Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Cibus&Food

Cibus&Food: informazioni e opinioni su alimenti e bevande. industria alimentare Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

L’obesità aumenta ovunque e cresce la preoccupazione per le malattie cardiovascolari. Rapporto della rivista The Lancet

obesità nel mondo

Beniamino Bonardi

L’obesità aumenta ovunque e cresce la preoccupazione per le malattie cardiovascolari. Rapporto della rivista The Lancet

Nel 2017, il 73% dei decessi registrati nel mondo, gran parte dei quali precoci, sono stati causati da malattie non trasmissibili, con oltre 28,8 milioni causate da quattro soli fattori di rischio: ipertensione, fumo, glicemia alta, elevato indice di massa corporea. L’obesità è aumentata in quasi tutti i paesi del mondo, provocando oltre un milione di morti per diabete di tipo 2, mezzo milione di decessi per malattie renali croniche legate al diabete e 180 mila decessi correlati a steatoepatite non alcolica. Tra le altre malattie che causano decessi e che sono correlate a un alto indice di massa corporea vi sono anche malattie cardiovascolari, neoplasie, demenza e asma.

Quello che mangiamo può farci tanto male da ucciderci

A lanciare l'allarme è il report della Global Nutrition. Dettaglia le conseguenze della cattiva alimentazione in tutto il mondo. E fa alcune proposte. Molto attuali anche in Italia

LA MALNUTRIZIONE è una delle principali cause di malattia a livello globale ed è la responsabile di una morte ogni cinque. Lo afferma la Global Nutrition nel suo rapporto reso noto oggi in occasione della conferenza Ifpri-Fao a Bangkok, Tahilandia.

Il report è un'analisi di pubblicazioni indipendenti realizzata annualmente e arrivata alla sua quinta edizione, che si rivolge ai governi come chiave di volta per limitare i rischi di un'alimentazione non adeguata. L'obiettivo è quello di fornire un'immagine chiara della situazione a scala globale e favorire la cooperazione tra tutti i portatori d'interesse per un'azione congiunta contro la malnutrizione.

Panettone e pandoro: tutti i segreti per scegliere il dolce Natale

Panettone e pandoro sono dolci lievitati in modo naturale difficili da preparare  perché la lavorazione richiede più impasti, temperature controllate per la lievitazione e un’area spaziosa per il raffreddamento dopo la cottura. Gli ingredienti sono definiti per legge: così come la percentuale di burro, uova, mentre canditi e uvette possono variare  entro certi limiti. Da anni ormai le grandi industrie dolciarie come Maina, Paluani e Vergani, solo per fare alcuni esempi, producono panettoni e pandori per le grandi catene di supermercati.

Oggi il livello qualitativo raggiunto dalle industrie può competere tranquillamente con la produzione artigianale. Il tipo di lavorazione e l’obbligo di utilizzare ingredienti di qualità previsto dal Decreto legge del 22 luglio 2015,  permettono alle grandi marche di realizzare economie di scala mantenendo un buon livello qualitativo. In questo modo i produttori sono in grado di offrire alle catene di supermercati dolci a prezzi contenuti. C’è di più, i panettoni di solito non subiscono il ricarico applicato a tutti i prodotti in vendita perché le catene scelgono di utilizzarli come prodotti civetta per attirare clientela.

I panettoni delle catene di supermercati sono prodotti da grandi aziende come Maina, Vergani, Paluani

Troppo mercurio nel pangasio? Il pesce «da mensa» sotto accusa

Il metallo, in alcuni degli esemplari analizzati, è risultato oltre i valori consentiti. Conta, però, la frequenza con cui si mangia, ma il «vero» problema è piuttosto un altro

Costa poco, ha un sapore delicato che piace anche ai bambini; si trova già a filetti, senza pelle e senza lische. Il pangasio avrebbe le carte in regola per essere il pesce più amato da tutti. Ma la faccenda non è così semplice, visto che è stato spesso accusato di avere carni zeppe di inquinanti: anche uno studio spagnolo pubblicato di recente su Chemosphere segnala che molti campioni di pesce superano i livelli consentiti di mercurio.

Dal Vietnam

Non è la prima volta che il pangasio finisce sotto accusa e il suo «peccato originale» è la zona del mondo in cui viene allevato e pescato: vive infatti nel fiume Mekong in Vietnam, uno dei più inquinati perché nasce in Cina e attraversa poi aree fortemente industrializzate in cui si fa largo uso di pesticidi nelle coltivazioni. Il pangasio è molto economico perché cresce velocemente ed è facile da allevare, resiste infatti anche a cambi di temperatura e acque non proprio pulite; è onnivoro e all’apice della catena alimentare, perciò semplice da nutrire ma con la tendenza ad accumulare gli inquinanti che introduce, tra cui il mercurio. Un metallo che preoccupa, perché l’eccesso è tossico per l’organismo, per esempio sul sistema nervoso centrale e i reni.

Le analisi

OMS, salumi e insaccati ufficialmente cancerogeni

Salumi e insaccati

L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha inserito la carne rossa e lavorata nella lista delle sostanze che possono causare il cancro. Qual è la novità rispetto al passato? Che cosa deve cambiare nelle nostre abitudini alimentari?

Con uno studio pubblicato su Lancet Oncology, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un organismo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità con sede a Lione, ha decretato che le carni processate (come salumi, salsicce e wurstel) sono cancerogene per l'uomo, con un verdetto che guarda direttamente nel piatto di milioni di consumatori - e che è pertanto destinato a far preoccupare e discutere. Cerchiamo di entrare nel merito della notizia con questa guida a domande e risposte.

Qual è la novità? Che carne rossa e insaccati fossero potenzialmente cancerogeni era noto da tempo. Che cosa cambia? La certezza della classificazione.

Dopo aver passato in rassegna 800 studi epidemiologici che eseguiti in ogni continente, e incentrati sulla relazione tra carni rosse e insorgenza di cancro, la IARC ha inserito le carni processate tra i cancerogeni certi (il cosiddetto gruppo 1, che comprende anche l'amianto, l'alcol etilico e il fumo, le radiazioni ultraviolette e il Papilloma virus), e le carni rosse tra le sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo (gruppo 2A) [L'elenco completo in ordine alfabetico (in inglese)].

Remuzzi direttore Mario Negri: lo zucchero uccide come alcol e tabacco, la sugar tax aiuta a combattere l’obesità

Nell’ambito della campagna e della raccolta firme che Il Fatto Alimentare sta portando avanti per chiedere alla Ministra della salute Giulia Grillo l’introduzione della sugar tax sulle bevande zuccherate, proponiamo un’intervista a Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. L’intervista fa seguito a quelle rilasciate sullo stesso argomento da Francesco Branca dell’Oms e da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Secondo le ultime stime del rapporto Osservasalute 2016, riferito al 2015, viene considerato in sovrappeso il 35,3% della popolazione adulta, mentre una persona su dieci è obesa (9,8%). In altre parole poco meno di un italiano adulto su due presenta una situazione di eccesso ponderale. Possiamo considerare il problema obesità una sorta di epidemia da un punto di vista sanitario?

Studio di Harvard: “latte pastorizzato sta causando il cancro nella popolazione”

La verità ha ancora una volta scosso le fondamenta della “American Tower of Babel” che è la scienza mainstream, con un nuovo studio dell’Università di Harvard che rende noto come il latte pastorizzato prodotto dalle fattorie, è collegato all’insorgenza di tumori ormono-dipendenti.

Si scopre che il modello CAFO (Concentrated Animal Feeding Operations) per allevare mucche nelle fattorie, produce latte con livelli pericolosamente alti di estrone solfato, un composto di estrogeni legato a tumori del testicolo, della prostata e della mammella.

Il dott. Ganmaa Davaasambuu, Ph.D. e i suoi colleghi hanno identificato specificamente il “latte dei moderni caseifici” come il colpevole, riferendosi alla procedura diffusa su larga scala in cui le mucche vengono munte 300 giorni all’anno, anche mentre sono in stato di gravidanza. Rispetto al latte crudo della sua Mongolia natia, che viene preso solo durante i primi sei mesi dopo che le mucche hanno già partorito, il latte di fabbrica pastorizzato è stato trovato contenere fino a 33 volte più solfato di estrone.

In sostanza il latte diventa un potenziale cancerogeno a causa della nostra abitudine di berlo quotidianamente.Acquistandolo spesso aumentiamo la richiesta sul mercato, dunque l’industria è costretta ad aumentarne la produzione. Valutando i dati provenienti da tutto il mondo, il dott. Davaasambuu e i suoi colleghi hanno identificato un chiaro legame tra il consumo di tale latte ad alto contenuto di ormoni e alti tassi di tumori ormono-dipendenti. 

La sensibilità al glutine non celiaca: una nuova ed enigmatica reazione avversa al grano. Ancora tanti i dubbi

Da alcuni anni, i medici hanno a che fare con un crescente numero di enigmatici casi di persone che, pur non soffrendo di celiachia o di allergia alimentare al grano, lamentano disturbi gastrointestinali ed extragastrointestinali dopo l’ingestione di questo cereale. Sulle prime essi si divisero in due schieramenti contrapposti.

L’uno, più numeroso, riteneva che si trattasse di casi di malati immaginari. Liquidavano perciò i malcapitati che chiedevano aiuto con frasi tipo “Lei non è né celiaco né allergico al frumento. Arrivederci”, come per sentenziare che il grano non causava loro nessuna forma di reazione avversa e perciò non c’era motivo di eliminarlo dalla dieta. L’altro invece, più responsabilmente, iniziò ad indagare per capire se, esclusa ovviamente l’immancabile quota di  “intolleranti” al grano immaginari, si fosse di fronte ad una nuova (o fino ad allora ignorata) forma di reazione avversa al grano.

I risultati delle ricerche finora svolte confortano questi tesi. E, poiché sono stati trovati indizi che nella sua genesi sia coinvolto il glutine, il complesso delle proteine di riserva del grano (gliadine e glutenine), tale reazione avversa è stata denominata  prima “sensibilità al glutine” e poi “sensibilità al glutine non celiaca” (SGNC). Il termine “sensibilità” sta a indicare che è coinvolto il sistema immunitario. La modalità di tale coinvolgimento non è stata ancora chiarita ma i dati disponibili fanno supporre che sia diversa da quella accertata nella celiachia. Nel 2011 fu concordata tra gli addetti ai lavori la seguente definizione della SGNC: “condizione non allergica e non autoimmune nella quale il consumo di glutine può portare a sintomi simili a quelli osservati nella celiachia”.

Fiorucci richiama prosciutto cotto “Quanto basta” per possibile presenza di Listeria monocytogenes. Interessati alcuni punti vendita Coop

Coop ha diffuso il richiamo a scopo del tutto precauzionale di un lotto di prosciutto cotto “Quanto basta” Fiorucci per la possibile presenza di Listeria monocytogenes. Il prodotto interessato è venduto in vaschette da 90 grammi con il numero di lotto 8278001840 e data di scadenza 05/08/2018. Il richiamo è stato pubblicato anche dal Ministero della salute.

Il prosciutto cotto richiamato è stato prodotto da Cesare Fiorucci Spa nello stabilimento di viale Cesare Fiorucci 11 a Santa Palomba (Pomezia), Roma.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare il prosciutto cotto Fiorucci con il numero di lotto segnalato e riportarlo al punto vendita d’acquisto. Coop precisa che il richiamo interessa tre ipermercati della catena Alleanza 3.0 – Ipercoop Abruzzo di Chieti, Ipercoop Le Zagare e Ipercoop Le Ginestre di Catania –, oltre ai punti vendita Unicoop Tirreno.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare Fiorucci al numero verde 800868060 oppure all’indirizzo email servizioclientifiorucci@campofriofg.com

Dal 1° gennaio 2018, Il Fatto Alimentare ha segnalato 78 richiami, per un totale di 143 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui13 luglio 2018

Fonte Link: ilfattoalimentare.it

Governo blocca il Ceta. Coldiretti: "Danneggia export Parmigiano"

STOP CETA

da sempre siamo stati contro il CETA. LB
Bertinelli: "Senza gestione delle quote la tutela diminuisce e si amplia la presenza di imitazioni e Parmesan''

Dietrofront italiano sul Ceta, (Comprehensive Economic and Trade Agreement), il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea entrato in vigore in modo provvisorio il 21 settembre 2017, e ora in fase di ratifica da parte dei Paesi membri Ue.

Iter finora portato a termine da una decina di Paesi ''Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà'' ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, intervenuto all'assemblea nazionale di Coldiretti, organizzazione agricola da sempre contraria al Ceta.

Annunci accolti con soddisfazione dalla platea Coldiretti, che lamenta un freno delle esportazioni delle nostre eccellenze casearie Dop e una nuova impennata dell'italian sounding. Secondo una elaborazione Coldiretti su dati Istat, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada ''sono diminuite in valore del 10% nel primo trimestre del 2018, in controtendenza all'aumento registrato sugli altri mercati internazionali''.

Juncker autorizza gli Ogm nella UE. E’ la fine della sovranità alimentare

Juncker (presidente della commissione europea) autorizza ben 19 tipologie di  Ogm (organismi geneticamente modificati) in Europa.Ecco quali sono.Nell’ Ue dopo la sovranità monetaria perdiamo anche quella alimentare…

Il grosso vantaggio dell’Ue per le lobby finanziarie e industriali è che è molto più facile influenzare un potere centrale che i singoli governi dei 28 paesi membri. Le istituzioni europee soffrono di una cattiva immagine presso i cittadini europei (vedi Eurobarometer: fiducia nell’Unione Europea al 37% in Ue, sfiducia maggioritaria in 14 paesi tra cui l’Italia). I centri di potere di Bruxelles e Francoforte sono visti come lontani dal popolo; controllati dalle lobby; indifferenti agli interessi e alle opinioni dei cittadini comuni; proni a quelli delle élite finanziarie; sbilanciati a favore dei grandi gruppi a scapito di piccoli produttori e aziende familiari o individuali.

Questi cliché sono stati ancora una volta confermati questa settimana in maniera ‘eclatante’ (cit. Renzi). Il colpaccio di Juncker: Infatti la Commissione guidata dall’ineffabile Juncker, noto amico dei piccoli contribuenti e feroce avversario delle grandi multinazionali che tentano di eludere il fisco, ha autorizzato l’introduzione in tutta l’Ue di 19 Ogm, senza attendere il parere di Parlamento e Consiglio Europeo. L’autorizzazione vale 10 anni su tutto il territorio europeo e include gli Stati che si erano opposti.

Il genocidio animale dimenticato per una alimentazione irresponsabile senza pietà

 Macelleria Carcasse 

Il quotidiano genocidio animale per saziare l’avidità di cibo di derivazione animale, dimenticato dalla politica, dalla scuola, dalla sanità, financo dalle religioni nonostante il testo della Genesi e quanto dice Gesù

Una riflessione perché gli uomini e le donne si rendano consapevoli e coscienti del dolore inferto agli animali per la loro voracità di carni e prodotti di derivazione animale quotidianamente non occasionalmente; una alimentazione che produce tremende sofferenze agli animali e agli uomini. Si concepiscono vite contro natura in cui gli animali sono rinchiusi in allevamenti lager fin dalla nascita per l’industria alimentare. Una filiera e un sistema, sostenuti anche con ingenti risorse pubbliche, che distrugge l’ambiente e produce la fame nel mondo e danni alla salute degli stessi esseri umani. I cereali anziché agli uomini divengono mangimi per gli animali (anche per gli erbivori e si è arrivati alla mucca pazza) per fare solo più profitti. Gli animali sono esseri sensibili che provano affetti, dolore come tutti gli umani.
"Anche i buoi gemono sotto il peso del giogo
e si lamentano gli uccelli dentro alla gabbia"

Negli Usa mele trattate con il DPA (acido difenolico- pesticida) dopo il raccolto. E in Europa?

Una mela al giorno toglie davvero il medico di torno? Gran parte delle meleprodotte negli Stati Uniti vengono trattate con una sostanza tossica dopo il raccolto. A renderlo noto è l'Environmental Working Group, che ha espresso forte preoccupazione per l'impiego del pesticida diphenylamine (DPA), una sostanza impiegata per migliorare l'aspetto estetico delle mele da vendere sul mercato nazionale e internazionale.

Il DPA servirebbe per evitare che la buccia delle mele si rovini o annerisca durante la conservazione. Così, tra le cassette della frutta del mercato e del supermercato i consumatori troveranno sempre frutti dalla buccia lucida e brillante. Il problema riguarda le mele coltivate secondo metodi convenzionali. Le mele biologiche, invece, sono sicure, poiché vengono prodotte senza pesticidi e non subiscono trattamenti pericolosi.

Il pesticida sotto accusa viene impiegato negli Usa dal 1962. I dati disponibili, che risalgono al 2010, hanno rivelato la presenza di DPA sull'80% delle meleanalizzate dal Dipartimento dell'Agricoltura. La Commissione Europea di recente ha vietato l'impiego di DPA sulle mele coltivate in Europa, fino a quando non vi saranno dati certi sulla sua sicurezza. La maggiore preoccupazione della Commissione Europea riguarda la presenza di sostanze cancerogene sulle mele trattate con DPA, che potrebbero generarsi dalla combinazione del pesticida con l'azoto.

Scozia, piano del governo per dimezzare l’obesità infantile entro il 2030. Annunciate iniziative sul marketing e le promozioni del cibo spazzatura

Beniamino Bonardi

Il governo scozzese vuole dimezzare il tasso di obesità infantile entro il 2030. L’obiettivo sarà inserito nel Piano sul peso sano e la dieta, che sarà presentato in estate. Lo ha annunciato il primo ministro Nicola Sturgeon, ricordando che oggi il 29% dei bambini è a rischio di diventare in sovrappeso, compreso il 14% a rischio di obesità. Il 90% degli scozzesi ritiene che l’obesità rappresenti un problema serio e una recente consultazione pubblica ha indicato un forte sostegno verso misure governative di restrizione del marketing del cibo malsano.

L’esecutivo scozzese intende intervenire sulla promozione del cibo spazzatura e sulle offerte per acquisti multipli, che incoraggiano il consumo eccessivo. “L’obesità è un problema serio di salute pubblica che non può essere ignorato”, ha dichiarato il Primo ministro Sturgeon. “Le prove mostrano che i bambini obesi rischiano di rimanerlo fino all’età adulta e diventano più propensi a soffrire di problemi di salute, come il diabete e le malattie cardiovascolari in giovane età”.

Sostegno all’iniziativa del governo scozzese è stato espresso da Linda Bauld, esperta di prevenzione del cancro del Cancer Research UK, secondo la quale è necessaria un’azione “audace”, dato che “l’obesità è la principale causa di cancro dopo il fumo ed è responsabile di circa 2.200 casi all’anno in Scozia”, e “le dannose promozioni dei prezzi degli alimenti spazzatura nei supermercati stanno contribuendo al problema dell’obesità della nazione”. 28 maggio 2018

Fonte Link: ilfattoalimentare.it

Il cioccolato di Modica è marchio Igp: è in Gazzetta Ufficiale

Ufficiale il pieno riconoscimento di un prodotto simbolo dell’eccellenza siciliana. Pubblicato, infatti, sulla Gazzetta ufficiale l’attribuzione del marchio Igp per il cioccolato di Modica. Parte, dunque, una nuova stagione per la dolce prelibatezza della cittadina del Ragusano, che vede da un lato il riconoscimento dell’Igp, quindi la possibilità di potersi fregiare di un marchio comunitario, dall’altro la piena considerazione di un processo produttivo tipico, tradizionale, unico nel suo genere. «È il coronamento di un percorso lungo, comune, di successo, è il segno che la buona politica, quella priva di steccati e che mette insieme le idee, prima delle appartenenze ideologiche, ha vinto»: è il pensiero dell’europarlamentare siciliano del Ppe Giovanni La Via, che aggiunge: «Ricordo ancora quando quel giorno del 2010 a Bruxelles in una stanza, con l’amico Paolo De Castro, discutevamo del tema assieme al direttore del Consorzio di tutele del cioccolato di Modica, Nino Scivoletto, e al compianto presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Tumino». 

Ma a quel tempo ancora la legislazione comunitaria non lo consentiva perché non si parlava di riconoscere un prodotto tipico di un territorio, ma un prodotto realizzato con materie prime provenienti da zone diverse come il cacao lo zucchero, la cannella, quindi necessaria era una modifica normativa. L’anno successivo, nel 2011 si presentò la possibilità di ritornare sul regolamento della Qualità.

Cibo sprecato: ogni anno, 5 milioni di tonnellate finiscono nella spazzatura

Carola Frediani

Genova - I volontari delle Onlus passano due volte a settimana, nel primo pomeriggio. Scendono dai furgoni con le cassette, alcune raffreddate da mattonelle del ghiaccio, e caricano il cibo selezionato dai responsabili di reparto del supermercato. Molta frutta e verdura, ma anche pasta, pelati. «Tutto ciò che è ancora commestibile, che non è scaduto, ma per qualche motivo non è più utilizzabile da noi», spiega il responsabile del punto vendita Coop del quartiere popolare di Milano. Incluse confezioni danneggiate o dalle quali si è staccata un’etichetta. «Quasi tutto tranne i surgelati, perché garantire la catena del freddo è più delicato».

La lotta allo spreco di cibo è uno scontro di formiche contro un colosso senza volto. Un sistema agroalimentare con perdite lungo tutta la filiera, che nella sola Europa arriva a buttare 88 milioni di tonnellate di alimenti all’anno. L’Italia fa la sua parte, con 5 milioni. Anche se, da qualche mese, almeno recuperare alimenti da destinare a chi ne ha bisogno dovrebbe essere più facile. Lo scorso settembre è entrata in vigore la «legge Gadda» che ha l’obiettivo di ridurre il cibo buttato lungo la catena della produzione e della distribuzione, favorendo le donazioni. Un supermercato o un panificio che volessero dare via prodotti invenduti si scontravano con una giungla normativa.

Genova, topo nell’insalata/ Ritrovamento shock di una coppia ligure: quanti corpi estranei trovati nei cibi

Genova, un topo nell’insalata, ritrovamento shock di una coppia ligure: terapia antibiotica per i due. Marito e moglie hanno scoperto un topo nell’insalata nella mattinata di ieri

La notizia del topo ritrovato in una busta di insalata da una coppia di coniugi liguri, ha fatto il giro del web, creando non poco scalpore e indignazione. L’episodio capitato a Genova non è comunque il primo, e non sarà di certo l’ultimo, circa il ritrovamento di corpi estranei nel cibo, soprattutto se confezionato. Sempre un topo, ad esempio, è stato ritrovato nel pane, mentre non è nuova la presenza di vermi e larve, ad esempio nei biscotti al cioccolato (molto probabilmente scaduti da mesi, se non anni). C’è chi ha trovato una rana viva sempre in una busta dell’insalata, ma su questa notizia vi è il forte sospetto che si tratti di una fake news. La rana è uno degli animali che va per la maggiore quando si parla di corpi estranei nel cibo, visto che pare che sia stata ritrovata anche in una lattina di una Pepsi, famosa bevanda gassata concorrente diretta della Coca Cola. Ci sarebbero tanti altri casi che potremmo raccontarvi, e che probabilmente vi farebbero anche passare la fame, ma quello più inquietante riguarda un dente ritrovato nel gelato: come ci è finito? (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

Parmigiano Reggiano: Nas sequestra 18 mila forme per sospetta frode in commercio. Coinvolto Carra presidente di Coldiretti Mantova

Sara Rossi

I Nas di Parma hanno sequestrato oltre 18.000 forme di Parmigiano Reggiano per un valore commerciale di circa 10 milioni di euro, presso due caseifici della medesima società agricola, uno a Suzzara in provincia di Mantova e l’altro a Luzzara in provincia di Reggio Emilia, per sospetta frode in commercio. Il presidente del caseificio sotto accusa è Paolo Carra, un personaggio molto noto nel settore, perché ricopre la carica di presidente di Coldiretti di Mantova, oltre a essere presidente di un’altra grande cooperativa  la Virgilio di Mantova (70 caseifici e 2.000 produttori associati). Si tratta di un nome famoso nel settore del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano.

La situazione crea qualche imbarazzo a Coldiretti, che da anni conduce battaglie contro le contraffazioni straniere, e adesso si trova con i Nas che ipotizzano la frode in commercio a carico di un’azienda italiana. L’imbarazzo traspare anche per l’assenza di un comunicato stampa da parte di Coldiretti su un evento così grave, visto che l’associazione è solita inviarne 3-4 al giorno.

I Nas, insieme ai vigilatori del Consorzio di tutela, ipotizzano che presso lo stabilimento mantovano siano state utilizzate  fasce marchianti assegnate allo stabilimento situato in provincia di Reggio Emilia. Le fasce marchianti, sono date dal Consorzio per imprimere sulla superficie esterna di ogni forma la scritta a puntini “parmigiano-reggiano”, la matricola, l’annata e il mese di produzione. Si tratta quindi di uno strumento essenziale per l’identificazione e la tracciabilità del formaggio e per evitare che vengano marchiate forme che non possono essere classificate come Parmigiano Reggiano.

“Cioccolato vero”: i maestri cioccolatieri a Parma città della Gastronomia

Cioccolato vero a Parma

Parma, 11 marzo 2018-  Al via il week end dedicato al cioccolato. Questa mattina è stato ufficialmente dato inizio all’evento che da ormai dieci anni delizia il palato di tanti golosi: “Cioocolato Vero”.

Gli stand di “Cioccolato Vero”, evento organizzato da CNA Parma, con il patrocinio del Comune di Parma e in collaborazione con ACAI, rimarranno fino al 10 marzo in Piazza Garibaldi.

“Ringrazio CNA e ACAI che hanno portato ancora una volta un evento di qualità nella nostra piazza; ci fa onore come Città della Gastronomia, ospitare l’arte dei maestri cioccolatieri” ha salutato l’assessore al Turismo Cristiano Casa.

Paolo Giuffredi, Presidente Provinciale di CNA, ha sottolineato quanto CNA creda nell’arte dell’artigiano, nella ricerca qualitativa che porta avanti per ottenere risultati sempre migliori:  “Ospitiamo i migliori maestri cioccolatieri da tutto il nord Italia che sono sempre felici di tornare per questa iniziativa attirati dalla storia che Parma ha nel campo del food” .

“Parma è stata ed è ancora una città in cui il cioccolato è protagonista. Oggi abbiamo la possibilità di vedere e gustare l’arte di lavorare questa materia prima” ha sottolineato Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio.

Giorgio Zanlari ha dato il benvenuto a tuti i golosi ed ha tagliato la torta a base di cioccolato realizzata per celebrare il decimo compleanno della manifestazione

Assemblea Confagricoltura a Parma sui cambiamenti climatici

L'assemblea annuale a Parma occasione per fare il punto sull'impatto dei mutamenti ambientali per agricoltori e allevatori. Nessuno ha speso una parola sul benessere degli animali negli allevamenti. Costretti in luoghi contro la loro natura. Vivono, per quel poco a cui ormai sono ridotti, in ambienti insalubri non solo per gli animali, ma pure per l'uomo che ci lavora o per chi abita nella vicinanze. Con i liquami (non più letame) che si infiltrano nelle falde acquifere, ecc e impestano l'aria. 
Nemmeno sulla qualità dei prodotti agricoli necessaria per una alimentazione sana e naturale, senza sostanze che ne inficino gli aspetti nutrizionali...o divengano addirittura pericolosi (vedi glifosato). Troppo spesso ormai non adeguatamente considerati e funzionali solo alla filiera industriale e non all'uomo. LB

Agricoltura e cambiamenti climatici al centro dell'assemblea annuale di Confagricoltura. Temi che richiedono "consapevolezza e necessità di intervento" ha detto in apertura dei lavori il presidente della confederazione di Parma Mario Marini. "Il tema ci è caro come cittadini prima che come agricoltori perché tocca i nostri campi, i nostri animali e prima ancora noi stessi, i nostri figli. Una inversione di tendenza non è facile ma si può fare".

A palazzo del Governatore anche incroci post elettorali grazie alla presenza dei neo parlamentari leghisti Laura Cavandoli, Maria Gabriella Saponara, Maurizio Campari, Pietro Pisani e la deputata Elena Murelli e del deputato uscente del Pd Giuseppe Romanini a cui Mario Marini ha rivolto un ringraziamento per l'impegno a favore dell'agricoltura nel corso della legislatura appena conclusa.

Verdure proteiche

Elenco verdure proteriche:

verdure verdi:
broccoli;
carciofi;
cavoli;
carote;
spinaci;
asparagi;
peperoni;
patate. 

legumi sono tra le fonti vegetali più altamente proteiche:
ceci;
fagioli;
fave;
soia;
piselli;
lenticchie.
(sono tutti alimenti acidi non alcalini: Link alla Lista dei cibi acidi e basici; quasi tutti i cibi amidacei sono acidi)

 alghe - come la spirulina.

la frutta secca è molto ricca di proteine vegetali:
pinoli;
arachidi;
mandorle;
pistacchi;
anacardi;
noci;
nocciole. (sono tutti alimenti acidi non alcalini; Link alla Lista dei cibi acidi e basici; quasi tutti i cibi amidacei sono acidi)

Verdure amidacee

Elenco di alcune verdure amidacee

  • Barbabietole;
  • Carote leggermente amidacee;
  • Mais ;
  • Platano;
  • Patate dolci ;
  • Piselli;
  • Zucca;
  • Pastinaca ;
  • Patate Bianche;
  • Zucca invernale;
  • Ignami.

Cibo e salute

Cibo e Salute

Vi è una vera e propria filiera della malattia si direbbe incontrastata, anche sostenuta, spesso, con lauti finanziamenti pubblici: si parte dalla non conoscenza del corpo e dei cibi, da una diseducazione scolastica, delle porcherie alimentari distribuite con la pubblicità, per arrivare a patologie devastanti che necessitano di farmaco dipendenza per anni... e grandi sofferenze. Persone e famiglie in gravi difficoltà, la spesa sanitaria che esplode e gli ospedali insufficienti.  

Condividi contenuti