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La vita sta cambiando pelle

Archive - Nov 12, 2018

La Fondazione Moroni: lavorerà sul progetto "Esperidi"

Il docente e religioso ha destinato tutti i sui beni per realizzare l'idea di Mario Tommasini nel Comune di Felino

Luca Molinari

E’ nata la Fondazione Moroni, in memoria di don Antonio Moroni, scomparso il 18 agosto dello scorso anno a 89 anni.

Il fine principale di questa realtà è quello di curare la costruzione (a Felino) e la gestione di una residenza per anziani e giovani coppie, sulla scia del progetto «Esperidi» di Mario Tommasini. L’idea di fondo è di superare il concetto di casa di riposo tradizionalmente intesa, realizzando una rete di unità abitative indipendenti, dove possano coesistere anziani che vivono autonomamente in appartamento e giovani coppie che in cambio dell’alloggio offrano un servizio di «portineria sociale». 

Padre Enzo Bianchi " Ho fatto un sogno chiamato Bose"

Padre Enzo Bianchi priore di Bose

intervista a Enzo Bianchi a cura di Silvia Ronchey

«La storia comincia alla fine del Concilio Vaticano II. All’epoca io praticavo vie di impegno soprattutto politico. Avevo fondato già nel ’62 un gruppo universitario a Torino che radunava una ventina tra cattolici, protestanti, ortodossi.

Lì era maturata l’idea di una comunità. Ma giunto il momento mi sono trovato solo. Ho scelto questo luogo sulla serra di Ivrea, dove c’erano case abbandonate ormai da decenni da gente che era emigrata in Francia. Ho cercato di ripararle, ho fatto della stalla una cappella che c’è ancora e per quasi tre anni sono andato avanti in solitudine, alternando momenti di speranza al timore che il mio fosse solo un sogno, se non una bizzarria. Alla fine del ’65 ero lì a seguire la conclusione del Concilio con una radiolina e con la consapevolezza che ciò che iniziavo a fare, se mai un giorno avrebbe avuto esito, era proprio nello spirito del Concilio».

È passato più di mezzo secolo dalla storia quasi robinsoniana che racconta Enzo Bianchi, e la comunità di Bose, ideata in quel momento di consapevolezza, si accinge a festeggiare i cinquant’anni di un monachesimo liberamente ripensato ex novo, il cui vero e proprio atto di nascita risale, forse non a caso, a tre anni dopo, al fatale ’68.