Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Cibus&Food

Cibus&Food: informazioni e opinioni su alimenti e bevande. industria alimentare Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Cibo sprecato: ogni anno, 5 milioni di tonnellate finiscono nella spazzatura

Carola Frediani

Genova - I volontari delle Onlus passano due volte a settimana, nel primo pomeriggio. Scendono dai furgoni con le cassette, alcune raffreddate da mattonelle del ghiaccio, e caricano il cibo selezionato dai responsabili di reparto del supermercato. Molta frutta e verdura, ma anche pasta, pelati. «Tutto ciò che è ancora commestibile, che non è scaduto, ma per qualche motivo non è più utilizzabile da noi», spiega il responsabile del punto vendita Coop del quartiere popolare di Milano. Incluse confezioni danneggiate o dalle quali si è staccata un’etichetta. «Quasi tutto tranne i surgelati, perché garantire la catena del freddo è più delicato».

La lotta allo spreco di cibo è uno scontro di formiche contro un colosso senza volto. Un sistema agroalimentare con perdite lungo tutta la filiera, che nella sola Europa arriva a buttare 88 milioni di tonnellate di alimenti all’anno. L’Italia fa la sua parte, con 5 milioni. Anche se, da qualche mese, almeno recuperare alimenti da destinare a chi ne ha bisogno dovrebbe essere più facile. Lo scorso settembre è entrata in vigore la «legge Gadda» che ha l’obiettivo di ridurre il cibo buttato lungo la catena della produzione e della distribuzione, favorendo le donazioni. Un supermercato o un panificio che volessero dare via prodotti invenduti si scontravano con una giungla normativa.

Genova, topo nell’insalata/ Ritrovamento shock di una coppia ligure: quanti corpi estranei trovati nei cibi

Genova, un topo nell’insalata, ritrovamento shock di una coppia ligure: terapia antibiotica per i due. Marito e moglie hanno scoperto un topo nell’insalata nella mattinata di ieri

La notizia del topo ritrovato in una busta di insalata da una coppia di coniugi liguri, ha fatto il giro del web, creando non poco scalpore e indignazione. L’episodio capitato a Genova non è comunque il primo, e non sarà di certo l’ultimo, circa il ritrovamento di corpi estranei nel cibo, soprattutto se confezionato. Sempre un topo, ad esempio, è stato ritrovato nel pane, mentre non è nuova la presenza di vermi e larve, ad esempio nei biscotti al cioccolato (molto probabilmente scaduti da mesi, se non anni). C’è chi ha trovato una rana viva sempre in una busta dell’insalata, ma su questa notizia vi è il forte sospetto che si tratti di una fake news. La rana è uno degli animali che va per la maggiore quando si parla di corpi estranei nel cibo, visto che pare che sia stata ritrovata anche in una lattina di una Pepsi, famosa bevanda gassata concorrente diretta della Coca Cola. Ci sarebbero tanti altri casi che potremmo raccontarvi, e che probabilmente vi farebbero anche passare la fame, ma quello più inquietante riguarda un dente ritrovato nel gelato: come ci è finito? (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

Parmigiano Reggiano: Nas sequestra 18 mila forme per sospetta frode in commercio. Coinvolto Carra presidente di Coldiretti Mantova

Sara Rossi

I Nas di Parma hanno sequestrato oltre 18.000 forme di Parmigiano Reggiano per un valore commerciale di circa 10 milioni di euro, presso due caseifici della medesima società agricola, uno a Suzzara in provincia di Mantova e l’altro a Luzzara in provincia di Reggio Emilia, per sospetta frode in commercio. Il presidente del caseificio sotto accusa è Paolo Carra, un personaggio molto noto nel settore, perché ricopre la carica di presidente di Coldiretti di Mantova, oltre a essere presidente di un’altra grande cooperativa  la Virgilio di Mantova (70 caseifici e 2.000 produttori associati). Si tratta di un nome famoso nel settore del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano.

La situazione crea qualche imbarazzo a Coldiretti, che da anni conduce battaglie contro le contraffazioni straniere, e adesso si trova con i Nas che ipotizzano la frode in commercio a carico di un’azienda italiana. L’imbarazzo traspare anche per l’assenza di un comunicato stampa da parte di Coldiretti su un evento così grave, visto che l’associazione è solita inviarne 3-4 al giorno.

I Nas, insieme ai vigilatori del Consorzio di tutela, ipotizzano che presso lo stabilimento mantovano siano state utilizzate  fasce marchianti assegnate allo stabilimento situato in provincia di Reggio Emilia. Le fasce marchianti, sono date dal Consorzio per imprimere sulla superficie esterna di ogni forma la scritta a puntini “parmigiano-reggiano”, la matricola, l’annata e il mese di produzione. Si tratta quindi di uno strumento essenziale per l’identificazione e la tracciabilità del formaggio e per evitare che vengano marchiate forme che non possono essere classificate come Parmigiano Reggiano.

“Cioccolato vero”: i maestri cioccolatieri a Parma città della Gastronomia

Cioccolato vero a Parma

Parma, 11 marzo 2018-  Al via il week end dedicato al cioccolato. Questa mattina è stato ufficialmente dato inizio all’evento che da ormai dieci anni delizia il palato di tanti golosi: “Cioocolato Vero”.

Gli stand di “Cioccolato Vero”, evento organizzato da CNA Parma, con il patrocinio del Comune di Parma e in collaborazione con ACAI, rimarranno fino al 10 marzo in Piazza Garibaldi.

“Ringrazio CNA e ACAI che hanno portato ancora una volta un evento di qualità nella nostra piazza; ci fa onore come Città della Gastronomia, ospitare l’arte dei maestri cioccolatieri” ha salutato l’assessore al Turismo Cristiano Casa.

Paolo Giuffredi, Presidente Provinciale di CNA, ha sottolineato quanto CNA creda nell’arte dell’artigiano, nella ricerca qualitativa che porta avanti per ottenere risultati sempre migliori:  “Ospitiamo i migliori maestri cioccolatieri da tutto il nord Italia che sono sempre felici di tornare per questa iniziativa attirati dalla storia che Parma ha nel campo del food” .

“Parma è stata ed è ancora una città in cui il cioccolato è protagonista. Oggi abbiamo la possibilità di vedere e gustare l’arte di lavorare questa materia prima” ha sottolineato Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio.

Giorgio Zanlari ha dato il benvenuto a tuti i golosi ed ha tagliato la torta a base di cioccolato realizzata per celebrare il decimo compleanno della manifestazione

Assemblea Confagricoltura a Parma sui cambiamenti climatici

L'assemblea annuale a Parma occasione per fare il punto sull'impatto dei mutamenti ambientali per agricoltori e allevatori. Nessuno ha speso una parola sul benessere degli animali negli allevamenti. Costretti in luoghi contro la loro natura. Vivono, per quel poco a cui ormai sono ridotti, in ambienti insalubri non solo per gli animali, ma pure per l'uomo che ci lavora o per chi abita nella vicinanze. Con i liquami (non più letame) che si infiltrano nelle falde acquifere, ecc e impestano l'aria. 
Nemmeno sulla qualità dei prodotti agricoli necessaria per una alimentazione sana e naturale, senza sostanze che ne inficino gli aspetti nutrizionali...o divengano addirittura pericolosi (vedi glifosato). Troppo spesso ormai non adeguatamente considerati e funzionali solo alla filiera industriale e non all'uomo. LB

Agricoltura e cambiamenti climatici al centro dell'assemblea annuale di Confagricoltura. Temi che richiedono "consapevolezza e necessità di intervento" ha detto in apertura dei lavori il presidente della confederazione di Parma Mario Marini. "Il tema ci è caro come cittadini prima che come agricoltori perché tocca i nostri campi, i nostri animali e prima ancora noi stessi, i nostri figli. Una inversione di tendenza non è facile ma si può fare".

A palazzo del Governatore anche incroci post elettorali grazie alla presenza dei neo parlamentari leghisti Laura Cavandoli, Maria Gabriella Saponara, Maurizio Campari, Pietro Pisani e la deputata Elena Murelli e del deputato uscente del Pd Giuseppe Romanini a cui Mario Marini ha rivolto un ringraziamento per l'impegno a favore dell'agricoltura nel corso della legislatura appena conclusa.

Verdure proteiche

Elenco verdure proteriche:

verdure verdi:
broccoli;
carciofi;
cavoli;
carote;
spinaci;
asparagi;
peperoni;
patate. 

legumi sono tra le fonti vegetali più altamente proteiche:
ceci;
fagioli;
fave;
soia;
piselli;
lenticchie.
(sono tutti alimenti acidi non alcalini: Link alla Lista dei cibi acidi e basici; quasi tutti i cibi amidacei sono acidi)

 alghe - come la spirulina.

la frutta secca è molto ricca di proteine vegetali:
pinoli;
arachidi;
mandorle;
pistacchi;
anacardi;
noci;
nocciole. (sono tutti alimenti acidi non alcalini; Link alla Lista dei cibi acidi e basici; quasi tutti i cibi amidacei sono acidi)

Verdure amidacee

Elenco di alcune verdure amidacee

  • Barbabietole;
  • Carote leggermente amidacee;
  • Mais ;
  • Platano;
  • Patate dolci ;
  • Piselli;
  • Zucca;
  • Pastinaca ;
  • Patate Bianche;
  • Zucca invernale;
  • Ignami.

Cibo e salute

Cibo e Salute

Vi è una vera e propria filiera della malattia si direbbe incontrastata, anche sostenuta, spesso, con lauti finanziamenti pubblici: si parte dalla non conoscenza del corpo e dei cibi, da una diseducazione scolastica, delle porcherie alimentari distribuite con la pubblicità, per arrivare a patologie devastanti che necessitano di farmaco dipendenza per anni... e grandi sofferenze. Persone e famiglie in gravi difficoltà, la spesa sanitaria che esplode e gli ospedali insufficienti.  

Apre in Italia Aldi: scatta la guerra dei discount

Antonio Carnevale

Previste 1.500 assunzioni entro la fine dell’anno. La catena, di origine tedesca, punta a inaugurare 45 supermercati nel 2018

Dal 1913 ad oggi ha aperto novemila punti vendita in 18 paesi diversi inventando, di fatto, la formula del discount. Ora la multinazionale tedesca Aldi sbarca in Italia. E lo fa in pompa magna.

A partire da marzo apriranno i primi 10 negozi in Lombardia e nel Nord Est, per arrivare a 45 punti vendita nel Nord Italia entro la fine dell’anno. Sono stati già assunti 880 collaboratori e la prospettiva è di arrivare a oltre 1.500 assunzioni – età media 34 anni, retribuiti secondo il contratto nazionale di categoria – entro la fine dell’anno.

Prezzi bassi e qualità: è questa la promessa di Aldi, probabilmente l’insegna della grande distribuzione che più di tutte incarna il mito dell’efficienza tedesca. “Oltre alla semplicità intuitiva degli store (un marchio di fabbrica dei suoi punti vendita, ndr) abbiamo puntato all’ottima qualità dei prodotti e ai prezzi convenienti”, ha spiegato Michael Veiser, managing director di Aldi.

Il motto è Dal campo al carrello della spesa.

 “Abbiamo studiato il vostro mercato per molto tempo”, ha precisato Veiser. Ci sono voluti due anni infatti, per preparare il debutto italiano: “Siamo orgogliosi di entrare in un mercato rinomato nel mondo per la sua ineguagliabile cultura enogastronomica”.

E' morto Paul Bocuse, il più grande chef internazionale della Nouvelle Cuisine

Maestro indiscusso della cucina internazionale, ha formato generazioni di grandi cuochi. Chef e imprenditore, aveva 91 anni.

LIONE - È morto Paul Bocuse. Maestro indiscusso della cucina internazionale, stella tra le più brillanti della gastronomia internazionale, si è spento oggi a 91 anni esattamente dov'era nato, a Collonges-au-Mont-d'Or, nei pressi di Lione. L'alta cucina perde così, a poche settimane dalla scomparsa di Gualtiero Marchesi, un altro dei suoi più grandi esponenti.   

Il "papà della cucina", "l'imperatore della gastronomia", oppure semplicemente "Monsieur Paul". Lo chef con alle spalle oltre cinquant'anni di tre stelle Michelin - ha ricevuto il terzo "macarons" nel 1965 e non l'ha più perso -, è in queste ore ricordato in numerosi modi. Legato profondamente al suo territorio - alla regione dell'Alvernia-Rodano -, in cui ha sempre vissuto, è stato per proprio il ministro degli interni francese Gérard Collomb, ex sindaco di Lione, ad annunciare la sua morte con parole sentite e profonde. "Monsieur Paul - ha detto il ministro - era la Francia. Semplicità e generosità, eccellenza e arte nel vivere. Possano i nostri chef, a Lione come in ogni angolo del mondo, coltivare a lungo i frutti della sua passione". 

Lactalis, latte in polvere per neonati contaminato da salmonella: coinvolte 83 nazioni, ritirate 12 milioni di confezioni

La conferma dal Ceo dell'azienda francese, Emmanuel Besnier. 35 casi accertati in Francia, altri in Spagna e Grecia. Non ancora diffuso l'elenco completo dei Paesi dove il prodotto è stato distribuito e venduto

Si allarga l'allarme per i casi di salmonella dovuti a partite di latte in polvere per bambini prodotti dalla Lactalis: le nazioni coinvolte sarebbero almeno 83 e sono state ritirate 12 milioni di confezioni del prodotto.

A confermare la notizia è lo stesso Ceo di Lactalis, Emmanuel Besnier, in un'intervista al settimanale "Le Journal du Dimanche". "Dobbiamo misurare la portata di questo operazione", ha spiegato, rivelando appunto che ci sono 83 nazioni coinvolte, per un numero di confezioni che supera i 12 milioni di scatole. Il Ceo di Lactalis ha assicurato che quel latte in polvere non sarà più distribuito e che tutte le confezioni in circolazione sono in corso di ritiro dai punti vendita.

Uscendo dal suo silenzio, Emmanuel Besnier, che in precedenza non si era espresso a proposito della vicenda che aveva minato la sua compagnia, ha anche promesso di risarcire "tutte le famiglie che hanno subito danni". Ha assicurato che aveva in mente prima di tutto le conseguenze di questa crisi sanitaria per i consumatori, "bambini sotto i sei mesi", ha detto: "Questo è per noi, per me, motivo di grande preoccupazione".

Più fibre, meno grassi e zuccheri: l’acquisto diventa “virtuoso”

Allo scaffale il consumatore premia i prodotti salutisti. A rilevarlo è il 2° rapporto dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy che ha incrociato i dati di 40 mila preferenze alimentari con quelli di vendita nella Gdo fotografando il profilo nutrizionale della dieta degli italiani

di VITO DE CEGLIA

Più fibre e proteine, meno zuccheri e grassi saturi. Senza però diminuire il contributo calorico. La svolta salutista del consumatore medio italiano si consolida nel 2017, confermando un atteggiamento attento nelle scelte di acquisto allo scaffale. Il dato arriva dall’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy che ritorna a fotografare nel suo 2° rapporto i cambiamenti avvenuti negli ultimi 12 mesi nei supermercati e ipermercati italiani.

In particolare, lo studio ha monitorato la variazione della composizione nutrizionale di 40 mila prodotti venduti nei reparti drogheria alimentare, fresco, freddo e bevande. Delineando alla fine un “meta prodotto”, cioè un indicatore statistico che calcola la media dei valori nutrizionali indicati sulle etichette dei prodotti venduti nella Gdo. Secondo i risultati dello studio, c’è stata una crescita della presenza delle fibre negli acquisti degli italiani (+2,3% nell’anno terminante a giugno 2017), elemento nutrizionale che arriva a pesare quasi per il 2% nella composizione del “meta prodotto”, misurato su 184,8 calorie ogni 100 grammi. Per la restante parte si compone del 20,8% di carboidrati di cui 8,5% zuccheri, 8,6% di grassi di cui 3,0% saturi, e 6,2% di proteine.

Cioccolato: un lusso entro il 2050 a causa dei cambiamenti climatici

Il cioccolato potrebbe divenire un vero e proprio lusso entro i prossimi 30 anni a causa del cambiamento climatico. L’aumento del surriscaldamento del pianetaprevisto da qui al 2050 dovrebbe infatti influire negativamente sulla produzione delle piante di cacao nelle principali zone del globo in cui viene coltivato, che nei prossimi decenni non saranno più adatte a tale scopo. Lo ha reso noto il National Oceanic and Atmospheric Administration, l’agenzia federale statunitense che si interessa di meteorologia, con un nuovo studio appena pubblicato, anche se non è la prima volta che si parla dei rischi a cui è sottoposto questo alimento.

Le piante di cacao crescono in determinate aree del pianeta, tra i 20° a nord e a sud dell’equatore, zone in cui sussistono le condizioni climatiche adatte alla loro produzione: pioggia abbondante e un alto tasso di umidità. Oltre metà del cioccolato proviene però da due soli Paesi dell’Africa occidentale, ovvero Costa d’Avorio e Ghana, responsabili nello specifico del 53% della produzione globale. Le informazioni appena diramate indicano che quelle zone non saranno più adatte al cioccolato nei prossimi decenni: si stima infatti che entro il 2050 Costa d’Avorio e Ghana vedranno un aumento della temperatura pari a 2,1 gradi centigradi e nessun cambiamento nelle precipitazioni, fattori che avrebbero enormi ripercussioni sul segmento industriale del cioccolato.

PASQUA E NATALE: STRAGE DI INNOCENTI. Per un Natale senza sangue

PASQUA E NATALE: STRAGE DI INNOCENTI

La Pasqua, come il Natale è per gli umani un momento di gioia

per milioni di animali un appuntamento con la morte 

Milioni di animali di ogni specie pagano con la sofferenza e con la morte il prezzo di assurde tradizioni.

Vitellini, coniglietti, maialini… saranno strappati alle loro madri per subire una sorte crudele.

La vita di ogni essere vivente è sacra, come la tua: rispettala.

Astieniti dal mangiare la carne di qualsiasi animale.

Vi sono tante cose buone da mangiare senza uccidere animali innocenti

che come te e me amano la vita, soffrono e hanno terrore della morte.

Il mondo scientifico sostiene che il sale è il principale killer mondiale di morti premature

Christopher Wanjek

RIO DE JANEIRO — Want to save a few million premature deaths each year? Regulate salt, said researchers at the World Nutrition Rio2012 meeting held here last week.

"Salt [added to food] is the major cause of high blood pressure, and high blood pressure is the major cause of death worldwide," said Graham MacGregor, professor of cardiovascular medicine at Queen Mary, University of London. "The evidence for salt [in causing premature death] is overwhelming, equivalent to the onus of smoking."

Salt, or sodium chloride, is essential for human health; we need about 350 milligrams of sodium daily, according to the Centers for Disease Control and Prevention (CDC). That's about the weight of half a raisin. Unfortunately, Americans consume on average about 3,500 milligrams of sodium daily.

Most of that sodium comes not from the saltshaker but rather from processed foods, in amounts unrealized by most consumers. A bag of potato chips might be an obvious culprit; one serving contains more than 250 milligrams of sodium. But so does a single slice of store-bought bread or a bowl of breakfast cereal. The bigger offenders are canned vegetables, canned soups and frozen dinners, each with around 1,000 milligrams of sodium.

Worse yet is just about any meal eaten out; fast foods in particular can contain over 2,000 milligrams of sodium in each meal.

Dott. Franco Berrino: farina 00 “Il più grande veleno della storia”

Farina 00: l'uomo non l'ha mai mangiata

La farina 00 è il più grande veleno della storia, anche se biologica“, così il professor Franco Berrino, oncologo presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, definiva questo alimento in una puntata di Report del 2009.

E il motivo è che la farina bianca, così come tutti i prodotti raffinati, causa un aumento della glicemia e, di conseguenza, un incremento dell’insulina, portando col tempo ad un maggior accumulo di grassi depositati, e al conseguente indebolimento del nostro organismo, che diventa maggiormente esposto ad ogni tipo di malattie, anche tumori.

Berrino ha spiegato che la farina 00, malgrado non abbia alcun gusto, ha avuto successo commerciale perché si conserva per un tempo indeterminato. Quando la farina viene raffinata perde le proprietà nutrienti tipiche del frumento integrale, che è un’ottima fonte di fibre ed è ricco di numerose sostanze, che si trovano nella crusca e nel germe.

Farina 00: ‘Il più grande veleno della storia’. Perché fa male?

Quando mangiamo prodotti raffinati, tra cui il pane bianco, gli zuccheri presenti nel sangue aumentano improvvisamente e in maniera notevole e di conseguenza il nostro organismo produce più insulina, che porta all’incremento di grassi depositati e favorisce un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati. Tutto ciò può causare malattie cardiache. Inoltre, col passare del tempo, la produzione di insulina si blocca perché il pancreas è troppo carico di lavoro, provocando stati patologici come l’ipoglicemia e malattie come il diabete.

Bologna, FICO (Fabbrica Italiana Contadina): la Disneyland del cibo riscalda i motori. Il 15 novembre 2017 l'apertura

Open day riservato alla stampa da Fico, la nuova creatura ideata da Oscar Farinetti.

Sapori e colori. C’è un po’ tutto il Paese all’interno dei 10 ettari di Fico, il parco dell’agroalimentare ospitato all’ex Caab di Bologna e che è stato possibile visitare in anteprima in vista dell'apertura del 15 novembre. Dal Piemonte alla Sicilia e dalla Puglia alla Liguria, l’Italia del dolce e del salato si trasforma in attrazione turistica e in racconto di una cultura e di una storia uniche al mondo. La parte del leone la fanno i prodotti del territorio regionale, che sono i veri padroni di casa.

Specialità enogastronomiche e aziende agroalimentari dell’Emilia-Romagna sono in prima fila in Eatalyworld nell’insegnare ai visitatori di tutto il mondo il valore del cibo di qualità. «È la nostra piccola rivincita contro gli “spaghetti alla bolognese”», scherza il sindaco di Bologna Virginio Merola. E allora ecco le aziende di latte e lattici come la Granarolo al Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il Caseificio Valsamoggia. Ma anche le carni e i salumi della “grassa Emilia-Romagna”.

Grandi marchi come il consorzio della Mortadella Igp e la Amadori di Cesena, e realtà locali come le carni del consorzio La Granda, con la macelleria Zivieri di Bologna. E ancora la Mutti di Parma e le amarene Fabbri, senza dimenticare le piadine e il pesce romagnoli.

Scarseggiano le uova: scaffali mezzi vuoti in molti supermercati. Una situazione destinata a perdurare per decontaminare i capannoni dal fipronil e l'influenza aviaria

uova

Roberto La Pira

“Galline in fuga 2” non è il nuovo film a cartoni dei registi Peter Lord e Nick Park, ma quanto sta succedendo in Europa dove centinaia di allevamenti sono vuoti, in attesa delle operazioni necessarie per decontaminare i capannoni dal fipronil. Questa sostanza, pur essendo vietata, era fraudolentemente presente in alcuni pesticidi impiegati per combattere l’acaro rosso, un parassita diffuso negli allevamenti. Purtroppo il lavoro di pulizia richiede 1-2 mesi perché il composto, nonostante un livello tossicità molto basso, ha una persistenza elevata, per cui alla fine del trattamento di decontaminazione c’è anche il rischio di non risolvere il problema. La questione non riguarda solo l’Italia, secondo il sistema di allerta rapido alimentare europeo (Rasff) dal 21 luglio ad oggi gli interventi e le notifiche collegate al fipronil rilevate da Bruxelles sono state 694 e hanno coinvolto 58 nazioni!

Grana Padano spacciato per Parmigiano in Francia. La denuncia di Fabio Rainieri

Interrogazione di Fabio ranieri (Lega Nord) alla Giunta regionale. "Alzare i livelli di vigilanza"

Grana padano etichettato come Parmigiano Reggiano in un supermercato. È quanto risulta in una fotografia di cui è venuto in possesso il Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, che al riguardo ha presentato un’interrogazione in Regione.
Rainieri evidenzia come il Parmigiano Reggiano sia un prodotto diverso e di maggiore qualità con conseguenti differenze anche sul prezzo di vendita al dettaglio rispetto al Grana Padano per cui la confusione tra i due prodotti ingenera sicuramente un grave danno alla produzione del primo.
"Dalla fotografia - prosegue una nota di Rainieri - si legge bene l’etichetta del prodotto contraffatto da cui si evince con chiarezza che è stato distribuito dalla Nuova Castelli S.p.A., una società leader nella distribuzione di prodotti caseari soprattutto per l’estero ma avente sede legale a Reggio Emilia. Già in passato sono stati sollevati dubbi sulla regolarità dell’attività della stessa società di distribuzione perché sospettata di stoccare e stagionare insieme nei medesimi magazzini diversi tipi di formaggi a pasta dura con il potenziale alto rischio di confonderli".
Nell’interrogazione l’esponente del Carroccio chiede alla Giunta regionale se ritiene che di fronte a un fatto così inequivocabile di dannosa contraffazione si debbano alzare i livelli di vigilanza per la tutela del Parmigiano Reggiano. Inoltre, ha chiesto di valutare un approfondimento sulle attività della Nuova Castelli. 30 Ottobre 2017

Fonte Link gazzettadiparma.it 

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti