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Scienze e Tecnologie

Scienze e Tecnologie: informazioni, opinioni di scienze e tecnologia, scienziati,scoperte e ricerca scientifica, nuove-tecnologie. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

Hosting WordPress – cercavo il migliore ho scelto SiteGround

Giuseppe Fava

Sei alla ricerca di un hosting wordpress per il tuo sito o blog? Sei fortunato perché ti sto per raccontare la mia esperienza e ti svelo il segreto di un blog veloce come il mio. Quando si tratta di aprire un blog o un sito con WordPress, il primo problema che si presenta è la scelta dell’Hosting WordPress giusto. Molte persone prese dalla fretta scelgono l’hosting wordpress più famoso in rete perché più presente nelle pubblicità, sottovalutando che la scelta dell’hosting WordPress giusto migliora i risultati sul posizionamento nei motori di ricerca.

In passato ci sono cascato anch’io ma, sbagliando si impara e oggi finalmente dopo tanti tentativi, e tanti errori, posso raccontarti come il mio blog abbia finalmente preso il volo dopo aver scelto ilmiglior Hosting WordPress.

In questo articolo ti spiegherò con parole semplici cosa sono dominio, e Hosting, quali siano i fattori che rendono migliore un hosting wordpress rispetto ad un altro e come la scelta giusta possa migliorare il posizionamento del tuo blog WordPress su Google e sugli altri motori di ricerca, triplicando le visite e velocizzando il caricamento delle pagine del sito fino al 200% in pochi mesi

Sei pronto? Iniziamo!!!

Innanzitutto se ancora hai dei dubbi sui termini hosting WordPress e dominio, facciamo subito chiarezza con parole semplici:

Concentrazioni record di antimateria nell’universo

Nei prossimi mesi i ricercatori saranno in grado di stabilire se i positroni sono un segnale della materia oscura o se hanno un’altra origine

Un passo avanti nell’Universo, alla ricerca della materia oscura. A farlo è stato il Cern che grazie allo Spettrometro magnetico Alfa (AMS), uno strumento in grado di intercettare i raggi cosmici, nei quali ha individuato una concentrazione record di positroni (o anti-elettroni).  

«Nei prossimi mesi saremo capaci di dire se questi positroni sono un segnale dell’antimateria o se hanno un’altra origine», ha spiegato Manuel Ting. 

Finora l’unico modo di osservarla è nella sua interazione con la materia visibile, laddove agisce in un ruolo di bilanciamento: l’allontanamento delle galassie e la loro rotazione non potrebbe esservi senza la presenza di antimateria, la stessa che scontrandosi con la materia provocherebbe una reazione di «annichilazione» reciproca.  

L’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS) avrebbe visto la più alta concentrazione di antimateria ad alta energia nello Spazio mai osservata fino ad oggi. I dati sono stati resi noti sulla rivista Physical Review Letters.  

AMS è il più grande e sensibile spettrometro magnetico per lo studio della fisica delle particelle che sia stato mai dispiegato nello spazio. L’Italia ha collaborato alla sua realizzazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Agenzia Spaziale Italiana.  

Lo spettrometro si trova all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS): dalla sua installazione il 19 maggio 2011 fino ad oggi, ha registrato oltre 30 miliardi di raggi cosmici aventi energie fino a migliaia di miliardi di elettronvolt, grazie ad una strumentazione basata su un magnete permanente equipaggiato da una serie di rivelatori di particelle di precisione in grado di identificare ad uno ad uno i raggi cosmici che lo attraversano provenendo dalle zone più remote dello spazio.  

Materia oscura, nuove prove dall’Iss (Stazione Spaziale Internazionale): «Siamo alla soglia di una svolta»

I dati raccolti, dal 2011 a oggi, dal «cacciatore di materia oscura» Ams. Battistoni (Asi): «Risultati straordinari»

«Strani» segnali sono stati catturati dal «cacciatore di materia oscura» Ams installato all’esterno della Stazione Spaziale (Iss). Secondo i responsabili dell’esperimento, che presentano i dati al Cern di Ginevra, i risultati potrebbero essere indicazioni di un nuovo fenomeno fisico, forse l’evidenza indiretta delle particelle che formano la materia oscura, la materia misteriosa e invisibile che costituisce circa il 25% dell’universo.

Il «cacciatore» di materia oscura

40 anni di Microsoft: la lettera di Bill Gates

Domani è un giorno speciale: il 40° anniversario di Microsoft.

All'inizio, io e Paul Allen avevamo l'obiettivo di far arrivare un computer su ogni scrivania e in ogni casa. Era un'idea audace e un sacco di gente pensava che eravamo pazzi a immaginare che fosse possibile. È incredibile pensare a quanto lontano il mondo del pc è arrivato, e possiamo essere tutti orgogliosi del ruolo svolto da Microsoft in quella rivoluzione.

Oggi, però, penso molto di più al futuro di Microsoft rispetto al suo passato. Il mondo del computing si evolverà nei prossimi 10 anni ancora più rapidamente di quanto abbia mai fatto. Noi viviamo già in un mondo multi-piattaforma, una realtà che diventerà ancora più pervasiva. Ci stiamo avvicinando al punto in cui i computer e robot saranno in grado di vedere, muoversi e interagire naturalmente, aprendo a nuove applicazioni e responsabilizzando le persone ancora di più.

Sotto la guida di Satya (Nadella, il ceo di Microsoft, ndr), Microsoft è nella posizione migliore per guidare questi progressi. Abbiamo le risorse per guidare e risolvere problemi difficili. Siamo impegnati in ogni aspetto della tecnologia moderna e siamo profondamente impegnati nella ricerca in questo settore. Nel mio ruolo di consulente tecnico di Satya, mi capita di vedere i prodotti e sono rimasto colpito dalla visione e dal talento che vedo. Il risultato è evidente in prodotti come Cortana, Skype Translator, e HoloLens - e queste sono solo alcune delle molte innovazioni che ci troviamo davanti.

Alessandra Poggiani si dimette. Questa Italia digitale non s'ha da fare

Andrea Stroppa

"Né domani, né mai" avrebbe scritto Manzoni. Si è dimessa Alessandra Poggiani, direttore generale dell'Agid, l'Agenzia per l'Italia Digitale. E' durata meno di un anno la nuova direzione piena di speranze e buoni propositi per digitalizzare il Bel Paese. Lunedi le dimissioni ufficiali, ma la notizia già circolava da settimane. Nel frattempo weekend movimentato contrassegnato da interviste della direttrice che si smentiscono a vicenda e provocano reazioni a catena. Una a Wired dove dice "impossibile cambiare", ed una al Corriere Comunicazioni"fondamentali fatti, ora lascio per dedicarmi al territorio Veneto". Infatti la Poggiani lascia la direzione e si candida con Alessandra Moretti del Partito Democratico per le regionali.

Circa un mese fa ho scritto sul Corriere della Sera"Italia digitale? Ripartire dall'Agenzia". Una lettera dove spiegavo i problemi dell'Agenzia e dove invitavo a riformare la struttura in modo differente: nuova governance, struttura con potere decisionale e non solo di indirizzo, allocazione differente delle risorse: più ricerca e sviluppo meno marketing ed eventi.

Leggendo l'intervista alla Poggiani su Wired (che lei smentisce e il direttore di Wired invece conferma), ripete gli stessi concetti di quello che ho scritto sul Corriere :

Meerkat, la app per il live streaming

In meno di un mese ha già raccolto 150mila utenti, permette di trasmettere in diretta gli eventi a cui si prende parte

È DISPONIBILE dal 27 febbraio solo su piattaforma iOS e Ben Rubin, Ceo e co-fondatore,  l'ha presentata in uno dei contesti più trendy del momento, il festivalSouth by Southwest in Texas. In pochi giorni ha raccolto 150mila utenti, è diventata virale e fa già paura a Twitter: è l'app Meerkat che dà un contributo notevole alla diffusione dello streaming per tutti. Permette di trasmettere "live" tutto quello di cui gli utenti sono testimoni, da un evento sportivo alla cronaca, andando un passo oltre YouTube grazie alla maggiore immediatezza. "Vogliamo essere la piattaforma primaria di contenuti generati da utenti", ha spiegato il giovane Ben Rubin. Sulla crescita dell'app scommette anche il Wall Street Journal. Secondo il quotidiano finanziario, Meerkat potrebbe essere adottata sempre di più dai politici per tenere aggiornati i propri elettori in tempo reale sulle loro iniziative.

L'immediatezza di Meerkat è dovuta al collegamento con Twitter, ma proprio il microblog ne sta tarpando le ali. Da quando ha comprato Periscope, un'altra app per lo streaming, ha tagliato la possibilità agli utenti di Meerkat di far arrivare automaticamente ai follower del proprio account la notifica dell'inizio delle "trasmissioni". In questo modo lo streaming stesso resta, ma risulta azzoppata la sua distribuzione. Ma Meerkat, che alle spalle ha un lavoro di due anni, continua per la sua strada: "Questa mossa non fa che confermare quanto siamo diventati importanti", ha detto Ben Rubin.

Vueling lancia il wi-fi low cost

di Simone Cosimi

La compagnia iberica sarà la prima no frill europea a lanciare la possibilità di connettersi in volo "a prezzi accessibili" e a velocità impossibili sui velivoli concorrenti, fino a 20 Mbps

Addio pilota in auto, una legge lo impedirà

Il numero uno della Tesla  lancia la provocazione: "Gli esseri umani rispetto ai pc saranno pericolosi"di VINCENZO BORGOMEO

Ci mancava solo questa: lavorare un un futuro prossimo in cui la guida delle auto sia vietata agli agli esseri umani. La previsione - o visione forse... - arriva da Elon Musk, il papà della famosa Tesla, la rivoluzionaria casa automobilistica specializzata in supercar elettriche.

"Avremo auto senza guidatore in un lasso di tempo piuttosto breve", ha assicurato Musk durante una conferenza organizzata dalla società high-tech Nvidia. Quello del pilota automatico in grado di sostituire in tutto gli esseri umani, ha aggiunto, "lo vedo come un problema ormai quasi risolto: sappiamo quello che dobbiamo fare e lo faremo nel giro di alcuni anni".
Ma se così sarà, è la conclusione di Musk, "i legislatori potrebbero dover dichiarare fuori legge le auto con guidatore perché troppo pericolose".

"Penso che diventerà la normalità, come salire su un ascensore", ha detto Musk, parlando di fronte a circa 4mila persone riunite nel McEnery Convention Center di San Josè, California. Del resto, ha ricordato, un tempo sugli ascensori c'erano del personale addetto che poi è stato sostituito dai comandi elettrici. Esattamente quello che, a detta di Musk, "accadrà con le automobili".

Ovvio che Musk tiri acqua al suo mulino perché è già pronta la Tesla che si guiderà da sola. Nel giro di qualche mese sarà pronto un aggiornamento del sofware del model s che includerà una funzione grazie alla

Dagli scarti delle patate nasce la plastica biodegradabile

Grazie a due colossi del settore completamente diversi tra loro, ma che hanno deciso di collaborare, arriva il primo centro produttivo in Italia che crea questo tipo di materiale hi-tech nel rispetto dell'ambiente

ROSARIO DI RAIMONDO

BOLOGNA - Cos'hanno in comune un'azienda che si occupa di patate fresche e surgelate con un'altra impegnata invece nello sviluppo della chimica naturale? In apparenza niente. E invece, grazie a un progetto inedito e tutto bolognese le cose stanno per cambiare. Perché dagli scarti delle patate può nascere un particolare tipo di plastica hi-tech, uguale a tutte le altre tranne che per un motivo fondamentale: è biodegradabile. Questo nuovo tipo di materiale sarà prodotto a tonnellate, a partire dal 2017, grazie a un importante accordo raggiunto da due giganti nei loro rispettivi settori: la Pizzoli e la Bio-On.

Eclissi del secolo

Venerdì dalle 9.30 il sole scompare per il 70 per cento Il picco alle 10.40, in tutto il fenomeno dura due ore Un evento simile si ripeterà soltanto nel 2026 Allarme in Germania: possibili blackout energetici

La mattinata di venerdì 20 marzo il Sole darà spettacolo. La Luna lo oscurerà e per qualche minuto nel nord dell’Europa l’eclissi del secolo, come qualcuno l’ha battezzata (o eclissi dell’equinozio), sarà totale e per lunghissimi secondi l’astro scomparirà del tutto. In Italia avremo la possibilità di vedere un’eclissi parziale ma comunque eccezionale perché arriveremo a cogliere circa 70 per cento del fenomeno e quindi le ombre avvolgeranno bene la nostra Penisola. 
Un evento analogo si era verificato nel 2006 e la sua totalità era stata raggiunta in Egitto. La prossima con valori così elevati la potremo seguire soltanto nel 2026 e il buio totale sarà in Islanda. Quindi è un momento da non perdere. Una volta le eclissi erano occasioni di ricerca per gli astronomi, ora di rado mobilitano gli scienziati e si offrono soprattutto come un magnifico spettacolo della natura per tutti noi. 
Sicuramente una delle eclissi più celebri è stata quella del 1919 quando servì per confermare la Teoria della relatività di Albert Einstein, fino ad allora soltanto una profonda intuizione del genio criticata e non accettata proprio perché non esistevano prove. Il fisico britannico decise di compiere una spedizione in Africa riuscendo a dimostrare che la luce di una stella veniva deviata dalla massa del Sole. Da allora Einstein divenne un mito e rivoluzionò definitivamente la conoscenza. 
Questa eclissi che inizierà alle 9.30 e si protrarrà per un paio d’ore sino alle 11.30 avrà il suo picco di massima oscurità alle 10.40. E il Sole sarà abbastanza alto sull’orizzonte da poter vedere bene ciò che accade. 

ItaliaLogin, nasce il cittadino digitale, una piattaforma unica, un solo codice digitale per richiedere servizi e effettuare tutti gli adempimenti

Dall’iscrizione a scuola alle visite sanitarie fino alle multe. Il piano ItaliaLogin: una password per cittadino

Nome e password, come se si trattasse di Facebook, per accedere a una piattaforma unica da cui pagare le multe, il bollo dell’automobile, iscrivere i figli a scuola o prenotare una visita in ospedale. Si può sintetizzare così ItaliaLogin, il piano del governo e dell’Agenzia per l’Italia Digitale per consentire ai cittadini di gestire in modo rapido e immediato i rapporti con pubbliche amministrazioni e realtà private. 
Dopo l’approvazione del piano per la banda ultra larga si tratta del secondo passo verso la digitalizzazione del Paese. Anzi, le due mosse sono complementari: da una parte ci si prefigge di raggiungere entro il 2020 il 100% della popolazione con una velocità di 30 Megabyte per secondo e tra il 50 e l’85% con i 100 Mbps, andando a coinvolgere così quel 34% che non si è mai connesso. Dall’altra, con il progetto realizzato dal consigliere per l’innovazione del presidente del Consiglio Paolo Barberis, si prova a ripensare il rapporto digitale con enti pubblici e privati all’insegna di semplicità e fruizione dallo smartphone. 
La matassa da sbrogliare è consistente: sono più di 240 i siti attivi e facenti capo alla presidenza del Consiglio. Quelli della pubblica amministrazione sono 50 mila e i servizi online della stessa vanno oltre i 100 mila. 
Nel quotidiano delle persone e delle imprese si traduce in centinaia di punti di accesso diversi, decine di identità per autenticarsi e modalità di richiesta o presentazione dei documenti differenti in base agli svariati casi. ItaliaLogin proverà ad affrontare il problema partendo dall’identità digitale unica, introdotta nel 2013 dal Governo Letta e ripresa lo scorso dicembre da un decreto dell’Esecutivo Renzi. 

Internet, il governo cambia il piano

Per ottenere gli incentivi previsti per la banda larga Telecom dovrebbe scorporare la rete I contributi economici saranno differenziati e limitati al solo passaggio dal rame alla fibra

Milano A nemmeno 48 ore dalla presentazione ufficiale, è già cambiato il piano per la banda ultralarga. Sui siti di Palazzo Chigi, del ministero per lo Sviluppo economico e dell’Agenzia per il digitale da ieri appare una versione diversa da quella pubblicata martedì. Un testo più dettagliato, in cui sono state introdotte anche diverse novità. In corsa è stata inserita una parte che mancava: la definizione del «cluster» numero 4, ossia di una delle quattro aree di intervento in cui è stato suddiviso il Paese, che riguardava le zone a «fallimento di mercato», nelle quali solo il governo può garantire una connessione a 30 mega. Ora c’è. 
Ma la parte più rilevante riguarda le modifiche a cominciare dal paragrafo, tutto nuovo, intitolato «I vincoli comunitari: cosa non è possibile fare», in cui il governo esplicita per la prima volta l’impossibilità di «ipotizzare il controllo integrale da parte di un operatore integrato su tutta la nuova rete sovvenzionata con aiuti pubblici». Il senso è semplice: Telecom Italia non potrà godere di incentivi o contributi pubblici a meno che non separi la rete. Un vincolo non indifferente, oltreché spinoso come tutte le vicende che riguardano la rete di Telecom. È stato introdotta anche una clausola «wholesale only» che consente a chi realizza la rete per vendere connettività all’ingrosso «la possibilità di prevedere il rifiuto di accesso alle infrastrutture passive per proteggere gli investimenti fatti». Prerogativa di cui godrebbe per esempio Metroweb, che avrà piena discrezionalità nel concedere il passaggio sulle proprie infrastrutture (canaline, cavi), ma non Telecom poiché vende connettività sia all’ingrosso sia ai singoli clienti residenziali. 

Internet veloce, CDM: via al piano da 6 miliardi

Internet veloce, via al piano da 6 miliardi La banda larga e il ritardo dell’Italia Velocità di connessione e assenza di domanda Le opzioni tecnologiche per installare la fibra.
Nessuno spegnimento forzato della rete in rame. Connessione per il 50% delle famiglie entro il 2020 Renzi: «La banda ultralarga è l’abc». Il ministro Guidi: la scelta tecnologica spetterà al mercato

Niente switch off della rete in rame ma l’atteso piano di investimenti sulla fibra da 6 miliardi, incentivi alla «migrazione» verso le nuove infrastrutture e un rinvio, quello dell’introduzione del servizio universale. È la sintesi delle mosse deliberate dal Consiglio dei ministri che si è riunito ieri in serata per affrontare il piano per la banda ultralarga. 

Internet veloce per le famiglie nel 2020

Oggi via libera al piano da 6 miliardi per la banda ultra larga. Si allontana il decreto sulla rete in rame Recchi (Telecom Italia): i nostri obiettivi sono allineati con quelli dell’Esecutivo. Il tavolo all’Agcom

DAL NOSTRO INVIATO

Rete veloce, spinge il Governo su Telecom

Domani il piano per la banda larga. Sull’infrastruttura la società occupa 20 mila dipendenti Incentivi e investimenti per 6 miliardi. Orange: colloqui con il gruppo, sarebbe un’opportunità europea

A 24 ore dal Consiglio dei ministri di domani il piano Ring sulla Rete italiana di nuova generazione è in mano al premier Matteo Renzi. Il caso è ormai politico al 99%. Perché dal punto di vista tecnologico non ci sono dubbi che sia necessario intervenire. I ritardi sull’agenda 2020 dell’Unione europea e le classifiche sulla velocità di connessione (per il rilevatore Ookla, navighiamo in media a 9,18 megabit al secondo, in Europa siamo come Grecia, Turchia e Balcani) e sulle sottoscrizioni di contratti di banda larga (28esimi tra 34 Paesi dell’Ocse) sono numeri dai quali non si sfugge.

Internet veloce: entro il 31 dicembre del 2021 dovranno essere garantiti i 30 megabit al secondo di velocità

Il sottosegretario Giacomelli: nessuno spegnimento arbitrario della rete Telecom, martedì il piano Il governo: la banda larga ovunque. Il ruolo dell’Agcom e l’obiettivo del servizio universale

Il piano Ring sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico più che suonare come un telefono è esploso come una bomba. Anche il governo Renzi sta sperimentando ciò che si è ripetuto negli ultimi sei esecutivi: la rete Telecom ha un voltaggio più alto di quello dei tralicci elettrici. Il lavoro del vicesegretario della presidenza del Consiglio, Raffaele Tiscar, che insieme al sottosegretario Graziano Delrio ha seguito il dossier - muovendosi peraltro sul solco che lo stesso premier aveva segnato nero su bianco sul proprio programma 2012 - è ora nell’occhio del ciclone. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che «le bozze di documento, o presunte tali, non corrispondono al testo che il governo analizzerà martedì». Le diplomazie sono al lavoro. Ambienti renziani fanno sapere che il messaggio del governo è chiaro: siamo ultimi in Europa per la diffusione della banda larga e la classifica va rovesciata. Bisogna correre. 

Come e cosa cambia la nuova tecnologia ultralarga

Ecco come cambia la nuova tecnologia: per scaricare un film basterà un minuto. Tante alternative per il web, la differenza è fatta dai costi. L’Italia è indietro di tre anni rispetto agli obiettivi europei

Che cosa è la banda ultralarga?  

È una rete che permette di avere una velocità superiore a 30 Megabit per secondo. Serve non solo a navigare più veloce ma anche ad accedere ai servizi più evoluti come la fruizione di film e programmi di intrattenimento.

Che cosa cambia in termini di velocità?  

Per scaricare un brano musicale con una connessione in Adsl (che comporta l’utilizzo solo di cavi in rame dalla centrale telefonica) alla velocità di 5 Megabit per secondo si impiegano 5 secondi, una connessione in fibra a 100 Mega impiega circa 0,3 secondi. Un film di due ore passa dall’impiegare quasi mezz’ora a meno di un minuto. 

 

Quali sono gli obiettivi di diffusione?  

L’Europa nella sua agenda digitale ha stabilito che entro il 2020 tutti i cittadini devono poter usufruire di Internet superveloce. In particolare il 100% della popolazione dovrà avere accesso a una velocità di almeno 30 Megabit, la metà a 100 Megabit. 

 

Qual è la copertura attuale in Italia?  

Secondo i dati del governo non superiamo il 43% di copertura a 30 Mega e stiamo accumulando un ritardo di 3 anni rispetto agli obiettivi. Non solo. L’accesso ai 100 Mega è assicurato ad appena l’1% della popolazione e si concentra sostanzialmente nell’area centrale di due città: Milano e Roma. 

 

Quali tecnologie si usano per connettersi in banda ultra larga?  

Una proteina contro l’infiammazione per sconfiggere il cancro

La ricerca dell’immunologo Alberto Mantovani e la scoperta del gene Ptx3 capace di «spegnere» alcuni tipi di tumori. Sperimentazione a breve

L’infiammazione è uno dei sette pilastri su cui un tumore cresce e si sviluppa: ora hanno trovato il modo per tentare di demolirlo. Il «piccone» è una proteina prodotta da un gene che si chiama Ptx3, l’ha scoperta Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano e docente di Humanitas University, una ventina di anni fa e adesso è diventata un farmaco tutto da sperimentare, ma che offre interessanti prospettive nella cura di certe neoplasie (del colon, per esempio, o della pelle o i sarcomi) come l’immunologo milanese, fra i più quotati al mondo, ha appena riferito sulla rivista «Cell».

Sette pilastri

Un passo indietro: i sei fattori che favoriscono la crescita di un tumore riguardano, complessivamente, l’abilità delle cellule tumorali di crescere senza controllo, la loro immortalità e la capacità di produrre nuovi vasi sanguigni che le alimentano. E per combattere queste aberrazioni si sono studiati molti farmaci, oggi in uso, capaci di aiutare i malati e di farli sopravvivere alla loro malattia. Con buoni risultati. L’infiammazione è il settimo e consiste in una reazione anomala del sistema immunitario che impazzisce: normalmente questo sistema deve annientare i nemici dell’organismo (comprese le cellule tumorali), ma qualche volta finisce per aiutarli.

Gli Artisti del Mondo si incontrano a Milano



Nasce la piattaforma digitale di M-WAM
·Milano World Arts Map il network degli Artisti internazionali che vivono a Milano

Nasce per la prima volta a Milano, in occasione di Expo 2015, M-WAM·Milano World Arts Map, un'opportunità offerta alla città, un networking, che tramite la piattaforma www.m-wam.org da oggi online, coinvolge artisti internazionali che vivono e lavorano a Milano. Una rete creata fra i loro Atelier, connessi in una mappa interattiva destinata a crescere e a rendere partecipi un numero sempre maggiore di interlocutori e che condivide con Expo un valore fondamentale: l'interculturalità

Uber e Google, sfida sull'auto senza pilota

l software per chiamare le vettura blu ha aperto un ambizioso centro di ricerca destinato alle auto che si guidano da sole. Big G, in vantaggio su quella strada, punta invece a lanciare un programma per chiamare e farsi trasportare da veicoli automatizzati. Mentre lo scenario appare ancora futuristico, le strade dei due giganti s'intrecciano pericolosamente

di SIMONE COSIMI

ERA INEVITABILE. Google, il colosso mangiatutto, vuole inghiottire non solo le auto  -  d'altronde su quella che si guida da sola ci sta lavorando da anni  -  quanto il servizio di trasporto così come finirà per rimodellarsi negli anni a venire. E cioè intermodale, intelligente e soprattutto automatizzato, senza più neanche gli autisti a occupare la poltrona del guidatore. Lanciando un'inedita robot war sulle strade delle più trafficate metropoli del pianeta come in un romanzo cyberpunk nel quale chi controlla gli spostamenti, digitali e fisici, detiene il potere.

Vestiti in nanofili d'argento e si abbattono i costi del riscaldamento

A inventarli è stato un team di ricercatori di Stanford. Permetterebbero di trattenere fino al 90% del calore prodotto dal nostro corpo. La proposta degli scienziati, definita "personal thermal management", è di sfruttarli per diminuire i consumi energetici dovuti al riscaldamento domestico

Fastweb va giù, tutte le comunicazioni interrotte da ore

Un crollo inaspettato e repentino: alle 18 di lunedì il sito internet, il call center e la casella di posta elettronica veloce di Fastweb si sono bloccati in tutta Italia, mentre la connessione internet e telefonica è saltata in Lombardia, dove il 10-15% degli utenti è rimasto completamente isolato. Immediate le proteste dei clienti Fastweb, due milioni in tutta Italia, che per poter manifestare il proprio disagio hanno potuto utilizzare solo i social network. Nessun contatto, nessuna possibilità di mettersi in contatto con il call center per ricevere informazioni o assistenza, persino il sito è risultato indisponibile: nell’ultima ora e mezza chiunque usi la linea Fastweb per comunicare si è trovato di fronte un buco nero. E per migliaia di utenti lombardi, che dopo aver spento il modem non sono riusciti più a connettersi, la mancanza di contatto con l’azienda è stata drammatica. «Il disservizio in Lombardia sarà risolto velocemente», assicurano dal colosso. Mentre per il problema generalizzato in Italia i tempi restano incerti: non è ancora chiaro cosa sia successo.

Google investe un miliardo in Space X

Mountain View vuole finanziare il progetto di Elon Musk, patron di Tesla, per connettere alla Rete tutto il pianeta attraverso l’uso di una flotta di 4 mila satelliti a bassa quota

Ci sono 4,3 miliardi di umani che aspettano di essere connessi e un consesso di colossi crede che la soluzione sia nei satelliti. Secondo voci sempre più insistenti Google sarebbe pronta a investire almeno un miliardo di dollari, inizialmente, in Space X, il progetto del patron di Tesla Elon Musk per connettere il globo sfruttando i satelliti. La cifra definitiva non è stata rivelata ma si dice che porterà il valore di SpaceX alla mirabolante cifra di 10 miliardi di dollari, segno che il progetto visionario di Musk sta diventando sempre più un affare da non sottovalutare. Dopotutto l'azienda spaziale ha già portato a termine diverse missioni di rifornimento sulla Stazione Spaziale Internazionale e a fronte di qualche errore come navicelle perse in mare e razzi esplosi alla partenza ha buone possibilità di rivoluzionare il settore con la sua idea di abbattere i costi operativi sfruttando velivoli dismessi. 

Facebook compra Wit.ai e lavora alla sua Siri. Nei piani un'assistente per chat e post vocali?

Il social network si aggiudica per una cifra sconosciuta la piattaforma in cui oltre 6mila sviluppatori lavorano a un sistema di riconoscimento del linguaggio naturale. Secondo molti analisti un altro tassello del suo piano legato all'intelligenza artificiale che presto potrebbe concretizzarsi in una guida come Cortana o Google Now. Obiettivo: parlare con la piattaforma, navigandone le funzioni con la voce, ma anche conversare via Messenger senza dover scrivere una parola

Quando verrà il giornalismo al tempo dei Google Glass?

L 2014 non è stato l'anno dei Google Glass. Probabilmente non lo sarà nemmeno il 2015. Gli occhiali "intelligenti" prodotti da Google ritardano l'arrivo commerciale sul mercato. Analisti e appassionati s'interrogano sul futuro di uno dei gadget che negli ultimi tempi ha attirato di più l'attenzione sulle tecnologie indossabili, ben prima che Apple svelasse il suo Apple Watch. EricSchmidt, presidente del consiglio di amministrazione di Google, in un intervento alla conferenza FT Innovate a New York, ha confermato che i Glass saranno commercializzati "quando pronti". Resta quindi disponibile la versione Explorer (per sviluppatori), che è attualmente proposta in USA e Gran Bretagna a 1500 dollari

Anche se l'impressione è che Google non voglia abbandonarli, le incognite relative ad alcuni aspetti legali e sociali stanno forse contribuendo in maniera decisiva a rallentare l'approdo dei Google Glass sul mercato. Negli USA si sono registrati diversi episodi di insofferenza verso chi indossava gli occhiali. Alcune attività commerciali (tra cui diverse catene cinematografiche) ne hanno già vietato l'utilizzo. Anche nei ristoranti l'accoglienza non è stata delle migliori. A Seattle un ingegnere informatico è stato messo alla porta in un pub mentre fotografava i piatti con gli occhiali, per ragioni di privacy. Non va meglio a chi ha provato a utilizzarli alla guida: multe e proposte di legge per vietarli sono arrivate in California e Illinois. 

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