Il sindaco di Parma, Pietro Vignali, cerca di mettere la testa sotto la sabbia. Chiuso dentro il palazzo comunale, mentre fuori imperversa la quarta protesta messa in atto dagli indignati dandreai Parma, sembra che il primo cittadino speri che negandone l’esistenza smetta di esistere: “E’ fatta da stranieri, da gente che non vive a Parma, portata qui dai centri sociali di altre città”, “è pilotata e manovrata”, continua a ripetere nelle interviste e a chi gli chiede spiegazioni.

Ma la Parma indignata non si è fatta fermare. Nemmeno dal caldo afoso che ha messo in ginocchio tutti in questi giorni, e su cui contavano gli amministratori per evitare l’ennesima protesta in strada durante il consiglio comunale, la gente non si è stufata di chiedere a gran voce le dimissioni del sindaco. E critiche ancora più roventi sono arrivate ieri da parmigiani che si sono sentiti chiamare stranieri dallo stesso primo cittadino, semplicemente perché non d’accordo con il suo modo di fare politica. Una posizione, quella di Vignali, riportata anche dalle pagine di Libero nei giorni scorsi, unico giornale con cui il sindaco di Parma si è sfogato dichiarando che le manifestazioni di piazza siano pilotate e guidate.