Salta navigazione.
Home

Archive - Feb 22, 2012

Demodicosi: linee guida diagnostiche e terapeutiche

Su Veterinary Dermatology le indicazioni aggiornate per la gestione clinica della parassitosi

(evsrl.it/vet.journal) Un gruppo internazionale di specialisti ha redatto le Linee guida per la diagnosi e il trattamento della demodicosi canina. Sono stati rivisti e riassunti gli studi pubblicati sul trattamento della patologia. Quando non erano disponibili evidenze sotto forma di studi pubblicati, il consenso degli esperti costituiva la base delle raccomandazioni contenute nelle Linee guida.

La demodicosi può solitamente essere diagnosticata mediante raschiati cutanei profondi o tricogramma; in casi rari può essere necessaria una biopsia cutanea. Sono considerati fattori predisponenti, che dovrebbero quindi essere diagnosticati e trattati per ottimizzare l’effetto della terapia, l’immunosoppressione dovuta a endoparassitosi o malnutrizione nei cani giovani e le endocrinopatie, le neoplasie e la chemioterapia nei cani più anziani. I cani con patologia di gravità tale da richiedere una terapia antiparassitaria non dovrebbero essere destinati alla riproduzione. Le infezioni cutanee batteriche secondarie frequentemente complicano la malattia e richiedono una terapia antibiotica topica e/o sistemica.

Per il trattamento della demodicosi canina, vi sono buone evidenze dell’efficacia dei bagni settimanali con amitraz e della somministrazione per via orale quotidiana di lattoni macrociclici come milbemicina ossima, ivermectina e moxidectina.

L’applicazione settimanale topica di moxidectina può essere utile nei cani con forme lievi di infestazione. Vi sono alcune evidenze dell’efficacia della somministrazione sottocutanea o orale, settimanale o due volte alla settimana, di doramectina.

La Sacher di Rosetta

Non parliamo di torte per diabetici, ma di segnalazioni che da diverso tempo giungono al blog.
“Vuoi dirigere alla Toscanini? Trova una regia alla Cucchi!”
Pare, ma le coincidenze sono puntuali, che la direttrice artistica a contratto della Fondazione Toscanini, M. Rosetta Cucchi, (e pure di Lugo Opera Festival al Teatro Rossini di Lugo –RA http://www.teatrorossini.it/organigramma.php) tenda ad utilizzare il suo ruolo all’interno della Fondazione per promuovere la propria attività professionale di regista di opere liriche attraverso un sistematico do ut des tra artisti. Non mettiamo assolutamente in dubbio le qualità registiche di Rosetta, ma il modo con cui persegue le pur legittime aspirazioni del proprio talento personale. 
  
E’ imbarazzante e penalizzante per lo sviluppo artistico dell’orchestra, che già non è seguita con una presenza costante e si troverebbe pure assoggettata a manovre di interesse personale. Già note sono le assenze dal ducato per la contea di Wexford. Tra i diversi direttori d’orchestra attivi al Festival irlandese, invitati a dirigere l’orchestra Toscanini, mai andata a Wexford, citiamo Christopher Franklin che ha diretto Sweeney Tood” con la regia di Rosetta Cucchi, in scena a Modena, Bologna, Piacenza.
Uno scambio che va ben al di là dei favori tra colleghi. E si capisce perché ad esempio alcune pur valide figure professionali non vengano adeguatamente valorizzate.
Si invitano nelle programmazioni delle orchestre della Fondazione Toscanini direttori e artisti che a loro volta contraccambiano con incarichi di regia alla Cucchi o sono funzionali a diverse circuitazioni.

Feed Icon
Google