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La vita sta cambiando pelle

Religioni e Spiritualità

Religioni e Spiritualità: informazioni e riflessioni mistiche Religiose Laiche Vaticano Commenti ai Vangeli(vedi anche rubriche di Don Luciano Scaccaglia, di don Umberto Cocconi, di Enzo Bianchi Priore di Bose) Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: “Lasciate che la zizzania e il grano crescano insieme…”

Castel Tirolo, Portale d'ingresso della cappella, XIII secolo, Tirolo (BZ)

23 luglio 2017
XVI domenica del tempo Ordinario

di ENZO BIANCHI

Mt  13,24-43

In quel tempo, Gesù 24 espose alle folle una parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 25 Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26 Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. 27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: «Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?». 28 Ed egli rispose loro: «Un nemico ha fatto questo!». E i servi gli dissero: «Vuoi che andiamo a raccoglierla?». 29 «No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio»».

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: “Il seminatore uscì a seminare…”

Vizi e virtù, Pérignac (Francia), sculture della facciata, XII secolo.

16 luglio 2017
XV domenica del tempo Ordinario

di ENZO BIANCHI

Mt  13,1-23

In quel tempo, Gesù 1 uscì di casa e sedette in riva al mare. 2 Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. 3 Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4 Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. 5 Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, 6 ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. 7 Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. 8 Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. 9 Chi ha orecchi, ascolti». 10 Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». 11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. 12 Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. 13 Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. 14 Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice:

Commento al Vangelo di Don Umberto Cocconi: l’amore richiede impegno, responsabilità e dedizione

Seminatore

Don Umberto Cocconi

Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare. Egli parlò loro di molte cose in parabole: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda» (Vangelo di Matteo).

Una comunione priva di carità?

ENZO BIANCHI

Nella chiesa oggi è tornata a farsi udire la presenza dei “tradizionalisti”, cattolici che non hanno accolto come una grazia alcuni messaggi del Vaticano II e della riforma liturgica che i padri conciliari avevano voluto e indicato e che Paolo VI, con coraggio e audacia, operò e portò a completezza, anche se va ricordato che ogni riforma della liturgia non può che prepararne una successiva. Questa riluttanza nell’accogliere le decisioni conciliari ha anche aperto uno scisma nella chiesa cattolica, attraverso mons. Lefebvre e i vescovi che si unirono a lui: scisma che è stato oggetto della sollecitudine pastorale di tutti i papi succeduti a Paolo VI.

Oggi questi tradizionalisti sono meno di un milione in tutto il mondo, su quasi un miliardo e trecento milioni di cattolici, ma riescono ad avere una presenza significativa in alcuni paesi europei. Ma ci sono anche altri cattolici, in comunione con il successore di Pietro, che hanno assunto la stessa critica, gli stessi riti presenti prima della riforma liturgica, le stesse posizioni dottrinali segnate da una continuità senza dinamica né sviluppo della dottrina, presentata insieme alla morale cattolica con spirito intransigente.

Ettore Masina, il coraggio del Concilio, la coerenza del Vangelo, la fedeltà agli ultimi

Valerio Gigante
in “Adista” - Notizie - n.25 dell'8 luglio 2017

È logico e comprensibile rammaricarsi – succede spesso anche su queste pagine – quando una grande personalità del mondo politico, ecclesiale, della cultura muore. Negli ultimi tempi, però, la scomparsa di figure particolarmente significative della storia della Chiesa e della società italiana del‘900 sembrano lasciare un senso di desolazione e vuoto maggiore che in passato. Probabilmente la ragione sta nella consapevolezza che gli ultimi decenni non hanno prodotto ancora un ricambio generazionale in grado di stare al passo di personalità che hanno profondamente segnato il vissuto individuale e collettivo con il loro rigore intellettuale, il coraggio e le coerenza delle idee, la capacità di influenzare le coscienze e l’efficacia dell’azione politica.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra

mitezza

Don Umberto Cocconi

Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» (Vangelo di Matteo).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: “Ti rendo lode, Padre…”

Maestro delle vele, Allegorie francescane, crociera della basilica inferiore di Assisi, 1334 circa.

9 luglio 2017
XIV domenica del tempo Ordinario

di ENZO BIANCHI

Mt  11,25-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli : «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27 Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
28 Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Dopo il discorso missionario rivolto da Gesù ai discepoli (cf. Mt 10), nel vangelo secondo Matteo leggiamo una sezione narrativa che ci testimonia l’esistenza intorno a Gesù stesso di un clima di tensione e di contraddizioni alla sua persona (cf. Mt 11-12). 

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Il Figlio di Dio, nella sua incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza

amare Gesù

Don Umberto Cocconi

Gesù disse: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà» (Vangelo di Matteo).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Il radicalismo cristiano

Una sala della mostra 'La terra inquieta' presso la Triennale di Milano fino al 20 agosto 2017.

2 luglio 2017
XIII domenica del tempo Ordinario

di ENZO BIANCHI

Mt  10,37-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli : « 37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; 38 chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. 40 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42 Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».


Il brano evangelico di questa domenica contiene l’ultima parte del discorso missionario rivolto da Gesù ai suoi discepoli, ai dodici inviati ad annunciare il regno dei cieli ormai vicino (cf. Mt 10,7) e a far arretrare il potere del demonio (cf. Mt 10,1). Diverse parole di Gesù sono state raccolte qui da Matteo, parole dette probabilmente in circostanze diverse ma che nel loro insieme determinano il contenuto e lo stile della missione, e preannunciano anche le fatiche e le persecuzioni che i discepoli dovranno subire, perché accadrà loro ciò che Gesù stesso, loro maestro e rabbi, ha sperimentato (cf. Mt 10,24-25).

Riflessioni al Vangelo di don Umberto Cocconi: Non abbiate paura degli uomini.

Don Umberto Cocconi

Gesù disse ai suoi discepoli: «Non abbiate paura degli uomini. Tutto ciò che è nascosto sarà messo in luce, tutto ciò che è segreto sarà conosciuto. Quello che io vi dico nel buio, voi ripetetelo alla luce del giorno; quello che ascoltate sottovoce, gridatelo dai tetti. Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima. Abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella geenna l’anima e il corpo. Due passeri valgono un soldo: eppure nessun passero cade a terra se Dio, vostro Padre, non vuole. Quanto a voi, Dio conosce anche il numero dei vostri capelli. Perciò non abbiate paura, perché voi valete più di molti passeri!» (Vangelo di Matteo).

Enzo Bianchi: Architettura e natura

Chiesa di san Secondo, Magnano (BI)

ENZO BIANCHI

Se c’è un ambito in cui viene spontaneo collegare l’architettura alla natura, questo è lo spazio delle pievi e delle chiese rurali. Vengono alla mente non tanto le chiese parrocchiali al cuore del villaggio o nelle piazze cittadine, e nemmeno i grandi santuari che hanno progressivamente trasformato l’ambiente naturale circostante in un tessuto di complessi architettonici funzionali all’edificio principale, quanto piuttosto le pievi romaniche disseminate lungo gli antichi cammini di pellegrinaggio ora messe ai margini delle grandi vie di comunicazione, le chiesette di montagna che oggi offrono agli escursionisti quel riparo e quella sosta del corpo e della mente che un tempo donavano quotidianamente a chi quei sentieri li percorreva portando il bestiame al pascolo, mietendo fieno sui ripidi pendii, tagliando legna per costruire e riscaldare le proprie abitazioni.

Tra queste annovero anche la pieve romanica di San Secondo che, abbandonata e in rovina, attirò il mio sguardo più di cinquant’anni fa, nonostante avesse ormai perso la sua preziosissima funzione di polo di convergenza per la celebrazione della fede da parte degli abitanti sparsi nel contado circostante. Ripararla e renderla nuovamente agibile al culto e alla preghiera personale fu lo stimolo per l’insediamento di una nuova vita comune in quella piana che i cristiani dell’XI secolo vollero dedicare a un martire soldato romano, appartenente alla legione “tebana”, formata da persone provenienti da quell’area dell’Egitto dove i padri del monachesimo avevano trasformato “il deserto in città” dello spirito.

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: "Non abbiate Paura"

Protome ferina, Cattedrale di Sessa Aurunca (CE), facciata.

25 giugno 2017

di ENZO BIANCHI

Mt  10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli : «26 Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. 27 Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. 28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. 29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. 30 Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31 Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! 32 Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33 chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.»

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Una comunione d’amore

Trinità (particolare), Chiesa di san Vitale, ravenna, 475 circa.

11 giugno 2017

Santissima Trinità
di ENZO BIANCHI

Gv  3,16-18

16 Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17 Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.


È la domenica in cui confessiamo la Triunità di Dio. In verità la Triunità di Dio è confessata dalla chiesa sempre, in ogni liturgia, ma recentemente si è sentito il bisogno di istituire una festa teologico-dogmatica, che non è conosciuta né dall’antichità cristiana né, tuttora, dalla tradizione cristiana orientale. È comunque l’occasione di una lode, di un ringraziamento, di un’adorazione del mistero del nostro Dio, comunione d’amore tra Padre, Figlio e Spirito santo.

Baciamano al boss, vescovo sospende le cresime a San Luca e proclama digiuno di penitenza

Decisione della curia di Locri dopo il clamore per l'arresto del boss Giorgi. In una lettera ai fedeli monsignor Oliva scrive: "La vera fede non tollera connivenze mafiose". Nel paese sono saltate ancora le elezioni dopo lo scioglimento per infiltrazioni della 'ndrangheta

di ANDREA GUALTIERI

Il vescovo di Locri sospende le cresime a San Luca, il paese del baciamano al boss della 'ndrangheta: "La fede non tollera alcuna forma di connivenza con il male", scrive monsignor Francesco Oliva in una lettera ai fedeli. Il 21 giugno il presule avrebbe dovuto presiedere il rito nella chiesa madre per un gruppo di adulti. Ci andrà lo stesso, ma al posto del sacramento ci sarà una giornata di penitenza e digiuno. "A voi tutti chiedo un sussulto di umanità ed una conversione sincera alla vera fede", afferma Oliva, citando il gesto registrato dalle telecamere in occasione dell'arresto del capocosca Giuseppe Giorgi, scovato in un rifugio nella propria abitazione dopo una latitanza durata 23 anni. All'uscita dal nascondiglio, circondato dai carabinieri, il boss era stato salutato con riverenza da un gruppo di persone. E c'è stato anche chi gli ha baciato la mano. "Inchinarsi al potere umano, e ancor più al potere mafioso, rende schiavi e uccide la speranza", commenta il vescovo rivolto alla gente di San Luca.

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Il Risorto soffia su di noi affinché sia per noi possibile essere, come il vento, uomini della libertà.

Pentecoste

Don Umberto Cocconi

Venuta la sera di quel giorno, il giorno uno dei sabati, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Vangelo di Giovanni).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: Respirare lo Spirito santo

4 giugno 2017

Pentecoste
di ENZO BIANCHI


Nel tempo di Pasqua, non essendo le altre letture scelte dal lezionario romano parallele al vangelo, si commenta solo il brano evangelico.


Gv  20,19-23

In quel tempo, 19 la sera del primo giorno della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22 Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23 A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».


Nella liturgia odierna, solennità della Pentecoste, dopo aver letto il racconto della discesa dello Spirito santo sugli apostoli e su Maria, la madre di Gesù, il cinquantesimo giorno dopo la Pasqua (cf. At 2,1-11), si proclama il brano del vangelo secondo Giovanni nel quale viene narrato il dono dello Spirito ai discepoli la sera dello stesso giorno della resurrezione, il primo giorno della settimana ebraica (cf. Gv 20,1). Questa differenza è in realtà una sinfonia con la quale la chiesa testimonia lo stesso evento letto in modi diversi ma non discordanti.

Enzo Bianchi:Chiese per le città di oggi

Suvela Chapel a Espoo, Finlandia

di ENZO BIANCHI

Da giovedì 1 a sabato 3 giugno 2017 si terrà presso il Monastero di Bose il XV Convegno Liturgico Internazionale. Organizzato dal Monastero di Bose e dall’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti, il XV Convegno Liturgico Internazionale di Bose sarà dedicato al tema: Abitare, celebrare, trasformare. Processi partecipativi tra liturgia e architettura.

Enzo Bianchi racconta il monachesimo. La vita cristiana è ascolto

«Al termine del giorno», incipit dell’inno di compieta, è divenuto il titolo dell’ultimo libro di Enzo Bianchi ( Al termine del giorno. Parole per illuminare il viaggio interiore , Magnano, Edizioni Qiqajon, 2017, pagine 291, euro 15), titolo chiaramente allusivo al concludersi del suo servizio di priore della Comunità monastica di Bose da lui stesso fondata: «Quello che ho donato alla mia Comunità e agli ospiti presenti a Bose, lo dono nuovamente adesso a un uditorio più ampio e lo dono ai miei fratelli e alle mie sorelle, nell’ora in cui lascio il mio servizio di comunione». 

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: "A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra"

Ascensione di Gesù

Don Umberto Cocconi

Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ec-co, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Vangelo di Matteo).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”

Dario Mitidieri, Ritratto delle famiglie perdute, 2016

28 maggio 2017

Ascensione del Signore
di ENZO BIANCHI


Nel tempo di Pasqua, non essendo le altre letture scelte dal lezionario romano parallele al vangelo, si commenta solo il brano evangelico.


Mt  28,16-20

In quel tempo, 16 gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17 Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18 Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Se mi amate, osserverete i miei comandamenti

osservate i miei comandamenti

Don Umberto Cocconi

Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. In quel giorno voi saprete che Io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama» (Vangelo di Giovanni).

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti”

Osserverete i miei comandamenti

1 maggio 2017

VI domenica di Pasqua
di ENZO BIANCHI


Nel tempo di Pasqua, non essendo le altre letture scelte dal lezionario romano parallele al vangelo, si commenta solo il brano evangelico.


Gv  14,15-21

In quel tempo, Gesù disse: « 15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16 e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».


Il brano evangelico di questa domenica è la diretta continuazione di quello di domenica scorsa, sempre tratto dal capitolo 14 del vangelo secondo Giovanni. Se la prima parte del capitolo aveva come tema la fede in Gesù (“Credete in Dio e credete anche in me”: Gv 14,1), questa seconda parte ha come tema l’amore per Gesù (“Se mi amate, osservate i miei comandamenti”: Gv 14,15). Nessuna opposizione tra fede in Gesù e amore per Gesù, perché credere non è un atto intellettuale ma è un’adesione, un coinvolgimento con la vita di Gesù; e un coinvolgimento si può attuare solo nella libertà e par amore.

La struttura del brano è evidente:

100 anni dalla apparizione della Madonna a Fatima

Il 13 maggio 1917 la Vergine apparve per la prima volta in un villaggio sperduto sugli altipiani dell'Estremadura a tre pastorelli: Lucia Dos Santos e Francesco e Giacinta Marto chiedendo penitenza e conversione. Pio XII nel 1942 consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, mentre Giovanni Paolo II attribuì alla Vergine di Fatima l'intercessione per essersi salvato dall'attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro 13 maggio 2017


13 maggio 1917, Cova da Iria, località di un villaggio nel Portogallo centrale, Fatima. Tre bambini – Lucia dos Santos di 10 anni e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, fratelli di 9 e 7 anni – stanno giocando mentre accudiscono un piccolo gregge, in un terreno di proprietà del padre di Lucia. Verso mezzogiorno, dopo aver recitato come d’abitudine il Rosario, vedono due fenomeni luminosi, come due lampi, e poi una misteriosa Signora splendente con un Rosario in mano. È la prima di sei apparizioni che i tre piccoli pastori avranno fino ad ottobre: sempre il giorno 13, tranne nel mese di agosto, quando dal 13 al 15 vengono “sequestrati” dal sindaco che cerca di smascherare quella che crede essere un’impostura (la Madonna apparirà poi ai tre veggenti il giorno 19). Il 13 ottobre 1930 il vescovo di Leiria dichiara «degne di fede le visioni», autorizzando il culto alla Madonna di Fatima.

Il miracolo del sole

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Chi ha visto me ha visto il Padre

Umberto Cocconi

Disse Filippo a Gesù: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me» (Vangelo di Giovanni).

Commento al vangelo di Enzo Bianchi: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”

Zun Lee, Serie fotografica Father Figure (La figura paterna).

14 maggio 2017

V domenica di Pasqua
di ENZO BIANCHI


Nel tempo di Pasqua, non essendo le altre letture scelte dal lezionario romano parallele al vangelo, si commenta solo il brano evangelico.


Gv  14,1-12

In quel tempo, Gesù disse: « 1 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? 3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4 E del luogo dove io vado, conoscete la via».
5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
12 In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

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