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La vita sta cambiando pelle

libri recensioni presentazioni

Libri: recensioni e presentazione libri. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Nessuno può fermarmi di Caterina Soffici

Francesca Avanzini

In “Nessuno può fermarmi” (Feltrinelli, pp.253, € 16) Caterina Soffici recupera una pagina di storia su cui è volutamente calata una cortina di silenzio. Il 2 luglio 1940 l’Arandora Star, transatlantico di lusso requisito a scopi bellici, che stava deportando dall’Inghilterra verso il Canada presunti fascisti, viene colpito da un siluro tedesco e affondato. Delle circa 800 persone a bordo, tra cui italiani, tedeschi, inglesi, 446 annegano. Molti di loro erano emigrati dei nostri Appennini, che a costo di sacrifici e duro lavoro erano riusciti a farsi una posizione in Inghilterra, ed erano stati ingiustamente accusati di fascismo nel rigurgito xenofobo e di “dagli all’italiano” che segue la dichiarazione di guerra di Mussolini. Xenofobia sempre pronta a ripresentarsi a ogni latitudine, ammonisce il libro, perché, come citato in esergo nelle parole di Tahar Ben Jelloun, “Siamo sempre lo straniero di qualcun altro”.  

Il libro su Toscanini a cura di Marco Capra sponsorizzato da Salini-Impregilo, quelli del Ponte sullo Stretto

libro su Toscanini a cura di Marco Capra

“Toscanini. La vita e il mito di un Maestro immortale”

“Per noi, l’anniversario dei 150 anni dalla nascita del Maestro Toscanini rappresenta un’occasione unica per celebrare i valori di un grande artista. Innovazione, duro lavoro e ricerca dell’eccellenza. Gli stessi valori che hanno ispirato il nostro lavoro in tutto il mondo, nel corso di più di cento anni”.
CEO, Pietro Salini

Il libro, a cura di Marco Capra con prefazione del direttore Antonio Pappano, contiene materiale inedito sulla vita del Maestro e celebra questo anniversario ripercorrendo l’incredibile storia di Arturo Toscanini nei due Paesi, l’Italia e gli Stati Uniti, che sono stati per lui culla e consacrazione di un successo mondiale. Il libro, edito da Rizzoli, è in vendita nelle librerie di tutto il mondo dal 16 marzo 2017.

Fonte Link https://www.salini-impregilo.com/it/gruppo/201703211647-%E2%80%9Ctoscaninilavitaeilmitodiunmaestroimmortale%E2%80%9D.html 

Ma chi è questo filantropo Pietro Salini? indagato per turbativa d’asta negli appalti del Terzo Valico [LINK], già agli arresti per l'inchiesta del Ponte sullo Stretto. Capra, lei sa che Toscanini non avrebbe mai accettato questa opera finanziata con risorse indegnamente sottratte agli italiani. Lei non poteva non sapere quanto è stato da tempo pubblicato sulla stampa e scritto da giornalisti:   

A Mozart quel che è di Mozart

Mozart

Pietro Acquafredda

Bach è il Battista. Haydn Dio padre, Mozart, il Figlio di Dio, e Beethoven lo Spirito santo. Schubert l'Evangelista.

Ecco la teologia sulla quale la musicologia europea avrebbe fondato la sua fede, e che due musicologi coniugi italiani, Luca Bianchini ed Anna Trombetta, con una loro ricerca intitolata. 'Mozart. La caduta degli dei' intendono disconoscere anzi demolire dalle fondamenta, perchè eretica.

Del loro libro, uscito l'anno scorso e e della cui esistenza, dato il successo, si sono lette già molte recensioni, si accorge solo ora una rivista musicale italiana, che affida la recensione confutativa delle tesi dei due, ad un musicologo che si getta nell'impresa anima e corpo, e con armi filologiche affilate.

La tesi - ed è ciò che principalmente ha fatto scalpore - è che Mozart non era quello che una certa musicologia agiografica ci ha tramandato. Non era così come ce lo hanno tramandato nella persona - e fin qui poco importa tutto sommato - ma non era così neanche come musicista. Davvero? Sì, rispondono i due musicologi.

Giacomo Puccini, Sonatore del Regno, di Pietro Acquafredda. Edizioni Clichy.

Giacomo Puccini Sonatore del Regno di Pietro Acquafredda
Pietro Acquafredda

L'editore fiorentino Clichy pubblica, nella collana degli 'elefantini', un volumetto di oltre 120 pagine, al prezzo popolare di 6.90 Euro. E' dedicato a Giacomo Puccini, è nient'altro che la sua biografia che si legge tutta d'un fiato - come è convinto l'editore ed anche l'autore - ma che tutta d'un fiato non è stata certamente scritta.

 Si tratta - ve lo dice l'autore e dunque credetegli - di una biografia 'd'autore'. Nel senso che  il volumetto colleziona brani tratti dall'epistolario del musicista, da testimonianze di amici e conoscenti (attentamente vagliati, per non mischiare grano ad erbacce fra le tante cresciute sulla sua fama ed i suoi vezzi) e da episodi che non sfuggirono, per l'importanza del personaggio, alla cronaca giornalistica, ripresi e rimessi in ordine cronologico per offrire di Puccini la storia della sua vita, dalla nascita alla morte e sepoltura.

 Si parte dall'Atto di battesimo con la curiosa sfilza di nomi dati al neonato  e che rappresenta l'eredità di tutta la sua famiglia (i primi quattro, dal trisnonno al padre), una specie di 'memento' del suo albero genealogico maschile, e si finisce con la prematura morte, avvenuta a Bruxelles, a causa di un tumore alla gola, alla sua temporanea sepoltura nella tomba della famiglia Toscanini e Milano - senza dimenticare gli attriti che ebbe con il maestro, che una volta definì perfino 'porco' -  ed alla sepoltura definitiva  nella amatissima 'Torre del Lago'.

 E fra la nascita e morte, la ricca sfaccettata natura del musicista. Dagli anni di studio al Conservatorio di  Milano ai primi successi e al suo riconoscimento mondiale.

Mozart non è una bufala

 Mozart

Carlo Vitali

Sulla rete impazza un libro "contro" Mozart (Mozart. La Caduta degli dei). Lo abbiamo letto. Ed è pieno di errori e cantonate

“La Jupiter, la Haffner, la Posthorn, la Parigi, la Praga. Sono tra le sinfonie di maggior successo di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essere di Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca Bianchini e Anna Trombetta […]”, scrive “Il Fatto quotidiano”.

Controlli di Rosaria Lo Russo Edizioni Mille Gru

Controlli di Rosaria Lo Russo Edizioni Mille Gru

Francesca Avanzini 

C’è chi ha detto che chiunque voglia fare poesia in Italia non può prescindere da Rosaria Lo Russo. Esce ora presso Mille Ggru la sua ultima fatica, “Controlli”, che per la prima volta, dopo tanto indagare nelle tematiche femminili, mette in scena protagonisti maschili .

“Controlli” è un dittico, un poemetto diviso in due parti. La prima è dedicata al tuffatore Klaus Di Biasi, oro alle Olimpiadi messicane del 1986, e si ispira a un’intervista dello stesso, genialmente trascritta in poesia. L’idea centrale è quella del controllo, che l’atleta deve esercitare al mille per mille sul corpo. Non pensa a niente Di Biasi prima di volare, non può. Deve solo respirare e controllare ogni minima parte del suo organismo, in quella che è una perfetta condizione yogica e mistica.

L’atleta è il narciso, completamente concentrato su di sé, è dunque l’artista, ma anche l’uomo comune. La poesia si estende a tutti, allude al controllo che bisogna costantemente esercitare per non cadere nel baratro delle passioni. Perché, come dice Vasco Rossi, la vita “è tutta un equilibrio sopra la follia”.

Eppure esiste una caduta controllata ed estatica, quando “il candido ossame“ si fonde con l’elemento acqua e diventa tutt’uno con essa, per poi riemergerne.

Centro Studi Movimenti Parma: Politiche del disastro - Martedì 21 marzo, ore 18.30

Enolibreria Chourmo

Via Imbriani 56 – Parma

Presentazione del libro di Silvia Pitzalis

Politiche del disastro

Poteri e contropoteri nel terremoto emiliano

Interventi dell’autrice e di Tifany Bernuzzi

Che cos'è un disastro e come si manifesta? Quali poteri emergono e vengono alimentati nei contesti colpiti? È possibile un dialogo tra istituzioni e cittadini sui modi di affrontare le conseguenze? È possibile elaborare forme di autorganizzazione in risposta alla catastrofe volte a rigenerare l'esistenza di fronte alla violenza degli eventi e offrire anche soluzioni alternative rispetto a quelle istituzionali? Attraverso l'analisi etnografica, il lavoro di Silvia Pitzalis si propone di rispondere a queste domande, assumendo il terremoto dell'Emilia del maggio 2012 come caso di studio utile a ricavare indicazioni di carattere generale.


Prossimi incontri: 

 

Sabato 29 Aprile, ore 18.00

IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto Edizioni Neri Pozza

Francesca Avanzini 

Lodevole l’iniziativa di Neri Pozza di ripubblicare, a 52 anni dalla prima uscita,  “Il Male Oscuro” di Giuseppe Berto (pp. 512, € 18).

Abbiamo avuto, in Italia, fior di narratori, da Fenoglio, a Pavese, a Carlo Levi, al tanto vituperato e invece ottimo Cassola, ad, appunto, Giuseppe Berto e molti altri ancora.

È ora che, in un sussulto di orgoglio nazionale, impariamo a valorizzarli, scrollandoci di dosso il senso di inferiorità nei confronti di letterature di altri paesi.

“Il Male Oscuro” mantiene intatta la sua modernità, e stupisce anzi, dato il carattere innovativo e sperimentale della scrittura, che ai tempi abbia avuto un successo tale da richiedere ben dieci ristampe e abbia vinto insieme il Viareggio e il Campiello.

La tecnica è quella del flusso di coscienza mutuata, a dire dello stesso autore, da Svevo e Gadda (da un passo della “Cognizione del dolore” proviene il titolo), per cui le pagine si succedono alle pagine con rarissimi segni di interpunzione, mentre il soggetto assolutamente autobiografico è il racconto di una nevrosi che, originata dall’inflessibile autorità paterna trasformatasi in un altrettanto implacabile Super Io, bracca l’autore e lo costringe praticamente al perimetro della sua camera, impedendogli a causa del panico di prendere ascensori, frequentare posti affollati, spostarsi con mezzi che non siano la propria automobile ecc. Per non parlare della paura di oltrepassare la barriera e cadere nella follia.  

Notti al circo di Angela Carter

 Notti al Circo di Angela Carter

Francesca Avanzini 

Si rivela un classico, “Notti al circo” di Angela Carter (pp.428, € 18) appena ripubblicato da Fazi a trentatré anni dall’uscita. Con un di più di speranza in un mondo migliore rispetto al cinismo odierno, la carica iconoclasta, ribelle e femminista tipica delle scrittrici anglofone degli anni ’80 (cfr., per non citarne che due,  Jeannette Winterson o Fay Weldon) la  spinta egualitaria, l’attenzione a emarginati, freak e outsider che avrebbero dovuto portare la fantasia al potere, i personaggi della Carter si librano (è il caso di dirlo) tra il mito e immortali creature della fantasia quali Gargantua o Morgante.

Fevvers è una gigantessa di “un metro e ottantacinque senza calze” per ottantotto chili, nata da un uovo e dotata di un paio d’ali di proporzionale apertura, tinte di cremisi e viola per potersi più efficacemente esibire nel circo di cui è l’attrazione principale. La Venere Cockney, abbandonata nei bassifondi e venuta su in un bordello, è tanto pronta ad aiutare i più sfortunati e commuoversi per le loro vicende, quanto avida, pragmatica e terra terra sebbene, come tutti i personaggi del libro, incline a filosofeggiare. Londra è ai suoi piedi, ricchi e potenti le offrono preziosi regali tra tonnellate di fiori, caviale, champagne e carrozze foderate di zibellino. (La vicenda è ambientata tra l’ultimo anno dell’ 800 e l’inizio gravido di aspettative del nuovo secolo).

L’ETÀ DELLA GUERRA di Giancarlo Bocchi

 L'Età della Guerra

Francesca Avanzini

Bosnia, Libia, Somalia, Palestina, Kosovo, Egitto. Dappertutto mozziconi di case anneriti, muri crepati, stracci, sacchi a pelo, pentole di latta, i paraphernalia delle ordinarie storie di miseria che i conflitti lasciano dietro di sé, anche quelli di cui siamo a malapena al corrente, come i persistenti scontri etnici in Birmania, o la persecuzione in Kurdistan degli yazidi, seguaci di una misteriosa religione misterica.

Immagini a cui la TV ci ha abituato, a cui purtroppo siamo quasi assuefatti. Eppure vedersele tutte una in fila all’altra, fotografate nero su bianco, le ingiustizie del pianeta, con protagonisti loro, i bambini- vittime ovvie, frequenti e non più innocenti delle guerre, dato che l’innocenza gli è stata strappata a forza, sostituita da una amara consapevolezza-riesce a scalfire anche le corazze più dure.

Maria Rosa Di Fazio: Mangiare bene per sconfiggere il male

Mangiar bene per sconfiggere il male

"Fa' che il cibo sia la tua medicina", ammoniva Ippocrate, padre della scienza medica. Oggi, in un'epoca di cibi sempre più industriali, manipolati, prodotti con materie prime modificate geneticamente e imposti dalla pubblicità e dal marketing, noi possiamo e dobbiamo andare oltre affermando che "stiamo" bene o male in base a "che cosa" mangiamo o non mangiamo. Non solo: perché la nostra salute e quella dei nostri figli dipendono anche dal "quando" consumiamo un determinato alimento, dal "come" lo cuciniamo, senza mai sottovalutare "insieme a che cosa" lo abbiniamo e lo portiamo in tavola. Sono tutte informazioni che troverete in questa guida pratica e di facile lettura allo stare bene, ma anche alla prevenzione più naturale, nonché più semplice e perfino più economica, delle peggiori malattie. Informazioni che nascono dall'esperienza ultraventennale di un'affermata oncologa italiana. Dobbiamo decidere se vogliamo continuare a essere azionisti occulti, inconsapevoli e senza nemmeno diritto di voto di qualche grande corporation alimentare o piuttosto ridiventare i ben informati unici proprietari della nostra salute, ovvero del più importante patrimonio di cui disponiamo - gratuitamente, per dono divino - fin dalla nascita. Dopo aver letto il libro Mangiare bene per sconfiggere il male. La battaglia contro i tumori inizia a tavola. Rivoluzioniamo le nostre - troppe! - cattive abitudini 

Al caffè degli esistenzialisti” di Sarah Bakewell, Fazi Editore

Al caffè degli esistenzialisti” di Sarah Bakewell, Fazi Editore

AL CAFFÈ DEGLI ESISTENZIALISTI

Non mantiene forse tutte le promesse implicite nel titolo “Al caffè degli esistenzialisti” di Sarah Bakewell (Fazi Editore, € 20, pp.470) e tuttavia è un libro che vale la pena leggere, se non altro per vedere se hanno ancora qualcosa da dirci oggi gli esistenzialisti.

Le pagine più coinvolgenti sono quelle dedicate a Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, e ricostruiscono la loro complessa vita e rete di relazioni nella Parigi a cavallo dell’ultima guerra e oltre. Immersi nel flusso multiforme e cangiante dell’essere, convinti che il compito del filosofo non sia trovare la causa ultima delle cose, ma descrivere il qui e ora, il fenomeno, sono anche convinti che l’intellettuale debba essere engagé, prendere parola e partito circa le questioni scottanti della sua epoca. Una bella distanza dalla letteratura d’intrattenimento -o gastronomica che dir si voglia- prevalente oggi!

La vedova Van Gogh di Camilo Sánchez

La vedova Van Gogh di Camilo Sanchez

Francesca Avanzini 

Camilo Sánchez è un giornalista e poeta argentino. Colpito dalla figura della moglie di Theo e cognata di Vincent, Johanna Van Gogh Bonger, fuggevolmente citata in un documentario della BBC, decide di indagare su di lei e comincia a battere musei e biblioteche.

Il risultato è “La vedova Van Gogh” (Marcos y Marcos, 2016, pp 189, € 16) la storia vera, poco e male raccontata prima, avvincente come un romanzo e in verità un poco romanzata, di come Johanna sia riuscita a imporre al mondo l’arte del cognato, diventando l’artefice della sua fama. Più per ideale che per soldi, convinta com’era di trovarsi di fronte a un grande artista che, per il bene dell’umanità, non doveva restare sconosciuto.

Dopo la morte di Theo, mercante d’arte di successo, avvenuta, com’è noto, a neanche un anno da quella del fratello per legame simbiotico, depressione e nefrite causata da una sifilide mal curata, Johanna rimane sola nell’appartamento di Pigalle con un bambino appena nato, circondata dalle tele esuberanti del cognato. Impara a conoscerle e amarle nei dettagli, così come legge e ama le lettere di Vincent a Theo. È lei a selezionarle ed editarle. Van Gogh è un poeta, ancora prima che un pittore, e i commenti alle opere sue e di altri contenuti nella corrispondenza, gettano nuova luce sulla sua pittura. Lettere e pittura formano un tutt’uno inscindibile.

Nel 1891 Johanna è già ritornata in Olanda, suo paese natale, dove apre una graziosa locanda a Bussum, villaggio a pochi chilometri da Amsterdam. Le pareti sono adorne delle tele mandate a prendere a Pigalle. Sfortunatamente, delle 600 che erano, 300 sono rimaste là, e non si saprà mai che fine hanno fatto.

Governare con la crisi di PIERRE DARDOT e CHRISTIAN LAVAL

Guerra alla Democrazia

Pierre Dardot e Christian Laval dopo la pubblicazione de La nuova ragione del mondo e Del comune pongono ora alla nostra attenzione Guerra alla democrazia, da poco uscito in italiano per DeriveApprodi. Qui ne pubblichiamo il primo capitolo, per gentile concessione della casa editrice, che ringraziamo.

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È una storia greca. Una storia che getta una luce singolarmente viva sul nostro presente. Più precisamente, è una commedia di Aristofane andata in scena nel 388 a.C. e intitolata Pluto. Colui che viene indicato con questo nome non è nient’altro che il dio della ricchezza e del denaro1. Che qui si presenta nelle sembianze di un vecchio coperto di stracci, accecato da Zeus, errante per le strade. Mentre in genere Pluto è raffigurato come un cieco, perché distribuisce ricchezza in funzione del caso, sui ricchi come sui poveri, il personaggio della commedia di Aristofane riserva le proprie buone azioni solo ai ricchi, preferendo tra questi truffatori e malfattori. Guarito della propria infermità dalle cure del dio Asclepio, a tutti promette abbondanza. Penia (la povertà) ha un bel da fare nell’obiettare che se i poveri diventassero ricchi, nessuno più lavorerebbe: la promessa della ricchezza universale ha comunque la meglio. Così si festeggia la guarigione di Pluto e la commedia si chiude con «un’apoteosi rovesciata»: una processione solenne si reca all’Acropoli, ritmata da una danza e illuminata dalle torce, per insediare Pluto nell’abside del tempio di Atena e della polis.

Oligarchia contro democrazia

Novita Amadei: Finché notte non sia più

Finché notte non sia più - libro di Novita Amadei

Francesca Avanzini

Novita Amadei 

Un libro in qualche modo contro corrente “Finché notte non sia più” (pp 236, € 16.50) appena uscito per Neri Pozza e scritto dalla parmigiana risiedente a Parigi, dove lavora nella cooperazione, Novita Amadei.
Il suo romanzo d’esordio “Dentro c’è una strada per Parigi”, si era piazzato tra i finalisti nel concorso “per voci nuove” indetto dalla casa editrice, e questo secondo, come si diceva, si stacca dalla moda corrente. Niente frustini e tacchi a stiletto, niente sangue o morti orribili, niente ambienti patinati, bensì storie di gente più povera che ricca, più normale che eccezionale, ciascuna con una mancanza da compensare, una punta di freddo nel cuore. Caterina fa l’infermiera, anche se ha talento come parrucchiera, e la madre la vorrebbe con sé nel suo salone romano. Ma come molti giovani di oggi, Caterina ha bisogno di andarsene per trovare se stessa, e approda in un piccolo paese della Francia del sud, dove la sorella della madre ha pure un negozio di parrucchiera. Nel villaggio Caterina trova due mentori, l’anziano Delio, anche lui italiano, che vive col suo cane in una casa isolata di campagna, impregnata dell’assenza della moglie morta e di quella, rancorosa e priva di notizie, del figlio Daniele, e il geniale, un tantino eccentrico professore in pensione Mathelot, vedovo anche lui, che le dà lezioni di francese.

Massaggia cuti, taglia con garbo capelli Caterina, quando il sabato aiuta la zia, molce e lenisce, ascoltando sfoghi più di uno psicanalista, fedele alla sua vocazione d’infermiera-mestiere che pure esercita gli altri giorni della settimana- di dare e aiutare.

La « Congiura dei Mediocri »

La mediocratie di Alain Deneault

di Enrico Votio Del Refettiero

Una « Congiura dei Mediocri » in salsa francese 

Ecco un libro che davvero vorrei aver scritto io: “La Médiocratie” di Alain Deneault, pubbicato in terza edizione in formato tascabile dall’editore canadese LUX nel settembre 2016 dopo due fortunate edizioni apparse nel 2013 e nel 2015. L’autore è dottore in filosofia all’Università Paris-VIII e, se il buon giorno di vede dal mattino, val davvero la pena di approfondire e leggere le sue precedenti opere, tutte dedicate a vario titolo a Economia e Finanza – o meglio quello che il mondo d’oggi intende per Economia e Finanza – ovvero Offshore (2010), Paradis sous terre (2012), Gouvernance (2013) e Paradis fiscaux (2014). 

Si tratta, nel caso del libro in questione, di un approfondita analisi della conquista del potere da parte dei mediocri, come con molta chiarezza l’autore annuncia fin dalla folgorante apertura dell’introduzione, che qui cito per intero (la traduzione in italiano è la mia): “Non siate ne’ fieri ne’ spirituali e nemmeno a vostro agio, rischierete di sembrare arroganti. Attenuate le vostre passioni, fanno paura. E soprattutto nessuna ‘buona idea’, la pattumiera ne è piena. [...] I tempi sono cambiati. Non c’è stata alcuna presa della Bastiglia, nulla di comparabile all’incendio del Reichstag e l’Aurora non ha tirato nessuna cannonata. Eppure, l’assalto è ben iniziato e anzi già coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere. La principale competenza del mediocre? Riconoscere un altro mediocre”. 

La credibilità di Renzi, dal Referendum al Ponte sullo Stretto: come ti fotto lo Stato.

La credibilità di Renzi: dal Referendum al Ponte sullo Stretto: come ti fotto lo Stato.

Dopo gli arresti del progettista Michele Longo e di Ettore Pagani uomo del gruppo Salini Impregilo,
che riprendo da Il Fatto quotidiano del  27 ottobre 2016:Michele Longo ed Ettore Pagani. Due uomini espressione del gruppo Salini-Impregilo. Il primo, Longo, ne è una delle figure apicali essendo general manager domestic operation e avendo quindi la responsabilità non solo delle opere del cosiddetto Terzo Valico, ma anche di tutte le altre operazioni italiane che coinvolgono il gruppo. Di più, è l’uomo del Ponte, colui con il quale lo Stato deve parlare se l’argomento è la maxi opera tra Sicilia e Calabria. E Pagani è il suo braccio destro, nonché “responsabile del progetto Ponte sullo Stretto” per conto di Impregilo, come recita il suo curriculum”.

Ritengo sia utile pubblicare stralci del capitolo 4 del libro di Marco Lillo “Il potere dei segreti” che rivela come il sistema fotte i soldi agli italiani.
Testo tratto dal libro di Marco Lillo:

“L’opera infinita”

Enzo Bianchi: "Quando Gesù rese libera la donna"

Enzo Bianchi, Gesù e le donne, 136 p., 2016

di ENZO BIANCHI

Gesù andò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio, e tutto il popolo veniva da lui; e sedutosi, insegnava loro. Ora, gli scribi e i farisei gli conducono lì una donna sorpresa in adulterio e, postala in mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora, Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu dunque che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova, per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi giù, scriveva per terra con il dito. Ma poiché continuavano a interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma essi, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Ora, Gesù, alzatosi, le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ella disse: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno. Va' e d'ora in poi non peccare più».

“I tragediatori”, Forgione racconta il lato oscuro del movimento antimafia

I Tragediatori di Francesco Forgione

Nel libro dell'ex presidente della Commissione parlamentare un ventennio di successi, sconfitte, contraddizioni, faide tra i paladini della lotta ai clan. Fino all'annus horribilis dei casi Saguto, Montante, Helg... E degli attacchi a Libera. “Per troppo tempo", scrive l'ex deputato di Rifondazione, "l’antimafia non ha discusso di se stessa, della sua vita, del suo modo d’essere"

di Giuseppe Pipitone

Un ventennio di successi, sconfitte, contraddizioni, faide interne che sono alla fine approdate in quello che verrà ricordato come l’annus horribilis dell’antimafia. Due decenni segnati da scontri aspri, dibattiti al vetriolo e spaccature che adesso non indicano vie di fuga, ma soltanto quale è la strada da abbandonare. È l’inverno del movimento antimafia quello che prova a indagare Francesco Forgione (nella foto con don Ciotti) ne I Tragediatori, il saggio dato alle stampe per Rubbettino dall’ex deputato di Rifondazione comunista.

Chi sono i tragediatori? Per provare a spiegarlo Forgione cita il pentito Tommaso Buscetta. “Quando gli uomini d’onore parlano fra loro di fatti che attengono a Cosa nostra – diceva il boss dei due mondi – hanno sempre l’obbligo assoluto di dire la verità. Chi non dice la verità noi lo chiamiamo tragediaturi”. Tragediatore, cioè uomo che dice o finge di essere ciò che non è. Un fenomeno che da tempo si è infiltrato nel mondo dell’antimafia, producendo quel singolare cocktail di slogan e impostura che è alla base dell’ultima indagine della Commissione parlamentare Antimafia: quella sulle contraddizioni dello stesso movimento.

Festival Verdi 2016: perché non ricordare il libro "la musica al rovescio" dell'indimenticabile divin Maestro Mauro Meli, nell'esilarante intervista di Mara Pedrabissi?

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Quarta di copertina del libro
Nell’oscurità di una sala settecentesca ovattata dai velluti o sugli spalti di un teatro greco, nelle comode poltrone di una moderna sala da concerti: la magia del teatro e della musica è cosa nota, ognuno nella vita almeno una volta ne ha goduto, si è innamorato di un brano, di un compositore, di un musicista. Pochi hanno la fortuna, invece, di sbirciare dietro le quinte, dove la magia viene tessuta con sapienza, dove decine di persone lavorano perché lo spettacolo sia perfetto, così vivido e irreale da diventare autentico ed emozionare coloro che sono abbastanza furbi da farsi ingannare da quella finzione. Mauro Meli ama a tal punto il gioco del teatro e della musica che ha scelto di fare l’organizzatore teatrale: è colui che concretamente – programmando, trovando i fondi, scritturando gli artisti, comunicando, coordinando e dirigendo – rende possibile i cartelloni dei grandi teatri musicali italiani. In questo libro racconta con grandissima passione le sue gesta di manager: trent’anni di musica al rovescio, cioè dalla parte di chi la musica la fa, accanto ai più grandi musicisti e artisti di questi anni. Da Carlos Kleiber a Lucio Dalla passando per Placido Domingo, una galleria di protagonisti della scena culturale e musicale raccontati con generosità e umorismo. E di questi personaggi, di questi incontri, di queste emozioni ci regala un affresco divertente e acuto, svelando un po’ di quel “rovescio” che gli spettatori non conoscono.

Ricordo Caprotti con il suo libro: "Falce e Carrello"

Falce e Carrello di Barnardo Caprotti

Non ho trovato di meglio che ricordare Bernardo Caprotti con il suo libro “Falce e Martello” una denuncia antesignana al sistema Cooperativo italiano, appoggiato da quello politico. Anche lui colpito dalla censura giudiziaria.* 
Riprendo una sintesi del testo dai risguardi di copertina del libro:
“Bernardo Caprotti è l’imprenditore che ha portato all’eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale nel settore. A 81 pubblica un libro denuncia: “Falce e Carrello in cui racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle COOP. Dai primi contatti con il gigante “rosso” della grande distribuzione fino alle polemiche con il fondatore di Esselunga. In questo libro Caprotti ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato per normale concorrenza. Mettendo insieme le tessere del mosaico, a Caprotti è appqarso un disegno preciso: far sparire la sua azienda dal mercato.

Connectography: Le mappe del futuro ordine mondiale

Connectography Parag Khanna

Connectography: Le mappe del futuro ordine mondiale

Dalla sua città di residenza, Singapore, il famoso stratega geopolitico indiano Parag Khanna si è spostato verso le mete più disparate, dall’Ucraina all’Iran, dalle miniere della Mongolia a Nairobi, dalle coste atlantiche al circolo polare artico. Grazie ai suoi viaggi ha avuto modo di osservare i mutamenti epocali che stanno investendo il mondo. Migrazioni, megalopoli, Zone Economiche Speciali, comunicazioni e cambiamenti climatici stanno ridisegnando la geografia planetaria: gli Stati non sono più definiti dai loro confini, bensì dai flussi di persone e di legami finanziari, commerciali ed energetici che quotidianamente li attraversano. In questo scenario anche lo scontro fra potenze assume nuove forme, trasformandosi in un forsennato tiro alla fune: gli eserciti vengono usati tanto per difendere i territori quanto le risorse e le infrastrutture che vi sono custodite. Sono i prodromi della definitiva scomparsa delle guerre? Connectography, che chiude la trilogia di cui I tre imperi e Come si governa il mondo sono i primi due volumi, è una mappa dettagliatissima che non solo ci offre una lucida analisi del presente, ma ci propone una visione molto ottimistica del futuro che ci attende: un mondo in cui le linee che lo connettono sono molte di più di quelle che lo separano.

«A chi teme che il mondo stia diventando sempre più chiuso, Connectography offre una nuova prospettiva, più ottimistica».
«The Economist»

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