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La vita sta cambiando pelle

Archive - Gen 7, 2018

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: “Tu sei il Figlio mio, l’amato”

Battesimo, pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.
7 gennaio 2018
Battesimo del Signore
di ENZO BIANCHI

Mc  1,7-11

7In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».


Con la festa del battesimo di Gesù si conclude il tempo liturgico delle manifestazioni, delle epifanie del Signore. Partorito da Maria a Betlemme, Gesù è stato manifestato ai pastori come il Salvatore e Signore, è stato manifestato nel tempio ai poveri di Israele che attendevano il Messia, infine è stato manifestato alle genti della terra, rappresentate dai magi, quale Re dei Giudei. Ora, immerso nelle acque del Giordano, è manifestato come il Figlio amato da Dio, che fa risuonare su di lui la sua parola rivelativa.

Concerti del Boito “Intorno a Debussy

  Filippo Di Domenico, violoncello

Concerti del Boito

“Intorno a Debussy: il tempo e l’oriente”

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto

Battesimo di Gesù

Don Umberto Cocconi

In quei giorni Gesù uscì da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Vangelo di Marco).

Che cosa avrà provato Gesù sentendo su di sé la voce del Padre che gli dice: «Tu sei il Figlio mio l’amato, in te mi sono compiaciuto»? Una grade gioia? Felicità? Senz’altro, ma prima di tutto ha sperimentato sicurezza, stima; gli è stata data la forza per affrontare la vita e compiere così la sua “mission”.

Emma e il Pd nel ricordo di Giustizia e Libertà

 EUGENIO SCALFARI

Emma Bonino, Benedetto Della Vedova, Francesco Rutelli e, primo tra tutti ma morto ormai da tempo, Marco Pannella hanno occupato in questi giorni la scena politica italiana e infine hanno convinto Renzi a dar loro una mano e ad esortarli a fare un accordo col Pd che consente di accettare una discreta presenza e naturalmente un'alleanza col Partito democratico stesso.
 

Alcuni di loro avevano nel frattempo cambiato casacca, ma lo spirito era rimasto quello, il radicalismo, se ti è entrato nel cuore non ne esce più.
Le vicende di Emma e il suo ingresso nel quadro del Partito democratico mi hanno fatto molto piacere, e mi hanno ricordato un passato del quale ormai sono l'unico testimone e quindi l'unico che possa in qualche modo raccontarlo. Il racconto comincia nientemeno con i fratelli Rosselli, due antifascisti emigrati in Francia dove facevano uno il medico e l'altro l'insegnante di Lettere e filosofia e avevano entrambi coniato lo slogan che avrebbe dovuto appartenere all'antifascismo democratico che non condivideva la dottrina contenuta nel Manifesto comunista diffuso nel 1848 da Marx che proclamava la rivoluzione proletaria.
 
Il motto democratico dei Rosselli conteneva l'indicazione di due valori fondamentali: Giustizia e Libertà. Non era una dittatura di classe come quella marxista. Era invece l'unione di due valori che si rivolgevano a un popolo intero dove tutte le classi esistevano ma potevano confluire attorno a quelle due parole.