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La vita sta cambiando pelle

Cibus&Food

Cibus&Food: informazioni e opinioni su alimenti e bevande. industria alimentare Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Inquinamento da Pfas in Veneto, Greenpeace pubblica un grafico interattivo con la situazione in oltre 90 comuni. Livelli di inquinamento che negli Usa e in Svezia non sarebbero consentiti

Beniamino Bonardi

Dall’analisi dei dati ufficiali ottenuti da alcune ULSS della Regione Veneto, Greenpeace ha rilevato che oltre 130 mila cittadini veneti sono stati esposti ad acqua potabile contaminata da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) Si tratta di acqua che negli Stati Uniti non sarebbe considerata sicura. Il numero sale a circa 200 mila abitanti se i valori vengono confrontati con i livelli di sicurezza svedesi. Secondo l’associazione ambientalista acqua che supera le soglie stabilite da questi paesi sarebbe arrivata nelle case di tanti veneti almeno una volta nel corso del 2016.

Dopo aver presentato nei mesi scorsi un’istanza pubblica di accesso agli atti alla Regione Veneto, Greenpeace ha pubblicato un grafico interattivo, con una sintesi dei dati ufficiali del 2016 ottenuti da cinque ULSS e relativi a oltre 90 comuni veneti. Per ogni località viene riportata la concentrazione minima, media e massima di Pfas oltre a un confronto con i livelli consentiti in Svezia e Stati Uniti. Proprio negli Stati Uniti una concentrazione superiore a 70 nanogrammi per litro del Pfoa (acido Perfluoroottanoico) e del Pfos (Perfluorottansulfonato), non è considerata sicura per la salute umana e nei casi in cui si superi questo valore viene sospesa l’erogazione.

Acqua contaminata da pseudomonas aeruginosa: il ministero ritira lotti

Si tratta dei marchi Cutolo Rionero ed Eurospin Blues, effervescente naturale, nei formati da un litro e mezzo e da litro che sarebbero a rischio Pseudomonas aeruginosa

I lotti in questione

Sono otto i lotti interessati dal richiamo, commercializzati con i marchi Cutolo Rionero e Eurospin Blues, entrambi effervescente naturale: i codici da tenere presente sono: LR7248C, LR7249C, LR7250C, LR7251C, LR7252C, LR7253C, LR7254C e LR7255C con date di scadenza al 05/09/2018, 06/09/2018, 07/09/2018, 08/09/2018, 09/09/2018, 10/09/2018, 11/09/2018 e 12/09/2018. Il richiamo riguarda i formati da un litro e mezzo e da litro.

Il batterio interessato

Clima: troppa CO2 nell’aria, le verdure diventano meno nutrienti

Chi sostiene che i cambiamenti climatici non influiscano su ciò che ci circonda si sbaglia di grosso. Una recente ricerca infatti ha scoperto che la maggiore concentrazione di CO2, anidride carbonica, nell’aria modifica persino le caratteristiche alimentari delle piante che mangiamo trasformandole in cibo spazzatura.

Secondo la ricerca del biologo e matematico Irakli Loladze la CO2 favorisce la fotosintesi clorofilliana, è vero, ma allo stesso tempo l’eccesso di anidride carbonicarischia di minacciare la disponibilità di legumi e cereali nei prossimi anni. Lo scienziato ha scoperto, nel corso di diversi esperimenti, che alcune alghe, proprio per l’eccesso di CO2, aumentavano in quantità, ma erano sempre meno nutrienti.

=> Scopri l’impatto dei cambiamenti climatici sulle città secondo Legambiente

 

La stessa cosa sembra stia succedendo anche su frutta e verdura il cui apporto di sali minerali, vitamine e proteine negli ultimi anni è diminuito sensibilmente proprio perchè i vari gas serra peggiorano la qualità dei prodotti. Il grano ha una capacità nutritiva inferiore del 9,3% per lo zinco e del 5,1% per quanto riguarda il ferro.

=> Leggi il rapporto tra pesca e cambiamento climatico

 

Vitamine Termolabili

Le vitamine termolabili sono una classe di vitamine che perdono la propria efficacia biologica se sottoposte ad alte temperature, ad esempio a seguito di cottura. Molti cibi, altamente ricchi di vitamine, non sono consumati direttamente crudi ma vengono precedentemente bolliti oppure fritti, esponendo al calore sia le vitamine sia gli altri nutrienti. Per questa ragione, la massimizzazione dell'uptake delle vitamine va valutata anche in base al tipo di cottura preferito dall'individuo.

La termolabilità non ha effetto soltanto a seguito di esposizione ad alte temperature giacché, come confermato da numerosi studi, anche l'esposizione prolungata a temperature ambientali provoca un serio degrado delle vitamine termolabili. Ad esempio, l'attività della vitamina C, contenuta in alcuni ortaggi è biologicamente dimezzata solo dopo alcuni giorni di esposizione dell'alimento a temperatura ambientale, ad esempio in un mercato ortofrutticolo. Per questa ragione è sempre consigliabile consumare il cibo quanto più fresco possibile.

Biochimica della termolabilità

Buona parte dei processi che degradano le vitamine, a seguito dell'esposizione al calore, non sono del tutto noti. È possibile ipotizzare che questo avvenga poiché, durante il tempo, si vadano a perdere importanti gruppi funzionali, oppure a seguito di minuscole torsioni strutturali della molecola.

Fonte Link https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm#inbox/15e94ba6326979b9

Il lato nero del cioccolato. "Così stanno morendo le foreste dell'Africa"

La denuncia dell'ong Mighty Earth: 80% delle foreste scomparse in Costa d'Avorio. E molto del cacao che mangiamo è "illegale"

di GIACOMO TALIGNANI

MENTRE noi ci gustiamo la nostra barretta di cioccolato migliaia di ettari di foreste africane sono già scomparsi uccidendo animali ed interi ecosistemi. Alberi appartenenti a parchi nazionali e zone che dovevano essere protette sono diventate vittime della deforestazione per lasciar spazio all'industria del cacao.

La denuncia, multipla, che punta il dito contro la complicità del governo ivoriano e le disattenzioni delle principali aziende produttrici di cacao internazionali, arriva da un dettagliato report dell'organizzazione non governativa Mighty Earth (.pdf). Per l'ong l'80% delle foreste della Costa d'Avorio, principale esportatrice di fave di cacao dato che è da lì che arriva il 40% del cioccolato al mondo, sono scomparse negli ultimi 50 anni. Non basta: il cioccolato che giunge sulle nostre tavole è spesso "illegale", dato che parte delle fave proviene da aree che dovevano essere protette ma, grazie a un sistema di corruzione e favoritismi, viene mischiato alle partite legali di fave. 

Nel report vengono citate decine di aziende, dalla Mars alla Nestlè, la Lindt, Olam, Cargill, Barry Callebaut o l'italiana Ferrero che, come ha specificato il Guardian, testata che ha diffuso i dati in anteprima, non negano il problema spiegando di esserne a conoscenza e si dicono impegnate a fare di tutto per mettere fine alla deforestazione delle riserve.

Stop alle bibite zuccherate nelle scuole superiori dell’Unione Europea

Lo ha annunciato l’Unesda, l’associazione europea di categoria che rappresenta i più noti produttori di bevande analcoliche

L’industria europea dei soft drinks non venderà più bevande zuccherate nelle scuole secondarie dell’Ue, distributori automatici inclusi. Lo ha annunciato l’Unesda, l’associazione europea di categoria che rappresenta i più noti produttori di bevande analcoliche. 

L’iniziativa, su base volontaria, sarà applicata gradualmente con l’obiettivo di raggiungere entro la fine del 2018 tutti i paesi Ue, coinvolgendo oltre 50mila scuole secondarie e più di 40 milioni di studenti. Dal 2019, le aziende aderenti a Unesda venderanno negli istituti scolastici solo bibite a ridotto contenuto calorico o senza calorie, oltre alle bottigliette di acqua. Obiettivo relativamente facile da raggiungere per le multinazionali che aderiscono all’associazione, meno per gli associati che fanno riferimento solo ai mercati nazionali. L’iniziativa è «l’ultima tappa importante intrapresa dall’industria dei soft drink nello sforzo di contribuire a ridurre l’obesità», si legge in una nota Unesda. 

Dal 2006, gli aderenti a Unesda hanno introdotto specifiche limitazioni alle forme di promozione e pubblicità nei canali diretti a bambini sotto i 12 anni e sulla vendita di bibite nella scuola primaria. 

«Una buona notizia per l’inizio delle scuole in un Paese come l’Italia, dove il 20% dei genitori dichiara che i figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, mentre il 36% consuma ogni giorno bevande zuccherate» afferma la Coldiretti, che parla di «svolta necessaria» che «va sostenuta ed estesa a livello nazionale dove più di un bambino su cinque (21,3%) è in eccesso di peso e quasi uno su dieci (9,3%) che è addirittura obeso». 

20esima Edizione del Festival del Prosciutto Parma: inaugurato il Bistrò sotto i Portici del Grano

XX Edizione del Festival del Prosciutto: inaugurato il Bistrò sotto i Portici del Grano

Parma, 2 Settembre2017 – Da oggi fino al 10 Settembre si celebra il Prosciutto di Parma con eventi e degustazioni del prodotto che ha reso celebre nel mondo il nome di Parma. Questa mattina la XX Edizione del Festival è entrata nel vivo con l’apertura del Bistrò del Prosciutto sotto i Portici del Grano: degustazioni che soddisfaranno anche ai palati più raffinati.

L’inaugurazione si è aperta alla presenza delle autorità cittadine e degli esponenti del mondo del food e della cultura insieme alle due rappresentanze delle città creative Unesco della Croazia e del Giappone.

Verso un sistema agroalimentare sostenibile: appuntamento degli economisti agrari all'università di Parma

Verso un sistema agroalimentare sostenibile, questo il titolo e la sfida del XV congresso triennale dell’associazione europea degli economisti agrari (www.eaae2017.it ).

L’importante appuntamento triennale si svolge per la prima volta a Parma da domani (martedì 29 agosto) a venerdì 1 settembre grazie alla candidatura presentata, a suo tempo, da Filippo Arfini, professore ordinario di Economia dei Network Agroalimentari del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'ateneo di Parma.

Durante la quattro giorni – che ha come sponsor principali Crédit Agricole Cariparma e L’Isola d’Oro, Conserve Ittiche - i rappresentanti del mondo agricolo, dell’industria agroalimentare, studiosi ed esperti (circa un migliaio) provenienti da ogni parte del mondo, parteciperanno a incontri e tavoli di lavoro per riflettere sulla sostenibilità del sistema agroalimentare di fronte ai nuovi scenari di mercato e alle istanze dei consumatori.

La sessione di apertura del congresso – in programma alle 17 di martedì 29 agosto all’auditorium polifunzionale del Campus, in via delle Scienze - sarà anticipata, alle 15,30, da una tavola rotonda sul tema L’industria agroalimentare italiana, affrontare le sfide economiche, politiche, sociali e ambientali di dimensione mondiale.

Per l’occasione interverranno Luca Virginio, responsabile della comunicazione e relazioni estere del gruppo Barilla; Giovanni Pomella, direttore generale di Parmalat; Giuseppe Colotto, amministratore delegato di Grandi Salumifici Italiani; Roberta Corrà, direttore generale del Gruppo Italiano Vini; Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti. Modererà l’incontro Domenico Dentoni (Wageningen University & Research).

Fidenza, il panino della mensa fa pena e il sindaco Massari s'infuria

Il primo cittadino Andrea Massari attacca la Camst: "Non escludiamo di chiedere l'interruzione del contratto"

Quel panino povero, servito agli studenti, con quell'unica fetta di formaggio, non è proprio andato giù al sindaco di Fidenza Andrea Massari, che ha affidato al sua reazione a Facebook, attaccando, senza troppi giri di parole, la Camst, l'azienda che si occupa della mensa scolastica.

"Oggi - commenta Massari - diverse mamme e papà mi hanno girato queste foto di panini serviti in mensa ai nostri bimbi. Fanno pena e fanno inc.... Perché se Fidenza fosse un Comune che ha tagliato il servizio, dovremmo far buon viso a cattiva sorte. Ma siccome abbiamo voluto che i nostri bimbi avessero il meglio, scegliendo un appalto che era suggerito dalla totalità dei nutrizionisti in tutta la regione, prima abbiamo cercato di capire se le lamentele fossero dovute a episodi isolati, ad una logistica da mettere a punto".

Massari ricorda che il Comune in questi mesi "ha scritto, richiamato e sanzionato l’azienda proprio per questo. Ma l’anno scolastico è finito con questo panino penoso e adesso la misura è colma. Domani riconvocheremo i vertici della Camst per chiedere chiarimenti ed avviare ogni azione a nostra tutela".

Il Comune del Parmense paga il servizio mensa oltre 900mila euro all’anno e "pretendiamo che tutto sia fatto con qualità e a regola d’arte. Lo voglio dire alle nostre famiglie: metteremo in atto tutte azioni possibili a tutela dei fidentini e della regolarità di un servizio appaltato"  fino ad arrivare "se vi saranno le condizioni non escludiamo di chiedere l'interruzione del contratto".

EAT MANTUA

Palazzo Te  MANTOVA

Francesca Avanzini

Si potrebbero, com’è tradizione, gustare i tortelli d’erbetta con relativa rugiada la notte del 23 giugno, e tirare fino a mattina e fino a Mantova per il dessert. Ne vale la pena, perché, dalle 10 del 24, le pasticcerie di Mantova, comprese le più vecchie e raffinate, imbandiscono gratuitamente per il pubblico presso le Fruttiere di Palazzo Te un buffet a base di dolci. L’evento è organizzato dal Comune e dagli organismi di Palazzo Te, e a ciascuna pasticceria è affidato il compito di eseguire tre dolci della tradizione e uno dimenticato. Così, invece che sulla boccaccesca montagna di parmigiano, sarà possibile sedersi su-e gustare-montagne di crema fritta, pile di veneziane e finte pesche, cumuli di torte alla Crimea, alla crema di burro e Bocca di Dama. E non fosse che abbiamo parlato di sedersi, anche di torta Istrice, nuziale e molte altre.

La manifestazione rientra nell’ambito di Eat Mantua, contenitore pensato per valorizzare la cucina locale. La città, già capitale italiana della cultura nel 2016, lo è nel 2017, insieme a Bergamo Brescia e Cremona, anche del cibo, dato che la Lombardia dell’est è stata proclamata per l’anno Regione Europea della Gastronomia.

Molto si è insistito, nel corso della presentazione dell’evento presso la sala “Amore e Psiche” di Palazzo Te, scelta  forse anche per via degli affreschi raffiguranti un sontuoso banchetto gonzaghesco, sul fatto che il cibo è cultura. “Stiamo facendo un lavoro sull’identità della nostra città e della nostra terra”, ha spiegato il sindaco Mattia Palazzi, “che non è mai stata di chiusura…La manifestazione aiuta a capire come la bellezza e la cucina siano state per i Gonzaga le armi buone della diplomazia”.

Fontevivo (PR), Finanza sequesta 21 tonnellate di cibo avariato

Un'operazione delle Fiamme Gialle di Fidenza si è estesa in tutta Italia

Nei giorni scorsi, i militari della Guardia di Finanza della Tenenza di Fidenza hanno eseguito un’importante operazione, denominata “Bad Food”, nel settore del contrasto alle frodi agroalimentari e della prevenzione della salute pubblica, sottoponendo a sequestro un ingente quantitativo di materie prime alimentari potenzialmente nocive, destinate alla produzione dei cc.dd. “cibi pronti”, di diffuso utilizzo sulle tavole degli italiani.

I Finanzieri, nel corso del pattugliamento per il controllo economico del territorio, sono riusciti ad individuare un deposito sospetto, non dichiarato, collocato nel comune di Fontevivo e riconducibile ad una società di diritto svizzero gestita da un parmigiano.

Carni rosse ancora sotto accusa: eccessivo consumo aumenta le morti

Questa volta è il British Medical Journal a prendere posizione, con la pubblicazione 
di uno studio che sancisce l’aumento di rischio di mortalità del 26%

Redazione salute

Ancora la carne rossa al centro dell’attenzione. In questo caso un segnale di forte attenzione arriva da uno studio epidemiologico pubblicato sul British Medical Joornal a firma di Arash Etemadi, del National Cancer Institute statunitense.

Lo studio

I ricercatori americani concludono che esiste una correlazione fra consumo di carni rosse e “processata” e incremento medio della mortalità del 26%. Il legame più stretto è risultato, in particolare, con la mortalità da sofferenza del fegato cronica. 
Lo studio è stato condotto su 537 mila persone fra i 50 e i 71 anni all’inizio dell’indagine, che è durata 16 anni e ha convolto 6 Stati. Secondo i ricercatori tra i responsabili di questo effetto vanno inclusi il ferro eme delle carni rosse e i nitriti/nitrati di quelle processate. Altri aspetti coinvolgono le sostanze cancerogene che si producono durante alcuni tipi di cottura (segnatamente quelle alla griglia), come amine eterocicliche e idrocarburi aromatici policiclici, contaminanti dei mangimi animali, nonché un ridotto consumo di frutta e verdura che in genere si accompagna a una dieta particolarmente ricca di carne.

Pesce e carni bianche

Conferma dagli Usa: "Troppa carne rossa aumenta il rischio di 9 super malattie"

A suggerirlo uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina. Maggiori probabilità di incorrere in 9 diverse patologie. La buona notizia è che gli stessi dati mostrano che tanto più si introducono carni bianche e non lavorate e pesce, tanto più l’aumento di rischio si assottiglia fino a scomparire

di AGNESE CODIGNOLA

GLI AMANTI degli hamburger se ne dovranno fare una ragione: è tempo di cambiare abitudini. Perché davvero la carne rossa e i suoi derivati aumentano il rischio di morte in generale, e quello di ben nove tra le patologie croniche più diffuse: tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. A suggerirlo ancora una volta è uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina, con un pezzo di carne appesa che campeggia su sfondo tristemente nero.

Ecco i fatti. Gli epidemiologi dei National Cancer Institute di Bethesda hanno analizzato i dati di una grande indagine di popolazione chiamata NIH-AARP (da American Association of Retired Persons, l’associazione dei pensionati) Diet and Health Study, condotta in sei stati e due grandi aree metropolitane degli Stati Uniti per 16 anni su oltre 536.000 americani adulti (età: tra i 50 e i 71 anni), e conclusasi alle fine del 2016. E hanno visto che per ogni aumento di carni rosse e lavorate il numero di decessi sale.

Oms: "Salsicce, prosciutto e carni rosse trattate possono causare il cancro"

Gli insaccati accomunati, nelle tabelle di rischio, al fumo e all'amianto. Nel mirino wurstel, carni in scatola, ma in parte anche la carne rossa 'fresca'. Gli oncologi e le associazioni di categoria contro gli allarmismi

CONSUMARE salumi, insaccati e ogni genere di carne lavorata può causare il cancro e probabilmente anche mangiare carne rossa: l'allarme arriva dall'Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, parte dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità. Il rapporto dell'Iarc, redatto sulla base di oltre 800 studi precedenti sul legame tra una dieta che comprenda le proteine animali e il cancro, conferma dunque le attuali raccomandazioni "a limitare il consumo di carne". Lo studio, anticipato nei giorni scorsi dal Daily mail e oggi pubblicato su Lancet Oncology, include la carne di maiale tra la carne rossa, insieme a quella di manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre.

Al giudizio finale, si legge nel documento,si è arrivati dunque dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema. "Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa". Gli esperti hanno concluso che per ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata consumati al giorno il rischio di cancro del colon-retto aumenta del 18%. Ma lo stesso legame è stato osservato con i tumori del pancreas e alla prostata.

LA CASEINA DEL LATTE “IL PIU’ POTENTE CANCEROGENO DELLA STORIA DELL’UOMO”

“La caseina è il più potente cancerogeno della storia. L’ho detto in passato e continuo a sostenerlo. Finora non mi hanno mai contestato su base scientifica e non possono farlo, perché è vero!”

Troppe bevande zuccherate fanno male anche al cervello

Il messaggio emerge da uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori della Boston University sulla rivista «Alzheimer & Dementia»

Gli americani amano lo zucchero. Tutti assieme, secondo il dipartimento di Agricoltura statunitense, ne hanno consumato quasi undici milioni di tonnellate: soltanto nel 2016. Buona parte è stato ingerito in gran parte attraverso le bevande gassate e le bibite utilizzate dagli sportivi, che oltre a far allargare il girovita contribuirebbero però a danneggiare anche il cervello.

Il messaggio emerge da uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori della Boston University sulla rivista «Alzheimer’s & Dementia».  

Zuccheri e cervello: quale legame?  

Gli studiosi hanno utilizzato i dati del Framingham Heart Study, una ricerca ideata per valutare il rischio epidemiologico delle malattie cardiovascolari, con un altro intento: considerare l’evoluzione dell’invecchiamento cerebrale sulla base dei consumi alimentari. È così emersa - incrociando i dati provenienti dai diari alimentari, dai test cognitivi e l’esito delle risonanze magnetiche cerebrali condotte su oltre quattromila adulti - la correlazione tra una dieta ricca di zuccheri e un processo di «aging», che gli autori hanno rimarcato, sottolineando però come si tratti di «un legame che non implica in maniera inequivocabile un legame di causa-effetto». 

Parma, i carabinieri sequestrano 1800 litri di latte per l'infanzia

Operazione del nucleo Antifrode in una ditta di trasformazione

Il nucleo Antifrode di Parma, a seguito verifica in un'azienda di trasformazione alimentare con sede nel Parmense, ha sequestrato 126 kg di latte di asina liofilizzato indirizzato alla trasformazione nell’equivalente di circa 1.800 litri di latte destinati all’infanzia.

L’attenzione dei carabinieri si è incentrata sulla carenza degli elementi essenziali - previsti dalle norme di settore - per stabilire la provenienza del prodotto.

L’alimentazione infantile, ricordano i  militari, negli ultimi anni ha attratto sempre più i riflettori del pubblico

 interesse, sia in ragione del particolare utente cui è destinata, sia per la sua strumentalità come mezzo di educazione alimentare, attraverso il quale viene a definirsi il rapporto con il cibo fin dai primi anni di vita.

La sicurezza dell’alimentazione dei piccoli consumatori è "un bene prezioso e prioritario, in relazione ai molteplici fabbisogni nutrizionali specifici e alla delicatezza delle plurime implicazioni della salute dei bambini". 26 aprile 2017

Fonte link parma.repubblica.it 

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