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La vita sta cambiando pelle

Cronaca Nera e Giudiziaria

Cronaca Nera e Giudiziaria: vicende di giustizia, delitti, accuse, nuove leggi, magistratura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

I genitori si separano? Il minore ha diritto di dire la sua ed essere ascoltato

La Cassazione ha fatto chiarezza sulla modalità in cui un giudice deve interpellare un ragazzo coinvolto nella separazione dei genitori
di FEDERICA MENDOLA *

"I miei genitori non si vogliono più bene. Discutono. Urlano. Parlano di separazione, ma io non so cosa significa. Ho paura, penso che non potremo più stare sempre tutti e tre insieme. Dicono che io starò un po' con la mamma e un po' con il papà. Non mi chiedono con chi vorrei stare. Io, dentro di me, so con chi vorrei addormentarmi e in quale casa vorrei svegliarmi. Vorrei poter scegliere, vorrei essere ascoltato".

Questo è solo parte dei possibili pensieri che ronzano nella testa di un bambino che diventa complemento, inconsapevole e inerme, di complesse dinamiche familiari quando i suoi genitori decidono di separarsi. Un bambino così angosciato e confuso, esprime una richiesta di aiuto. Una  richiesta di ascolto. Il nostro legislatore, seppur a "scoppio ritardato" rispetto al resto del mondo (Convenzione ONU sui diritti del fanciullo di New York del 20 novembre 1989), ha previsto e disciplinato il c.d. "diritto all'ascolto del minore" agli artt. 315bis336bis e 337octies del codice civile, introdotti dal D. Lgs. 154/2013.

Migranti: lucravano su accoglienza, 5 arresti

Anche funzionario pubblico e impiegato ministero Giustizia

La Polizia di Stato di Benevento, dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Benevento e del Nas di Salerno ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Benevento nei confronti di 5 persone tra cui un funzionario pubblico, un impiegato del Ministero della Giustizia e un appartenente alle forze dell'ordine, accusati di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio.
    L'indagine, coordinata dalla Procura di Benevento, ha avuto origine da un esposto e ha fatto luce su una serie di gravi comportamenti illeciti riguardanti la gestione dei centri di accoglienza per migranti della Provincia di Benevento. Le investigazioni hanno permesso di ricostruire un sistema criminale che lucrava sulle assegnazioni pilotate dei migranti, sul sovraffollamento dei centri e sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti, con la connivenza di alcuni pubblici dipendenti. 21 giugno 2018

Fonte Link: ansa.it

Parma, terza indagine coinvolge Federico Pizzarotti per abuso d'ufficio

Inchiesta sulla riconferma senza bando del direttore generale, portavoce e capo di gabinetto

"C'è una nuova indagine a mio carico arrivata nei giorni scorsi. Il fatto ? Avere deciso di riconfermare come direttore generale (Marco Giorgindr), portavoce (Marcello Frigerindr) e capo di gabinetto (Francesco Cirillondr) le stesse persone che mi hanno seguito nei primi cinque anni di mandato".

Così il sindaco Federico Pizzarotti dà conto, su facebook, di una terza indagine a suo carico dopo quelle relative all'alluvione del 2014 e alla vendita delle quote comunali detenute nella società partecipata Stu Pasubio.

Arresti stadio Roma: tutti i nomi coinvolti nell'inchiesta

Progetto Stadio Roma

Ecco la lista di tutte le persone coinvolte nell'inchiesta sull'impianto di Tor di Valle.
Gli arrestati  Luca Parnasi, presidente Eurnova , Luca Caporilli, Simone Contasta, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone, Giulio Mangosi suoi collaboratori. 
Ai domiciliari Adriano Palozzi, vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Michele Civita, ex assessore regionale all'Urbanistica del Lazio, Luca Anzalone presidente Acea e consigliere dei 5S sul progetto di Tor di Valle
Tra gli indagati. Davide Bordoni, capogruppo al Comune di Forza Italia,  Paolo Ferrara capogruppo al comune dei 5S, Francesco Prosperetti direttore della Soprintendenza speciale archeologica, Giovanni Malagò presidente del Coni, il faccendiere Luigi Bisignani. 15 giugno 2018

Fonte Link: repubblica.it

DOCUMENTO ORDINANZA PDF

Processo Public Money, il pm Paola del Monte richiede «8 anni a Costa, 4 anni e otto mesi a Villani».

Processo Public Money. Il «conto» di Paola del Monte per i nove imputati: in tutto richiesti 31 anni di reclusione. Otto anni chiesti per Andrea Costa, 4 anni e otto mesi per Luigi Giuseppe Villani. Prescrizione per Marco Rosi.
Il Comune ha chiesto tre milioni di risarcimento. 16 Giugno 2018

Record di Comuni sciolti per mafia, sono già 12 da inizio anno

ANDREA FIORAVANTI

A questo ritmo il 2018 sarà l’anno peggiore da quando esiste la legge. Nove su dieci sono in Campania, Calabria e Sicilia. I sindaci: “la norma del 1991 è troppo severa”

Torino - La mafia uccide solo d’estate ma si infiltra nei piccoli Comuni italiani tutto l’anno. L’allarme l’ha lanciato Avviso pubblico, associazione di enti locali per la formazione civile contro le mafie [LINK] Solo nei primi quattro mesi del 2018 il Consiglio dei ministri ne ha già sciolti dodici. Gli ultimi cinque, il 26 aprile, tutti nel Sud Italia. Tra questi ci sono anche Platì, in provincia di Reggio Calabria, già sciolto quattro volte per infiltrazione mafiosa e Limbadi, nel vibonese, dove lo scorso 9 aprile un’autobomba piazzata su una Ford Fiesta uccise Matteo Vinci che aveva denunciato la sorella di un boss dopo una lite per questioni di vicinato. 

Dal 1991 a oggi sono stati 308 gli enti locali commissariati per infiltrazioni mafiose. Più di un terzo negli ultimi sei anni (101). Solo l’anno scorso sono stati 21, ovvero una media di due scioglimenti al mese. E se il buongiorno si vede dal mattino, a questo ritmo il 2018 rischia di superare il record storico di Comuni sciolti: 34 nel 1993. In quell’anno ci furono sette attentati mafiosi, tra cui uno agli Uffizi di Firenze che provocò cinque morti.  

Gasdotto Tap, la procura di Lecce sequestra un'area del cantiere: dubbi sull'espianto di 448 ulivi

In località Le Paesane era stato recentemente avviato l'espianto di 448 ulivi che si trovano sul tracciato del gasdotto. Lunedì scorso sopralluogo del sindaco con i parlamentati M5S che avevano presentato un esposto

La Procura di Lecce ha posto sotto sequestro una parte del cantiere per la realizzazione del gasdotto Tap, a Melendugno. Si tratta dell'area in località Le Paesane, in cui era stato recentemente avviato l'espianto di 448 ulivi che si trovano sul tracciato del gasdotto.

Lunedì scorso alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle avevano visitato il cantiere insieme al sindaco di Melendugno, Marco Poti, e avevano poi presentato un esposto alla magistratura per valutare la legittimità degli ulteriori espianti, dopo i 200 circa effettuati nella scorsa primavera in località San Basilio.

A seguire, i carabinieri forestali avevano effettuato un sopralluogo sul  cantiere, dal quale è scaturito il provvedimento di sequestro, firmato dal Procuratore della Repubblica, Leonardo Leone de Castris, è dalla pm Valeria Farina Valaori.

Infrastrutture Lombarde: i contatti tra Mori, De Donno e Formigoni

Dalle pagine dell'inchiesta che ha portato all'arresto di 8 persone, tra cui Antonio Rognoni, emergono strani dialoghi tra l'allora presidente della Regione e i due ex ufficiali del Ros imputati nel processo sulla trattativa Stato-mafia. Il già colonnello al generale: "Iniziano a uscire problemi di ’ndrangheta”

di  

Appalto Expo. Quello della cosiddetta Piastra. Dietro la sua assegnazione nel 2012 si consuma una guerra di potere. Da un lato il dg di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, dall’altro i vertici di Expo spa capitanati da Giuseppe Sala. Con l’impresa Mantovani, inizialmente avversata dai vertici Ilspa a favore di Impregilo, che vince inaspettatamente. Il dato, clamoroso, emerge dalle 600 pagine dell’informativa della Finanza messa agli atti dell’inchiesta della procura di Milano che giovedì scorso ha coinvolto otto persone. Annotazioni e migliaia di telefonate. Tante parole. La più diffusa è “inventare”. Perché di questo si è trattato per anni. Inventare consulenze e incarichi per milioni di euro. O ancora, in codice, con le prestazioni che vengono “gonfiate” “spupazzate” oppure “rinciccionite”. Da un lato Expo. Le gare, i bandi. Pioltati. Tanto che, intercettati, Rognoni e il direttore lavori (sospeso) Alberto Porro, a proposito di alcuni documenti artefatti (legati alla Piastra) commentano: “Tanto poi li trituriamo”.

Trattativa Stato-Mafia, sentenza storica: Mori e Dell’Utri condannati a 12 anni. 8 anni a Giuseppe De Donno

Ai vertici del Ros inflitta la stessa pena del fondatore di Forza Italia. Otto anni per De Donno. Assolto Mancino. Condanna a 8 anni anche per Massimo Ciancimino, 28 anni per il boss Leoluca Bagarella. Prescritto Brusca

di  

Sette minuti e cinquanta secondi. Tanto ci ha impiegato il giudice Alfredo Montalto per dire che non solo la Trattativa tra Cosa nostra e pezzi dello Stato c’è stata, ma che ad averla fatta sono stati i boss mafiosi, tre alti ufficiali dei carabinieri e il fondatore di Forza Italia. È una sentenza che riscrive la storia della fine della Prima Repubblica e l’inizio della Seconda quella emessa dalla Corte di Assise di Palermo.

I giudici hanno condannato a pene comprese tra 8 e 28 anni di carcere gli ex vertici del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, l’ex senatore Marcello Dell’Utri e i mafiosi Antonino Cinà e Leoluca Bagarella. A quest’ultimo è stata inflitta la pena di ventotto anni di carcere. I pm Vittorio Teresi, Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene avevano chiesto per lui una sentenza a 16 anni di carcere. 20 aprile 2018

Fonte Link: ilfattoquotidiano.it

"Il cane non ha abbaiato": come l'Emilia Romagna è diventata terra di mafia

Il dossier curato dall’associazione Mafie sotto casa presentato all’assemblea della Filcams a Parma

“L’Emilia Romagna è terra di mafia”. Parole del procuratore antimafia Roberto Pennisi. “La ‘ndrangheta si è infiltrata in Emilia Romagna senza colpo ferire”. Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia. È successo perché il “Cane non ha abbaiato”. È questo il titolo del dossier curato da Mafie sotto casa, un’associazione di volontari da anni impegnata a raccogliere dati e notizie sul fenomeno mafioso, rese liberamente  consultabili on-line (http://mafiesottocasa.com)

MAFIE SOTTO CASA: LA MAPPA DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 

“È uno strumento per raccontare fino a che punto le mafie siano radicate sul nostro territorio. In questo modo abbiamo voluto renderle visibili” spiega la presidente dell’associazione Rebecca Righi, che ha presentato il volume nel corso dell’assemblea generale della Filcams a Parma. 

Padoan lascia in eredità 170 miliardi di maggior debito pubblico

ex Ministro Pier Carlo Padoan

Giuliano Balestreri

I signori del Debito pubblico: nei tre anni della gestione Padoan, il rosso cumulato dallo Stato è cresciuto di 119 miliardi di euro. Ma il peggio deve ancora arrivare. Secondo l’Osservatorio di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review, nei prossimi tre anni il debito pubblico crescerà “di ben 55 miliardi in più di quanto sarebbe spiegato dall’andamento del deficit”. Come a dire che l’eccesso di spesa non giustifica il peggioramento dei conti pubblici.

Il ministero dell’Economia ha provato a fare chiarezza spiegando che i 55 miliardi “includono le partite finanziarie, le stime riguardanti la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, la spesa per interessi sugli swap, la spesa per interessi sui Buoni Postali fruttiferi, gli introiti delle aste delle frequenze UMTS (conteggiate nel triennio solo nei dati di competenza)”.

Leggi anche Bilancio record per la Cdp grazie all’aiuto di Padoan

Una risposta che lascia diversi interrogativi sul reale stato di salute delle finanze pubbliche e che – di certo – complica la vita del prossimo governo. Anche perché in eredità al prossimo governo sono già stati lasciati 26,5 miliardi di clausole di salvaguardia da disinnescare entro il 2019 per evitare l’aumento dell’Iva.

Leggi anche Con l’aumento dell’Iva, il nuovo governo ha le mani legate

Nucleare, acqua contaminata nel mar Jonio. Sequestrato impianto Itrec di Rotondella (Matera): 5 indagati

Rotondella

I reati ipotizzati nell’inchiesta sono: inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Ma lo smantellamento del sito potrà proseguire. L’impianto di Rotondella è gestito dalla Sogin e il sequestro riguarda anche l’impianto "ex Magnox", che si trova nella stessa area

Per evitare che continui lo scarico nel mare Jonio di acqua contaminata proveniente dall’impianto nucleare Itrec di Rotondella (Matera), la Procura della Repubblica di Potenza ha fatto eseguire stamani il sequestro di tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico.

I reati ipotizzati nell’inchiesta sono: inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Ma lo smantellamento del sito potrà proseguire. L’impianto di Rotondella è gestito dalla Sogin e il sequestro riguarda anche l’impianto “ex Magnox”, che si trova nella stessa area. Le indagini sono cominciate dal “grave stato di inquinamento ambientale causato da sostanze chimiche” – cromo esavalente e tricloroetilene, che sono cancerogene – in cui si trova la falda acquifera sottostante il sito nucleare. Le sostenze sono usate per il riprocessamento di barre di uranio-torio. Nell’impianto sono custodite dagli anni Sessanta 64 barre di uranio provenienti da Elk River (Stati Uniti): il sito è in fase di decommissioning, ma il sequestro “non bloccherà queste attività”.

Tirreno Power, 26 rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo

Tutti gli imputati, dirigenti e membri del cda dell'ex centrale a carbone di Vado Ligure, andranno a processo. Lo ha stabilito il giudice di Savona. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale

I dirigenti e i membri del consiglio d’amministrazione di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientalee sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le richieste di rinvio a giudizio di tutti i 26 imputati che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo all’ex centrale a carbone di Vado Ligure, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il Ministero dell’Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

Borotalco e mesotelioma: Johnson & Johnson dovrà pagare 95 milioni di euro di risarcimento


Nel 2016 il 46enne Stephen Lanzo ha fatto causa all'azienda dopo che gli è stato diagnosticato il tumore, che è in genere associato all'esposizione all'amianto

di Simona Marchetti

La Johnson & Johnson e il suo fornitore Imerys Talc dovranno dare altri 80 milioni di dollari (65 milioni di euro) al 46enne Stephen Lanzo, che nel 2016 fece causa alle due aziende dopo che gli venne diagnosticato un mesotelioma (un tipo di cancro che colpisce il rivestimento di alcuni organi e che è in genere associato all'esposizione all'amianto), a suo dire provocato dal borotalco che aveva usato per oltre 30 anni (il talco è un minerale che si trova spesso vicino alle miniere di amianto e diversi studi hanno dimostrato che esiste un rischio di contaminazione incrociata durante l'estrazione). La scorsa settimana una giuria aveva stabilito un primo risarcimento di 30 milioni di dollari (24 milioni di euro) per Lanzo (che è il primo uomo a fare causa per un cancro provocato dal borotalco, visto che le altre denunce riguardavano una possibile correlazione col cancro alle ovaie nelle donne) e di altri 7 milioni (5,7 milioni di euro) per la moglie Kendra, ma mercoledì una seconda giuria ha quasi triplicato l'entità del pagamento.

Le aziende faranno ricorso

Wind Tre, multa Antitrust di 4,25 milioni per pubblicità su fibra ottica e traffico dati: “Condotta omissiva e ingannevole”

Secondo il garante della concorrenza, la società di telecomunicazioni ha omesso "le informazioni sui costi del traffico extrasoglia una volta esauriti i giga inclusi nell’offerta". Nel mirino anche le campagne pubblicitarie per i servizi da rete fissa

Pubblicizzava offerte che garantivano di poter navigare online con lo smartphone senza limiti (ma non era proprio così). E ometteva di indicare tutte le condizioni (e i limiti) della sua fibra ottica. Ora è intervenuta l’Antitrust, che ha multato Wind Tre Spa per 4,25 milioni di euro e ha definito “omissiva e ingannevole” la sua condotta.

Secondo il Garante della concorrenza e del mercato, la società di telecomunicazioni ha omesso “le informazioni sui costi del traffico extrasoglia una volta esauriti i giga inclusi nell’offerta”. Le pubblicità incriminate sono “Free Unlimited Plus” e “Naviga senza pensieri alla massima velocità con la rete 4G Lte di 3” che, sottolinea l’Antitrust in una nota, “hanno lasciato erroneamente intendere ai consumatori che il servizio fosse caratterizzato da un traffico dati illimitato sia in download che in upload“. Una volta finiti i gigabyte proposti da questi pacchetti, infatti, gli utenti si vedevano addebitare dei costi aggiuntivi non segnalati in modo chiaro.

Ma nel mirino dell’Authority sono finite anche le campagne pubblicitarie per la connettività da rete fissa in fibra ottica. Wind Tre, evidenzia l’Antitrust, non ha fornito informazioni sufficienti sulle caratteristiche di questi servizi: dalle aree di copertura della fibra, alle differenze in termini economici e di velocità delle varie offerte. Una condotta, definita “omissiva e ingannevole”, perché “il consumatore, a fronte dell’uso del termine onnicomprensivo ‘fibra’, non è stato messo nelle condizioni di individuare gli elementi che distinguono, in concreto, le diverse tipologie di offerta”.

8 Marzo del 1993 - Auriti denuncia la Banca d'Italia

Il professore profeta che anticipò, in tempi non sospetti, il disastro economico-monetario  dei nostri giorni

L’8 Marzo del 1993 ricorre l’anniversario della denuncia fatta dal Prof. Giacinto Auriti alla Banca D’Italia. Il docente universitario di diritto, è stato il primo  a denunciare pubblicamente la truffa dell’emissione monetaria ai danni del popolo.
Per ricordare questo suo atto riporto integralmente   una registrazione  di un’intervista concessa da Auriti a Radio Radicale nel 2000, che non ha avuto nessun seguito nei mass media nonostante la gravità delle dichiarazioni rilasciate dal professore.
A distanza di più di vent’anni, siamo tutti obbligati  a riflettere profondamente  sulle sue parole,  perché  da uomo che conosceva benissimo i sistemi che dominano il modo, fece dichiarazioni profetiche che oggi nessuno può contestare.
Pertanto il suo messaggio rimanendo  costantemente  attuale deve essere continuamente divulgato per far si che penetri nelle coscienze di tutti, indistintamente dal credo politico o religioso che sia.
Per chi volesse ascoltare il messaggio dalla sua stessa voce questo è il link di riferimento:
(https://www.youtube.com/watch?v=z9CnDC6PX34)

LʼAquila, la Ue chiede la restituzione (immediata) delle tasse sospese dopo il sisma del 2009: "Erano aiuti di Stato"

Protesta unanime di tutte le istituzioni contro le 350 cartelle esattoriali giunte ad altrettanti imprenditori de L'Aquila che impongono la restituzione entro 30 giorni delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009 a imprese e professionisti del cratere terremotato. La sospensione, infatti, è stata bocciata dalla Commissione europea che ha aperto una procedura d'infrazione per "aiuti di Stato".

Parma, Andrea Costa dovrà risarcire 700mila euro a Stt

Costa era già presente nel circuito pubblico del Comune ai tempi di Elvio Ubaldi Sindaco e già combinava disastri. LB

La decisione del tribunale nei confronti dell'ex capo della società partecipata del Comune

Andrea Costa, manager parmigiano messo alla guida della holding comunale Società di trasformazione del territorio (Stt) nel 2009 dall'ex sindaco Pietro Vignali, dovrà versare 700 mila euro più interessi alla società partecipata.

Lo ha stabilito il tribunale di Parma che ha così decretato la gestione dissennata di Costa.

Tra gli esempi, il contratto di affitto stipulato con la Belforte Real Estate di Parma per insediare Stt nell'ex sede Parmacotto in via Conforti, salvo, pochi mesi dopo, rescindere - senza informare il cda e protocollare la disdetta - la locazione (280mila euro annui) e dopo aver speso 200mila euro in lavori di ristrutturazione. I nuovi vertici della holding, informati della disdetta dalla Belforte Real Estate, rimasero in via Conforti fino alla del 2011 pagando una penale di 110mila euro.

Tra le spese contestate anch 60mila euro sborsati per il servizio nell'area hospitality del Tardini ai tempi di Tommaso Ghirardi, una consulenza da 190mila affidata alla società AT Kerney per lo sviluppo della città, un'altra da288 mila euro alla  Bain e Company legato all'agroalimentare, 26mila euro alla Elan International per la ricerca di una segretaria e di un dirigente, 36 mila euro alla Methodos per investimenti media e marketing e 48mila euro alla Gipieffe.

Paolo Maddalena su Poveglia e la Costituzione Italiana

isola di Poveglia
Poveglia
 è un'isola della laguna veneta posta a sud, di fronte a Malamocco lungo il Canal Orfano, che collega la bocca di porto di Malamocco con Venezia. La sua superficie è di 7,25 ettari, è quindi un'isola abbastanza grande nel contesto lagunare. Fonte LINK WIKIPEDIA

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