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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Corruzione su trasporto marittimo, indagati anche governatore Crocetta e sottosegretaria Vicari che si dimette

Arrestati l'armatore trapanese Ettore Morace, che ha finanziato con 5 mila euro il movimento del governatore "Ripartesicilia", e il candidato sindaco e deputato regionale Girolamo Fazio. L'indagine dei carabinieri di Palermo e Trapani coinvolge anche il segretario dell'assessore Pistorio, Giuseppe Montalto. Indagata l'ex deputata Caronia oggi candidata con Ferrandelli a Palermo. Nuova bufera sulla campagna elettorale di Trapani: giovedì, la richiesta di soggiorno obbligato per l'altro candidato del centrodestra, Tonino D'Alì

di ANTONIO FRASCHILLA e SALVO PALAZZOLO

Mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo. E persino due Rolex per modificare un emendamento. Politici indagati, tra i quali anche il governatore Rosario Crocetta per "concorso in corruzione": "Non so nulla", si difende il presidente della Regione. "Sono molto sereno - aggiunge - e se ci dovesse essere un invito a comparire che non ho ricevuto perché sono in viaggio sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini."

Corruzione, ai domiciliari il deputato Girolamo Fazio. Manette per l'armatore Ettore Morace

L'indagine dei carabinieri di Palermo e Trapani coinvolge pure il funzionario della Regione Giuseppe Montalto. Bufera sulla campagna elettorale di Trapani, Fazio è in corsa per la poltrona di sindaco. Ieri, la richiesta di soggiorno obbligato per l'altro candidato del centrodestra, Tonino D'Alì

di SALVO PALAZZOLO

Mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo. Un'operazione dei carabinieri dei comandi provinciali di Palermo e Trapani, coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Luca Battinieri, ha fatto scattare gli arresti domiciliari per il deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani, e per il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto. E' andato invece in carcere l'armatore Ettore Morace. E' bufera sulla campagna elettorale di Trapani, dopo la richiesta di soggiorno obbligato per il candidato Tonino D'Alì, un provvedimento della magistratura colpisce anche l'altro candidato del centrodestra, l'avvocato Fazio, arrivato nel 2012 all'Assemblea regionale siciliana con il Pdl, poi è passato al gruppo misto. Intanto, la procura di Palermo annuncia una conferenza per le 11,30 in cui verranno illustrati i particolari dell'indagine che ha portato ai provvedimenti del giudice delle indagini preliminari.

'Ndrangheta, assalto ai fondi Ue e all'affare migranti; 68 arresti. Coinvolti un sacerdote e il capo della Misericordia

Operazione della Dda di Catanzaro contro il clan Arena che controllava il Cara più grande d'Europa. Le accuse: associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegali di armi, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture. Al sacerdote 132 mila euro in un anno per "assistenza spirituale"

di ALESSIA CANDITO e FABIO TONACCI

ROMA - Il Cara di Crotone, uno dei più grandi d'Europa era in mano alla 'ndrangheta. Da dieci anni. Su 103 milioni di euro di fondi Ue, che lo Stato ha girato dal 2006 al 2015 per la gestione del centro dei richiedenti asilo di Crotone, 36 sono finiti alla cosca degli Arena. Questo racconta l'ultima inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, in base alla quale questa mattina sono state fermate 68 persone, molte appartenenti appunto al clan Arena. 

Mps, i pm chiedono il giudizio per Viola, Profumo e Salvadori

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps e di Paolo Salvadori, ex presidente del Collegio sindacale dell’istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio, per i quali lo scorso aprile il gip Livio Cristofano ha respinto l’istanza di archiviazione della loro posizione. I pm Stefano Civardi, Giordano Baggio e Mauro Clerici hanno inviato all’ufficio gip la richiesta di processo per i tre manager dopo che il giudice aveva disposto l’imputazione coatta. Sempre nell’ambito di questo filone di indagine, il sostituto pg Felice Isnardi, che in seguito alla archiviazione disposta dalla Procura di Mps, indagata in base alla legge sulla responsabilità degli enti, aveva disposto come prevede il codice nuovi accertamenti sulla banca, ha trasmesso gli atti ai pm affinché chiudano l’inchiesta con il deposito degli atti in vista di una riunione del procedimento con quello di Profumo, Viola e Salvadori. La tranche d’indagine, trasmessa da Siena la scorsa estate, riguarda la contabilizzazione a ‘saldi aperti’ dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura. I pm Civardi, Baggio e Clerici, coordinati dal procuratore Francesco Greco, sostenevano che Viola, ora ad della Popolare di Vicenza, e Profumo, visti il ‘restatement’ del bilancio di Mps da loro effettuato e la scoperta dei vari ‘trucchi’ che sarebbero stati adottati da chi li ha preceduti per abbellirlo e nascondere ‘buchi’, avrebbero agito senza alcuna intenzione di falsificare i bilanci ne’ di occultare le perdite.

Milano, le mani della mafia su supermercati e vigilantes del tribunale: 15 arresti, commissariate 4 sedi Lidl

L'indagine della Dda sugli affari del clan dei "Laudani". Il gip: "Alcuni dirigenti della catena di discount asserviti per appalti". Coinvolti anche funzionari del Comune

di EMILIO RANDACIO

MILANO - Le mani del clan catanese Laudani sulla società di vigilantes che lavora in tribunale a Milano, ma anche sulla catena dei supermercati Lidl e sugli appalti nelle scuole. E' il bilancio dell'ultima operazione del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari. Le ordinanze di custodia cautelare sono 15 - sono firmate dal gip Giulio Fanales - e parlano di associazione a delinquere, favoreggiamento e corruzione. "Sono stati seguiti i passaggi di denaro - precisa Boccassini - il denaro raccolto a Milano veniva consegnato alla famiglia Laudani, ritenuta il braccio armato di Nitto Santapaola". La presunta associazione per delinquere avrebbe funzionato "da serbatoio finanziario del clan": i soldi servivano per aiutare economicamente le famiglie dei detenuti, cui veniva chiesto di sottoscrivere "una ricevuta".

Operazione contro l'Ndrangheta, fermato a Parma l'armiere del clan Arena

Arrestato Antonio Pompeo, legato alla cosca che controllava il Cara di Crotone

Il Cara di Crotone, uno dei più grandi d'Europa era in mano alla 'ndrangheta. Da dieci anni. Su 103 milioni di euro di fondi Ue, che lo Stato ha girato dal 2006 al 2015 per la gestione del centro dei richiedenti asilo di Crotone, 36 sono finiti alla cosca degli Arena.

Questo racconta l'ultima inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, in base alla quale questa mattina sono state fermate 68 persone, molte appartenenti appunto al clan Arena.

Tra gli arrestati Antonio Pompeo, 49enne originario d’Isola Capo Rizzuto, ma fermato a Parma, dove veniva spesso per vedere la fidanzata. Secondo la testimonianza di un collaboratore di giustizia era l’armiere del clan Arena. Nel corso delle indagini in Calabria, nella sua abitazione a Isola Capo Rizzuto, sono state sequestrate diverse armi e numerose munizioni, insieme a un paio di detonatori elettrici. 

La pax mafiosa - 

 L'inchiesta "Johnny" del procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e dell'aggiunto Vincenzo Luberto ha inoltre scoperto che proprio l’elevato flusso di finanziamenti pubblici riservati all’emergenza migranti ha finito per costituire la principale motivazione della pax mafiosa tra le cosche Arena e Dragone contrapposte ai Nicoscia e Grande Aracri, quest’ultima già protagonista dell’indagine Aemilia , che ha coinvolto anche il parmense. 15 maggio 2017

FonTe Link parma.repubblica.it 

Inchiesta Sanità a Parma, rettore Borghi si dimette: "Lo faccio per l'ateneo"

A una settimana dall'inchiesta Pasimafi in cui risulta indagato per abuso d'ufficio

Il rettore dell'università di Parma, Loris Borghi, si è dimesso.

La decisione arriva a una settimana dall'inchiesta Pasimafi avviata dalla Procura di Parma che ha portato a 19 arresti e 75 indagati tra cui lo stesso rettore, coinvolto nell'indagine per abuso d'ufficio.

Nei giorni seguenti all'inchiesta, le pressioni nei suoi confronti, da parte della politica e dei rappresentanti degli studenti, erano costantemente aumentate perché lasciasse l'incarico.

Michele Panetta, ex candidato M5S a Reggio Calabria, arrestato per rapporti con la ‘ndrangheta.

Michele Panetta che nel 2014 ha corso per le amministrative sotto le insegne dei Pentastellati negli ultimi cinque anni era già finito nei guai per aggressione

“Il Movimento 5 Stelle non è in grado di prevedere il futuro e quindi che un suo candidato possa subire una misura cautelare”. Così il gruppo parlamentare dei pentastellati a Montecitorio in seguito alla notizia riportata dal Corriere della Calabria sul fatto che il 27 aprile un ex candidato del Movimento, Michele Panetta, è stato fermato insieme ad altre 14 persone dai carabinieri e dalla polizia nell’operazione che ha svelato come la “movida” a Reggio Calabria sarebbe controllata dalla cosca Condello della ‘ndrangheta. Panetta, in particolare, era stato candidato per il Movimento fondato da Beppe Grillo alle elezioni comunali del 2014 senza essere eletto.

Secondo quanto scrive il giornale online, Panetta indagato “per associazione mafiosa, lesioni personali, porto illegale di pistola e altri reati” sarebbe stato “uno dei più fidati luogotenenti di Domenico Nucera, il capo della squadra di buttafuori che per conto del clan Condello vigilavano sulla movida estiva e, forse anche per questo, autorizzato a far girare droga nelle notti reggine e ligio al dovere quando c’è stato da “vendicare” l’affronto a uno dei gestori del Niù, con un’aggressione terminata con una gambizzazione. Tutte accuse che gli sono costate prima il fermo per ordine dei pm Stefano Musolino, Giovanni Gullo, Sara Amerio e Walter Ignazitto e poi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Massimo Minniti“.

Schettino condannato per il naufragio della Concordia. Cassazione conferma i 16 anni

Il comandante ora andrà in carcere. Ha atteso il verdetto a Rebibbia: "Busso in carcere e dico 'Sono qui' perché credo nella giustizia". Il naufragio avvenne la notte del 13 gennaio 2012 sulle coste dell'Isola del Giglio. 32 morti, decine di feriti, milioni di danni

di GERARDO ADINOLFI, PAOLO G.BRERA e LAURA MONTANARI

L'ex comandante Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni dalla Corte di Cassazione per il naufragio della Costa Concordia: ora andrà in carcere. Schettino, unico imputato per il disastro in cui persero la vita 32 persone, ha seguito la sentenza dall'esterno del carcere romano di Rebibbia. "Busso in carcere e dico 'Eccomi, sono qui' - ha detto al telefono con il suo avvocato subito dopo la condanna - perché credo nella giustizia".

La Suprema corte ha aggiunto così la parola fine alla vicenda giudiziaria del naufragio della Costa Concordia avvenuto all'Isola del Giglio (Grosseto) il 13 gennaio 2012. Francesco Schettino, il comandante della nave finita contro gli scogli dopo che lui aveva deciso di cambiare la rotta è stato condannato a 16 anni in primo grado, sentenza confermata in secondo. E ora in via definitiva. Il verdetto ha solo tolto un mese di reclusione per l'ex comandante, per la prescrizione di una pena accessoria. E' stato rigettato invece il ricorso del procuratore generale che chiedeva una condanna più alta.

UNIVERSITA’ DI PARMA SOSPENDE IL PROF. GUIDO FANELLI e il dott. MASSIMO ALLEGRI

A seguito della comunicazione ufficiale pervenuta dalla Procura della Repubblica, l’Università di Parma comunica di aver sospeso da oggi (11 maggio 2017) per una durata indeterminata il prof. Guido Fanelli e il dott. Massimo Allegri dai loro rispettivi ruoli di professore ordinario e di ricercatore universitario. 11/05/2017

Giorgio Pagliari: lo scandalo della sanità riporta al centro la questione morale

Lasciando alla Magistratura la valutazione sulla rilevanza penale, la bruttissima vicenda sulla collusione tra professionisti sanitari e case farmaceutiche, comprensiva di sperimentazione non autorizzate, ripropone con nettezza la questione morale, che affligge la nostra realtà, purtroppo non meno di altre.

L'illusione che la lezione di cinque anni fa fosse servita non ha mai avvinto chi, per la conoscenza della città, era (ed è) convinto che il problema era (ed è) di costume e di una mentalità diffusi e radicati, che troppo spesso concepiscono i ruoli pubblici come mere occasioni di tornaconti personali e di clientele.

Quanto tutto questo danneggi Parma e la Provincia è, in questo momento, di un'evidenza particolare basti pensare alla vicenda di Emiliambiente e a questa. Una contingenza, che penalizza, una volta di più, la maggioranza dei parmigiani e dei parmensi, gente specchiata. E deve particolarmente allarmare perchè, questa volta e per fortuna, il primo a denunziare il malaffare (per la parte conosciuta) è stato lo stesso Direttore Generale, Dott. Fabi, osteggiato nella sua azione più generale di rinnovamento dai titolari di privilegi e da poteri più o meno abituati alla segretezza dell'operare.

Tale circostanza, infatti, dimostra che neanche anticorpi così robusti sono in grado di eliminare la corruzione e che solo una azione corale dei singoli, di Istituzioni forti e libere e della società può portare a risultati significativi sotto questo profilo.

Or bene, sottovalutare la questione morale, non assumerla come prioritaria con determinazione e con lungimiranza, non farne un punto qualificante e decisivo in questo momento vorrebbe dire proporre ricette per l'eliminazione degli effetti e non delle cause. E ciò è tanto più vero in una fase nella quale l'infiltrazione della criminalità organizzata è una questione reale e una preoccupazione molto diffusa.

Parma, OPERAZIONE PASIMAFI: Fanelli, indagati anche moglie e due figli, ognuno con suo ruolo

Poteva contare sull'aiuto di tutta la famiglia, Guido Fanelli, il luminare delle cure palliative considerato da Procura di Parma e da Nas il cuore dell’organizzazione scoperta con l’operazione Pasimafi, che ieri ha portato a 19 arresti fra dirigenti medici e imprenditori del settore farmaceutico, e 75 indagati. 
Il figlio Roberto era a capo della Crag Up, una delle società di comodo per il riciclaggio del denaro, la moglie di Fanelli, Fiorella Edi Nobili, era invece referente come dirigente medico in Lombardia mentre l’altro figlio, Andrea, avrebbe redatto lavori scientifici richiesti ad hoc dalle case farmaceutiche dall’alto del suo ruolo in una struttura medica di Bologna. Tutti e tre risultano ora indagati assieme ad altre 53 persone. 
Intanto emerge come l’Azienda Ospedaliero-Universitario avesse già sollecitato l’Università di Parma a sospendere il professor Fanelli dal suo incarico di dirigente della 2a Rianimazione dell’Ospedale di Parma. Richiesta avanzata nel 2016 ma mai recepita dall’ateneo parmigiano. 
Nelle oltre 500 pagine dell’ordinanza sui rapporti fra sanità pubblica ed imprese farmaceutiche che ha portato all’arresto del professor Guido Fanelli, vi sono anche le intercettazioni choc: "Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno...». 
L’intercettazione, datata 2015, rivela come l’organizzazione considerava il ruolo della ricerca scientifica nel delicato campo delle cure palliative. Una rete rodata, composta da dirigenti medici, componenti del Ministero della salute e 17 aziende farmaceutiche in grado di effettuare senza alcuna remora ricerca non autorizzata su ignari pazienti. 09 Maggio 2017 

Fonte Link gazzettadiparma.it 

Arresti per corruzione nella sanità, le reazioni a Parma

La politica locale batte un colpo sul caso degli arresti per corruzione scaturiti da un'inchiesta della Procura di Parma.

"Un enorme scandalo si è abbattuto sulla nostra città, coinvolgendo un settore - la sanità - estremamente importante e molto caro a tutti noi cittadini. Parma è ancora una volta nei titoli dei Tg, purtroppo. Non giudico i fatti, lascio che la magistratura faccia il suo lavoro senza interferenze e ringrazio Procura e carabinieri per l'opera svolta. Intendo inoltre esprimere vicinanza e solidarietà a chi opera nella nostra sanità ogni giorno con dedizione e integrità assoluta. La città è con voi che siete tanti" scrive Paolo Scarpa.

"Ritengo sia giunto il momento che tutti riconoscano, una buona volta, quanto sia necessario agire a tutela della legalità, intensificando gli sforzi e vigilando concretamente, cosa che oggi non si fa abbastanza. Abbiamo bisogno di organismi che possano fare da osservatorio e da centrale di rischio. Non si può tenere bassa la guardia per sempre e Parma non può girarsi dall'altra parte facendo finta di non vedere, come già troppe volte in passato. A forza di distogliere lo sguardo potrebbe arrivare il giorno in cui davvero non ci riconosceremo più. Abbiamo bisogno di un termometro che ci misuri la febbre adesso. Il futuro di Parma è nelle cure che sapremo destinare alla nostra città e nell'attenzione a ciò che ci accade. Vogliamo bene a Parma e la vogliamo sana. Solo così lei avrà cura di tutti noi" conclude il candidato sindaco del centrosinistra.

Indagine Pasimafi del Nas: arrestato il luminare Fanelli: "Comando io, ho creato un sistema"

Sgominata organizzazione a cui partecipavano dirigenti medici e manager del campo farmaceutico per pilotare il busines delle cure palliative e delle terapie del dolore. Nell'inchiesta della Procura di Parma coinvolti anche Massimo Allegri, Marcello e Ugo Grondelli e Giuseppe Vannucci. Indagato il rettore Borghi

Si era definito come "mamma" della legge 38 del 2010 sulle cure palliative e terapia del dolore. Nelle intercettazioni del Nas di Parma, Guido Fanelli s’è trasformato nel "Briatore delle terapie del dolore".

Il 62enne direttore della struttura complessa di Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’ospedale Maggiore di Parma è stato arrestato nella sua abitazione nel milanese lunedì mattina. Il professore è ora ai domiciliari. A Parma  sono state arrestate altre quattro persone. Il rettore dell’università di Parma, Loris Borghi, figura tra i 75 indagati. 

Secondo la Procura di Parma, Fanelli sarebbe la mente  di un "vasto sistema di corruzione e riciclaggio" che coinvolge grandi aziende farmaceutiche italiane ed estere e che ha portato in tutta Italia all'arresto di 19 dottori e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici. 

Di "corruzione quasi permanente, con mercimonio delle funzioni pubbliche per interessi privati" ha parlato il procuratore della Repubblica di Parma Antonio Salvatore Rustico. L'operazione Pasimafi ha svelato in pratica una organizzazione a cui partecipavano dirigenti medici, esponenti del ministero della Salute e diversi manager del campo farmaceutico. L'obiettivo era quello di pilotare il "business" delle cure palliative e delle terapie del dolore.

Paolo Scarpa: solidarietà a chi opera nella nostra sanità

IL PD paladino della legalità(!?) Ma Scarpa legge i giornali? Non è sufficiente mettere in lista un ex Procuratore Capo in pensione, senza alcuna consultazione minima, una decisione solo di Scarpa (a richiesta di Laguardia), per legittimarsi a questo ruolo di garante. Anzi... vista la storia non certo brillante della nostra Procura e il caso SPIP e Parmalat... e molte altre. La responsabilità poi non è certo dell' Amministrazione uscente, come si vorrebbe far intendere nel comunicato scarpiano. La sanità dipende dalla Regione di Bonaccini. il sindaco è responsabile per la salute dei cittadini, ma la gestione della Sanità è nelle mani del Governatore. Il coinvolgimento del Rettore  Borghi è preoccupante.  LB 

Blitz dei Nas in tutta Italia, in manette 19 medici e imprenditori farmaceutici

Al centro del "sistema di corruzione e riciclaggio" il luminare della terapia del dolore Guido Fanelli, agli arresti domiciliari. L'indagine, partita da Parma, avrebbe accertato che ha ricevuto soldi, beni immobili e anche uno yacht in cambio di favori

di FABIO TONACCI

ROMA - Il luminare italiano per le terapie del dolore, Guido Fanelli, è da questa mattina agli arresti domiciliari. E' lui, secondo l'inchiesta della procura di Parma, il perno di un vasto "sistema di corruzione e riciclaggio" che coinvolge grandi aziende farmaceutiche italiane ed estere e che ha portato all'arresto di 19 dottori e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici.

Il professor Fanelli, ordinario di Anestesia e Rianimazione all'università di Parma, è stato consulente tecnico del governo per l'estensione della legge 38 del 2010 sulle cure palliative e terapia del dolore, nonché presidente della Commissione istituita ad hoc dal 2008 al 2015 presso il ministero della Salute. E' stato anche relatore del Piano oncologico nazionale del 2008.

Consorzio Agrario di Parma: diciassette richieste di rinvio a giudizio

L'inchiesta per bancarotta fraudolenta

Gli ex presidenti Fabio Massimo Cantarelli e Luigi Malenchini, gli ex consiglieri Paolo Bandini, Guido Baratta, Enrico Bilzi, Lorenzo Bonazzi, Gianni Brusatassi, Celeste Cavaciuti, Davide Guareschi, Ezio Pederzani, l'ex direttore generale Umberto Colla, gli ex sindaci Genesio Banchini, Massimo Bianchi, Gianluca Broglia, Michele Pellizziari e infine gli ex revisori dei conti Maurizio Magri e Marco Menegoi.

Sono le persone per cui la Procura di Parma, dopo le indagini portate avanti dalla Finanza, ha chiesto, come scrive la Gazzetta di Parma, il rinvio a giudizionell'inchiesta aperta per bancarotta fraudolenta relativa al Consorzio Agrario di Parma. Per altri tredici, inizialmente indagati, è stata fatta istanza d'archiviazione.

Secondo la Procura, ex amministratori, sindaci e revisori, a vario

 titolo, avrebbero messo in atto operazioni dolose, plusvalenze fittizie e falsi per non far emergere il dissesto economico che nel 2011 ha portato al commissariamento del Consorzio a fronte di un buco di 80 milioni di euro. Dal 2014, superato il commissariamento e grazie al lavoro dei nuovi amministratori, la realtà agricola è di nuovo pienamente operativa04 maggio 2017
 
Fonte Link parma.repubblica.it 

Appalti irregolari, arrestati il sindaco Di Girolamo e un assessore di Terni: “Monopolio perfetto con cooperative”

Secondo la Procura gli appalti - dal verde pubblico ai servizi turistici per le Cascate delle Marmore - venivano riaffidati senza nuove gare. Ed è così che è stato possibile per il raggruppamento di cooperative ottenere proroghe fino a 63 proroghe consecutive. "Così continuando a garantire, a volte, anche per oltre 5 anni consecutivi la gestione del contratto al medesimo raggruppamento di cooperative sociali". I bandi "cuciti addosso" alle società

“Un monopolio perfetto nel territorio ternano nel settore degli appalti di servizi al medesimo raggruppamento di imprese cooperative“. Era il meccanismo architettato, secondo la Procura di Terni, dal combinato disposto di politici e tecnici che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco del Comune di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Bucari, entrambi del Pd. Cuore dell’indagine, condotta dagli uomini della polizia e dai militari della Guardia di finanza, una lunga serie di appalti di servizi pubblici a cooperative locali. A due componenti di cooperative sociali di tipo B – che impiegano lavoratori di categorie svantaggiate – è stato invece applicato il divieto temporaneo di esercizio dall’attività d’impresa. Si tratta dello sviluppo di un’indagine chiamata “Spada” per gli inquirenti avevano chiesto e ottenuto la proroga d’indagine. Era stato lo stesso sindaco Di Girolamo a rendere noto che fosse indagato. In quell’occasione era emerso che i reati ipotizzati a suo carico erano tra gli altri associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti.

Piercamillo Davigo: “Giudici in politica? Penso non debbano entrarci mai.

Gisella Ruccia

“Penso che i magistrati non debbano fare politica mai. Però, se qualcuno decide di fare politica, bisognerebbe in qualche modo regolamentare il rientro in magistratura“. Sono le parole pronunciate a Dimartedì (La7) dal presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo, che precisa: “Per un magistrato deve essere comunque una scelta etica quella di entrare in politica. Non si può pensare di vietarglielo per legge, perché in tutti i Paesi del mondo i diritti politici si tolgono ai delinquenti ed è solo in Italia che si pensa di toglierli ai magistrati. Tregua tra magistratura e politica? Non c’è mai stata. Siamo stati presi più volte a male parole e i politici non hanno rispettato gli accordi convenuti“.

Bologna, Davigo agli studenti di legge: "Emigrate"

Lectio del magistrato in Facoltà, sarcastico e duro con la classe politica ("Gentaglia")

BOLOGNA “E se sapete le lingue, l’alternativa è andare a studiare all’estero ed emigrare. Mi rendo conto di dire una cosa disperata, ma questa è la situazione”. Piercamillo Davigo ha chiuso così la sua lectio magistralis alla Facoltà di Legge davanti a un centinaio di studenti. "Il 93 per cento dei dottori in Giurisprudenza - ha risposto l'ex (da pochi giorni) presidente dell’Anm alla domanda finale di un laureando - fanno gli avvocati, la metà di loro guadagnando meno di un call center. E' un mestiere che si è proletarizzato. Per conquistare uno dei 250 posti da magistrato si impiegano anni e anni di gavetta: una volta a 28 anni potevi già essere magistrato, oggi se ti va bene ci arrivi a 32-33 già stanco. Se siete pronti, questa è la strada che vi aspetta. Altrimenti c'è l'estero".

Parma, i carabinieri sequestrano 1800 litri di latte per l'infanzia

Operazione del nucleo Antifrode in una ditta di trasformazione

Il nucleo Antifrode di Parma, a seguito verifica in un'azienda di trasformazione alimentare con sede nel Parmense, ha sequestrato 126 kg di latte di asina liofilizzato indirizzato alla trasformazione nell’equivalente di circa 1.800 litri di latte destinati all’infanzia.

L’attenzione dei carabinieri si è incentrata sulla carenza degli elementi essenziali - previsti dalle norme di settore - per stabilire la provenienza del prodotto.

L’alimentazione infantile, ricordano i  militari, negli ultimi anni ha attratto sempre più i riflettori del pubblico

 interesse, sia in ragione del particolare utente cui è destinata, sia per la sua strumentalità come mezzo di educazione alimentare, attraverso il quale viene a definirsi il rapporto con il cibo fin dai primi anni di vita.

La sicurezza dell’alimentazione dei piccoli consumatori è "un bene prezioso e prioritario, in relazione ai molteplici fabbisogni nutrizionali specifici e alla delicatezza delle plurime implicazioni della salute dei bambini". 26 aprile 2017

Fonte link parma.repubblica.it 

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