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Scienze e Tecnologie

Scienze e Tecnologie: informazioni, opinioni di scienze e tecnologia, scienziati,scoperte e ricerca scientifica, nuove-tecnologie. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Pirateria informatica, Wannacry non è un attacco hacker (ma è pericolosissimo)

Non c’è stato nessun attacco. Smettiamola di parlare a vanvera. Ve ne prego. Quel che sta accadendo non è una manifestazione acuta, ma cronica della in-sicurezza informatica in giro per il pianeta. L’unico elemento “notiziabile” è la contemporaneità di più vittime eccellenti. Niente di più.
Per chi ieri era distratto o si è perso web, radio e televisione, ricomincio da capo. Un “ransomware” (quella specie di virus che cifra i dati dei computer e costringe l’utente a pagare un riscatto per ritrovare la propria pace e soprattutto la leggibilità dei file che gli appartengono) ha bloccato i sistemi informatici del Sistema sanitario nazionale britannico, un discreto numero di banche spagnole, nonché aziende ed enti sparsi per il mondo. Questo insieme di istruzioni maligne stavolta va sotto il nome di Wannacry, che tradotto significa – giustamente – “voglio piangere” e calza a pennello lo stato d’animo di chi si trova inchiodato dinanzi alla imperturbabile inaccessibilità alle informazioni indispensabili per svolgere il lavoro, per decidere, per fare. 

Perché non è un attacco? Semplice, almeno per chi ha dimestichezza con l’arte della guerra, con Sun Tzu e dintorni. L’attacco prevede un disegno criminale o militare (spesso i termini si accavallano), ha un obiettivo determinato (in questo caso l’azione è indiscriminata già al momento dell’inoltro delle mail ad una infinita lista di destinatari), ha un regista o comandante che ne coordina gli sviluppi.

Pirateria informatica, attacco hacker in corso in tutto il mondo: chiesto “riscatto” in bitcoin

In un primo momento sono stati colpiti diversi centri di cura del sistema sanitario nazionale britannico, in particolare a Londra. Poi le incursioni si sono estese a livello internazionale. Secondo quanto riporta il Guardian è comparso sui pc degli ospedali un messaggio pop-up in cui si chiede agli utenti di pagare 300 dollari per riavere l'accesso

Un imponente attacco informatico, effettuato con le stesse modalità, ha colpito numerose aziende ed enti pubblici in diversi Paesi del mondo, in particolare in Europa. In un primo momento ad essere attaccati sono stati molti ospedali del sistema sanitario nazionale del Regno Unito, poi l’hackeraggio si è esteso a livello internazionale. Secondo quanto riporta il Guardian i protagonisti delle azioni illecite sono stati degli hacker che hanno fatto andare in tilt i computer delle strutture di cura. E’ comparso sui pc un messaggio pop-up in cui si chiede agli utenti di pagare un riscatto di 300 dollari in bitcoin per riavere il corretto accesso al computer. Stessa modalità ripetuta in Spagna, Italia, Portogallo, Russia, Ucraina, Stati Uniti, Cina, Vietnam. Secondo il New York Times l’attacco potrebbe essere stato condotto con uno degli strumenti di hackeraggio rubati lo scorso anno alla National security agency (Nsa) dal sedicente gruppo Shadow Brokers. Il portavoce di Europol Rob Wainwright ha reso noto che la Gran Bretagna e la Spagna hanno chiesto aiuto sui cyberattacchi.

Biologa italiana scopre il bruco che mangia la plastica: "Così è nata per caso la mia ricerca"

Ha visto i vermi forare in poco tempo un sacchetto di polietilene, materiale che in natura si smaltisce in più di 400 anni. Ora si potrà individuare l'enzima o il batterio che fa digerire alla larva la sostanza inquinante

di GIULIANO ALUFFI

ROMA - Il trilione di borse di polietilene (PE) che usiamo ogni anno - intasando le discariche e contribuendo all'aggregazione di isole di plastica in mezzo agli oceani - potrebbe aver trovato la giusta nemesi: un bruco dall'aspetto innocuo, ma assai vorace di quella sostanza così indigesta e letale per tutti gli altri animali. E' la larva della Galleria mellonella, detta tarma della cera per la sua propensione a cibarsi dei favi. Ad accorgersi che per questo animaletto la plastica è un boccone prelibato è stata una ricercatrice italiana in biologia molecolare, Federica Bertocchini, affiliata al Cnr spagnolo e oggi all'Istituto di biomedicina di Cantabria, a Santander. "Io in realtà mi occupo di biologia dello sviluppo: studio gli embrioni. La scoperta del bruco mangiaplastica è avvenuta per caso. Ho l'hobby dell'apicoltura, e l'abitudine - in inverno - di tenere gli alveari vuoti in casa. Nel tirarli fuori per la primavera, l'anno scorso mi sono accorta che erano pieni di questi bachi. Così li ho ripuliti, raccogliendo i bachi in una borsa di plastica. Qualche ora dopo era già piena di buchi e le larve libere" spiega Bertocchini, che ha pubblicato il suo studio su Current Biology insieme a Paolo Bombelli e a Chris Howe, entrambi biochimici dell'Università di Cambridge.

STRATEGIA POLITICA: LA NOSTRA CONTROFFENSIVA DIGITALE

Alberto Micalizzi

Quello delle “fake news” di cui al noto disegno di legge “Gambaro” è solo uno dei terreni sui quali si orchestra l’attacco all’informazione indipendente, non certo l’unico né, alla lunga, il più pericoloso. Il DDL Gambaro introduce elementi soggettivi nella valutazione della veridicità delle informazioni, e questo lo rende potenzialmente pericoloso e adatto a colpire selettivamente le voci fuori dal coro che acquisiranno consenso in rete (vedi il mio articolo “Per i miei post rischierò la reclusione”).

Ma c’è qualcosa di più pericoloso che sta accadendo, e riguarda il sistema di pubblicità che sta sviluppandosi in rete, originatore di nuovi equilibri politico-sociali e portatore di una vera e propria neo-schiavitù digitale.

Dando per acquisito che TV e carta stampata stanno gradualmente uscendo di scena, la partita commerciale e quella pubblicitaria si sposta in rete.  Oggi in Italia meno del 25% degli acquisti di beni di consumo avviene online, ma il trend ci orienta verso Paesi come Germania, Inghilterra e Svezia dove si viaggia già oltre il 70%… Dunque, la quantità di flussi commerciali e pubblicitari che in Italia si riverserà online nei prossimi anni è stimabile in decine di miliardi di Euro. E’ nella rete che si scriverà la nuova geografia, che si determineranno i nuovi assetti di potere tra categorie, lavoratori, inserzionisti, aziende produttrici e consumatori.

Dietro le grandi sigle che controllano i budget pubblicitari, come Adsense, Wordads etc, aleggia lo spettro di una nuova forma di schiavitù forse più deleteria di quello che stiamo conoscendo in conseguenza della diffusione intenzionale del precariato sul lavoro.

Una collaborazione italo-tedesca studia gli effetti della sincronizzazione nel mondo quantistico

E’ stato pubblicato su Nature Communications uno studio dei proff. Raffaella Burioni e Sandro Wimbergerdel Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche ed Informatiche dell’Università di Parma, in collaborazione con il centro di ricerca di Jülich e il Max-Planck-Institut for Dynamics and Self-Organization di Gottinga, sugli effetti della sincronizzazione nel mondo quantistico.      

Per spiegare l’importanza dello studio bisogna fare due passi indietro.

Il primo è intuitivo: tutti sanno cosa si intende per sincronizzazione ed è facile accettare che essa sia alla base di fenomeni fisici appartenenti alla quotidianità, come il funzionamento degli orologi e la trasmissione di corrente elettrica nei cavi. La sincronizzazione in realtà è un fenomeno universale, che si manifesta nella biologia, nell’ecologia, nella fisica della materia.

La sincronizzazione regola i processi metabolici delle nostre cellule, ad esempio fa “battere” insieme quelle cardiache. Nelcervello, fa emettere un impulso nervoso coordinato a specifici gruppi di neuroni, dando luogo a ogni atto cognitivo o motorio che compiamo.

19.4.2017 PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Giulietto Chiesa Glauco Benigni e Paolo Desantis da sinistra: Chiesa, Benigni, Massimo Leopardi da sinistra: Chiesa, Benigni, Sergio Bellucci Presentazione Wac: Dora e Glauco Benigni

19.4.2017 PRESENTAZIONE DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Grande soddisfazione del gruppo dei fondatori per la numerosa partecipazione di pubblico e di qualificati interventi alla presentazione di WAC Glauco Benigni (presidente), Giulietto Chiesa (consigliere), Sergio Bellucci, Raffaele Barberio, Massimo Leopardi e molti altri.
Dopo alcuni incontri in videoconferenza per porre le basi del progetto e la discussione dello statuto, si è passati quindi all’operazione costitutiva e alla presentazione a palazzo Falletti a Roma trovandosi questa volta di persona. Molti già si conoscevano per frequentazioni in rete, altri per la prima volta avendo così la possibilità di uno scambio di idee e/o di intervento, di conoscenza personale reciproca, stabilire i presupposti di un qualificato confronto.

Ivrea, tumore al cervello per uso eccessivo del telefonino: Inail condannata a pagare, "l'uso scorretto provoca il cancro"

Un dipendente Telecom colpito da neurinoma dopo aver utilizzato il cellulare più di tre ore al giorno. Il tribunale riconosce la correlazione e la rendita vitalizia per malattia professionale

di SARAH MARTINENGHI

Si era ammalato di cancro per colpa del telefono cellulare usato per 15 anni per più di tre ore al giorno, e ora l’Inail è stata condannata a pagare la rendita perpetua per il danno sul lavoro subito da un dipendente della Telecom.  “La sentenza riconosce il legame causale tra un tumore al cervello e l’uso di un telefono cellulare” spiegano gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone che hanno vinto la causa. Il verdetto è stato emesso dal giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea l’11 aprile.

Il nuovo progetto di Elon Musk: microchip nel cervello umano per “fonderlo” con i computer

ROMA  –  Viaggi su marte, auto elettriche semiautonome ma non finisce qui. Il nuovo progetto di Elon Musk va ben oltre questi primi lavori. L’imprenditore ha lanciato Neuralink Corp, una nuova joint venture che avrà come obiettivo quello di “collegare” il cervello umano con i computer. Il motivo? Il desiderio di non perdere pensieri, memoria e ricordi dopo la morte. Un modo per non far soccombere gli umani alle macchine.

“Una sorta di connessione a banda larga per il cervello – ha detto lo scorso febbraio il fondatore di Tesla – sarà utile per raggiungere una simbiosi tra intelligenza dell’uomo e computer e potrebbe risolvere il problema del controllo e dell’inutilità umana in un mondo sempre più hi tech”.

Il nuovo progetto di Elon Musk: microchip che collegano il cervello all’IA

L’azienda – che è ancora in fase di sviluppo – nella pratica costruirà dei piccoli microchip da impiantare nel cervello delle persone. Microchip che avranno il compito di “fondere” e condividere tutto quello che è presente nel cervello con apparecchi dall’intelligenza artificiale. Automobili, smartphone e impianti di domotica. Tutti mezzi attraverso cui implementare l’intelligenza umana.

Al momento non esistono progetti in corso ma la Neuralink Corp si sta organizzando per portare alla luce i primi impianti che verranno utilizzati per provare a curare o alleviare malattie neuronali come l’epilessia e la depressione senza escludere quelle degenerative come il Morbo di Parkinson. Questi potranno regolare, ancora più di quanto fanno già gli elettrodi esistenti, l’attività elettrica del cervello e moderare gli effetti della malattia. 28 marzo 2017

Cervello, creata una sinapsi artificiale che sa apprendere da sola

L'ha messa a punto un gruppo di ricercatori francesi sfruttando il principio che le sinapsi più stimolate sono in grado di potenziare le connessioni e migliorare l'apprendimento. L'obiettivo è quello del cervello artificiale

di EMILIO VITALIANO

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE in grado di imitare il comportamento del cervello umano è la sfida del futuro: una nuova ricerca condotta dal team del National Center for Scientific Research (Cnrs) a Thales e dalle Università di Bordeaux, di Paris-Sud e di Evry - guidato da Julie Grollier - ha compiuto un passo avanti verso il raggiungimento di questo obiettivo sempre più a portata di mano. Il lavoro dell'équipe congiunta, infatti, ha portato alla creazione di una sinapsi artificiale direttamente su un chip in grado di apprendere in maniera autonoma.

Da sempre l'uomo si è ispirato alla natura per migliorare i suoi progetti e proprio questo è uno degli scopi della biomimetica, che prende spunto anche dal funzionamento del cervello per costruire macchine intelligenti. La parola d'ordine in questo ambito è imitare e nel campo dell'intelligenza artificiale è un concetto che ha portato alla creazione delle cosiddette reti neurali artificiali, che purtroppo finora hanno sempre richiesto un notevole dispendio di tempo ed energia. Uno degli aspetti positivi del nuovo dispositivo, conosciuto anche come memristore (una specie di resistore variabile che "ricorda" quanta corrente lo attraversa), è proprio un risparmio sia di tempo, sia di energia, anche se già altre ricerche nel recente passato si sono impegnate per risolvere questi problemi. 

DIG.Eat 2017, l’evento a Roma per discutere di sviluppo del digitale in Italia

La manifestazione, giunta alla decima edizione, torna il 23 marzo al Centro Congressi Fontana di Trevi. Si parlerà di eGovernment, nuove frontiere dell’eHealth e gestione di acquisti, appalti e contratti
Al Centro Congressi Fontana di Trevi si parlerà dello stato dell’arte della digitalizzazione nel nostro Paese. 
website 

Google, arriva “l’allarme” che segnala agli editori i commenti offensivi degli haters

Si chiama Perspective: rivede i commenti e assegna loro un punteggio basato su quanto siano simili ad altri messaggi che gli utenti hanno indicato come "tossici" o tali da spingere le persone ad abbandonare la conversazione. "Almeno un terzo di loro si autocensura per paura delle reazioni"

Non censura e non banna, ma avverte gli editori della presenza di commenti offensivi sotto le notizie pubblicate online attraverso il machine learning. Dopo la decisione di Twitter di cancellare gli account fake, Google mette a punto un nuovo strumento per contrastare gli haters. Si chiama Perspective ed è stato messo a punto da Jigsaw, incubatore di New York. Funziona così: rivede i commenti e assegna loro un punteggio basato su quanto siano simili a commenti che gli utenti hanno indicato come “tossici” o tali da spingere le persone ad abbandonare la conversazione. Per imparare a identificare un linguaggio potenzialmente ingiurioso, Perspective ha esaminato decine di migliaia di commenti che sono stati etichettati manualmente da revisori umani, ogni volta che lo strumento di Jigsaw trova nuovi esempi di commenti potenzialmente offensivi, o la sua valutazione viene corretta dagli utenti, “migliora la capacità di valutare i commenti in futuro”.

Nasa, la Terra ha sette "sorelle": scoperto un nuovo sistema planetario

E' a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa Trappist-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c'è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell'Universo

di MASSIMILIANO RAZZANO

IMMAGINATE un lontano "cugino" del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra. Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all'altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un'ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza. Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. Trappist-1, una stella nana rossa nella costellazione dell'Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra. Un risultato attesissimo da giorni  dopo l'annuncio della Nasa di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari.

Viaggio alla scoperta del corpo umano: così rinasce Bagnoli

Sulle ceneri della Città della Scienza apre a Napoli il primo museo italiano dedicato alla salute e alla prevenzione

di VALERIA PINI

NAPOLI - Una navicella spaziale per un viaggio virtuale nel corpo umano. L'avventura comincia lungo un'arteria per scoprire i meccanismi dell'apparato circolatorio. Il sangue scorre lungo i vasi spinto dal cuore. Passiamo accanto ai polmoni, fino quasi a sfiorarli, poi più avanti verso l'apparato digerente per capire come gli alimenti vengono assorbiti dall'organismo. Poco più in là, uno spermatozoo fra i tanti in partenza arriva a fecondare un ovulo, sembra quasi il film di Woody Allen, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso.

Invece sono le immagini di una delle sezioni di Corporea, il primo museo interattivo in Italia interamente dedicato al corpo e alla salute, che aprirà il 5 marzo alla Città della Scienza di Napoli e che già ha 180mila prenotazioni.

Il ruolo dei cavi nei sistemi robotizzati

Sempre più complesse e veloci sequenze di movimenti dei moderni sistemi robotizzati nelle applicazioni industriali richiedono cavi flessibili resistenti alla torsione con lunga durata di esercizio, ma non solo.

Quando si guarda un sistema industriale di una certa complessità, soprattutto se con parti mobili che eseguono velocemente sequenze di operazioni diverse, l’attenzione è soprattutto attirata dall’insieme dei movimenti, dalla rapidità e precisione delle azioni. Si ha quindi una percezione di insieme che porta a un’incompleta valutazione dei componenti di dettaglio costituenti la macchina, con priorità a quelli più appariscenti.

E’ il caso dei robot, per il quale si valuta la dinamica complessiva, concentrandosi semmai sul braccio mobile o sugli elementi di presa anche perché incuriosisce e stupisce il modo in cui la tecnologia sia riuscita a imitare movimenti tipici dell’uomo, per esempio afferrare e spostare. Più precisamente il riferimento è a una delle differenti categorie di robot, i cosiddetti robot antropomorfi, caratterizzati da una struttura cinematica aperta, con sei gradi di libertà e un inviluppo di lavoro sferico, il cui nome evoca la riproduzione della sembianza e del movimento di un braccio umano. Per curiosità, i sei gradi di libertà prima citati si possono associare a mano, polso, gomito, braccio, spalla e corpo (quest’ultima parte è la base cui il robot è ancorato). I movimenti si basano su complessi algoritmi di cinematica, gestiti da un controllo elettronico centrale, e gli elementi meccanici costituenti sono tra loro collegati da giunti e movimentati da motori elettrici che vanno ovviamente alimentati, senza dimenticare il flusso di segnali e dati da e verso il robot, e qui entrano in gioco i cavi, che non sono normali cavi elettrici, ma con caratteristiche adatte all’impiego in sistemi robotizzati.

Cadaver Amazon, il gigante che sfrutta i lavoratori

Gea Scancarello

Il record da battere è 12 acquisti al secondo, per 46 mila oggetti all’ora: un’orgia di shopping forse non proprio in sintonia con lo spirito intimista e cristiano del Natale, ma perfettamente in linea con l’affanno da regali che prende l’italiano l’antivigilia. E, certamente, con la politica di Amazon, il colosso dell’online che lo scorso 25 novembre ha venduto agli italiani 1,1 milioni di pezzi in un solo giorno, forte dei ribassi del Black friday e di un ecosistema sostanzialmente impossibile da battere: prezzi sempre scontati, consegne rapidissime e per lo più gratuite, scelta sterminata. Il solo catalogo italiano conta 137 milioni di voci, e persino Babbo Natale faticherebbe a fare di meglio.
Non è un caso che i best seller del sito siano proprio i giocattoli, dai classici giochi da tavola alle spade laser, passando per i Lego: tutto tra il 25 e il 30% più conveniente che fuori. Abbastanza per portare anche gli italiani notoriamente affascinati dal contante e scarsamente digitalizzati a comprare online: nel 2015, secondo i dati dell’Osservatorio B2c-Netcomm del Politecnico di Milano, circa 19 milioni hanno provato l’e-commerce, in crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Non è dato sapere quanti di loro abbiano scelto proprio il sito di Jeff Bezos – Amazon non fornisce dati che non siano globali – ma è fuori discussione che, dallo sbarco in Italia nel 2010, il colosso abbia cambiato irreversibilmente lo scenario.

7 dicembre 2016 Università di Parma: convegno “Agricoltura Sostenibile di Precisione: visioni e pratiche del futuro”

Mercoledì 7 dicembre, con inizio alle ore 15 nell’Auditorium del Centro Congressi Sant’Elisabetta dell’Ateneo (Padiglione 13 del Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma - via Langhirano), si terrà il convegno “Agricoltura Sostenibile di Precisione: visioni e pratiche del futuro”.

Tra i relatori figurano, tra gli altri, Nelson Marmiroli ed Elena Maestri(Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma) e Stefano Caselli (Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente - CIDEA Università di Parma).

L’evento si propone di fare il punto sull’agricoltura del futuro partendo dalla sperimentazione e innovazione in corso nei territori padano-emiliani.

Il convegno è organizzato dal Centro Acque - eu.watercenter dell’Università di Parma in collaborazione con il CIDEA dell’Ateneo, unitamente ad altre realtà del settore operanti in Emilia-Romagna.

Segreteria
Centro Acque - eu.watercenter, Università di Parma
Campus Scienze e Tecnologie 93a, 43124 Parma
Tel. 0521 906550, e-mail euwatercenter@euwatercenter.eu

Superluminale! Sei fenomeni fisici più veloci della luce.

Marco Casolino

La teoria della Relatività di Einstein ha mostrato come non sia possibile portare un oggetto dotato di massa a velocità superluminali, ossia maggiori di quelle della luce (c=300,000 km/s). A questa velocità possono, e devono,viaggiare le sole particelle prive di massa.

Nonostante questo limite invalicabile, e nonostante non vi sia al momento nessuna teoria o evidenza sperimentale che ci permetta di aggirare questo limite per spostarsi o trasmettere informazione a velocità più grandi di c, vi sono alcuni fenomeni che sono, o sembrano superluminali, ossia più veloci della luce.

NH Hotel group, la videoconferenza va in 3D

Il progetto "Hi Tech made easy" della catena alberghiera debutta a Madrid e BErlino. Tecnologia olografica in fase di testing: 250 ospiti virtuali potranno connettersi tramite handset. il Cco Rufino Perez Fernandez: "Convegni sempre più efficienti e produttivo, con notevoli risparmi per le aziende"

Web Summit tra bot, realtà virtuale e disoccupazione tech

Al mega evento digitale di Lisbona il settore più caldo è quello dell’intelligenza artificiale: dalle imprese del consumo ai social network come Facebook, tutti studiano come automatizzare i propri sistemi. L’effetto? Tanti posti di lavoro spariranno

di FILIPPO SANTELLI

ROMA - Ne ha parlato sul palco il capo della tecnologia di Facebook. Ne parlavano dietro le quinte gli investitori. La guardano le grandi aziende di tutti i settori. Ci lavorano molte delle 1.500 startup che hanno esposto alla fiera. A voler identificare una tecnologia calda, tra quelle che tra lunedì e venerdì hanno invaso il Web Summit di Lisbona, il più grande evento digitale d'Europa, non si può che citare l'intelligenza artificiale. I cosiddetti bot, algoritmi in grado di percepire, pensare e dialogare come umani e con gli umani. E di sostituirli in molte delle loro mansioni ordinarie, dall'assistenza clienti alla guida di un veicolo. Ma oltre all'AI, di fatto già una realtà, i 53mila visitatori del Summit hanno potuto avere un assaggio anche delle prossime frontiere in ambito digitale, quelle che vedremo materializzarsi nei prossimi anni. Dalla auto che si guidano da sole alla vita nella realtà virtuale.

Le idee nuove, anche nella scienza, non hanno età

Annamaria Testa

Il colpo di genio arriva a sessant’anni”, titola a effetto, e in maniera un po’ impropria, la prima pagina del Corriere della Sera di qualche giorno fa. “Lampi di genio a sessant’anni!”, ribadisce il titolo dell’articolo nelle pagine interne. Il testo dà conto dei risultati di una ricerca recente, svolta dall’università di Oxford e pubblicata su Science.

Obiettivo della ricerca è capire se sia possibile predire lo sviluppo delle carriere scientifiche, e se esistano degli schemi ricorrenti. È tutt’altro che un puro esercizio accademico: ai finanziatori e alle università ovviamente serve sapere in anticipo sul successo di quali scienziati conviene puntare. Ma, come vedremo, nei risultati c’è qualcosa che interessa anche tutti noi, e molto.

Per capire meglio il meccanismo del successo scientifico, i ricercatori di Oxford, tra i quali c’è l’italiana Roberta Sinatra, si affidano ai big data: prendono in esame sotto il profilo quantitativo le carriere di oltre diecimila scienziati attivi in sette diverse discipline, dalla fisica alle scienze cognitive, alla chimica, all’economia. In sostanza, i ricercatori contano il numero della pubblicazioni prodotte da ciascuno scienziato e ne valutano l’impatto, cioè la quantità di citazioni che ogni pubblicazione si guadagna all’interno della comunità scientifica internazionale. Le più rilevanti sono anche le più citate.

Banda ultralarga, tubi in cemento-amianto. Così la nuova rete Enel è a rischio-rallentamenti, da Treviso a Firenze

La società: "Eternit solo nei tubi interrati di Firenze, Prato, Pistoia, Treviso, Mogliano e Conegliano Veneto". Nessun problema se i tubi sono integri, ma i costi aumentano in caso di materiali deteriorati. E l'assenza di un catasto delle reti rende poco chiara la situazione

Fiorina Capozzi e Gaia Scacciavillani 

Google chiama a raccolta comici, scrittori e creativi: agli assistenti virtuali serve più umorismo

Campagna acquisti di Big G fra autori e sceneggiatori da Pixar e The Onion per regalare più calore ed elasticità ai sistemi personali. Formidabili nel botta e risposta ma con molta strada da fare nel dialogo in libertà con gli utenti

SIMONE COSIMI

L’OBIETTIVO è andare oltre il classico botta e risposta. Le assistenti digitali – da Siri di Apple a Cortana di Microsoft fino all’appena rinvigorito Google Assistant di Big G o Alexa di Amazon – sono in grado di eseguire sempre più attività ed esaudire numerose necessità passando da diverse piattaforme. Eppure peccano un po’ di umorismo, nel senso che non ne dispongono abbastanza. In generale sono troppo “incartate”, trattenute, poco pronte a cogliere i modi di dire o le freddure degli utenti semplicemente perché non sanno cosa dire. A onore del vero c’è da precisare che Siri è storicamente la più versatile della ciurma, non si contano infatti le risposte divertenti riservate agli utenti, specialmente quando la si tratta con poca educazione. Ma anche quelle fanno ormai parte di un campionario piuttosto noto.

La nuova «visione» di ansia, dolore e depressione

La stimolazione sensoriale proveniente da scenari rasserenanti proposti in modo immersivo e non semplicemente in 3D, potrebbe diventare un supporto terapeutico comune, e accessibile a costi bassissimi

Asia, stress, depressione, dolore. Sono alcuni dei disturbi che accompagnano la vita dei malati di tumore, quasi sempre nel momento della diagnosi e delle terapie, ma non di rado anche nei mesi durante i quali la malattia sembra concedere una tregua. Finora si è sempre data poca importanza a questi aspetti, più che altro per mancanza di risorse, destinate quasi per intero alle cure, molto costose. Ma in un futuro assai prossimo la situazione potrebbe cambiare, grazie alla realtà virtuale o, più specificamente, alla virtual sanity. Già ampiamente in studio e talvolta in uso in ambito neurologico, per la riabilitazione, ma anche in quello psicologico (per esempio per curare le conseguenze dello stress post traumatico nei reduci di guerra), la stimolazione sensoriale proveniente da scenari rasserenanti proposti in modo immersivo e non semplicemente in 3D, potrebbe diventare infatti un supporto terapeutico comune, e accessibile a costi bassissimi.

Per verificare l’ipotesi, a Bologna è stato lanciato lo studio chiamato Look of Life , basato su progetto dell’Assistenza Nazionale Tumori (Ant) sostenuto dalla Fondazione Cattolica Assicurazioni con 30.000 euro iniziali, e dalla Fondazione Vodafone, attraverso il bando “Digital for Social”, vinto appunto da Look of Life (con altri 30.000 euro).

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