Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Abolire il lavoro è una strategia

di 

Se entrate nella filiale di una banca, in Italia, ai nostri giorni, troverete una stanza gremita di gente che aspetta, ciascuno con il suo numero di turno, che l’unico impiegato dell’unico sportello in servizio, sia disponibile. A suo tempo. Prima deve evadere le pratiche degli altri. E voi, intanto, contribuite al funzionamento agile e snellito della filiale bancaria con il vostro tempo, dunque con il vostro lavoro. Ognuno di noi, quando va in banca, lavora per la banca, che ha licenziato tutti gli “esuberi” (gli altri impiegati che erano disponibili subito) e in questo modo ha spostato il lavoro dall’azienda, che migliora il suo profitto, ai clienti, costretti ad offrire tempo, dunque a lavorare gratis.

Il lato nero del cioccolato. "Così stanno morendo le foreste dell'Africa"

La denuncia dell'ong Mighty Earth: 80% delle foreste scomparse in Costa d'Avorio. E molto del cacao che mangiamo è "illegale"

di GIACOMO TALIGNANI

MENTRE noi ci gustiamo la nostra barretta di cioccolato migliaia di ettari di foreste africane sono già scomparsi uccidendo animali ed interi ecosistemi. Alberi appartenenti a parchi nazionali e zone che dovevano essere protette sono diventate vittime della deforestazione per lasciar spazio all'industria del cacao.

La denuncia, multipla, che punta il dito contro la complicità del governo ivoriano e le disattenzioni delle principali aziende produttrici di cacao internazionali, arriva da un dettagliato report dell'organizzazione non governativa Mighty Earth (.pdf). Per l'ong l'80% delle foreste della Costa d'Avorio, principale esportatrice di fave di cacao dato che è da lì che arriva il 40% del cioccolato al mondo, sono scomparse negli ultimi 50 anni. Non basta: il cioccolato che giunge sulle nostre tavole è spesso "illegale", dato che parte delle fave proviene da aree che dovevano essere protette ma, grazie a un sistema di corruzione e favoritismi, viene mischiato alle partite legali di fave. 

Nel report vengono citate decine di aziende, dalla Mars alla Nestlè, la Lindt, Olam, Cargill, Barry Callebaut o l'italiana Ferrero che, come ha specificato il Guardian, testata che ha diffuso i dati in anteprima, non negano il problema spiegando di esserne a conoscenza e si dicono impegnate a fare di tutto per mettere fine alla deforestazione delle riserve.

Aeroporto Verdi di Parma chiude in rosso anche nel 2016

Aeroporto Verdi di Parma

Passivo di oltre tre milioni di euro

Sogeap, la società che gestisce l’aeroporto Verdi di Parma, ha chiuso il 2016 con un passivo di tre milioni e 500mila euro, un passivo in linea con i bilanci degli scorsi anni (meno 3,1 milioni nel 2015). La situazione dello scalo è stato affrontata in Consiglio comunale. 

A illustrare lo scenario futuro il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, in risposta a un’interrogazione presentata dal gruppo consigliare del Pd.

Il primo cittadino è tornato sulla delibera con la quale il Comune ha ceduto una parte delle quote delle Fiere di Parma a Crédit Agricole, che ha presentato un’offerta di dieci milioni di euro e settecentomila euro, da dividere in parte uguali tra l’ente e la Provincia. Gli introiti sarebbe da destinare alle casse non proprio in salute dello scalo (di cui il Comuhe detiene il 5,9% delle quote)  per il quale c'è un progetto di riconversione a cargo.

Nozze tra pomodori: il consorzio di Pomì (Casalasco) acquista De Rica

Il Consorzio casalasco del pomodoro ha comprato il marchio noto della polpa, che opera su un segmento premium

MILANO - Sono diventati famosi nei decenni scorsi grazie ai loro slogan pubblicitari: Pomì e De Rica, nomi noti dei pomodori italiani, convolano a nozze. Il Consorzio casalasco del pomodoro, che già possedeva l'azienda del motto "O così, o Pomì", ha acquistato il brand nato oltre 50 anni fa, anch'esso noto al grande pubblico con il Carosello "eh no, su De Rica non si può".

Il Consorzio si descrive come la "prima filiera nella coltivazione e trasformazione di derivati del pomodoro, con un fatturato di 230 milioni di euro. Oggi conta 370 aziende agricole associate che coltivano 7.000 ettari di terreno dislocati nella pianura Padana tra le province di Cremona (dove ha sede a Rivarolo del Re), Parma, Piacenza e Mantova". Raccolgono 550.000 tonnellate di pomodoro fresco per trasformarlo nei 3 stabilimenti di proprietà della cooperativa in prodotti esportati in 60 Paesi nel mondo.

Con l'ultima operazione unisce due marchi forti, posizionati su due segmenti differenti, che lo porteranno, dopo questa operazione, a detenere il 6,7% del mercato italiano della passata e il 4,36% di quello della polpa. De Rica torna ai propri territori di origine e soprattutto nelle mani dei cosiddetti pomodorai. Il marchio De Rica, infatti, è nato nel 1963 a Piacenza per volontà di Luigi Tononi, titolare dell'Industria conserve alimentari. Nel 2013 fu acquisito da Generale Conserve, specializzata nella produzione di conserve ittiche (Asdomar è il marchio di punta) nell'ambito di un più ampio progetto di diversificazione che aveva portato il gruppo a rilevare anche la carne in scatola Manzotin. Oggi, dopo il rilancio avviato a fine 2013 dalla stessa Generale Conserve, è un marchio affermato soprattutto al Nord, e in alcuni paesi esteri come Olanda, Gran Bretagna, Francia, Hong Kong, Indonesia e Stati Uniti.

Verso un sistema agroalimentare sostenibile: appuntamento degli economisti agrari all'università di Parma

Verso un sistema agroalimentare sostenibile, questo il titolo e la sfida del XV congresso triennale dell’associazione europea degli economisti agrari (www.eaae2017.it ).

L’importante appuntamento triennale si svolge per la prima volta a Parma da domani (martedì 29 agosto) a venerdì 1 settembre grazie alla candidatura presentata, a suo tempo, da Filippo Arfini, professore ordinario di Economia dei Network Agroalimentari del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'ateneo di Parma.

Durante la quattro giorni – che ha come sponsor principali Crédit Agricole Cariparma e L’Isola d’Oro, Conserve Ittiche - i rappresentanti del mondo agricolo, dell’industria agroalimentare, studiosi ed esperti (circa un migliaio) provenienti da ogni parte del mondo, parteciperanno a incontri e tavoli di lavoro per riflettere sulla sostenibilità del sistema agroalimentare di fronte ai nuovi scenari di mercato e alle istanze dei consumatori.

La sessione di apertura del congresso – in programma alle 17 di martedì 29 agosto all’auditorium polifunzionale del Campus, in via delle Scienze - sarà anticipata, alle 15,30, da una tavola rotonda sul tema L’industria agroalimentare italiana, affrontare le sfide economiche, politiche, sociali e ambientali di dimensione mondiale.

Per l’occasione interverranno Luca Virginio, responsabile della comunicazione e relazioni estere del gruppo Barilla; Giovanni Pomella, direttore generale di Parmalat; Giuseppe Colotto, amministratore delegato di Grandi Salumifici Italiani; Roberta Corrà, direttore generale del Gruppo Italiano Vini; Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti. Modererà l’incontro Domenico Dentoni (Wageningen University & Research).

Bce, dall'inizio della crisi scomparse oltre 700 banche

Il rapporto dell'Eurotower sul settore: gli istituti sono passati dai 3.881 di fine 2007 ai 3.154 di marzo 2017

MILANO - Quasi 700 banche banche sono scomparse dall'inizio della crisi finanziaria. È quanto emerge dal rapporto sul settore della Banca Centrale Europea che evidenzia  come il totale - fra grandi gruppi e singole istituzioni, anche straniere, con base nell'Unione Europea - sceso dalle 3.881 unità di fine 2007 alle 3.154 di fine marzo 2017. A certificarlo, la Banca Centrale Europea nel suo ultimo rapporto sul settore.

I dati mostrano un calo progressivo e inarrestabile dal picco di 3.928 istituzioni attive a fine 2008: solo nei primi tre mesi del 2017, il totale delle banche attive nell'Ue è sceso di 13 unità. La ripartizione per dimensioni mostra come a fine marzo operassero nell'Unione 34 'grandi' gruppi, 602 banche di 'medie' dimensioni e 2.518 'piccoli' istituti. Sono questi ultimi i più colpiti dalla riduzione in atto nel settore: in soli 9 mesi hanno cessato l'attività

autonoma più di 140 piccole banche (erano 2.661 a fine giugno 2016).

Nello stesso periodo gli asset delle banche che operano nell'Ue sono scesi di oltre 1.000 miliardi, da 34.988 miliardi a fine giugno 2016 a 33.982 a fine marzo 2017. 

La crescita cinese sorprende gli osservatori: +6,9%. Mercati Ue cauti

I listini globali hanno toccato nuovi record, in scia alla minor pressione sulla Fed per rialzare il costo del denaro dopo i dati deludenti sull'inflazione Usa. Shanghai in rosso per le pressioni regolatorie. Nonostante i massimi e le molte incertezze geopolitiche, l'indice della paura è ai minimi da un quarto di secolo

di RAFFAELE RICCIARDI

MILANO - Il Pil cinese batte le attese e mette di buon umore gli investitori in questo avvio di settimana, quando i volumi iniziano ad assottigliarsi per il periodo estivo. La potenza asiatica ha visto l'economia crescere, nel secondo trimestre 2017, al passo annuo del 6,9%, meglio delle stime degli analisti (6,8%) e confermando il dato del primo trimestre, mentre su base congiunturale il rialzo è stato dell'1,7%, confermando le previsioni della vigilia e facendo meglio dell'1,3% dei primi tre mesi. I dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica scontano alcune incertezze come quelle legate alla stretta sulle transazioni immobiliari e sui prestiti bancari. Il governo aveva fissato a inizio anno un obiettivo di crescita attorno al 6,5%, dopo il 6,7% del 2016 che aveva segnato il record negativo da un quarto di secolo. Pur tra i rischi finanziari, rimarcati da ultimo la scorsa settimana da Fitch, il premier Li Keqiang ha detto a maggio di ritenere che il Paese possa centrare i trget di crescita. "Tutti i numeri pubblicati indicano che l'economia si è stabilizzata", ha chiosato oggi il capoeconomista per la Cina di Citigroup, Liu Li-Gang. Secondo Craig Botham di Schroders restano ferme le prospettive di "rallentamento nella seconda metà dell'anno. L'inasprimento del credito prosegue e impatta in modo generico l'economia, agendo da freno. Non vediamo motivi per cui ciò non debba verificarsi quest'anno".

Ue: in Italia record di Neet, aumenta la povertà

L'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione: record lavoratori autonomi. Forte il gap tra percentuale di uomini e donne occupate. In tutta la Ue creati 10 milioni di posti di lavoro dal 2013

MILANO - Quasi un giovane su cinque in Italia, nella fascia tra 15 e 24 anni, non ha e cerca un lavoro né è impegnato in un percorso di studi o di formazione. Si tratta dei cosiddetti Neet e il nostro Paese vanta uno dei tassi più alti d'Europa: 19,9% contro una media nel Continente dell'11,5%. È uno dei dati che emerge dall'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata oggi dalla Commissione.

Lo studio rileva inoltre come l'Italia sia anche il Paese dove il numero di lavoratori autonomi è fra i più alti d'Europa (più del 22,6%), la differenza fra uomini e donne che lavorano è al 20,1%, e il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) è aumentato fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania.

Il report evidenzia non solo le difficoltà che i giovani incontrano nell'affacciarsi al mondo del lavoro, ma anche tutte le conseguenze che questo comporta. Nel 2016, la disoccupazione fra i 15 e i 24 anni è stata al 37,8%, in calo rispetto al 40,3% del 2015, ma comunque la terza in Europa dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%).

Chi riesce a trovare un lavoro, invece, in più del 15% dei casi ha contratti atipici (fra i 25 e i 39 anni, nel Regno Unito è meno del 5%, dati 2014), è "considerevolmente più a rischio precarietà", e se ha meno di 30 anni guadagna in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Ne consegue che i giovani italiani escono dal nido familiare e fanno figli fra i 31 e i 32 anni, più tardi rispetto a una decina di anni fa e molto dopo la media Ue, che si arresta intorno ai 26 anni.

Ue, l’inchiesta su Mario Draghi e la superlobby del G30

di  

Mario Draghi indagato? In pratica sì, anche se non dalla magistratura. Il faro sulla Bce l’ha acceso Emily O’Reilly, irlandese, nella sua veste di Ombudsman dell’Unione Europea, nominata nel luglio 2013. Ogni cittadino Ue può chiedere all’Ombudsman di investigare sulle istituzioni di Bruxelles in base a denunce di mala amministrazione, irregolarità, discriminazioni, abuso di potere, mancata trasparenza.
I reclami ricevuti dalla O’Reilly riguardano la partecipazione di Mario Draghi al cosiddetto “Gruppo dei trenta”. Si tratta di una lobby molto potente, i veri “padroni del mondo”, composta dai banchieri dei maggiori istituti finanziari globali.

I padroni del mondo. Come la cupola della finanza mondiale decide il destino dei governi e delle popolazioni

DL gestione della crisi di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.

La Camera ha approvato, in prima lettura, il decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la gestione della crisi di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.
Anche in questa circostanza, trattandosi di banche, il provvedimento ha suscitato diverse polemiche e prestato il fianco a speculazioni di natura politica che hanno alimentato il diffondersi di informazioni non corrette con il solo obiettivo di alimentare nell’opinione pubblica confusione e sentimenti di rivalsa. 
Oltre al consueto dossier predisposto dall’ufficio studi del Gruppo PD alla Camera riteniamo quindi utile allegare anche il documento “domande e risposte” diffuso dalla Banca d’Italia che, con completezza e semplicità, dà conto con imparzialità della situazione delle due banche e dei percorsi che era possibile percorrere e che sono stati percorsi per affrontarne la crisi.  

I tagli mai fatti: ogni giorno una società pubblica in più

Lo studio Ires-Cgil: sono quasi 9mila, 5mila nate solo tra il 2000 e il 2014. Gli enti locali assumono beffando le leggi. Record in Val d’Aosta con una partecipata ogni 1.929 cittadini. E una su 5 è inattiva

di SERGIO RIZZO

La pioggia delle società pubbliche, indifferente al clima politico e ai rovesci dell’economia, non si è mai fermata. Una al giorno, ne è nata. Per anni e anni, fino ad allagare Regioni, Province, Comuni. La fotografia scattata dalla Cgil con il suo centro studi Ires in un approfondito studio di 60 pagine, ci consegna oggi un’immagine mostruosa. Uno scenario popolato da 8.893 società partecipate dalle pubbliche finanze e cresciute a un ritmo impressionante: circa 5mila nel solo periodo compreso fra il 2000 e il 2014, fino a raggiungere uno spettacolare rapporto di una ogni 6.821 abitanti. Con i suoi amministratori, i suoi revisori, i suoi dirigenti: spesso soltanto quelli. E punte inarrivabili. Come nel Trentino Alto Adige, dove si sono contate 498 scatole societarie create con i soldi dei contribuenti. Ovvero, una ogni 2.126 residenti. Ma ancor più in Valle D’Aosta, la Regione più piccola d’Italia che detiene il record di società pubbliche in rapporto ai propri residenti. Una per ogni 1.929 valdostani.

Banche, dall’Etruria alle due popolari venete il conto per l’Italia arriva a 68 miliardi

E' questa la somma del valore di azioni e obbligazioni vaporizzate, aumenti di capitale di Mps bruciati, interventi dello Stato e contributo del sistema bancario, che comprende anche parti di denaro pubblico come i 500 milioni immolati dalla Cassa Depositi e Prestiti

di Carlo Di Foggia e Giorgio Meletti 

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sono molto contenti. Il crac della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, lasciate marcire per anni da una Vigilanza bancaria distratta se non complice, è stato risolto impegnando 17 miliardi dei contribuenti, ma era “l’unica soluzione, comunque la migliore”. E adesso, soprattutto, ci assicurano che la crisi bancaria è finita, che è tutto a posto, non ci sono altre minacce in vista. È vero, lo avevano già detto il 22 novembre 2015, dopo il come sempre frettoloso e sgarruppato bail-inall’italiana di Banca Marche, Etruria, Cassa Ferrara e Carichieti.Assicurarono che, in mezzo a tanti strepiti populisti su quattro banchette di infima dimensione, loro avevano, in silenzio, messo in sicurezza il Monte dei Paschi e le due banche venete. Non era vero, ma chi non fa non falla.

Parma cinese, si attende il via libera governativo: l'annuncio è a un passo

Marco Ferrari

L'ottimo lavoro di Marco Ferrari (l'anima creatrice di questo Parma 1913) che è riuscito a tessere e costituire il progetto societario, trovare le risorse, prendere decisioni difficili, in assenza di risultati da obiettivo individuato, cambiando in corso d'opera, in questo campionato, uomini chiave; riportare in soli due anni il Parma calcio dal fallimento alla serie B. I giocatori che hanno voluto e ottenuto insieme a tutto lo staff questo importante e meritato risultato. L'individuazione con Crespo dei nuovi soci cinesi per dare alla società un assetto societario adeguato alle esigenze del calcio professionistico. Complimenti e un sentito bravo a questo, ancor giovane parmigiano che sa trasformare progetti in realtà vincenti. Un altro importante successo. LB    

DA BARILLA SEI PREMI DI STUDIO PER STUDENTI ERASMUS

DA BARILLA SEI PREMI DI STUDIO PER STUDENTI ERASMUS

Questa mattina la consegna nell’Auditorium dell’Academia Barilla

Sono andati a Nicola Armillotta, Francesco Cornetti, Francesca Ferrari, Ilda Ristani, Danilo Santoro e Annalisa Verrillo, studenti dei corsi di laurea magistrale in Ingegneria Elettronica, Ingegneria Gestionale e Ingegneria Meccanica dell’Università di Parma, premi di studio finanziati da Barilla per studenti in mobilità internazionale nell’ambito del Progetto Erasmus per l’anno accademico 2017-2018, consegnati questa mattina nell’Auditorium dell’Academia Barilla. 

Sono intervenuti alla Cerimonia Ruggero Rabaglia, Hr Director Supply Chain Job Family Barilla, Sara Rainieri, Delegata del Rettore per l’Orientamento in uscita e Politiche di raccordo con il mondo del lavoro/job placement, Antonio Copercini, Chief Supply Chain Officer di Barilla, e Maria Cristina Ossiprandi, Pro Rettrice con delega per l'Area Didattica e Servizi agli studenti. Particolarmente coinvolgenti le testimonianze di tre degli studenti premiati dell’a.a. 2016-2017, Ilaria Bolsi, Daniela Matalone e Alberto Raffi, sull’esperienza Erasmus appena conclusa. Subito dopo hanno preso la parola Nicola Armillotta e Ilda Ristani, due dei sei vincitori di questa seconda edizione. 

I CRIMINI DELLA BAYER

Franco Libero Manco 

“Gli affari delle maggiori case farmaceutiche includono azioni da crimine organizzato” 

Intervista col Prof. Peter Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Center e autore di "Farmaci che uccidono e crimine organizzatoCome Big Pharma ha corrotto il sistema sanitario",  la cui traduzione italiana sarà pubblicata nell'aprile del 2015 da Giovanni Fioriti Editore di Roma. 

Perché paragona l'industria farmaceutica al "crimine organizzato"?

Perché ho scoperto che il modo di fare affari delle 10 maggiori case farmaceutiche include azioni da crimine organizzato. 

Che cosa intende esattamente?

Gli imbrogli sui test e i silenzi sui pericoli dei farmaci sono molto comuni. E i soldi dell'industria farmaceutica arrivano dappertutto. L'industria farmaceutica cerca di comprare chiunque abbia influenza nel settore della sanità ed è riuscita a corrompere persone di ogni tipo, anche ministri della sanità. La pubblicità dei farmaci è particolarmente dannosa e le bugie sono spesso così sfacciate che le compagnie sostengono esattamente l'opposto della verità sui loro prodotti. 

Gli studi sui farmaci finanziati pubblicamente danno risultati diversi da quelli degli studi finanziati dalle multinazionali. Perché?

Derivati, l'accusa della Corte dei Conti: "Tesoro negligente"

Derivati

Per i giudici contabili Morgan Stanley sfruttò la sua posizione sul debito pubblico incassando 3,1 miliardi di euro dallo Stato. E' responsabile del 70% dei 4,1 miliardi di danni, il 30% colpa del ministero. Nel mirino c'è Cannata responsabile di Bot e Btp con i predecessori La Via, Siniscalco e Grilli.

di ALBERTO CUSTODERO e WALTER GALBIATI

ROMA - "Sconcertante". E' la parola che descrive meglio la vicenda che tra il 2011 e il 2012 ha portato lo Stato italiano a versare nelle casse della banca d'affari, Morgan Stanley, 3,1 miliardi di euro pubblici per chiudere quattro contratti derivati e rinegoziare due coperture sulle valute. A scriverla nell'inedito atto di citazione è la Corte dei Conti che ha contestato ai presunti colpevoli un danno allo Stato di 4,1 miliardi e che il mese scorso ha spedito la Guardia di finanza al Ministero dell'Economia a raccogliere altri documenti.

L'allarme del Garante della privacy Antonello Soro: "Un grande fratello governa il web"

Antonello Soro

UNA COMUNICAZIONE UN PO' TARDIVA... NON CREDE? GOVERNA NON SOLO IL WEB! COSI' COME LA FINANZA COMANDA E GOVERNA LA POLITICA!
SIAMO DIVENUTI UNA REPUBBLICA A SOVRANITA' DIGITALE E FINANZIARIA. LB

La Relazione dell'Autorità: "I monopolisti della rete possono condizionare l'umanità intera". Su internet "la violenza non conosce limiti" e la pedopornografia "viene inconsapevolmente aiutata" dai genitori che postano le foto dei figli sui social. Attacchi informatici: 9 miliardi di danni alle aziende italiane. Continua a crescere il telemarketing selvaggio, multe per 2,6 milioni

di CORRADO ZUNINO

ROMA -  Nella relazione del Garante della privacy sull'attività del 2016 - presentata questa mattina a Montecitorio alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente della Camera Laura Boldrini - il presidente Antonello Soro ha lanciato l'allarme web. "Attenzione ai tanti grandi fratelli che governano la rete", ha detto. "Un numero esiguo di aziende, i monopolisti del web, possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco" e dispone "di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone - tendenzialmente l'umanità intera - potrà subire condizionamenti decisivi".

Apple, dal trasferimento di denaro alla realtà aumentata: tutte le novità

La compagnia di Cupertino ha presentato il nuovo sistema operativo iOS 11 dal palco McEnery Convention Center di San José, in California, durante l'annuale conferenza degli sviluppatori. Ha annunciato le nuove funzioni di Siri e mostrato una demo di realtà aumentata

Basta un messaggio inviato dal telefono per spostare una somma di denaro: è la nuova funzione di Apple Pay, che permetterà il trasferimento di soldi da utente a utente grazie all’aggiornamento del sistema operativo iOS 11. Ma è solo una delle novità presentate dalla compagnia di Cupertino sul palco del McEnery Convention Center di San José, in California, durante l’annuale conferenza degli sviluppatori. La famiglia dei prodotti Apple si allarga con HomePod, uno speaker comandato che promette di “reinventare l’esperienza della musica a casa”; Siri, l’assistente vocale, diventerà una “traduttrice” e i suoi software potrebbero compiere il grande salto verso la realtà aumentata.

Apple aveva già lanciato il suo sistema di pagamento contactless, Apple Pay, che funziona da smartphone e iWatch: basta avvicinare lo schermo al lettore, autorizzare il pagamento con l’impronta digitale ed ecco fatto l’acquisto, senza nemmeno toccare il portafogli. Adesso, grazie all’aggiornamento del sistema operativo, il denaro potrà essere trasferito anche da un utente all’altro – in modo simile a quanto fa già PayPal – semplicemente tramite l’app Messaggi. L’aggiornamento del software aumenterà anche le funzioni di Siri, sistema di intelligenza artificiale usato su 375 milioni di dispositivi ogni mese. L’assistente guidata dalla voce, presente in 21 lingue e in 37 paesi, sarà in grado di tradurre instantaneamente dall’inglese in cinese, francese, tedesco, italiano e spagnolo.

Danno erariale da 9 mln di euro: Corte dei Conti contro Camera Commercio di Parma

"Non punite aziende che non presentavano i bilanci". Coinvolte 27 persone

Un danno erariale che si aggira sui nove milioni di euro causato dal mancato accertamento dell'obbligo di depositare il bilancio e dalle conseguenti mancate sanzioni nel periodo tra il 2005 e il 2013.

Questa la stima dei magistrati contabili della Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna che, in base a quanto riportato dall'Agenzia Dire di Bologna, chiedono ai giudici di condannare una serie di componenti o ex componenti della giunta della Camera di Commercio di Parma, oltre a vari dirigenti ed ex dirigenti, per un totale di 27 persone, riconoscendo la "colpa grave" da parte loro nella vicenda.

L'eventuale risarcimento, che dovrà essere stabilito con esattezza dai giudici, "sarà pagato, in caso di condanna- spiega Marco Dugato, che difende 15 degli incolpati - per il 20% dai componenti della Giunta, e per l'80% da chi faceva parte degli organi gestionali".

Tuttavia, secondo i difensori, il calcolo della Procura "muove da premesse sbagliate", perché', spiega in udienza l'avvocato Elena Pontiroli, "ricomprende una serie di imprese che non potevano presentare il bilancio, o perché non l'avevano approvato, o perché erano decotte da anni, ma che continuavano ad essere presenti negli archivi, purtroppo tenuti malissimo, di Infocamere".

Inoltre, a parere di Dugato, "dal '98, con la riforma Bassanini, le Camere di commercio non hanno piu' poteri ispettivi, ma solo sanzionatori", il che farebbe cadere le contestazioni della Procura sui mancati accertamenti.

"LE TASSE SONO UN FURTO" - dott. Varone e prof. Padovani

Un grande successo per la numerosa partecipazione all’incontro/dibattito dal titolo “ Euro contro Costituzione” che si è svolto domenica 12 ottobre a Pescara ed al quale abbiamo presenziato. Oltre 150 persone presenti fisicamente e 1528 utenti collegati via internet, stando ai dati di www.abruzzolive.tv che ha curato  la diretta streaming.

In “cattedra” c’erano il dott. Gennaro Varone, magistrato della Procura di Pescara, ed il prof. Cesare Padovani, docente dell’Università de L’Aquila (nonché membro del Comitato Scientifico della nostra Scuola di Studi Giuridici e Monetari ).

 L’impegno del dott. Varone nel diffondere la conoscenza sulla truffa ed incostituzionalità dell’Eurosistema è davvero encomiabile e a tale impegno si è aggiunto il supporto del prof. Cesare Padovani  che ha dimostrato come sia matematicamente impossibile ripagare gli interessi sull’Euro che ci viene prestato e , di conseguenza, come le tasse vanno a “succhiare” sangue dall’economia reale per ripagare Debito Pubblico alle banche detentrici dei titoli di Stato. Un prelievo fiscale “usurante” dovuto a leggi ratificate per accontentare i voleri dei soci della BCE, come ha dimostrato il dott. Varone che su questo aspetto si è molto soffermato evidenziando l’impossibilità di poter rispettare il pareggio di bilancio dello Stato con l’Euro.

L’impossibilità di consentire ad una comunità sociale chiamata RES PUBBLICA di essere “sovrana” a tutti gli effetti e soddisfare i fabbisogni della propria economia ,senza una politica monetaria che impedisce di svolgere funzioni primarie sociali, di sicurezza, sanitarie, educative e di servizi.

Debito Pubblico Comune di Parma e sue Partecipate

Palazzo Comune di Parma

- il debito bancario delle Società partecipate è aumentato di 12.751.000 euro;

- il patrimonio netto delle partecipate ha subito una perdita di quasi 14.900.000 euro;

-il Comune ha trasferito alle Partecipate tra il 2012 e il 2015 ben 162 milioni di euro, pari al 27% delle tasse versate dai cittadini;

-Il Comune di Parma nel quadriennio 2012-2015 ha incassato in tutto 597,5 milioni di euro attraverso tasse e imposte comunali: nel 2014 ogni cittadino ha corrisposto ben 941 euro di tasse, la leva fiscale più alta in assoluto di tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna fra i 50.000 e i 200.000 abitanti e ben al di sopra della media nazionale (650 euro pro capite). Nel 2011, con 474 euro pro capite, erano invece i meno tassati in assoluto fra i cittadini dei Comuni equiparabili in Regione.

- il Comune di Parma ha ceduto patrimonio immobiliare e soprattutto azioni IREN 18 milioni di azioni sono passate dalle mani pubbliche a quelle delle grandi banche che, per pubblica ammissione dell’amministratore delegato di STT, «non ci hanno rimesso quasi nulla». Bella ristrutturazione del debito! Le tasse dei cittadini sono invece aumentate in quattro anni del 100%.

-La Commissione Audit sul debito pubblico di Parma chiede che venga istituita una COMMISSIONE DI INCHIESTA pubblica e popolare sul debito

Caso Mps, Deutsche Bank accusata di “crimanilità organizzata”

 Daniele Chicca

Dopo essere stata giudicata colpevole di manipolazione di mercato, Deutsche Bank è ora accusata di aver gestito un’organizzazione criminale internazionale. Stiamo parlando del caso legato a MPS di cui si sta occupando il tribunale di Milano. Ora sulla testa dei vertici della banca rischia di pendere anche l’aggravante dell’attività di stampo mafioso.

Deutsche Bank, la prima banca di Germania, è già accusata di aver aiutato MPS a falsificare i conti per poter nascondere le perdite. Ora deve rispondere di accuse ancora più pesanti. Nel periodo a cui si riferiscono i fatti incriminati, la banca è sospettata di aver messo in piedi una organizzazione criminale internazionale.

I procuratori si sono serviti di documenti interni e di una serie di email di Deutsche Bank per convincere i tre giudici della Corte della presenza di circostanze aggravanti da tenere in conto nei capi d’accusa rivolti contro l’istituto di credito tedesco e che riguardano alcune operazioni sospette legate a strumenti derivati.

Come riportato da Bloomberg il materiale citato in aula include anche il messaggio “ben fatto!” inviato da un trader a un banchiere che ora è sotto processo. Il motivo per cui la procura cerca di dimostrare la presenza di nuovi capi d’accusa contro il gigante bancario è che se si dimostrasse che i crimini di manipolazione di mercato e falso di bilancio sono stati commessi da un’organizzazione internazionale attiva in diversi paesi, le multe comminate sarebbero molto più salate e le pene in carcere più lunghe.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti