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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

World Forum on Urban Forests, Mantova 2018

World Forum on Urban Forests, Mantova 2018 World Forum on Urban Forests, Mantova 2018

World Forum on Urban Forests, Mantova 2018

Dal 28 novembre al 1 dicembre 2018 la città di Mantova ospiterà il primo World Forum on Urban Forests promosso dalla FAO, organizzato dal Comune di Mantova, dal Politecnico di Milano e da SISEF, curato da un comitato scientifico internazionale di esperti diretto dall’architetto e urbanista Stefano Boeri e da Cecil Konijnendijk professore della University of British Columbia. 

Le città occupano solo il 3% della superficie del pianeta, ma consumano il 75% delle risorse naturali. Oggi nel dibattito pubblico è diventato critico il problema ambientale, ed è di vitale importanza continuare a porre l’attenzione sulle forestazione urbana creando uno spazio per una riflessione su come rendere le nostre città più verdi: più inclusive, più sicure e più ricche. 

Il Forum radunerà oltre 400 esperti da più di 50 Paesi di tutto il mondo per discutere l’importanza di integrare le infrastrutture verdi alle infrastrutture grigie delle città. Saranno illustrati i benefici che le foreste urbane possono fornire alla popolazione in termini di crescita economica sostenibile, conservazione dell'ambiente, coesione sociale e coinvolgimento della cittadinanza con esempi positivi di pianificazione, progettazione e gestione del verde urbano che diverse città nel mondo hanno già messo in pratica.

Rete Ambiente Parma: "Il patto di fiume e la cassa sul torrente Baganza". Salta il patto di Fiume a Felino

La cassa di espansione sul Baganza a Casale di Felino (oltre 55 milioni di euro), imposta dalla Regione, è una idiozia così come la diga di Armorano proposta da Stefano Orlandini. LB
Cassa di espansione sul Baganza a Casale di Felino

Giuliano Serioli
Un patto di fiume nemmeno cominciato. Un semplice elenco di cose da fare, senza contenuti che le tenessero assieme.
Tanta gente in un posto angusto che il sindaco di Felino Elisa Leoni voleva trasformare in un successo della sua iniziativa burocratica, senza riuscirvi.
I dirigenti di Aipo e il sindaco di Felino (dagli altri paesi, nessuno) si aspettavano quattro gatti volenterosi da piazzare ai tavoli, a cui far vedere alcune slide e raccogliere solo piccole osservazioni su qualche problema di strade o frane collegate al decorso del torrente Baganza.
Ma l'incontro come lo intendevano è saltato.

Pfas (sostanze perfluroalchiliche), la testimonianza della dottoressa: “Operai con il seno, ma si vergognavano. L’acqua? Dopo 10 anni i primi problemi”

PFAS

Verona, il racconto della dottoressa Dalla Benetta. Da dieci anni tiene un diario di ciò che accade ai suoi pazienti. Ma solo dal 2013 ha iniziato a collegare gli eventi. "Colesterolo, obesità, disfunzioni alla tiroide, tumori ai testicoli, tumori ai reni, ipertensioni gravidiche, Alzheimer", sono gli effetti che ha riscontrato a Zimella, provincia di Verona, in piena zona rossa

di  

“Io non sono un guru, sono soltanto un medico di famiglia che opera nella provincia veneta. Ma certi fenomeni, nel contatto quotidiano con la gente e con i pazienti, non si possono non notare. E io li sto annotando in un quadernetto da più di dieci anni. E’ un metodo che ho imparato quando lavoravo in Etiopia con il Cuamm, dove, non essendoci supporti elettronici, ci avevano insegnato a tenere i registri cartacei. Qui, a Zimella, c’erano tante cose che non capivo, andamenti anomali di malattie, numero esagerato di aborti spontanei tardivi, ipertensioni gravidiche, tumori alla tiroide, decadimento cognitivo precoce”.

Elisa Dalla Benetta fa il medico di base in una delle tre frazioni di Zimella, Ulss 9 Scaligera, un paese di cinquemila anime in provincia di Verona. Siamo nel mezzo dell’Area Rossa A degli Pfas, che comprende i comuni serviti dagli acquedotti inquinati dalle sostanze perfluoroalchiliche, a valle di Trissino, nel Vicentino. La falda nel sottosuolo ha diffuso in un’area molto vasta il veleno presumibilmente prodotto dall’azienda Miteni. E’ un disastro ambientale che interessa potenzialmente almeno 300mila persone, per 90mila delle quali la Regione Veneto sta cercando di correre ai ripari con un piano sanitario.

La Fondazione Moroni: lavorerà sul progetto "Esperidi"

Il docente e religioso ha destinato tutti i sui beni per realizzare l'idea di Mario Tommasini nel Comune di Felino

Luca Molinari

E’ nata la Fondazione Moroni, in memoria di don Antonio Moroni, scomparso il 18 agosto dello scorso anno a 89 anni.

Il fine principale di questa realtà è quello di curare la costruzione (a Felino) e la gestione di una residenza per anziani e giovani coppie, sulla scia del progetto «Esperidi» di Mario Tommasini. L’idea di fondo è di superare il concetto di casa di riposo tradizionalmente intesa, realizzando una rete di unità abitative indipendenti, dove possano coesistere anziani che vivono autonomamente in appartamento e giovani coppie che in cambio dell’alloggio offrano un servizio di «portineria sociale». 

Saluggia ( Vercelli ), l’allarme nucleare di Rubbia ignorato da 17 anni

Sui fiumi Dora e Po - Depositata in Senato la lettera del fisico premio Nobel. Nel 2001 scriveva al ministro Letta: “Pericolo gravissimo”. Ma poco è successo

Siamo seduti su una polveriera. Se i 270 metri cubi di rifiuti radioattivi liquidi – di cui 125 a elevatissima pericolosità – dell’ex impianto Eurex di riprocessamento del combustibile nucleare di Saluggia (Vercelli) fuoriuscissero dai serbatoi, causerebbero un incidente paragonabile a quello di Chernobyl del 1986. Lo attesta una lettera del 2001 a firma del premio Nobel per la Fisica e senatore a vita Carlo Rubbia, che certifica il grave rischio che perdurerà finché quei liquidi non saranno cementificati.

Il Fatto ha ottenuto la lettera, indirizzata all’allora ministro dell’Industria Enrico Letta. Non è mai stata divulgata: “Le perdite di radioattività nel fiume causerebbero gravissime contaminazioni in vaste regioni adiacenti al fiume Dora e Po, i terreni allagati dall’acqua contaminata sarebbero inutilizzabili per decine di anni; la contaminazione del mar Adriatico porterebbe grave pregiudizio alla popolazione, al turismo, alle alghe e al patrimonio ittico per lunghi anni; le attività agricole e industriali della Pianura padana sarebbero gravemente compromesse; vaste aree densamente popolate andrebbero evacuate; ciò nonostante, la dose collettiva (di radioattività) alla popolazione sarebbe confrontabile a quella dei maggiori incidenti nucleari della storia recente”, si legge. La popolazione sarebbe esposta a una dose di radioattività collettiva di 150 mila Sievert x uomo.

Oms, 90% bimbi respira inquinamento

Rapporto mondiale, Italia tra peggiori per la qualità dell'aria

(ANSA) - ROMA, 29 OTT - Ogni giorno più del 90% di bambini sotto i 15 anni nel mondo respira aria inquinata che è la causa di 600mila morti infantili dovute allo smog respirato in casa e fuori. L'Italia fa parte dei paesi con la qualità dell'aria peggiore, tanto che il 98% dei bambini è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili. Lo afferma un rapporto presentato dall'Oms in occasione della prima Conferenza Globale sull'inquinamento dell'aria e la salute che inizia domani a Ginevra. Il problema, sottolinea il documento, riguarda sia i paesi in via di sviluppo, dove il 98% dei bambini sotto i 5 anni respira livelli di polveri ultrasottili superiori al limite fissato dall'Oms, sia quelli ad alto reddito, dove la percentuale è comunque superiore al 50%. "L'aria inquinata - afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore Generale dell'Oms - sta avvelenando milioni di bambini e rovinando le loro vite.
Questo è imperdonabile. Ogni bambino dovrebbe poter respirare aria pulita per crescere al massimo del proprio potenziale".

Fonte Link: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/10/29/oms-90-bimbi-respira-inquinamento_c18055b4-3be4-449c-94c0-4c81fc776ef0.html

Fabrizio Pezzuto sul piano rifiuti Regionale

Pezzuto (Parma Unita- Centristi): Parma poco incisiva sul tavolo regionale dei rifiuti. Pizzarotti si faccia sentire!

In queste giornate un po' burrascose per il nostro territorio la notizia è passata forse inosservata, ma a quanto pare la Regione Emilia Romagna ha deciso di farci un bel cadeau sotto forma di qualche tonnellata in più di rifiuti da bruciare a Ugozzolo. In particolare si parla di 123.100 tonnellate di rifiuti urbani (contro le 122.388 l'anno scorso) e 24.100 tonnellate di ingombranti (17.050 quelle del 2017).

Il motivo? E' presto detto: in Emilia-Romagna diminuiscono i rifiuti prodotti ma meno del previsto. Rispetto al Piano regionale di gestione dei rifiuti risultano infatti oltre 160.000 tonnellate di rifiuti urbani in più (+6%) e 132.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (+15,75%) rispetto a quanto preventivato.

Ecco dunque perché subito si è attivato il meccanismo di ripartizione delle “eccedenze” tra gli inceneritori emiliano- romagnoli.

È del tutto evidente che di fronte a questa logica il tema del contenimento della quantità complessiva di rifiuti che bruciamo sul nostro territorio è ormai ampiamente superato dagli eventi.

Continua però a lasciarmi quanto meno stupefatto la posizione a dir poco ambigua del Comune di Parma su questa questione. Il sindaco Pizzarotti non manca mai di aderire a parole a qualsiasi richiesta di rispetto dei limiti a suo tempo concordati salvo poi non dare l'impressione di battere mai i pugni (o le scarpe, come pare vada di moda adesso) sul tavolo del Presidente della Regione.

Sarà perché troppo impegnato a trattare il ruolo del suo nuovo movimento in vista delle elezioni del 2019? Sarà perché ormai si rende conto che sul tema inceneritore in sei anni ha dichiarato tutto e il contrario di tutto?

Il Rumore del Lutto

Il Rumore del Lutto

XII EDIZIONE
“TERRA” 

Si apre martedì 30 ottobre a Parma la XII edizione de Il Rumore del Lutto: un convegno in cui si rifletterà in modo trasversale sul tema della Terra, la presentazione di due libri e la proiezione del documentario Sea Sorrow di Vanessa Redgrave 

PARMA – Al via la dodicesima edizione de “Il Rumore del Lutto”, progetto culturale di riflessione sulla vita e sulla morte, volto alla consapevolezza dell’esistenza che, dal 30 ottobre al 5 novembre 2018, si svolgerà in vari luoghi della città di Parma. Promossa dall’associazione di promozione sociale Segnali di Vita e patrocinata dal Comune e dall’Università degli Studi di Parma, la rassegna presenta un ricco programma composto da circa 40 eventi, quasi tutti a ingresso libero, e da oltre 100 ospiti, attorno al tema della Terra. Nato nel 2007 da un progetto di Maria Angela Gelati, tanatologa, formatrice e giornalista, e Marco Pipitone, critico musicale, fotografo e dj, “Il Rumore del Lutto” può considerarsi la prima manifestazione culturale, a livello italiano ed europeo, che propone una ricerca interdisciplinare su un tema ancora complicato da affrontare come la morte. Vari gli ambiti coinvolti così come numerose le collaborazioni. 

La Spezia città senza fogne. Quasi metà dei quartieri scarica dritta nel golfo

Sondra Coggio

La Spezia - Tutti allacciati al depuratore. Anzi, no. E – dietro gli annunci altisonanti del recente passato, con tanto di promesse di rifare il bagno alla Morin – spunta una verità diversa.

Spezia non è più quella dell’800, con i fiumi di liquami che scorrevano per le strade, ma ci sono intere zone della città che non sono affatto collegate al depuratore. E non potrebbero proprio esserle: perché semplicemente non hanno neanche la rete fognaria. Altre palazzine, scaricano quel che esce dai servizi igienici direttamente nei canali, in cui dovrebbero riversarsi solo le piogge. E c’è chi – per completare il quadro - scarica in un sistema che convoglia ad una serie di fosse biologiche private, che – quando piove – finiscono dritte in mare.

La guerra dei numeri che ha visto protagonisti l’assessore Kristopher Casati, che in commissione consiliare ha descritto un quadro drammatico, e la capogruppo di opposizione Federica Pecunia, che ha rivendicato i passi avanti fatti da chi c’era prima, ha strappato una coperta troppo corta. E ha messo a nudo una realtà che fa a pugni con quelle percentuali idilliache che volevano il capoluogo collegato al 95% con l’impianto degli Stagnoni.

La distruzione delle abetaie e il business sconsiderato delle centrali a biomasse legnose

taglio degli abeti

La distruzione delle abetaie e il business sconsiderato delle centrali a biomasse legnose 
“Attenti al fumo di legna, non fa bene alla salute”

di GIULIANO SERIOLI

22/10/2018 – Abbiamo parlato di recente del taglio a raso di un’abetaia di 20 ettari nell’Appennino Reggiano, a Succiso. Prima ancora era avvenuto il taglio sul Lavecchio e sul Fuso, su pendii ripidi attorno e sopra i 45° di pendenza, tali da provocare frane di scorrimento di un suolo strutturalmente sottile per le caratteristiche di impermeabilità delflysch omonimo.

La marea nera è arrivata sulla spiaggia di Pampelonne, a St Tropez. Piano antinquinamento

GIULIO GAVINO

Allarme in Costa Azzurra per l’arrivo della marea nera sulla spiaggia di Pampelonne, a Saint Tropez, e lungo tutto il litorale. Da ieri mattina chiazze di idrocarburi legate alla collisione tra due mercantili avvenuta la settimana scorsa al largo di Capo Corso, sospinte dalle onde, raggiungono la sabbia bianca tanto amata da Brigitte Bardot e dai vip che frequentano ogni estate la Riviera francese.
La marea nera che arriva dalle navi in Corsica ha invaso Saint Tropez

Le autorità transalpine hanno fatto scattare il piano «Polmar» contro l’inquinamento marittimo. I sindaci si sono appellati al prefetto per ottenere che tutte le forze disponibili vengano messa a disposizione per bloccare il petrolio che le correnti stanno spingendo verso la costa. Navi specializzate nel ripulire il mare sono mobilitate ma la chiazza, molto frammentata dal moto ondoso e dalle condizioni meteo avverse, si è frammentata in migliaia di pezzi, difficili da inseguire e intercettare. Ancora da definire i danni all’ecosistema marino, sia per la fauna ittica sia per le praterie di posidonia che si trovano nell’area protetta del promontorio di Saint Tropez e Ramatuelle. Altre chiazze si sarebbero allargate anche alla zona dell’Esterel.  

Scontro tra due navi in Corsica, ecco l’onda nera che minaccia la Liguria. 17/10/2018

Fonte Link: lastampa.it

Scienziati tedeschi: ‘In 8 giorni l’Etna è scivolato sul mare’, rischio tsunami

 Denise

L’Etna sta scivolando verso il mare: serio rischio di tsunami potentissimo e disastroso

Un fianco dell’Etna sta scivolando lentamente verso il mare e un movimento rapido ed improvviso potrebbe provocare uno tsunami potente e disastroso per la regione Sicilia.
Questo è quanto sostengono i ricercatori tedeschi che stanno monitorando il vulcano e che hanno registrato uno spostamento di 4 centimetri verso il mare in 8 otto giorni.
Il fianco sud-orientale dell’Etna sta pericolosamente e lentamente scivolando verso il mare, un eventuale rapido ed improvviso movimento potrebbe provocare uno tsunami potentissimo e disastroso.

Questo è quanto sostengono gli scienziati del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel che stanno studiando i movimenti dell’Etna con particolare attenzione al fianco subacqueo.

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Ma cosa significa che l’Etna sta scivolando verso il mare? E quando potrebbe esserci lo tsunami?

L’Etna sta scivolando verso il mare

Gli esperti spiegano di aver monitorato i movimenti subacquei dei fianchi dell’Etna e di aver registrato un abbassamento verso il mare di quattro centimetri in soli otto giorni.

Questi dati hanno portato gli esperti a presupporre che un’improvvisa e rapida discesa del pendio verso il mare potrebbe provocare uno tsunami con effetti disastrosi per l’intera regione.

Inceneritori: il 6 ottobre a Parma incontro nazionale per la Campagna #SbloccaItaliaGameover

Economia Circolare incontro a Parma

PROGRAMMA DEI LAVORI PDF

Sabato 6 Ottobre 2018 si terrà a Parma l’incontro nazionale per il lancio della Campagna#SbloccaItaliaGameover

L’incontro pubblico, patrocinato dal Comune di Parma, si terrà presso la sala del Palazzo del Governatore il 6 ottobre 2018, dalle ore 10 alle ore 16.

Un’occasione di grande importanza al fine di concordare una serie di azioni concrete per la realizzazione della strategia Rifiuti zero nell’ottica dell’Economia Circolare. L’incontro intende avviare un confronto operativo fra comitati, associazioni, esperti, imprenditori e istituzioni, a partire dai sindaci che amministrano le 40 città italiane sede di impianti di incenerimento.

ANNULLATA LEGGE REGIONALE SUL DISTURBO ALLA CACCIA

Carlo Consiglio

ANNULLATA LEGGE REGIONALE SUL DISTURBO ALLA CACCIA

La Corte costituzionale con sentenza n. 148 del 2018 ha dichiarato l’incostituzionalità della legge della Regione Veneto n. 1 del 17 gennaio 2017, articoli 1, 2 e 3, che sanziona chi disturba le attività di caccia e di pesca. La legge era stata impugnata dal Presidente del consiglio dei ministri. La materia, infatti, non è di competenza della regione.

CONSIGLIONEWS N. 100
11 luglio 2018

Frana di Corniglio, Regione stanzia 2,5 milioni per la messa in sicurezza

Foto Luigi Boschi: Frana di Pietta

Pacchetto di 10 cantieri su un’area di circa due chilometri quadrati. Il sindaco Delsante: "Un passo avanti determinante e definitivo per restituire alla comunità l’area di frana, off limits da oltre 20 anni"

Via libera dalla Regione Emilia-Romagna a un maxi-pacchetto di 10 interventi da 2 milioni e mezzo di euro per continuare le opere di messa in sicurezza dell’abitato di Corniglio, nel cuore dell’Appennino parmense, dove una frana "storica" interessa un’area di circa 2 chilometri quadrati.

Riflettori puntati sulla sicurezza idraulica di rii e versanti, oltre che sulla riapertura e il ripristino della viabilità a partire dalla bretella di Marra che tornerà percorribile ai mezzi pesanti e garantirà il collegamento tra le provinciali dei Cento Laghi e di Bosco-Berceto, per un rapido accesso dalla Val Parma all’autostrada A15.

Prato di Monchio, è allarme acquedotto

Un appello alla Regione contro Iren e le stesse autorità comunali da parte di residenti e proprietari di seconde case.
La frazione di Prato di Monchio è sul piede di guerra per un movimento franoso che provoca colamenti di terra, fessurazioni nelle abitazioni e avvallamenti nella strada.
La frana sembra essere causata delle abbondanti perdite dell’acquedotto locale.
Il sindaco, interpellato più volte, addossa le responsabilità a Iren, che lo ha in gestione.
Me nessuno si fa carico delle proprie resposabilità, nessuno si occupa del problema.
E i cittadini si sentono abbandonati.

Comune di Parma, Roberta Roberti: Inceneritori, il 6 ottobre a Parma incontro nazionale per la Campagna #SbloccaItaliaGameover

Inceneritori : il 6 ottobre a Parma incontro nazionale per la Campagna  #SbloccaItaliaGameover

La questione dell’aumento dei rifiuti destinati all’incenerimento nell’impianto di Ugozzolo resta aperta, come ben hanno sottolineato nella loro lettera Rete Ambiente Parma e Farmacia Annunziata.

Infatti, sebbene a giugno sia stato stipulato un accordo che proroga l’autolimitazione dell’inceneritore a 130mila tonnellate annue fino al 31.12.2020, resta in vigore il decreto Sblocca Italia, grazie al quale da gennaio 2021 Iren sarà automaticamente autorizzata a raggiungere le 190mila tonnellate annue di rifiuti inceneriti.

Per queste ragioni, a seguito dell’ordinanza del TAR Lazio sul ricorso contro il decreto attuativo dell’art.35 dello Sblocca Italia con la quale il Tribunale Amministrativo ha rimesso il giudizio di merito alla Corte di Giustizia Europea,  il 16 giugno a Roma è stata lanciata da diversi soggetti (Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia circolare ed A.C.E. – Alliance Circular Economy) la Campagna   #SbloccaItaliaGameover, che ha lo scopo di sostenere economicamente l'iter legale europeo del ricorso e di divulgare e sensibilizzare cittadini, associazioni ed istituzioni sulla necessità di un concreto e radicale cambiamento della gestione dei rifiuti attraverso eventi nazionali.

Il primo di questi eventi si terrà a Parma il 6 ottobre prossimo: un’occasione di grande importanza al fine di concordare una serie di azioni concrete per la realizzazione della strategia Rifiuti zero nell’ottica dell’Economia Circolare. L’incontro intende avviare un confronto operativo fra comitati, associazioni, esperti, imprenditori e istituzioni, a partire dai sindaci che amministrano le 40 città italiane sede di impianti di incenerimento.

Tagli boschivi e perdita di suolo adatto alla crescita dei funghi porcini

funghi porcini

La diffusione di tagli boschivi in montagna provoca un altro danno significativo per il turismo e l'economia della montagna, la perdita di suolo adatto alla crescita di porcini.
Il taglio raso matricinato, con i sentieri trasformati in carraie per mezzi pesanti e soprattutto con l'abbandono a terra delle ramaglie, provoca un degrado
del suolo che non si risolve in pochi anni come per le matricine.
L'assetto micologico di un territorio boschivo è molto più fragile ed il processo di diffusione delle spore molto più lungo e complesso.
Insomma dove si taglia in quel modo non crescono più funghi per molto tempo.
Si dirà, è una sciocchezza che non mette neanche conto di menzionare e di cui preoccuparsi di fronte al degrado economico e all'abbandono della montagna.
Invece no!

5.0000 tonnellate di rifiuti di Genova, saranno bruciati a Parma. Ok della Regione

inceneritore di Parma

“Già prevista una deroga al limite massimo di rifiuti da bruciare nell’inceneritore di Parma. Avevamo ragione a non fidarci dell’annuncio eclatante sul nuovo accordo”. Con queste parole il vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Fabio Rainieri ha commentato la decisione della Giunta regionale di far bruciare nell’inceneritore di Ugozzolo rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalla Liguria che si aggiungono a quelli di Parma e Reggio Emilia.

“La Giunta regionale, ovviamente previo assenso dato per le vie brevi dal Comune di Parma, con la Delibera n. 1307 del 2 agosto 2018, trascorsi quindi appena due giorni dall’accordo siglato il 31 luglio 2018 dalle stesse istituzioni con Iren e fatto passare come la soluzione innovativa per la spazzatura di Parma e provincia che rispetta il territorio tanto da far ambire la nostra città ad essere il laboratorio nazionale dell’economia circolare, ha deliberato di far scattare la clausola prevista nel medesimo accordo per cui il limite massimo di 130.000 tonnellate l’anno può essere derogato per dare soccorso ad altri territori extraregionali meno virtuosi.

NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Forestazione

Giuliano Serioli

NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Considerate un albero, inserito in una entità unica quale un bosco, una foresta. Non è semplicemente un pezzo di legno che, se tagliato, può produrre energia e viene sostituito ( dopo almeno trent'anni) da un altro “pezzo di legno", un'altra pianta. No, non è così soltanto. E' soprattutto un essere complesso necessario alla nostra respirazione, al nostro esistere.
Pensate ad un bosco, esso agisce come un pompa naturale alimentata dall'energia del sole e permette la circolazione dell'acqua sulla terra.
Il bosco è un polmone, aiuta a filtrare e rinnovare l'aria fissando il carbonio contenuto nell'anidride carbonica e liberando ossigeno durante il giorno.

Emilia-Romagna, aumenta la raccolta differenziata: 64%

Un terzo dei Comuni veleggia già oltre il 73% che è la soglia da raggiungere nel 2020. Nel Bolognese prima Anzola con quasi l'87%

BOLOGNA - La raccolta differenziata sale al 64.3% a livello regionale. Il dato relativo al 2017, diffuso da viale Aldo Moro, segna un incremento del 2,5% rispetto all'anno precedente: 417 kg per abitante avviati al recupero (in totale, 1.861mila tonnellate). L'obiettivo, però, è ambizioso: raggiungere il 73% al 2020. Un traguardo peraltro già raggiunto da 107 Comuni, un terzo della regione. In Emilia-Romagna si ricicla soprattutto verde (scarti di giardino e grosse potature, 22%), carta e cartone (21%), umido (15%), vetro (8%), legno (8%), plastica (7%).

Se cresce la differenziata, cala la quantità di rifiuti indifferenziati: 1.035mila tonnellate nel 2017, -8,65% rispetto all'anno precedente.

Sono 48 i Comuni in regione che sono passati alla tariffa puntuale (chi produce più rifiuti, paga di più), con una media di raccolta differenziata intorno all'80% con punte oltre il 90%, soprattutto nel Modenese. La tariffa puntuale verrà introdotta in tutti i Comuni entro il 2020.

Guardando i singoli territori, la differenziata raggiunge la percentuale più alta nel territorio di Parma (77,6%), quella più bassa nel ravennate (54,8%). Piacenza segna un calo non trascurabile: dal 63,4% del 2016 al 61,1 dello scorso anno. Bologna invece registra un +2,8% arrivando a 59,5%.

Rimanendo in provincia di Bologna sono 19 i Comuni che hanno già raggiunto o superato quota 73%, con un paio di anni di anticipo. Anzola dell’Emilia guida la classifica con l’86,8%, seguono Monte San Pietro con l’84,8, Granarolo dell’Emilia con l’84,3 e Budrio – unico già a tariffa puntuale – con il 84,1%. In fondo alla classifica Castiglione dei Pepoli (34,2%), Grizzana Morandi (33,9) e Camugnano (32,7).

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