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La vita sta cambiando pelle

Archive - Gen 2018

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January 21st

Allegro con brio a tutto Jazz domenica 21 gennaio alle ore 17 alla Sala dei Teatini di Piacenza

Achille Succi

Allegro con brio  a tutto Jazz
domenica 21 gennaio alle ore 17
alla Sala dei Teatini
con il Quartetto Petrin-Succi-Fioravanti- Bagnoli

Sarà nel segno del Jazz il nuovo appuntamento di Allegro con brio, la rassegna di musica da camera alla Sala dei Teatini organizzata dalla Fondazione Teatri di Piacenza in collaborazione con il Conservatorio di Musica Nicolini. Domenica 21 gennaio alle 17, a ingresso libero, è in programma il concerto del Quartetto Jazz composto da Umberto Petrin (pianoforte), Achille Succi (clarinetti), Riccardo Fioravanti (basso elettrico) e Stefano Bagnoli (batteria).

Il programma prevede l’esecuzione di brani che Umberto Petrin ha elaborato dai frammenti tematici di alcuni Preludi per pianoforte di Debussy, ai quali verrà affiancato un tema di Thelonious Monk, musicista che ha sempre sfruttato scale simili a quelle del genio francese dell'impressionismo. Il concerto si inserisce sicuramente tra le prime celebrazioni del centenario della morte di Claude Debussy. Tuttavia, in questa occasione, la presenza di una formazione jazz rende la proposta insolita e curiosa.

January 21st

Il linguaggio della moda: Abbigliamento e identità



Edoardo Natale

L'abbigliamento, inteso come sistema di costanti e variabili di una comunità, un gruppo o una classe, costituisce un vero e proprio codice che può essere interpretato alla luce di valenze economiche, simboliche, politiche e stilistiche diversamente connotate nel tempo, nello spazio e nel sociale.

Già il Castiglione nel 1528 indicava la scelta dell'abbigliamento in funzione di quel che si intende sembrare e farsi riconoscere come tale da coloro che non hanno la possibilità di ascoltare né di vedere in azione una data persona. Tuttavia soltanto alla fine del 18 secolo e agli inizi del 19 secolo, in tutta Europa, si verificano grossi cambiamenti nel settore del vestiario. In quel periodo nascono le riviste di moda, un'industria tessile molto importante, le innovazioni tecniche come la macchina da cucire e la meccanizzazione dei prodotti, la nascita dei grandi magazzini e della grande distribuzione. La creazione dei nuovi circuiti economici favoriti dalla rivalutazione del lusso e dall'impatto dei media si poteva capire con la nascita di periodici come quello milanese " Il Corriere delle dame" nel 1820.

Per quel che riguarda l'analisi dell'abito come marcatore sociale e culturale occorre risalire alla fine dell'Ottocento ed inizio Novecento con alcuni pensatori quali George Simmel sulla moda intesa come " forma di vita in cui la tendenza all'eguaglianza sociale e quella alla differenziazione individuale si compongono in un fare unitario".

20 gennaio, Santi Sebastiano e Fabiano martiri

Santi Sebastiano e Fabiano

San Fabiano. Poco si legge nella storia di lui, ma è celebre per il modo con cui fu eletto a reggere la cattedra di S. Pietro. Era essa rimasta vacante per la morte di S. Antero, ed i fedeli di Roma si erano raccolti per l'elezione del nuovo pastore. Vi era fra essi Fabiano, venuto di fresco dalla campagna, che certamente non si sarebbe mai immaginato di essere l'eletto dal Signore. Stavano i fedeli in fervorosa orazione, pregando lo Spirito Santo a intervenire, quando di improvviso si vide una luce splendidissima discendere dal cielo, e di poi una colomba che leggermente venne a posarsi sul capo di Fabiano. 

Non poteva essere più manifesta la volontà di Dio, e poche altre volte lo Spirito Santo è intervenuto così visibilmente nella elezione del Sommo Pontefice. Unanimi i fedeli elessero Fabiano a loro pastore. 

Ferveva allora la persecuzione contro i Cristiani, e contro Fabiano specialmente volgevano i Gentili il loro odio, perché credevano che, tolto il padre, i figli cedessero. Lo catturarono infatti, e gli diedero la morte l'anno 250, soffrendo egli gloriosamente per Gesù Cristo; ma i fedeli rimasero saldi nella fede e tanti diedero il loro sangue dietro al suo esempio, piuttosto che cedere alle vane pretese dei loro persecutori. 

San Sebastiano. Nacque a Narbona (Francia), ma fu educato a Milano, ricevendo una buona cultura. Egli apparteneva all'armata dell'imperatore, godeva uno dei primi posti ed era caro a tutti per le sue belle qualità; 

E' morto Paul Bocuse, il più grande chef internazionale della Nouvelle Cuisine

Maestro indiscusso della cucina internazionale, ha formato generazioni di grandi cuochi. Chef e imprenditore, aveva 91 anni.

LIONE - È morto Paul Bocuse. Maestro indiscusso della cucina internazionale, stella tra le più brillanti della gastronomia internazionale, si è spento oggi a 91 anni esattamente dov'era nato, a Collonges-au-Mont-d'Or, nei pressi di Lione. L'alta cucina perde così, a poche settimane dalla scomparsa di Gualtiero Marchesi, un altro dei suoi più grandi esponenti.   

Il "papà della cucina", "l'imperatore della gastronomia", oppure semplicemente "Monsieur Paul". Lo chef con alle spalle oltre cinquant'anni di tre stelle Michelin - ha ricevuto il terzo "macarons" nel 1965 e non l'ha più perso -, è in queste ore ricordato in numerosi modi. Legato profondamente al suo territorio - alla regione dell'Alvernia-Rodano -, in cui ha sempre vissuto, è stato per proprio il ministro degli interni francese Gérard Collomb, ex sindaco di Lione, ad annunciare la sua morte con parole sentite e profonde. "Monsieur Paul - ha detto il ministro - era la Francia. Semplicità e generosità, eccellenza e arte nel vivere. Possano i nostri chef, a Lione come in ogni angolo del mondo, coltivare a lungo i frutti della sua passione". 

La gestione della dispreferenza in italiano e in inglese

Edoardo Natale

Questo articolo si rifà al lavoro di Zorzi (1990) sulla pragmatica degli incontri di servizio in inglese e italiano. I dati di questo lavoro provengono dalle registrazioni di 400 incontri di servizio avvenute nelle librerie di Bologna e Londra.

In queste interazioni tra cliente (CL) e commesso (Co) nelle librerie italiane e inglesi non sembrano apparire differenze nella realizzazione dell'opzione preferita, la quale si mostra nelle due lingue in modo breve, semplice e immediata. Quando l'incontro va bene è ribadito dalla conclusione dello scambio con il cliente che ringrazia prontamente. Già Pomeranz (1984) aveva potuto notare come le sequenze preferite orientino alla chiusura:

CL: buongiorno. volevo sapere se avete questo libro

Co: deve vedere in fondo a sinistra

CL: grazie

Cl: where's history, please?

Co: three rooms that way

Cl: thank you

Il formato della risposta dispreferita è invece diverso nelle due lingue. In Zorzi ( 1990, 1999) vediamo due esempi rappresentativi per l'italiano e l'inglese:

Co: dica

CL: eh sto cercando The blithdale romance di Hawthorne

Co: non c'è, è in arrivo

CL: non c'è

Co: manca dal distributore italiano, provi tra una settimana circa, ma non glielo assicuro, può tardare anche di più.

CL: grazie

Co: prego

Cl: do you have a book called The order of Things by

Co: Foucault

CL: that's right

Co: well we've sold out at the moment, but they

CL: yes

Co: keep it upstairs in sociology on the second floor

Cl: right. thank you

January 19th

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: L’ora della vocazione

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

21 gennaio 2018
III domenica del tempo Ordinario

di ENZO BIANCHI

Mc  1,14-20

In quel tempo, 14dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». 16Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». 18E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. 20E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.


Ognuno di noi, soprattutto se anziano ma non colpito da demenza senile, va sovente con i suoi ricordi al passato, in particolare a quello che è stato l’inizio, il cominciare di una vicenda, di un amore che lo ha segnato per tutta la vita e che ancora lo fa vibrare. Anche il cristiano fa questa operazione di cercare nel passato, quasi per rivivere l’ora della conversione; o meglio, per moltissimi l’ora della vocazione, quando si è diventati consapevoli con il cuore che forse ci era rivolto un monito, che forse il Signore voleva che fossimo coinvolti nella sua vita più di quanto lo eravamo stati fino ad allora. Noi la chiamiamo, appunto, ora della vocazione.

Scalfari: “La mia non è vanità e De Benedetti non ha fondato questo giornale”

FRANCESCO MERLO

Dopo le parole dell'ingegnere a La7, parla il fondatore di Repubblica

Di che cosa stiamo parlando

In una intervista a Otto e mezzo, Carlo De Benedetti, presidente onorario del gruppo che edita questo giornale, ha attaccato il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari ("ha problemi di vanità, è molto anziano e ingrato nei miei confronti") e il quotidiano stesso: "Ha perduto l'identità". Tra Scalfari e De Benedetti c'era già stato un primo scambio di battute quando il giornalista, rispondendo a una domanda in tv, aveva spiegato di preferire Berlusconi a Di Maio.
§
In tv disse: "Me ne fotto". Ora mi dice: "Non è vero che me ne fotto". Quella è stata l'espressione goliardica che Eugenio Scalfari ha consapevolmente usato, non per evadere ma per alleggerire "una situazione molto spiacevole". La vaga parolaccia, che ammiccava al suo contrario, gli era insomma servita per far sapere che la fine dei rapporti con Carlo De Benedetti gli dispiaceva, ma che era saggezza non compiacere gli sciacalli. E invece l'altro ieri Carlo De Benedetti ha detto in tv da Lilli Gruber di essere stato cofondatore di Repubblica e dunque Scalfari "è un ingrato che con me dovrebbe star zitto perché gli ho dato un pacco di miliardi". Ha aggiunto che Scalfari "parla per vanità" e che "è un signore molto anziano non più in grado di sostenere domande e risposte".

Caro Eugenio, sei rimbambito?
"Sono arrivato a un'età, tra i novanta e i cento, che non è più quella dei vecchi né dei molto vecchi, ma quella dei vegliardi. Spesso sono rimbambiti, ma talvolta sono ancora più lucidi degli altri perché vedono di più e meglio. A volte sono bambini altre volte sono saggi e tra le cose che vedono meglio ci sono i rancori e le acidità. I vegliardi sanno riconoscerli e, se è il caso, anche aggirarli". 

La Repubblica è il quotidiano del 'rincoglionito e vanitoso' Scalfari e del direttore Calabresi,' don Abbondio'. Parola di Carlo De Benedetti

Pietro Acquafredda

Forse la Direzione ed il CDR di Repubblica-L'Espresso  nelle prossime ore, se non l'hnno fatto già questa mattina (non abbiamo ancora letto i giornali), dovranno intervenire per la terza volta nel giro di  poche settimane per smarcarsi dall'imprenditore Carlo De Benedetti, fino a poco fa proprietario del gruppo editoriale, ora passato, brevi manu e senza pagamenti di sorta, nelle mani di Marco, suo figlio.

La lingua in italia nel Ventennio fascista

Mussolini 1925

Edoardo Natale

I diversi ingredienti della retorica mussoliniana traggono la loro linfa dall'esperienza della Prima Guerra mondiale con la costruzione dei miti della vittoria mutilata e della nazione proletaria ( formula usata da Corradini e Pascoli per l'impresa in Libia). Durante la sua militanza socialista e rivoluzionaria, Mussolini apprende le tecniche oratorie del D'Annunzio di tipo fiumano popolarizzando ed assorbendo il lessico socialista per poi svuotarlo di senso con il trascorrere del tempo. La pratica giornalistica educa Mussolini ad una sintassi paratattica e giustappositiva, con l'uso dello stile epigrafico di Alfredo Oriani che si presta ad una comunicazione persuasiva in cui si uniscono emotività e argomentazione razionali. Mussolini nella sua retorica discorsiva predilige l'enfasi degli slogan lapidari, in cui ritmo e suggestione eufonica (assonanze, alliterazioni e ripetizioni) hanno la funzione di ipnotizzare l'uditorio, grazie all'uso dell'intonazione, con pause teatrali e stacchi fra le frasi; i campi semantici del magnetismo, del vitalismo e della virilità si accompagnano all'insistenza sulla forza e sulla grandezza; massiccio l'uso delle metafore militari, religiose e medico-chirurgiche.

La "nuova" comunicazione politica in Italia

Edoardo Natale

La campagna elettorale del 1994 è ormai indicata come lo spartiacque tra la vecchia e la nuova politica italiana. Nel quadro della transizione internazionale dopo la caduta del muro di Berlino, dopo gli scandali di Tangentopoli e i suoi tanti suffissoide - poli applicabile per ogni scandalo, gli Italiani producono un terremoto politico facendo nascere la seconda Repubblica dopo quarant'anni di Prima Repubblica. I fattori principali del cambiamento sono la riforma elettorale in senso maggioritario del 1993 e il ruolo sempre più centrale della televisione come arena del dibattito. Le forze politiche devono sembrare nuove e viene coniata l'espressione " il nuovo che avanza" rendendo tutto " nuovo\vecchio". La comunicazione politica si adatta sempre di più alle tecniche televisive e alla contrapposizione bipolare di stampo angloamericano. Da qui nasce la maggiore attenzione per la costruzione del leader ( liderismo) e alla sua personalità, con il suo aspetto fisico, abbigliamento, preferenze sportive e gastronomiche. Il simbolismo diventa sempre più importante con la parola " partito" che diventa tabù in quanto legata alla "partitocrazia", al dominio di una classe di politicanti ritenuta corrotta è sostituita da parole quali " alleanza, polo, coalizione, movimento, patto, rete, aggregazione e da ultimo da unione.

January 18th

Domenica 21 gennaio 2018 i dipinti di Lorenzo Dondi a Parma Lirica

Domenica 21 gennaio alle ore 16 torna a Parma Lirica Lorenzo Dondi. Il pittore, scultore e orafo parmense esporrà nella sala del circolo alcuni dei suoi dipinti ed ne illustrerà il significato e la motivazione che li ha ispirati. L'incontro con l'artista è inserito nel calendario della rassegna Non solo Lirica i cui eventi spaziano tra arte, musica, teatro e conferenze. 
L'incontro è aperto a tutti con ingresso libero

January 18th

PROLUNGATA CACCIA AI TORDI NEL LAZIO

Carlo Consiglio

PROLUNGATA CACCIA AI TORDI NEL LAZIO

Con decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00005 dell’8 gennaio 2018, pubblicato sul BUR del Lazio il 16 gennaio 2018, ed a parziale modifica del decreto n. T00105 del 22 giugno 2017 recante calendario venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2017/2018, il termine di chiusura dell’attività venatoria per le specie: cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo sassello (Turdus iliacus), è stato posticipato dal 20 gennaio 2018 al 31 gennaio 2018 compreso. È evidente che tale decreto è stato emesso tardivamente a bella posta, allo scopo di impedire alle associazioni ambientaliste ed animaliste di esercitare il loro diritto di ricorso al TAR.

CONSIGLIONEWS N. 80
17 gennaio 2018

10 motivi per bere acqua tiepida e limone al mattino

La natura alcalina della vitamina C aiuta a mantenere la pelle sana e radiosa dall'interno, poiché elimina i batteri che causano l'acne.

Il limone vanta numerosi benefici per la salute, conosciuti fin dall’antichità. Tra le sue proprietà più importanti ricordiamo quelle antibatteriche ed antivirali; inoltre, il limone aiuta a stimolare il sistema immunitario ed è un ottimo alleato se si vuole perdere peso perché ha effetti digestivi e depura il fegato.

Il limone contiene diverse sostanze, in particolare l’acido citrico, il calcio, il magnesio, la vitamina C, i bioflavonoidi, la pectina e il limonene, le quali stimolano le difese immunitarie e combattono le infezioni. In questo articolo vi presentiamo i 10 benefici di bere acqua tiepida e limone ogni mattina.

Come si prepara l’acqua tiepida con limone?

Usate preferibilmente acqua purificata, deve essere tiepida e non bollente. Evitate l’acqua fredda perché il corpo impiega molto più tempo e più energia per assimilarla rispetto all’acqua tiepida. Utilizzate sempre limoni freschi, da agricoltura biologica se possibile, e mai il succo di limone confezionato e venduto in bottiglia. Dovete spremere il succo di mezzo limone in un bicchiere d’acqua tiepida che poi berrete tutte le mattine a digiuno.

I benefici dell’acqua tiepida con limone

1. Aiuta la digestione

17 gennaio, Sant' Antonio Abate: Protettore degli animali

Sant'Antonio Abate

Antonio nacque presso Eraclea (Egitto Superiore) nel 251 da nobili genitori, ricchi e timorati di Dio, i quali si presero grande cura di educarlo cristianamente. A soli diciotto anni li perdette, rimanendo egli custode di una piccola sorella e possessore di considerevoli ricchezze.
Ma la voce di Dio non tardò a farglisi sentire: era orfano da appena sei mesi, quando in chiesa sentì leggere le parole di Gesù al giovane ricco: « Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai, e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi ». 

Antonio le prese come dette a se medesimo: andò a casa, distribuì le sue sostanze ai poveri, riservandosene solamente una piccola porzione pel mantenimento suo e della sorella. Poco dopo avendo udito le altre parole di Gesù: « Non vi prendete fastidio del domani », diede ai poveri anche il rimanente, pose la sorella in un monastero di vergini, e lui stesso si ritirò a fare vita penitente nel deserto. 

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL MERCANTE

Il piccolo Principe incontra il Mercante

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL MERCANTE.

Il Piccolo Principe incontra il mercante al quale domanda a cosa servono le pillole che pubblicizza: il farmaco aiuterà a non sentire più il bisogno di bere e permetterà così di avere più tempo a disposizione durante la settimana.  Il commerciante tuttavia ignora le modalità di utilizzo del tempo risparmiato, non è grado di darsi delle risposte esaustive, e rimane perplesso. Vuole dimenticare le difficoltà dell’esistenza e rifugiarsi in un alienante dinamismo perpetuo. Così non riflette, non pianifica e non costruisce, vivendo in una perenne corsa in avanti dove il presente è appesantito dalle ombre del passato che incombono sulla sua quotidianità.

Le ‘pre-occupazioni’, cioè occuparsi del futuro negativamente e prima del tempo, disturbano “la sua quotidianità” e la colorano di pensieri deprimenti e di numerose difficoltà.

Chi appartiene a questa categoria, percorre l’esistenza secondo modelli familiari e pubblici ai quali non aderisce per scelta o convinzione, ma per abitudine, inconsapevolezza, formalismo e paura dell’ostracismo. Incapace di prendere la distanza da comportamenti obsoleti, ereditati ed acquisiti da una realtà sociale conservatrice ed immutabile, confermata e rinforzata da archetipi genitoriali disturbanti, egli si trova obbligato a fornire una risposta superficiale e fuorviante ai suoi bisogni di autenticità, crescita personale e sociale.

Genti e lingue d'Italia. Coordinate storiche di un'identità plurale

Italianità

Edoardo Natale


Nell'Italia di oggi la questione dell'identità nazionale si colloca al punto di incontro e di scontro tra due grandi processi politici e culturali: da un lato il peso crescente attribuito alle autonomie regionali e locali, dall'altro lo sviluppo dell'Unione europea in uno scenario di internazionalizzazione delle società e dell'economia. In un contesto di questa natura, che senso ha continuare a parlare di " identità nazionale"? Si tratta forse di una nozione obsoleta o peggio ancora, di un mero residuo della retorica nazionalistica romantico-risorgimentale e delle sue nefaste filiazioni novecentesche?

Enzo Bianchi: Aiutiamoli con una casa per loro

 Roy Lichtenstein, Donna che piange, 1964

ENZO BIANCHI

“Sarebbe bello che in ogni diocesi restasse un’opera strutturale di misericordia come ricordo di questo Anno Santo”. L’augurio di papa Francesco all’apertura del Giubileo della misericordia ha trovato terreno fertile in molte diocesi italiane. Del resto la prossimità quotidiana agli uomini e alle donne del loro tempo da sempre consente a diocesi, parrocchie, associazioni e organismi come la Caritas, a presbiteri e laici di cogliere sul nascere i disagi e le difficoltà in cui si trovano o cadono repentinamente molte persone, guardando anche al di là e più in profondità della varie “emergenze” evidenziate dai mass media. La chiesa italiana può essere una chiesa che fa ancora fatica a sintonizzarsi sulla “conversione pastorale” chiesta da papa Francesco, ma va riconosciuto che nell’impegno verso i bisognosi mostra una rara capacità di ascolto. Basterebbe pensare a quanti, anche poco noti, fanno la vita di “preti di strada”, capaci di prestare ascolto e dare voce ai sofferenti, ai poveri, agli scarti della società, a quante iniziative vengono prese e rinnovate con intelligenza e compassionevole carità. Come dimenticare, agli albori della crisi del 2008, la tempestiva creazione da parte del cardinale Tettamanzi a Milano di un fondo diocesano di solidarietà per le famiglie di lavoratori disoccupati? E se oggi la chiesa è accusata di “buonismo unidirezionale” nei confronti dei migranti è anche perché ha saputo cogliere, prima e meglio di altre istituzioni, l’impatto devastante che una gestione irrazionale del fenomeno migratorio avrebbe avuto sul tessuto sociale.

Enzo Bianchi: «Coltivo la vita, il silenzio, la speranza»

Riccardo Balaam

L’inverno è la stagione del pane che lievita al caldo, del focolare, della notte che viene presto, della neve e del freddo. «Ultimamente, con l’avanzare dell’età, come le foglie che si seccano e cadono giù, passo sempre più spesso giornate solitarie. Provo due sentimenti. Il primo è la tristezza di doversene andare: io amo la vita. La vita è buona. Questa prospettiva mi rende triste. Non sono contento di morire e la morte mi fa ancora paura. Il secondo sentimento che provo è quello di vicinanza alle persone, gli animali, le cose...». Mentre lo racconta entra nella stanza Saba, un cagnolino trovatello adottato dalla comunità. Si accuccia accanto a lui. Dopo un po’ sale su una sedia vuota. Regale prende il suo posto come la regina biblica da cui prende il nome. «Mi segue ovunque e mi fa un’enorme compagnia. Sapere che non sono solo mi sprigiona dentro una gioia senza fine».

Quando si diventa anziani diventa importante il contatto. Il corpo va riconosciuto. «Il vero incontro con un malato terminale non è quando gli parli ma quando gli fai una carezza. L’amore fraterno, umano, deve essere vissuto nella carne, nel corpo. Non può essere un sentimento astratto». Detto da un monaco suona un po’ rivoluzionario, dopo secoli di repressione della corporeità di certo cristianesimo, non vissuto nelle sue implicazioni umane e sociali.

Enzo Bianchi gira l’Italia e spesso è all’estero per presentare i suoi libri e portare le sue parole di saggezza. Ma nei tre mesi invernali, da vent’anni ormai, rifiuta tutti gli inviti pubblici. «Non faccio conferenze». Resta a Bose. «Sono tre mesi di silenzio. Seguo le stagioni. Scrivo. Penso e mi serbo del tempo per me».

Ferrero rileva i dolci Usa della Nestlé per 2,8 miliardi di dollari

L’azienda acquisirà più di 20 brand storici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e il diritto esclusivo sul marchio Crunch

ROBERTO FIORI

Alba - La Ferrero ce l’ha fatta: l’azienda di Alba ha vinto la concorrenza e si è accaparrata il business dolciario statunitense della Nestlé per 2,8 miliardi di dollari in cash. L’annuncio arriva dai vertici stessi del gruppo, che precisano: «Ferrero acquisirà più di 20 storici brand americani estremamente conosciuti, tra cui marchi di cioccolato iconici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e il diritto esclusivo sul marchio Crunch negli Stati Uniti per il confectionery e per determinate altre categorie, così come i brand di caramelle SweeTarts, LaffyTaffy e Nerds».

Con questa operazione, Ferrero diventerà la terza più grande azienda dolciaria nel mercato statunitense dove è meglio conosciuta per i Tic Tac, le praline Ferrero Rocher, Nutella, nonché i marchi di cioccolato Fannie May e Harry London e per Ferrara Candy Company, acquisita recentemente da una società affiliata, con un portafoglio di marchi che comprende le caramelle Trolli, Brach’s e Black Forest.  

Nel 2016 l’attività dolciaria negli Stati Uniti di Nestlé ha generato un fatturato di circa 900 milioni di dollari. Ferrero acquisirà gli stabilimenti produttivi statunitensi di Nestlé a Bloomington, Franklin Park e Itasca, in Illinois, con i dipendenti collegati alla divisione confectionery, continuando ad operare attraverso gli uffici di Glendale, in California, e le altre sedi proprie in Illinois e in New Jersey. 16/01/2018


Fonte Link lastampa.it

January 17th

Le viole della Filarmonica Toscanini ai Concerti Aperitivo Domenica 21 gennaio 2018 (ore 11) alla Sala Gavazzeni del CPM Toscanini

Behrang Rassekhi

Le viole della Filarmonica Toscanini ai Concerti Aperitivo
Domenica 21  (ore 11) alla Sala Gavazzeni del CPM Toscanini con musiche di Schubert, Mahler, Strauss, Puccini, Šostakovic, Dvořák, Joplin.

Dopo il grande successo del concerto di domenica scorsa, che ha presentato uno dei grandi capolavori della musica da camera del Novecento, i Concerti Aperitivo della Fondazione Toscanini ritornano, domenica prossima, 21 gennaio, come sempre alle ore 11, ad una dimensione più gioiosa e più improntata all’intrattenimento di alto livello. Nella Sala Gavazzeni del CPM Toscanini gli otto musicisti che compongono la sezione delle viole della Filarmonica Arturo Toscanini, guidati dal loro leader Behrang Rassekhi, presenteranno una serie di brani tratti dal grande repertorio sinfonico e cameristico e adattati a questa inconsueta formazione.

« La viola – ha scritto il grande compositore György Ligeti - è apparentemente solo un violino più grande e accordato una quinta sotto. In realtà i due strumenti sono mondi distinti. Essi hanno entrambi tre corde in comune, il la, il re e il sol. La corda del mi conferisce al violino una potente luminosità e un timbro metallico penetrante che manca alla viola. Il violino emerge, la viola rimane nell'ombra. In compenso, la corda del do conferisce alla viola un carattere acre unico, compatto, un po' rauco, con un retrogusto di legno, terra e acido tannico».

Al Teatro Regio di Torino, va in scena Turandot di Giacomo Puccini, diretta da Gianandrea Noseda

Pietro Acquafredda

Gianandrea Noseda, musicologo, studioso di Puccini, presenta la VERA (?) TURANDOT secondo Puccini

Questa sera, al Teatro Regio di Torino, va  in scena Turandot di Giacomo Puccini, diretta da Gianandrea Noseda.

Torino, dopo il successo 'di clamore'  per il finale mutato, anzi stravolto, della Carmen fiorentina, definita da tutti una vera IDIOZIA, si appresta a dire la sua sulla Turandot di Puccini che, a differenza dell'opera di Bizet, sembra avere tuttora aperti alcune interrogativi, ai quali Noseda, dal podio, intende dare personalissima  risposta, sperando in analogo chiasso mediatico. Al quale una giornalista di Repubblica cerca di dare una mano.

Noseda non intende mutare il finale di Turandot, che semplicemente non c'è, ma  troncare la rappresentazione laddove, per sopraggiunta morte del compositore, Turandot restò incompiuta.  Ricusando, di conseguenza, i 'finali'  affidati a due compositori, a distanza di molti anni l'uno dall'altro. A Franco Alfano, all'epoca della 'prima' scaligera, e cioè nel 1926 - Puccini era morto nel 1924 -  e la seconda a Luciano Berio all'inizio degli anni Duemila - far notare timidamente che il nuovo finale di Berio serviva a non far cadere la protezione del diritto d'autore su un'opera rappresentatissima, è solo pura cattiveria, anzi totale idiozia?

Val la pena riflettere sulla conclusione della composizione e della prima rappresentazione di Turandot.

January 16th

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