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La vita sta cambiando pelle

Ambiente e Ecologia

Ambiente Ecologia: raccolta di notizie, informazioni e opinioni nazionali e internazionali su ambiente, natura, ecologia, inquinamento. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Tempesta geomagnetica in arrivo il 16 luglio. Aurore anche su New York e Scozia

Secondo il Noaa, l'agenzia americana per gli oceani e l'atmosfera, il fenomeno sarà di entità moderata ed è atteso per domenica 16 e lunedì 17. Possibili sbalzi di tensione alle alte latitudini e problemi per le orbite di satelliti e Iss. "Le luci del nord" saranno visibili fino a New York, Regno Unito e Danimarca

di MATTEO MARINI

UNA TEMPESTA geomagnetica sta per colpire la Terra dopo l'eruzione solare scatenata dalla gigantesca macchia rivolta verso il nostro pianeta nelle prime ore del 14 luglio. La previsione è del Noaa, l'agenzia governativa statunitense che monitora gli oceani e l'atmosfera. Il flusso di particelle 'sparatò dalla nostra stella arriverà il 16 luglio, innescando un fenomeno che sarà comunque di entità "moderata" secondo i meteorologi dello spazio e durerà probabilmente fino al 17.

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Carlo Consiglio

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Con sentenza n. 174, depositata il 13 luglio 2017, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali vari articoli della legge regionale del Veneto n. 18 del 27 giugno 2016. 

La Consulta si è pronunciata dopo una richiesta di impugnazione, formulata dal Consiglio dei Ministri, anche a seguito di un dettagliato esposto formulato la scorsa estate dalla Lega per l’Abolizione della Caccia e da altre associazioni per la tutela della fauna selvatica, ritenendo fondati tutti i punti su cui erano stati sollevati forti dubbi di legittimità e di palese contrasto con la normativa ittico-venatoria nazionale. 

Per effetto della sentenza 174/2017 della Corte Costituzionale cessano di avere efficacia quelle disposizioni regionali del Veneto che: 

- prevedevano abbattimenti in periodi di divieto venatorio e in zone protette di specie faunistiche da controllare, senza la presenza obbligatoria di agenti di polizia provinciale, ma ricorrendo direttamente ai cacciatori;

- attribuivano la possibilità di cacciare in forma vagante anche ai cacciatori titolari della sola opzione per cacciare da appostamento;

Carlo Consiglio: CAMERA ESAMINA PROPOSTE DI LEGGE SU TUTELA ANIMALI

Carlo Consiglio

Il 30 giugno 2017 la Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha avviato in sede referente, con abbinamenti, l’esame di 7 proposte di legge sulla tutela penale e civile degli animali a prima firma della presidente del Movimento Animalista Michela Vittoria Brambilla. Si tratta delle proposte seguenti:

A.C. 308 BRAMBILLA: “Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di delitti contro gli animali” e A.C. 3005 BRAMBILLA: “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”: si tratta di due testi che aumentano le pene per maltrattamento e uccisione di animali, perché siano effettivamente puniti almeno nei casi più gravi con la reclusione, ed elevano al rango di delitto l’abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con le loro esigenze etologiche.

A.C. 795 BRAMBILLA e CASTIELLO: “Introduzione dell’articolo 155-septies del codice civile, concernente l’affido degli animali di affezione in caso di separazione dei coniugi” e  A.C. 796 BRAMBILLA e CASTIELLO: “Introduzione dell’articolo 586-bis del codice civile, concernente l’affido degli animali di affezione in caso di morte del proprietario o detentore”: questi due testi introducono semplici ma importanti riforme nell’interesse degli animali d’affezione.

A.C. 2966 BRAMBILLA: “Modifica all’articolo 30 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di sanzioni per l’abbattimento, la cattura o la detenzione illeciti di taluni animali selvatici”, che inasprisce le peno per chi abbatte orsi o lupi.

A.C. 3395 BRAMBILLA: “Modifica all’articolo 625 del codice penale, concernente l’introduzione di una circostanza aggravante nel caso di furto di animale di affezione”, che potrebbe costare a chi lo commette, in casi estremi, fino a 10 anni di carcere.

Carlo Consiglio: APPROVATA UNA PESSIMA LEGGE SUI PARCHI NATURALI

Carlo Consiglio

“La Camera dei Deputati, in accordo con il Governo e la maggioranza politica, ha licenziato una riforma che trasforma le aree protette in strumenti della politica locale, dimenticando a cosa serva la legge 394. Una brutta pagina, grigia e priva di coraggio, per la storia della legislazione ambientale italiana”.

Lo dichiara la LIPU dopo il voto della Camera dei Deputati che ha approvato il disegno di modifica della legge 394/91 sulle aree protette.

“La lista delle cose negative della riforma è molto lunga: dalla cancellazione delle competenze per i direttori dei parchi alla politicizzazione della governance, dallo sgretolamento dell’interesse nazionale al netto sbilanciamento a favore dei poteri locali, dalla possibilità di estrazioni petrolifere al meccanismo di controllo della fauna selvatica, che non risolverà alcun problema di sovrannumero e anzi aggraverà i casi, aprendo i parchi alla caccia e dando ai cinghialai il paradossale compito di far diminuire i cinghiali.

E che dire dell’umiliazione del Delta del Po, una delle aree più importanti d’Europa per gli uccelli migratori e la biodiversità, che Governo e Parlamento non hanno avuto il coraggio, una volta ancora, di trasformare in parco nazionale?

C’è tuttavia un tema, solo in apparenza secondario, che descrive il senso di questa riforma: è il mancato riconoscimento dei siti Natura 2000, cioè dei siti europei più importanti per la conservazione della natura, come aree protette ai sensi della legge italiana. Un fatto incredibile, inspiegabile, che dimostra la distanza dei legislatori e di tutti quelli che hanno sostenuto la riforma, dalla missione naturalistica della legge 394.

Ecco perchè il 2017 potrebbe essere l’anno record del riscaldamento globale

Fabio Di Todaro

Il confronto rispetto al trentennio inaugurato nel 1971 e concluso nel 2000 realizzato l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Centro Nazionale Ricerche (Cnr)

All’inizio dell’estate mancano ancora due settimane. Ma se le premesse sono attendibili, c’è da aspettarsi tre mesi caratterizzati da forti ondate di calore: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. La bella stagione s’appresta infatti a far seguito alla seconda primavera più calda, dal 1800 a oggi. Una parentesi, quella in corso, segnata da un aumento medio delle temperature pari a 1,9 gradi. Il confronto rispetto al trentennio inaugurato nel 1971 e concluso nel 2000 lo ha realizzato l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Centro Nazionale Ricerche (Cnr), che ha sottolineato come un maggiore aumento medio delle temperature sia stato registrato soltanto nel 2007 (+2,2 gradi). I picchi dell’ultimo mese hanno interessato la Sardegna, la Campania e l’arco della Puglia rappresentato dal golfo di Taranto. 

Temperature elevate e penuria di piogge  

Troppi rifiuti da Reggio, delibera del Sindaco Pizzarotti sull'inceneritore riapre lo scontro

Il Comune diffonde, a tre giorni dal voto, un atto di Giunta che prospetta lo sforamento dei limiti imposti all'impianto di Ugozzolo. E così, cinque anni dopo, il termovalorizzatore riaccende la campagna elettorale. Le parole di Lavagetto, Alfieri e dell'assessore reggiano Tutino

Il termovalorizzatore di Parma rischia di sforare il limite di 130mila tonnellate di rifiuti urbani da smaltire stabilito dalla Regione Emilia Romagna. Serve un intervento perché il quantitativo di residuo in arrivo nell'impianto di Ugozzolo da Reggio Emilia è troppo. 

Se il tema dell'inceneritore era stato uno tra i meno dibattuti in campagna elettorale, ci pensa la Giunta Pizzarotti, a cinque giorni dal voto per le Comunali, a riportare le lancette indietro di cinque anni e a riaccendere sull'epico tema lo scontro politico.

Il via lo dà una delibera di Giunta che arriva ai giornali allegata a una mail inviata dall'ufficio stampa comunale. Viene spiegato che, secondo i dati del Comune di Parma, al 30 aprile 2017 sono stati conferiti nell'inceneritore circa 64mila tonnellate di spazzatura, di cui poco più di 56mila tonnellate destinate all'incenerimento. "È molto probabile - si legge nella delibera di Giunta - il superamento dei quantitativi previsti per l'anno 2017".

Per quanto riguarda i rifiuti urbani arrivati nel termovalorizzatore, 31mila tonnellate circa arrivano dalla provincia di Reggio Emilia e circa 15.200 tonnellate dal territorio di Parma. "La tendenza in essere - si legge nell'atto - evidenzia, come nel 2016, un incremento nella produzione di rifiuti da parte di Reggio Emilia e una riduzione da parte di Parma rispetto alle previsioni del Prgr (Piano regionale gestione rifiuti ndr)".

In base al documento della Regione per la provincia di Parma è stato fissato in limite di 71.711 tonnellate all'anno di rifiuti indifferenziati, mentre per Reggio il massimo è di 75.340

Crisi idrica nel Parmense, Montagna 2000: "A rischio continuità del servizio"

Montagna 2000, società pubblica che gestisce il servizio idrico in Valtaro su un'area di 1300 km quadrati, sottolinea la "grave crisi idrica che sta mettendo a dura prova la continuità del servizio".

La carenza di pioggia nel piacentino e nel parmense è inferiore fino all’80 % rispetto allo scorso anno.

Nel corso dei mesi invernali e primaverili la società ha varato un piano di manutenzione straordinaria delle fonti per garantire la massima produttività possibile e, nello stesso tempo, ha messo sotto controllo i punti di prelievo non autorizzati o misurati riuscendo così ad identificare perdite copiose o usi non corretti.

"Può non bastare" viene però precisato dall'azienda che dunque invita l'utenza a "comportamenti consapevoli che consentono di ridurre la dispersione della risorsa idrica limitandone i consumi a quanto necessario ed evitando prelievi per usi diversi da quello idropotabile. La priorità è quella di garantire il servizio e siamo certamente impegnati da fare la nostra parte ma, non di meno, crediamo che la collaborazione dei cittadini e degli utenti sia fondamentale".

"Stiamo vivendo - viene ribadito - una vera e propria situazione di emergenza che, nelle prossime ore, vedrà le istituzioni regionali discutere con i gestori ed i consorzi di bonifica quali possano essere gli interventi immediati e strutturali da mettere in campo per garantire un servizio vitale alla popolazione. Non si può non tenere conto del cambiamento climatico in atto che ha profondamente mutato lo scenario in cui siamo chiamati ad operare e merita l’impegno prima di tutto dell’azienda e delle Istituzioni, ma anche degli utenti". 07/06/2017

Fonte Link parma.repubblica.it

La Cassa di Espansione sul Baganza sarà rivista e valutato con attenzione il progetto della Provincia

QUI BERCETO.

RINGRAZIO QUANTI HANNO FATTO LE OSSERVAZIONI ALLA GRANDE DIGA, DISTRUTTIVA DEL BAGANZA. GRAZIE A LORO ABBIAMO UNA POSSIBILITA’ DI FAR VALERE IL BUON SENSO.
Il responsabile del Via regionale ha chiesto, tra le tante cose, di valutare, attentamente il Progetto della Provincia.
Se agiamo con intelligenza POSSIAMO FARCELA!

SERVIZIO VALUTAZIONE IMPATTO E PROMOZIONE SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE IL RESPONSABILE ALESSANDRO MARIA DI STEFANO

Quadro Progettuale 
4. Approfondimento dell’analisi di confronto delle alternative progettuali considerate. Si chiede di fornire maggiori dettagli circa le diverse soluzioni localizzative, con particolare riferimento allo 
CB Richiesta_integr_Cassa Baganza.doc 
studio di fattibilità elaborato dalla Provincia di Parma per la realizzazione di un sistema di tre casse in derivazione indipendenti.

QUI BERCETO

GRANDE VASCA D’ESPANSIONE SUL BAGANZA ALLE PORTE DI PARMA

Cassa sul Baganza: No grazie! Meglio le antiche briglie.

Il Baganza presso Ravarano di Calestano Il Baganza presso Calestano e Ravarano

Presidente Stefano Bonaccini venga a fare un sopralluogo. La sua visita sarebbe molto apprezzata

55 milioni di euro per la cassa di espansione sul Baganza è una cifra troppo importante per un’opera che risolve il problema parzialmente: tutelando la città di Parma, ma senza positive ripercussioni per i paesi a monte. In particolare un’opera fortemente impattante per il luogo in cui verrebbe costruita (Casale di Felino). Tutti esperti, tecnici e molti Sindaci non la condividono. Ma i 55 milioni stanziati sono una bella tombola!.. per chi la costruisce. 
Vi è un progetto della Provincia del 2015, che prevede 3 piccole casse lungo l'alveo [LINK], di impatto minore e con metà spesa, sostiene Giuliano Serioli di Rete Ambiente Parma, che purtroppo non viene preso in adeguata considerazione.

Rete Ambiente Parma: secco no di sindaci e popolazione alla cassa Aipo sul Baganza

Giovedì scorso a Felino l’assemblea per discutere della cassa di espansione sul Baganza

Positiva assemblea giovedì 25 al cinema di Felino: tanta gente, tanti sindaci della val Baganza, politici come il deputato Giuseppe Romanini del Pd ed anche Cesare Azzali dell'Upi.

Ma, soprattutto, interventi veri sulla cassa d'espansione, sul torrente Baganza, sull’alveo disastrato e sui problemi della valle, dei suoi versanti boscati.

Organizzata dal Comitato del Casale, da Rete Ambiente Parma e dall'opposizione di sinistra in consiglio comunale, l’incontro ha messo subito al centro la discrepanza tra un manufatto così impattante sul territorio e un'asta di torrente abbandonata a se stessa nella sua parte montana.

Come volere testardamente mettere insieme una scarpa e una ciabatta.

Come se l'alluvione non fosse arrivata proprio dai pendii, da quei versanti ripidi e soggetti a taglio raso, da quel profilo di torrente il cui alveo si è abbassato lasciando terrazzi pensili non più inondabili dalle piene, in cui si è costruito e sottratto spazio all'acqua.

Quello che manca nel progetto Aipo è proprio l’assenza della valutazione dell'impatto territoriale dell’opera.
Gli ingegneri ci hanno frastornato di dati, slides e numeri per raccontarci quanto sia perfetto il loro manufatto, la loro cattedrale nel deserto, ma il problema vero è che non hanno messo nel progetto la riqualificazione dell'alveo del torrente.

Non hanno spiegato come ripristinarlo per metterlo in grado di affrontare le piene di un futuro in cui il cambiamento climatico si farà sentire.

Non hanno tenuto conto minimamente della gente, della necessità di informarla e consultarla in corso d'opera, mentre cresceva l'impianto progettuale.

Suolo in pericolo: incontro pubblico sul disegno di legge urbanistaca regionale lunedì 29 maggio 2017 ore 21 Centro Bizzozero di Parma

Suolo in pericolo

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari sostiene che: “se questa legge dovesse passare, i comuni verrebbero programmaticamente espropriati della facoltà di decidere il futuro del loro territorio: una possibilità interamente conferita ai privati. Dalla (pessima) urbanistica contrattata si passerebbe così alla (esiziale) urbanistica privatizzata: esattamente il contrario di ogni idea di piano

Conferma dagli Usa: "Troppa carne rossa aumenta il rischio di 9 super malattie"

A suggerirlo uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina. Maggiori probabilità di incorrere in 9 diverse patologie. La buona notizia è che gli stessi dati mostrano che tanto più si introducono carni bianche e non lavorate e pesce, tanto più l’aumento di rischio si assottiglia fino a scomparire

di AGNESE CODIGNOLA

GLI AMANTI degli hamburger se ne dovranno fare una ragione: è tempo di cambiare abitudini. Perché davvero la carne rossa e i suoi derivati aumentano il rischio di morte in generale, e quello di ben nove tra le patologie croniche più diffuse: tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. A suggerirlo ancora una volta è uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina, con un pezzo di carne appesa che campeggia su sfondo tristemente nero.

Ecco i fatti. Gli epidemiologi dei National Cancer Institute di Bethesda hanno analizzato i dati di una grande indagine di popolazione chiamata NIH-AARP (da American Association of Retired Persons, l’associazione dei pensionati) Diet and Health Study, condotta in sei stati e due grandi aree metropolitane degli Stati Uniti per 16 anni su oltre 536.000 americani adulti (età: tra i 50 e i 71 anni), e conclusasi alle fine del 2016. E hanno visto che per ogni aumento di carni rosse e lavorate il numero di decessi sale.

Parte la sfida della sostenibilità: 17 obiettivi da raggiungere al 2030

Il 22 maggio si apre a Napoli il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile: una maratona di 17 giorni, uno per ogni obiettivo, con oltre 200 eventi in tutto il territorio nazionale. La organizza l'Asvis, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile

di ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - "Nessuno deve essere lasciato indietro". E' l'impegno che hanno assunto, nel settembre 2015, 193 Paesi sottoscrivendo l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Un traguardo inquadrato da 17 obiettivi (i Sustainable Development Goals) e suddiviso in 169 target da raggiungere nei prossimi 13 anni. Si va dall'acqua pulita per tutti a un lavoro dignitoso, dalla realizzazione di modelli duraturi di produzione e consumo alla tutela dei mari, dal contrasto al cambiamento climatico all'organizzazione di comunità e città sostenibili.

I 17 obiettivi da raggiungere per cambiare il pianeta

Si riuscirà a rispettare un impegno di questa portata? Per sostenere la sfida l'Asvis (l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile che riunisce oltre 160 organizzazioni del mondo economico e sociale) ha organizzato il primo Festival italiano dello sviluppo sostenibile: una maratona di 17 giorni, uno per ogni obiettivo, con oltre 200 eventi in tutto il territorio nazionale, centinaia di speaker, attività culturali e format inediti.

Festival della sostenibilità ambientale: gli appuntamenti a Parma

Convegni, film, dibattiti, approfondimenti dal 22 maggio al 7 giugno

È ora di acquisire consapevolezza della grande crisi ambientale e climatica che stiamo vivendo. Come diffondere conoscenza? Il 25 maggio alle 17 a palazzo del Governatore lo spiegherà Luca Mercalli.

L'appuntamento è uno dei tanti inseriti nel programma del Festival della Sostenibilità organizzato da Asvis grazie al contributo di numerosi partner. Un appuntamento nazionale che a Parma vedrà diversi incontri a cui parteciperanno tra gli altri Luca Lombroso e Carlin Petrini.
 clicca su questo link per scaricare la versione pdf del documento completo.

Il Festival ha carattere nazionale e si svolgerà nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno, durante i quali si prevede di organizzare circa 150 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) di cui una trentina a Parma che richiamino l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030

 dell'Onu, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo (cinema, teatro, mostre, eventi enogastronomici, ecc.). 09 maggio 2017

Fonte Link parma.repubblica.it 

Eni, il gruppo ammette: “Sversate 400 tonnellate di petrolio in Basilicata, 6mila metri quadri contaminati”

Eni Disastro Ambientale a Viggiano (PZ)

di Maria Teresa Totaro 

Da agosto a novembre 2016 nel sottosuolo lucano c’è stata una “perdita” dal serbatoio D del Centro Oli della Val d’Agri. L’azienda l'ha confermato in un incontro al ministero dell’Ambiente, sostenendo che 210 tonnellate sono state già recuperate. Angelo Bonelli dei Verdi: "Disastro".
Amministrazione Comune di Viggiano

Quattrocento tonnellate di petrolio sversate nel sottosuolo lucano da agosto a novembre 2016. Eni ammette le cifre di quello che potrebbe essere un disastro ecologico, rispondendo alle domande di Giuseppe Lo Presti della Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del ministero guidato da Gian Luca Galletti. È quanto accaduto giovedì, durante un tavolo tecnico convocato dal governo sulla questione inquinamento del Cova (centro oli della Val d’Agri) di Viggiano, in provincia di Potenza. A Roma c’erano anche la Regione Basilicata con l’assessore Francesco Pietrantuono, Ispra, Arpa Basilicata e Unmig per conto del ministero dello Sviluppo Economico.

Emissioni CO2, record di anidride carbonica: sfondata quota 410 ppm, l’aria nel mondo non è mai stata così inquinata

Il nuovo dato registrato dall'osservatorio di Mauna Loa, la più antica stazione di rilevamento che si trova alle Hawaii. Sempre più difficile rispettare l'accordo di Parigi sul surriscaldamento. Per l'Oms ogni anno 3 milioni di persone muoiono per l'inquinamento

L’aria che respiriamo è sempre più inquinata. La quantità di anidride carbonica ha raggiunto un nuovo record mondiale oltrepassando la soglia di 410 parti per milione. Non era mai successo in 50 milioni di anni, dicono gli storici del clima. E la colpa è sempre dei combustibili fossili, petrolio, carbone, gas naturale che bruciando fanno alzare la temperatura del pianeta. A cui si affianca El Nino, un fenomeno naturale periodico che scalda le acque del Pacifico tropicale con effetti a cascata sulla temperatura del globo. Di questo passo sembra difficile contenere l’aumento entro 1,5-2 gradi come indicato dall’accordo di Parigi sul clima ed evitare le conseguenze peggiori del riscaldamento globale.

Il nuovo record di concentrazione di CO2 a 412 parti per milione è stato registrato il 26 aprile dall’Osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, la più antica stazione di rilevamento di CO2 al mondo (dati elaborati dagli scienziati dell’Agenzia Usa per l’atmosfera e gli oceani-Noaa e dell’istituto oceanografico Scripps); solo qualche giorno prima, il 18 aprile, era stata oltrepassata la soglia di 410 ppm. Record previsto dagli esperti del Met Office (l’agenzia britannica per la meteorologia) secondo cui a maggio la media sarà di 409 ppm, con un nuovo record mensile. Ormai la quantità di CO2 rimarrà tale per diversi decenni, dicono gli esperti. Un calo si potrebbe vedere dimezzando le emissioni di gas serra.

LIPU: "Stop all'agricoltura avvelenata"

Margherita d'Amico

Attraverso una petizione la LIPU-Birdlife Italia chiede all’Unione Europea di modificare radicalmente l’attuale politica agricola, che si distingue per favorire il commercio e la diffusione di veleni spaventosi con cui si sta rapidamente distruggendo la biodiversità.

“Il 55% degli uccelli tipici dei paesaggi agricoli è scomparso negli ultimi 30 anni. Il 25% dei bombi (insetti fondamentali per l'impollinazione di molte piante che producono cibo) rischia l'estinzione, e molte altre specie selvatiche stanno subendo lo stesso destino” spiega la LIPU. in un comunicato “Tutto questo si deve principalmente all'agricoltura intensiva che cancella i prati, elimina le siepi, prosciuga gli stagni provocando la distruzione degli habitat che sono la casa di molte specie selvatiche. I prodotti chimici, usati come pesticidi e fertilizzanti stanno uccidendo le api e le farfalle, e inquinando i nostri fiumi. Anche se la campagna può sembrarci ancora verde, in realtà la natura sta scomparendo sotto i nostri occhi. Oggi l’Unione Europea sostiene un’agricoltura malata: favorisce un ristretto numero di grandi aziende agricole – senza pensare al bene di tutti – produce cibo non sano e danneggia la nostra salute, l’ambiente, le piante, gli animali. Il tutto con i soldi dei cittadini europei”.

Montagna di Parma, Luigi Lucchi da Berceto propone un progetto per salvare il patrimonio privato dall'abbandono

Coinvolti 5mila proprietari riuniti in assemblea. Si potrà donare al Comune il proprio bene, venderlo a un prezzo concordato o affidarlo in comodato. L'obiettivo è il recupero, affidando le risorse alla Cooperativa di Comunità

Un grande patrimonio di terreni montani, radure boschive e antichi casolari rischia di perdersi nell'inselvatichimento e nell'abbandono, trasformandosi da potenziale risorsa per la montagna parmense a fonte di problemi e spese per i privati e per la collettività.

Il Comune di Berceto, guidato dal sindaco Luigi Lucchi, si fa ora capofila di un progetto unico a livello nazionale che porterà alla redazione di un regolamento di gestione comunitaria del territorio, coinvolgendo direttamente i proprietari dei terreni e degli immobili. 

L'assemblea plenaria che si terrà sabato 6 maggio alle 10 nella sala Aurea della Camera di Commercio vede invitati 5mila proprietari, oltre a relatori provenienti dal mondo delle imprese e delle istituzioni, tra cui il deputato Giuseppe Romanini componente della commissione Agricoltura e l'assessore regionale all'Agricoltura caccia e pesca Simona Caselli. Il progetto è patrocinato dall'Assemblea legislativa regionale ed è stato ideato grazie alla collaborazione degli architetti Ivano Savi, Fabio Ceci e Alex Massari. 

Legge stadi, nella manovrina sparisce il vincolo anti complessi residenziali: via libera alle speculazioni edilizie per sport

Cancellato con un tratto di penna dalla vecchia normativa il divieto di legare la costruzione di nuove palazzine alla realizzazione di impianti sportivi. Nel 2013 sulla stessa questione il Pd renziano (con Dario Nardella in prima fila) insorse contro il governo Letta. Oggi il sindaco di Firenze (dove i Della Valle costruiranno un nuovo stadio da 40mila posti) dice al fatto.it: "In questi giorni sono stato preso dagli impegni locali in città, non ho seguito la vicenda, quindi non ho elementi per rispondere". Il 10 marzo, però, alla presentazione del nuovo stadio della Fiorentina disse che il suo amico Luca Lotti gli aveva annunciato novità importanti sulla questione  

Due curve, due tribune e quattro condomini, con appartamenti da rivendere e milioni da incassare: ora si può. Perché se fino a ieri chi voleva costruire nuovi stadi poteva pensare di rientrare nell’investimento realizzando solo cinema, negozi e centri commerciali, dal 24 aprile può mettere in cantiere anche palazzi, case, villette e relativi profitti di vendita. Un affare. Con un tratto di penna su una frase ben precisa contenuta nella vecchia legge sugli impianti sportivi, infatti, il governo Gentiloni ha cancellato il vincolo che impediva di inserire la realizzazione di complessi di edilizia residenziale all’interno del progetto dei nuovi campi sportivi. Che siano dedicati al calcio o ad altri sport poco importa: basta disegnare arene con capienze da almeno 20mila posti, trovare un imprenditore che fiuta l’affare, una società ambiziosa e un’amministrazione comunale compiacente ed il gioco è fatto. Lì dove c’era l’erba (del campo) ci saranno tante belle casette: lo stadio con gli appartamenti intorno, ovvero l’articolo 62 della manovrina firmata da Mattarella pochi giorni fa.

Ogni anno buttiamo nel mare 500 miliardi di sacchetti della spesa

Da lontano non le vedi. Ci devi navigare in mezzo per accorgerti che i limiti delle «isola di plastica» non sono ben definiti: miliardi di frammenti sospesi appena sotto il pelo dell’acqua. Una “zuppa” di plastica, non una terraferma. Cinque vortici di dimensioni continentali (meglio che chiamarle isole, visto che risucchiano letteralmente materiali, come in un Wc), uno per ciascun oceano del mondo. E diversi più piccoli, come nel Mediterraneo. Identificati per la prima volta da Charles Moore nel 1997 si stanno ingrandendo anno dopo anno. Calcolando, al massimo, 250 grammi di plastica ogni 100 metri quadri, si arriva all’incredibile cifra (stimata da Moore) di sette miliardi di tonnellate per ciascuno di quei vortici. Sette miliardi di tonnellate di plastica. 

LEGGI ANCHE - Adriatico di plastica (D. Lessi, R.aphaël Zanotti)  

Sacchetti killer  

LE MEGA-BANCHE DI WALL STREET SI STANNO COMPRANDO L’ACQUA DEL MONDO

di Jo-Shing Yang

Si sta accelerando una tendenza preoccupante: le banche di Wall Street e i multimiliardari dell’elite stanno acquistando l’acqua in tutto il mondo ad un ritmo senza precedenti.

Note mega-banche e colossi d’investimento come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Citigroup, UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, Macquarie Bank, Barclays Bank, the Blackstone Group, Allianz, e HSBC Bank, tra le altre, stanno consolidando il loro controllo sull’acqua. Anche magnati come T. Boone Pickens, l’ex presidente George H.W. Bush e la sua famiglia, Li Ka-shing di Hong Kong, Manuel V. Pangilinan delle Filippine e altri stanno comprando migliaia di ettari di terreno con falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento, aziende di erogazione, azioni in compagnie di ingegneria e tecnologia dell’acqua.
Le seconda tendenza preoccupante è che, mentre i nuovi baroni stanno comprando l’acqua in tutto il mondo, i governi stanno rapidamente limitando la capacità dei cittadini di procurarsela autonomamente (come evidenziato dal noto caso di Gary Harrington, nell’Oregon, dove lo stato ha criminalizzato la raccolta dell’acqua piovana in tre laghetti situati sulla sua proprietà privata, accusandolo di 9 imputazioni e condannandolo a 30 giorni di prigione).

Mettiamo questa criminalizzazione in prospettiva:
Il miliardario T. Boone Pickens possiede più diritti di sfruttamento dell’acqua di qualsiasi altro individuo in America, potendo sfruttare circa 250 miliardi di litri l’anno. Ma l’ordinario cittadino Gary Harrington non può raccogliere l’acqua piovana sui suoi 68 ettari di terreno.

LA REGIONE LIGURIA FORAGGIA I CINGHIALI

Carlo Consiglio

LA REGIONE LIGURIA FORAGGIA I CINGHIALI

La LAC (Lega per l’abolizione della caccia) si schiera contro la Regione Liguria che, secondo l’associazione animalista, avrebbe aggirato il divieto statale di foraggiamento dei cinghiali.

“Foraggiare i cinghiali attualmente è un reato contravvenzionale, previsto dall’art. 7 della legge statale 221/2015, è punito con l’arresto da due a sei mesi oppure con un’ammenda alternativa (sempre irrogata dal tribunale) di importo da 516 a 2.065 euro. Ma la cosa non sembra interessare al ‘regno autonomo’ dell’assessorato agricoltura della Regione Liguria, che con un decreto dirigenziale (n. 302 del 27 gennaio 2017), ossia il Piano regionale di abbattimento del cinghiale per l’anno 2017, prevede la possibilità per i cacciatori di effettuare i cosiddetti ‘foraggiamenti dissuasivi’; si tratta del rilascio autorizzato di quantità di un chilogrammo al giorno di granella di mais per ogni sito (oramai ce ne sono parecchie decine in ogni provincia ligure), purché a 500 metri di distanza dalle case e coltivi, nel periodo intercorrente tra il 1 aprile e il 30 settembre 2017” spiegano dalla LAC.

Il pretesto, definito “farlocco” dalla LAC, sarebbe quello di tenere lontano i cinghiali dalle produzioni agricole: “In realtà il foraggiamento in boschi e campagne è gestito dai cacciatori ‘cinghialisti’, sotto l’egida degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), ed ha il vero scopo di ‘fidelizzare’ i cinghiali nelle aree dove ciascuna squadra di cacciatori esercita in forma esclusiva le battute al cinghiale in un determinato comune o area. Si sta infatti diffondendo l’impiego di foraggiatori appesi agli alberi che rilasciano automaticamente il mais nei boschi, grazie all’ausilio di di un timer”.

SALVI I PARCHI ABRUZZESI

Carlo Consiglio

Il 13 aprile 2016 la Regione Abruzzo emanava la legge n. 11 che all’articolo 4 consentiva l’allenamento dei cani su aree non inferiori al 50% delle zone B, C e D dei parchi naturali regionali e su aree non inferiori al 30% delle riserve regionali naturali guidate, controllate e speciali. Il Presidente del Consiglio dei ministri l’8-9 giugno 2016 impugnava tale legge alla Corte Costituzionale, osservando che tale disposizione viola la legge nazionale sulla caccia n. 157/1992 nonché le direttive comunitarie “habitat” (92/43/CEE) e “uccelli” (2009/147/CE) e la Convenzione internazionale di Berna sulla vita selvatica e l’ambiente naturale in Europa. Con sentenza n. 74 del 12 aprile 2017 la Corte Costituzionale accoglieva il ricorso e dichiarava pertanto l’illegittimità costituzionale della legge impugnata (LAC Liguria, 15 aprile).

CONSIGLIONEWS 45
18 aprile 2017

 

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