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Opinioni Interviste Inchieste: Opinioni interviste inchieste con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Gillet gialli contro La truffa bancaria della moneta a debito. La politica e la Magistratura devono intervenire senza protrarre oltre gli interventi nel debellare questa truffa strutturale che impoverisce gli italiani

I soldi sono dei cittadini, non delle banche. Sono i cittadini che rimborsando i debiti (illegali) contratti con le banche attraverso moneta scritturale digitale, creata dal nulla, trasferiscono ricchezza reale agli istituti di credito. Realtà economiche basate sulla truffa non possono più avere il "red carpet" istituzionale. Mettiamo i gillet gialli contro questa truffa bancaria monetaria. Sovvertiamo questa situazione che impoverisce tutti e arricchisce solo i ladri di vita. Cosa aspettano i politici ad intervenire drasticamente! Non si può continuare con questa truffa all'infinito. La Politica, la Magistratura e tutti gli altri poteri hanno il dovere costituzionale (art.1; art.11; art.41; art. 43; art47) di intervenire, diversamente divengono correi. Le banche esercitano attività non conforme al loro fine istituzionale che è quello di intermediazione del credito e non quello di emissione di denaro scritturale creato dal nulla. (Parma 12/12/2018)

Luigi Boschi

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DOSSIER SIGNORAGGIO E BANCHE

LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DELLA LEGIONELLA E LA RESISTENZA DI BONACCINI ALLA (GIUSTA) RADIAZIONE DI VENTURI DALL’ORDINE DEI MEDICI

Cartacanta onlus

LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DELLA LEGIONELLA E LA RESISTENZA DI BONACCINI & CO. ALLA (GIUSTA) RADIAZIONE DI VENTURI DALL’ORDINE DEI MEDICI SONO LA RIPROVA DI UN GOVERNO DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE SERVILE, INCAPACE E ALLO SBANDO.

Il nuovo DPCM  (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ) del 12 gennaio 2017 che dettaglia, tra l’altro, gli obblighi del Servizio nazionale, stabilisce che questo «assicura, attraverso le risorse finanziarie pubbliche …, i seguenti livelli essenziali di assistenza:

a) Prevenzione collettiva e sanità pubblica; b) Assistenza distrettuale; c) Assistenza ospedaliera».

Relativamente alla lettera a) e per quanto ora di nostro interesse, il DPCM precisa che il «Servizio sanitario nazionale garantisce a) sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali; b) tutela della salute e della sicurezza negli ambienti aperti e confinat.

Alessandro Guardamagna sul sequestro del mega Mall di Baganzola a Parma

Cercasi sindaco disperatamente

L'inchiesta della magistratura di Parma sul super Mall di Baganzola ha posto sotto sequestro il cantiere dei lavori il 20 Ottobre scorso, e indagato l’assessore Alinovi e due dirigenti del comune: Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo. A Maggio qualcuno scrisse che il comune avrebbe dovuto prendere esempio da Legoland per gestire l’ampliamento della pista dell’aeroporto come cargo e la costruzione del mall. Se davvero l’amministrazione Pizzarotti voleva mettere la firma su un progetto di potenziamento dell’aeroporto ad impatto zero e a tutela ambientale garantita, visti i grattacapi che il piano di lavoro presentava a chiunque fosse dotato di un minimo senso logico, c’era sempre Legoland come modello a cui rifarsi. Allungare 1 km di pista che da un lato va a sbattere contro l'autostrada e dall'altro contro la tangenziale, a ridosso di un centro abitato, non sembra una gran trovata, diciamolo. L’invito era da intendersi in senso benevolo, perché l'aeroporto di mattoncini colorati, oltre ad avere un traffico visitatori superiore a quello dei passeggeri che transitano dal Verdi (1 milione e mezzo in Danimarca contro i 70.000 in loco nell'anno in corso), non pone problemi di sicurezza – a differenza del caso di Parma – anche se vicino gli costruisci un mall o il nuovo World Trade Center in Lego. Costruire in Lego notoriamente non richiede neppure permessi particolari, ma solo voglia di fare. L’amministrazione Pizzarotti ha forse preso l’invito troppo alla lettera, perché dalle indagini sembra emergere che il progetto mall non avesse neppure le autorizzazioni necessarie. E per questo il cantiere è sotto sequestro. Ma l'amministrazione prima del 20 Ottobre non aveva sempre detto che era tutto regolare?

Intervista a Luigi Ferrari autore di "Triade Minore"

Triade Minore romanzo di Luigi Ferrari

Francesca Avanzini

D Mi ha colpito, nella sua biografia, la “polivalenza”.  Lei è musicista, architetto, direttore artistico, manager e ora, col suo recentissimo “Triade minore” uscito per Ponte alle Grazie,  anche scrittore. Mi sembra che il tutto possa essere unificato all’insegna della composizione. E’ corretto?

R Sicuramente la composizione, l’arte del mettere insieme, ha guidato la mia scrittura. Benché la mia prosa sia sobria, è frutto di labor limae, mi viene molto da curare la disposizione delle parole. Anche come direttore artistico, mi interessa curare programmi dove ci siano riverberi, echi tra le proposte che si fanno, vuoi che sia un festival o una stagione. Cose che interagiscano, così che il fruitore abbia suggestioni, rifrazioni.

D Vuole parlarci un altro po’ della sua scrittura?

Padre Enzo Bianchi " Ho fatto un sogno chiamato Bose"

Padre Enzo Bianchi priore di Bose

intervista a Enzo Bianchi a cura di Silvia Ronchey

«La storia comincia alla fine del Concilio Vaticano II. All’epoca io praticavo vie di impegno soprattutto politico. Avevo fondato già nel ’62 un gruppo universitario a Torino che radunava una ventina tra cattolici, protestanti, ortodossi.

Lì era maturata l’idea di una comunità. Ma giunto il momento mi sono trovato solo. Ho scelto questo luogo sulla serra di Ivrea, dove c’erano case abbandonate ormai da decenni da gente che era emigrata in Francia. Ho cercato di ripararle, ho fatto della stalla una cappella che c’è ancora e per quasi tre anni sono andato avanti in solitudine, alternando momenti di speranza al timore che il mio fosse solo un sogno, se non una bizzarria. Alla fine del ’65 ero lì a seguire la conclusione del Concilio con una radiolina e con la consapevolezza che ciò che iniziavo a fare, se mai un giorno avrebbe avuto esito, era proprio nello spirito del Concilio».

È passato più di mezzo secolo dalla storia quasi robinsoniana che racconta Enzo Bianchi, e la comunità di Bose, ideata in quel momento di consapevolezza, si accinge a festeggiare i cinquant’anni di un monachesimo liberamente ripensato ex novo, il cui vero e proprio atto di nascita risale, forse non a caso, a tre anni dopo, al fatale ’68.

George Soros, lo speculatore (non) pentito: "Giusto l'attacco all'Italia del 1992.

Ventuno anni fa, con il suo fondo Quantum, contribuì a portare la lira, e la nostra economia, a un passo dal baratro. Ora, George Soros, finanziare americano di origini ungheresi con un patrimonio da 14 miliardi di dollari e una seconda vita da filantropo, è fresco vincitore del premio Terzani, ricevuto ieri a Udine per il suo saggio "La crisi globale e l'instabilità finanziaria europea". Da lì, parlando con Repubblica e La Stampa, ripercorre la massiccia operazione speculativa che mise in ginocchio nel 1992 il Paese. E difende, non senza un certo cinismo, tutte le sue mosse.

"L'attacco speculativo contro la lira - esordisce Soros - fu una legittima operazione finanziaria". "Mi ero basato sulle dichiarazioni della Bundesbank, che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere". Nessun segreto, insomma. Nessuna informazione riservata o soffiata nei salotti dell'alta finanza. Solo una lucida, ma spietata, comprensione della realtà, che Soros sintetizza con nuna formula particorlamente efficace: "Gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai legislatori che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie".

I Veneratori del Sistema

Media

La smania di sopprimere la verità e altri eventi organizzati, così come la cospirazione in generale, ha favorito la nascita di una bella combriccola che annovera tra le sue fila, la classe dirigente del mondo: banchieri, lobbysti, politici (di sinistra o di destra), accademici, giornalisti.

Questi raggruppamenti apparentemente concorrenti si sono riuniti insieme per mettersi al servizio del sistema e per programmare la loro personalissima visione del mondo. Il requisito essenziale all’instaurazione di ogni genere di tirannia, è il controllo dell’informazione e la tirannia globale dei nostri giorni lo conferma. I media più conformisti sono di proprietà delle multinazionali, più media le lobby riescono a possedere, più cospicuo diventa il loro sostegno politico e di conseguenza, maggiore è l’influenza sui governi.
Per correttezza bisogna dire che persino per i giornalisti onesti è quasi impossibile dire la verità dovendo sottostare ai pregiudizi e alle restrizioni su ciò che può essere riportato, e comunque vengono passati al vaglio e scartati. I padroni dei media vogliono chi è stupido e ignorante, e chi ritiene che la carriera e la fama siano più importanti della verità.

Le intimidatorie querele-vendetta di Sergio Pellegrini contro Luigi Boschi

Taci o ti querelo

Le initimidatorie querele-vendetta di Sergio Pellegrini e del suo avvocato Ambrosini

L’udienza del processo intentato da Sergio Pellegrini contro Luigi Boschi è stata rinviata al 31 ottobre 2018.
Ma  qual è lo scopo di Sergio Pellegrini con queste querele (due individuali DOC.PDF e una dell’avvocato Michele Ambrosini Doc.PDF), in cui si chiede addirittura il sequestro del mio socialblog? Non certo a fare chiarezza, né per amor della musica.

Un miliardo e mezzo di euro pubblici dati ai giornali che non leggi.

INTANTO LA LIBERTÀ DI STAMPA CROLLA

Nonostante i recenti tagli, ce n'è davvero per tutti i gusti. Ma a pagarli sono tutti i contribuenti italiani, senza distinzioni: parliamo dei giornali che ricevono aiuti di Stato. 
L’ultimo aiuto prevede per il 2015 oltre 39 milioni e mezzo di euro di contributi diretti, praticamente soldi cash erogati dallo Stato. 

UN MILIARDO E MEZZO DI EURO
Dal 2004 al 2015 il Caffè ha potuto ricostruire buona parte degli importi stanziati, in base ai dati pubblicati dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria presso la Presidenza del Consiglio: quasi un miliardo e mezzo di euro. Ci sono poi gli aiuti erogati sotto forma di agevolazioni fiscali su utenze telefoniche, spedizioni postali, rimborsi per la carta e per la spedizione degli abbonamenti, interessi sui mutui ed altro ancora. Questi ultimi li chiamano contributi indiretti e ne usufruiscono di solito i grandi gruppo editoriali, come quelli che ad esempio pubblicano “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera” o “Il Sole 24 Ore”. Il noto quotidiano di economia e finanza, edito dalla Confindustria, purtroppo è alla canna del gas, sull'orlo del fallimento: “Dall’ultimo miglio – scrivono i suoi giornalisti – siamo passati all’orlo del baratro”. Eppure anche loro hanno attinto alla mammella pubblica: ad esempio nel 2004 tre milioni di euro li ha presi “Il Sole 24 Ore”, emblema dell'imprenditoria italiana e organo della Confindustria, che evidentemente non disdegna l'aiuto dello Stato, nonostante la vocazione al libero mercato e alla imprenditorialità, che dovrebbe significare andare avanti con le proprie forze. Un miliardo e 469 milioni e 770mila e spicci è il totale assegnato dai vari governi alla carta stampata dal 2004 al 2015. Ma solo come contributi diretti. Ma ne andrebbero aggiunti tanti altri.

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