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Archive - Feb 9, 2012

un’ora nella vita di una donna che si ribella alla mafia

(oknotizie.virgilio.it) Nemmeno un’ora si potrebbe sopravvivere nel mondo di Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia calabrese. Aveva 31 anni. Anche lei non ce l’ha fatta a sopportare la pressione, il distacco dai figli, la paura di non essere compresa fino in fondo. Per la sua scelta di collaborare con la giustizia e ribellarsi alla famiglia mafiosa.

La notizia del suo suicidio, avvenuto ingerendo un litro di acido nel bagno della casa paterna il 20 agosto del 2011, aveva suscitato il mio interesse mesi fa. E ne avevo scritto, il 3 novembre, insinuando il dubbio che quel gesto, estremo, innaturale, fosse stato in realtà indotto. Soprattuto perché il suo non è stato un caso isolato. Altre donne, che hanno deciso di ribellarsi alle leggi delle famiglie ‘ndranghetiste, sono morte. Cancellate dallo stesso liquido letale. Simbolo, da sempre, di quella mafia vendicativa per antonomasia che ti ripulisce, agli occhi del mondo, dal peccato di aver tradito.

Oggi arriva la conferma che i suoi genitori e suo fratello sono stati arrestati perché responsabili ,attraverso reiterati atti di violenza fisica, (violenza e vessazioni psicologiche) di induzione al suicidio.

I colpevoli, sarebbero il padre, Michele Cacciola, cognato del boss Gregorio Bellocco, capo dell omonima cosca di ‘ndrangheta di Rosarno, tra le più potenti del litorale tirrenico. Sua mamma, Anna Rosalba Lazzaro e il fratello, Giuseppe.Trentanni.

Parma. Quintavalla: primarie fallite, manca un progetto politico

(parma.repubblica.it) Cristina Quintavalla, una delle protagoniste delle proteste di piazza contro la giunta Vignali, nonché la “pasionaria” che denunciò lo scandalo urbanistico, interviene sull’esito delle primarie:

“Credo che davanti a tutti noi si apra una grande sfida: elevare il livello del confronto politico, tentando di superare la routine del gioco elettorale, per aprire un serio dibattito sul passato e sul presente della nostra comunità politica.
Il livello attuale è decisamente inaccettabile. Non mi riferisco solo alle disarmanti barzellette di alcuni candidati o agli sconcertanti sprazzi di profondità e originalità, che hanno prodotto, come denominazione di una lista elettorale, persino una…… “Parma normale” (un nome, un programma!).

Mi riferisco alla capacità di fare analisi politiche, di giudicare i fatti e gli eventi per coglierne le linee di tendenza, di interpretare i processi, per ricavarne giudizi politici, in base ai quali indicare i cambiamenti e le nuove prospettive.
Non si può transitare dal prima, ubaldiano-vignaliano, al dopo, di presunto rinnovamento, senza fare un’analisi credibile, fondata, documentata, di quanto è accaduto a Parma, senza dire nulla, o troppo poco, sul ruolo svolto dalle precedenti giunte comunali, nulla sulla rinuncia all’esercizio delle funzioni di indirizzo, controllo, iniziativa pubblica che le ha caratterizzate, nulla sullo snaturamento del ruolo dell’istituzione pubblica, ridotta a rappresentare interessi particolari, nulla contro la scelta di scaricare sui redditi da lavoro dipendente i costi dell’indebitamento del sistema Comune-partecipate, in termini di aumento delle aliquote fiscali e delle tariffe dei servizi.

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