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Architettura Urbanistica Design

Architettura: raccolta di informazioni e opinioni su architetti, strutture, urbanistica, interni, arredi, design. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Via Volturno e strada Budellungo, nuovi alloggi in edilizia convenzionata

Cinque nuovi lotti per l’edilizia popolare. Interventi che vedranno la luce nella zona del complesso residenziale di Ca’ Peschiera (via Volturno) e nel cosiddetto comparto Domina, tra le strade Budellungo e Santa Margherita.

Le nuove palazzine d'edilizia convenzionata sorgeranno su lotti che erano destinati ad accogliere abitazioni per le forze dell’ordine, non più previste dopo che è scaduta la convezione siglata tra Comune e ministero dell’Interno. L'Amministrazione comunale, dopo una negoziazione con il Governo, è riuscito a mantenere i fondi destinati a Parma.

I finanziamenti fanno parte del piano Erp (Edilizia residenziale pubblica) dell’Amministrazione, per il quale sono previsti globalmente sette milioni di euro nel 2017.

Entrambi gli interventi, come sottolineato dal delegato ai Lavori pubblici Michele Alinovi nella seduta della commissione Urbanistica, insistono "in aree fortemente urbanizzate". Quello nell’area di Ca’ Peschiera concerne due lotti, per poco meno di tremila metri cubi. Il secondo in zona strada Budellungo interessa tre lotti, per circa seimila metri cubi complessivi.

Questo seconda operazione tocca una zona che sta attraversando non pochi problemi, visto il fallimento della cooperativa Di Vittorio, che controllava il 30% di Domina, la società incaricata di realizzare le opere nel quartiere Santa Margherita. Si tratta di uno degli interventi più invasivi dal punto di vista edilizio, figlio di un progetto del 2009.

Aggiudicata la concessione dello Stadio Tardini in gestione al Parma Calcio sino al 2025.

Stadio Tardini

Aggiudicata la concessione dello Stadio Tardini in gestione al Parma Calcio sino al 2025.

Parma, 20 gennaio 2017.

Il Parma Calcio 1913 si è aggiudicato la concessione dello Stadio Tardini in gestione sino al 2025.

Lo ha comunicato ufficialmente una nota del Comune di Parma a conclusione del processo di aggiudicazione sulla base della procedura aperta indetta lo scorso ottobre.

L’offerta del Parma Calcio 1913, pervenuta entro i termini stabiliti, è stata valutata positivamente dalla commissione tecnica e l’Amministratore Unico di Parma Infrastrutture ha quindi aggiudicato la gestione dello stadio per i prossimi 8 anni alla società crociata.

Valanga Hotel Rigopiano, la sconvolgente verità: “struttura abusiva, lì non si doveva costruire”

Iniziamo subito chiarendo le cose: la catastrofe dell’Hotel “Rigopiano”, dove sono già stati recuperati tre cadaveri e risultano ancora disperse circa 30 persone, non è stata provocata dal terremoto. Le scosse che ieri hanno colpito la zona di Campotosto, Montereale e Capitigliano si sono verificate molte ore prima rispetto alla valanga, e in una zona molto distante dall’Hotel Rigopiano, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, in provincia di L’Aquila, mentre l’Hotel Rigopiano sorge a monte di Penne, in provincia di Pescara, sul versante Adriatico dell’Abruzzo. Non conosciamo ancora con precisione l’orario della valanga, ma sappiamo che il primo SMS con  la richiesta di soccorso risale alle 17:40 di Mercoledì pomeriggio. Verosimilmente la valanga si era appena verificata, comunque dopo le 17:15/17:20. Le scosse di terremoto, invece, si erano verificate al mattino, la più forte di magnitudo 5.5 alle 11:14, poi quella di magnitudo 5.4 alle 11:25, infine l’ultima di elevata intensità (magnitudo 5.1) alle 14:33, circa tre ore prima della valanga-killer . E’ già difficile immaginare che un terremoto di questa magnitudo (forte, ma non fortissimo) possa innescare una valanga, ancor più improbabile che possa farlo a così tanti chilometri di distanza dall’epicentro. Scientificamente impossibile che ciò accada con svariate ore di ritardo. Invece valanghe di questo tipo rientrano nella relativa “normalità” di grandi nevicate come quelle delle ultime ore sull’Appennino. 

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IL PROGRAMMA PDF 

Nuova questura di Parma non si fa, Ministero cita Stt in giudizio

Causa civile davanti al tribunale di Bologna per il mancato pagamento dei progetti preliminare e definitivo della nuova sede in viale Fratti, mai realizzata

Un progetto da 20 milioni di euro. Su una superficie 7.500 metri quadri nell'area dell'ex scalo merci in viale Fratti doveva sorgere la nuova sede della questura di Parma, due corpi da tre e quattro piani con 100 posti auto interrati e un'area verde annessa. 

 
Era il maggio 2010 e la giunta Vignali approvava e presentava con tanto di rendering  il progetto che avrebbe risolto i problemi dell'attuale collocazione della polizia di Stato nei vecchi edifici in borgo della Posta, in pieno centro storico. Stt doveva accollarsi le spese di costruzione, coprendo l'investimento con la cessione di immobili da parte del Demanio. Tempo stimato per ultimare i lavori, due anni.

Nulla di tutto ciò si è mai realizzato. I soldi non c'erano e non ci sono mai stati. Reperire adesso le risorse economiche per un'opera così imponente è difficile se non impossibile. Inoltre, la sede delle forze dell'ordine dovrebbe essere di competenza statale. 

 
L'attuale Amministrazione ne ha preso atto la scorsa primavera, portando in Consiglio comunale la decisione di retrocedere dal protocollo sottoscritto con la Prefettura, Agenzia del demanio e Provveditorato alle opere pubbliche dell'Emilia Romagna per realizzare appunto la nuova sede della questura nell'area indicata. Il Comune ha rinunciato a ricevere dallo Stato il Palazzo delle Vincenzine tra borgo Guazzo e Borgo Retto, una parte di Palazzo Rangoni un'area in via Bodoni di fianco alla Pilotta per farci un parcheggio.

I comitati per Ospedale Vecchio di Parma: “Dalla Pizzarotti spa ci aspettavamo un grazie”

I comitati: “Dalla Pizzarotti ci aspettavamo un grazie”
Siamo un po' sorpresi dalle dichiarazioni successive alla sentenza che ha visto assolti tutti gli imputati. Siamo stati dipinti, in pratica, come isolati nemici del progresso! Ma le cose sono andate davvero così?

Consumo di suolo: Parma ai vertici in Italia

"A livello comunale, i maggiori valori di superficie consumata si riscontrano a Roma (oltre 31.000 ettari), con una crescita di ulteriori 160 ettari tra il 2012 e il 2015 (lo 0,5% in più) e in molti comuni capoluoghi di provincia: Milano (oltre 10.000 ettari), Torino (8.200), Napoli (7.300), Venezia, Ravenna, Palermo, Parma, Genova, Verona, Ferrara, Taranto, Perugia e Catania (tra i 5.000 e i 7.000 ettari di suolo
consumato)".Nello specifico Parma è ottava in Italia per i dati sul consumo di suolo. Sono 6.104 gli ettari cementificati. È quanto emerge nell’edizione 2016 di “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, il rapporto a cura dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra): un quadro aggiornato sulle conseguenze della cementificazione in Italia.

Il report 2016 di Ispra

In ettari il suolo consumato a Parma nel 2015 è di 32.060 ettari, il 9,3 del totale con un incremento dello 0,2% rispetto al 2012. 

Psc Parma, Alinovi: "Adozione entro la fine del mandato"

Expo, pasticcio bonifiche: ex proprietari dei terreni hanno fatto causa alla società e ad Arexpo. Chiedono 1,2 milioni

Da un documento anonimo inviato alla consigliera regionale del M5S Silvana Carcano emerge che l'atto di citazione in giudizio è stato presentato ad agosto dalla holding Bastogi della famiglia Cabassi. Il numero uno della società ora proprietaria delle aree, Giuseppe Bonomi, aveva annunciato di volersi rivalere su di loro per gli extra costi sostenuti per ripulire i terreni. Invece è successo il contrario

Un pasticcio sempre più pasticcio. È il triste destino delle bonifiche effettuate sulle aree di Expo. Con il rischio che gliextra costi sostenuti sotto la guida di Giuseppe Sala dalla società di gestione dell’evento per ripulire i terreni dagli inquinanti non vengano più recuperati. E finiscano per pesare sulle tasche dei cittadini. Si tratta dei 29,5 milioni di euro che Arexpo, la società proprietaria delle aree, si è impegnata a chiedere, anche davanti a un giudice, ai vecchi proprietari, tra cui il gruppo Cabassi e Fondazione Fiera Milano. A stabilirlo è l’accordo che la stessa Arexpo ha firmato lo scorso aprile con Expo, a cui i soldi dovranno essere girati. “Avvieremo le cause entro fine settembre”, assicurava qualche mese fa l’amministratore delegato di Arexpo Giuseppe Bonomi. Ma la causa non è ancora stata fatta. E ora arriva il colpo di scena. Non solo Arexpo ed Expo non hanno fatto alcuna causa, ma sono state loro ad essere citate in giudizio.

Legge di Bilancio, emendamento degli alfaniani: “Ponte sullo Stretto sia dichiarato infrastruttura prioritaria”

Area popolare ha presentato una proposta di modifica in base alla quale "al fine di rilanciare l’economia delle regioni del Mezzogiorno" gli interventi per la realizzazione dell'opera "saranno dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità". Intanto a fine ottobre sono finiti agli arresti Michele Longo ed Ettore Pagani, manager responsabili delle operazioni italiane del gruppo Salini Impregilo capofila del consorzio che aveva vinto la gara per l'opera

Dopo l’annuncio fatto da Matteo Renzi a fine settembre – “il ponte sullo Stretto si farà e creerà 100mila posti di lavoro” – arriva l’immancabile emendamento alla legge di Bilancio. La richiesta è che, “al fine di rilanciare l’economia delle regioni del Mezzogiorno d’Italia attraverso il completamento della rete infrastrutturale primaria, il collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente sia dichiarato infrastruttura prioritaria per l’interesse del Paese”. La proposta, a prima firma Vincenzo Garofalo (Area Popolare), ricalca una proposta di legge a firma dello stesso Garofalo presentata alla Camera a marzo quando lo stesso premier aveva aperto a un ripensamento sulla grande opera cara a Silvio Berlusconi.

Ponte sullo Stretto di Messina: costi dal 1870 al 2015

Ponte Sullo Stretto di Messina

Progetti, studi, consulenze, test. Dal 1870

In realtà l'idea di collegare la Sicilia alla penisola italiana risale ad ancor prima del 1870 (data del primo progetto concreto), all’epoca dei Romani che avevano pensato, e secondo alcune fonti realizzato, un ponte su barche e botti. Una soluzione poi abbandonata perché di impedimento al transito delle navi nello stretto. Questo primo progetto è narrato da Plinio il Vecchio che racconta della costruzione, voluta dal console Lucio Cecilio Metello nel 251 a.C., del ponte per trasportare dalla Sicilia 140 elefanti catturati ai Cartaginesi nella battaglia di Palermo.

Nel 1866, durante il governo Ricasoli, si iniziò a parlare del ponte in termini di un'infrastruttura più moderna, ed è del 1870 un primo progetto concreto, che prevedeva la costruzione di un tunnel.

Nel 1981, sotto i governi Forlani e Spadolini, lo Stato inizia spendere l'opera più discussa in Italia, con la costituzione della Stretto di Messina spa. La costituzione della società viene ritenuta l'inizio degli sprechi che si sono susseguiti da lì in poi in studi, consulenze, progetti e test con un'inconcludenza che è costato molto alle casse pubbliche.

Nel 1909 fu pubblicato uno studio geologico della zona, ripreso considerando la costruzione di una galleria sottomarina solo nel 1921, quando l’ingegner Emerico Vismara, al Congresso geografico di Firenze, presentò lo studio per un tunnel. Un altro tentativo risale nell’immediata vigilia dell’ultimo conflitto mondiale, ma le ricerche ebbero esiti negativi per proseguire.

Dall'Eco Modulo all'Ecomostro in piazzale della Pace a Parma

Foto Luigi Boschi: Ecomostro in piazzale della Pace a Parma

Quali sono i criteri che hanno indotto l’ex Sindaco 5 stelle di Parma, ora Effetto Parma Federico Pizzarotti a concedere la realizzazione di questo ecomostro, ennesimo scempio di Piazzale della Pace, antistante e parte del complesso della Pilotta? Un’area monumentale trattata come se fosse uno spazio fieristico. Lo scempio dell’ignoranza di Pizzarotti alla città non ha fine. Siamo tutti in attesa che se ne vada, lui, e tutta la sua banda di incapaci e venduti. Han fatto fin da subito un uso improprio dei luoghi storici, abbandonati e deturpati. Sono riusciti a ridicolizzare anche Verdi con poster da pagliacciata con una rielaborazione priva di qualità. Un “Verdi off” già un insulto nel nome, ridicolizzato nella grafica dalla loro sottocultura, un vero vandalismo propagato per la città. E l'incuria è presente ovunque. (Parma, 01/11/2016)
Luigi Boschi
 

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VERDI OFF

Ospedale Vecchio di Parma: il punto di vista dei comitati

Aggiornamenti dal processo sull'Ospedale Vecchio:
il punto di vista dei comitati

Parma, 31 ottobre 2016
Informiamo il pubblico degli ultimi sviluppi processuali concernenti il Project Financing dell'Ospedale Vecchio. I rappresentanti della Procura hanno chiesto l'assoluzione degli imputati, contrariamente alla loro richiesta di condanna formulata dal difensore della Parte Civile (Comune di Parma).
La richiesta di assoluzione, per parte dell'Accusa, è motivata con le seguenti argomentazioni: 

Grandi Opere, nella maxi-retata arrestati anche il progettista e il manager del ponte sullo Stretto

Proprio un mese fa, nel giorno in cui Matteo Renzi rilanciava il progetto, Michele Longo ed Ettore Pagani erano al suo fianco. Da ieri sono agli arresti nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in manette anche il figlio dell'ex ragioniere dello Stato Monorchio e in cui è finito indagato Lunardi jr. Il premier minimizza: "Processo sia rapido. Stiamo parlando di arresti legati a vicende del passato"

di Paolo Fior e Ferruccio Sansa

27 ottobre 2016 A un mese esatto dal roboante annuncio del rilancio del progetto del Ponte sullo Stretto, la maxi-retata di mercoledì 26 ottobre ha tolto dalla circolazione alcuni di quelli che erano gli uomini chiave del progetto e che erano proprio di fianco al premier Matteo Renzi a Milano nel giorno dell’annuncio. Si tratta del presidente e del vice-presidente del Consorzio Cociv, Michele Longo ed Ettore Pagani. Due uomini espressione del gruppo Salini-Impregilo. Il primo, Longo, ne è una delle figure apicali essendo general manager domestic operation e avendo quindi la responsabilità non solo delle opere del cosiddetto Terzo Valico, ma anche di tutte le altre operazioni italiane che coinvolgono il gruppo. Di più, è l’uomo del Ponte, colui con il quale lo Stato deve parlare se l’argomento è la maxi opera tra Sicilia e Calabria. E Pagani è il suo braccio destro, nonché “responsabile del progetto Ponte sullo Stretto” per conto di Impregilo, come recita il suo curriculum.

Cessione quote della Stu Pasubio: indagato il sindaco Pizzarotti

La vicenda riguarda la vendita della quota comunale della società partecipata. "Sono tranquillo ho liberato la città da 40 milioni di debito". Indagine riguarda anche l'ex commissario Ciclosi

Federico Pizzarotti, sindaco di Parma ex M5s e fondatore del movimento "Effetto Parma", risulta indagato nell'inchiesta aperta per la vendita della società partecipata Stu Pasubio che si occupa della riqualificazione di un'ampia area alle spalle della stazione ferroviaria della città.
Il sindaco è sotto inchiesta insieme all'ex commissario governativo Mario Ciclosi - alla guida del Comune per sei mesi, dal novembre 2011 fino alle elezioni del maggio 2012 - per la cessione della quota di maggioranza della società comunale - fondata negli anni del governo cittadino di centrodestra - che ha realizzato un vasto intervento nel quartiere San Leonardo.

Il reato per cui si procede è turbata libertà di scelta del contraente, articolo 353 bis del codice penale. Secondo le ipotesi d'accusa, il commissario Ciclosi sarebbe stato d'accordo con l'unico partecipante al bando e conseguente assegnatario, l'azienda Remilia Srl di Reggio Emilia (gruppo Unieco). Pizzarotti avrebbe dovuto modificare il bando. Si tratterebbe di un fascicolo aperto autonomamente dalla Procura nel 2012, quando c'è stata l'operazione che provocò alcune polemiche in Consiglio comunale.

Roberto Ghiretti (PU): quattro anni di assoluto disinteresse verso le barriere di accessibilità per i disabili

 

Il fatto che il sindaco Pizzarotti ritenga di poter recuperare oltre quattro anni di assoluto disinteresse verso il tema dell'accessibilità con qualche pedana mobile e una foto sorridente su Facebook racconta molto bene l'evanescenza di un'amministrazione interessata più all'apparenza che alla sostanza delle cose.

La soluzione delle pedane mobili, come ha giustamente fatto rilevare il questi giorni l'associazione Alba, presenta diversi problemi, primo fra tutti il fatto che il disabile deve attrarre l'attenzione del proprietario del negozio per farsi posizionare la pedana; un'operazione che in presenza di molti clienti può essere complessa da mettere in atto. Certo, si può guardare il bicchiere mezzo pieno e dire che è meglio una soluzione un po' arrangiata piuttosto che il nulla, ma questo non può farci dimenticare che il Comune ha ben altri strumenti per intervenire. Può in alcuni casi richiedere la rimozione di una barriera ma soprattutto può vigilare attentamente sul rispetto delle normative quando si parla di nuove costruzioni o ristrutturazioni. È in questi contesti che un'amministrazione sensibile al tema dell'accessibilità può incidere davvero, dimostrando nei fatti di lavorare per migliorare le cose.

Ed è purtroppo proprio su questo fronte che mi pare che si sia fatto poco o nulla in questi anni: se agli inizi del 2011 una classifica compilata dall'istituto Isfol ci collocava ai primi posti in Europa  come città a misura di disabile, nel 2016 un'altra classifica, quella sulle città accessibili compilata da Anmil, ci colloca nominalmente al 4° posto ma considerati i pari merito Parma compare dietro a ben altre 22 città, tra le quali tutti gli altri capoluoghi della regione ad esclusione di Piacenza.

Sono dati ovviamente non comparabili tra loro ma ci mostrano una tendenza inequivocabile, rispetto alla quale non basta certo una foto in pubblico per invertirla.

Aeroporto Verdi di Parma verso il decollo per i cargo. Accordo con Ethiad

COMUNICATO DAL COMUNE

Aeroporto, verso il decollo per i cargo. Investimenti di 12 milioni annunciati dalla Regione per il prolungamento della pista e l'adattamento dello scalo alle nuove funzioni, e di 2,5 milioni promessi dal Sindaco  per infrastrutture di collegamento

Questa pare essere la volta buona: dopo aver attraversato tante situazioni difficili, l'aeroporto Giuseppe Verdi sembra aver imboccato la strada giusta per decollare. 

Facendo seguito a quanto annunciato diversi mesi fa dopo l'accordo con  Ethiad (terza società al mondo  nel settore cargo), ora è arrivato il momento di definire il piano strategico per il futuro dello scalo, un piano che entro breve dovrà tradursi negli interventi necessari per consentire l'atterraggio e decollo delle merci che oggi transitano da Parma, ma volano da Malpensa.

La partecipazione delle autorità e degli operatori economici intervenuti  alla presentazione testimonia la solennità del momento.

E' toccato al direttore del "Verdi"Federico Wendler, tracciare in pochi minuti il quadro di contesto in cui opererà lo scalo aereo parmigiano, oggetto negli anni scorsi di investimenti per oltre 40 milioni di euro,  e delineare gli interventi necessari  affinchè sia funzionale e competitivo nella sua nuova collocazione strategica, a cominciare dall'allungamento della pista, che passerà  dai 2.124 metri attuali e 2.960 metri futuri, necessari per il decollo degli aerei cargo.

Roberto Ghiretti (PU), Ponte Nord: la vigilanza disposta dal Comune di Parma costa 456 euro al giorno

Una delle prime mozioni da me presentate in Consiglio comunale ad inizio mandato fu quella volta a capire quale utilizzo sarebbe stato fatto del Ponte Nord. Mi fu chiesto di non discuterla in quel momento poiché erano in corso contatti con il Ministero e la situazione sarebbe presto cambiata. Ad oggi sto ancora aspettando una qualche novità.

Sbaglierebbe però chi pensasse che in questi quattro anni la Giunta Pizzarotti non abbia fatto nulla. Pur non avendo assolutamente trovato una soluzione all'utilizzo della struttura ha infatti investito circa 800mila euro per realizzare le vetrate e, soprattutto, ha disposto il presidio del ponte da parte di una società di vigilanza privata 24 ore al giorno.

Quest'ultima iniziativa risale al 20 giugno scorso ed è stata oggetto di una mia interrogazione specifica all'assessore Casa. La risposta mi ha lasciato a dir poco perplesso. L'auto che staziona in pianta stabile in zona ponte ha infatti un costo di 19 euro all'ora, che tradotto significa 456 euro al giorno. Ad oggi, dal 20 giugno al 10 ottobre, sono stati spesi dunque circa 50mila euro per presidiare una struttura vuota, sulla quale non esiste un progetto e per la quale si è abbondantemente dimostrato il massimo disinteresse.

Nella sua replica l'assessore ha spiegato, a mo' di giustificazione, che questo costo è sostenuto dalla Stu Authority, come se non sapessimo che questa società, in liquidazione dal 2014, è partecipata al 100% dal Comune di Parma. Si tratta in definitiva sempre di soldi della collettività!

Roberto Ghiretti (PU) sull'intervento di sistemazione logistica in Cittadella a Parma

Esisteva un luogo in Cittadella che era un punto di riferimento per tutti noi:  il piccolo chiosco posizionato di fronte ai campi da basket. È sempre stato un prefabbricato un po' arrangiato, se vogliamo pure un po' fuori contesto, ma minimale e pragmatico come solo le cose che hanno un perché sanno essere.

Grazie all'intervento certo non minimal dell'amministrazione comunale questo luogo non esisterà più. Le sue funzioni verranno spostate all'interno dell'ex ostello ristrutturato, un edificio che poteva essere una grande opportunità e invece sarà un grandissimo flop. Il perché è scritto nel suo codice genetico, in cittadella bastava fare poche cose tenendo a mente un solo parametro essenziale: le necessità dei tantissimi parmigiani che già frequentano il parco. Invece no, era troppo facile, troppo semplice seguire il buon senso, motivo per cui si è scelto di procedere con un progetto invasivo, che mira ad attrarre “pubblici diversi”, che va a toccare qualcosa che funziona per innestarvi qualcosa che non c'entra per il solo gusto di farlo. Il piccolo e storico chiosco traslocherà all'interno dell'ex ostello e lì perderà visibilità e funzionalità; gli spogliatoi, questi sì davvero necessari, saranno pochi e gestiti non si sa come, l'intera struttura avrà bisogno di un soggetto che la faccia funzionare ricavandone il necessario sostegno economico e possiamo solo immaginare cosa questo comporti.

Questa vicenda è la metafora perfetta di una amministrazione nata per ascoltare i cittadini e su questo punto naufragata per eccesso di egocentrismo misto ad una conclamata incapacità di provare empatia verso la propria città. L'intervento portato avanti sulla Cittadella tradisce tutta la voglia di “vi facciamo vedere noi” di cui Pizzarotti e i suoi assessori sono afflitti fin dall'inizio di questo mandato.

E pensare che sulla Cittadella sarebbe bastato chiedere ai cittadini di cosa ci fosse bisogno...

Pedemontana, tutti da rifare i conti e i piani dell’autostrada lombarda. Di Pietro: “Soldi fino a gennaio 2018”

Extracosti alle stelle e stime di traffico che alla prova dei fatti si sono rivelate ben più che ottimistiche sono solo due degli scogli che stanno affondando la società controllata dalla Regione Lombardia

di Luigi Franco 

Extracosti che quando l’autostrada è ancora lontana dall’essere ultimata, secondo le richieste del costruttore austriaco Strabag, sono già arrivati a 3,2 miliardi di euro. Stime di traffico completamente sballate, con alcuni tratti in cui i passaggi sfiorano l’80% in meno rispetto a quanto previsto in fase di progetto. Unpiano economico finanziario da rifare daccapo. I prestiti dellebanche da rinegoziare. Per finire a una continuità aziendaleoggi garantita solo sino a inizio 2018. Non è facile decidere da dove partire per raccontare le difficoltà di Pedemontana, la società responsabile della costruzione e della gestione dell’omonima autostrada che dovrebbe tagliare la Lombardia a nord di Milano. Una situazione le cui criticità sono tutte descritte dai numeri riferiti dal neo presidente Antonio Di Pietro nel corso di un’audizione richiesta dal M5S in Regione Lombardia, che attraverso Serravalle ha la maggioranza della società, seguita dal Comune di Milano oltre che da altri soci privati. Un’opera che in tutto vale circa 5 miliardi di euro, 4 dei quali finanziati in project financing e uno dallo Stato. Di Pietro, che da ministro delle Infrastrutture firmò la concessione, di recente è stato scelto dal governatore Roberto Maroni per risollevare la situazione: “Sono convinto come allora che se realizzata per intero, l’autostrada può funzionare. Ricordiamoci che se ci si ferma abbiamo una miliardata di costi tra penali, rimborsi ai soci e opere lasciate a metà”, ha detto l’ex pm. Sottolineando però più volte che darà l’ok alla realizzazione dei tratti mancanti solo se si troverà la quadratura dei conti.

"Centro internazionale della conoscenza": nella food valley nasce scuola dell'alimentare

FINALMENTE UN INTERVENTO PER PROGETTO SPECIFICO E NON PER AREE. LB

Un progetto di rilancio del dipartimento di Scienza degli Alimenti voluto dall'associazione Parma io ci sto e dall'università. Investimento iniziale di nove milioni di euro. Guido Barilla: "Come mio padre Pietro ha sostenuto Ingegneria, così noi vogliamo creare un legame ancora più stretto con l'ateneo e i suoi talenti"

L’associazione Parma io ci sto e università di Parma danno vita a Parma alla prima Scuola internazionale di alta formazione sugli Alimenti e la nutrizione. Via al cantiere nei primi mesi del 2017 e inaugurazione prevista per ottobre 2018.

Il progetto è stato presentato oggi dal rettore Loris Borghi, dal presidente di Parma io ci sto, Alessandro Chiesi, e da Guido Barilla, coordinatore del settore agroalimentare dell'associazione di imprenditori e cittadini impegnati nel rilancio del territorio.

L'obiettivo dei promotori è portare Parma e la food valley al "centro mondiale della conoscenza e dell’innovazione nel settore agroalimentare"; un comparto che in Italia vale 132 miliardi di fatturato e ha nell'export un grande motore.

Parma, città creativa Unesco per la gastronomia e ambasciatrice della food valley nel mondo, intende così "confermare le sue eccellenze anche nell’offerta culturale e formativa dei suoi giovani".

La scuola - inserita all’interno del progetto Food Project dell'ateneo, sarà una "struttura didattica di prestigio unica al mondo, specializzata nell’offerta formativa post-laurea a forte grado di internazionalizzazione".

Roberto Ghiretti (PU) sull'istituzione delle corsie preferenziali nel Lungoparma

Il provvedimento con il quale si sono istituite le corsie preferenziali sul Lungoparma ritengo possa essere tranquillamente annoverato tra le iniziative inutili e dannose promosse da questa amministrazione. Inutile perché non credo che bloccare all'altezza di via Mazzini l'accesso ai viali dia qualche reale beneficio in termini di tempi di percorrenza dei bus, dannosa perché complica non poco la vita di chi risiede in centro e ha esigenza di entrare e uscire con l'auto magari per raggiungere il posto di lavoro. Queste sono considerazioni che ho già fatto a suo tempo quando venne presentato il progetto e credo che la prova “sul campo” stia confermando quanto scritto.

A queste si aggiungono le giuste preoccupazioni dei commercianti che hanno già notato un calo di clientela legato probabilmente al fatto che chi un tempo passava dal Lungoparma oggi compie altri percorsi. Inutile dire che questi saranno certamente più lunghi e tortuosi con tutto quello che ciò comporta non solo in termini di inquinamento ma anche di congestione di altre vie della città.

Dubito fortemente che nella fase di progettazione di questo provvedimento si sia fatta un'analisi di questo genere in termini di benefici e costi da un punto di vista ambientale e di gestione del traffico, a quanto pare di capire dalle parole dell'assessore Folli l'unico obiettivo di questa iniziativa era impedire un “utilizzo improprio” dei permessi di accesso in centro, vale a dire quanto di più aleatorio e ideologico si possa immaginare.

“L’inceneritore non è opera pubblica”, Iren dovrà pagare al Comune 2 milioni di euro

Pierluigi Zavaroni

Decisamente un brutto colpo quello subito da Iren, che per volere della Autorità Anticorruzione dovrà versare nelle casse del Comune di Parma la cifra di due milioni di euro. Il termovalorizzatore, o inceneritore che dir si voglia, di Ugozzolo è infatti una “opera privata di interesse pubblico”, e quindi i proprietari devono pagare gli oneri di urbanizzazione.

Tutto era nato da un esposto presentato nel 2012 da Arrigo Allegri e Pietro De Angelis , che avevano denunciato come la cifra non fosse mai stata versata, ma anche come non si trattasse di una opera pubblica. Se l’iter era stato iniziato dalla municipalizzata Enia, infatti, la realizzazione è stata compiuta da Iren quando la stessa si è trasformata in spa. Quindi, per l’autorità, l’opera è da considerare a tutti gli effetti privata. Non solo, l’ente stabilisce anche che la convenzione di affidamento del servizio integrato di gestione dei rifiuti ad Iren è scaduta quindi Atersir è chiamata ad indire una nuova gara pubblica nei tempi più brevi, e dovrà tenere conto dei possibili vantaggi rispetto agli altri concorrenti derivanti dalla proprietà, da parte di Iren, di impianti pubblici “ereditati” da Enia. 05/08/2016

Fonte link parmaquotidiano.info

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I lavori presso l'ex Banca Monte ora Intesa SanPaolo in Piazzale Cesare Battisti sono stati gestiti da bifolchi (Marco Saiaci di Torino), senza alcun rispetto degli abitanti dei palazzi limitrofi. Hanno fatto base in borgo Volta di Santa Brigida. Concedendosi l'inconcedibile, tutto senza alcuna attenzione e considerazione per gli abitanti e la città.
Non hanno mai rispettato gli orari da regolamento del Comune (iniziano sempre la mattina alle 6,30-7 anziché alle 8). Nel pomeriggio alle 14 anziché le 15.
Il distrurbo è stato notevole con i mezzi che entrano nel borgo caricano e scaricano costringendo gli abitanti dei palazzi a subire il loro frastuono, il loro sguaiato parlare; e rimangono poi parcheggiati con i loro mezzi come se il borgo fosse di loro esclusivo utilizzo. L'Amministrazione di codardi al servizio delle banche non ha saputo intervenire come avrebbe dovuto. E i cittadini subiscono indifesi!
Il cartello dei lavori indicava 180 giorni a partire dal 6/11/2015. Il termine non solo non è stato rispettato, ma non hanno neppure aggiornato l'informativa, fregandosene, lo hanno tolto.

Pedemontana lombarda, il miracolo che non potrà fare Di Pietro

Roberto Maroni, governatore della Lombardia, ostenta facile ottimismo: “Ci sono tutte le  condizioni per realizzare tutta la Pedemontana, che vorrebbe collegare Varese e Como con Bergamo, con Tonino Di Pietro presidente”. Quella dell’ex magistrato di Mani pulite è l’ultima disperata carta su un’opera impossibile da realizzare, prima per motivi finanziari, poi per questioni legate ai trasporti e all‘ambiente. Le stesse due banche finanziatrici e socie da 3 anni non partecipano agli aumenti del capitale sociale, che nel frattempo è passato da 500 a 800 milioni e quasi 600 dei quali mancano ancora all’appello, insieme a  2 miliardi di finanziamenti bancari.

Di concreto, sotto il profilo finanziario, c’è stato solo il rimborso di un prestito scaduto da un anno,  al pool di banche che lo avevano erogato. Nessuna banca straniera si è presentata alle diverse gare di Pedemontana per il finanziamento dell’opera, comprese le due principali del pool (Intesa e Ubi Banca) e anche socie di Pedemontana. Ciò dimostra la non sostenibilità del progetto autostradale.

Il Parco Ducale di Parma o deserto africano?

Foto Luigi Boschi: giardino Ducale di Parma

Pizzarotti, ma lei ogni tanto va a vedere come ha abbandonato il Parco Ducale? Perché non fa bagnare i viali con acqua la mattina e il pomeriggio?
I viali sono ormai solo polvere che si solleva ad altezza uomo rendendo il giardino insalubre per adulti e bambini.  E’ da irresponsabile ridurre un luogo storico in questo modo. Certamente in linea con la Pilotta del Terzo Paradiso.

E’ vero vi è stato un grave errore nella fase progettuale di restauro conservativo del giardino Ducale ex parco. Progetto di recupero storico realizzato da Carlo Mambriani architetto prediletto della Fondazione Cariparma, che ha usato per i viali un granulare macinato con un calibro troppo piccolo ora senza la dovuta manutenzione è diventato talco. Una volta si andava al Parco per godere della frescura alberata, ora per l’arsura impolverata. Un disastro riscontrato fin dall’inizio, ma ora è diventato un deserto africano.

Anziché sostenere la manutenzione e il recupero dei nostri valori storici le nostre istituzioni locali fanno “sistema e squadra” per iniziative di nessuna qualità e si abbandona la Pilotta e il Giardino Ducale, divenuti luoghi inquietanti e inabitabili. Cartoline dell’inciviltà che governa la città.  (Parma, 07/07/2016)

Luigi Boschi

Foto Luigi Boschi: giardino Ducale di Parma


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