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Scienze e Tecnologie

Scienze e Tecnologie: informazioni, opinioni di scienze e tecnologia, scienziati,scoperte e ricerca scientifica, nuove-tecnologie. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Convegno in programma sabato 25 novembre 2017 a Parma su: “La radiocomunicazione in emergenza: scenari e opportunità”, dalle 8.30 alle 13, al Cinema Astra

“La radiocomunicazione in emergenza: scenari e opportunità” è il titolo del convegno in programma sabato 25 novembre, dalle 8.30 alle 13, al Cinema Astra in piazzale Volta a Parma

Parma, 22 novembre 2017 - . Il convegno è organizzato dal Comune di Parma con la Prefettura di Parma e l’Associazione Radioamatori Italiani Sezione di Parma (ARI - Parma), nell'ambito di progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna per la dotazione di radio Tetra alla Polizia Municipale. Il Convegno è evento collaterale alla Fiera dell’Elettronica, manifestazione organizzata dalla sezione di Parma dei Radioamatori, che si svolgerà all’Ente Fiere di Parma sabato 25 e 26 novembre.

20MILA EURO AL LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

DA “TRANSFER OIL SPA” E “EPTA SPA” 20MILA EURO AL LABORATORIO DI ONCOLOGIA SPERIMENTALE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA

Donazioni finalizzate al sostegno del progetto di ricerca “Caratterizzazione molecolare e nuovi approcci terapeutici nel trattamento del mesotelioma pleurico maligno” 

Parma, 2 ottobre 2017 – Dalle aziende Transfer Oil Spa e Epta Spa 20mila euro al Laboratorio di Oncologia Sperimentale dell’Università di Parma per un progetto di ricerca sul mesotelioma pleurico maligno: donazioni significative (10 mila euro per ciascuna delle due società) mirate ad approfondire la composizione molecolare e a individuare nuovi approcci terapeutici nei confronti di una neoplasia molto aggressiva, il cui tasso di incidenza è in costante aumento.

 

Oggi nella sede dell’Ateneo la presentazione delle donazioni, in una conferenza stampa cui hanno partecipato il Rettore vicario Giovanni FranceschiniPier Giorgio Petronini, Responsabile scientifico del Laboratorio di Oncologia Sperimentale e docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Ugo Ferrari, Amministratore delegato di Transfer Oil Spa, e Marco Nocivelli, Amministratore delegato di Epta Spa.

Los Angeles, da grigio a bianco: il nuovo look dell'asfalto che rispetta l'ambiente

CoolSeal è una guarnizione ricavata da materiali di scarto che assorbe meno calore e mantiene più bassa la temperatura dell'asfalto. Il sindaco Eric Garcetti la sta testando come rivestimento su 15 tratti di strada, per combattere l'innalzamento della temperatura urbana

UNA mano di bianco tra Hollywood e Sunset boulevard, poi giù fino a San Pedro, sulla costa. Obiettivo? Abbassare la temperatura della “città degli angeli”, che d’estate supera anche i 45 gradi. Il sindaco di origine messicana Eric Garcetti vuole sperimentare una nuova tecnologia per rendere il clima metropolitano più mite: una guarnizione bituminosa che, riflettendo i raggi solari, mantiene una temperatura più bassa rispetto all’asfalto tradizionale, fino a 10°C in meno.

Il prodotto è stato pensato anni fa dalla GuardTop, azienda californiana con base a metà strada tra Los Angeles e San Diego. In collaborazione con l’aeronautica, i tecnici hanno sviluppato un rivestimento grigiastro che grazie al suo colore e alla sua peculiarità termica nasconde le piste di atterraggio ai satelliti. 'CoolSeal', così si chiama la guarnizione, nasce dalla raffinazione di aggregati rocciosi riciclati, può essere pulito facilmente e rispetta i requisiti dell'Agenzia per la protezione ambientale.

Le prestazioni dell’ ‘asfalto bianco’ hanno attirato l’attenzione dell’amministrazione losangelina. Il sindaco democratico Garcetti, eletto nel 2013, ha sviluppato un piano ambientalista contro l’effetto “isola di calore", che è ancora più pericoloso in un'area spesso minacciata dagli incendi.

STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA SULLE AFLATOSSINE

Studio dell’Università di Parma sulle aflatossine
Lo studio sulla pericolosa tossina che può contaminare gli alimenti è stato condotto dal Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma (Dominga Rogolino, Anna Gatti, Mauro CarcelliGiorgio PelosiFranco BisceglieFrancesco Maria Restivo, Francesca Degola, Annamaria Buschini, Serena Montalbano), insieme ai colleghi Donatella Feretti e Claudia Zani dell’Università degli Studi di Brescia, ha pubblicato il lavoro “Thiosemicarbazone scaffold for the design of antifungal and antiaflatoxigenic agents: evaluation of ligands and related copper complexes” sulla prestigiosa rivista Scientific Reports.

Norvegia, il paradiso delle auto elettriche. Ora non bastano le colonnine di ricarica

ricarica auto elettriche

Il paradosso europeo: il più grande produttore di petrolio del Vecchio Continente è anche il numero uno tra i veicoli a zero emissioni. Un'auto immatricolata su tre è elettrica. Un'esplosione così rapida che gli strumenti di ricarica non riescono a stare al passo

di ANDREA TARQUINI

MILANO - Sapete qual è nel mondo il paradiso delle auto elettriche? Incredibile a dirsi, un PetroStato, anzi l´unico PetroStato europeo: la Norvegia, il felice regno giudicato dalle Nazioni Unite paese al mondo con la massima qualità della vita. In Norvegia ormai un´auto immatricolata nuova su tre è elettrica, e in un paese di poco piú di 5,2 milioni di abitanti, per prospero che sia, il numero di immatricolazioni di auto elettriche o ibride spesso plug-in cresce del 100 per cento. Fin qui tutto bene: l´obiettivo bipartisan, condiviso dal centrodestra al governo e dalle opposizioni di sinistra, è di arrivare all´ormai vicino 2025 con il permesso di immatricolare solo auto elettriche. Strategia condivisa dalla vicina Svezia, potenza egemone-soft del grande Nord.

Appello all'Onu: "Fermate i soldati-robot, sono un pericolo per l'umanità"

Elon Musk (Tesla) e altri 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale chiedono di bloccare la corsa agli armamenti autonomi. Si rischiano conflitti destabilizzati da queste tecnologie

di GIULIANO ALUFFI

"Fermate i soldati-robot" è l'appello che 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale - tra cui Elon Musk, da sempre sensibile a questo tema e Mustafa Suleyman, fondatore di DeepMind (Google) - lanciano all'Onu da Melbourne, dove sono riuniti nella International Joint Conference on Artificial Intelligence (IJCAI). La lettera è l'accorata reazione dell'industria dell'intelligenza artificiale alla notizia che il primo meeting del gruppo di esperti governativi (Gge) sui sistemi di armi letali autonome, che avrebbe dovuto aver luogo ieri, è stato rimandato a data da desinarsi. "Invitiamo i partecipanti ai lavori del GGE a sforzarsi di trovare modi per prevenire una corsa agli armamenti autonomi, per proteggere i civili dagli abusi e per evitare gli effetti destabilizzanti di queste tecnologie" recita la lettera aperta. "Le armi letali autonome minacciano di essere la terza rivoluzione in campo militare. Una volta sviluppate, permetteranno ai conflitti armati di essere combattuti su una scala più grande che mai, e su scale temporali più veloci di quanto gli umani possano comprendere: sono armi che despoti e terroristi potrebbero rivolgere contro popoli innocenti, oltre che armi che gli hacker potrebbero riprogrammare per comportarsi in modi indesiderabili. Non abbiamo molto tempo per agire: una volta aperto il vaso di Pandora, sarà difficile richiuderlo".

Tempesta geomagnetica in arrivo il 16 luglio. Aurore anche su New York e Scozia

Secondo il Noaa, l'agenzia americana per gli oceani e l'atmosfera, il fenomeno sarà di entità moderata ed è atteso per domenica 16 e lunedì 17. Possibili sbalzi di tensione alle alte latitudini e problemi per le orbite di satelliti e Iss. "Le luci del nord" saranno visibili fino a New York, Regno Unito e Danimarca

di MATTEO MARINI

UNA TEMPESTA geomagnetica sta per colpire la Terra dopo l'eruzione solare scatenata dalla gigantesca macchia rivolta verso il nostro pianeta nelle prime ore del 14 luglio. La previsione è del Noaa, l'agenzia governativa statunitense che monitora gli oceani e l'atmosfera. Il flusso di particelle 'sparatò dalla nostra stella arriverà il 16 luglio, innescando un fenomeno che sarà comunque di entità "moderata" secondo i meteorologi dello spazio e durerà probabilmente fino al 17.

12-14 luglio: terzo “Parma” Nano-Day, tutto sulle nanotecnologie e i nanomateriali

12-14 luglio: terzo “Parma” Nano-Day, tutto sulle nanotecnologie e i nanomateriali

L’evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Prevista anche una sessione “Job Day” nella giornata del 12 luglio, a partire dalle ore 14.30 

Da mercoledì 12 a venerdì 14 luglio si terrà, al Centro Congressi delle Aule delle Scienze del Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma (via Langhirano), il terzo “Parma” Nano-Day: per tre giorni Parma sarà al centro dell’innovazione scientifica e tecnologica. 

Il "Parma" Nano-Day sarà aperto dal saluto delle Autorità, a cui farà seguito la Tavola Rotonda “Sviluppo tecnologico e Sviluppo sostenibile”. Alla Tavola Rotonda parteciperanno, oltre agli organizzatori, il Rettore Vicario dell’Università di Parma Giovanni Franceschini, gli Assessori Regionali all’Agricoltura e all’Industria, Dirigenti di ENEA, Ministero dell’Agricoltura MIPAAF, CNR, ISPRA, ASTER Regione Emilia-Romagna, Istituto Superiore di Sanità oltre a rappresentanti del mondo accademico e industriale. 

Il "Parma" Nano Day accoglierà anche la voce delle imprese e del lavoro con il Job Day che si terrà il 12 luglio a partire dalle ore 14.30. Un gruppo di aziende selezionate per la loro forte impronta innovativa avrà la possibilità di esporre ai presenti, studenti e giovani ricercatori, la missione dell’azienda e l’opportunità di ricercare nuove competenze. 

Apple, dal trasferimento di denaro alla realtà aumentata: tutte le novità

La compagnia di Cupertino ha presentato il nuovo sistema operativo iOS 11 dal palco McEnery Convention Center di San José, in California, durante l'annuale conferenza degli sviluppatori. Ha annunciato le nuove funzioni di Siri e mostrato una demo di realtà aumentata

Basta un messaggio inviato dal telefono per spostare una somma di denaro: è la nuova funzione di Apple Pay, che permetterà il trasferimento di soldi da utente a utente grazie all’aggiornamento del sistema operativo iOS 11. Ma è solo una delle novità presentate dalla compagnia di Cupertino sul palco del McEnery Convention Center di San José, in California, durante l’annuale conferenza degli sviluppatori. La famiglia dei prodotti Apple si allarga con HomePod, uno speaker comandato che promette di “reinventare l’esperienza della musica a casa”; Siri, l’assistente vocale, diventerà una “traduttrice” e i suoi software potrebbero compiere il grande salto verso la realtà aumentata.

Apple aveva già lanciato il suo sistema di pagamento contactless, Apple Pay, che funziona da smartphone e iWatch: basta avvicinare lo schermo al lettore, autorizzare il pagamento con l’impronta digitale ed ecco fatto l’acquisto, senza nemmeno toccare il portafogli. Adesso, grazie all’aggiornamento del sistema operativo, il denaro potrà essere trasferito anche da un utente all’altro – in modo simile a quanto fa già PayPal – semplicemente tramite l’app Messaggi. L’aggiornamento del software aumenterà anche le funzioni di Siri, sistema di intelligenza artificiale usato su 375 milioni di dispositivi ogni mese. L’assistente guidata dalla voce, presente in 21 lingue e in 37 paesi, sarà in grado di tradurre instantaneamente dall’inglese in cinese, francese, tedesco, italiano e spagnolo.

Psychoneuroendocrinology: pubblicaqto uno studio dell'Università di Parma sullo stress sociale nei ratti

Pubblicato su Psychoneuroendocrinology uno studio dell’Università di Parma sullo stress sociale nei ratti

La ricerca ha coinvolto i Dipartimenti di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, di Medicina e Chirurgia, e di Scienze degli Alimenti e del Farmaco 

Anche il ratto, mammifero evolutivamente distante e cognitivamente assai meno evoluto dell’uomo, sembra capace di empatia. Questo è il sorprendente risultato di una ricerca condotta all’Università di Parma e appena pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Psychoneuroendocrinology.

Lo studio è il frutto della collaborazione di tre gruppi di ricerca del nostro ateneo: uno coordinato dal prof. Andrea Sgoifo (Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale), uno dal prof. Pierfrancesco Ferrari (Dipartimento di Medicina e Chirurgia) e il terzo dal prof. Marco Mor (Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco).

Pirateria informatica, Wannacry non è un attacco hacker (ma è pericolosissimo)

Non c’è stato nessun attacco. Smettiamola di parlare a vanvera. Ve ne prego. Quel che sta accadendo non è una manifestazione acuta, ma cronica della in-sicurezza informatica in giro per il pianeta. L’unico elemento “notiziabile” è la contemporaneità di più vittime eccellenti. Niente di più.
Per chi ieri era distratto o si è perso web, radio e televisione, ricomincio da capo. Un “ransomware” (quella specie di virus che cifra i dati dei computer e costringe l’utente a pagare un riscatto per ritrovare la propria pace e soprattutto la leggibilità dei file che gli appartengono) ha bloccato i sistemi informatici del Sistema sanitario nazionale britannico, un discreto numero di banche spagnole, nonché aziende ed enti sparsi per il mondo. Questo insieme di istruzioni maligne stavolta va sotto il nome di Wannacry, che tradotto significa – giustamente – “voglio piangere” e calza a pennello lo stato d’animo di chi si trova inchiodato dinanzi alla imperturbabile inaccessibilità alle informazioni indispensabili per svolgere il lavoro, per decidere, per fare. 

Perché non è un attacco? Semplice, almeno per chi ha dimestichezza con l’arte della guerra, con Sun Tzu e dintorni. L’attacco prevede un disegno criminale o militare (spesso i termini si accavallano), ha un obiettivo determinato (in questo caso l’azione è indiscriminata già al momento dell’inoltro delle mail ad una infinita lista di destinatari), ha un regista o comandante che ne coordina gli sviluppi.

Pirateria informatica, attacco hacker in corso in tutto il mondo: chiesto “riscatto” in bitcoin

In un primo momento sono stati colpiti diversi centri di cura del sistema sanitario nazionale britannico, in particolare a Londra. Poi le incursioni si sono estese a livello internazionale. Secondo quanto riporta il Guardian è comparso sui pc degli ospedali un messaggio pop-up in cui si chiede agli utenti di pagare 300 dollari per riavere l'accesso

Un imponente attacco informatico, effettuato con le stesse modalità, ha colpito numerose aziende ed enti pubblici in diversi Paesi del mondo, in particolare in Europa. In un primo momento ad essere attaccati sono stati molti ospedali del sistema sanitario nazionale del Regno Unito, poi l’hackeraggio si è esteso a livello internazionale. Secondo quanto riporta il Guardian i protagonisti delle azioni illecite sono stati degli hacker che hanno fatto andare in tilt i computer delle strutture di cura. E’ comparso sui pc un messaggio pop-up in cui si chiede agli utenti di pagare un riscatto di 300 dollari in bitcoin per riavere il corretto accesso al computer. Stessa modalità ripetuta in Spagna, Italia, Portogallo, Russia, Ucraina, Stati Uniti, Cina, Vietnam. Secondo il New York Times l’attacco potrebbe essere stato condotto con uno degli strumenti di hackeraggio rubati lo scorso anno alla National security agency (Nsa) dal sedicente gruppo Shadow Brokers. Il portavoce di Europol Rob Wainwright ha reso noto che la Gran Bretagna e la Spagna hanno chiesto aiuto sui cyberattacchi.

Biologa italiana scopre il bruco che mangia la plastica: "Così è nata per caso la mia ricerca"

Ha visto i vermi forare in poco tempo un sacchetto di polietilene, materiale che in natura si smaltisce in più di 400 anni. Ora si potrà individuare l'enzima o il batterio che fa digerire alla larva la sostanza inquinante

di GIULIANO ALUFFI

ROMA - Il trilione di borse di polietilene (PE) che usiamo ogni anno - intasando le discariche e contribuendo all'aggregazione di isole di plastica in mezzo agli oceani - potrebbe aver trovato la giusta nemesi: un bruco dall'aspetto innocuo, ma assai vorace di quella sostanza così indigesta e letale per tutti gli altri animali. E' la larva della Galleria mellonella, detta tarma della cera per la sua propensione a cibarsi dei favi. Ad accorgersi che per questo animaletto la plastica è un boccone prelibato è stata una ricercatrice italiana in biologia molecolare, Federica Bertocchini, affiliata al Cnr spagnolo e oggi all'Istituto di biomedicina di Cantabria, a Santander. "Io in realtà mi occupo di biologia dello sviluppo: studio gli embrioni. La scoperta del bruco mangiaplastica è avvenuta per caso. Ho l'hobby dell'apicoltura, e l'abitudine - in inverno - di tenere gli alveari vuoti in casa. Nel tirarli fuori per la primavera, l'anno scorso mi sono accorta che erano pieni di questi bachi. Così li ho ripuliti, raccogliendo i bachi in una borsa di plastica. Qualche ora dopo era già piena di buchi e le larve libere" spiega Bertocchini, che ha pubblicato il suo studio su Current Biology insieme a Paolo Bombelli e a Chris Howe, entrambi biochimici dell'Università di Cambridge.

STRATEGIA POLITICA: LA NOSTRA CONTROFFENSIVA DIGITALE

Alberto Micalizzi

Quello delle “fake news” di cui al noto disegno di legge “Gambaro” è solo uno dei terreni sui quali si orchestra l’attacco all’informazione indipendente, non certo l’unico né, alla lunga, il più pericoloso. Il DDL Gambaro introduce elementi soggettivi nella valutazione della veridicità delle informazioni, e questo lo rende potenzialmente pericoloso e adatto a colpire selettivamente le voci fuori dal coro che acquisiranno consenso in rete (vedi il mio articolo “Per i miei post rischierò la reclusione”).

Ma c’è qualcosa di più pericoloso che sta accadendo, e riguarda il sistema di pubblicità che sta sviluppandosi in rete, originatore di nuovi equilibri politico-sociali e portatore di una vera e propria neo-schiavitù digitale.

Dando per acquisito che TV e carta stampata stanno gradualmente uscendo di scena, la partita commerciale e quella pubblicitaria si sposta in rete.  Oggi in Italia meno del 25% degli acquisti di beni di consumo avviene online, ma il trend ci orienta verso Paesi come Germania, Inghilterra e Svezia dove si viaggia già oltre il 70%… Dunque, la quantità di flussi commerciali e pubblicitari che in Italia si riverserà online nei prossimi anni è stimabile in decine di miliardi di Euro. E’ nella rete che si scriverà la nuova geografia, che si determineranno i nuovi assetti di potere tra categorie, lavoratori, inserzionisti, aziende produttrici e consumatori.

Dietro le grandi sigle che controllano i budget pubblicitari, come Adsense, Wordads etc, aleggia lo spettro di una nuova forma di schiavitù forse più deleteria di quello che stiamo conoscendo in conseguenza della diffusione intenzionale del precariato sul lavoro.

Una collaborazione italo-tedesca studia gli effetti della sincronizzazione nel mondo quantistico

E’ stato pubblicato su Nature Communications uno studio dei proff. Raffaella Burioni e Sandro Wimbergerdel Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche ed Informatiche dell’Università di Parma, in collaborazione con il centro di ricerca di Jülich e il Max-Planck-Institut for Dynamics and Self-Organization di Gottinga, sugli effetti della sincronizzazione nel mondo quantistico.      

Per spiegare l’importanza dello studio bisogna fare due passi indietro.

Il primo è intuitivo: tutti sanno cosa si intende per sincronizzazione ed è facile accettare che essa sia alla base di fenomeni fisici appartenenti alla quotidianità, come il funzionamento degli orologi e la trasmissione di corrente elettrica nei cavi. La sincronizzazione in realtà è un fenomeno universale, che si manifesta nella biologia, nell’ecologia, nella fisica della materia.

La sincronizzazione regola i processi metabolici delle nostre cellule, ad esempio fa “battere” insieme quelle cardiache. Nelcervello, fa emettere un impulso nervoso coordinato a specifici gruppi di neuroni, dando luogo a ogni atto cognitivo o motorio che compiamo.

19.4.2017 PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Giulietto Chiesa Glauco Benigni e Paolo Desantis da sinistra: Chiesa, Benigni, Massimo Leopardi da sinistra: Chiesa, Benigni, Sergio Bellucci Presentazione Wac: Dora e Glauco Benigni

19.4.2017 PRESENTAZIONE DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Grande soddisfazione del gruppo dei fondatori per la numerosa partecipazione di pubblico e di qualificati interventi alla presentazione di WAC Glauco Benigni (presidente), Giulietto Chiesa (consigliere), Sergio Bellucci, Raffaele Barberio, Massimo Leopardi e molti altri.
Dopo alcuni incontri in videoconferenza per porre le basi del progetto e la discussione dello statuto, si è passati quindi all’operazione costitutiva e alla presentazione a palazzo Falletti a Roma trovandosi questa volta di persona. Molti già si conoscevano per frequentazioni in rete, altri per la prima volta avendo così la possibilità di uno scambio di idee e/o di intervento, di conoscenza personale reciproca, stabilire i presupposti di un qualificato confronto.

Ivrea, tumore al cervello per uso eccessivo del telefonino: Inail condannata a pagare, "l'uso scorretto provoca il cancro"

Un dipendente Telecom colpito da neurinoma dopo aver utilizzato il cellulare più di tre ore al giorno. Il tribunale riconosce la correlazione e la rendita vitalizia per malattia professionale

di SARAH MARTINENGHI

Si era ammalato di cancro per colpa del telefono cellulare usato per 15 anni per più di tre ore al giorno, e ora l’Inail è stata condannata a pagare la rendita perpetua per il danno sul lavoro subito da un dipendente della Telecom.  “La sentenza riconosce il legame causale tra un tumore al cervello e l’uso di un telefono cellulare” spiegano gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone che hanno vinto la causa. Il verdetto è stato emesso dal giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea l’11 aprile.

Il nuovo progetto di Elon Musk: microchip nel cervello umano per “fonderlo” con i computer

ROMA  –  Viaggi su marte, auto elettriche semiautonome ma non finisce qui. Il nuovo progetto di Elon Musk va ben oltre questi primi lavori. L’imprenditore ha lanciato Neuralink Corp, una nuova joint venture che avrà come obiettivo quello di “collegare” il cervello umano con i computer. Il motivo? Il desiderio di non perdere pensieri, memoria e ricordi dopo la morte. Un modo per non far soccombere gli umani alle macchine.

“Una sorta di connessione a banda larga per il cervello – ha detto lo scorso febbraio il fondatore di Tesla – sarà utile per raggiungere una simbiosi tra intelligenza dell’uomo e computer e potrebbe risolvere il problema del controllo e dell’inutilità umana in un mondo sempre più hi tech”.

Il nuovo progetto di Elon Musk: microchip che collegano il cervello all’IA

L’azienda – che è ancora in fase di sviluppo – nella pratica costruirà dei piccoli microchip da impiantare nel cervello delle persone. Microchip che avranno il compito di “fondere” e condividere tutto quello che è presente nel cervello con apparecchi dall’intelligenza artificiale. Automobili, smartphone e impianti di domotica. Tutti mezzi attraverso cui implementare l’intelligenza umana.

Al momento non esistono progetti in corso ma la Neuralink Corp si sta organizzando per portare alla luce i primi impianti che verranno utilizzati per provare a curare o alleviare malattie neuronali come l’epilessia e la depressione senza escludere quelle degenerative come il Morbo di Parkinson. Questi potranno regolare, ancora più di quanto fanno già gli elettrodi esistenti, l’attività elettrica del cervello e moderare gli effetti della malattia. 28 marzo 2017

Cervello, creata una sinapsi artificiale che sa apprendere da sola

L'ha messa a punto un gruppo di ricercatori francesi sfruttando il principio che le sinapsi più stimolate sono in grado di potenziare le connessioni e migliorare l'apprendimento. L'obiettivo è quello del cervello artificiale

di EMILIO VITALIANO

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE in grado di imitare il comportamento del cervello umano è la sfida del futuro: una nuova ricerca condotta dal team del National Center for Scientific Research (Cnrs) a Thales e dalle Università di Bordeaux, di Paris-Sud e di Evry - guidato da Julie Grollier - ha compiuto un passo avanti verso il raggiungimento di questo obiettivo sempre più a portata di mano. Il lavoro dell'équipe congiunta, infatti, ha portato alla creazione di una sinapsi artificiale direttamente su un chip in grado di apprendere in maniera autonoma.

Da sempre l'uomo si è ispirato alla natura per migliorare i suoi progetti e proprio questo è uno degli scopi della biomimetica, che prende spunto anche dal funzionamento del cervello per costruire macchine intelligenti. La parola d'ordine in questo ambito è imitare e nel campo dell'intelligenza artificiale è un concetto che ha portato alla creazione delle cosiddette reti neurali artificiali, che purtroppo finora hanno sempre richiesto un notevole dispendio di tempo ed energia. Uno degli aspetti positivi del nuovo dispositivo, conosciuto anche come memristore (una specie di resistore variabile che "ricorda" quanta corrente lo attraversa), è proprio un risparmio sia di tempo, sia di energia, anche se già altre ricerche nel recente passato si sono impegnate per risolvere questi problemi. 

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