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La vita sta cambiando pelle

Economia e Finanza

Economia e Finanza: informazioni e opinioni di economia, finanza, mercati finanziari, banche, industria, artigianato, agricoltura. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Craxi nel ‘90: cancelliamo il debito del terzo mondo, ed entro il 2020 sparirà la piaga della miseria sulla Terra

«Proporre ai paesi poveri del mondo un “contratto di solidarietà” che rompa, entro il 2020, il ciclo infernale della miseria e della fame». Così parlava Bettino Craxi a Parigi nel lontanissimo 1990. La proposta: cancellare il debito del Terzo Mondo. Noi cos’abbiamo fatto, in trent’anni, su quel fronte? Meno di zero. Il 2020 è praticamente arrivato, e quei paesi (sempre più poveri) vomitano disperati sulle sponde del Mediterraneo. Rileggere oggi le parole di Craxi – riportate all’epoca dai quotidiani – fa semplicemente piangere: qualcuno ricorda una sola sillaba, di tenore paragonabile, pronunciata negli ultimi decenni da uno qualsiasi dei famosi campioni dell’Unione Europea? Siamo sgovernati da infimi ragionieri e grigi yesmen al servizio del capitale finanziario neoliberista che i tipi come Craxi li ha esiliati in Tunisia, trasformandoli in profughi politici – corsi e ricorsi, nell’amara ironia della storia: importiamo derelitti, dopo aver cacciato leader autorevoli e dotati di visione strategica. Nel ‘90, Craxi intervenne nella capitale francese in qualità di rappresentante personale del segretario generale dell’Onu per i problemi del debito del Terzo Mondo, dinanzi alla Conferenza parigina dei 41 paesi più poveri del pianeta.

Sacco Bancario: il grande imbroglio

Sacco Bancario

"Storie di oggi, che raccontano un sistema mille volte denunciato eppure tuttora perfettamente funzionante, in barba agli aggirabilissimi vincoli normativi italiani e soprattutto europei."

Dalla prefazione di Marco Travaglio

Manager e gole profonde, documenti rivelatori e testimonianze inedite – incredibili e toccanti – di risparmiatori che lottano per salvare i propri soldi. Dal caso Deiulemar (società che ha distrutto un intero paese) ai mancati controlli di Consob e Banca d’Italia. Vincenzo Imperatore racconta dall’interno il grande sacco bancario di cui finora ci è stata mostrata solo la superficie, con gli scandali del Monte dei Paschi di Siena, di Banca Etruria, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Ma l’intreccio tra finanza, politica e interessi personali è più profondo e capillare. Solo entrando nelle segrete stanze del potere bancario possiamo capire come, ancora oggi, tutto funzioni in modo perfettamente uguale. Il sistema del malaffare ha i suoi anticorpi. La politica è servile, anche per necessità (le banche hanno in cassaforte miliardi di titoli di Stato e un forte potere di ricatto). Negli Stati Uniti, a dieci anni dallo scandalo Lehman Brothers, simbolo della crisi che ha cambiato il mondo, sono state inasprite le sanzioni (penali e non) per i reati finanziari, fior di manager sono finiti in galera con pesanti pene da scontare, tutti gli istituti di credito più importanti hanno pagato il conto. In Italia, invece, il conto lo stanno pagando i cittadini e i risparmiatori. Ma c’è una nuova pagina che aiuta a comprendere come profitto e gestione etica possono (e devono) vivere insieme. Grazie alla collaborazione del presidente di Banca Popolare Etica Ugo Biggeri, Imperatore racconta un cambiamento possibile, tuttora in corso, eppure colpevolmente taciuto dai media.

Associazione Biblioteche al Comune di Parma: "Personale sottopagato, appalto da rifare"

"Il bando deve garantire l’equa remunerazione dei bibliotecari impiegati nell’appalto"

L'Associazione italiana Biblioteche invita il Comune di Parma alla "rivalutazione complessiva della gara nel rispetto del suo stesso interesse a garantirsi l’incremento della qualità dei servizi attraverso l’affidamento a operatori economici altamente qualificati e rispettosi del diritto dei lavoratori all’equa retribuzione".

Questo il punto centrale di una lettera che l'Aib, nella persona della presidente Rosa Maiello, ha inviato al sindaco Federico Pizzarotti e alla dirigente comunale Flora Maria Stefania Raffa.

Egregio prof. Conte, non basta risarcire i risparmiatori. Bisogna annientare gli squali della malafinanza

Egregio prof. Conte,

ho ascoltato in diretta tv il suo discorso programmatico al Parlamento e, forse distratto dal lavoro, avevo avuto la sensazione che l’argomento non fosse stato trattato. Poi l’ho letto (e riletto) attentamente e quella sensazione è diventata una conferma: non c’e’ un solo riferimento diretto alla lotta alla malafinanza.

Quel tumore, mi consenta il termine forte, radicato e diffuso in maniera omogenea in tutto il paese che ha prodotto scandali, tracolli finanziari e contribuito alla distruzione del sistema della piccola e media impresa (il 85% del tessuto produttivo del nostro paese) che lo stesso governo dichiara poi di voler tutelare attraverso la creazione di una banca pubblica (non citata nell’orazione parlamentare ma presente nel contratto di governo).

Reddito di solidarietà: si allarga platea beneficiari. A Parma 1700 richieste

Gli unici requisiti di accesso diventano quelli di natura economica, oltre alla residenza e durata del diritto di soggiorno. 5 stelle favorevoli, Lega vota no

Via libera dell'Assemblea legislativa alle nuove regole, per uniformarsi alla misura nazionale. La soglia Isee sale a 6mila euro e l'erogazione passa da 12 a 18 mesi.

Da settembre scorso già più di 21 mila richieste. Il provvedimento si è reso necessario per integrare il Res con il sistema di norme previste a livello nazionale dal Reddito in inclusione (Rei), la nuova misura nazione di contrasto alla povertà che da luglio amplierà la platea dei beneficiari. La Regione allarga la platea dei beneficiari ( reddito Isee da 3mila a 6mila euro) e allunga la durata del contributo ( da 12 a 18 mesi), per adeguarsi alle modifiche del reddito di inclusione governativo, in vigore da luglio. Le risorse regionali andranno a sommarsi a quelle nazionali, per un contributo minimo di 100- 110 euro a nucleo.

Vendita massiccia di BTp nel 2011: Deutsche Bank indagata a Trani. «Chiarito a Consob»

La procura di Trani, secondo quanto si apprende, ha aperto un’indagine per manipolazione di mercato contro Deutsche Bank e l'ex management. L'inchiesta, che prende le mosse da una denuncia dell'Adusbef, riguarda la vendita di titoli di Stato italiani per sette miliardi da parte dell'istituto di credito tedesco nel 2011. Nei giorni scorsi la Guardia di finanza di Bari, che si è occupata dell'indagine, ha operato sequestri di documenti e mail negli uffici milanesi dell'istituto di credito.

Gli indagati sono cinque: l’ex presidente di Deutsche Bank Josef Ackermann, gli ex co-amministratori delegati Anshuman Jain e Jurgen Fitschen (attualmente co-amministratore delegato uscente della Banca), l’ex capo dell’ufficio rischi Hugo Banziger, l’ex direttore finanziario ed ex membro del board di Deutsche Bank, Stefan Krause.

«Deutsche Bank sta collaborando con le Autorità in questa inchiesta - replica la banca in una nota - Nel 2011 la Banca aveva risposto a una richiesta fatta da Consob in relazione a questa vicenda e aveva fornito le informazioni e i documenti relativi. Riteniamo l'indagine priva di fondamento e siamo fiduciosi di avere agito correttamente. L'Italia è un'economia di primo piano in Europa e un mercato molto importante per noi. Continueremo certamente a collaborare con le autorità in ogni fase di questa vicenda».

Agenzie di rating, la mappa degli azionisti

Fondi, banche d'affari e grandi capitalisti i proprietari delle tre principali società americane: S&P' S, Fitch, Moodys

MILANO - Società di investimento, banche d'affari, gestori, grandi capitalisti come Warren Buffet, hedge fund speculativi ma anche fondi pensione conservativi. Questo il panorama dei proprietari delle due maggiori agenzie di rating: Standard and Poor's e Moody's mentre la terza, Fitch fa capo invece a un imprenditore francese. Entrambe sono quotate in Borsa (S&P attraverso la controllante Mc Graw Hill), con un azionariato polverizzato e quindi teoricamente contendibili e indipendenti. I loro consigli di amministrazione sono composti da personalità del mondo accademico, dell'impresa e finanziario a garanzia di autonomia. Tuttavia l'accusa di conflitto di interesse a loro mossa fa leva, più che una connivenza con un singolo azionista, sugli interessi del sistemà finanziario anglosassone nel suo complesso.

STANDARD AND POOR'S: È controllata dal gigante dell'informazione americano McGraw-Hill, quotato in Borsa e fondato nel 1884. Il presidente Harold III McGraw, della famiglia dei fondatori è anche azionista con una quota dell'1,17%. Fra i principali azionisti, secondo la Bloomberg, vi sono il gestore di fondi Capital World (10,2%) e altre società finanziarie quali Vanguard (4,6%), State Street (4,2%) e BlackRock (2,46%) oltre a Morgan Stanley Investment (2,17%) e Pioneer (1,28%). Da segnalare anche il fondo pensione degli insegnanti dell'Ontario con il 2,33%.

MOODY'S: Il primo azionista della società è la Berkshire Hathaway che fa capo a Warren Buffet, il terzo uomo più ricco del mondo, ascoltato guru della finanza detto 'l'oracolo di Omahà. Anche qui compaiono numerosi gestori finanziari e fondi: di nuovo Capital Investor (12,6%) e Vanguard (5,02%) ma anche Blackrock (2,18%) State Street (3,24%) e molti altri. -

PAREGGIO DI BILANCIO, ORLANDO: MI VERGOGNO, LA BCE CI RICATTÒ

«Se non inserite il pareggio di bilancio nella Costituzione, vi tagliamo i viveri: restate a secco, senza stipendi». Così la Bce di Mario Draghi ricattò il governo, che dovette piegarsi: la norma ammazza-Italia fu varata l’8 maggio 2012 dall’esecutivo guidato dal super-tecnocrate Mario Monti, per avere effetto a partire dal 2014. A rivelarlo è il ministro della giustizia, Andrea Orlando. Lo ricorda “ByoBlu”, il video-blog di Claudio Messora, che rende pubblico un frammento della conversazione tra Orlando, il giurista Gustavo Zagrebelsky e la giornalista Silvia Truzzi, durante la festa del “Fatto Quotidiano” il 3 settembre 2016. «Speriamo che questa confessione muova gli elettori e i cittadini verso la scelta di governi più decisi nella tutela dei loro interessi», scrive “Scenari Economici”, riproponendo le dichiarazioni rese dal ministro, esponente del Pd. «Oggi noi stiamo vivendo un enorme conflitto tra democrazia ed economia. Oggi, sostanzialmente, i poteri sovranazionali sono in grado di bypassare completamente le democrazie nazionali», dice Orlando, in modo esplicito: «I fatti che si determinano a livello sovranazionale, i soggetti che si sono costituiti a livello sovranazionale, spesso non legittimati democraticamente, sono in grado di mettere le democrazie di fronte al fatto compiuto».

Claudio Borghi: via titoli che compra Bce da computo debito/Pil

"Nel programma è contenuta la proposta che il governo italiano si attiverà per proporre che in sede Ue, i titoli di stato di tutti i Paesi europei, ricomprati dalla Bce, non vengano computati nel rapporto debito-Pil". Lo ha spiegato il deputato della Lega, Claudio Borghi annunciando uno dei punti contenuti nel contratto di governo tra Lega e M5s.

Fonte Link: http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/chiuso-tavolo-m5s-lega-per-il-governo-nel-contratto-non-c-e-l-uscita-dall-euro_3140252-201802a.shtml?refresh_cens

Pier Carlo Padoan e la fine dell’euro: finirà come lo Sme nel 1992?

Chissà se Pier Carlo Padoan quando rifletteva ad alta voce sulla necessità di liberarsi dei vincoli strutturali che zavorrano l’Italia da 20 anni si riferiva all’entrata dell’Italia nella moneta unica. Se prendiamo per buoni i riferimenti temporali citati dal ministro tutto sembra ricondurre a quei vincoli strutturali oggetto della questione. Nel 1996 infatti siamo entrati nuovamente nello Sme, agganciando la lira al cambio fisso con l’Ecu, così da produrne una consistente rivalutazione nei confronti delle altre valute europee. Non è affatto un caso che da quell’anno in poi sia iniziato il lento declino della produttività italiana, dal momento che ci siamo difatti vincolati a untasso di cambio troppo forte per le nostre esportazioni prima di fare il nostro ingresso in un’altra unione di cambi fissiirreversibile, qual è l’euro.

Sappiamo fin troppo bene come l’euro sia la moneta della Germania. Il dato di fondo che sta nelle osservazioni di Padoan, sta nel riconoscere che l’euro così com’è non ha molte prospettive di lunga durata, e che se la Germania “non condivide i rischi” dell’unione monetaria, tanto vale non continuare e finirla qui. Quello che il ministro ci sta dicendo, in altre parole, è che abbiamo superato da un pezzo il punto di non ritorno. La Germania si trova in questo momento nella migliore posizione possibile, e non ha alcun interesse a cambiare né a rinunciare al suo bonus di competitività sugli altri paesi europei. Se l’euro non dovesse essere più l’espressione degli interessi tedeschi, la Germania stessa sarebbe pronta ad uscirne. Per capire in che modo e con quali esiti potrebbe concludersi questa storia, è utile ricordare il precedente dello Sme, il cosiddetto serpentone monetario europeo padre dell’euro, al quale l’Italia si legò nel 1979 prima (il primo Sme) e nel 1986 poi, il secondo Sme,noto anche come Sme credibile.

I Governi finanziano George Soros e lui finanzia Migranti, Gender, Rom, Detenuti, Legalizzazione droga e Colpi di Stato nel mondo!

Le Istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali sono Partners (finanziatori) della Open Society Foundation di George Soros. Governi, UE, ONU, OMS, UNESCO, UNICEF, e moltissimi altri enti, sono nella lista dei finanziatori.

Già con questa scandalosa e spudorata ammissione ufficiale bisognerebbe prendere atto dell’origine di moltissimi problemi nazionali e non. Ma andiamo oltre, nel nostro piccolo, per cercare di capire cosa ci fa con i soldi pubblici, George Soros e la sua Open Society Foundation. Aiuta i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? NO! 

– La Open Society Foundation di George Soros finanzia i ROM europei.

– La Open Society Foundation di George Soros finanzia, secondo La Stampa, Il Giornale ed altri quotidiani, le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia, come Médecins sans frontières, Save the children, Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Proactiva Open Arms, Sea-watch.org, Sea-Eye, Life boat.

 La Open Society Foundation di George Soros avrebbe finanziato persino il Comune di Lampedusa per accogliere i migranti.

– La Open Society Foundation di George Soros ha finanziato il blog Fortress Europe di Daniele Del Grande, il presunto giornalista italiano imprigionato in Turchia (e poi liberato con tanta enfasi patriottica da parte di Alfano) che si occupa di flussi migratori in Europa.

– La Open Society Foundation di George Soros finanzia la più potente organizzazione italiana di volontari delle carceri: Antigone.

– La Open Society Foundation di George Soros finanzia le associazioni LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)

Gas e petrolio, l’Italia si ritrova a secco

Luca Pagni

Negli ultimi anni i giacimenti nazionali di idrocarburi hanno toccato il record negativo e ora contribuiscono soltanto al 7% del nostro fabbisogno. Anche il “sì” alle trivelle in mare non ha attirato nuovi investimenti

Milano, Si potrebbe dire che i sostenitori delle trivelle in mare abbiano vinto invano. La classica vittoria di Pirro, insomma: perché la ricerca di idrocarburi sarà anche rimasta libera di fronte alle coste, ma l’assenza di divieti non ha favorito nuove scoperte né l’arrivo di nuovi investimenti da parte degli operatori specializzati.

Commercio, accordo Ue-Messico: stop ai dazi su quasi tutte le merci

Calenda: "Passo importante per le nostre Pmi". Ma la Coldiretti attacca: "Via libera al Parmesano e al Dolcetto made in Mexico"

MILANO - Mentre Donald Trump alza le barriere commerciali e - tra le altre cose - è in attesa di una revisione degli accordi con i vicini nordamericani, Europa e Messico hanno raggiunto un accordo politico per l'eliminazione di numerosi ostacoli agli scambi commerciali.

Lo ha reso noto la Commissione europea il cui presidente, Jean-Claude Juncker, ha osservato che "con questa intesa il Messico si aggiunge a Canada, Giappone e Singapore nella lista dei Paesi che vogliono lavorare con l'Ue per difendere un commercio equo e aperto". Grazie all'intesa 340 Igp europee saranno garantite contro le imitazioni e cadranno le tariffe sulle importazioni in Messico di pasta.

Parmalat, utile a 27 mln ma il fondo Amber contesta

Bernier confermato ad della società

Il cda di Parmalat ha confermato Jean Marc Bernier amministratore delegato della società, dopo che l'assemblea lo ha nominato nel consiglio in cui era stato cooptato a settembre. L'assemblea, su indicazione dell'azionista di minoranza Amber Capital, ha anche eletto Pierluigi De Biasi presidente del collegio sindacale, in sostituzione del dimissionario Marco Pedretti.

Il bilancio 2017, chiuso con un utile di 27 milioni di euro, è stato approvato dalla stragrande maggioranza del capitale presente, portato dall'azionista di controllo Lactalis. Contrario il 3,5% del capitale intervenuto, tra cui il fondo Amber, mentre l'1,3% si è astenuto.

"I risultati 2017 sono stati condizionati da una situazione difficile in quasi tutte le aree e che sono confermati dai risultati principali concorrenti, quasi tutti sono negativi sull'anno scorso" mentre "ad oggi ritengo realizzabile la guidance" 2018 di una crescita dell'ebitda "tra il +3 e +5% crescita" ha detto Bernier. "Prevediamo - ha dettagliato - un primo semestre ancora difficile e un secondo semestre migliore".

Il fondo Amber, intanto, continua a contestare la gestione di Parmalat da parte dell'azionista Lactalis, muovendo molti rilievi all'operato del cda. Il 2017, ha detto il rappresentante di Amber, Arturo Albano, si è chiuso con "risultati finanziari deludenti" e "altrettanto deficitaria infatti è stata la performance" del cda.

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