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Archive - Maggio 28, 2018

La motivazione addotta dal Capo dello Stato Mattarella per dire no al governo Conte

La linea di Paolo Savona avrebbe provocato l'uscita dall'euro: è la motivazione addotta dal Capo dello Stato per dire no al governo Conte. I dubbi del costituzionalista. MARIO ESPOSITO

Salta l'esecutivo giallo-verde e il voto si avvicina. La linea difesa da Paolo Savona (e dunque dalla Lega) avrebbe provocato la furiuscita dell'Italia dall'euro: questa, in sintesi, la motivazione addotta dal Capo dello Stato per dire no al governo di Di Maio e Salvini. Una decisione, elettoralmente parlando, destinata ad incrementare ancor più il consenso delle forze cosiddette "populiste". Mario Esposito, docente di diritto costituzionale alla Luiss Guido Carli, mette in evidenza tutti i punti critici di una posizione — quella di Mattarella — che divide e fa discutere.

Professore, ammesso e non concesso che Savona all'Economia avrebbe rappresentato un pericolo, difendere l'euro equivale a difendere la Costituzione?

In primo luogo è inammissibile che un singolo ministro possa determinare la politica generale del Governo. A ciò si oppongono il principio di collegialità dell'esecutivo, il potere di direzione e coordinamento del presidente del Consiglio e soprattutto l'attività legislativa e di controllo del Parlamento. Riferire dunque ad un solo ministro conseguenze reputate genericamente disastrose, lascia francamente perplessi.

E per quanto riguarda la difesa della Costituzione?

Si tratta di un valore che implica anche e innanzitutto la salvaguardia delle effettive condizioni di parità con gli altri Stati membri dell'Unione, secondo quando dispone l'articolo 11 della nostra Carta.

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