Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Archive - 1999

December 28th

Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

IL VIAGGIO. Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

(corriere) PARMA - Nel cuore del paradiso, sta piantato Vladimir Ilic Ulianov detto Lenin. Il suo busto di granito è consunto, dice la lapide che è un «dono dell' Urss alla popolazione di Cavriago», anno 1970: sono passati sei lustri, a un passo da qui ci sono posti come la ludoteca «Golden Music» o la Trattoria Porcaloca, che c' entra Lenin? C' entra, come c' entrava in altri tempi il compagno Enzo Baldassi, comunista d' acciaio e sindaco di Parma che si ordinava le camicie su misura a Londra. L' uno e l' altro, i compagni Lenin e Baldassi, sono la conferma che nel paradiso d' Italia passano uomini e ideologie, ma una cosa non passerà mai: la voglia, e la capacità, di vivere bene. Questa voglia comincia una settantina di chilometri a Nord di Vladimir Ilic Ulianov, là dove sta Piacenza, l' anno scorso al primo e quest' anno al secondo posto nella classifica del «Sole». Dal lato opposto, 90 chilometri a Sud della piazza Lenin di Cavriago, c' è Bologna altrettanto contenta di sé. In mezzo, sta appunto il paradiso emiliano, che sulle carte ha la forma di un pesce-rombo allungato e satollo. La lisca di questo pesce è la via Emilia. E nel cuore del rombo, ecco la città campione, Parma. «Dove si vive bene - spiega il sindaco Elvio Ubaldi - perché è una città piccola e grande, che ha tutto: buoni ospedali, ottimi servizi, una prestigiosa università».

November 12th

LA RETE COME SAPERE

Relazione di Luigi boschi

Aula dei Filosofi - Università di Parma
12 Novembre 1999 ore 16,30

Scenario
-Il numero di utenti abbonati ad internet nel mondo era di 50 MLN nel 1995, si attesterà sui 350 MLN entro il duemila, 1 MLD entro il 2002.

-Il traffico dei dati supererà quello vocale; nel 2005 sarà 10 volte maggiore. Ciò significa che ci saranno macchine che parlano con altre macchine.

October 21st

DIGITALCITY: CYBERCOMMUNITY

Una vera e propria città telematica: il primo passo per creare uno stato on-line in cui tutti potranno confrontarsi direttamente, analizzando grandi temi del virtuale. Come nelle polis antiche, sarà inaugurato uno spazio pubblico dove, sarà possibile inaugurare dibattiti (in mailing list o webchat) su temi che emergeranno di volta in volta. Tra la città virtuale e gli incontri reali dovranno svilupparsi feconde sinergie: l'apporto degli specialisti potrà suscitare temi, sviscerare problemi nei momenti di lavoro comune; gli interventi dei cibernauti serviranno invece ad allargare il discorso in una "piazza" virtuale che di volta in volta troverà anche i suoi appuntamenti reali. Digitalcity tenterà di strutturarsi come un'organizzazione complessa, reale e virtuale, capace di intervenire su più piani, di far nascere nuove idee, di diffonderle e portarle alla ribalta anche al di fuori degli ambienti specialistici.Nascerà quindi un laboratorio culturale in grado di integrare ricerca, diffusione e dialogo su temi e problemi che oggi la svolta postindustriale e telematica porterà alla ribalta.

ETNICA

Una Web Banca del sapere sulle culture dei popoli: raccolta, elaborazione, memoria e interazione dell'informazione

Creare una banca del sapere sui Popoli in Internet, costruire un modello operativo culturale scientifico di dati basato sulle molteplicità informative: l'Universale in grado di comprendere le singolarità. Un sistema conoscitivo documentato sulle culture dei popoli e distribuito attraverso tecnologie interattive.
Un modo per iniziare e incentivare la cooperazione tra i popoli, attraverso una diplomazia delle intelligenze e del sapere distribuito e partecipato, per una cooperazione pacifica; una nuova modalità di intervento in rete nel processo informativo mediatico.

March 25th

DIGITALCITY: FUTUREONLINE

Biennale di Cybercultura 25, 26, 27 Marzo 1999

Aula Magna - Università' di Parma

Relazione di Luigi Boschi

L'inverno è finito: la biennale di cybercultura inaugura la prima era di Digitalcity: oggi è il nuovo giorno.
Digitalcity c'è. Il tam tam della Tribù virtuale ha iniziato i messaggi in rete per un richiamo desiderato nelle sue forme culturali e non nelle forme commerciali. Incontri internazionali di cyberscienza per fare il punto attuale delle ricerche a livello mondiale.
Siamo qui per dichiarare e testimoniare una crescente collettività autorganizzata che vive nel caos del sapere dove tutto deve essere inventato.
Come è possibile darsi ora in fase di sviluppo regole verso l'ignoto, significherebbe privarsi di futuro.
Vorrei cercare di dire cose di verità evitando il niente conformistico. E' nella franchezza di vedute che si scoprono i mari. Quindi!

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">