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Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

La crescita cinese sorprende gli osservatori: +6,9%. Mercati Ue cauti

I listini globali hanno toccato nuovi record, in scia alla minor pressione sulla Fed per rialzare il costo del denaro dopo i dati deludenti sull'inflazione Usa. Shanghai in rosso per le pressioni regolatorie. Nonostante i massimi e le molte incertezze geopolitiche, l'indice della paura è ai minimi da un quarto di secolo

di RAFFAELE RICCIARDI

MILANO - Il Pil cinese batte le attese e mette di buon umore gli investitori in questo avvio di settimana, quando i volumi iniziano ad assottigliarsi per il periodo estivo. La potenza asiatica ha visto l'economia crescere, nel secondo trimestre 2017, al passo annuo del 6,9%, meglio delle stime degli analisti (6,8%) e confermando il dato del primo trimestre, mentre su base congiunturale il rialzo è stato dell'1,7%, confermando le previsioni della vigilia e facendo meglio dell'1,3% dei primi tre mesi. I dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica scontano alcune incertezze come quelle legate alla stretta sulle transazioni immobiliari e sui prestiti bancari. Il governo aveva fissato a inizio anno un obiettivo di crescita attorno al 6,5%, dopo il 6,7% del 2016 che aveva segnato il record negativo da un quarto di secolo. Pur tra i rischi finanziari, rimarcati da ultimo la scorsa settimana da Fitch, il premier Li Keqiang ha detto a maggio di ritenere che il Paese possa centrare i trget di crescita. "Tutti i numeri pubblicati indicano che l'economia si è stabilizzata", ha chiosato oggi il capoeconomista per la Cina di Citigroup, Liu Li-Gang. Secondo Craig Botham di Schroders restano ferme le prospettive di "rallentamento nella seconda metà dell'anno. L'inasprimento del credito prosegue e impatta in modo generico l'economia, agendo da freno. Non vediamo motivi per cui ciò non debba verificarsi quest'anno".

Ue: in Italia record di Neet, aumenta la povertà

L'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione: record lavoratori autonomi. Forte il gap tra percentuale di uomini e donne occupate. In tutta la Ue creati 10 milioni di posti di lavoro dal 2013

MILANO - Quasi un giovane su cinque in Italia, nella fascia tra 15 e 24 anni, non ha e cerca un lavoro né è impegnato in un percorso di studi o di formazione. Si tratta dei cosiddetti Neet e il nostro Paese vanta uno dei tassi più alti d'Europa: 19,9% contro una media nel Continente dell'11,5%. È uno dei dati che emerge dall'indagine 2017 sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata oggi dalla Commissione.

Lo studio rileva inoltre come l'Italia sia anche il Paese dove il numero di lavoratori autonomi è fra i più alti d'Europa (più del 22,6%), la differenza fra uomini e donne che lavorano è al 20,1%, e il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) è aumentato fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania.

Il report evidenzia non solo le difficoltà che i giovani incontrano nell'affacciarsi al mondo del lavoro, ma anche tutte le conseguenze che questo comporta. Nel 2016, la disoccupazione fra i 15 e i 24 anni è stata al 37,8%, in calo rispetto al 40,3% del 2015, ma comunque la terza in Europa dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%).

Chi riesce a trovare un lavoro, invece, in più del 15% dei casi ha contratti atipici (fra i 25 e i 39 anni, nel Regno Unito è meno del 5%, dati 2014), è "considerevolmente più a rischio precarietà", e se ha meno di 30 anni guadagna in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Ne consegue che i giovani italiani escono dal nido familiare e fanno figli fra i 31 e i 32 anni, più tardi rispetto a una decina di anni fa e molto dopo la media Ue, che si arresta intorno ai 26 anni.

Ue, l’inchiesta su Mario Draghi e la superlobby del G30

di  

Mario Draghi indagato? In pratica sì, anche se non dalla magistratura. Il faro sulla Bce l’ha acceso Emily O’Reilly, irlandese, nella sua veste di Ombudsman dell’Unione Europea, nominata nel luglio 2013. Ogni cittadino Ue può chiedere all’Ombudsman di investigare sulle istituzioni di Bruxelles in base a denunce di mala amministrazione, irregolarità, discriminazioni, abuso di potere, mancata trasparenza.
I reclami ricevuti dalla O’Reilly riguardano la partecipazione di Mario Draghi al cosiddetto “Gruppo dei trenta”. Si tratta di una lobby molto potente, i veri “padroni del mondo”, composta dai banchieri dei maggiori istituti finanziari globali.

I padroni del mondo. Come la cupola della finanza mondiale decide il destino dei governi e delle popolazioni

DL gestione della crisi di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.

La Camera ha approvato, in prima lettura, il decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per la gestione della crisi di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A.
Anche in questa circostanza, trattandosi di banche, il provvedimento ha suscitato diverse polemiche e prestato il fianco a speculazioni di natura politica che hanno alimentato il diffondersi di informazioni non corrette con il solo obiettivo di alimentare nell’opinione pubblica confusione e sentimenti di rivalsa. 
Oltre al consueto dossier predisposto dall’ufficio studi del Gruppo PD alla Camera riteniamo quindi utile allegare anche il documento “domande e risposte” diffuso dalla Banca d’Italia che, con completezza e semplicità, dà conto con imparzialità della situazione delle due banche e dei percorsi che era possibile percorrere e che sono stati percorsi per affrontarne la crisi.  

I tagli mai fatti: ogni giorno una società pubblica in più

Lo studio Ires-Cgil: sono quasi 9mila, 5mila nate solo tra il 2000 e il 2014. Gli enti locali assumono beffando le leggi. Record in Val d’Aosta con una partecipata ogni 1.929 cittadini. E una su 5 è inattiva

di SERGIO RIZZO

La pioggia delle società pubbliche, indifferente al clima politico e ai rovesci dell’economia, non si è mai fermata. Una al giorno, ne è nata. Per anni e anni, fino ad allagare Regioni, Province, Comuni. La fotografia scattata dalla Cgil con il suo centro studi Ires in un approfondito studio di 60 pagine, ci consegna oggi un’immagine mostruosa. Uno scenario popolato da 8.893 società partecipate dalle pubbliche finanze e cresciute a un ritmo impressionante: circa 5mila nel solo periodo compreso fra il 2000 e il 2014, fino a raggiungere uno spettacolare rapporto di una ogni 6.821 abitanti. Con i suoi amministratori, i suoi revisori, i suoi dirigenti: spesso soltanto quelli. E punte inarrivabili. Come nel Trentino Alto Adige, dove si sono contate 498 scatole societarie create con i soldi dei contribuenti. Ovvero, una ogni 2.126 residenti. Ma ancor più in Valle D’Aosta, la Regione più piccola d’Italia che detiene il record di società pubbliche in rapporto ai propri residenti. Una per ogni 1.929 valdostani.

Banche, dall’Etruria alle due popolari venete il conto per l’Italia arriva a 68 miliardi

E' questa la somma del valore di azioni e obbligazioni vaporizzate, aumenti di capitale di Mps bruciati, interventi dello Stato e contributo del sistema bancario, che comprende anche parti di denaro pubblico come i 500 milioni immolati dalla Cassa Depositi e Prestiti

di Carlo Di Foggia e Giorgio Meletti 

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sono molto contenti. Il crac della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, lasciate marcire per anni da una Vigilanza bancaria distratta se non complice, è stato risolto impegnando 17 miliardi dei contribuenti, ma era “l’unica soluzione, comunque la migliore”. E adesso, soprattutto, ci assicurano che la crisi bancaria è finita, che è tutto a posto, non ci sono altre minacce in vista. È vero, lo avevano già detto il 22 novembre 2015, dopo il come sempre frettoloso e sgarruppato bail-inall’italiana di Banca Marche, Etruria, Cassa Ferrara e Carichieti.Assicurarono che, in mezzo a tanti strepiti populisti su quattro banchette di infima dimensione, loro avevano, in silenzio, messo in sicurezza il Monte dei Paschi e le due banche venete. Non era vero, ma chi non fa non falla.

Parma cinese, si attende il via libera governativo: l'annuncio è a un passo

Marco Ferrari

L'ottimo lavoro di Marco Ferrari (l'anima creatrice di questo Parma 1913) che è riuscito a tessere e costituire il progetto societario, trovare le risorse, prendere decisioni difficili, in assenza di risultati da obiettivo individuato, cambiando in corso d'opera, in questo campionato, uomini chiave; riportare in soli due anni il Parma calcio dal fallimento alla serie B. I giocatori che hanno voluto e ottenuto insieme a tutto lo staff questo importante e meritato risultato. L'individuazione con Crespo dei nuovi soci cinesi per dare alla società un assetto societario adeguato alle esigenze del calcio professionistico. Complimenti e un sentito bravo a questo, ancor giovane parmigiano che sa trasformare progetti in realtà vincenti. Un altro importante successo. LB    

DA BARILLA SEI PREMI DI STUDIO PER STUDENTI ERASMUS

DA BARILLA SEI PREMI DI STUDIO PER STUDENTI ERASMUS

Questa mattina la consegna nell’Auditorium dell’Academia Barilla

Sono andati a Nicola Armillotta, Francesco Cornetti, Francesca Ferrari, Ilda Ristani, Danilo Santoro e Annalisa Verrillo, studenti dei corsi di laurea magistrale in Ingegneria Elettronica, Ingegneria Gestionale e Ingegneria Meccanica dell’Università di Parma, premi di studio finanziati da Barilla per studenti in mobilità internazionale nell’ambito del Progetto Erasmus per l’anno accademico 2017-2018, consegnati questa mattina nell’Auditorium dell’Academia Barilla. 

Sono intervenuti alla Cerimonia Ruggero Rabaglia, Hr Director Supply Chain Job Family Barilla, Sara Rainieri, Delegata del Rettore per l’Orientamento in uscita e Politiche di raccordo con il mondo del lavoro/job placement, Antonio Copercini, Chief Supply Chain Officer di Barilla, e Maria Cristina Ossiprandi, Pro Rettrice con delega per l'Area Didattica e Servizi agli studenti. Particolarmente coinvolgenti le testimonianze di tre degli studenti premiati dell’a.a. 2016-2017, Ilaria Bolsi, Daniela Matalone e Alberto Raffi, sull’esperienza Erasmus appena conclusa. Subito dopo hanno preso la parola Nicola Armillotta e Ilda Ristani, due dei sei vincitori di questa seconda edizione. 

I CRIMINI DELLA BAYER

Franco Libero Manco 

“Gli affari delle maggiori case farmaceutiche includono azioni da crimine organizzato” 

Intervista col Prof. Peter Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Center e autore di "Farmaci che uccidono e crimine organizzatoCome Big Pharma ha corrotto il sistema sanitario",  la cui traduzione italiana sarà pubblicata nell'aprile del 2015 da Giovanni Fioriti Editore di Roma. 

Perché paragona l'industria farmaceutica al "crimine organizzato"?

Perché ho scoperto che il modo di fare affari delle 10 maggiori case farmaceutiche include azioni da crimine organizzato. 

Che cosa intende esattamente?

Gli imbrogli sui test e i silenzi sui pericoli dei farmaci sono molto comuni. E i soldi dell'industria farmaceutica arrivano dappertutto. L'industria farmaceutica cerca di comprare chiunque abbia influenza nel settore della sanità ed è riuscita a corrompere persone di ogni tipo, anche ministri della sanità. La pubblicità dei farmaci è particolarmente dannosa e le bugie sono spesso così sfacciate che le compagnie sostengono esattamente l'opposto della verità sui loro prodotti. 

Gli studi sui farmaci finanziati pubblicamente danno risultati diversi da quelli degli studi finanziati dalle multinazionali. Perché?

Derivati, l'accusa della Corte dei Conti: "Tesoro negligente"

Derivati

Per i giudici contabili Morgan Stanley sfruttò la sua posizione sul debito pubblico incassando 3,1 miliardi di euro dallo Stato. E' responsabile del 70% dei 4,1 miliardi di danni, il 30% colpa del ministero. Nel mirino c'è Cannata responsabile di Bot e Btp con i predecessori La Via, Siniscalco e Grilli.

di ALBERTO CUSTODERO e WALTER GALBIATI

ROMA - "Sconcertante". E' la parola che descrive meglio la vicenda che tra il 2011 e il 2012 ha portato lo Stato italiano a versare nelle casse della banca d'affari, Morgan Stanley, 3,1 miliardi di euro pubblici per chiudere quattro contratti derivati e rinegoziare due coperture sulle valute. A scriverla nell'inedito atto di citazione è la Corte dei Conti che ha contestato ai presunti colpevoli un danno allo Stato di 4,1 miliardi e che il mese scorso ha spedito la Guardia di finanza al Ministero dell'Economia a raccogliere altri documenti.

L'allarme del Garante della privacy Antonello Soro: "Un grande fratello governa il web"

Antonello Soro

UNA COMUNICAZIONE UN PO' TARDIVA... NON CREDE? GOVERNA NON SOLO IL WEB! COSI' COME LA FINANZA COMANDA E GOVERNA LA POLITICA!
SIAMO DIVENUTI UNA REPUBBLICA A SOVRANITA' DIGITALE E FINANZIARIA. LB

La Relazione dell'Autorità: "I monopolisti della rete possono condizionare l'umanità intera". Su internet "la violenza non conosce limiti" e la pedopornografia "viene inconsapevolmente aiutata" dai genitori che postano le foto dei figli sui social. Attacchi informatici: 9 miliardi di danni alle aziende italiane. Continua a crescere il telemarketing selvaggio, multe per 2,6 milioni

di CORRADO ZUNINO

ROMA -  Nella relazione del Garante della privacy sull'attività del 2016 - presentata questa mattina a Montecitorio alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente della Camera Laura Boldrini - il presidente Antonello Soro ha lanciato l'allarme web. "Attenzione ai tanti grandi fratelli che governano la rete", ha detto. "Un numero esiguo di aziende, i monopolisti del web, possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco" e dispone "di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone - tendenzialmente l'umanità intera - potrà subire condizionamenti decisivi".

Apple, dal trasferimento di denaro alla realtà aumentata: tutte le novità

La compagnia di Cupertino ha presentato il nuovo sistema operativo iOS 11 dal palco McEnery Convention Center di San José, in California, durante l'annuale conferenza degli sviluppatori. Ha annunciato le nuove funzioni di Siri e mostrato una demo di realtà aumentata

Basta un messaggio inviato dal telefono per spostare una somma di denaro: è la nuova funzione di Apple Pay, che permetterà il trasferimento di soldi da utente a utente grazie all’aggiornamento del sistema operativo iOS 11. Ma è solo una delle novità presentate dalla compagnia di Cupertino sul palco del McEnery Convention Center di San José, in California, durante l’annuale conferenza degli sviluppatori. La famiglia dei prodotti Apple si allarga con HomePod, uno speaker comandato che promette di “reinventare l’esperienza della musica a casa”; Siri, l’assistente vocale, diventerà una “traduttrice” e i suoi software potrebbero compiere il grande salto verso la realtà aumentata.

Apple aveva già lanciato il suo sistema di pagamento contactless, Apple Pay, che funziona da smartphone e iWatch: basta avvicinare lo schermo al lettore, autorizzare il pagamento con l’impronta digitale ed ecco fatto l’acquisto, senza nemmeno toccare il portafogli. Adesso, grazie all’aggiornamento del sistema operativo, il denaro potrà essere trasferito anche da un utente all’altro – in modo simile a quanto fa già PayPal – semplicemente tramite l’app Messaggi. L’aggiornamento del software aumenterà anche le funzioni di Siri, sistema di intelligenza artificiale usato su 375 milioni di dispositivi ogni mese. L’assistente guidata dalla voce, presente in 21 lingue e in 37 paesi, sarà in grado di tradurre instantaneamente dall’inglese in cinese, francese, tedesco, italiano e spagnolo.

Danno erariale da 9 mln di euro: Corte dei Conti contro Camera Commercio di Parma

"Non punite aziende che non presentavano i bilanci". Coinvolte 27 persone

Un danno erariale che si aggira sui nove milioni di euro causato dal mancato accertamento dell'obbligo di depositare il bilancio e dalle conseguenti mancate sanzioni nel periodo tra il 2005 e il 2013.

Questa la stima dei magistrati contabili della Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna che, in base a quanto riportato dall'Agenzia Dire di Bologna, chiedono ai giudici di condannare una serie di componenti o ex componenti della giunta della Camera di Commercio di Parma, oltre a vari dirigenti ed ex dirigenti, per un totale di 27 persone, riconoscendo la "colpa grave" da parte loro nella vicenda.

L'eventuale risarcimento, che dovrà essere stabilito con esattezza dai giudici, "sarà pagato, in caso di condanna- spiega Marco Dugato, che difende 15 degli incolpati - per il 20% dai componenti della Giunta, e per l'80% da chi faceva parte degli organi gestionali".

Tuttavia, secondo i difensori, il calcolo della Procura "muove da premesse sbagliate", perché', spiega in udienza l'avvocato Elena Pontiroli, "ricomprende una serie di imprese che non potevano presentare il bilancio, o perché non l'avevano approvato, o perché erano decotte da anni, ma che continuavano ad essere presenti negli archivi, purtroppo tenuti malissimo, di Infocamere".

Inoltre, a parere di Dugato, "dal '98, con la riforma Bassanini, le Camere di commercio non hanno piu' poteri ispettivi, ma solo sanzionatori", il che farebbe cadere le contestazioni della Procura sui mancati accertamenti.

"LE TASSE SONO UN FURTO" - dott. Varone e prof. Padovani

Un grande successo per la numerosa partecipazione all’incontro/dibattito dal titolo “ Euro contro Costituzione” che si è svolto domenica 12 ottobre a Pescara ed al quale abbiamo presenziato. Oltre 150 persone presenti fisicamente e 1528 utenti collegati via internet, stando ai dati di www.abruzzolive.tv che ha curato  la diretta streaming.

In “cattedra” c’erano il dott. Gennaro Varone, magistrato della Procura di Pescara, ed il prof. Cesare Padovani, docente dell’Università de L’Aquila (nonché membro del Comitato Scientifico della nostra Scuola di Studi Giuridici e Monetari ).

 L’impegno del dott. Varone nel diffondere la conoscenza sulla truffa ed incostituzionalità dell’Eurosistema è davvero encomiabile e a tale impegno si è aggiunto il supporto del prof. Cesare Padovani  che ha dimostrato come sia matematicamente impossibile ripagare gli interessi sull’Euro che ci viene prestato e , di conseguenza, come le tasse vanno a “succhiare” sangue dall’economia reale per ripagare Debito Pubblico alle banche detentrici dei titoli di Stato. Un prelievo fiscale “usurante” dovuto a leggi ratificate per accontentare i voleri dei soci della BCE, come ha dimostrato il dott. Varone che su questo aspetto si è molto soffermato evidenziando l’impossibilità di poter rispettare il pareggio di bilancio dello Stato con l’Euro.

L’impossibilità di consentire ad una comunità sociale chiamata RES PUBBLICA di essere “sovrana” a tutti gli effetti e soddisfare i fabbisogni della propria economia ,senza una politica monetaria che impedisce di svolgere funzioni primarie sociali, di sicurezza, sanitarie, educative e di servizi.

Debito Pubblico Comune di Parma e sue Partecipate

Palazzo Comune di Parma

- il debito bancario delle Società partecipate è aumentato di 12.751.000 euro;

- il patrimonio netto delle partecipate ha subito una perdita di quasi 14.900.000 euro;

-il Comune ha trasferito alle Partecipate tra il 2012 e il 2015 ben 162 milioni di euro, pari al 27% delle tasse versate dai cittadini;

-Il Comune di Parma nel quadriennio 2012-2015 ha incassato in tutto 597,5 milioni di euro attraverso tasse e imposte comunali: nel 2014 ogni cittadino ha corrisposto ben 941 euro di tasse, la leva fiscale più alta in assoluto di tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna fra i 50.000 e i 200.000 abitanti e ben al di sopra della media nazionale (650 euro pro capite). Nel 2011, con 474 euro pro capite, erano invece i meno tassati in assoluto fra i cittadini dei Comuni equiparabili in Regione.

- il Comune di Parma ha ceduto patrimonio immobiliare e soprattutto azioni IREN 18 milioni di azioni sono passate dalle mani pubbliche a quelle delle grandi banche che, per pubblica ammissione dell’amministratore delegato di STT, «non ci hanno rimesso quasi nulla». Bella ristrutturazione del debito! Le tasse dei cittadini sono invece aumentate in quattro anni del 100%.

-La Commissione Audit sul debito pubblico di Parma chiede che venga istituita una COMMISSIONE DI INCHIESTA pubblica e popolare sul debito

Caso Mps, Deutsche Bank accusata di “crimanilità organizzata”

 Daniele Chicca

Dopo essere stata giudicata colpevole di manipolazione di mercato, Deutsche Bank è ora accusata di aver gestito un’organizzazione criminale internazionale. Stiamo parlando del caso legato a MPS di cui si sta occupando il tribunale di Milano. Ora sulla testa dei vertici della banca rischia di pendere anche l’aggravante dell’attività di stampo mafioso.

Deutsche Bank, la prima banca di Germania, è già accusata di aver aiutato MPS a falsificare i conti per poter nascondere le perdite. Ora deve rispondere di accuse ancora più pesanti. Nel periodo a cui si riferiscono i fatti incriminati, la banca è sospettata di aver messo in piedi una organizzazione criminale internazionale.

I procuratori si sono serviti di documenti interni e di una serie di email di Deutsche Bank per convincere i tre giudici della Corte della presenza di circostanze aggravanti da tenere in conto nei capi d’accusa rivolti contro l’istituto di credito tedesco e che riguardano alcune operazioni sospette legate a strumenti derivati.

Come riportato da Bloomberg il materiale citato in aula include anche il messaggio “ben fatto!” inviato da un trader a un banchiere che ora è sotto processo. Il motivo per cui la procura cerca di dimostrare la presenza di nuovi capi d’accusa contro il gigante bancario è che se si dimostrasse che i crimini di manipolazione di mercato e falso di bilancio sono stati commessi da un’organizzazione internazionale attiva in diversi paesi, le multe comminate sarebbero molto più salate e le pene in carcere più lunghe.

MONETA NOSTRA, GIUSTIZIA LORO

Marco Della Luna

Stiamo conducendo una campagna culturale e giudiziaria per portare i giudici a riconoscere (o a rifiutarsi di riconoscere) l’incostituzionalità e illegalità dell’attuale sistema monetario, in cui le banche esercitano – senza autorizzazione legale e senza pagarci sopra le tasse – il potere monopolistico di creare denaro dal nulla, e in cui tutti gli altri soggetti, Stato compreso, sono costretti a prenderlo a prestito a interesse composto, subendo così un preordinato processo di indebitamento a strangolo di tutte la società, che la spreme fino a spogliarla dei beni, dei redditi, dei risparmi, della possibilità di fare politica, in favore del capitale finanziario, e attua così esattamente l’opposto di quanto prescritto dalla Costituzione, la quale letteralmente si fonda sul lavoro e sulla realizzazione dell’eguaglianza sociale.

Stiamo spingendo i magistrati a compiere una scelta riconoscibile da tutti: o dichiarano l’illegalità di questo sistema, oppure si schierano con esso, rendendo percepibile a tutti che might is right, cioè la forza fa il diritto, il diritto è la canonizzazione dei rapporti di forza materiale e di interesse economico, mentre la legge e i giudici servono a dare una parvenza di legittimità e di moralità al sistema risultante. In realtà, la legalità, lo stato di diritto, la giustizia, non possono esistere, sono chimere, perché i detentori del potere reale, materiale, dirigono sempre, nel complesso, l’azione del potere giudiziario come di quello legislativo, esecutivo, informativo.

Stt, collocate sul mercato azioni Iren per 18 milioni di euro

Stt Holding, la società partecipata interamente controllata dal Comune di Parma, ha collocato sul mercato azioni Iren per un valore di 18 milioni di euro. L'operazione è stata seguita da Unicredit Corporate & Investment banking, come sole bookrunner, in collaborazione con Kepler Cheuvreux.

Il collocamento, con procedura di accelerated bookbuilding rivolto ad investitori istituzionali, si è chiuso ad un prezzo finale di 1,98 euro per azione. Il Comune di Parma detiene il 2,6% di azioni Iren. Stessa operazione, pe run valore di 7,7 milioni di azioni, ha fatto il Comune di Reggio che detiene il 7,7% dell'azienda.

La cessione di quote, già annunciata da Iren e dal Comune di Parma, serve a garantire la copertura del debito maturato dalla holding. 17/05/2017

Fonte Link parma.repubblica.it

Mps, i pm chiedono il giudizio per Viola, Profumo e Salvadori

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps e di Paolo Salvadori, ex presidente del Collegio sindacale dell’istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio, per i quali lo scorso aprile il gip Livio Cristofano ha respinto l’istanza di archiviazione della loro posizione. I pm Stefano Civardi, Giordano Baggio e Mauro Clerici hanno inviato all’ufficio gip la richiesta di processo per i tre manager dopo che il giudice aveva disposto l’imputazione coatta. Sempre nell’ambito di questo filone di indagine, il sostituto pg Felice Isnardi, che in seguito alla archiviazione disposta dalla Procura di Mps, indagata in base alla legge sulla responsabilità degli enti, aveva disposto come prevede il codice nuovi accertamenti sulla banca, ha trasmesso gli atti ai pm affinché chiudano l’inchiesta con il deposito degli atti in vista di una riunione del procedimento con quello di Profumo, Viola e Salvadori. La tranche d’indagine, trasmessa da Siena la scorsa estate, riguarda la contabilizzazione a ‘saldi aperti’ dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura. I pm Civardi, Baggio e Clerici, coordinati dal procuratore Francesco Greco, sostenevano che Viola, ora ad della Popolare di Vicenza, e Profumo, visti il ‘restatement’ del bilancio di Mps da loro effettuato e la scoperta dei vari ‘trucchi’ che sarebbero stati adottati da chi li ha preceduti per abbellirlo e nascondere ‘buchi’, avrebbero agito senza alcuna intenzione di falsificare i bilanci ne’ di occultare le perdite.

Ghizzoni e l’affaire Etruria: "Un problema dei politici lo risolvano loro, non io. In Parlamento dirò tutto"

Nella sua casa in Val Trebbia il manager ex Unicredit rifiuta il ruolo di arbitro: "Se il governo regge non può dipendere da me"

dal nostro inviato ANDREA GRECO

SCRIVELLANO (PIACENZA). "Se mi convocheranno parlerò alla commissione d'inchiesta: in Parlamento, non sui giornali, risponderò ovviamente a tutte le domande che mi faranno". Il muro del no comment regge, ma un forellino per guardarci attraverso si nota. Federico Ghizzoni, il banchiere più inseguito d'Italia, dribbla i tanti giornalisti venuti ad aspettarlo sotto la casa di campagna. Ma a chi insiste di più fa capire meglio il suo stato d'animo, la sua voglia di togliersi quello che è diventato un peso. Quando il campo sarà sgombro dalle strumentalizzazioni mediatiche, che a ore alterne lo vogliono ariete dell'opposizione o parafulmine del governo, darà il suo contributo di cittadino perché si chiariscano i rapporti tra la maggioranza, la sua icona Maria Elena Boschi e la Banca dell'Etruria, saltata nel 2015 mentre il padre e il fratello dell'allora ministra operavano ai piani alti. "Adesso non parlo, perché non si può mettere in mano a un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo - si è sfogato Ghizzoni dopo il pranzo domenicale, consumato prudenzialmente in casa -. E' un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo ".

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