso di ritorno dal prosciugante sociale, impoverito dagli zombie. Ti rigenera nel prezioso ascolto.

Disincanto del viaggio... in treno!

Gallery: alcuni artisti verbovisuali a Ivrea

Vorrei andare in Treno a Ivrea da Parma. Dico vorrei perché i treni in Italia sono una incognita! Pensi di partire e se parti non sai quando e se arrivi.
Adriano Accattino, un caro amico, un poeta sensibile e raro, mi ha invitato all'inaugurazione del nuovo museo che ha costruito "La Carale" e alla prima mostra d'arte verbovisuale che ha organizzato. Incontrare la lirica artistica, la poesia, nuove forme di pensiero... incuriosisce l'animo, dispone alla gioia.
Ecco, Adriano coltiva queste preziose fantasie, fa incontrare persone e mondi... senza quella indisponente, triste, ingombrante burokratia di mezzo!

Mi informo su internet. Due cambi: Milano e Chivasso. Per una città che fu di Adriano Olivetti, che doveva essere il gioiello d'Italia digitale, niente male!! Cosa dice ingegner De Benedetti? Eh la finanza!!

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