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Architettura Urbanistica Design

Architettura: raccolta di informazioni e opinioni su architetti, strutture, urbanistica, interni, arredi, design. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Il Comune stanzia 141 milioni di euro in tre anni, 2019 – 2021 per dare seguito alle politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche. Settanta milioni per il 2019.

Il Comune stanzia 141 milioni di euro in tre anni, 2019 – 2021 per dare seguito alle politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche. Settanta milioni per il 2019.

Parma, Mall di Baganzola, il cantiere resta sotto sequestro

Resta sotto sequestro il cantiere del mega mall di Baganzola, Parma Urban District. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di dissequestro avanzata dalla proprietà.

Il cantiere è stato sequestrato lo scorso 19 ottobre a seguito delle indagini preliminari del Tribunale di Parma in cui si ipotizza il reato di abuso di ufficio, Ufficiali della Guardia di Finanza di Parma hanno sottoposto a vincolo cautelare l’area di cantiere, pari a circa 300.000 mq, in zona Fiere nell’area Ex Salvarani.

Le indagini, disposte dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno preso avvio dopo un esposto presentato all’Autorità Giudiziaria da parte di alcune associazioni ambientaliste locali nel quale venivano ipotizzate criticità nell’iter amministrativo di rilascio dei permessi di costruzione in vista del progetto di ampliamento dell’aeroporto di Parma. Nell’indagine sono coinvolti l’assessore all’urbanistica del Comune di Parma, Michele Alinovi, e due tecnici del Comune, i dirigenti Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo21 novembre 2018

Fonte Link: https://www.parmapress24.it/2018/11/21/mall-di-baganzola-il-cantiere-resta-sotto-sequestro/

"Permessi macroscopicamente illegittimi". Ecco perché il mall resta bloccato

Così "macroscopicamente illegittimi" al punto da "escludere la sussistenza di una ipotesi di negligenza e buonafede del funzionario che ha adottato i permessi a costruire".

Il riferimento dei magistrati Paola Artusi, Maria Cristina Sarli e Annalisa Dini è alle concessioni edilizie rilasciate dal Comune per la realizzazione del centro commerciale a Baganzola, sottoposto a sequestro dallo scorso 18 ottobre.

Un giudizio contenuto nell'ordinanza che motiva la decisione di respingere la richiesta di dissequestro avanzata dalla Pud srl che stava realizzando il mall fino al momento del blocco sancito dalla Procura.

La gestione pubblica esce malconcia dal contenuto delle pagine stilate dai tre giudici del tribunale.

Viene ricordato, ad esempio, che "nonostante quanto precisato dal commissario (Mario Ciclosi, ndr) il Comune di Parma è rimasto inerte per circa sei anni, passati i quali non solo non adottava il piano di rischio per le zone di tutela C e D ma rilasciava anche due permessi di costruire (il 5 ottobre 2017 e il 18 gennaio 2018) per la realizzazione di un importante centro commerciale in tali due zone di tutela per le quali non era stato redatto il piano di rischio".

L'operato dell'assessorato all'Urbanistica nella vicenda, evidenzia l'ordinanza, non ha tenuto conto delle sollecitazioni arrivate in più occasioni da Enac che chiedeva al Comune di aggiornare il piano di rischio fermo al 2011. 27 novembre 2018

Alessandro Guardamagna sul sequestro del mega Mall di Baganzola a Parma

Cercasi sindaco disperatamente

L'inchiesta della magistratura di Parma sul super Mall di Baganzola ha posto sotto sequestro il cantiere dei lavori il 20 Ottobre scorso, e indagato l’assessore Alinovi e due dirigenti del comune: Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo. A Maggio qualcuno scrisse che il comune avrebbe dovuto prendere esempio da Legoland per gestire l’ampliamento della pista dell’aeroporto come cargo e la costruzione del mall. Se davvero l’amministrazione Pizzarotti voleva mettere la firma su un progetto di potenziamento dell’aeroporto ad impatto zero e a tutela ambientale garantita, visti i grattacapi che il piano di lavoro presentava a chiunque fosse dotato di un minimo senso logico, c’era sempre Legoland come modello a cui rifarsi. Allungare 1 km di pista che da un lato va a sbattere contro l'autostrada e dall'altro contro la tangenziale, a ridosso di un centro abitato, non sembra una gran trovata, diciamolo. L’invito era da intendersi in senso benevolo, perché l'aeroporto di mattoncini colorati, oltre ad avere un traffico visitatori superiore a quello dei passeggeri che transitano dal Verdi (1 milione e mezzo in Danimarca contro i 70.000 in loco nell'anno in corso), non pone problemi di sicurezza – a differenza del caso di Parma – anche se vicino gli costruisci un mall o il nuovo World Trade Center in Lego. Costruire in Lego notoriamente non richiede neppure permessi particolari, ma solo voglia di fare. L’amministrazione Pizzarotti ha forse preso l’invito troppo alla lettera, perché dalle indagini sembra emergere che il progetto mall non avesse neppure le autorizzazioni necessarie. E per questo il cantiere è sotto sequestro. Ma l'amministrazione prima del 20 Ottobre non aveva sempre detto che era tutto regolare?

Lavagetto (PD) e Pezzuto (PUC) sulla commissione consiliare dedicata all'aeroporto Verdi di Parma

“Sulla vicenda dell’aeroporto l’amministrazione Pizzarotti esce cornuta e mazziata”

Nella commissione consiliare di martedi sull'aeroporto di Parma, la società di gestione (Sogeap) ha confermato le proprie difficoltà economiche accusando, per la prima volta e nemmeno troppo velatamente, il Comune di non avere fatto la sua parte per la salvezza dello scalo, prefigurando così responsabilità del Comune nel caso di chiusura.

Una critica nuova e pesante.

Alla fine della sessione, il direttore della società, Dott. Wendler, ha letto pubblicamente un brano di un provvedimento della Corte dei Conti, un passaggio dal quale si è capito perfettamente che secondo Sogeap il Comune non ha investito nello sviluppo dell’aeroporto per sua volontà, smentendo così la tesi comunale, ripetuta varie volte dall’assessore Ferretti, secondo cui l’investimento sarebbe stato bloccato proprio dalla Corte. Chi ha ragione?

L’amministrazione ha sempre detto che l’aeroporto è strategico e ritenendo di non poter investire direttamente nel capitale della società, ha comunque destinato milioni per opere infrastrutturali, anche se non è chiaro esattamente quanti; secondo il Comune 2,5, secondo Sogeap 5 (o 6) come del resto dichiarato dal Sindaco in sede di assemblea della società. Ma ieri Sogeap ha offerto una ricostruzione delle cose ben diversa e tutto ciò mentre i siti online pubblicavano le motivazioni del mancato dissequestro del Mall, vicenda che anche essa certamente pesa sullo scalo.

Sia chiaro: noi restiamo contrari rispetto all’impegno di fondi pubblici nella società ma è altrettanto chiaro che è stata l’amministrazione a promettere quegli impegni e che oggi è l’amministrazione a trovarsi accusata di aver fatto lo sgambetto allo scalo. Una sorta di contrappasso infernale.

World Forum on Urban Forests, Mantova 2018

World Forum on Urban Forests, Mantova 2018 World Forum on Urban Forests, Mantova 2018

World Forum on Urban Forests, Mantova 2018

Dal 28 novembre al 1 dicembre 2018 la città di Mantova ospiterà il primo World Forum on Urban Forests promosso dalla FAO, organizzato dal Comune di Mantova, dal Politecnico di Milano e da SISEF, curato da un comitato scientifico internazionale di esperti diretto dall’architetto e urbanista Stefano Boeri e da Cecil Konijnendijk professore della University of British Columbia. 

Le città occupano solo il 3% della superficie del pianeta, ma consumano il 75% delle risorse naturali. Oggi nel dibattito pubblico è diventato critico il problema ambientale, ed è di vitale importanza continuare a porre l’attenzione sulle forestazione urbana creando uno spazio per una riflessione su come rendere le nostre città più verdi: più inclusive, più sicure e più ricche. 

Il Forum radunerà oltre 400 esperti da più di 50 Paesi di tutto il mondo per discutere l’importanza di integrare le infrastrutture verdi alle infrastrutture grigie delle città. Saranno illustrati i benefici che le foreste urbane possono fornire alla popolazione in termini di crescita economica sostenibile, conservazione dell'ambiente, coesione sociale e coinvolgimento della cittadinanza con esempi positivi di pianificazione, progettazione e gestione del verde urbano che diverse città nel mondo hanno già messo in pratica.

Parma, Arrigo Allegri: BENE L’INTERVENTO MIGLIORATIVO DELL’“EDICOLA” TRA VIA ROMAGNOSI E VIA MAZZINI

BENE L’INTERVENTO MIGLIORATIVO DELL’“EDICOLA” TRA VIA ROMAGNOSI E VIA MAZZINI

Il 7 dicembre criticavo l’edicola stessa poiché era stato utilizzato, per la sua copertura un vetro non trasparente.

Richiamandomi alla nozione di paesaggio urbano evidenziavo che si era edificata una quinta, non trasparente che impediva la visuale della quinta di case al di là del torrente Parma, costituente un prezioso insieme di una pregievole e storica edificazione.

I precedenti vetri “opachi” sono stati sostituiti con vetri trasparenti che ovviano al suindicato inconveniente, permettendo la visione delle case di fronte, costituenti un imperdibile tessuto urbano cittadino.

Esprimo apprezzamento per tale modifica del manufatto. Peraltro non si può non rimarcare, per confronto, la bruttura, sul lato opposto di via Mazzini, dello squallido ascensore per la Ghiaia, orrendo parallelepipedo metallico. 

Arrigo Allegri
per l’Associazione
Monumenta Onlus

Cittadella di Parma, ex ostello abbandonato: "Ora basta, dimissioni dell'assessore"

Alla presentazione del progetto e del suo utilizzo nell’ex chiesa San Tiburzio dissi all'Assessore Alinovi che non mi convinceva, e gli suggerivo altre soluzioni. "Di tutti questi progetti in esposizione si capisce il vuoto cerebrale nella loro funzionalità"... "Possibile che in un luogo dove si pratica lo sport non vi sia un presidio medico di pronto intervento? Una palestra per intervallare l’attività all’aperto con quella indoor? Un luogo educativo allo sport comprendendo una corretta alimentazione? [LINK] Durante i lavori mi recai a far visita al cantiere scattando fotografie ed era già palese il disastro, l'inadeguatezza progettuale nel suo aspetto funzionale. "Del recupero e del restauro, mi permettevo, infatti, di sollevare forti perplessità su alcuni aspetti di completamento negli esterni. Poco funzionali ad una alta fruibilità popolare"...  "Si metteva in discussione non il recupero architettonico, ma la scelta politica del progetto funzionale inadeguato al complesso che avrebbe meritato più attenzione e scelte in linea con l'uso popolarmente adottato da moltissimi anni. LB

Rimane il divieto di transito in vicolo del Battistero, ma è stata rimossa la fioriera come dissuasore. Perché?

Foto Luigi Boschi: Vicolo del Battistero Parma

Rimane il divieto di transito in vicolo del Battistero, ma è stata rimossa la fioriera come dissuasore. Perché?
Cosa impedisce? Se non un inutile passaggio di automezzi in uno spazio angusto che danneggia l'area perimetrale del monumento.
Una decisione giusta viene dopo pochi giorni abbandonata per favorire chi e che cosa? Incomprensibile! (Parma,13/09/2018)

Luigi Boschi

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Parma, VICOLO DEL BATTISTERO: DIVIETO DI TRANSITO VEICOLARE APPOSTO DAL COMUNE

Valori identitari di Parma, Pilotta e Piazzale della Pace, Battistero, lasciati nell'incuria e nell'abbandono dell'inciviltà

L’area verde del progetto Botta nel complesso monumentale della Pilotta di Parma, area verde anch’essa parte integrante monumentale, dopo il Terzo Paradiso di Pistoletto [LINK], è divenuta un campo di patate, in gran parte cementificato e lastricato. Ma non resterà nulla di questi improvvidi e disabitati interventi:Il tempo ne sarà galantuomo. E restituirà solo l'originale del complesso monumentale.
Alcuni pioppi della chiesa di San Pietro lasciati rinsecchire e ora pericolanti.  Il cortile interno storico in ciottolato ormai tutto sconnesso, per uso improprio, adibito, infatti, a logistica di automezzi per carico e scarico attrezzi e impalcature, o usato per banali e volgari baccanali (streetfood), senza alcun collegamento con la sua vera identità culturale.
Un’area Monumentale abbandonata che dovrebbe essere, invece, un tutt’uno con il Parco Ducale, come era storicamente (collegato con il ponte Verde),Ponte Verde
anch’esso lasciato nella polvere e all’arsura in estate, nella fanghiglia in autunno -inverno; e il verde dell’area golenale del torrente Parma.
Un trittico storico e verde che è parte fondamentale degli aspetti urbanistici, identitari e culturali di Parma.
Il battistero dell'Antelami usato come rotonda da automezzi e incostudito dai vandali frequentatori. Solo recentemente a seguito di un esposto di Monumenta (avv. Arrigo Allegri), è stato posto il divieto di transito [LINK(Parma, 09/09/2018)

Luigi Boschi         

Palazzo della Pilotta di Parma nella voluta e responsabile incuria del sovrintendente.

Foto Luigi Boschi: la Pilotta di Parma

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Palazzo della Pilotta di Parma nella voluta e responsabile incuria del sovrintendente. LB

Roberta Roberti (Gruppo Misto Consiglio Comunale), Mega mall di Baganzola e aeroporto di Parma: cosa dice la Regione?

Come noto, negli scorsi giorni Legambiente, WWF, ADA e Manifattura urbana hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Parma e si apprestano a presentarne altri due alla Corte dei Conti regionale e all’Anac, ai fini di fare chiarezza sulla vicenda del mancato aggiornamento del piano di rischio aeroportuale da parte del Comune di Parma, che già 6 anni fa avrebbe dovuto procedere ad adeguare gli strumenti urbanistici alle vigenti norme ENAC che regolano la sicurezza aeroportuale. Tale adeguamento avrebbe comportato il riconoscimento dell’incompatibilità tra l’aeroporto stesso ed il mega centro commerciale Parma Urban District, per il quale invece è rimasto in vigore il Piano Urbanistico Attuativo approvato nel 2010.

Fabrizio Pezzuto (Parma Unita-Centristi): sul destino dell’aeroporto troppi silenzi, appello ai colleghi di Effetto Parma a condividere la richiesta di fornire informazioni alla città.

Fabrizio Pezzuto (Parma Unita-Centristi) : Sul destino dell’aeroporto troppi silenzi, appello ai colleghi di Effetto Parma a condividere la richiesta di fornire informazioni alla città.

Mancano ormai  pochi ore alla scadenza programmata per la ricapitalizzazione della società che gestisce l’aeroporto e nulla è dato sapere sul destino dello scalo parmigiano. Pochi mesi fa, in una seduta della Commissione consiliare dedicata all’aeroporto, il Presidente Dalla Rosa Prati aveva parlato di situazione appesa ad un filo e di questione di giorni, ma da allora, nonostante i ripetuti appelli, nessuno della Giunta ha ritenuto di dover rispondere alle ripetute richieste di informazioni partite dai gruppi di opposizione. Non bastasse questo silenzio, da alcune settimane, la città si sta confrontando con il lavoro circostanziato e attento di Legambiente Parma che ha sollevato dubbi sulla compatibilità urbanistica e dal punto di vista della sicurezza dell’aeroporto con il mega mall in costruzione nelle vicinanze. Ci sono state ben 2 interrogazioni in consiglio comunale più alcune comunicazioni, ma aldilà della risposta tecnica alle interrogazioni, nulla è arrivato da Palazzo, non una valutazione politica, non un aggiornamento sullo stato dell’aumento di capitale e sugli step della conversione cargo dello scalo.

Intanto il tempo per il salvataggio della struttura si fa breve. 

Perciò, a poche ore dalla scadenza della ricapitalizzazione, mentre un consigliere regionale del Movimento 5 Stelle chiede alla Regione di rivedere il finanziamento per allungamento della pista  ( che significa ultima spiaggia di sopravvivenza), faccio l’ultimo appello e lo faccio, oltre che alla Giunta, ai colleghi consiglieri di Effetto Parma che condividono con la minoranza il compito di controllo sugli atti dell’Amministrazione e delle partecipate.

APE Parma Museo: in via Farini il centro culturale ed espositivo di Fondazione Monteparma

Arti, performance ed eventi negli spazi della nuova sede
Inaugurato APE Parma Museo, il centro culturale ed espositivo ideato e realizzato da Fondazione Monteparma nella sua nuova sede di via Farini, 32/a.

Dopo il consueto taglio del nastro da parte dell’assessore alla Cultura del Comune di Parma, Michele Guerra, affiancato dal presidente di Fondazione Monteparma Roberto Delsignore e dal presidente dell’Acri e di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, ha avuto luogo la benedizione dei locali da parte del vescovo di Parma monsignor Enrico Solmi.
Delsignore ha ricordato l’impegnativo percorso della Fondazione nella ricerca, progettazione e realizzazione di una sede capace di accogliere le proprie attività culturali, a partire da quelle espositive ed editoriali. Dopo un restauro durato due anni, la Fondazione ha infatti restituito alla città un ampio palazzo situato nel centro storico di Parma, da tempo chiuso, dando vita ad un innovativo luogo di promozione delle varie espressioni artistiche e delle più disparate conoscenze. APE Parma Museo infatti rivela già nel nome l’intento di accogliere Arti, Performance ed Eventi con un approccio dinamico, relazionale, dialogante e aperto alle “contaminazioni”.

Un ascensore d'acqua per tornare a navigare sul Po

La Stradivari

L’opera da 47 milioni sarà aperta il 23 marzo a Isola Serafini. Consentirà il passaggio sul fiume a battelli merci e da crociera

PIACENZA. Non esiste più la “dogana fluviale” di Isola Serafini, che impediva la navigazione del Po fino a Pavia e alla foce del Mincio. Da anni, la barriera costituita dalla diga Enel al confine tra Emilia e Lombardia era un ostacolo quasi invalicabile per barche e pesci, ma dal 23 marzo il grande fiume non sarà più spezzato da un salto d’acqua di 12 metri che ostacolava come un dazio turismo e transito di merci.

Con 47 milioni investiti tra Europa (7) ed Emilia Romagna ( 40) è stata costruita la conca di navigazione che farà di Isola Serafini la “Panama padana”. Un “ ascensore d’acqua” lungo 120 metri, largo 12 e profondo 10 consentirà a navi merci e da crociera di risalire il fiume.

“Guasti, ritardi e degrado” il caos delle ferrovie regionali

A tre settimane dal disastro di Pioltello viaggio di “Repubblica” sulle linee Trenord tra i disagi dei pendolari

Paolo Berizzi,
Dal nostro inviato

BERGAMO - Stazione, ore 7.23, binario 1. « Il primo che arriva fa un fischio, ok? » . Riesce a scherzare Federico, che ha 22 anni e lo zaino gonfio come le borse che gli piombano gli occhi. Questa la chiamano la «banchina della felicità » . Studenti iscritti all’università a Milano, centinaia di lavoratori sfibrati da anni di doppi spostamenti mattina-sera. Il popolo dei pendolari è qui e partecipa alla clonazione del proprio destino: l’attesa. Sul binario 7 è partito (in ritardo) il 7.02. Lo spazio all’uscita della scala che dal tunnel porta ai treni è finalmente vuoto: adesso tocca al 10760, Bergamo-Milano via Carnate.

Per misurare la qualità del servizio ferroviario un buon indicatore è ancora la quantità di lettere di protesta che arrivano nelle redazioni dei giornali. Ma non basta. E allora siamo qui: taccuino, e una dose di buon senso. Perché gestire 1.900 km di rete, 17 linee, 2.300 treni al giorno nella regione più mobile d’Italia, con i suoi 740mila passeggeri, è complesso, e lo è ancor di più nelle settimane successive a un deragliamento. La rotaia killer di Pioltello, tre morti e decine di feriti per l’assurdità di una zeppa di legno trovata sotto il giunto di un binario rattoppato. Però è anche vero che l’efficenza del servizio pubblico, in Lombardia come altrove, dovrebbe essere garantita a chi, oltre alle tasse, per viaggiare paga un biglietto.

Dighe e casse, il disastro è servito

Cassa di esponsione

Esporre con competenza e chiarezza le proprie idee.

Per favorire un’opposizione convinta e informata alle decisioni imposte dal potere amministrativo e politico.
La sicurezza della pianura si determina in montagna, mantenendo l'effetto spugna del manto boschivo.

Dopo l’acciaio: il cielo sopra Essen

Essen  Essen

Viaggio nella Ruhr che risorge dall'industria siderurgica. Un tempo inquinatissima capitale della siderurgia tedesca, oggi questa città è diventata  ecologica e “smart”: qui è rinato persino l’Emscher, il famigerato fiume dei veleni Attenzione all’ambiente senza rinunciare al lavoro: un esempio per Taranto, Bagnoli e l’Italia

DALLA NOSTRA INVIATA TONIA MASTROBUONI

Era il cuore d'acciaio della Germania, la patria dell'impero Krupp che forgiava cannoni e aveva fornito la simbologia nefasta della potenza hitleriana. Ma Essen era una città infernale. Sopra, viveva imprigionata in un cielo eternamente nero, denso di fumi e di veleni sprigionati dagli altoforni. Sotto, un dedalo di miniere che scavavano la terra divorando il suolo e abbassandolo di metri e metri. In mezzo, fiumi come la Ruhr e l'Emscher gonfi di scarichi e liquami, perché gli smottamenti delle gallerie impedivano di costruire tubature e fogne. Di generazione in generazione, per chi nasceva lì non c'era alternativa tra forni e pozzi, condannati allo stesso destino di malattie letali.

Ippolito Pizzetti i giardini e la storia

Ippolito Pizzetti

Figlio di Ildebrando, nasce a Milano nel1926 – muore a Roma,il 15 agosto 2007.

La laurea in architettura l' ha presa solo nel 2004. Honoris causa. Ippolito Pizzetti, il più illustre fra i progettisti di giardini, disegnatore di forme e di profili paesaggistici, oltreché botanico, in realtà si era laureato in Letteratura italiana con Natalino Sapegno, anno accademico 1950. Argomento: Cesare Pavese. E la formazione umanistica ha sempre condizionato il suo sguardo sulla natura. Pizzetti è morto ieri a Roma. Aveva ottantun anni.

L’innovazione passa dalla portualità italiana

Enrico Veronese

Venezia - L’intervento di Pino Musolino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

Venezia - In una recente intervista il Premio Nobel per l’Economia Edmund Phelps, dichiara che l’Italia «deve riacquistare il dinamismo e la propensione a innovare che aveva iniziato a mettere in campo negli anni Cinquanta. L’alternativa è la stagnazione, una piccola crescita, poca soddisfazione sui posti di lavoro e frustrazione in ogni direzione». Innovazione quindi come elemento cardine per rilanciare la crescita. Un tema che coinvolge in pieno la portualità veneziana e italiana. Perché, se è vero che le infrastrutture fisiche sono necessarie per consentire ad un porto di esistere, esse tuttavia non sono sufficienti per garantire che un porto sia in grado di crescere. Alle infrastrutture fisiche vanno affiancate infrastrutture immateriali e soluzioni tecnologiche in grado di far funzionare al meglio l’operatività logistica, pena la rapida obsolescenza dei sistemi portuali e la conseguente perdita di competitività.

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