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La vita sta cambiando pelle

Religioni e Spiritualità

Religioni e Spiritualità: informazioni e riflessioni mistiche Religiose Laiche Vaticano Commenti ai Vangeli(vedi anche rubriche di Don Luciano Scaccaglia, di don Umberto Cocconi, di Enzo Bianchi Priore di Bose) Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Gesù nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana

Gesù nel deserto

Don Umberto Cocconi

Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano (Vangelo di Marco).
Una delle tentazioni della comunità credente è quella di rinchiudersi in se stessa, di credersi autosufficiente. Questo accade quando non si è grado di cogliere la sfida che papa Francesco sta rivolgendo proprio alla Chiesa: “appassionati del mondo”. Sii davvero una “Chiesa in uscita”, lasciati coinvolgere. Quest’ultimo è un verbo importante, perché dice il contrario dello starsene a guardare! Il papa ha fatto talvolta ricorso al verbo balconear, che nel gergo argentino significa “stare a guardare dalla finestra” (o dal balcone).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Gesù nel deserto, costantemente tentato

James Nachtwey, Sudan, 1993.

18 febbraio 2018
I domenica di Quaresima
di ENZO BIANCHI

Mc  1,12-15

In quel tempo, 12lo Spirito sospinse Gesù nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».


Il vangelo di questa prima domenica di Quaresima è breve: quattro versetti, anche se in realtà mi concentrerò quasi esclusivamente sui primi due, avendo commentato i vv. 14-15 poche domeniche fa (III domenica del tempo Ordinario). I vv. 12-13 sono molto intensi, capaci di comunicarci l’essenziale sulle tentazioni di Gesù, anche se nel nostro immaginario è impressa, dunque da noi memorizzata, la narrazione più drammatica e più precisa dei vangeli secondo Matteo e Luca (cf. Mt 4,1-11; Lc 4,1-13).

Concentriamoci dunque sul racconto di Marco. Gesù è stato battezzato nel fiume Giordano da Giovanni, il suo maestro, e nell’uscire dall’acqua ha visto i cieli aprirsi, lo Spirito di Dio scendere su di lui con la dolcezza di una colomba (cf. Mc 1,9-10) e, soprattutto, ha sentito una dichiarazione rivolta a lui solo. Dal cielo, infatti, dal luogo dimora di Dio, lo raggiunge una voce che proclama: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho messo tutta la mia gioia” (Mc 1,11; cf. Sal 2,7; Gen 22,2; Is 42,1). È la voce del Padre, che gli conferma il proprio amore e la sua identità di Figlio amato; è la voce che lo abilita, con la forza dello Spirito, “compagno inseparabile di Cristo” (Basilio di Cesarea), alla missione pubblica tra i figli di Israele.

11 febbraio, Beata Vergine Maria di Lourdes

Beata Vergine Maria di Lourdes

In un secolo tutto incredulità, in una nazione pervasa di ateismo, quale era la Francia nel secolo xix. Maria si proclama Immacolata, e inizia una serie di miracoli che sono la più eloquente apologia del soprannaturale. 

Il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria SS. era stato proclamato da appena quattro anni, ma le discussioni in pro ed in contro continuavano tuttavia: Maria pone loro termine, confermando il dogma pontificio. 

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: «Se vuoi, puoi guarirmi!»

Guarigione

Don Umberto Cocconi

Allora venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: «Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte (Vangelo di Marco).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: anche Gesù va in collera

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

11 febbraio 2018
VI domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,40-45

In quel tempo, 40venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.


Nel vangelo di questa domenica leggiamo un racconto che ha un inizio improvviso, senza precisazione di tempo e di luogo, un racconto che facilmente ci appare attuale, collocabile qui è ora: è l’incontro tra Gesù e un uomo affetto da lebbra.

Il lebbroso era allora ed è ancora adesso un malato ripugnante, a tal punto che lo si qualificava come un uomo morto. Per un giudeo, poi, la lebbra era segno di un preciso castigo di Dio, una malattia mediante la quale erano stati colpiti per i loro peccati la sorella di Mosè, Miriam (cf. Nm 12,9-10), il servo del profeta Eliseo (cf. 2Re 5,27) e altri peccatori. Grande è l’orrore, terribile la reazione di fronte a questa malattia che devasta fino alla putrefazione della carne il volto e il corpo dei malati.

09 febbraio, Sant' Apollonia Vergine e martire

S. Apollonia subì il martirio per la fede durante la persecuzione di Decio. Così scriveva l'allora Vescovo di Antiochia: « I cristiani vengono arrestati, imprigionati, privati d'ogni alimento, tolti dalle proprie famiglie, e perciò i genitori divisi dai figli e i figli dai genitori. Alcuni sono esiliati, altri stritolati sotto le ruote e moltissimi precipitati nelle fornaci ardenti od esposti alle fiere. Se i denti delle belve o l'ardore delle fiamme qualche volta li risparmiarono, è sempre pronta la spada che taglia la loro testa. Affermare di essere cristiano basta per incontrare i più terribili tormenti ».

Apollonia fin dai più teneri anni venne educata nella religione cristiana. Accesa di ardente amore per Gesù, decise di darsi interamente a Lui, facendo voto di perpetua verginità.

Quando uscì il decreto di persecuzione, Apollonia prodigò tutti i suoi averi in favore dei cristiani e si adoperò con ogni mezzo nell'esortare i martiri alla fortezza e alla speranza del gran premio del cielo.

« Pensate, diceva, che è breve il patire, ma il gaudio sarà eterno! ». Ma non potè durare a lungo in questo pietoso ufficio, poichè venne subito scoperta. Accusata al prefetto della provincia come cristiana, si vide tosto arrestata e rinchiusa in una orrenda prigione, dove passò una notte.

Giornata per la vita. La neurologa: «Irreversibile? Parola vietata»

Lucia Bellaspiga

Silvia Marino, ricercatrice del Centro neurolesi di Messina: «Dietro esistenze apparentemente "inutili" grandi storie di dignità»

Si celebra questa domenica in tutte le diocesi italiane la 40a Giornata nazionale per la vita. La Giornata è incentrata sul tema «Il Vangelo della vita, gioia per il mondo» e il Messaggio dei vescovi italianisottolinea che «la gioia che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo è dono di Dio e compito affidato all’uomo».

Il convegno è di quelli che schierano i massimi esperti a livello internazionale, e da mattina a sera il maxischermo manda dal palco le immagini di avveniristiche tecnologie capaci di scandagliare anche i cervelli apparentemente più inattivi, spenti da coma profondi, stati vegetativi, stati di minima coscienza, sindromi Locked-in o tuttora sconosciute e senza nome. Titolo, "Meeting internazionale sui disordini della coscienza - Ricerca, innovazione e nuovi approcci terapeutici", organizzato dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta...

Riflessione sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: “Tutti ti cercano”

Tutti ti cercano Gesù

Don Umberto Cocconi

Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (Vangelo di Marco).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: come Gesù cura e guarisce

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

4 febbraio 2018
V domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,29-39

In quel tempo, 29Gesù e i discepoli, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. 32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. 35Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.


Domenica scorsa abbiamo iniziato a leggere il racconto della “giornata di Cafarnao” (cf. Mc 1,21-34), esempio concreto di come Gesù viveva, parlando del regno di Dio e compiendo segni che lo annunciavano. E oggi il racconto continua…

03 febbraio, San Biagio Vescovo e martire. Protettore di malattie della gola

San Biagio

S. Biagio nacque a Sebaste nell'Armenia. Passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermità del corpo, e con la buona parola e l'esempio cristiano cercava pure di risanare le infermità spirituali. 

Geloso della sua purezza ed amantissimo della vita religiosa, pensava di entrare in un monastero, quando, morto il vescovo di Sebaste, venne eletto a succedergli. Da quell'istante la sua vita fu tutta spesa pel bene dei suoi fedeli. 

Convegno a Parma sul Cardinal Maria Martini e la lezione del laicato, lunedì 12 febbraio ore 16,30

Cardinal Martini

per non  smarrire la memoria del Concilio”

Il Comitato promotore della ricerca su

“Il Concilio e il post-concilio a Parma”

invita al Convegno che avrà luogo 

lunedì 12 febbraio 2018 - ore 16,30

Centro Pastorale “Anna Truffelli” Viale Solferino Parma

  sul tema

Il cristiano testimone - Una ritrattazione del "laico" alla luce della lezione del cardinale Carlo Maria Martini. 

A cura di Marco Vergottini 

L’approfondimento del Relatore sarà

preceduto dal racconto di Ermanno Olmi

sul Carlo Maria Martini

02 febbraio: Presentazione del Signore (Candelora)

Presentazione del Signore (Candelora)

«Oro puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo lo tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Luca 2, 29-31). 

Questa festa è chiamata con svariati nomi, ciascuno dei quali ricorda un fatto avvenuto in questa giornata in cui la Sacra Famiglia ci diede l'esempio della più perfetta ubbidienza. 

Iddio nell'Antico Testamento aveva prescritto che ogni figlio primogenito fosse consacrato a Lui in memoria del beneficio fatto al suo popolo quando tutti i primogeniti degli Egiziani perirono sotto la spada dell'Angelo sterminatore risparmiando invece gli Ebrei. 

Un'altra legge poi ordinava che ogni donna ebrea si presentasse al Tempio per purificarsi, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, oppure dopo ottanta, se era una figlia, portando alcune vittime da sacrificarsi in ringraziamento ed espiazione. 

Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesù alla città santa, quaranta giorni dopo il Natale. 
Benché Maria non fosse obbligata alla legge della purificazione, poiché Ella fu sempre vergine e pura, tuttavia per umiltà ed ubbidienza volle andare come le altre. 
Ubbidì poi al secondo precetto di presentare ed offrire il Figlio all'Eterno Padre; ma l'offrì in modo diverso dal come le altre madri offrivano i loro figliuoli. Mentre per le altre madri questa era una semplice cerimonia. senza timore di dover offrire i figli alla morte, Maria offrì realmente Gesù in sacrificio alla morte. poiché Ella era certa che l'offerta che allora faceva doveva un giorno consumarsi sull'altare della croce. 

28 gennaio, San Tommaso d'Aquino Sacerdote e dottore della Chiesa

Protettore di:accademici, librai, scolari, studenti, teologi

Un astro di luce particolare e inestinguibile brilla nel cielo del secolo XM; luce che attraversa i secoli, che illumina le menti: l'Angelico Dottore S. Tommaso. 

Nacque ad Aquino nell'anno 1227 dal conte Landolfo e dalla contessa Teodora, parente di Federico Barbarossa, signori fra i più illustri di quei tempi. 

Educato cristianamente fin dalla più tenera età, diede molti segni della sua futura scienza e grandezza. 

A cinque anni fu affidato per l'educazione ai monaci benedettini di Montecassino. Vi rimase fino ai quattordici anni, fino a quando cioè i torbidi politici non decisero i genitori a riprenderlo entro le mura del proprio castello. Più tardi fu mandato all'Università di Napoli, ove, sebbene assai giovane, manifestò il suo potente ingegno, acquistandosi fama presso i condiscepoli e stima presso i maestri. Già si concepivano su di lui le più lusinghiere speranze, già i conti d'Aquino ed altri vedevano in lui il futuro campione del foro napoletano o romano, quando egli di colpo fece crollare tutti questi sogni, annunciando la sua decisione di entrare nell'Ordine di S. Domenico.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare.

Gesù nella Sinagoga

Don Umberto Cocconi

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!» (Vangelo di Marco).

Gesù è un maestro e insegna, e coloro che lo ascoltano rimangono stupiti del suo messaggio perché parla con autorità. Massimo Recalcati, riflettendo sul ruolo del maestro, afferma che è proprio la voce del maestro a rendere vivo il sapere … rianimandolo permanentemente. L'effetto dell'insegnamento, infatti, consiste nel restituire vita a saperi che possono sembrare morti, mettendone in rilievo la loro inesauribilità. A questo riguardo - il noto psicoterapeuta - parla dell'insegnamento come di un atto d'amore, come una pratica erotica, in quanto in grado di generare il piacere di sapere, di possedere l'oggetto da apprendere e di generare qualcosa. «Questo stile passionale dell'insegnante trasforma i libri in corpi, gli oggetti di cui parla si trasformano in corpi erotici e gli allievi si trasformano in amanti, desiderosi di sapere. Questa è la luce di cui dovrebbe essere portatrice la scuola: l'insegnante che ama ciò che insegna porta con sé la possibilità della luce».

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: La giornata di Cafarnao

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

28 gennaio 2018
IV domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Mc  1,21-28

In quel tempo,21a Cafàrnao Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.


Dopo il racconto della vocazione dei primi quattro discepoli (cf. Mc 1,16-20), Marco sottolinea che Gesù non è più solo. Ormai c’è una piccola comunità alla sequela di questo rabbi venuto in Galilea dalle rive del Mar Morto in seguito all’arresto del suo maestro e profeta Giovanni il Battista, e questa comunità crescerà e accompagnerà Gesù, coinvolta nella sua vita fino alla fine.

Enzo Bianchi: Gesù di Nazaret affascina ancora oggi

di Enzo Bianchi

Fonte: “Vita Pastorale” n. 2 del febbraio 2018

La Chiesa che è in Italia è dotata di molti doni ed è ancora una realtà viva in questa nostra società
segnata dalla secolarizzazione, certo, ma soprattutto dall'indifferenza verso ciò che costituiva la sua
anima fino a mezzo secolo fa: la "religione cattolica".

Non siamo ancora in una situazione di cristiani in diaspora e neppure di piccole comunità di credenti che testimoniano il Vangelo in condizione di minoranza. Il panorama è variegato, ma ci sono ancora regioni in cui le comunità cristiane sono realtà visibili, eloquenti, nelle quali, seppur in diminuzione, non sono esigue le vocazioni al ministero presbiterale. Vi è, dunque, una grande opportunità per il cristianesimo e, di conseguenza, per le Chiese, che dovrebbero restare vigilanti più che mai e dotarsi di un nuovo
soffio di vita. Sono, cioè, chiamate a favorire una maturazione della soggettività dei battezzati, un rinnovamento della fede, sempre più pensata, e l'esercizio di uno stile che sappia essere eloquente, trasmettendo il Vangelo agli uomini e alle donne che ancora chiedono, anche se in modo non esplicito: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21).

24 gennaio, San Francesco di Sales: Vescovo e dottore della Chiesa

Francesco nacque l'anno 1567 nel castello di Sales, diocesi di Ginevra, da Francesco, conte di Sales, e da Francesca di Sionas. 

Fin dai primi anni mostrò spiccata inclinazione al bene, e una grande docilità. 

Fece i suoi primi studi ad Annecy, e di qui fu mandato a Parigi. Qui studiò retorica, filosofia e teologia presso i PP. Gesuiti. La sua vita era ritirata : frequentava la chiesa e i Sacramenti: fin d'allora fece il voto di castità. 

Compiuti gli studi a Parigi, fu dal padre mandato a Padova per addottorarsi in legge. Quivi Francesco fu esposto a grandi pericoli, cui scampò felicemente con la sua forte volontà e l'aiuto di Dio in cui sempre confidava. 

Il padre di Francesco aveva pensato di fare del suo figlio uno dei più stimati gentiluomini della società e gli aveva già ottenuto un posto distinto nel senato di Chambery, mentre gli andava preparando un ricco partito. Francesco invece era chiamato a ben altro, e svelò ogni cosa al suo precettore, incaricandolo di farne consapevole il padre. Molti furono gli ostacoli che i genitori gli opposero, ma vedendolo fermo nel suo proposito acconsentirono alla volontà di Dio. 

Fatto Sacerdote, il Vescovo di Ginevra lo delegò a combattere l'eresia di Calvino, che infestava tutto il Chiablese. Il nostro Santo ebbe da faticare e soffrire molto per quegli eretici, e corse pericolo più volte di essere assassinato, ma la sua grande dolcezza, unita ad uno zelo instancabile e ad una pietà esemplare, vinse i più ostinati calvinisti tanto da convertirne, dicono, 72 mila. Morto il vescovo di Ginevra Mons. Granier, Francesco fu eletto a succedergli. 

20 gennaio, Santi Sebastiano e Fabiano martiri

Santi Sebastiano e Fabiano

San Fabiano. Poco si legge nella storia di lui, ma è celebre per il modo con cui fu eletto a reggere la cattedra di S. Pietro. Era essa rimasta vacante per la morte di S. Antero, ed i fedeli di Roma si erano raccolti per l'elezione del nuovo pastore. Vi era fra essi Fabiano, venuto di fresco dalla campagna, che certamente non si sarebbe mai immaginato di essere l'eletto dal Signore. Stavano i fedeli in fervorosa orazione, pregando lo Spirito Santo a intervenire, quando di improvviso si vide una luce splendidissima discendere dal cielo, e di poi una colomba che leggermente venne a posarsi sul capo di Fabiano. 

Non poteva essere più manifesta la volontà di Dio, e poche altre volte lo Spirito Santo è intervenuto così visibilmente nella elezione del Sommo Pontefice. Unanimi i fedeli elessero Fabiano a loro pastore. 

Ferveva allora la persecuzione contro i Cristiani, e contro Fabiano specialmente volgevano i Gentili il loro odio, perché credevano che, tolto il padre, i figli cedessero. Lo catturarono infatti, e gli diedero la morte l'anno 250, soffrendo egli gloriosamente per Gesù Cristo; ma i fedeli rimasero saldi nella fede e tanti diedero il loro sangue dietro al suo esempio, piuttosto che cedere alle vane pretese dei loro persecutori. 

San Sebastiano. Nacque a Narbona (Francia), ma fu educato a Milano, ricevendo una buona cultura. Egli apparteneva all'armata dell'imperatore, godeva uno dei primi posti ed era caro a tutti per le sue belle qualità; 

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: L’ora della vocazione

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

21 gennaio 2018
III domenica del tempo Ordinario

di ENZO BIANCHI

Mc  1,14-20

In quel tempo, 14dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». 16Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 17Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». 18E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 19Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. 20E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.


Ognuno di noi, soprattutto se anziano ma non colpito da demenza senile, va sovente con i suoi ricordi al passato, in particolare a quello che è stato l’inizio, il cominciare di una vicenda, di un amore che lo ha segnato per tutta la vita e che ancora lo fa vibrare. Anche il cristiano fa questa operazione di cercare nel passato, quasi per rivivere l’ora della conversione; o meglio, per moltissimi l’ora della vocazione, quando si è diventati consapevoli con il cuore che forse ci era rivolto un monito, che forse il Signore voleva che fossimo coinvolti nella sua vita più di quanto lo eravamo stati fino ad allora. Noi la chiamiamo, appunto, ora della vocazione.

17 gennaio, Sant' Antonio Abate: Protettore degli animali

Sant'Antonio Abate

Antonio nacque presso Eraclea (Egitto Superiore) nel 251 da nobili genitori, ricchi e timorati di Dio, i quali si presero grande cura di educarlo cristianamente. A soli diciotto anni li perdette, rimanendo egli custode di una piccola sorella e possessore di considerevoli ricchezze.
Ma la voce di Dio non tardò a farglisi sentire: era orfano da appena sei mesi, quando in chiesa sentì leggere le parole di Gesù al giovane ricco: « Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai, e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi ». 

Antonio le prese come dette a se medesimo: andò a casa, distribuì le sue sostanze ai poveri, riservandosene solamente una piccola porzione pel mantenimento suo e della sorella. Poco dopo avendo udito le altre parole di Gesù: « Non vi prendete fastidio del domani », diede ai poveri anche il rimanente, pose la sorella in un monastero di vergini, e lui stesso si ritirò a fare vita penitente nel deserto. 

Enzo Bianchi: Aiutiamoli con una casa per loro

 Roy Lichtenstein, Donna che piange, 1964

ENZO BIANCHI

“Sarebbe bello che in ogni diocesi restasse un’opera strutturale di misericordia come ricordo di questo Anno Santo”. L’augurio di papa Francesco all’apertura del Giubileo della misericordia ha trovato terreno fertile in molte diocesi italiane. Del resto la prossimità quotidiana agli uomini e alle donne del loro tempo da sempre consente a diocesi, parrocchie, associazioni e organismi come la Caritas, a presbiteri e laici di cogliere sul nascere i disagi e le difficoltà in cui si trovano o cadono repentinamente molte persone, guardando anche al di là e più in profondità della varie “emergenze” evidenziate dai mass media. La chiesa italiana può essere una chiesa che fa ancora fatica a sintonizzarsi sulla “conversione pastorale” chiesta da papa Francesco, ma va riconosciuto che nell’impegno verso i bisognosi mostra una rara capacità di ascolto. Basterebbe pensare a quanti, anche poco noti, fanno la vita di “preti di strada”, capaci di prestare ascolto e dare voce ai sofferenti, ai poveri, agli scarti della società, a quante iniziative vengono prese e rinnovate con intelligenza e compassionevole carità. Come dimenticare, agli albori della crisi del 2008, la tempestiva creazione da parte del cardinale Tettamanzi a Milano di un fondo diocesano di solidarietà per le famiglie di lavoratori disoccupati? E se oggi la chiesa è accusata di “buonismo unidirezionale” nei confronti dei migranti è anche perché ha saputo cogliere, prima e meglio di altre istituzioni, l’impatto devastante che una gestione irrazionale del fenomeno migratorio avrebbe avuto sul tessuto sociale.

Enzo Bianchi: «Coltivo la vita, il silenzio, la speranza»

Riccardo Balaam

L’inverno è la stagione del pane che lievita al caldo, del focolare, della notte che viene presto, della neve e del freddo. «Ultimamente, con l’avanzare dell’età, come le foglie che si seccano e cadono giù, passo sempre più spesso giornate solitarie. Provo due sentimenti. Il primo è la tristezza di doversene andare: io amo la vita. La vita è buona. Questa prospettiva mi rende triste. Non sono contento di morire e la morte mi fa ancora paura. Il secondo sentimento che provo è quello di vicinanza alle persone, gli animali, le cose...». Mentre lo racconta entra nella stanza Saba, un cagnolino trovatello adottato dalla comunità. Si accuccia accanto a lui. Dopo un po’ sale su una sedia vuota. Regale prende il suo posto come la regina biblica da cui prende il nome. «Mi segue ovunque e mi fa un’enorme compagnia. Sapere che non sono solo mi sprigiona dentro una gioia senza fine».

Quando si diventa anziani diventa importante il contatto. Il corpo va riconosciuto. «Il vero incontro con un malato terminale non è quando gli parli ma quando gli fai una carezza. L’amore fraterno, umano, deve essere vissuto nella carne, nel corpo. Non può essere un sentimento astratto». Detto da un monaco suona un po’ rivoluzionario, dopo secoli di repressione della corporeità di certo cristianesimo, non vissuto nelle sue implicazioni umane e sociali.

Enzo Bianchi gira l’Italia e spesso è all’estero per presentare i suoi libri e portare le sue parole di saggezza. Ma nei tre mesi invernali, da vent’anni ormai, rifiuta tutti gli inviti pubblici. «Non faccio conferenze». Resta a Bose. «Sono tre mesi di silenzio. Seguo le stagioni. Scrivo. Penso e mi serbo del tempo per me».

13 gennaio, Sant' Ilario di Poitiers Vescovo e dottore della Chiesa. Patrono di Parma

Nacque Ilario a Poitiers, in seno al paganesimo, da una delle più illustri famiglie di Francia. Ecco come avvenne la sua conversione. Si pose un giorno a leggere la Sacra Bibbia, e giunto alle parole: « Ego sum qui sum: Io sono Colui che sono », ne fu fortemente impressionato. Continuò a leggere e illuminato sulla onnipotenza di Dio, piegò la mente ad adorarlo come suo Creatore e Signore. Essendo così disposto, ricevette il santo Battesimo. Modellò allora la sua vita secondo le massime del Vangelo, ed era così zelante nello spingere anche gli altri alla pratica delle virtù, che si sarebbe detto un sacerdote. Il popolo di Poitiers tanto lo ammirava, che unanimemente lo elesse proprio vescovo, nonostante tutte le sue rimostranze. Dopo la elezione, egli non si considerò più che come uomo di Dio, e predicava con zelo instancabile, muovendo i peccatori alla conversione.

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Ecco l'agnello di Dio!

Pannello del soffitto dipinto, Chiesa di san Martino, Zillis (svizzera),1109-1114.

14 gennaio 2018
II domenica del tempo Ordinario
di ENZO BIANCHI

Gv  1,35-42

In quel tempo, 35 Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?». 39Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. 40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» - che si traduce Cristo - 42e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» - che significa Pietro.


In questa domenica che segue la festa del battesimo del Signore, l’ordo liturgico ci propone l’incontro dei primi discepoli con Gesù, secondo il racconto del quarto vangelo.

12 gennaio San Bernardo da Corleone

San Bernardo da Corleone
Religioso
 

Il suo vero nome era Filippo. Nacque a Palermo, terzo di sei figli. La sua giovinezza fu turbolenta, vissuta in un ambiente di soldati mercenari agli ordini della Spagna. Un giorno durante una rissa, ferì a morte un compagno un certo Vito Canino e cercò rifugio in un monastero. Fu questo l'inizio di una profonda trasformazione. Nel 1623 chiese di essere ammesso tra i cappuccini di Caltanissetta come fratello laico, e scoprì lo spirito di umiltà, di obbedienza e di penitenza.

Iniziato il processo di canonizzazione nel 1673, venne dichiarato beato solo il secolo successivo, nel 1768 da Clemente XIII e infine proclamato santo nel 2001.

Secondo una leggenda, durante il soggiorno a Bivona molti frati furono colpiti da un'epidemia di influenza. Quando anche Bernardo, che in quel momento rivestiva l'ufficio di infermiere, si ammalò riducendosi in fin di vita, staccò dal tabernacolo della chiesa la statuetta di san Francesco e la infilò nella manica del saio, rivolgendosi al santo con le seguenti parole:
« Serafico padre, tu lo sai che i tuoi frati di Bivona sono ammalati... chi si prenderà cura di essi? Ti avverto che non uscirai di qui se non quando mi avrai guarito »
Il giorno successivo, Bernardò tornò in salute e poté riprendere l'assistenza ai confratelli.
Sempre a Bivona, a Bernardo un crocifisso avrebbe parlato dicendogli: "Non cercare tanti libri, ti bastano le mie piaghe per leggere e meditare". Dopo quest'episodio il frate rinunciò al desiderio di imparare a leggere.

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