Luigi Ferrari. Il musicologo che piaceva tanto a Stockhausen

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Pietro Acquafredda

Luigi Ferrari. Il musicologo che piaceva tanto a Stockhausen

Music@, il bimestrale da noi fondato e diretto, edito dal Conservatorio aquilano, dal 2006 al 2013, pubblicò sul numero 31 (gennaio-febbraio 2013) alcune lettere inedite di Stockhausen a noi inviate all’epoca della direzione di Piano Time, riguardanti prevalentemente la musica pianistica, ma anche l’opera, in risposta a giudizi non lusinghieri espressi  da alcuni giovani compositori italiani, da noi interpellati,  e pubblicati sulla rivista, riguardanti il ciclo ‘LICHT’.

Dicevamo, però, che la materia principale di quelle lettere era, in un modo o nell’altro, la musica pianistica. Ci recavano notizia dell’uscita di nuovi brani per pianoforte, della serie dei Klavierstucke ( XII e XIII), come anche di un brano per clarinetto e pianoforte (Tierkreis), e, infine, ci autorizzava a pubblicare, in anteprima su Piano Time, nel 1985, un suo nuovo pezzo, dedicato a Boulez per il suo compleanno, e non ancora  stampato e pubblicato ufficialmente (Klavierstuck XIV).

In quelle lettere,  anzi in più d’una, Stockhausen si lamentava della registrazione da noi affidata di quel pezzo ad un pianista americano (?), trasmessa a Radio 3. A lui quella registrazione non piaceva affatto, al punto che ci invitata a farne una seconda (indicandoci anche i nomi dei pianisti a lui graditi,  perchè stimati ovvio, fra i quali Aimard)) e ritrasmetterla, a mò di riparazione. Cosa che noi non facemmo, anche sapendo di recare un dispiacere al compositore.

In un paio di lettere, infine, si lamentava di sue foto da noi pubblicate, giudicandole  tutte brutte, al punto da chiedersi se non fossero scelte di proposito. Scherzava naturalmente, a giudicare dal fatto che la nostra corrispondenza continuò negli anni, e dall’amicizia che ci ha sempre dimostrato in seguito ogni volta che lo abbiamo incontrato a Roma, ed anche altrove.

(Gli originali di quella curiosa corrispondenza li abbiamo regalati all’Istituto Storico Germanico di Roma, dove  c’è anche una bella e ricca sezione di contenuto ‘musicale’ della quale abbiamo avuto in molte occasioni dimostrazione di efficienza e competenza).

 In ben due lettere, di anni diversi, Stockhausen fa il nome del m.Luigi Ferrari, manifestando la  stima  che ne aveva in qualità di musicologo.

Nella prima, datata 14.I.84,  annunciandoci la pubblicazione di due suoi  nuovi Klavierstucke ( XII e XIII) scrive: “sarebbe forse sensato far scrivere per Piano Time un’approfondita descrizione di questi pezzi. La potrebbe scrivere LUIGI FERRARI. Cosa ne pensa Lei?”

Nella seconda, datata 15.XI.1986, torna a citare Luigi Ferrari, quando ci  scrive: “la prego di attirare   in Piano Time l’attenzione sulla partitura TIERKREIS per clarinetto e pianoforte ( Luigi Ferrari potrebbe eventualmente scrivere una ragionata illustrazione: Teatro Comunale di Bologna)”. In questa seconda si premurava anche di indicarci dove trovarlo.

Si deduce che Stockhausen nutriva una grande stima per Luigi Ferrari come musicologo, nonostante che all’epoca la sua attività si svolgesse prevalentemente nel settore dell’organizzazione musicale.
 E Stockhausen non era persona che  accreditava qualcuno di cui non avesse stima.

Auguri  perciò a Luigi Ferrari, direttore dell’Istituto di Studi Verdiani in pectore. E se la notizia  della  sua nomina imminente, ancora non ci fa fare salti di gioia, perchè lo attendiamo all’opera, sicuramente non ci farà rimpiangere Nicola Sani

Fonte Link: http://pietroacquafredda.blogspot.com/2018/12/luigi-ferrari-il-musicologo-che-piaceva.html

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