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La vita sta cambiando pelle

Archive - Gen 2018

Il tofu di canapa

Il "tofu di canapa" e' una gustosa e nutriente novita'!

E' da poco arrivato in commercio un nuovo tipo di tofu: si chiama "Hemp-fu", si ottiene dalla canapa, ha un gusto molto gradevole e si trova in comodi panetti bianchi al naturale o in crocchette e burger alla piastra.

Il suo ingresso sul mercato rappresenta un'interessante alternativa ai più classici secondi vegetali quali legumi, tofu di soia, tempeh e seitan e può essere integrato nella dieta non solo da vegetariani e vegani, ma anche da tutti coloro che amano provare cibi nuovi e non vogliono sfruttare gli animali per alimentarsi.

Il processo di produzione consiste nell'ammollo e nella spremitura a freddo dei semi della Cannabis Sativa, pianta molto versatile della quale si utilizzano semi, foglie e fusto per produrre alimenti, carta, tessuti, tappeti, materiali isolanti ed essenze aromatiche per la cosmesi. In particolare, dai semi decorticati si ottengono gustosi snack, creme, salse, gelati, olio e formaggio vegetale.

Il tofu di canapa o Hemp-fu è molto simile per aspetto al tradizionale tofu di soia (bianco e soffice), ma presenta proprietà organolettiche molto diverse. Rispetto al classico tofu è più saporito, ha una consistenza più friabile ed una granulosità maggiore. Può essere consumato crudo in insalata, frullato per ottenere una salsa da spalmare o saltato in padella per renderlo più croccante. Dal punto di vista nutrizionale non ha nulla da invidiare al "cugino" di soia; 100g di tofu di canapa apportano 170 kcal, 16g di proteine, 5.9g di grassi, 12.9g di carboidrati e ben 10.7g di fibre. 16/04/2008

Fonte Link https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=485

January 31st

I PERSIANI di Eschilo con Elisabetta Pozzi a Teatro Due dal 3 all'11 febbraio 2018

La forza della più antica tragedia greca conservata in modo integrale continua a deflagrare a quasi 2600 anni dalla sua prima rappresentazione. 
Con lo sguardo di un reporter di guerra ante litteram, Eschilo offre una visione inedita del dramma della disfatta dell’armata di Serse a Salamina ne I PERSIANI, in scena dal 3 all'11 febbraio a Teatro Due di Parma (che produce lo spettacolo).
Diretta da Andrea Chiodi Elisabetta Pozzi è la regina Atossa, insieme a lei in scena

Alberto MancioppiRaffaele Esposito, Ivan Zerbinati, Davide Gagliardini, Michele Lisi, Dino Lopardo, Nicola Nicchi, Gian Marco Pellecchia, Carlo Sellasuono e musica Daniele D’Angelo, scene Matteo Patrucco, costumi Ilaria Ariemme, luci Luca Bronzo.

Otto anni dopo Salamina, la grande sconfitta inflitta da Temistocle e il suo esercito ai Persiani, Eschilo presenta ad Atene una tragedia destinata a diventare una pietra miliare del teatro antico, la prima ad arrivare fino a noi nella sua integrità, ma anche la prima a far entrare i vincitori nel mondo dei vinti.

January 30th

FESTIVAL VERDI 2018 AL VIA IL ROADSHOW INTERNAZIONALE

FESTIVAL VERDI 2018, AL VIA IL ROADSHOW INTERNAZIONALE
Parte oggi il programma di presentazioni che porterà il Festival Verdi 2018 nelle più importanti capitali d’Europa, USA, Canada, Cina, Giappone 

All’indomani dell’annuncio del programma completo, il Festival Verdi sarà presentato a media e tour operator in un roadshow internazionale presso le Ambasciate e gli Istituti Italiani di Cultura con tappe in 23 città di 3 continenti, nelle maggiori fiere turistiche e nelle capitali di Europa, USA, Canada, Cina, Giappone. Il roadshow è realizzato dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con Enit, Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna APT Servizi, Assessorato al Turismo e Commercio del Comune di Parma, con il tour operator partner Parma Incoming, che oltre al soggiorno e ai migliori posti per gli spettacoli, offre visite ai luoghi verdiani tra Parma, Busseto e Roncole, per immergersi nell’arte e nella vita di Giuseppe Verdi. 

Tradizione, apertura al nuovo e sempre maggiore internazionalità sono i tratti distintivi della XVIII edizione del Festival Verdi, in programma a Parma e Busseto dal 27 settembre al 21 ottobre 2018 in luoghi di grande fascino e storia: al Teatro Regio di Parma, al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto e nello straordinario Teatro Farnese di Parma. In programma Macbeth (27 settembre, 5, 11, 18 ottobre) e Attila (30 settembre, 6, 13, 21 ottobre) al Teatro Regio di Parma, Un giorno di regno (28 settembre, 3, 5, 6, 9, 10, 11, 13, 18, 21 ottobre) al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto e Le Trouvère (29 settembre, 4, 7, 12, 14, 20 ottobre) al Teatro Farnese, concerti e spettacoli commissionati dal Festival Verdi e presentati in prima assoluta, tutti programmati in modo da consentire al pubblico di assistere a quattro opere e a un concerto in 4 giorni. 

January 29th

Il Trittico: Il Tabarro;Suor Angelica;Gianni Schicchi va in scena al Teatro Municipale di Piacenza venerdì 2 e domenica 4 febbraio 2018

Gianni Schicchi - Photo Rolando Paolo Guerzoni Il Tabarro- Photo Rolando Paolo Guarzoni

Il Trittico – Il Tabarro/Suor Angelica/Gianni Schicchi
va in scena al Teatro Municipale di Piacenza
dedicato alla memoria di Simonetta Puccini
venerdì 2 e domenica 4 febbraio 2018
per la Stagione d'Opera 2017/2018

La Stagione d'Opera 2017/2018 del Teatro Municipale di Piacenza prosegue venerdì 2 febbraio alle 20.30 e domenica 4 febbraio alle 15.30 con Il Trittico di Giacomo Puccini, capolavoro costituito dai tre atti unici Il TabarroSuor Angelica e Gianni Schicchi, in occasione del centenario dalla prima rappresentazione, avvenuta il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York. La Fondazione Teatri di Piacenza dedica Il Trittico alla memoria di Simonetta Puccini, scomparsa lo scorso dicembre. La nipote del grande compositore, custode devota del ricordo del nonno e dei luoghi da lui amati, seguiva con interesse la programmazione del Teatro Municipale (l'ultima volta era stata a Piacenza in occasione di Madama Butterfly nell'aprile 2016) e non avrebbe perso l'occasione di assistere anche alla prima del Trittico.

Per combattere la corruzione italiana la battaglia da fare è prima di tutto culturale

SERGIO RIZZO

Simile alle manifestazioni più pericolose di criminalità, in molti casi anche la corruzione si è organizzata, coinvolgendo cerchie ampie e coese di corrotti, corruttori, complici e conniventi», dice Don Luigi Ciotti. «E a farne le spese sono i principi stessi su cui si regge una democrazia. Non può esservi uguaglianza nel diritto dei cittadini di accedere ai servizi sociali essenziali quando la pratica della corruzione trasforma l’amministrazione pubblica nel regno dell’arbitrio e del privilegio». Sono frasi tratte dalla postfazione a un libro che esce domani in libreria per Rizzoli.

Si intitola Pane sporco: le due parole che Francesco ha usato l’8 novembre del 2013 a Santa Marta in una durissima requisitoria contro la corruzione che ha aperto l’offensiva della Chiesa contro quella che lo stesso Papa ha definito “un male più grande del peccato”, come ricorda nella prefazione il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone.

Di questa offensiva le 231 pagine di Pane sporco sono una specie di manifesto, la cui stesura è stata affidata al filosofo Vittorio Alberti, coordinatore della consulta internazionale sulla giustizia.

Che affonda subito i colpi: «In Italia la corruzione è di sistema. La Repubblica, la società, come sono organizzate, determinano la corruzione che, anche nel suo legame con le mafie, non corrompe solo i suoi protagonisti, ma le relazioni generali. I corrotti sono l’effetto della causa che è, al nocciolo, nel funzionamento del nostro Paese». E a leggere queste pagine ispirate dalla denuncia di Francesco torna alla mente quel titolo dell’inchiesta di Manlio Cancogni sull’Espresso che scosse l’Italia nel 1955: “Capitale corrotta, nazione infetta”. Scrive Alberti: «La capitale d’Italia è pervasa dalla corruzione. Roma ne è ormai un prototipo anche culturale.

January 28th

Renzi Si è fatto la sua repubblica di Salò

Le ultime 48 ore di fuoco: Renzi pigliatutto. Orlando: "Una bad company"

di GOFFREDO DE MARCHIS

"Si è fatto la sua repubblica di Salò", dice un deputato uscente della minoranza. Può essere la rabbia dell'esclusione. Ma Andrea Orlando si sfoga con gli amici: "Renzi porta i suoi fedelissimi in Parlamento eppoi trasformerà il Pd in una bad company". Il ministro della Giustizia fa quindi un passo avanti. Cerca di dare un senso politico al trauma della composizione delle liste, alle delusioni, all'amarezza degli esclusi, ai leader dimezzati nella loro rappresentanza. Non è solo il partito di Renzi il pericolo che i critici scorgono all'orizzonte. È molto di più: la mutazione genetica del Pd. Da forza di centrosinistra a forza di centro. Il partito della Nazione, si sarebbe detto a metà legislatura, quando il segretario flirtava con Verdini. Oggi i riferimenti sono Emmanuel Macron e Albert Rivera, il capo di Ciudadanos. L'asse mediterraneo del centrismo europeista, che secondo l'Eliseo dovrebbe prendere la forma di una lista paneuropea fuori dalle famiglie socialiste e popolari. Un progetto che ha bisogno di una pattuglia di leali fino alla morte in Parlamento. Ed è questo il filo seguito da Renzi nella notte dei lunghi coltelli, a giudizio degli scontenti.

28 gennaio, San Tommaso d'Aquino Sacerdote e dottore della Chiesa

Protettore di:accademici, librai, scolari, studenti, teologi

Un astro di luce particolare e inestinguibile brilla nel cielo del secolo XM; luce che attraversa i secoli, che illumina le menti: l'Angelico Dottore S. Tommaso. 

Nacque ad Aquino nell'anno 1227 dal conte Landolfo e dalla contessa Teodora, parente di Federico Barbarossa, signori fra i più illustri di quei tempi. 

Educato cristianamente fin dalla più tenera età, diede molti segni della sua futura scienza e grandezza. 

A cinque anni fu affidato per l'educazione ai monaci benedettini di Montecassino. Vi rimase fino ai quattordici anni, fino a quando cioè i torbidi politici non decisero i genitori a riprenderlo entro le mura del proprio castello. Più tardi fu mandato all'Università di Napoli, ove, sebbene assai giovane, manifestò il suo potente ingegno, acquistandosi fama presso i condiscepoli e stima presso i maestri. Già si concepivano su di lui le più lusinghiere speranze, già i conti d'Aquino ed altri vedevano in lui il futuro campione del foro napoletano o romano, quando egli di colpo fece crollare tutti questi sogni, annunciando la sua decisione di entrare nell'Ordine di S. Domenico.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.

Gesù nella Sinagoga

Don Umberto Cocconi

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!» (Vangelo di Marco).

Gesù è un maestro e insegna, e coloro che lo ascoltano rimangono stupiti del suo messaggio perché parla con autorità. Massimo Recalcati, riflettendo sul ruolo del maestro, afferma che è proprio la voce del maestro a rendere vivo il sapere … rianimandolo permanentemente. L'effetto dell'insegnamento, infatti, consiste nel restituire vita a saperi che possono sembrare morti, mettendone in rilievo la loro inesauribilità. A questo riguardo - il noto psicoterapeuta - parla dell'insegnamento come di un atto d'amore, come una pratica erotica, in quanto in grado di generare il piacere di sapere, di possedere l'oggetto da apprendere e di generare qualcosa. «Questo stile passionale dell'insegnante trasforma i libri in corpi, gli oggetti di cui parla si trasformano in corpi erotici e gli allievi si trasformano in amanti, desiderosi di sapere. Questa è la luce di cui dovrebbe essere portatrice la scuola: l'insegnante che ama ciò che insegna porta con sé la possibilità della luce».

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: La giornata di Cafarnao

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

28 gennaio 2018
IV domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,21-28

In quel tempo,21a Cafàrnao Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.


Dopo il racconto della vocazione dei primi quattro discepoli (cf. Mc 1,16-20), Marco sottolinea che Gesù non è più solo. Ormai c’è una piccola comunità alla sequela di questo rabbi venuto in Galilea dalle rive del Mar Morto in seguito all’arresto del suo maestro e profeta Giovanni il Battista, e questa comunità crescerà e accompagnerà Gesù, coinvolta nella sua vita fino alla fine.

Enzo Bianchi: Gesù di Nazaret affascina ancora oggi

di Enzo Bianchi

Fonte: “Vita Pastorale” n. 2 del febbraio 2018

La Chiesa che è in Italia è dotata di molti doni ed è ancora una realtà viva in questa nostra società
segnata dalla secolarizzazione, certo, ma soprattutto dall'indifferenza verso ciò che costituiva la sua
anima fino a mezzo secolo fa: la "religione cattolica".

Non siamo ancora in una situazione di cristiani in diaspora e neppure di piccole comunità di credenti che testimoniano il Vangelo in condizione di minoranza. Il panorama è variegato, ma ci sono ancora regioni in cui le comunità cristiane sono realtà visibili, eloquenti, nelle quali, seppur in diminuzione, non sono esigue le vocazioni al ministero presbiterale. Vi è, dunque, una grande opportunità per il cristianesimo e, di conseguenza, per le Chiese, che dovrebbero restare vigilanti più che mai e dotarsi di un nuovo
soffio di vita. Sono, cioè, chiamate a favorire una maturazione della soggettività dei battezzati, un rinnovamento della fede, sempre più pensata, e l'esercizio di uno stile che sappia essere eloquente, trasmettendo il Vangelo agli uomini e alle donne che ancora chiedono, anche se in modo non esplicito: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21).

January 27th

Pd, spaccatura nella notte: direzione approva le liste, ma minoranza non vota

Direzione congelata fino alle due e trenta in attesa di definire le candidature. Minoranza contesta: "Non siamo noi la causa, non siamo stati consultati". Poi si astiene dal voto al Nazareno. Renzi: "Esperienza devastante". I collegi: Boschi a Bolzano, Lorenzin a Modena, Bonino a Roma, Padoan a Siena e Minniti a Pesaro. A Parma c'è Lucia Annibali

ROMA - Le candidature del Pd sono passate senza il voto delle minoranze. Nella lunga notte del Nazareno, le componenti che fanno capo ad Andrea Orlando e Michele Emiliano hanno accettato, dopo qualche esitazione, di entrare e partecipare alla direzione del partito, inziata alle due trenta, ma il Guardasigilli dal palco ha espresso le sue perplessità sul metodo di scelta che ha portato a condividere le scelte con le minoranze solo - ha affermato - al termine una giornata di fibrillazione ininterrotta: "Non è questione di posti, ma non siamo stati consultati: chiediamo un'ora di tempo per capire come sono stati decisi alcuni nomi", è il senso dell'intervento di Orlando nella riunione a porte chiuse. La richiesta è stata messa ai voti e bocciata. A quel punto il ministro e il governatore pugliese hanno abbandonato la direzione insieme a Gianni Cuperlo e ai loro fedelissimi. E alla fine, quando mancavano pochi minuti alle quattro del mattino, la direzione ha approvato le liste ma senza le minoranze.

Breve panoramica storica sul concetto di cultura

cultura

Edoardo Natale
La lingua e la cultura sembrano avere un nesso evidente ma la sua dimensione resta sempre molto difficile da determinare. Per rendere questa operazione possibile si cercherà di capire bene cosa sia la cultura nel suo senso più ampio possibile.

Williams ( 1981) ha definito la cultura come l'intero modo di vivere di un popolo rifacendosi alla definizione classica di Edward Tylor ( 1871) dove:

la cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico, è quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una società.

In altri studiosi si è sottolineato il valore mentale e conoscitivo della cultura come nel caso di Goodenough ( 1964):

la cultura di una società consiste di qualunque cosa uno deve sapere o credere per operare in modo accettabile ai suoi membri... La cultura, essendo quello che la gente deve imparare, diverso dall'eredità biologica, deve consistere del prodotto finale dell'apprendimento: conoscenza nel senso più ampio possibile del termine. 

Nel lavoro di Rossi-Landi ( 1973) si parla di cultura come concepita come sistema di mediazione tra l'uomo e l'ambiente in modo da recuperare una certa fisicità. Infatti tra l'uomo e il cibo troviamo la forchetta e anche la cucina. Tra l'uomo e la pioggia abbiamo un ombrello. Tra l'uomo e l'uomo ritroviamo il pensiero.

January 26th

Tim, ricorso contro il governo e Recchi lascia le deleghe

Sara Bennewitz

La società contesta il decreto sul golden power e così blocca anche la possibile multa

Con un consiglio di amministrazione lampo, Telecom Italia decide di fare ricorso contro il provvedimento del governo sul golden power e prende atto che il vice presidente Giuseppe Recchi, in uscita dall’azienda, non potrà più ricoprire le deleghe per la sicurezza. Ieri la società controllata dal colosso francese Vivendi con il 23,9% ha deciso per il ricorso al Presidente della Repubblica. L’obiettivo del ricorso è il decreto legislativo che, a ottobre del 2017, ha imposto tra l’altro all’azienda una serie di restrizioni sulla governance, obbligandola a istituire un comitato ad hoc sulle reti. Telecom dovrà identificare all’interno del cda una figura con le deleghe sulla sicurezza, pronta a fare da raccordo tra il consiglio d’amministrazione e il comitato.

Fondi alla tav, tagli ai locali l’Italia divisa delle rotaie

I soldi alle Regioni diminuiti del 22% in 8 anni. E all’alta velocità riconosciuti 32 miliardi Allarme cattiva manutenzione: causa un incidente su 4. Ma la tendenza si sta invertendo

Ettore Livini

Milano - I pompieri, dopo l’incidente di ieri, hanno già provato a buttare acqua sul fuoco. « Gli investimenti di Rete Ferroviaria italiana ( Rfi) in manutenzione ordinaria — dicono alle Fs — sono saliti del 70% dal 2012, passando da 982 milioni a 1,7 miliardi » . Il Governo — assicura il ministro dei Trasporti Graziano Del Rio — ha fatto la sua parte, ritoccando all’insù del 340% i fondi per la sicurezza su rotaie. Qualcosa però sui treni di casa nostra non torna ancora. E i 23 centimetri d’acciaio saltati ieri sui binari di Pioltello non sono l’unica prova.

FESTIVAL VERDI 2018 Parma e Busseto, 27 settembre - 21 ottobre 2018

FESTIVAL VERDI

Parma e Busseto, 27 settembre - 21 ottobre 2018

XVIII edizione

MacbethUn giorno di regnoLe TrouvèreAttila

Roberto Abbado, Gianluigi Gelmetti, Philippe Auguin, Francesco Pasqualetti; Robert Wilson, Daniele Abbado, Andrea De Rosa, Massimo Gasparon;

Anna Pirozzi, Maria José Siri, Roberta Mantegna, Nino Surguladze,

Stefano Secco, Francesco Demuro, Luca Salsi, Vladimir Stoyanov, Franco Vassallo, Michele Pertusi, Riccardo Zanellato, Richard Galliano, Sergio Rubini. 

Macbeth, Un giorno di regno, Le Trouvère, Attila sono le opere in programma al Festival Verdi 2018, anno della sua XVIII edizione, a Parma e Busseto dal 27 settembre al 21 ottobre.

4 opere, 3 nuovi allestimenti in 3 teatri diversi, 3 orchestre, 2 cori, 6 commissioni in prima assoluta, 25 eventi per 70 appuntamenti in 25 giorni. 

Fabrizio Pezzuto (PUC): Il Comune di Parma torni a giocare una partita di primo piano nel trasporto pubblico

Pezzuto (Parma Unita- Centristi): Il Comune torni a giocare una partita di primo piano nel trasporto pubblico. TEP non sia solo macchina da dividendi, ma partner strategico.

Avevamo tutti grandi aspettative per la riunione della Commissione Società Partecipate convocata nei giorni scorsi, soprattutto speravamo di vedere seduti intorno ad un tavolo gli attori centrali del trasporto pubblico nel nostro territorio: TEP, SMTP, Comune e Provincia di Parma. Avremmo voluto chiedere chiarimenti sulla situazione del settore, non solo sulla gara per l’assegnazione del servizio, ma anche sui primi risultati del 2017 e su alcuni dati del Bilancio TEP 2016,  ma soprattutto sullo stato dei rapporti tra società, soci ed amministratori che negli ultimi anni sono apparsi, anche pubblicamente, pessimi con risvolti dannosi per l’intero settore.

E’ inutile soffermarsi sulle denunce, sui ricorsi, sugli scontri nelle assemblee e nei consigli di amministrazione e sui ritardi nell’approvazione dei bilanci perché sono cristallinamente evidenziati in documenti pubblici.

Ovviamente ci hanno spiazzato le assenze, più o meno motivate degli amministratori di TEP e SMTP (quest’ultimo almeno rappresentato) e della Provincia di Parma, ma è stata una buona occasione per chiarire alcuni passaggi e per confermare una immagine di scollamento tra soggetti che induce preoccupazione profonda. Scollamento tra società (SMTP e TEP), tra soci (Comune e Provincia) ed amministratori che non può che ripercuotersi pesantemente sull’attività aziendale, sui lavoratori e sul servizio reso. Vero che la presenza continuativa di gare, ricorsi, appelli crei una naturale confusione, ma il clima da “separati in casa” che si respira non può trovare giustificazione unicamente in procedure concorrenziali, comunque previste dalla Legge ed ampiamente preventivate.

January 25th

Paolo Isotta prende posizione sul revisionismo antimozartiano di Bianchini, Trombetta e seguaci

Luca Bianchini e Anna Trombetta

Paolo Isotta, napoletano a 24 carati, musicologo, saggista e critico musicale di lungo corso (firma principale al "Corriere della Sera" dal 1980 al 2015), non avrebbe bisogno di presentazioni. Per chi lo desiderasse, una sua biografia è comunque consultabile all'indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Isotta.

La Nuova Accademia della Bufala è lieta di pubblicare una sua non equivoca presa di posizione sul revisionismo antimozartiano di Bianchini, Trombetta e seguaci. Tanto più preziosa perché proveniente da chi alla gloriosa scuola musicale partenopea ha dedicato gran parte della propria riflessione, ma non per questo vuol prestarsi a valorizzarla mediante il delirio xenofobico e dilettantesco ai danni di altri autori e scuole.


A Carlo Vitali

Caro dottore,

January 24th

Il coraggio degli ex falsari del Regio di Parma non ha limiti

Sergio Pellegrini Luigi Boschi

il 25 gennaio 2018 ore 14 udienza a Parma del processo intentato da Sergio Pellegrini (ex OTR -Orchestra Teatro Regio di Parma srl) contro Luigi Boschi per diffamazione. L'eccelso clarinetto marpigiano (della città di Marpa - opera di Luigi Derlindati, edito da Derlo) ha pure chiesto in una querela integrativa il sequestro del socialblog luigiboschi.it
Il coraggio degli ex falsari del Regio non ha limiti! Ma il "fatto non sussiste". Come a Torino per Erri De Luca spero che anche a Parma, il diritto di parola garantito dall'art.21 della Costituzione Italiana, prevalga sulle querele intimidatorie che non smentiscono i fatti avvenuti (scritti e documentati) all'interno del Teatro Regio negli anni di "Parma Capitale della Musica"Parma, 24 gennaio 2018
Luigi Boschi

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24 gennaio, San Francesco di Sales: Vescovo e dottore della Chiesa

Francesco nacque l'anno 1567 nel castello di Sales, diocesi di Ginevra, da Francesco, conte di Sales, e da Francesca di Sionas. 

Fin dai primi anni mostrò spiccata inclinazione al bene, e una grande docilità. 

Fece i suoi primi studi ad Annecy, e di qui fu mandato a Parigi. Qui studiò retorica, filosofia e teologia presso i PP. Gesuiti. La sua vita era ritirata : frequentava la chiesa e i Sacramenti: fin d'allora fece il voto di castità. 

Compiuti gli studi a Parigi, fu dal padre mandato a Padova per addottorarsi in legge. Quivi Francesco fu esposto a grandi pericoli, cui scampò felicemente con la sua forte volontà e l'aiuto di Dio in cui sempre confidava. 

Il padre di Francesco aveva pensato di fare del suo figlio uno dei più stimati gentiluomini della società e gli aveva già ottenuto un posto distinto nel senato di Chambery, mentre gli andava preparando un ricco partito. Francesco invece era chiamato a ben altro, e svelò ogni cosa al suo precettore, incaricandolo di farne consapevole il padre. Molti furono gli ostacoli che i genitori gli opposero, ma vedendolo fermo nel suo proposito acconsentirono alla volontà di Dio. 

Fatto Sacerdote, il Vescovo di Ginevra lo delegò a combattere l'eresia di Calvino, che infestava tutto il Chiablese. Il nostro Santo ebbe da faticare e soffrire molto per quegli eretici, e corse pericolo più volte di essere assassinato, ma la sua grande dolcezza, unita ad uno zelo instancabile e ad una pietà esemplare, vinse i più ostinati calvinisti tanto da convertirne, dicono, 72 mila. Morto il vescovo di Ginevra Mons. Granier, Francesco fu eletto a succedergli. 

January 23rd

Excursus tra ironia, satira, diffamazione con l'esempio di Pirandello

Edoardo Natale

Breve excursus tra ironia, satira, diffamazione con l'esempio di Pirandello

Parlare di satira, ironia e diffamazione in un solo articolo non è cosa facile. Cerchero? di farmi aiutare dagli esempi più noti che mi verranno in mente. L'autore che ha rappresentato al meglio questo spirito è stato Dario Fo con il suo tentativo di sfuggire alla censura e ai rischi di satira intesa già come atto diffamatorio con il suo grammelot. Questo strumento, nato sin dai tempi della Commedia dell'arte ha consentito di praticare il diritto al dissenso in modo da non essere perseguitato dal potere.

Taranto, Lenzuola nere e bimbi senza scuola Noi come reclusi

Michela, moglie di un operaio Ilva: “Non possiamo nemmeno fare la spesa”

VITTORIO RICAPITO

TARANTO -Le lenzuola si mettono ad asciugare in casa perché sul balcone diventano nere. E si porta in tavola solo quello che c’è in frigo perché il vento, quel vento, porta cenere nera e rossa, una specie di morte silenziosa e quasi invisibile se non fosse così vera per gli annunci funebri che costellano il rione. Siamo al Tamburi di Taranto, di fronte alle ciminiere dell’Ilva e Michela Mignogna, 34 anni, casalinga, sposata con Marco, operaio del siderurgico, sta pulendo per l’ennesima volta il pavimento.

Maleducazione, inciviltà e bullismo: quei ragazzini che invadono il centro di Parma

Sulla stampa nazionale si parla di baby gang. Ma nelle nostre strade ci sono piuttosto gruppi di giovanissimi spesso sotto l'effetto dell'alcol e della droga che si lasciano andare ad episodi violenti. Tra vandalismo e rapine.

Sono giovani, spesso giovanissimi, hanno di frequente famiglie distratte alle spalle e, in qualche caso, sanno già che effetto fa finire in caserma o in questura. Ma a differenza dei loro coetanei delle smisurate periferie delle metropoli, o dei figli dei vicoli del sud in guerra perenne, non portano addosso i segni distintivi delle gang, non formano «paranze« o «batterie». E soprattutto, per fortuna, non nascondono il ferro, ovvero la pistola, in tasca. «No, sono per lo più compagnie di ragazzi smarriti, convinti da troppi telefilm e da un eccesso di lassismo che si possa fare quello che si vuole. Che credono che se vogliono un cellulare nuovo non devono fare altro che allungare la mano e prenderlo. E, cosa ancora più grave, che il fatto di essere giovani li renda intoccabili».