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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

LAV, LA CORTE GIUSTIZIA UE CONFERMA DIVIETO AI TEST COSMETICI SU ANIMALI

LA CORTE GIUSTIZIA UE CONFERMA DIVIETO AI TEST COSMETICI SU ANIMALI

La LAV definisce un punto di forza per gli animali e per l’Europa la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, secondo la quale: “può essere vietata l’immissione sul mercato dell’Unione di prodotti cosmetici, alcuni ingredienti dei quali sono stati oggetto di sperimentazioni animali al di fuori dell’Europa per consentire la commercializzazione di tali prodotti in paesi terzi, se i dati risultanti da tali sperimentazioni sono utilizzati per dimostrare la sicurezza dei suddetti prodotti ai fini della loro immissione sul mercato dell’Unione”.

Una sentenza positiva che ribadisce l’importanza del divieto ai test cosmetici su animali stabilito dalla Direttiva UE in vigore dall’11 marzo 2013, nonostante  le ambiguità in essa contenute, tra cui la possibilità di effettuare sperimentazioni sugli animali per i prodotti destinati ai mercati di Paesi che ancora li ritengono indispensabili.

Una possibilità sostenuta dall’Efci (European Federation for Cosmetic Ingredients), associazione europea di categoria dei produttori di ingredienti cosmetici, che ha chiesto l’autorizzazione a commercializzare nel Regno Unito prodotti realizzati per Cina e Giappone, e per questo testati sugli animali. Ipotesi su cui l’Alta Corte di Giustizia di Inghilterra e Galles ha chiesto la pronuncia della Corte di Giustizia europea, che ha ribadito il fermo divieto.

Tangenti, il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca indagato per corruzione internazionale in Brasile

Perquisita la cassaforte lussemburghese della famiglia. La vicenda riguarda contratti che Techint, di cui l'ex numero uno di Confindustria è presidente, ha ricevuto da Petrobras. Due indagati nell'ambito dell'inchiesta Lava Jato, scrive il Corriere della Sera, hanno raccontato i pm brasiliani di tangenti per 9,5 milioni di dollari pagate a un direttore del gruppo petrolifero per "propiziare" l'aggiudicazione alla società di forniture di tubi per oleodotti

Il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca è indagato dalla procura di Milano per l’ipotesi di corruzione internazionale inBrasile insieme al fratello Paolo, al nipote Lodovico e al cugino Roberto Bonatti. La notizia, scrive il Corriere della Sera, emerge dalla proroga dei termini per le indagini chiesta dai pm, che a luglio hanno disposto la perquisizione della cassaforte lussemburghese San Faustin attraverso cui la famiglia Rocca controlla la multinazionale delle infrastrutture Techint, il gruppo leader nei tubi in acciaio Tenaris e l’ospedale Humanitas. La vicenda riguarda contratti che Techint, di cui l’ex numero uno di Confindustria è presidente, ha ricevuto dal gruppo petrolifero brasiliano Petrobras ed è la stessa per cui, come si è saputo un anno fa, Techint stessa e Saipem (gruppo Eni) erano state iscritte nel registro degli indagati in base alla legge 231 sulla responsabilità degli enti.

MNC accusa il comandante della Municipale Noè: “Cancelleria acquistata dalla moglie”

Pierluigi Zavaroni

Sarebbe stata la società della moglie del Comandante della Polizia Municipale Gaetano Noè a fornire prodotti di cancelleria ai vigili di Parma. A dirlo è il Presidente della associazione Movimento Nuovi Consumatori Filippo Greci, e se non si può parlare di illecito è evidente come l’intera operazione sia stata poco opportuna. La ditta in questione è la Grafiche e Gaspari srl, azienda con sede a Bologna e con una filiale a Mantova, fornitrice del Comune di Parma per i blocchi dei verbali della Polizia Municipale. La assegnazione è arrivata grazie ad una procedura pubblica di richiesta di offerta, in sostanza gli uffici hanno fatto una ricerca nel Mepa e individuato una società rispondente ai canoni, appunto la Grafiche e Gaspari, con cui però lavora Monica Caracciolo, appunto la moglie di Noé. E Greci fa partire una serie di domande: “Questa ditta ha ricevuto anche affidamenti diretti dalla Polizia Municipale? Non c’è un po’ di conflitto interessi quando la ditta per cui la moglie del Comandante della PM fa l’agente riceve incarichi dalla Polizia Municipale stessa? Oggi i parmigiani sanno che i blocchetti delle loro multe sono della ditta per cui lavora la moglie di Noè. Credo che ulteriori commenti siano superflui”.

Anac rileva irregolarità nelle nomine dei manager in Rai. "Ora valuti il Ministero dell'Economia"

Da mancata ricognizione interna a un caso di conflitto interessi

ROMA - Mancato utilizzo del "job posting", cioè l'annuncio della posizione vacante per effettuare una ricognizione interna, nelle procedure di selezione dei dirigenti. Conflitto di interessi per una delle posizioni selezionate (Cso - Direttore Security & Safety) rispetto a chi ha curato la selezione. Irregolarità sulle posizioni di Direzione staff della Direzione generale e quelle di Responsabile relazioni con i media presso la Direzione Relazioni esterne. Sono le conclusioni sulle 21 nomine di manager esterni in Rai formulate dall'Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone nella delibera del Consiglio di ieri, firmata e pubblicata oggi sul sito dell'Anac, in seguito a un esposto dell'Usigrai. L'Autorità rimette le sue osservazioni "alla valutazione del ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto ministero vigilante".

L'Anac chiarisce nel documento che non spetta all'Autorità né valutare "la legittimità o meno delle procedure di assunzione o dei requisiti di partecipazione delle procedure concorsuali" né "la legittimità dell'ammontare degli stipendi", ma "l'applicazione e l'efficacia" delle misure adottate nei piani anticorruzione Rai. Il parere dell'autorità anticorruzione non è vincolante per la Rai e quindi non invalida automaticamente le nomine stesse.

Notizie riservate a imprenditori legati alla camorra: chiesta interdizione per il generale Giuseppe Mango

La richiesta della procura di Napoli nei confronti del comandante interregionale delle Fiamme Gialle del Veneto: è accusato di aver divulgato notizie riservate ad alcuni imprenditori finiti sotto inchiesta per presunti affari con la camorra

di Fiorenza Sarzanini

La procura di Napoli ha chiesto l’interdizione per il generale della Guardia di Finanza Giuseppe Mango. L’attuale comandante interregionale del Veneto è accusato di aver soffiato notizie riservate ad alcuni imprenditori campani accusati tra l’altro di aver fatto affari con la camorra. Le indagini condotte dal pubblico ministero Fabrizio Vanorio e coordinate dall’aggiunto Giuseppe Borrelli hanno portato all’arresto degli imprenditori e, appunto, al provvedimento nei confronti dell’alto ufficiale che, come prevede la procedura, dovrà essere interrogato la prossima settimana. 15 settembre 2016

Fonte Link corriere.it

Scandalo derivati, Corte conti convoca Morgan Stanley. Danno erariale da 4 miliardi

La procura regionale per il Lazio della Corte dei Conti ha invitato a comparire la banca d'affari Usa e i responsabili del Tesoro che hanno stipulato contratti con la controparte statunitense: Cannata, La Via, Siniscalco e Grilli

di ALBERTO CUSTODERO e WALTER GALBIATI

ROMA - L'accusa è pesante: hanno scommesso con i soldi degli italiani. E costretto lo Stato a chiudere in fretta e furia contratti con Morgan Stanley in perdita per tre miliardi di euro tra dicembre 2011 e gennaio 2012. Ora la Corte dei conti li ha convocati tutti e ha chiesto loro danni per 4,1 miliardi.

Davanti alla magistratura contabile dovranno presentarsi, oltre alla banca d’affari Usa, Maria Cannata, direttore del Debito pubblico, che dal 2000 ad oggi ha firmato molti di quei contratti e i relativi decreti di approvazione e Vincenzo La Via, predecessore della Cannata. Insieme a loro, Domenico Siniscalco, direttore generale del Tesoro, che terminata la propria esperienza ha pensato bene di andare a lavorare proprio per Morgan Stanley e Vittorio Grilli, anche lui direttore del Tesoro, e passato, una volta uscito dallo Stato, nelle fila di un’altra banca d’affari Usa, la Jp Morgan.  

Vincenzo De Luca, Cassazione conferma assoluzione per caso termovalorizzatore

Cuore del processo la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione di un termovalorizzatore nella città campana per cui in secondo grado la procura generale aveva chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione

Condannato in primo grado, assolto in secondo. Ieri la Cassazioneha messo il sigillo finale al processo che vedeva imputato per abuso d’ufficio Vincenzo De Luca confermando l‘assoluzione. Cuore del processo la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione di un termovalorizzatore nella città campana per cui in secondo grado la procura generale aveva chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione.

La vicenda risale al 2008 quando De Luca era sindaco di Salerno. I giudici dell’appello in motivazione avevano scritto che la “costruzione accusa poggia su basi scarsamente consistenti sia sul piano della prova che della logica”. La condanna in primo grado per il presidente Pd della Regione aveva determinato nei confronti di De Luca la sospensione dall’incarico di presidente della Giunta regionale per effetto della legge Severino, provvedimento poi sospeso dal tribunale in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale sul suo caso.

IL MARCIO NELLA “BANCA DEL PAPA” che pare arrivi fino alla musica delle guglie del Duomo di Milano prodotta dal faccendiere Gianni Baratta inviato da Caloia

1. IL MARCIO NELLA “BANCA DEL PAPA” SEMBRA NON FINIRE MAI E PORTA DRITTO ALLE BAHAMAS 2. SEQUESTRATI DUE CONTI, PER 16,8 MILIONI DI EURO, ALL’EX PRESIDENTE DELLO IOR, ANGELO CALOIA, E ALL’EX DIRETTORE GENERALE LELIO SCALETTI. I DUE AVREBBERO VENDUTO, PER CENTINAIA DI MILIONI, PRATICAMENTE TUTTO IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELL’ISTITUTO (29 APPARTAMENTI TRA ROMA E MILANO). ALCUNI DI QUESTI SONO STATI ACQUISTATI DA SOCIETÀ REGISTRATE ALLE BAHAMAS, E CONTROLLATE IN PARTE ANCHE DA CALOIA E SCALETTI 3. I DUE, AL COMANDO DELLO IOR PER VENT’ANNI, SI SONO PAPPATI, QUASI 60 MILIONI DI EURO 4. AVVISO AI NAVIGATI: CALOIA NON E’ UN POLITICUCCIO NE’ UNO SGHERRO DI CARMINATI MA UN PRINCIPE DELLA FINANZA CATTOLICA, VECCHIO DEMOCRISTIANO DALLE MILLE RELAZIONI. PROFESSORE ALLA "CATTOLICA", ESPONENTE DI QUELLA “BANDA DEGLI ONESTI” VICINA A GIOVANNI BAZOLI E PRESIDENTE DELLA VENERANDA FABBRICA DEL DUOMO DI MILANO

«PECULATO IN AFFARI IMMOBILIARI» INDAGINE SUGLI EX VERTICI DELLO IOR

M.Antonietta Calabrò per il “Corriere della Sera”

Due conti sequestrati per 16,8 milioni di euro presso lo Ior, che per decenni l’ex presidente Angelo Caloia e l’ex direttore generale Lelio Scaletti hanno amministrato, dopo l’estromissione del vescovo Paul Marcinkus seguita al crac del Banco Ambrosiano.

Milioni che secondo il promotore di giustizia vaticano, Gian Piero Milano, potrebbero essere frutto di peculato dei due che nell’arco di sette anni (2001-2008) e sotto due Papi hanno venduto praticamente tutto il patrimonio immobiliare dell’Istituto per le opere di religione (allo Ior rimane in pratica un solo grande immobile in via della Conciliazione).

Il Vaticano indaga su Angelo Caloia EX PRESEDENTE DELLA BANCA DELLA SANTA SEDE. Ior, il Vaticano indaga su Caloia: peculato su operazioni immobiliari

L’uomo che per vent’anni ha guidato l’istituto dopo Marcinkus. Indagato anche un avvocato. L’ipotesi di reato del Promotore di Giustizia è peculato

di M.Antonietta Calabrò

ROMA - L’ex presidente dello Ior Angelo Caloia e l’ex direttore generale Lello Scaletti sono sotto inchiesta giudiziaria in Vaticano da Parte del Promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, per peculato in relazione ad operazioni immobiliari avvenute nel periodo 2001-2008: si tratta della cessione di 29 immobili che erano posseduti dallo Ior a Roma e a Milano. La notizia arriva all’indomani della denuncia del cardinale George Pell: «Centinaia di milioni di euro di fondi nascosti in Vaticano», ha rivelato lo zar delle finanze della Santa Sede. L’indagine è estesa anche all’avvocato Gabriele Liuzzo, indagato per concorso. Lo ha reso noto padre Federico Lombardi. I conti dei due allo Ior sono stati sequestrati il 27 ottobre 2014: su tali conti ci sarebbero 16 milioni di euro.

Conti correnti sequestrati

Parmacotto: il giorno della verità

Mercoledì 14 settembre: la data cruciale per Parmacotto, il giorno della verità. Il Tribunale fallimentare sta per affrontare il difficile caso della nota impresa degli affettati di Parma. Il giudice deve decidere se omologare il concordato proposto dalla società, che di fatto trasforma i principali creditori in nuovi soci, oppure se dichiarare bancarotta, dando credito alle accuse portate dalla Procura su una gestione truffaldina dei bilanci degli anni passati, tenuti in piedi attraverso crediti infragruppo inesistenti per decine di milioni di euro; la Procura ha già sequestrato una decina di milioni di euro alla Parmacotto (LEGGI QUI), provvedimento convalidato dal gip nell’ambito di un procedimento penale che procede parallelo a quello del ramo fallimentare.

Il giudice fallimentare procederà guardando agli aspetti formali del caso più che a qualsiasi altra possibile considerazione. Proprio il sequestro della Procura fatto a inizio luglio è l’elemento che ha cambiato maggiormente le carte in tavola rispetto al giorno in cui i creditori hanno votato favorevolmente la proposta di concordato, in giugno. Nelle ultime settimane Parmacotto ha cercato di mostrarsi ancora in salute, acquistando spazi pubblicitari sui giornali e diffondendo cifre incoraggianti sull’attività in corso. Ma senza il denaro sequestrato, i numeri promessi dal piano concordatario non tornano comunque più. Nell’udienza di oggi, dovrà essere valutato proprio l’impatto di questo imprevisto. Una decisione il cui valore va oltre allo specifico tecnico.

Corte di cassazione: Truffa a mezzo bonifico bancario, i principi della Suprema Corte

I giudici affrontano la questione della corretta competenza territoriale e del momento consumativo. La sentenza n. 37400 dell’8 settembre 2016.

Quando si intende consumato il reato di truffa effettuato mediante un bonifico bancario?Il problema se lo sono posti i magistrati della Sezione feriale della Corte di cassazione, chiamati a stabilire quale fosse il giudice  territorialmente competente a giudicare l’imputato.

In generale, secondo il costante insegnamento della giurisprudenza di legittimità, il momento consumativo del delitto di truffa, anche agli effetti della competenza territoriale, è quello dell'effettivo conseguimento dell'ingiusto profitto, con correlativo danno alla persona offesa, e tale momento si verifica all'atto dell'effettiva prestazione del bene economico da parte del raggirato, con susseguente passaggio dello stesso nella sfera di disponibilità dell'agente: il  reato, pertanto, si consuma là dove il soggetto attivo “procura” a sé medesimo o ad altri il profitto ingiusto e non nel luogo nel quale viene  disposto l'eventuale pagamento della obbligazione contratta con  l'accordo.

Mafia capitale, Odevaine patteggia: due anni e otto mesi per tangenti su Cara di Mineo

Alla fine si è arreso. A quasi due anni dall’arresto Luca Odevaine ha deciso di accordarsi con la procura di Roma. L’uomo di Mafia capitale nel business dell’immigrazione ha patteggiato una pena a due anni e otto mesi di reclusione, più la restituzione di 250mila euro che – come racconta Il Messaggero – sarebbero le tangenti accertate in questo troncone dell’inchiesta, e cioè quello che riguarda gli appalti vinti dalla cooperativa La Cascina al Centro richiedenti asilo di Mineo, in provincia di Catania.

Per la stessa indagine, nel gennaio scorso i dirigenti della Cascina Francesco Ferrara, Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita avevano patteggiato a loro volta una pena 2 anni e 8 mesi. Odevaine, però, deve rispondere anche di altri 151mila euro di mazzette: contestazione questa che gli viene mossa nell’ambito del Maxi processo su Mafia capitale, dove sono imputati Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. 13 settembre 2016

Fonte Link ilfattoquotidiano.it

CASTEL GANDOLFO: ABUSI EDILIZI IN AREA PROTETTA CON SOLDI PUBBLICI. EARTH SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

CASTEL GANDOLFO: ABUSI EDILIZI IN AREA PROTETTA CON SOLDI PUBBLICI.

EARTH SI COSTITUISCE PARTE CIVILE NEL PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO

L’inizio degli abusi edilizi sull' arenile demaniale del lago Albano di Castel Gandolfo risale al 2012 quando Luciano Buonfiglio, vicepresidente del Coni e presidente F.I.C.K. (Federazione Italiana Canoa Kayak), avrebbe deciso di dare inizio ad alcune opere edilizie senza alcun tipo di autorizzazione.   

Tra i vari lavori che sarebbero stati eseguiti emerge quello finalizzato ad agevolare l’accesso al lago da parte delle imbarcazioni, operazione resa difficile per un dislivello di sei metri venutosi a creare a causa dell’abbassamento del livello del lago.

La soluzione per la F.I.C.K. è stata la creazione di una “collinetta artificiale” ottenuta con il versamento di circa 2 mila metri cubi di terra. Nell’operazione di riempimento sono state usati mezzi come le ruspe che avrebberodanneggiato la banchina domiziana risalente al I secolo d.C. Inoltre il materiale terrario impiegato sarebbe di provenienza ignota e questo solleva senza dubbio la questione ambientale. Potrebbe, infatti, trattarsi di terreno inquinato o contenente materiale incompatibile con la finalità.

Roma, si dimette il mini-direttorio. Assessore al Bilancio De Dominicis è indagato, salta nomina: “Non ha requisiti M5s”

Due nuove crepe per la giunta 5 stelle in Campidoglio: lasciano i parlamentari incaricati di assistere la sindaca nelle decisioni complesse e la prima cittadina annuncia che il neo designato titolare al Bilancio non ha i requisiti per la nomina. Lui replica: "E' un complotto". Malumori tra gli eletti: c'è chi chiede di riorganizzare le strutture di comando del Movimento. Carabinieri acquisiscono nuovi documenti su inchiesta che coinvolge assessora all'Ambiente

Si dimette il mini-direttorio romano, salta l’assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis perché indagato per abuso d’ufficio. Quando sembrava che la crisi della giunta M5s in Campidoglio stesse per rientrare lentamente, sono arrivati i due nuovi colpi. Il passo indietro dei parlamentari, incaricati di assistere la sindaca Virginia Raggi nelle decisioni complesse, era nell’aria dopo le polemiche dei giorni scorsi, mentre l’allontanamento dell’ex procuratore regionale della Corte dei Conti è arrivato a sorpresa questa mattina dopo che lui stesso ha scoperto di essere indagato per una vicenda di cui non era a conoscenza. “Non ha i requisiti previsti dal M5s”, ha scritto Raggi su Facebook, “pertanto abbiamo deciso di comune accordo di non proseguire con l’assegnazione dell’incarico”. Il magistrato però ha replicato: “Mi sento vittima di un complotto”. Il Movimento per tornare alla normalità deve risolvere i problemi politici all’interno: Beppe Grillo ha blindato il direttorio smentendo ipotesi di allargamento, ma in tanti chiedono che ci sia una riorganizzazione. Intanto l’amministrazione M5s incassa l’appoggio dei vescovi: “E’ troppo presto per buttare via tutto”, si legge in un’editoriale su Avvenire.

Usura, Eurispes: “Nel 2015 giro d’affari da 82 miliardi. Parma provincia più esposta”

Secondo l'istituto di ricerca a rivolgersi a prestiti privati, con tassi d'interesse medi del 120 per cento annuo, è il 12 per cento delle famiglie italiane. In mano agli strozzini un'azienda su dieci. La città emiliana supera Crotone e Siracusa

Un giro d’affari di quasi 82 miliardi di euro. A tanto ammonta, in Italia, il capitale legato all’usura. Un valore analogo, tanto per dare un’idea, a quello complessivo dell’export delle imprese meccaniche. Lo denuncia l’Eurispes nel suo rapporto annuale, nel quale vengono presi in esame i dati relativi al 2015. La cifra totale corrisponde alla somma del denaro prestato ad usura a famiglie e imprese (37,25 miliardi) e di quello restituito con tanto d’interessi (44,7 miliardi). Interesse medio calcolato intorno al 120 per cento annuo, benché molti siano i casi noti di tassi assai più elevati. Si tratta di una cifra – gli 82 miliardi – che comunque va considerata approssimata per difetto: il fenomeno dell’usura, infatti, è notoriamente caratterizzato da una significativa quota di sommerso. Molti dei prestiti illegali, cioè, restano sconosciuti alle forze dell’ordine.

Per quanto riguarda le famiglie, secondo Eurispes, in media negli ultimi due anni circa il 12 per cento delle famiglie (su un totale di 24,6 milioni) si è rivolto a soggetti privati (non parenti o amici) per ottenere un prestito. Si tratta quasi sempre di persone che si erano viste negare l’accesso al credito negli istituti bancari.

Polis-Di Vittorio come Spip: distrazioni tramite compravendite di terreni

I dettagli dell’operazione su un'area edificabile a San Pancrazio che ha portato all’indagine per bancarotta fraudolenta e al sequestro di oltre 800mila euro

Omissioni informative. Condotte depauperative e distrattive. Atti di frode. Che il fallimento della storica cooperativa Di Vittorio di Fidenza sarebbe confluito in un’inchiesta per bancarotta fraudolenta era annunciato già dagli atti del tribunale di Parma che tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 hanno revocato le procedure di concordato preventivo avviate nel 2013 di Polis Spa e della sua controllante Di Vittorio con una chiara motivazione: i curatori giudiziali avevano rilevato atti fraudolenti nella gestione delle società perpetrati fin dal 2008.

Nel decreto di revoca del concordato di Polis, chiesta dal pm Paola Dal Monte così come l’istanza di fallimento, i giudici elencano tutte le condotte fraudolente rilevate dal commissario Paolo Capretti. Le effettive cause del dissesto sono imputabili a “condotte poco trasparenti e censurabili dell’organo amministrativo” in carica dal 2008 al 2013.

La società anziché affrontare la crisi del mercato immobiliare si sarebbe impegnata a dissimulare al sua reale situazione finanziaria con operazioni con parti correlate, prive di qualsivoglia valida ragione economica in un periodo che doveva essere improntato all’austerità per la salvaguardia del patrimonio aziendale.

Vengono elencate in dettaglio le condotte più gravi, tra cui le distrazioni che venerdì scorso hanno portato al sequestro preventivo di oltre 800mila euro su conti correnti di privati da parte della Guardia di Finanza.

Terremoto Centro Italia, l’ombra dei legami con i boss sui lavori nella scuola crollata

Intrecci societari e di parentela tra il gruppo siciliano che ebbe l’appalto e un altro, omonimo, colpito da un’interdittiva antimafia (poi sospesa)

Davide Milosa e Davide Vecchi

La scuola elementare “Romolo Capranica” di Amatrice è crollata per il terremoto (leggi). E questo nonostante nel 2013 fossero stati spesi circa700mila euro per metterla in sicurezza. In attesa degli sviluppi dell’inchiesta aperta dalla Procura di Rieti (leggi), un primo dato emerge netto: attorno all’azienda che ha lavorato, pesa forte l’ombra di collegamenti con i clan di Cosa Nostra. Per capire bisogna partire dal sito della Valori Scarl. Qui, nell’elenco delle opere, alla voce “Restauro e riqualificazione ambientale” si legge: “2013: Amatrice, ristrutturazione polo scolastico verticalizzato”. Parte del denaro speso (200mila euro) è stato prelevato dal fondo messo a disposizione dal governo dopo il terremoto de L’Aquila.

Diritto di informare, la sentenza del Consiglio di Stato: vietato fare inchieste sui contratti segreti

Con una sentenza pasticciata, che contraddice la legge, negato il diritto di informare sulle operazioni finanziarie

di Bruno Tinti*

Il 12 agosto il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto la richiesta del giornalista Guido Romeo di ottenere copia di 13 contratti in derivati, per i quali è ancora presente la clausola di recesso anticipato, attualmente in vigore tra lo Stato italiano e banche e istituti finanziari. Ciò in quanto non sussisterebbe un interesse giuridicamente rilevante (come richiesto dalla legge 241/90) alla conoscenza di detti atti.

La sentenza è scritta con linguaggio particolarmente involuto ma, in sostanza, sostiene che il diritto di informare non è motivo che legittimi la richiesta di accesso a documenti della Pubblica amministrazione. Il CdSconferma così la paradossale affermazione del Tar secondo cui se fosse “sufficiente l’esercizio dell’attività giornalistica ed il fine di svolgere un’inchiesta… su una determinata tematica per ritenere, per ciò solo, il richiedente autorizzato ad accedere a documenti della PA sol perché genericamente riconducibili all’oggetto di detta ‘inchiesta’, si finirebbe per introdurre una sorta di inammissibile azione popolare sulla trasparenza dell’azione amministrativa che la normativa sull’accesso non conosce…”. Paradossale, poiché i documenti richiesti non erano “genericamente riconducibili” all’inchiesta ma ne costituivano l’oggetto; e poiché l’informazione giornalistica non è certo ontologicamente funzionale ad “azioni popolari sulla trasparenza dell’attività amministrativa” ma esclusivamente a un’informazione la più completa possibile che consenta conoscenza e consapevolezza, condizioni minime per la sussistenza di una società democratica.

Alluvione a Parma, confermata l'indagine a carico del sindaco Pizzarotti

Nel registro anche il capo della municipale e tre dirigenti della Protezione civile. Fascicolo aperto per il reato di disastro colposo

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è nuovamente indagato. La notizia, già nota dai primi di giugno, è adesso confermata dato che i nomi dei coinvolti nell'inchiesta sono stati desecretati.

Dopo l'indagine per abuso d'ufficio aperta dalla Procura di Parma per le nomine effettuate al teatro Regio - fatto che gli è costato la sospensione dal M5s per non aver comunicato la sua posizione giudiziaria  - il primo cittadino risulta dunque iscritto nel registro degli indagati (disastro colposo il reato) per l'alluvione creata dall'esondazione del torrente Baganza nell'ottobre del 2014.

Coinvolti anche il comandante della polizia municipale Gaetano Noè e tre dirigenti della protezione civile: Maurizio Mainetti (direttore dell'Agenzia regionale di protezione civile), Gianfranco Larini (ex responsabile del Servizio tecnico di bacino) e Gabriele Alifraco (ex numero uno del Servizio di protezione civile della Provincia).

Il fascicolo era stato aperto dalla Procura dopo l'alluvione che due anni fa ha causato in città oltre 100 milioni di danni. Pizzarotti e gli altri quattro sono stati inscritti nel registro degli indagati a fine maggio ma i loro nomi - come ricorda la Gazzetta di Parma - erano stati secretati.

Si tratta dunque della conferma di una notizia che era già stata anticipata.

"Io magistrato, le banche e i mutui concessi ai criminali"

Nelle indagini sui patrimoni mafiosi, sempre ambiguo il ruolo degli Istituti di Credito, grandi e piccoli

di MARCO PATARNELLO*

Caro direttore,

l'opinione pubblica sembra stanca di interventi in favore delle banche e ci chiediamo perché. La deflagrazione che il fallimento di una banca, magari dell'importanza di Mps, creerebbe nel tessuto economico costringe lo Stato ad un intervento. Ma quale? Faccio il magistrato al Tribunale di Roma e ho dedicato gli ultimi tre anni della mia vita professionale alle misure di prevenzione patrimoniali: sequestro e confisca di patrimoni mafiosi o costruiti illecitamente, un'attività svolta mettendo sotto la lente di ingrandimento gli ultimi venti o trent'anni di vita imprenditoriale, economica, lecita e illecita di malavitosi, corrotti e criminali. Patrimoni di decine o centinaia di milioni di euro accumulati illecitamente.

In ognuno di questi processi abbiamo sempre trovato un grosso mutuo, un finanziamento o un prestito concesso da istituti bancari. Prestiti spesso concessi in evidente malafede, senza le garanzie minime, in situazioni in cui nessun cittadino "normale" avrebbe avuto accesso al credito. Con la conseguenza che spesso il Tribunale esclude tali crediti delle banche dal novero di quelli che devono essere soddisfatti con il denaro confiscato ai malavitosi. Una mole di attività bancaria svolta chiaramente facendo affari spregiudicati, prestando denaro a chi non dava nessuna garanzia, se non quella di entrate illecite. Negando, invece, i prestiti a chi non aveva garanzie fantasmagoriche, come ha potuto constatare chiunque, da persona comune, abbia chiesto un finanziamento o un mutuo in questi anni. E, si badi, questo non da parte delle sole banche di serie B o di provincia.

“L’inceneritore non è opera pubblica”, Iren dovrà pagare al Comune 2 milioni di euro

Pierluigi Zavaroni

Decisamente un brutto colpo quello subito da Iren, che per volere della Autorità Anticorruzione dovrà versare nelle casse del Comune di Parma la cifra di due milioni di euro. Il termovalorizzatore, o inceneritore che dir si voglia, di Ugozzolo è infatti una “opera privata di interesse pubblico”, e quindi i proprietari devono pagare gli oneri di urbanizzazione.

Tutto era nato da un esposto presentato nel 2012 da Arrigo Allegri e Pietro De Angelis di Monumenta, che avevano denunciato come la cifra non fosse mai stata versata, ma anche come non si trattasse di una opera pubblica. Se l’iter era stato iniziato dalla municipalizzata Enia, infatti, la realizzazione è stata compiuta da Iren quando la stessa si è trasformata in spa. Quindi, per l’autorità, l’opera è da considerare a tutti gli effetti privata. Non solo, l’ente stabilisce anche che la convenzione di affidamento del servizio integrato di gestione dei rifiuti ad Iren è scaduta quindi Atersir è chiamata ad indire una nuova gara pubblica nei tempi più brevi, e dovrà tenere conto dei possibili vantaggi rispetto agli altri concorrenti derivanti dalla proprietà, da parte di Iren, di impianti pubblici “ereditati” da Enia. 05/08/2016

Fonte link parmaquotidiano.info

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Avvocato di Parma trovato morto in un albergo a Milano

Sul corpo nessun segno di colluttazione o percosse

Un avvocato amministrativista di Parma, Nicola Bassi, è stato trovato morto nella stanza di un albergo milanese venerdì pomeriggio.

L'uomo, 45 anni, professore di Diritto amministrativo all'università di Parma, era senza vestiti e con un cappio di cavi elettrici al collo legato a un termosifone. L'ipotesi più probabile è quella che si sia trattato di un tragico incidente. 

Sul corpo nessun segno di colluttazione o percosse. L'avvocato, nato a Parma ma residente a Milano, lascia la moglie, attualmente in vacanza, e una figlia piccola.

ll rinvenimento del cadavere è avvenuto da parte del personale delle pulizie verso le 15 di venerdì in una camera dell'Hotel Adam di via Palmanova a Milano, dove il legale soggiornava da giovedì sera. Si era registrato con un unico documento, ma non è escluso che qualcun altro possa essere salito nella camera.

L'ipotesi meno probabile è quella dell'omicidio, perché la stanza è stata trovata in perfetto ordine, con i letti rifatti, e il corpo non presentava segni di violenza.  

L'indagine è stata affidata al pm Enrico Pavone della Procura di Milano, che ha disposto l'autopsia. La polizia scientifica ha sequestrato il pc portatile e il cellulare del del legale.

Il professor Nicola Bassi era molto conosciuto a Parma, dove era nato e dove aveva frequentato il liceo classico Romagnosi. Da oltre dieci anni insegnava Diritto amministrativo come professore associato prima all'università Bicocca di Milano e poi come docente straordinario di prima fascia al dipartimento di Giurisprudenza dell'ateneo di Parma.

BOZZA DI PROPOSTA DI LEGGE PER INASPRIRE LE PENE A TUTELA DEGLI ANIMALI.

Carlo Consiglio

Il 2 agosto 2016 i deputati Ferraresi e Paolo Bernini del Movimento Cinque Stelle hanno tenuto una conferenza stampa in cui hanno illustrato una bozza di proposta di legge sulla tutela degli animali. I cittadini potranno inviare osservazioni entro i prossimi 60 giorni, passati i quali la bozza con le eventuali modifiche sarà pubblicata come proposta di legge.

La bozza di proposta di legge mira a proteggere gli animali come esseri senzienti e non, come è attualmente, in quanto gli atti contro di loro possano offendere il sentimento di qualcuno.

La bozza di proposta di legge aumenta molto le sanzioni previste dal codice penale, dalla legge sul maltrattamento degli animali (20 luglio 2004 n. 189) e dalla legge sulla caccia (11 febbraio 1992 n. 157), sia come detenzione che come ammende e sanzioni amministrative. Abroga inoltre l’articolo 842 del codice civile, che attualmente consente ai cacciatori di entrare nei fondi privati anche contro la volontà del proprietario.

CONSIGLIONEWS 10
4 agosto 2016

Mafia, maxi operazione negli Stati Uniti: Fbi arresta 46 boss delle famiglie Genovese, Bonanno, Gambino e Lucchese

L’operazione è scattata dopo indagini che sono durate anni, e ha interessato l’intera costa orientale degli Usa. Tutti gli arrestati sono accusati di estorsione, usura, traffico d’armi, contrabbando, frode assicurativa sanitaria

Nomi e cognomi sono uguali a quelli di 60 anni fa: ci sono i Genovese, ci sono i Gambino, i ferocissimi Lucchese e gli immancabili Bonanno. Sono le cinque famiglie di Cosa nostra che si spartivano New York già negli anni Cinquanta. Un impero criminale che non si è mai concluso dato che gli stessi clan sono stati nuovamente colpiti dall’ultima operazione antimafia del Fbi negli Stati Uniti d’America.

Quasi 50 uomini d’onore, infatti, sono stati arrestati nel corso di una operazione condotta nelle ultime ore a New York dal Boreau: sono tutti affiliati alle famiglie Genovese, Gambino, Lucchese e Bonanno. A renderlo noto la stessa agenzia federale su Twitter.

LAV, LA ZOOMAFIA IN PUGLIA: I DATI NEL NUOVO RAPPORTO ZOOMAFIA.

LA ZOOMAFIA IN PUGLIA: I DATI NEL NUOVO RAPPORTO ZOOMAFIA. CENTINAIA DI DENUNCE, UN NUOVO PROCEDIMENTO PER CRIMINI CONTRO GLI ANIMALI OGNI 21 ORE CIRCA E UN INDAGATO OGNI 37 ORE. IN UN ANNO A BARI 76 PROCEDIMENTI E 53 INDAGATI

Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, doping: sono alcuni dei crimini contro gli animali registrati in Puglia che emergono dal Rapporto Zoomafia 2016 redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto, “Crimini organizzati contro gli animali”, alla sua diciassettesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2015.

In Puglia sono presenti tutti i filoni zoomafiosi, dalle corse clandestine di cavalli ai combattimenti tra cani, dalla pesca di frodo al traffico di cuccioli provenienti dai paesi dell’Est: attività che garantiscono cospicui introiti illeciti alle organizzazioni coinvolte”, dice Ciro Troiano.

Corse clandestine di cavalli, ippodromi & doping

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