Luca Ghelfi, avvocato, ex candidato Pdl alla Provincia, sarà processato il 22 novembre. Secondo l'accusa chiese soldi ai parenti di un cliente per truccare un incanto immobiliare. Ruggero Speranzoni  fu il curatore fallimentare della Zanfi edizioni, rilevata poi in modo rocambolesco dalla Logos di Vergara. 

di Stefano Santachiara

Estorsione e turbativa d’asta. Di queste accuse deve rispondere – assieme a un curatore fallimentare del tribunale – l’avvocato Luca Ghelfi, fedelissimo di Carlo Giovanardi e candidato Pdl alla presidenza della Provincia di Modena alle ultime elezioni. Ai due imputati, che ieri hanno ottenuto di essere giudicati il 22 novembre con il rito abbreviato, sono contestate mazzette chieste ai familiari di un cliente di Ghelfi per truccare un’asta immobiliare. Eravamo alla vigilia delle provinciali del giugno 2009 poi vinte da Emilio Sabattini del Pd: il centrodestra attaccò magistrati e Guardia di Finanza. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio parlò di “atti istruttori così precipitosi da rischiare di condizionare la tornata elettorale” annunciando per Ghelfi un nuovo capitolo diStorie di straordinaria ingiustizia, bestseller in cui definisce vittime dell’inchiesta di Mani Pulite il segretario Udc Lorenzo Cesa e l’ex Ministro Gianni Prandini, condannati e poi salvati dalla prescrizione. Il deputato reggiano Emerenzio Barbierisottopose al ministro della Giustizia Angelino Alfano “le modalità spettacolari del blitz della Finanza ed il clamore mediatico che hanno accompagnato la vicenda alla vigilia del voto” chiedendo l’invio a Modena degli ispettori di Arcibaldo Miller per la “divulgazione di notizie riservate”. Cosa che poi non avvenne.