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La vita sta cambiando pelle

Archive - Apr 2, 2018

Data

Il “divorzio” tra Banca d’Italia e Tesoro (1981)

 Andreatta e Ciampi

 4 gennaio 2017

Lorenzo D’Onofrio

di Luca Cancelliere (ARS Sardegna)

La Repubblica Italiana, orfana della leva monetaria ceduta alla BCE già alla fine degli anni ‘90 e totalmente vincolata, per quanto concerne la leva fiscale, agli impegni improvvidamente assunti con il “Patto di Stabilità e crescita” del 1997, con il “Trattato di Lisbona” del 2007 e con il “Patto di bilancio europeo” o “Fiscal Compact” del 2012, da molti anni ha rinunciato a qualsiasi forma di sostegno alla domanda aggregata, con effetti macroeconomici deleteri.

È noto che secondo la dottrina di Keynes, per ogni punto di spesa pubblica in più il c.d. “moltiplicatore” incrementa il PIL in modo più che proporzionale rispetto allo stock di debito, di modo che il rapporto debito/PIL migliora. Per ogni punto di spesa pubblica in meno, invece, il c.d. “moltiplicatore” riduce il PIL in modo più che proporzionale rispetto allo stock di debito, di modo che il rapporto debito/ PIL peggiora.

DA MONTI A RENZI, L’ITALIA È SCHIAVA DELLA TIRANNIA EUROPEA

Era il novembre del 2011 quando una concentrazione di forze sovranazionali (UE, BCE e FMI) – ben appoggiate al nostro interno (Presidente della Repubblica, opposizione e parte della maggioranza parlamentare, Presidente della Camera e giornaloni come Il Sole 24 Ore che titolo’ “Fate Presto!“) – compivano in Italia un vero e proprio COLPO DI STATO che – come ha evidenziato il mio amico prof. Paolo Becchi nel suo bellissimo libro “Colpo di Stato permanente” – non si è svolto come i tradizionali colpi di Stato del passato ma ne ha prodotto i medesimi risultati, con connotati tipici sorprendentemente similari. Pur essendo stata rispettata la COSTITUZIONE FORMALE, è stata violentata la COSTITUZIONE MATERIALE!

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che aveva vinto le elezioni politiche del 2008, fu costretto a rassegnare le dimissioni (peraltro senza mai essere stato sfiduciato dal Parlamento) per fare posto ad un Governo tecnico presieduto dall’ex commissario europeo – e da qualche giorno (non a caso) senatore a vita – prof. Mario Monti.

Motivo del cambio di Governo? Ai polli fu fatto credere che la ragione principale fosse lo spread (che aveva superato i 500 pt. base), ma in realtà i veri motivi furono altri!

In merito alla questione del ricatto/imbroglio rappresentato dallo spread alcuni mesi fa scrissi un articolo che vi invito a rileggere (https://scenarieconomici.it/menzogne-sullo-spread-non-facciamoci-prendere-in-giro-giuseppe-palma/), per cui – spread a parte – andiamo a vedere quali sono stati i veri motivi del COLPO DI STATO del novembre 2011.

LUNEDÌ DELL’ANGELO, 2 APRILE 2018

LUNEDÌ DELL’ANGELO, OGGI 2 APRILE

Il giorno dopo la Domenica di Pasqua, comunemente conosciuto come "Pasquetta", è una ricorrenza religiosa molto importante anche se per la maggior parte delle persone viene associato alle gite fuoriporta e ai pic-nic sui prati. Si tratta del lunedì dell’ottava di Pasqua, altrimenti chiamato Lunedì in Albis, ed è legato all’apparizione dell’angelo alle donne che si recavano presso il sepolcro di Gesù. Secondo quanto scritto nel Vangelo, infatti, Maria di Magdala, Maria (madre di Giuseppe e Giacomo) e Salomè, si stavano recando al Santo Sepolcro di Gesù, ma una volta arrivate sul posto trovarono spostato il grosso masso che sigillava la tomba. Alla vista di ciò rimasero impaurite chiedendosi cosa fosse successo, ma apparve loro un angelo che le rassicurò dicendo che si erano avverate le scritture e che Gesù era risorto dai morti. Le esortò, dunque, ad andare dagli apostoli per annunciare la grande notizia. L’incontro delle donne con l’angelo in realtà avvenne la domenica mattina, giorno della resurrezione di Cristo, infatti nei Vangeli viene riportato come il giorno dopo la Pasqua, ovvero la ricorrenza ebraica che si celebra il sabato. Nella tradizione cristiana, invece, è stata fatta coincidere con il lunedì successivo.

I SANTI DEL GIORNO DEL 2 APRILE

Parma, Andrea Costa dovrà risarcire 700mila euro a Stt

Costa era già presente nel circuito pubblico del Comune ai tempi di Elvio Ubaldi Sindaco e già combinava disastri. LB

La decisione del tribunale nei confronti dell'ex capo della società partecipata del Comune

Andrea Costa, manager parmigiano messo alla guida della holding comunale Società di trasformazione del territorio (Stt) nel 2009 dall'ex sindaco Pietro Vignali, dovrà versare 700 mila euro più interessi alla società partecipata.

Lo ha stabilito il tribunale di Parma che ha così decretato la gestione dissennata di Costa.

Tra gli esempi, il contratto di affitto stipulato con la Belforte Real Estate di Parma per insediare Stt nell'ex sede Parmacotto in via Conforti, salvo, pochi mesi dopo, rescindere - senza informare il cda e protocollare la disdetta - la locazione (280mila euro annui) e dopo aver speso 200mila euro in lavori di ristrutturazione. I nuovi vertici della holding, informati della disdetta dalla Belforte Real Estate, rimasero in via Conforti fino alla del 2011 pagando una penale di 110mila euro.

Tra le spese contestate anch 60mila euro sborsati per il servizio nell'area hospitality del Tardini ai tempi di Tommaso Ghirardi, una consulenza da 190mila affidata alla società AT Kerney per lo sviluppo della città, un'altra da288 mila euro alla  Bain e Company legato all'agroalimentare, 26mila euro alla Elan International per la ricerca di una segretaria e di un dirigente, 36 mila euro alla Methodos per investimenti media e marketing e 48mila euro alla Gipieffe.

Paolo Maddalena su Poveglia e la Costituzione Italiana

isola di Poveglia
Poveglia
 è un'isola della laguna veneta posta a sud, di fronte a Malamocco lungo il Canal Orfano, che collega la bocca di porto di Malamocco con Venezia. La sua superficie è di 7,25 ettari, è quindi un'isola abbastanza grande nel contesto lagunare. Fonte LINK WIKIPEDIA

PRIVATIZZAZIONI: COSĺ CI SIAMO FATTI RUBARE TUTTO!

La storia delle privatizzazioni e dei privatizzatori che hanno svuotato questo Paese di ogni sua ricchezza, trasformandolo da settima potenza economica mondiale a un grande discount per ricchi speculatori senza scrupoli. Il racconto di Valerio Lo Monaco, direttore della Voce del Ribelle.

Verso la fine di novembre 2015, il Ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio, ha rilasciato una dichiarazione. Ha detto che, nel corso del 2016, il 40% delle Ferrovie dello Stato verrà privatizzato.  O meglio: Ferrovie dello Stato verrà quotata in borsa e in borsa saranno messi appunto il 40% delle azioni. Una postilla a questa operazione, epsressa nel classico “bizantinismo” del linguaggio politico, è il fatto che Ferrovie dello Stato si riserva di mantenere il controllo delle infrastrutture, cioè vale a dire della rete ferroviaria, mentre invece la veicolazione dei mezzi su questa rete ferroviaria, perlomeno per il 40%, verrà ulteriormente privatizzata.

Questa è solo l’ultima, in ordine di tempo, di tutta una serie di privatizzazioni che sono state fatte nel corso degli anni. I criteri che vengono veicolati per giustificare le privatizzazioni sono da una parte quello di fare cassa (perché avendo un debito pubblico alle stelle, avremmo bisogno di vendere) e dall’altro lato quello di consentire un migliore utilizzo di opere pubbliche, di beni pubblici, di asset pubblici che invece, se gestiti dallo Stato, verrebbero gestiti male. Ma vediamo, in nome di questi criteri, cosa è stato fatto nel corso degli anni.

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