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Animali

Animali: raccolta informazioni, opinioni, lettere, denunce su zootecnia intensiva,vivisezione, proteste e manifestazioni animaliste, canili, randagismo, abbandono, adozioni, petizioni, maltrattamenti, diritti degli animali, storie di vita (vedi anche i video sul canale animalfree in radiowebtv di questo blog), SOS animali, numeri utili per emergenze. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Carlo Consiglio: TAR ABRUZZO SOSPENDE APERTURA DELLA CACCIA ALLA LEPRE; TAR MARCHE NON SOSPENDE CALENDARIO VENATORIO

Carlo Consiglio

TAR ABRUZZO SOSPENDE APPERTURA DELLA CACCIA ALLA LEPRE

Con delibera n. 542 del 23 luglio 2018 la Giunta Regionale dell’Abruzzo approvava il calendario venatorio del 2018-2019. L’associazione WWF, difesa dall’avvocato Michele Pezone, impugnava tale calendario venatorio avanti al TAR dell’Abruzzo chiedendone l’annullamento previa sospensione. Il TAR dell’Abruzzo con ordinanza n. 199 del 20 settembre 2018, preso atto delle modifiche apportate al calendario venatorio dalla Giunta regionale con delibera n. 671 del 4 settembre 2018 relativamente alle specie fagiano e quaglia,  sospendeva il calendario venatorio limitatamente alla data di apertura della caccia alla lepre. Pertanto la caccia alla lepre rimane vietata fino alla data di apertura che verrà indicata dalla Giunta regionale con nuova delibera.

TAR MARCHE NON SOSPENDE CALENDARIO VENATORIO

Con delibera n. 1068 del 30 luglio 2018 la Giunta regionale delle Marche approvava il calendario venatorio 2018-2019. Le associazioni LAC e WWF, difese dall’avvocato Tommaso Rossi, impugnavano tale calendario venatorio avanti al TAR delle Marche,  chiedendone l’annullamento previa sospensione. Il TAR (sezione I), con ordinanza n. 394 del 12 settembre 2018, pubblicata il 13 settembre 2018, respingeva la domanda di sospensione.

CONSIGLIONEWS N. 108
15 settembre 2018

Carlo Consiglio: IMPUGNATE LEGGI AMMAZZA LUPI ED ORSI DI TRENTO E BOLZANO

Carlo Consiglio

IMPUGNATE LEGGI AMMAZZA LUPI ED ORSI DI TRENTO E BOLZANO

Dal giugno scorso, quando le province di Trento e Bolzano hanno fatto la prima apertura alla cattura ed uccisione di lupi e orsi, le polemiche non si sono mai placate. Il Consiglio dei ministri, deliberando il 6 settembre 2018 l’impugnazione delle leggi delle province autonome di Trento e Bolzano che consentono l’abbattimento di lupi ed orsi, ha raccolto le proteste che si sono susseguite in questi mesi, soprattutto dal fronte animalista, e rivendicato a sé il potere di decidere sulle questioni relative alla fauna.

«È un atto necessario e dovuto», ha spiegato al termine della riunione del consiglio dei ministri il ministro dell'ambiente Sergio Costa, perché «le potestà di deroga ai divieti sulla fauna selvatica sono in capo allo Stato e non possono essere demandate agli enti locali. Abbiamo chiesto alle province di modificare la legge, ma non è stato fatto, quindi non abbiamo avuto scelta».

CONSIGLIONEWS N. 107
7 settembre 2018

Carlo Consiglio: TOSCANA, DIFFIDA DELLE ASSOCIAZIONI PER PREAPERTURA DELLA CACCIA

TOSCANA – DIFFIDA DELLE ASSOCIAZIONI PER PREAPERTURA DELLA CACCIA

ENPA, LAC, LAV, LIPU E WWF DIFFIDANO LA GIUNTA REGIONALE E SI RIVOLGONO ALLA CORTE DEI CONTI

Il 27 agosto la Regione Toscana ha approvato una delibera con la quale consente la caccia a partire dai giorni 1 e 2 settembre, in anticipo quindi rispetto all’apertura prevista per legge alla terza domenica di settembre.

Storno, tortora, colombaccio, merlo, gazza, ghiandaia, cornacchia grigia, alzavola, germano reale e marzaiola potranno quindi essere uccisi nonostante risulti che la Regione non abbia ottenuto il parere positivo dell’ISPRA, come invece imposto dalla legge sulla caccia. Mentre il fatto che la delibera sia stata approvata con soli cinque giorni di anticipo rispetto alla data di apertura della caccia, rende impossibile – evidentemente non a caso - un eventuale ricorso al TAR di Firenze che ne consenta l’annullamento in tempi utili per fermare i fucili dei cacciatori.

Le associazioni ENPA, LAC, LAV, LIPU e WWF hanno quindi inviato una diffida al Presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi, chiedendo di ritirare l’atto, tutelando così l’amministrazione regionale da eventuali responsabilità. Infatti, nel caso in cui i cacciatori dovessero uccidere illegittimamente anche un solo uccello, le associazioni sono pronte a chiedere l’intervento della Corte dei Conti per procurato danno erariale, in quanto gli animali selvatici rappresentano un patrimonio indisponibile dello Stato.

Carlo Consiglio, PROPOSTA DI LEGGE PER VIETARE LA MACELLAZIONE ISLAMICA

Carlo Consiglio

PROPOSTA DI LEGGE PER VIETARE LA MACELLAZIONE ISLAMICA

Trova sostegno bipartisan e pressoché unanime, nell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, la proposta di vietare la macellazione islamica senza previo stordimento. All’iniziativa dell’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, presidente dell’Intergruppo e della Lega italiana per la Difesa degli animali e dell’ambiente, che nelle settimane scorse ha depositato l’unico progetto di legge per rendere obbligatorio lo stordimento degli animali anche nella macellazione rituale (AC869), hanno aderito, attraverso l’ufficio di presidenza, e sottoscritto il testo le rappresentanze di FI, Lega, M5S, PD, FdI, LEU e SVP.

“Nessuno – ricorda l’on. Brambilla - mette in dubbio il principio della libertà religiosa, ma la macellazione rituale è una pratica crudele ed anacronistica. Consentirla senza stordimento vuol dire ignorare un elementare sentimento umano: quello della pietà. Gli animali, immobilizzati ma pienamente coscienti, cui sono state recise di netto trachea, esofago, carotide e giugulare, praticamente “vivono” secondo per secondo la loro morte, una morte lenta, per dissanguamento. Non è possibile tollerare ancora questa mattanza: credo che in Parlamento si possa e si debba trovare un’ampia maggioranza, intorno alla mia proposta, per definire un nuovo equilibrio tra le istanze religiose e l’esigenza di preservare gli animali da sofferenze non necessarie. È una battaglia di civiltà che dovrebbe interessare tutti”.

Carlo Consiglio, PIEMONTE: LEGGE REGIONALE SULLA CACCIA IMPUGNATA DAL GOVERNO

Carlo Consiglio

PIEMONTE: LEGGE REGIONALE SULLA CACCIA IMPUGNATA DAL GOVERNO

L’articolo 6, comma 7, della legge regionale del Piemonte n. 5 del 2018 prevede la facoltà  per il proprietario o conduttore di un fondo, che intenda vietare sullo stesso l’esercizio dell’attività  venatoria, la possibilità di inoltrare al Presidente della provincia e al sindaco della Città metropolitana di Torino e, per conoscenza, all’ambito territoriale di caccia o comprensorio alpino di competenza, una richiesta motivata, che ai sensi dell’articolo 20 della legge 241/90, in assenza di risposta entro i termini ivi contenuti, deve intendersi accolta. 
La sopracitata norma si pone in contrasto con l’articolo 842 del Codice Civile che stabilisce che il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso, nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno, poiché, per sancire la chiusura dei fondi, l’articolo 15 della legge 157/92 stabilisce che gli interessati presentino richiesta in tal senso al Presidente della Giunta Regionale, a pena decadenza, entro il termine di 30 giorni dalla pubblicazione del piano faunistico venatorio regionale. 
Si precisa, inoltre, che l’istituto del silenzio-assenso di cui alla legge 241/90, applicato dalla norma in esame ad un ambito ambientale escluso ai sensi della medesima legge da tale forma di semplificazione procedurale, esorbita dalle competenze regionali trattandosi di questione afferente all’ordinamento civile dello Stato. 
La citata disposizione regionale, violando le predette norme interposte, risulta quindi invasiva della competenza esclusiva riconosciuta allo Stato in materia di ordinamento civile e di tutela dell'ambiente dall' articolo 117, secondo comma, lettere l) ed s) della Costituzione. 

SALVI I CINGHIALI A BRESCIA

Carlo Consiglio

SALVI I CINGHIALI A BRESCIA 

Il Tar di Brescia ha accolto la richiesta presentata da LAC e LAV assistite dallo studio Linzola di Milano, pubblicando ieri il testo di un provvedimento che, anche a fronte di una lettura profana, smonta scientificamente i presupposti e smaschera la pretestuosità di quel decreto 3695 del 3 marzo con cui la Regione aveva autorizzato il controllo del cinghiale sul territorio provinciale di Brescia dal 2018 al 2021. 

Ancora una volta la Regione è stata costretta a rimettere la doppietta nell’armadio, fermata dalla logica e anche dal rigore scientifico che trovano evidentemente un posto di rilievo nelle aule giudiziarie ma non nella mente di politici abituati solo al populismo, sempre pronti a sostenere solo gli interessi di una minoranza armata. È avvenuto con la concessione di una sospensiva a quello che per la Lac e la Lav, che hanno sostenuto il ricorso, è semplicemente un piano di eradicazione del cinghiale, e insieme una «porta di servizio» per consentire la presenza dei cacciatori sul territorio tutto l’anno. 

Nel frattempo il neo assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi ha partorito un altro mostro faunistico-giuridico, autorizzando gli agricoltori con licenza di caccia a farsi giustizia da soli sparando ai cinghiali sorpresi attorno alle rispettive cascine, e naturalmente Lac e Lav si augurano che, proprio in seguito alla bocciatura del provvedimento precedente, in Regione vivano un breve momento di lucidità mentale fermando questa novità. 

ANNULLATA LEGGE REGIONALE SUL DISTURBO ALLA CACCIA

Carlo Consiglio

ANNULLATA LEGGE REGIONALE SUL DISTURBO ALLA CACCIA

La Corte costituzionale con sentenza n. 148 del 2018 ha dichiarato l’incostituzionalità della legge della Regione Veneto n. 1 del 17 gennaio 2017, articoli 1, 2 e 3, che sanziona chi disturba le attività di caccia e di pesca. La legge era stata impugnata dal Presidente del consiglio dei ministri. La materia, infatti, non è di competenza della regione.

CONSIGLIONEWS N. 100
11 luglio 2018

LAV. UCCIDEVA ANATRE ILLEGALMENTE PER FARNE PATE’: CORTE D’APPELLO DI TORINO CONFERMA LA CONDANNA A 5 MESI DI RECLUSIONE PER MALTRATTAMENTO.

UCCIDEVA ANATRE ILLEGALMENTE PER FARNE PATE’: CORTE D’APPELLO DI TORINO CONFERMA LA CONDANNA A 5 MESI DI RECLUSIONE PER MALTRATTAMENTO

 LAV PARTE CIVILE: ANCORA UN RICONOSCIMENTO DEL REATO DI MALTRATTAMENTO AI DANNI DI ANIMALI DESTINATI AL CONSUMO ALIMENTARE E DEL PRICIPIO PER CUI GLI ANIMALI SONO ESSERI SENZIENTI, A PRESCINDERE DALLA LORO “DESTINAZIONE FINALE”

 A cinque anni di distanza, la Corte d’Appello di Torino conferma la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Alba (Cuneo) a carico di un uomo, di nazionalità cinese, condannato a 5 mesi di reclusione e 100 € di multa per il reato di maltrattamento di animali “perché mediante un impianto rudimentale non autorizzato e privo di adeguate condizioni igieniche, cagionava la morte di numerose anatre, con crudeltà e senza necessità, per produrre paté d’anatra da immettere in commercio”.

Oltre al maltrattamento, altro capo di imputazione la sottrazione o distruzione di “cosa” sottoposta a sequestro (ex art 334 cp), questo perché l’imputato anche dopo il sequestro delle anatre date in custodia giudiziaria a lui stesso, continuava a ucciderle…

Nell’aprile del 2011, infatti, le Forze dell’Ordine incaricate del sequestro dell’improvvisato impianto di macellazione situato nel comune di Monteu Roero (Cuneo), trovarono 33 anatre morte, e 23 ancora vive, successivamente sottratte dallo stesso Z.H., cui erano state affidate.

Il genocidio animale dimenticato per una alimentazione irresponsabile senza pietà

 Macelleria Carcasse 

Il quotidiano genocidio animale per saziare l’avidità di cibo di derivazione animale, dimenticato dalla politica, dalla scuola, dalla sanità, financo dalle religioni nonostante il testo della Genesi e quanto dice Gesù

Una riflessione perché gli uomini e le donne si rendano consapevoli e coscienti del dolore inferto agli animali per la loro voracità di carni e prodotti di derivazione animale quotidianamente non occasionalmente; una alimentazione che produce tremende sofferenze agli animali e agli uomini. Si concepiscono vite contro natura in cui gli animali sono rinchiusi in allevamenti lager fin dalla nascita per l’industria alimentare. Una filiera e un sistema, sostenuti anche con ingenti risorse pubbliche, che distrugge l’ambiente e produce la fame nel mondo e danni alla salute degli stessi esseri umani. I cereali anziché agli uomini divengono mangimi per gli animali (anche per gli erbivori e si è arrivati alla mucca pazza) per fare solo più profitti. Gli animali sono esseri sensibili che provano affetti, dolore come tutti gli umani.
"Anche i buoi gemono sotto il peso del giogo
e si lamentano gli uccelli dentro alla gabbia"

Luis DURNWALDER CONDANNATO; MALTA CONDANNATA

DURNWALDER CONDANNATO

La prima sezione centrale d'appello della Corte dei conti ha condannato l'ex presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, e l'ex direttore dell'ufficio caccia e pesca della Provincia, Heinrich Erhard, al pagamento di oltre un milione di euro quale risarcimento del danno erariale provocato dai decreti emessi fra il 2010 ed il 2014, con i quali veniva autorizzata la caccia di specie faunistiche protette. La sentenza accoglie il ricorso della procura regionale della Corte dei conti contro la sentenza di primo grado, che aveva condannato Durnwalder ed Erhard al pagamento di 6.192 euro ciascuno. "L'abbattimento degli animali - affermano i giudici - veniva sistematicamente disposto senza che ne ricorressero i presupposti".
La sentenza accoglie quindi la quantificazione del danno operata dalla Procura regionale pari a 1.136.250 euro. Durnwalder e Erhard sono stati condannati a pagare 568 mila euro ciascuno, oltre alle spese di giudizio. Nell'appello si erano costituite in giudizio la LAV (Lega Anti Vivisezione) e la LAC (Lega per l’abolizione della caccia) (ANSA, 18 giugno). 

MALTA CONDANNATA

Sentenza nella causa C-557/15 – Commissione europea contro Malta

Carlo Consiglio, ORSI E LUPI: "LE REGIONI NON METTANO IL DITO SUL GRILLETTO”

Carlo Consiglio


ORSI E LUPI: "LE REGIONI NON METTANO IL DITO SUL GRILLETTO”.

La Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC) denuncia pubblicamente la richiesta dello scorso 10 maggio, formulata al Governo da parte della Conferenza delle regioni, di delegare alle regioni stesse ed alle province autonome di Trento e Bolzano la facoltà eccezionale di disporre catture e abbattimenti in deroga di esemplari delle specie orso e lupo. Si tratta, sinora, di una prerogativa teorica di esclusiva competenza statale, sentito il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). L’occasione è stata fornita dalla preparazione di una bozza di parziale modifica ad un decreto del Presidente della repubblica del lontano 1997 (attuazione della cosiddetta Direttiva UE “Habitat”, riguardante anche la protezione di mammiferi in pericolo d'estinzione), che dovrebbe inserire una nuova disciplina del divieto di immissione di specie esotiche in Italia. 

Nulla a che vedere, pertanto, con la tutela e la gestione delle rare specie di predatori autoctoni presenti nel nostro Paese. Ma tant’è, le regioni, su input della Provincia autonoma di Bolzano (e dei recenti furori demagogici anti-lupo di un  paio dei suoi assessori), condizionano il proprio parere allo Stato sullo schema di D.P.R. all’inserimento di un articolo che nulla ha a che vedere col contrasto alla diffusione di specie esotiche, chiedendo di introdurre un’autonomia decisionale locale (basterebbe una mera comunicazione al Ministero dell’ambiente) in materia di “prelievo, cattura o uccisione” delle specie Ursus arctos e Canis lupus. Si tratta di un bieco voltafaccia proprio rispetto ad un recente parere negativo in conferenza Stato-Regioni all’ipotesi di introdurre facoltà di abbattimento in sede di stesura di un piano nazionale sulla gestione del lupo.

Carlo Consiglio: ROMA, CITTADINI A RISCHIO ZANZARE O ANTIZANZARE?

Carlo Consiglio

ROMA, CITTADINI A RISCHIO ZANZARE O ANTIZANZARE?

European Consumers, per voce del presidente Marco Tiberti, dopo un’attenta analisi dell’ordinanza anti-zanzara di Roma Capitale emessa il 9 maggio 2018, dichiara che appare chiara la mancanza di volontà, da parte dell’amministrazione, di evitare la diffusione di sostanze tossiche negli ambiti urbani per la lotta a organismi che rappresentano una minaccia ben inferiore alle sostanze utilizzate. Esistono rimedi alternativi e a basso impatto e, soprattutto, esiste la possibilità di un’efficace prevenzione personale e di igiene cittadina.

Nella nuova ordinanza di fatto si lascia campo libero alle imprese, si ignorano la biodiversità urbana, si cita l’intervento adulticida "solo in presenza di manifeste condizioni d'infestazione", ma si lascia al completo arbitrio di ditte e amministratori condominiali o di consorzio stabilire il reale significato di queste parole. Si premette che le infestazioni delle zanzara tigre sono conseguenti a condizioni di artificialità e contaminazione del territorio, assenza di predatori e, come la maggior parte dei fenomeni invasivi, sono indice di squilibri ecologici da contrastare mediante buone pratiche di comportamento personali e amministrative e strategie scientifiche di monitoraggio, contenimento biologico e riqualificazione ambientale. L’uso dei pesticidi peggiora la situazione eliminando proprio i predatori (pipistrelli, rondini, rondoni, balestrucci) e, nelle zone umide, tali biocidi possono uccidere pesci, larve di libellule e anfibi, efficacissimi larvicidi naturali.

Carlo Consiglio: MARCHE – SALVI GLI STORNI

Carlo consiglio

MARCHE – SALVI GLI STORNI

Con sentenza n. 70, depositata il 5 aprile 2018, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale un articolo della legge regionale della Regione Marche n. 7 del 2015. La Consulta ha rilevato infatti che la legge nazionale sulla caccia ammette la caccia in deroga allo storno solo attraverso un atto amministrativo, eccezionale e motivato, che rispetti alcune condizioni fissate dall’Unione Europea (condizioni rigidamente controllate, piccole quantità, danni alle colture, ed altre). Non è possibile prevedere con lo strumento della legge regionale una deroga a tempo illimitato per la caccia allo storno, una specie non cacciabile in base alla legge nazionale sulla caccia n. 157 del 1992 (LAC, ufficio stampa, 5 aprile 2018).

CONSIGLIONEWS N. 92
6 aprile 2018

Lamon, Valgrisenche e Corniglio: nasce il gemellaggio delle tre pecore

Salvare la biodiversità è l'obiettivo del progetto di Anna Kauber in collaborazione con il parco nazionale dell’appennino tosco emiliano - Mab Unesco

Tre territori di montagna, Lamon nel bellunese, Valgrisenche in Valle d’Aosta e Corniglio nel parmense, sono singolarmente impegnati nella salvaguardia di altrettante razze autoctone di pecore: Lamon, Rosset e Cornigliese.
Questi ovini, un tempo allevati in gran quantità, rasentano l’estinzione e con loro rischiano di scomparire le comunità locali, le filiere produttive e i saprei di territori montani. Per non rassegnarsi a questa perdita di biodiversità, i Comuni di Lamon, Valgrisenche e Corniglio, insieme al parco nazionale dell’appennino tosco emiliano, riserva di Biosfera Unesco - che ha  sostenuto l'iniziativa dell’ideatrice del progetto Anna Kauber e ne è diventato soggetto promotore - firmeranno un protocollo d’intesa per la valorizzazione delle tre razze ovine.

L'annuale massacro festaiolo dell'agnello a Bidonì (OR).

SORRADILE E BIDONÌ (OR), SULLE RIVE DEL LAGO

Gentili signore e signori, 

le sagre a base di agnello sono frequenti in Sardegna la cui economia si basa per buona parte sul massacro di questo cucciolo. “Sa Sagra de S’Anzone” a Bidonì (OR) http://www.comune.bidoni.or.it/cominfo/eventi/evento.asp?id=33 è un esempio molto rappresentativo di questo genere di sagra, complice la sua “scenografia” sanguinaria. Da vent'anni è un appuntamento fisso il Lunedì di Pasqua ed è organizzata dalla Associazione Turistica Pro Loco Bidonìcon il patrocinio di: Consorzio di Tutela dell'Agnello Sardo IGP, Borghi autentici d’Italia e le immancabili istituzioni Comune di Oristano, Barigadu Unione dei Comuni, Provincia di Oristano, Regione Autonoma della Sardegna. 

Le mucche col buco - La fistulazione

Le Mucche col buco: la fistulazione

Una mucca fistulata è una mucca con un foro praticato intenzionale in essa al fine di "ricerca scientifica". La fistulazione, da oltre 150 anni, è stata utilizzata per osservare i processi digestivi degli animali vivi, con il suo primo uso "scientifico" registrato sugli animali risalente al 1833.

In tempi moderni, i ricercatori installano un dispositivo di plastica chiamato "cannula" nell'addome aprendo così una "finestra" di accesso costante sullo stomaco dell'animale . Con ciò, osservano la velocità con la quale la mucca digerisce vari alimenti e quali sostanze chimiche / processi biologici, il cibo subisce. 

I ricercatori chiamano questi fori fatti chirurgicamente, fistole, i quali sono coperti da una canulla del diametro di circa 15 cm con una mebrana trasparente , una sorta di copertura dal mondo esterno. Sono utilizzati per testare la digeribilità dei vari alimenti del bestiame, per alimentare direttamente ed in modo specifico le mucche e per osservare come il cibo passa attraverso il loro stomaco e vedere come viene elaborato. Il tutto con l'unico scopo di prolungare la vita della mucca e conseguentemente di prolungare e massimizzare la produzione del latte nell'allevamento il che equivale naturalmente per l'allevatore maggiori e più duraturi profitti. 

Laverabestia.org

Fonte Link http://alimentazioneegliilluminati.blogspot.it/2017/09/le-mucche-col-buco-la-fistulazione.html?m=1

PETIZIONE PER PROTEGGERE IL LUPO

Carlo Consiglio

PETIZIONE PER PROTEGGERE IL LUPO

La sezione del Trentino-Alto Adige della LAC (Lega per l’abolizione della caccia) ha lanciato una petizione per proteggere il lupo, a cui si può aderire aprendo il link:

https://www.change.org/p/commissione-europea-proteggere-il-lupo?recruiter=26182154&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

CONSIGLIONEWS N. 91
18 marzo 2018

CARNE E INTELLIGENZA UMANA

Franco Libero Manco

“L’alimentazione carnea ha favorito lo sviluppo delle facoltà cognitive dell’uomo”. Se fosse vera la tesi che siano state le proteine di origine animale  a favorire lo sviluppo cerebrale degli ominidi e quindi l’evoluzione della specie, si sarebbero evoluti anche gli scimpanzè pantroglodites che sovente mangiano  carne.  E basterebbe somministrare carne ai gorilla, ai bonobo, agli orango per farli fare un salto evolutivo. Invece da esperimenti fatti su un gruppo di scimmie mediante una dieta anche a base di carne in breve svilupparono le stesse malattie della specie umana. 

Se fossero le proteine animali a favorire lo sviluppo del cervello gli animali carnivori dovrebbero essere tra i più intelligenti. Invece succede che sono i primati fruttariani e gli erbivori a primeggiare. Il gorilla è 3 volte più grosso dell’uomo e 10 volte più forte. Il leone che insegue la preda si ferma sfiancato dopo una breve corsa, mentre la gazzella può correre per ore senza fermarsi. 

Gente di cavalli o produttori di carne?

Macellazione Cavalli


Margherita D'Amico

Cosa cambiava se dopo la morte di Lassame Stare, il cavallo stramazzato verso la fine di un percorso amatoriale di salto ostacoli a Tortona, si fosse sospesa, se non interrotta la gara? Niente di sostanziale per il baio di 14 anni, morto forse per un arresto cardiaco a conclusione di uno sforzo, ma dedicare qualche minuto di riflessione alla sua fine avrebbe rappresentato un piccolo, significativo gesto di rispetto da parte di organizzatori e giuria del concorso ippico teatro del dramma.

Colpisce il fatto che nessuno ci abbia pensato, che la vita spezzata di un animale utilizzato nello sport conti così poco per il mondo equestre, capace di spremere qualche lacrimuccia solo per il decesso, sempre sul campo di gara, dell'anziano (e ciò nonostante ancora al lavoro) campionissimo stallone olandese Hickstead, avvenuta a Verona sette anni fa.

IL GOVERNO IMPUGNA LEGGE REGIONALE DELLA LIGURIA SULLA CACCIA

Carlo Consiglio

IL GOVERNO IMPUGNA LEGGE REGIONALE DELLA LIGURIA SULLA CACCIA

Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 febbraio 2018 ha deliberato di impugnare presso la Corte Costituzionale alcuni articoli, in materia di ambiente e fauna selvatica, contenuti nella legge regionale della Liguria n. 29/2017 (cosiddetto “Collegato alla legge di stabilità 2018”); si tratta una sorta di provvedimento legislativo “calderone”, ormai consuetudine di fine anno del Consiglio regionale ligure, che raggruppa molte disposizioni su diversissime materie.

Il Consiglio Regionale della Liguria inciampa clamorosamente, in particolare, su tre articoli; infatti i ministeri interessati hanno ritenuto le seguenti norme, tra quelle approvate dal Consiglio, in netto contrasto con la normativa statale del settore:

1) È reato commercializzare in sagre e manifestazioni gastronomiche la selvaggina abbattuta a caccia (ossia quella non proveniente da allevamenti), e pertanto la Regione non può aggirare (come ha fatto a fine 2017) tale divieto consentendo comportamenti che in tutta Italia sono penalmente sanzionati; le norme nazionali mirano infatti ad evitare che fenomeni di lucro contribuiscano ad impoverire il patrimonio faunistico, anche per esemplari morti appartenenti a specie cacciabiili.

AUTORIZZATO STERMINIO DELLE SPECIE INVASIVE

Carlo Consiglio

AUTORIZZATO STERMINIO DELLE SPECIE INVASIVE

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2018 il decreto legislativo n. 230 del 15 dicembre 2017, recante: “Adeguamento  della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”(18G00012). Il decreto tende a prevenire l’entrata in Italia di specie animali e vegetali esotiche, che potrebbero alterare gli equilibri degli ecosistemi, ed anche a permettere l’eradicazione (cioè lo sterminio) di specie esotiche, una volta che siano entrate nel territorio dell’Unione europea o nazionale, in nome di una purezza specifica e razziale in gran parte utopistica.

Tra i Vertebrati, le specie animali invasive presenti in Italia che potrebbero essere colpite dal nuovo decreto sono: lo scoiattolo di Pallas; la nutria; il cane procione; il procione; lo scoiattolo grigio; l’oca egiziana; l’ibis sacro; la testuggine palustre Trachemys scripta. Il difetto di questa concezione è che trascura che gli animali sono esseri senzienti e non oggetti, ed inoltre non tiene conto del fatto che la composizione in specie e razze della fauna unionale e nazionale non è una cosa statica, ma evolve, come è il caso dell’ibis sacro che sembra essere pervenuto in Europa con i propri mezzi e non portato dall’uomo. La Trachemys scripta invece è stata portata dall’uomo, ma è ormai tanto diffusa sul territorio italiano che una sua eradicazione è impensabile.

CONSIGLIONEWS N. 85
19 febbraio 2018

Al via il corso di formazione per volontari del canile di Parma Lilli e il Vagabondo

Domenica 11 febbraio 2018 alle 9,30 verrà presentato il programma dei corsi di FORMAZIONE PER VOLONTARI DI CANILE.

Con l'organizzazione della Coop. Sociale Avalon ed il Comune di Parma sono invitati gli aspiranti volontari che vogliano dedicare parte del loro tempo libero ad accudire e accompagnare in passeggiate e momenti di socializzazione gli ospiti a quattro zampe del canile municipale.

Sono invitate anche le associazioni e tutti coloro che desiderino approfondire la conoscenza del cane.

La possibilità di partecipare al corso rappresenta un’ opportunità importante sia per i proprietari di cani che per i volontari di associazioni animaliste che operano sul territorio e per tutti i volontari già in servizio presso altri canili. E' un'occasione per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze sul tema.

“Con  il nuovo corso di formazione per volontari di canile” spiega Anna Bernardelli, istruttore cinofilo del canile municipale,” entreremo all'interno di diverse dinamiche che riguardano il rapporto con il cane,  questo insostituibile compagno dell’ uomo, e del suo mondo, per comprenderne la natura e la diversità."

Tra i temi che verranno trattati: il benessere animale, i sensi del cane, lo sviluppo comportamentale,  la comunicazione e la mente del cane.

IL CORSO E’ GRATUITO. Gli incontri si terranno di domenica, il 18 e 25 Febbraio, l'11, 18, 25 Marzo e l'8 e il 15 Aprile, dalle ore 9.00, alle 12.

ATTIVITA’ DELLA PROTEZIONE CIVILE SI DOVRA’ ESTENDERE AL SOCCORSO E ALL’ASSISTENZA DEGLI ANIMALI

IN CASO DI CALAMITÀ NATURALE L’ATTIVITA’ DELLA PROTEZIONE CIVILE SI DOVRA’ ESTENDERE AL SOCCORSO E ALL’ASSISTENZA DEGLI ANIMALI. ORA CI DOVRANNO ESSERE PROCEDURE CONDIVISE ED EFFICACI.PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO LEGISLATIVO, SUCCESSO DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

La protezione civile ha da oggi per Legge tra le sue finalità e tra le attività da svolgere l’azione di soccorso e l’assistenza degli animali colpiti da calamità naturali, come le popolazioni umane.
Il risultato, con il Decreto Legislativo n. 224 pubblicato in Gazzetta Ufficiale “Codice della protezione civile” (http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-01-22&atto.codiceRedazionale=18G00011&elenco30giorni=false) è stato ottenuto grazie alla mobilitazione nell’ultimo anno delle associazioni Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Leidaa e Oipa.

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