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La vita sta cambiando pelle

Archive - Gen 10, 2018

Decreto Popolari, De Benedetti: “Compra, ho parlato con Renzi”

di Carlo Di Foggia e Valeria Pacelli 

L’operazione - Nelle carte secretate della procura di Roma la telefonata dell’allora editore di “Repubblica” con il suo broker. Un affare da 600 mila euro. L’Ingegnere seppe in anticipo della riforma e ordinò acquisti in Borsa sulle banche

“Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”. Il 16 gennaio 2015, l’ingegnere Carlo De Benedetti chiama il suo broker Gianluca Bolengo per invitarlo a comprare azioni di banche popolari. L’allora presidente del Gruppo Espresso (che edita Repubblica) gli spiega di aver saputo che a breve il governo varerà la riforma del settore: è stato il premier in persona – dice – a riferirglielo il giorno prima. La clamorosa circostanza è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.

‘Ndrangheta, le mani dei boss sui rifiuti dell’Ilva: “Abbiamo preso lo smaltimento del limo. Ci sono dieci viaggi al giorno”

Le conversazioni sono contenute nel fascicolo dell'indagine Stige, che martedì ha portato all'arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alle cosche calabresi. Secondo il gip, un imprenditore "a disposizione" dei clan aveva vinto un appalto per lo smaltimento "di scarti industriali e rifiuti tossici" provenienti dal siderurgico e il materiale "sarebbe stato poi scaricato in territorio calabrese” 

 

“Stanno facendo lo smaltimento dell’Ilva (…) a Taranto e abbiamo preso tutto il trasporto del limo, del materiale… con i camion e deve venire qua questo materiale, ci sono dieci, dodici viaggi al giorno“. Ci sono due intercettazioni in cui il boss Francesco Tallarico, componente del direttorio della cosca Farao-Mariconcola e responsabile del locale di Casabona, tira in ballo i rifiuti tossici e gli scarti industriali dello stabilimento siderurgico pugliese arrivati in Calabria grazie a un’impresa vicina al clan. Le conversazioni sono state ascoltate dai carabinieri del Ros e inserite nel fascicolo dell’indagine Stige, che martedì ha portato all’arresto di 170 persone ritenute affiliate o contigue alla ‘ndrangheta.

10 gennaio Sant' Aldo Eremita

La figura di Sant'Aldo è ancora in attesa di una chiara ricostruzione: infatti oltre alla memoria del nome, ci sono giunte solo scarse notizie che lo riguardano. Probabilmente visse intorno al VIII secolo. Di sicuro si conosce il suo luogo di sepoltura, prima nella cappella di San Colombano e ora nella basilica di San Michele a Pavia.

Il suo nome non è riportato nel Calendario della Chiesa Cattolica e nemmeno nel Martirologio Romano. Lo si trova nell'agiografia redatta dai gesuiti belgi detti Bollandisti, redatta nel XVII secolo e nel Martirologio dell'Ordine benedettino. 

La tradizione lo vuole carbonaio, una attività che poco si concilia con il concetto di eremita dei nostri giorni. Ma essa ben si sposa con la tradizione dei monaci irlandesi di San Colombano dove visse una vita monastica. 

La presenza del suo nome nel Martirologio benedettino ne fa presupporre il suo legame con il monastero benedettino di Bobbio fondato da San Colombano nel 614.

Fonte Link https://www.santodelgiorno.it/sant-aldo/?newsletter=2018-01-10

Operazione Stige contro la 'ndrangheta: arrestato a Parma imprenditore Franco Gigliotti

Colpito il clan Farao-Marincola che aveva creato una rete criminale estesa fino alla Germania

Una holding criminale capace di estendere i sui tentacoli dal crotonese fino ad alcuni länder della Germania. Sono 169 le persone arrestate nell’operazione Stige, il maxiblitz contro la 'Ndrangheta  condotto dalla Ddd di Catanzaro e dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Crotone.

La filiera dell’organizzazione criminale della cosa Farao-Marincola ha raggiunto anche il territorio di Parma, dove i militari hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere: in manette Aldo Marincola, 33enne nato in Germania e residente a Parma; Fabio Potenza, 30anni, nato a Cirò Marina (Crotone), residente sempre in città, Vittorio Farao, 40 anni, nato a Cirò Marina, residente a Parma e Franco Gigliotti, 49 anni, nato a Crucoli (Crotone) residente a Parma e domiciliato a Montechiarugolo.

Variazioni sulla CARMEN di Chiarot da Bizet e Merimée

Pietro Acquafredda

Variazioni sulla CARMEN di Chiarot da Bizet e Merimée

La SCEMA MADRE conclusiva dell'opera di Bizet che Chiarot ha suggerito al regista non è piaciuta, come si aspettava. Non è piaciuta a gran parte del pubblico, non è piaciuta alla critica, non è piaciuta affatto a giornalisti ed intellettuali (da Facci a Mattia Feltri, a Massini, rispettivamente su Libero, La Stampa, Repubblica) che hanno ironizzato e sbeffeggiato il sovrintendente - improvvisatosi drammaturgo e letterato. E piaciuta oltre che  a Chiarot, a Muscato ed anche a Nardella. Direte che c'entra Nardella? C'entra appunto come il cavolo a merenda, ma c'entra. Loro hanno rappresentato la triade felice  della trovata e del risultato sul pubblico che ha già mandato esaurite tutte le recite (senza incidenza alcuna della notorietà e popolarità dell'opera?); ma per questo aspettiamo che vengano resi noti i biglietti venduti  e di incassi. Contano i  numeri, le chiacchiere propagandistiche stanno a zero.

Chiarot, gongolante di gioia per il chiasso, noncurante degli sberleffi, sta già pensando a come  far parlare dell'Opera di Firenze in futuro, qualora altro argomento  non ci fosse per farlo. Pensa già alla fine di stagione quando ha assoldato il  regista fantasista Francesco Micheli, provenienza Sferisterio di Macerata e stabile a Bergamo, per Donizetti, per la cosiddetta 'trilogia' verdiana

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