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La vita sta cambiando pelle

Archive - Ott 19, 2017

Enzo Bianchi: così l'arte riunisce il Logos alla vita

Enzo Bianchi

Dobbiamo a Northrop Frye e al suo ormai celebre “Il grande codice. La Bibbia e la letteratura” la ragionata consapevolezza di come la Scrittura santa per ebrei e cristiani sia diventata nei secoli chiave di ispirazione e di interpretazione non solo della letteratura ma dell’intera cultura “occidentale”: la parte preponderante del patrimonio artistico, iconografico, letterario e culturale in senso lato dei paesi segnati dalla tradizione ebraico-cristiana risulta semplicemente incomprensibile se se ne ignorano i testi fondativi.

Enzo bianchi: la cena dei poveri

Safet Zec

di ENZO BIANCHI

Quando, con l’affermarsi della cristianità costantiniana, si cominciò a organizzare la carità, creando associazioni e luoghi in cui ospitare le persone senza casa, un grande padre della chiesa, per il quale i poveri erano veramente sacramento di Cristo, gridò in una sua predica: “Non create questi xenodocheía (case per gli stranieri)! Infatti, assegnando l’opera dell’ospitalità a istituzioni particolari, i cristiani perderanno l’abitudine di riservare un letto nella propria casa e di tenere il pane pronto per i poveri: le case dei cristiani cesseranno così di essere case cristiane!” (Giovanni Crisostomo, cit. in Ivan Illich, Il pervertimento del cristianesimo, Quodlibet, Macerata 2008, pp. 23-24). Ben presto questo processo si impose, dando frutti copiosi di carità nel passato come nell’oggi, e tuttavia questa esortazione di Giovanni Crisostomo dovrebbe perlomeno interrogarci o farci sperare nel giorno in cui ogni famiglia cristiana sarà capace di dare accoglienza e di far sedere alla propria tavola i poveri e gli stranieri, senza demandare troppo facilmente questa diaconia alle istituzioni create dalla chiesa.

Con gli occhi di mia madre

Madonna del Parto- Piero della Francesca- affresco (260x203 cm) databile 1455-1465 circa

Vorrei vedere il mondo con i tuoi occhi,
con altra luce,
con la gioia nel cuore.

Vorrei abitare al mare con te e il papà
Sulla spiaggia a ciacolare verso sera nella luce del tramonto.
sui pattini ridisposti in secco.

Vorrei rivedere vivere l’innocenza,
era la tua visione del mondo, senza l’incubo della malvagità.

vorrei vivere con te madre e padre,
in un mondo solidale
in cui ogni valore umile o eccelso trovi la sua casa e ragion di vivere,
in cui la competizione forzata e spesso drogata, non umili il più debole.

vorrei che tu fossi ancora qui con me a parlare di cose belle e di sogni
con i piatti eccelsi della tua cucina mai dimenticata... e i sublimi pranzi domenicali con la tua famiglia riunita. 
e quanto ci tenevi vi fossero tutti... in particolare i bimbi. La tua gioia nel sorriso sapevi donarla e trasmettere nel tuo cibo preparato ad arte. 
Il tuo essere madre sempre in ogni sguardo, in ogni situazione, anche nelle contrastanti opinioni, 
col disincanto dell’innocenza e dell'amorevole futuro
che solo tu sapevi trasmettere, anche nella sofferenza, 
con le tue mani da pianista emanavi solo amore per la tua famiglia.

(Parma, 19/10/2017)

Luigi Boschi