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La vita sta cambiando pelle

Archive - Apr 28, 2018

Padre Enzo Bianchi: I giovani sono un pezzo di chiesa che manca

 Vesod, murales presso Venaria (Torino)

ENZO BIANCHI

Era l'8 dicembre 1965, giorno di chiusura del concilio Vaticano II: alla radio sentii i messaggi dei padri conciliari all'umanità e fui colpito da quello rivolto ai giovani. Lo sentii indirizzato anche a me, che avevo ventidue anni e vivevo quei giorni con speranza ed entusiasmo per il futuro della Chiesa. Quel messaggio pieno di fiducia metteva in risalto come la giovinezza abbia «la capacità di rallegrarsi per ciò che comincia, di donarsi gratuitamente, di rinnovarsi e di ripartire per nuove conquiste». Non solo erano riconosciute la forza e la bellezza dei giovani, ma la stessa Chiesa assumeva un nuovo atteggiamento nel suo stare nella storia e tra gli uomini e le donne del nostro tempo.

Quel messaggio ha conosciuto ricezione? Credo sia necessario distinguere due tempi successivi di ricezione e due categorie di destinatari. A cominciare da coloro che erano giovani nella stagione del Concilio. Mi pare che gran parte dei cattolici di quella generazione abbiano effettivamente recepito il mandato affidato loro dai padri conciliari e si siano sentiti investiti di una responsabilità. E abbiano anche colto le proprie potenzialità di giovani per mutare rotta, operare un "aggiornamento" e una conversione. E riformare la propria struttura di discepoli del Signore.

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: Gesù, vite vera

Avori Salernitani

29 aprile 2018
V domenica di Pasqua
di ENZO BIANCHI

Gv  15,1-8

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:1 «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. 4Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. 7Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.»

La Bellezza: Il sogno di Dio diventa realtà. Venerdì 11 maggio 2018, ore 21,15 Incontro con il prof. Giorgio Bonaccorso al Monastero benedettino di S. Giovanni Evangelista Parma

LA BELLEZZA

Il sogno di Dio diventa realtà

"E Dio vide che era una cosa molto bella" (Gn 1,31) 

Biblioteca Monumentale del Monastero benedettino di S. Giovanni Evangelista

Piazzale San Giovanni 1, Parma 

Venerdì 11 maggio, ore 21:15, 

Giorgio Bonaccorso è monaco benedettino, Professore Ordinario di Introduzione generale alla liturgia -Tematiche antropologiche – Estetica e liturgia  presso l'Istituto di Liturgia Pastorale di Santa Giustina - Padova).

E’ autore di numerosi libri tra i quali “L’estetica del rito. Sentire Dio nell’arte”, “I colori dello Spirito. Prova, speranza, preghiera”, “Il rito e l'altro. La liturgia come tempo, linguaggio e azione”. 

Per informazioni: 0521.235311,  0521.235327

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Regio di Torino: Walter Vergnano torna a quando Fassino si adoperò per fargli far pace con Noseda che aveva minacciato di andarsene

Pietro Acquafredda

Walter Vergnano torna a quando Fassino si adoperò per fargli far pace con Noseda che aveva minacciato di andarsene

Formalmente entro un paio di mesi il CdI del Teatro Regio di Torino dovrebbe presentare il bilancio dell'anno passato. Sarà in rosso, come si ha il timore di immaginare, a dispetto delle rassicurazione della vigilia?

Vergnano s'è dovuto dimettere - lasciando da parte le dichiarazione e le ragioni ufficiali - non potendo mantener fede alla corretta gestione del bilancio  e neppure a dar corso alle tournée  in America previste per maggio 2019, per mancanza di sponsor - come ha reso noto ufficialmente il CdI del Regio?

Quella delle tournée internazionali fu una delle principali ragioni del precedente durissimo dissidio fra lui e Noseda,  poi ricomposto da Fassino,  il quale era accusato dal sovrintendente di volersi costruire una carriera internazionale a spese del Regio - che fra l'altro soldi non ne aveva.

Ciò che Noseda non riusciva a far capire a Vergano e cioè che le tournée rientrano fra i mezzi più idonei a promuovere l'immagine di un teatro - non importa alla fin fine che le paghi - riuscì  Fassino a farglielo capire, con una doppia mossa: chiamando un direttore artistico gradito a Noseda, Gaston Fournier, e mettendo soldi nelle case del teatro.

Dopo il sovrintendente Vergnano, lascia il Regio di Torino anche il maestro Noseda

Il direttore musicale del teatro ha deciso di abbandonare, in polemica con il nuovo sovrintendente Graziosi

Il Teatro Regio di Torino perde i pezzi. Dopo Valter Vergnagno, che ha rassegnato le dimissioni da sovrintendente con un anno di anticipo sulla scadenza del suo mandato, oggi il Maestro Gianandrea Noseda ha annunciato il suo addio.

Il direttore musicale, in una nota dai contenuti molto duri, ha preso le distanze dal nuovo sovrintendente Graziosi, che si era detto preoccupato più dei conti che dei progetti: "Evidentemente la qualità che ha portato questo teatro alla ribalta internazionale non è stata minimamente tenuta in considerazione. E quindi non esiste la volontà di condividere un progetto per il futuro del Regio".

Noseda non prenderà parte alla stagione 2018/2019, ma rispettera' gli impegni presi per l'estate con i festival di Montreaux, Stresa e con il MiTo Festival di settembre a Torino. Tra le ragioni dell'addio del Maestro anche anche la scelta del Consiglio di Indirizzo del Regio di non tornare a fare tournée negli Stati Uniti.

Durissimo il commento alla notizia da parte del capogruppo del Pd in consiglio comunale Stefano Lo Russo: "Sul New York Times si parla di Torino. Si, per le dimissioni di Gianandrea Noseda dal Teatro Regio a valle della nomina di #Appendino del nuovo Sovrintendente. Nomina avvenuta di prepotenza e senza alcun bando né valutazione della qualità dei potenziali candidati".

"In spregio non solo al principio di trasparenza e meritocrazia ma anche al buon senso. Non male davvero. Complimenti alla nostra Sindaca che non perde occasione per sputtanare l'immagine di Torino in tutto il mondo", ha concluso Lo Russo.