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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Cile, la più grande donazione di terra mai fatta da un privato, dal fondatore di North Face: così nasceranno 5 parchi

La vedova di Tompkins, fondatore di North Face, ha donato al Paese 400mila ettari di terra. Era il grande sogno del marito che spese milioni: "Proteggete la biodiversità"

di GIACOMO TALIGNANI

NESSUNO voleva credergli. Perché un ultra milionario dovrebbe continuare a comprare ettari e ettari di  terra senza farci niente? Cosa aveva intenzione di realizzare con tutti quegli acri acquistati fra Cile e Argentina? C'è chi arrivò perfino ad accusarlo di voler nascondere scorie nucleari americane, pur di trovare una soluzione all'enigma.

E invece Douglas Tompkins, eco-milionario fondatore di North Face, voleva soltanto salvare la natura e quegli sterminati boschi, fiumi e foreste del Cile: sua moglie ha regalato 400mila ettari al governo del Cile per preservarne la biodiversità e creare cinque nuovi parchi nazionali.

E' la donazione di terra - da un privato a un governo - più grande che sia mai esistita. A firmare per Douglas insieme al presidente cileno Michelle Bachelet c'era la sua seconda moglie Kris, ex amministratore delegato del marchio Patagonia.

LAV, Legge Parchi: modifiche diminuiscono tutele per animali e ambiente delle aree protette.

LEGGE PARCHI: MODIFICHE DIMINUISCONO TUTELE PER GLI ANIMALI E L’AMBIENTE DELLE AREE PROTETTE.

LAV: UNA PESSIMA LEGGE CHE TUTELA CACCIATORI E PREDONI AMBIENTALI, RIFIUTATE DALLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI LE NOSTRE PROPOSTE DI MIGLIORAMENTO 

“Un testo pessimo, che dopo 26 anni rappresenta il primo concreto passo per demolire le aree protette, nelle quali l’ambiente e gli animali vengono ridotti al ruolo di strumenti funzionali alla produzione di introiti economici, un vero e proprio svilimento istituzionale delle zone più pregiate del nostro Paese.” Questo il commento della LAV alla notizia che la prossima settimana sarà esaminata e votata alla Camera dei Deputati la Proposta di Legge a.c.4144 “Modifiche alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette”, in un testo già approvato dal Senato e successivamente modificato ed approvato dalla Commissione Ambiente della Camera presieduta dall’on. Realacci. 

La LAV aveva presentato numerosi emendamenti alla Commissione Ambiente della Camera, fra i quali il divieto di caccia nelle aree contigue ai parchi e l’obbligo di utilizzare esclusivamente metodi incruenti per la prevenzione dei danni prodotti dagli animali selvatici all’agricoltura, ma nessuna delle proposte è stata recepita nel testo che andrà all’esame della Camera. 

Se il testo approvato dalla Commissione Ambiente dovesse essere approvato dal voto d’Aula della Camera dei Deputati rappresenterebbe una vera e propria sconfitta per tutti i cittadini, l’apertura di una stagione che porterà alla depredazione della natura proprio nelle zone dove dovrebbe essere più protetta. 

Carlo Consiglio: MOZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO DEL LUPO

Carlo Consiglio

Una mozione parlamentare è stata presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati il 22 marzo 2017 dall’on. Adriano Zaccagnini (Movimento Democratici e Progressisti) e da Fabrizio Cianci, segretario di Ecoradicali – Associazione radicale ecologista. La mozione parlamentare ha lo scopo primario di impegnare il Governo nello stralcio degli abbattimenti – sia dei lupi, che dei cani ibridati e vaganti – dal “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”. Essa promuove, inoltre, un piano triennale di interventi finalizzati a contenere il randagismo, attraverso una chiara programmazione di risorse e mezzi, conferendo finalmente operatività alla Legge 281/91 (Tutela animali e riduzione randagismo). Vengono, infine, promosse azioni di limitazione della caccia, attraverso una moratoria quinquennale nelle aree tutelate per legge e l’abolizione totale nei siti Natura 2000, ponendo in essere l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per violazione della Direttiva Habitat, in un quadro di piena e reale conservazione degli habitat e della fauna. La Mozione punta quindi ad offrire soluzioni operative e di governo, rispetto a randagismo e danni all’agricoltura, alternative a quelle offerte dal Ministro Galletti, riconducendo le istituzioni, ad ogni livello, al pieno rispetto della legalità, anziché promuovere deroghe alla stessa.

CONSIGLIONEWS 43
22 marzo 2017

OLTRAGGIO ALLA BELLEZZA NELLA Reggia di Colorno (PR)

Reggia di Colorno (PR) Reggia di Colorno (PR) con il campo da calcio

Ciao, Luigi! In un vecchio volume, ho trovato una foto della Reggia di Colorno nel cui parco, i "lungimiranti amministratori dell'epoca", non hanno trovato di meglio che  ricavare nel giardino ducale, un campo da calcio!!! ..un'opera, veramente ..da manicomio di Colorno!!!
Per realizzare questo campo di calcio, sicuramente, avranno dovuto abbattere molte piante del parco e anche presumo le fontane ivi presenti.
Questo, per dire che, il "vulnus"  al nostro patrimonio artistico, architettonico e ambientale, da te, anche in questi giorni culturalmente denunciato più volte per la Pilotta[LINK], e non è la prima volta anche con Pistoletto [LINK], per le Stalle di Maria Luigia [LINK], questo oltraggio continua, ininterrottamente, dal dopoguerra ad oggi, in un crescendo scandaloso di degrado e disinteresse pubblico e privato.
Tutti si riempiono la bocca di arte  e di bellezza, ma poi, alla fine, finiscono tutti nello squallore della solita formaggia e del solito insaccato!! (Parma, 20/03/2017)

Fabrizio Pioli

Roberto Ghiretti: sul teleriscaldamento di strada Santa Margherita. ARPAE dichiara: " non si prevedono limitazioni temporali al funzionamento dell’impianto"

Termovalorizzatore di via Santa Margherita a Parma Termovalorizzatore di via Santa Margherita a Parma

Ghiretti: “Dopo due anni di risposte vaghe finalmente arriva qualche verità sull'utilizzo dell'impianto di teleriscaldamento di strada Santa Margherita” 

Da due anni mi batto per dare voce ai residenti delle zone limitrofe all'impianto di teleriscaldamento di strada Santa Margherita, i quali lamentano accensioni continuative, con emissioni e con odori nonostante a suo tempo Iren avesse garantito che la messa in funzione dell’impianto doveva essere accessoria e saltuaria rispetto all’erigendo Paip.

Nel 2015 l'azienda mi aveva risposto pubblicamente che “Le caldaie dell'impianto di strada Santa Margherita, ed anche quelle di Via Lazio, vengono accese principalmente in orario mattutino e nei mesi più freddi per sopperire ai picchi di domanda del calore”.

Di fronte a foto inequivocabili, che allego, che dimostravano il contrario a febbraio di quest'anno ho sottoposto all'assessore Folli una nuova interrogazione (DOC. PDF) alla quale questa volta ha risposto, poco coraggiosamente e abdicando al ruolo di difensore della cittadinanza, inviandomi “i riscontri a firma del Direttore Produzione Termoelettrica Iren Energia S.p.A. Enrico Clara e del Responsabile della Struttura Autorizzazioni e Concessioni Arpae di Parma Paolo Maroli dettaglianti nello specifico le risposte ai quesiti da lei posti”.

E qui, sorpresa, la questione che emerge è ben diversa da quanto sempre sostenuto dal duo Folli & Iren.

Roberto Ghiretti: il flop degli Ecowagon a Parma

Quando lo hanno lanciato è stato presentato come la risposta alla raccolta firme promossa da Parma Unita per chiedere di introdurre i cassonetti intelligenti nella raccolta differenziata dei rifiuti. Invece dal primo aprile, in sordina, il servizio verrà soppresso visto la generale indifferenza con il quale è stato accolto dai parmigiani. Mi riferisco agli Ecowagon che nelle intenzioni dell'amministrazione comunale avrebbe dovuto rendere più semplice conferire i rifiuti per i residenti del centro e dell'Oltretorrente.

Fin da subito è apparso evidente che il presupposto di questo servizio, che comunque al cittadino costava 70 centesimi a conferimento e alla comunità qualche centinaia di migliaia di euro, era errato: immaginare i parmigiani in trepidante attesa alla fermata dell'Ecowagon pronti a consegnare i sacchetti di rifiuti era ovviamente una pia illusione considerato che la richiesta di tutti va nella direzione di una maggiore flessibilità. È così che nonostante fiabeschi video promozionali, le cartine sbagliate e rifatte, tutte rigorosamente a carico dei contribuenti, pare non si sia andati oltre i due, tre conferimenti al giorno. Un disastro.

A sostituirli saranno otto mini eco station fisse che, seppure promesse già nel 2016, saranno disponibili solo da aprile.

Inutile dire che anche queste rischiano di essere panacee destinate a non avere alcuna rilevanza rispetto agli enormi problemi che questo servizio continua a porre anche a chi, pur animato dalle migliori intenzioni, si trova a dover convivere per giorni con la spazzatura in casa.

Centro Studi Movimenti Parma: Politiche del disastro - Martedì 21 marzo, ore 18.30

Enolibreria Chourmo

Via Imbriani 56 – Parma

Presentazione del libro di Silvia Pitzalis

Politiche del disastro

Poteri e contropoteri nel terremoto emiliano

Interventi dell’autrice e di Tifany Bernuzzi

Che cos'è un disastro e come si manifesta? Quali poteri emergono e vengono alimentati nei contesti colpiti? È possibile un dialogo tra istituzioni e cittadini sui modi di affrontare le conseguenze? È possibile elaborare forme di autorganizzazione in risposta alla catastrofe volte a rigenerare l'esistenza di fronte alla violenza degli eventi e offrire anche soluzioni alternative rispetto a quelle istituzionali? Attraverso l'analisi etnografica, il lavoro di Silvia Pitzalis si propone di rispondere a queste domande, assumendo il terremoto dell'Emilia del maggio 2012 come caso di studio utile a ricavare indicazioni di carattere generale.


Prossimi incontri: 

 

Sabato 29 Aprile, ore 18.00

MANGIANDO IL PESCE INGERIAMO 11MILA PEZZI DI PLASTICA ALL'ANNO!

Inquinamento dei mari e plastica nei pesci. E anche nel nostro organismo.

Proprio così: chi consuma abitualmente pesce (e mitili) ingerisce più di 11mila frammenti di plastica ogni anno.

È l'allarme lanciato dagli scienziati della University of Ghent in Belgio, secondo i quali le microplastiche si accumulano nel nostro corpo nel corso del tempo e potrebbero rappresentare un rischio per la salute a lungo termine.

LEGGI anche: LE MICROPLASTICHE UCCIDONO I PESCI, LA CONFERMA IN UN NUOVO STUDIO

Che gli oceani fossero inondati di plastica è, ahinoi, una notizia che rimbalza da tempo: secondo uno studio, tra 35 anni gli oceani potrebbero contenere addirittura più bottiglie di plastica che pesci. Il bello è che non ci vuole poi molto, per gli scienziati, calcolare che più del 99% di questi frammenti (i rifiuti di plastica passando dai fiumi ai mari si scompongono in pezzi sempre più piccoli, fino a diventare microplastiche) arrivano nel nostro organismo attraverso il cibo che mangiamo.

Per esempio, le cozze filtrano circa 20 litri di acqua al giorno e ingeriscono plastica. Parte di questa viene espulsa ma, in media, ogni cozza contiene un piccolo frammento di plastica, sebbene assorbito nei tessuti.

Dalle nocciole turche alle arachidi cinesi, la lista nera dei cibi pericolosi per la salute

Le nocciole e l’altra frutta secca dalla Turchia contaminate da aflatossine cancerogene hanno fatto scattare l’allerta nei Paesi comunitari. Poi ci sono le arachidi dalla Cina, il peperoncino e le altre spezie dall’India, per la presenza di contaminazioni microbiologiche e di residui chimici. Coldiretti ha messo a punto una «lista nera» di dieci prodotti importati che possono causare danni alla salute di chi li consuma, soprattutto di quei «9,7 milioni di italiani che regolarmente abbinano ingredienti nostrani con prodotti provenienti da altri paesi, come ad esempio la curcuma originaria dell’India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero che sono in gran parte di provenienza cinese”»

Coldiretti ha elaborato il rapporto del ministero della Salute sul sistema di allerta europeo per rischi alimentari. Al quarto posto di questa black list per contenuti fuori norma di metalli pesanti per tonno e pesce spada provenienti dalla Spagna mentre preoccupante è la situazione della frutta e verdura proveniente dalla Turchia con fichi secchi fuori norma per la presenza di aflatossine e i peperoni per i pesticidi.

Al sesto posto la frutta secca proveniente dall’India con l’allarme salmonella scattato nei semi di sesamo, mentre irregolarità per le aflatossine sono state trovate nei pistacchi dall’Iran. Nella frutta e verdura proveniente dall’Egitto – continua la Coldiretti -, che gode di un regime agevolato per l’esportazione in Italia, è stata segnalata la presenza irregolare di pesticidi in prodotti come le olive e le fragole, ma hanno creato problemi anche i pistacchi provenienti dagli Usa per le aflatossine cancerogene e il pesce dal Vietnam con un eccessivo contenuto di metalli pesanti, che chiude la lista dei dieci cibi più pericolosi.

3 marzo, Giornata internazionale della natura

 

9 associazioni firmano la Carta di Roma per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro

e scrivono a Gentiloni, Galletti, Lorenzin e Bonaccini per denunciare il ritardo dello Stato 

“Necessario un nuovo quadro normativo per il riconoscimento e la promozione dei centri di recupero e i santuari degli animali, tutelando e rendendo effettiva la loro funzione di interesse collettivo” 

In occasione del World WildLife Day, la giornata internazionale della natura indetta dalle Nazioni Unite, le associazioni ENPA, Il Rifugio degli asinelli, Italian Horse Protection, LAV, Legambiente, Lega nazionale per la difesa del cane, Lipu-BirdLife Italia, Rete dei santuari di animali liberi in Italia, WWF Italia hanno scritto questa mattina al presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al presidente della conferenza delle Regioni e delle Province autonome Stefano Bonaccini, inviando loro la “Carta di Roma” per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro, appena sottoscritta dai rappresentanti delle nove associazioni.

“Coltiva il tuo frutteto”: un corso gratuito aperto a tutti

Il Gas Fornovo, con il patrocinio della rete Intergas, organizza a Fornovo di Taro un corso di gestione a 360° del frutteto familiare, aperto a tutti. Il corso si svolgerà in 5 lezioni (1 teorica in aula e 4 pratiche in frutteto).

La prima giornata è prevista per il 4 marzo a partire dalle ore 14 presso la sala civica del Foro Boario di Fornovo di Taro. Le altre giornate saranno in programma nei mesi successivi sempre di sabato pomeriggio per dare la possibilità a tutti di partecipare. Il calendario delle lezioni è il seguente: 18 marzo, 22 aprile, 26 maggio, 26 agosto.

Lo scopo è di dare, a coloro che hanno o intendono impiantare alberi da frutto per uso familiare, le nozioni base indispensabili per ottenere buoni risultati e altrettante soddisfazioni.

Gli argomenti che verranno trattati sono la messa a dimora di piante da frutto, la scelta dei portainnesti e delle cultivar, le forme di allevamento e potatura di formazione, la potatura di produzione e la potatura verde, la concimazione, le malattie, i parassiti e i trattamenti sanitari, gli innesti (triangolo, spacco inglese, corona, gemma dormiente), lo scambio di esperienze di potature e innesti tra i partecipanti.

L’ingresso è libero e non ci sarà nessun costo da sostenere per i partecipanti. Per adesioni Veronica 340 563 6426, Luca 328 179 3613. Mail: alarversa@gmail.com

Fonte Link parmaquotidiano.info

Carlo Consiglio sul cinghiale

Carlo Consiglio ha pubblicato il 7 gennaio 2014 un articolo sul giornale telematico "Fanpage", dal titolo: "Occorre abbattere i cinghiali per limitarne i danni?" [LINK]. Sulla base della letteratura scientifica mondiale sull'argomento, sembra che la caccia provochi un'anticipazione del raggiungimento della maturità sessuale e quindi un aumento della fertilità, della grandezza di popolazione e dei danni. Il meccanismo di ciò sarebbe l’interruzione del delicato meccanismo della sincronizzazione dell'estro, che regola la riproduzione dei cinghiali, ed inoltre la strategia riproduttiva poliandrica o promiscua causata dall’eliminazione dei grandi maschi dominanti. Lungi dall'essere un metodo efficace per limitare i danni arrecati dai cinghiali, quindi, la caccia aggraverebbe il problema. Metodi efficaci per limitare i danni dei cinghiali sembrano invece le recinzioni elettriche ed i metodi colturali. L'articolo si può consultare al sito www.fanpage.it/occorre-abbattere-i-cinghiali-per-limitarne-i-danni/; vi è inoltre un aggiornamento pubblicato il 28 febbraio 2017 dal titolo: “Ancora sui danni del cinghiale”, che si può consultare al sito: http://autori.fanpage.it/ancora-sui-danni-del-cinghiale/

Occorre abbattere i cinghiali per limitarne i danni?

Carlo Consiglio

Da oltre 30 anni il cinghiale arreca gravi danni all'agricoltura in tutta Europa; le autorità decretano abbattimenti, ma l'ammontare dei danni ciononostante continua a crescere. Evidentemente la caccia non è un metodo efficace per prevenire o ridurre i danni. La soluzione può venire solo dalle più recenti ricerche sull'etologia e l'organizzazione sociale dei cinghiali stessi, da cui sembra risultare che il disturbo arrecato dalla caccia causi un aumento della fertilità e quindi dei danni. Metodi efficaci sembrano essere invece le recinzioni elettriche e la pasturazione in foresta.

UN PIANETA SENZA FUTURO

Il genere umano è paragonabile ad una cittadella impossibilitata a rifornirsi all’esterno, che non si cura della crescita esponenziale dei suoi abitanti e delle scorte che stanno per finire

Franco Libero Manco

2.000 anni fa, la popolazione mondiale era di 250 milioni di persone. Nel 1950 il mondo contava circa 2 miliardi e mezzo di abitanti; nel 2000 quasi 6 miliardi e 7 miliardi nel 2011. Con l’attuale progressivo aumento si prevede che nel 2030 gli abitanti della terra saranno almeno 8 miliardi.

Questa umanità, che già oggi consuma il 30% di risorse in più di quelle che la terra è in grado di produrre,  s’incammiona verso una realtà incerta e preoccupante. E il tempo rimasto per invertire la rotta è breve. Se non nullo. Vittime della tecnologia, della cultura consumistica dominante e del benessere economico da raggiungere ad ogni costo, non si accorge di correre verso un futuro impossibile. In una tendenza irresponsabile quanto fuori controllo, si cercano soluzioni contingenti ai problemi che questa società crea di continuo, senza curarsi che con queste prospettive è improbabile avere un domani.

Via Volturno e strada Budellungo, nuovi alloggi in edilizia convenzionata

Cinque nuovi lotti per l’edilizia popolare. Interventi che vedranno la luce nella zona del complesso residenziale di Ca’ Peschiera (via Volturno) e nel cosiddetto comparto Domina, tra le strade Budellungo e Santa Margherita.

Le nuove palazzine d'edilizia convenzionata sorgeranno su lotti che erano destinati ad accogliere abitazioni per le forze dell’ordine, non più previste dopo che è scaduta la convezione siglata tra Comune e ministero dell’Interno. L'Amministrazione comunale, dopo una negoziazione con il Governo, è riuscito a mantenere i fondi destinati a Parma.

I finanziamenti fanno parte del piano Erp (Edilizia residenziale pubblica) dell’Amministrazione, per il quale sono previsti globalmente sette milioni di euro nel 2017.

Entrambi gli interventi, come sottolineato dal delegato ai Lavori pubblici Michele Alinovi nella seduta della commissione Urbanistica, insistono "in aree fortemente urbanizzate". Quello nell’area di Ca’ Peschiera concerne due lotti, per poco meno di tremila metri cubi. Il secondo in zona strada Budellungo interessa tre lotti, per circa seimila metri cubi complessivi.

Questo seconda operazione tocca una zona che sta attraversando non pochi problemi, visto il fallimento della cooperativa Di Vittorio, che controllava il 30% di Domina, la società incaricata di realizzare le opere nel quartiere Santa Margherita. Si tratta di uno degli interventi più invasivi dal punto di vista edilizio, figlio di un progetto del 2009.

Associazione Millecolori: "Nuovo Psc, una inutile ipoteca sul futuro"

L'intervento dell'associazione Millecolori sul Piano strutturale comunale di prossima adozione

"Sembra ormai certa l’intenzione da parte dell’Amministrazione Comunale uscente di proporre al Consiglio Comunale l’adozione di un nuovo Piano Strutturale Comunale (Psc) nei prossimi giorni. Si tratta di un atto politico del quale non si possono condividere le ragioni, al di là degli specifici contenuti progettuali, sia dal punto di vista tecnico che da quello dell’opportunità. Il Psc è infatti lo strumento di pianificazione urbanistica generale che delinea le scelte strategiche di assetto e sviluppo, in un ottica di tutela dell’integrità fisica ed ambientale del territorio e di mantenimento delle identità culturali; si tratta quindi di un piano con ampi contenuti strategici e tempi lunghi di prospettiva, e non a caso le disposizioni normative non ne individuano una scadenza ed il suo orizzonte temporale è generalmente considerato essere di 15-20 anni.

Il primo vero Psc del Comune di Parma risale al 2007, con adozione al termine dell’ultimo mandato Ubaldi ed approvazione nel mandato Vignali, e rappresenta certamente uno piano viziato dalla bulimia edificatoria dell’epoca, con sproporzionate previsioni espansive e forte consumo del territorio, ma comunque elaborato con esaustive analisi ambientali e storiche e precise individuazioni delle “invarianti territoriali” principali. All’approvazione del Psc2007 è purtroppo seguita, con insolita rapidità, l’approvazione di un Piano Operativo Comunale (Poc), strumento operativo e di programmazione, nel quale sono stati resi attuabili nei successivi 5 anni la maggior parte delle previsioni espansive del Psc, forse a causa della necessità da parte della Amministrazione di allora di incamerare risorse per proseguire il frenetico percorso di Parma Città Cantiere.

Con i cambiamenti climatici rischia di aumentare il mercurio nei pesci. I risultati di uno studio di ricercatori svedesi e statunitensi

  Beniamino Bonardi

L’aumento delle precipitazioni in molte aree dell’emisfero settentrionale, conseguente ai cambiamenti climatici, potrebbe aumentare del 15-30 per cento il deflusso delle acque nei mari. È questa la previsione peggiore dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) che avrebbe come conseguenza un aumento del 300-600 per cento del metilmercurio, una forma di mercurio altamente tossica per lo zooplancton, termine scientifico che indica i piccoli animali che sono alla base della catena alimentare marina. L’incremento dell’afflusso di acqua dolce negli strati superficiali provoca la proliferazione dei batteri che convertono il mercurio, naturalmente presente nelle acque, in metilmercurio, una pericolosa neurotossina che poi si ritrova nel pesce e nei frutti di mare. Il rischio di aumento del metilmercurio nei mari, come conseguenza dei cambiamenti climatici, riguarderebbe le aree più settentrionali dell’emisfero terrestre, mentre nel Mediterraneo, nella parte centrale del Nord America e nell’Africa meridionale si potrebbero registrare delle diminuzioni.

SALVI I LUPI FINO AL 23 FEBBRAIO

Carlo Consiglio

Il pressing degli animalisti salva i lupi. Almeno fino al 23 febbraio. La Conferenza Stato Regioni ha infatti deciso il rinvio del "Piano lupo". Da parte del Ministero dell'Ambiente - a quanto si è appreso - non ci sono state obiezioni. Il rinvio dell’abbattimento dei lupi era stato chiesto per "studiare possibili alternative" aveva annunciato in mattinata il presidente della Regione Calabria Mario Oliverioringraziando "il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per aver proposto e ottenuto dalMinistro Galletti il rinvio del provvedimento". Oliverio, nei giorni scorsi era intervenuto con Bonaccini per esprimere la propria contrarietà al provvedimento che prevedeva l'abbattimento dei lupi. "Confermo - conclude Oliverio - la mia contrarietà a misure di abbattimento di questa specie protetta. Si tratta semmai di assumere iniziative diverse a tutela degli allevatori". Le Regioni, dunque, in sede di Conferenza chiederanno la sospensione dell'approvazione del Piano.

Da parte sua, il presidente Bonaccini, dopo aver incontrato questa mattina una delegazione di associazioni ambientaliste che chiedono il ritiro del Piano, aveva annunciato che avrebbe chiesto "a nome della Conferenza delle Regioni, di rinviare l'approvazione del Piano lupo e le misure che ne conseguono”. 

Roberto Ghiretti (PU): NESSUN ASCOLTO PER I RIFIUTI DI STRADA VIAZZA DI BENECETO

rifiuti in strada viazza di Beneceto (Pr) Rifiuti in strada Viazza di beneceto (PR)

CITTADINANZA E PARTECIPAZIONE: NESSUN ASCOLTO PER I RIFIUTI DI STRADA VIAZZA 

Il nostro amato sindaco, quando parla di dialogo, di ascolto dei cittadini e di argomenti similari, esattamente a cosa si riferisce?

Certamente non alle centinaia di parmigiani che mi contattano esasperati. Stendiamo un velo pietoso sul sistema di Alert, che anche nella recente occasione del vetroghiaccio nessuno pare aver visto all’opera, ma nemmeno le segnalazioni via mail, attraverso il telefono o con il canale “Comuni-chiamo” paiono avere miglior fortuna. Il caso che porgo all’attenzione degli organi di stampa riguarda una nostra concittadina, che mi segnala l’abbandono dei rifiuti in strada Viazza di Beneceto, soprattutto all’altezza dei civici 25/27. La signora, che ringrazio per la fiducia, ha fatto presente in più occasioni il problema al Comune, utilizzando i canali che accennavo prima e però dovendo notare addirittura un aggravarsi della quantità di rifiuti.

“Ad oggi – commenta, scrivendomi -, tutto ciò a nulla è servito, visto che le mie le mie segnalazioni vengono "chiuse", senza che siano precedute da alcun intervento di  rimozione!

E' inutile creare degli strumenti informatici di comunicazione con i cittadini, se poi le richieste di questi ultimi non sono prese seriamente in considerazione!”.

Valanga Hotel Rigopiano, la sconvolgente verità: “struttura abusiva, lì non si doveva costruire”

Iniziamo subito chiarendo le cose: la catastrofe dell’Hotel “Rigopiano”, dove sono già stati recuperati tre cadaveri e risultano ancora disperse circa 30 persone, non è stata provocata dal terremoto. Le scosse che ieri hanno colpito la zona di Campotosto, Montereale e Capitigliano si sono verificate molte ore prima rispetto alla valanga, e in una zona molto distante dall’Hotel Rigopiano, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, in provincia di L’Aquila, mentre l’Hotel Rigopiano sorge a monte di Penne, in provincia di Pescara, sul versante Adriatico dell’Abruzzo. Non conosciamo ancora con precisione l’orario della valanga, ma sappiamo che il primo SMS con  la richiesta di soccorso risale alle 17:40 di Mercoledì pomeriggio. Verosimilmente la valanga si era appena verificata, comunque dopo le 17:15/17:20. Le scosse di terremoto, invece, si erano verificate al mattino, la più forte di magnitudo 5.5 alle 11:14, poi quella di magnitudo 5.4 alle 11:25, infine l’ultima di elevata intensità (magnitudo 5.1) alle 14:33, circa tre ore prima della valanga-killer . E’ già difficile immaginare che un terremoto di questa magnitudo (forte, ma non fortissimo) possa innescare una valanga, ancor più improbabile che possa farlo a così tanti chilometri di distanza dall’epicentro. Scientificamente impossibile che ciò accada con svariate ore di ritardo. Invece valanghe di questo tipo rientrano nella relativa “normalità” di grandi nevicate come quelle delle ultime ore sull’Appennino. 

Agricoltura, clima e malattie: oltre la metà dei primati a rischio estinzione

Risultati schock dal primo grande studio che ha preso in esame tutte le regioni del mondo. Popolazioni in declino in tre specie su quattro, la maggioranza di gorilla, lemuri, oranghi e gibboni rischia di sparire. La colpa è delle attività umane che stanno distruggendo il loro habitat a ritmi crescenti. Appello dei ricercatori: "Abbiamo un'ultima opportunità per ridurre e persino eliminare le minacce"

OLTRE la metà delle circa cinquecento specie di primati presenti nel mondo rischia l'estinzione, mentre 3 specie su 4 stanno subendo una perdita di popolazione. Sono queste le drammatiche conclusioni di un grande studio realizzato da un'equipe di oltre trenta scienziati provenienti da tutto il mondo (compresi due italiani) e pubblicato ieri sulla rivista Science Advances.

Uno degli autori della ricerca, Paul Garber dell'Università dell'Illinois, definisce i risultati raggiunti "una sirena d'allarme più forte di quanto non pensassimo precedentemente perché le prospettive non sono molto buone". Prendendo in esame la situazione nell'ecozona neotropicale (più o meno l'intera America Latina), in Africa, nel Madagascar e in Asia, gli studiosi hanno messo a fuoco un quadro complessivo dello stato di salute dei primati, arrivando a conclusioni drammatiche. I gorilla beringei sono passati da 17mila esemplari censiti nel 1995 agli attuali 3,8mila. La popolazione degli oranghi di Sumatra si è ridotta a 14mila unità. Il gibbone di Hainan, in Cina, conta ormai appena 25 individui. Tra i lemuri le specie a rischio estinzione sono ben il 94% e la situazione più critica è quella del Madagascar.

PROPOSTA DI LEGGE 4144 MINACCIA I PARCHI NATURALI

Carlo Consiglio

Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovrà esaminare la proposta di legge n. 4144 (DOC. PDF), già approvata dal Senato il 10 novembre 2016, che distruggerebbe quanto ancora resta in Italia di parchi e riserve naturali. La nuova legge permetterebbe di svendere i beni naturali a scopi industriali e permetterebbe la caccia ed anche l’eradicazione di specie ritenute, a torto o a ragione, alloctoneinvasive. L’associazione “Radicali ecologisti” ha promosso in proposito il seguente manifesto-appello:

Roberto Ghiretti (PU): Centrale termica IREN in funzione senza soluzione di continuità

 

Centrale Termica Iren in via Santa Magherita a Parma centrale Termica Iren via Santa Margherita a Parma

Ci sono cose che per quanto apparentemente piccole rispetto a questioni più  impattanti sull'intera nostra comunità sono invece rivelatrici di un modo di gestire il rapporto con il cittadino che davvero non può più essere tollerato a Parma.

È il caso della piccola centrale termica di strada Santa Margherita che Iren ufficialmente utilizza per integrare il fabbisogno della rete di teleriscaldamento. Da anni i residenti del nuovo quartiere residenziale compreso tra via Budellungo e via Saragat lamentano che l'impianto funziona sia di giorno che di sera, emettendo nell'aria un cattivo odore che provoca anche bruciore di gola.

Il 25 marzo 2015, ben due anni fa, mi occupai della questione interrogando direttamente l'assessore all'ambiente Gabriele Folli. La risposta fu lapidaria: "Le caldaie dell'impianto di strada Santa Margherita, ed anche quelle di Via Lazio, vengono accese principalmente in orario mattutino e nei mesi più freddi per sopperire ai picchi di domanda del calore. Inoltre possono venire accese quando, a causa di guasti o anomalie di funzionamento della rete, è necessario assicurare il calore a tratti di tubazioni che altrimenti ne resterebbero sprovviste. Gli impianti di backup, dunque, non restano in funzione giorno e notte”.

Le foto che allego dimostrano abbastanza chiaramente che l'impianto funziona e non certo di mattina. I residenti che mi hanno contattato mi assicurano che l'orario di accensione dell'impianto spesso va ben oltre le sole ore mattutine.

ENPA, LAC e LAV: SI CHIUDE IL 2016, ANNUS HORRIBILIS PER ANIMALI SELVATICI E TUTELA AMBIENTALE

SI CHIUDE IL 2016, ANNUS HORRIBILIS PER ANIMALI SELVATICI E TUTELA AMBIENTALE.

ENPA, LAC E LAV AL PREMIER GENTILONI: IL 2017 SEGNI L'INIZIO DI UNA POLITICA NUOVA PER LA FAUNA. NO ALLA "SUPERDOPPIETTA", ALLA “RIFORMA“ DEI PARCHI, AI RICHIAMI VIVI 

Il 2016 è stato per gli animali, soprattutto i selvatici, e per la tutela ambientale un annus horribilis; nel 2017 si volti pagina. Lo chiedono le associazioni animaliste ENPA, LAC e LAV al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni; una richiesta - questa - che arriva  alla fine di un anno contrassegnato da forti contrasti e polemiche per le scelte del governo Renzi in materia di fauna selvatica. 

«Mentre nel Paese si fa sempre più strada la discussione sulla necessità di rivedere provvedimenti di forte rilevanza sociale assunti dal precedente Esecutivo, chiediamo che il Governo Gentiloni apra anche un capitolo particolare sulla tutela di quel patrimonio collettivo, nazionale ed internazionale, costituito dalla fauna selvatica, di cui la legge 157/92 pone in capo allo Stato la responsabilità. Tuttavia, tale compito di tutela sembra essere stato dimenticato, così come sono state ignorate le richieste avanzate in tal senso dalle associazioni e dall'opinione pubblica, in un contesto che vede il sostanziale azzeramento della vigilanza sulla caccia», spiegano ENPA, LAC e LAV, che, nell'ottica di un dialogo da ricucire avanzano tre proposte.

 

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