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La vita sta cambiando pelle

Archive - Gen 28, 2018

Renzi Si è fatto la sua repubblica di Salò

Le ultime 48 ore di fuoco: Renzi pigliatutto. Orlando: "Una bad company"

di GOFFREDO DE MARCHIS

"Si è fatto la sua repubblica di Salò", dice un deputato uscente della minoranza. Può essere la rabbia dell'esclusione. Ma Andrea Orlando si sfoga con gli amici: "Renzi porta i suoi fedelissimi in Parlamento eppoi trasformerà il Pd in una bad company". Il ministro della Giustizia fa quindi un passo avanti. Cerca di dare un senso politico al trauma della composizione delle liste, alle delusioni, all'amarezza degli esclusi, ai leader dimezzati nella loro rappresentanza. Non è solo il partito di Renzi il pericolo che i critici scorgono all'orizzonte. È molto di più: la mutazione genetica del Pd. Da forza di centrosinistra a forza di centro. Il partito della Nazione, si sarebbe detto a metà legislatura, quando il segretario flirtava con Verdini. Oggi i riferimenti sono Emmanuel Macron e Albert Rivera, il capo di Ciudadanos. L'asse mediterraneo del centrismo europeista, che secondo l'Eliseo dovrebbe prendere la forma di una lista paneuropea fuori dalle famiglie socialiste e popolari. Un progetto che ha bisogno di una pattuglia di leali fino alla morte in Parlamento. Ed è questo il filo seguito da Renzi nella notte dei lunghi coltelli, a giudizio degli scontenti.

28 gennaio, San Tommaso d'Aquino Sacerdote e dottore della Chiesa

Protettore di:accademici, librai, scolari, studenti, teologi

Un astro di luce particolare e inestinguibile brilla nel cielo del secolo XM; luce che attraversa i secoli, che illumina le menti: l'Angelico Dottore S. Tommaso. 

Nacque ad Aquino nell'anno 1227 dal conte Landolfo e dalla contessa Teodora, parente di Federico Barbarossa, signori fra i più illustri di quei tempi. 

Educato cristianamente fin dalla più tenera età, diede molti segni della sua futura scienza e grandezza. 

A cinque anni fu affidato per l'educazione ai monaci benedettini di Montecassino. Vi rimase fino ai quattordici anni, fino a quando cioè i torbidi politici non decisero i genitori a riprenderlo entro le mura del proprio castello. Più tardi fu mandato all'Università di Napoli, ove, sebbene assai giovane, manifestò il suo potente ingegno, acquistandosi fama presso i condiscepoli e stima presso i maestri. Già si concepivano su di lui le più lusinghiere speranze, già i conti d'Aquino ed altri vedevano in lui il futuro campione del foro napoletano o romano, quando egli di colpo fece crollare tutti questi sogni, annunciando la sua decisione di entrare nell'Ordine di S. Domenico.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.

Gesù nella Sinagoga

Don Umberto Cocconi

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!» (Vangelo di Marco).

Gesù è un maestro e insegna, e coloro che lo ascoltano rimangono stupiti del suo messaggio perché parla con autorità. Massimo Recalcati, riflettendo sul ruolo del maestro, afferma che è proprio la voce del maestro a rendere vivo il sapere … rianimandolo permanentemente. L'effetto dell'insegnamento, infatti, consiste nel restituire vita a saperi che possono sembrare morti, mettendone in rilievo la loro inesauribilità. A questo riguardo - il noto psicoterapeuta - parla dell'insegnamento come di un atto d'amore, come una pratica erotica, in quanto in grado di generare il piacere di sapere, di possedere l'oggetto da apprendere e di generare qualcosa. «Questo stile passionale dell'insegnante trasforma i libri in corpi, gli oggetti di cui parla si trasformano in corpi erotici e gli allievi si trasformano in amanti, desiderosi di sapere. Questa è la luce di cui dovrebbe essere portatrice la scuola: l'insegnante che ama ciò che insegna porta con sé la possibilità della luce».

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: La giornata di Cafarnao

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

28 gennaio 2018
IV domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,21-28

In quel tempo,21a Cafàrnao Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.


Dopo il racconto della vocazione dei primi quattro discepoli (cf. Mc 1,16-20), Marco sottolinea che Gesù non è più solo. Ormai c’è una piccola comunità alla sequela di questo rabbi venuto in Galilea dalle rive del Mar Morto in seguito all’arresto del suo maestro e profeta Giovanni il Battista, e questa comunità crescerà e accompagnerà Gesù, coinvolta nella sua vita fino alla fine.

Enzo Bianchi: Gesù di Nazaret affascina ancora oggi

di Enzo Bianchi

Fonte: “Vita Pastorale” n. 2 del febbraio 2018

La Chiesa che è in Italia è dotata di molti doni ed è ancora una realtà viva in questa nostra società
segnata dalla secolarizzazione, certo, ma soprattutto dall'indifferenza verso ciò che costituiva la sua
anima fino a mezzo secolo fa: la "religione cattolica".

Non siamo ancora in una situazione di cristiani in diaspora e neppure di piccole comunità di credenti che testimoniano il Vangelo in condizione di minoranza. Il panorama è variegato, ma ci sono ancora regioni in cui le comunità cristiane sono realtà visibili, eloquenti, nelle quali, seppur in diminuzione, non sono esigue le vocazioni al ministero presbiterale. Vi è, dunque, una grande opportunità per il cristianesimo e, di conseguenza, per le Chiese, che dovrebbero restare vigilanti più che mai e dotarsi di un nuovo
soffio di vita. Sono, cioè, chiamate a favorire una maturazione della soggettività dei battezzati, un rinnovamento della fede, sempre più pensata, e l'esercizio di uno stile che sappia essere eloquente, trasmettendo il Vangelo agli uomini e alle donne che ancora chiedono, anche se in modo non esplicito: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21).