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La vita sta cambiando pelle

Archive - Maggio 7, 2018

Impianti al veleno nelle città, la mappa dell’Italia a rischio

Da Ravenna a Livorno si moltiplicano i comitati per spostare gli stabilimenti pericolosi. In aumento gli incidenti nello stoccaggio dei rifiuti, pochi i controlli

Annamaria Coluccia, Marco Menduni

L’appuntamento è all’uscita dell’autostrada di Ravenna, sormontata da due grandi cisterne che ricordano la vocazione industriale dell’area. Da una parte la città della tomba di Dante, dall’altra, sul Canale Candiano, il porto e il petrolchimico. Andrea, 54 anni, ricorda l’incidente in cui, a dicembre, ha perso la vita un amico e collega, in una fabbrica nella vicina Faenza.

«Stava lavorando - racconta - per conto di una ditta esterna su un cestello sospeso, attaccato a una gru: il braccio meccanico ha ceduto, lui è morto a 45 anni, il ragazzo dell’alternanza scuola-lavoro insieme a lui, 18, è rimasto gravemente ferito». Questo per sottolineare che «il problema più grave, per la sicurezza, è il circuito degli appalti e dei subappalti, dei lavoratori che lavorano in contesti che non conoscono bene, spesso senza l’adeguata preparazione. Quando sei al lavoro, è a queste persone che guardi con ansia e con preoccupazione».

La minaccia degli impianti  

Obiettivo puntato su Ravenna perché, secondo le classifiche dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, è questa città di 170 mila abitanti in Romagna che detiene il record di fabbriche a rischio di incidente rilevante in tutta Italia. Ravenna simbolo dell’Italia che convive con impianti necessari quanto minacciosi. L’Italia, dove ancora troppo spesso si muore sul posto di lavoro, com’è accaduto a Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola per un’esplosione in un serbatoio nel porto industriale di Livorno alla fine di marzo.  

Il cioccolato di Modica è marchio Igp: è in Gazzetta Ufficiale

Ufficiale il pieno riconoscimento di un prodotto simbolo dell’eccellenza siciliana. Pubblicato, infatti, sulla Gazzetta ufficiale l’attribuzione del marchio Igp per il cioccolato di Modica. Parte, dunque, una nuova stagione per la dolce prelibatezza della cittadina del Ragusano, che vede da un lato il riconoscimento dell’Igp, quindi la possibilità di potersi fregiare di un marchio comunitario, dall’altro la piena considerazione di un processo produttivo tipico, tradizionale, unico nel suo genere. «È il coronamento di un percorso lungo, comune, di successo, è il segno che la buona politica, quella priva di steccati e che mette insieme le idee, prima delle appartenenze ideologiche, ha vinto»: è il pensiero dell’europarlamentare siciliano del Ppe Giovanni La Via, che aggiunge: «Ricordo ancora quando quel giorno del 2010 a Bruxelles in una stanza, con l’amico Paolo De Castro, discutevamo del tema assieme al direttore del Consorzio di tutele del cioccolato di Modica, Nino Scivoletto, e al compianto presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Tumino». 

Ma a quel tempo ancora la legislazione comunitaria non lo consentiva perché non si parlava di riconoscere un prodotto tipico di un territorio, ma un prodotto realizzato con materie prime provenienti da zone diverse come il cacao lo zucchero, la cannella, quindi necessaria era una modifica normativa. L’anno successivo, nel 2011 si presentò la possibilità di ritornare sul regolamento della Qualità.

L'anno del Cibo si celebra a Cibus 2018: attesi a Parma 80mila visitatori

Stand pronti per la fiera alimentare da lunedì 7 a giovedì 10 maggio 2018 website
Sarà la fiera delle novità del made in Italy alimentare. Realizzato anche un nuovo padiglione temporaneo. I dati di Federalimentare

Nell'anno del cibo italiano la filiera dell'agroalimentare (137 miliardi di fatturato, in crescita dell'1,7%, con l'export che vale oltre 41 miliardi) celebra i brillanti risultati raggiunti alla 19esima edizione di Cibus, in programma alle Fiere di Parma dal 7 al 10 maggio.

Quello alle porte si profila come un nuovo appuntamento record: 3.100 espositori presenti (più 100 rispetto al 2016), 135 mila mq di spazi espositivi (più 5mila sul 2016 grazie a un nuovo padiglione temporaneo) e 80mila visitatori professionali attesi, di cui il 20% dall'estero e tra questi 2.500 top buyers. Ben 1.300 i giornalisti accreditati.

Per quanto riguarda l'offerta, saranno mille i nuovi prodotti (l'elenco a fine aprile sul sito di Cibus); una selezione di 100 prodotti troverà spazio nel Cibus Innovation Corner. E ancora, seminari, convegni, tavole rotonde, incontri e consulenze dirette con esperti dell'Ice e talks su temi di attualità come la crescita dell'offerta salutistica, barriere tariffarie, strategia per l'export, fake news nell'alimentare, ricerca scientifica, punto vendita fisico e on line.

In programma anche il fuori salone dal 5 al 13 maggio in piazza Garibaldi a Parma.

Il Regio cambia guida: arriva Graziosi ma il consiglio si spacca

MIRIAM MASSONE ALESSANDRO MONDO

Passa la linea del Comune, la Regione: serviva più tempo Angelica Musy e Vittorio Sabadin rassegnano le dimissioni

Lui che sognava di fare il tenore, oggi nel retroscena della sua Jesi potrà intonare l’aria della Traviata: «Libiamo ne’ lieti calici!». Tempo di brindisi, dopo giorni di fiato sospeso, per William Graziosi, nuovo sovrintendente del Teatro Regio, in attesa dalla ratifica della nomina da parte del ministro della Cultura, Dario Franceschini: 56 anni, di Jesi, già ad della Fondazione Pergolesi Spontini, Graziosi succede allo storico «timoniere», Walter Vergnano, che si è dimesso in anticipo di 15 mesi e dopo 19 anni alla guida di un ente lirico tra i più importanti d’Italia. 

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L’ACCELERATA DELLA SINDACA  

Alla fine è passata la linea della sindaca Appendino, qui in veste di presidente Consiglio d’indirizzo (il quale, appunto, può solo suggerire un nome) ma dopo ore (e giorni) piuttosto tese. E senza unanimità, ma con diverse voci fuori dal coro. A favore di Graziosi anche Paolo Cantarella, per il ministero della Cultura, Cristina Giovando, designata da Fondazione Crt, e Giambattista Quirico per Compagnia di San Paolo. Filippo Fonsatti, espressione della Regione, non ha partecipato al voto, mentre Vittorio Sabadin (per il Comune) e Angelica Musy (per l’assemblea dei soci fondatori) hanno votato contro e poi si sono dimessi. 

LA REPLICA DI CHIAMPARINO  

Vergnano in uscita dal Regio: l’addio è un giallo

Tante voci ma lui nega: “Nessuno mi ha mai chiesto di andarmene”

Dopo quasi vent’anni alla guida del Teatro Regio (la sua prima nomina risale al 1999) per il sovrintendente Walter Vergnano sarebbe arrivata l’ora dell’addio ai velluti rossi di piazza Castello. In realtà il suo mandato scade nel 2019. Ma in questi giorni si moltiplicano le voci su una sua uscita anticipata. Passo indietro che - secondo indiscrezioni trapelate dal consiglio di indirizzo - sarebbe addirittura stato chiesto dal diretto interessato. Uno sfogo che avrebbe avviato l’intero iter di sostituzione del numero uno del Regio. Ma la vicenda ha i contorni del giallo. Vergnano infatti nega in modo netto: «Io dimissionario? Non mi risulta nel modo più assoluto. Il motivo è presto detto: ho un ottimo rapporto con la sindaca Appendino e lei non mi ha chiesto niente».  

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Il probabile successore  

Torino: crolla un pezzo della scenografia della Turandot al Regio, due coristi feriti

Il solista Ceron: "Alla fine del secondo atto abbiamo sentito un boato, poi abbiamo visto quel pezzo sul palco e due persone a terra". I colleghi: "Non torniamo in scena finchè non sarà garantita la sicurezza"