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La vita sta cambiando pelle

Archive - Gen 1, 2018

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Picco per capre di Jacopo Simonetta e Luca Pardi

Picco per capre

Jacopo Simonetta & Luca Pardi, 2017. "Picco per capre": capire, cercando di cavarsela, la triplice crisi: economica, energetica ed ecologica". Lu::Ce Edizioni, 237 pp., € 15,00.

Scopo di questo libro è dimostrare che l’intera nostra civiltà sta andando in frantumi, per cui è opportuno prepararsi al disastro e cercare dei modi per renderlo meno cruento possibile.

Infatti la nostra civiltà è basata sulla crescita continua. Cresce la popolazione umana, cresce la produzione di beni e servizi, il consumo di energia, il prodotto interno lordo. Ma questa crescita si scontra contro limiti: delle terre coltivabili, dei minerali estraibili, dell’energia sfruttabile, dell’inquinamento sopportabile. Finora l’umanità è per lo più riuscita ad aggirare tali limiti grazie a nuove tecnologie. Ma sarà ciò ancora possibile in futuro? In un mondo finito, dovrebbe essere chiaro a chiunque che una crescita illimitata non è possibile.

Inoltre in alcuni settori il “picco” è stato già raggiunto (ad esempio, per l’estrazione del petrolio). Ma non esiste un’alternativa al petrolio, perché esso ha molti impieghi e non solo quello di essere bruciato per produrre energia.

Un altro grave problema è quello dell’acqua. Contrariamente a quanto si usa dire, l’acqua non viene consumata, perché dopo l’uso c’è ancora; però viene sporcata, perché viene usata come discarica. Ne segue che c’è sempre meno acqua potabile. Quindi, invece di affermare “Oggi un miliardo di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile”, sarebbe più corretto dire: “Oggi sei miliardi di persone hanno ancora accesso all’acqua potabile”.

01 gennaio: Maria Santissima Madre di Dio

Maria Santissima
La benevolenza di Dio sul nuovo anno. Potrebbe essere questo il titolo della festa odierna che apre il nuovo anno ricordando la divina maternità di Maria e la circoncisione del Figlio suo Gesù. Della grazia di Dio parla la prima lettura, che riporta la stupenda preghiera di benedizione pronunciata, secondo il libro dei Numeri, da Aronne e dai sacerdoti sul popolo di Israele: «Dio abbia pietà di noi e ci benedica / Su di noi faccia splendere il suo volto». 

Ora, noi sappiamo che il nostro tempo oscilla tra alti e bassi, tra potenza e debolezza. La festa odierna ci dice che questo susseguirsi di vittorie e sconfitte, di pace e guerra e da ultimo di vita e morte è avvolto nel tempo di grazia che Dio ci dona perché riconosciamo la sua presenza, vediamo il suo volto benevolo a noi rivolto e lo ringraziamo. 

Egli, del resto, non resta estraneo alle vicende del mondo, ma, secondo la parola di Paolo, «quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna». Il Figlio di Dio è quel Gesù di cui parlò Gabriele nell'annunciazione a Maria, la serva chiamata a diventare la figlia di Sion per la quale i poveri e i piccoli saranno soccorsi a scapito dei ricchi e potenti, mentre Israele sarà avvolto nella misericordia secondo la promessa fatta ad Abramo. 

La nascita di Gesù «sotto la legge», però, non è indolore, ma fin dall'inizio egli seguirà una via che inevitabilmente lo porterà al calvario, così come la maternità di Maria sarà segnata, secondo la profezia di Simeone, dalla spada che le trafiggerà l'anima. È questa la condizione per sconfiggere la morte, per aprire la via della vita. Dice Gesù: «Il Padre mi ama perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo». 

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