Commento al Vangelo nella domenica delle Palme di Don Umberto Cocconi: “oggi sarai con me in paradiso”

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Domenica delle palme, Gesù tra la folla su un asinello entra in Gerusalemme

Don Umberto Cocconi

Pietro lo seguiva da lontano. Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo: «Donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!». Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo». Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito, pianse amaramente. ⦋… ⦌. Era già circa mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino all’ora nona perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo e Gesù, esclamando a gran voce disse: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”. Detto questo, spirò. Ora, il centurione, vedendo l’accaduto, glorificava Dio dicendo: “Veramente quest’uomo era giusto!”. E tutte le folle accorse insieme a vedere quello spettacolo, avendo osservato l’accaduto, se ne tornavano percuotendosi il petto (Vangelo secondo Luca).

La passione di Gesù, secondo Luca è, per certi aspetti, una storia di paradossi, apparentemente inconciliabili: l’innocente è condannato, l’omicida viene scarcerato e liberato; i giudei vogliono la condanna del loro Messia; Pilato ed Erode riconoscono l’innocenza di Gesù e poi, nonostante tutto, lo consegnano alla morte; Pietro per tre volte rinnega il suo Signore, mentre Giuda gli dà un bacio e lo tradisce e per trenta denari lo consegna alla morte; il malfattore è il primo che entra in paradiso ed è l’unico Santo canonizzato direttamente da Gesù: “oggi sarai con me in paradiso”. La croce per l’evangelista Luca è un evento che dev’essere contemplato, visto: «Tutte le folle che erano accorse a questo spettacolo, tornarono a casa percuotendosi il petto». In greco il termine theoria (spettacolo) indica la contemplazione, ciò che deve esser osservato e ammirato: le folle sono tenute a rivivere e quindi a ripensare il grande spettacolo della crocifissione. Il percuotersi il petto è un segno di intimo cambiamento, di fronte al Giusto, condannato a morte, emerge la contraddizione insita nel proprio cuore, da qui il desiderio di intraprendere un cammino di conversione. 
Pietro, mentre si trova nel cortile del sommo sacerdote, è guardato attentamente da una giovane serva, che gli lancia un’occhiata accusatoria, e lui perde la faccia, affermando di non aver nulla a che fare con quell’uomo. Non è tanto la paura a far vacillare Pietro, ma bensì la vergogna. Pietro avrebbe dato la sua vita per il Messia liberatore, non di certo per quell’uomo, il maledetto, l’abbandonato da tutti. Lo sguardo che Gesù posa su Pietro è un anticipo della Pentecoste, in quanto Pietro, proprio in quel frangente, comincia a cogliere la profonda identità di Gesù: “Quel Gesù che voi avete ucciso appendendolo alla croce, Dio lo ha resuscitato”. Pietro inizia a capire ciò che per un ebreo è inaudito: l’appeso, il maledetto è il Signore! Se Pietro si vergogna di Gesù e lo rinnega per ben tre volte, Gesù al contrario lo riconosce e dona la sua vita anche per lui. Se Gesù non l’avesse guardato così, Pietro non si sarebbe mai perdonato per quel gesto. 
Anche uno dei malfattori si sente guardato da Gesù, e guardando colui che riconosce innocente, scopre la sua malvagità, riconoscendo il male che ha fatto. E si chiede: “perché lui che è senza peccato è qui con me? Per salvarmi!”. Come dirà san Paolo: “colui che era senza peccato si è fatto peccato per noi”. Nella teologia lucana il buon ladrone non è altro che la pecorella smarrita … Gesù il buon pastore – che dà la vita per le sue pecore – è andato a finire sul calvario per trovarla … la cerca finché non la trova e, trovatala, se la pone sulle spalle tutto contento: “oggi sarai con me in paradiso”.

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