Pier Luigi Dilengite: un cantante-consulente per risollevare le sorti delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane.

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Enrico Votio Del Refettiero

Pier Luigi Dilengite: un cantante-consulente per risollevare le sorti delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche italiane

“Dilengite, chi era costui” …  ruminavo tra me seduto sul mio seggiolone, in una stanza al piano di sopra, con un libricciuolo aperto dinanzi…  Quest’uomo dev’essere davvero qualcuno di importante se il Ministro della Cultura lo chiama a se’ come consulente personale… Il decreto di nomina, che qui riporto integralmente, è disponibile grazie alla solerzia del sito del MIBAC all’interno dell’elenco dei Consulenti e Collaboratori del Ministro, e apprendiamo che (http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1542739375015_REGISTRATO_D.M._6_NOVEMBRE_2018_REP.478.pdf) il Dott. Pier Luigi DILENGITE :

  • durerà in carica fino al prossimo 31 dicembre 2018;
  • è stato scelto dal ministro Bonisoli per il fatto che il suo curriculum vitae “presenta specifici requisiti di professionalità e competenza”;

apprendiamo altresì che l’assegnazione dell’incarico è stata effettuata tenuto conto del fatto che tale obiettivo non può essere soddisfatto “facendo ricorso alle sole risorse interne dell’Amministrazione”.

“Perbacco”, mi dico… “ma un casino come quello della gestione delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche si risolve tra il 6 Novembre e il 31 Dicembre? Ma chi è questo superbo genio che in 55 giorni risolve un dilemma sul quale si sono rotti la testa fior di professoroni (mi ricordo in particolare del Consigliere di Stato Oberdan Forlenza – allora consulente legislativo di Walter Veltroni – ed era il 1996) senza cavarci un ragno dal buco?”.

Guardo meglio e scopro che l’incarico è stato rinnovato con il Decreto Ministeriale 577 del 21 Dicembre 2018. “Meno male” mi dico, e tiro un sospirone di sollievo. Devo confessare che questo Dilengite cominciava a farmi quasi invidia… Ecco il testo del nuovo decreto del 21 Dicembre 2018, che concede ora tempo fino al 30 Giugno 2019 al nostro per risollevare le sorti “meravigliose e progressive” del mondo della lirica:

(http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1548075806888_REGISTRATO_D.M._21_DICEMBRE_2018_REP._577.pdf). L’incarico è questa volta disciplinato da un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (i mitici CO.CO.CO, fattispecie praticamente soppressa dal controverso “Job’s Act” – italianamente “Legge del Lavoro” – di renziana memoria) e anche questo documento è disponibile in linea per la gioia di tutti:

http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1550058852491_CONTRATTO_DILENGITE.pdf. Apprendiamo che la retribuzione per i sei mesi di lavoro previsti dal contratto sarà di EUR. 15’000 lordi e che il consulente sarà a diretto contatto con il Ministro nientepopodimeno che “per approfondire la tematica relativa alla governance delle Fondazioni lirico-sinfoniche e alla promozione e valorizzazioni delle industrie musicali”

In ossequio alle norme sulla trasparenza il curriculum del nostro superconsulente è in bella evidenza:

http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1550058951839_CV_DILENGITE.pdf ed elenca una lista di eventi e produzioni alle quale il nostro avrebbe partecipato ma non una singola data è indicata, ne’ il livello di istruzione (mi domando invano – ad esempio – in quale materia il nostro sia laureato per meritare il titolo di “Dottore”): alla faccia degli standard del Curriculum Europeo. Il secondo documento allegato, una sorta di “autocertificazione”, ci informa che: “Ho seguito” (??) fino alla stagione 1017/18 come responsabile artistico per la stagione lirica i teatri di Vercelli, Varese, Busto Arsizio, Imperia, Chiavari, Sanremo”… non proprio quella che si chiama la “crème de la crème”…  Mi rivolgo a internet e trovo il sito di Operamusica (https://www.operamusica.com/artist/pier-luigi-dilengite), dove apprendiamo invece che ha cantato il ruolo di “Sharpless” in una produzione di Madama Butterfly nell’Agosto 2016 a Piacenza nell’ambito della rassegna “Lirica in piazza”… “Un po’ poco” – mi dico – “per applicarsi con profitto ad approfondire la tematica relativa alla governance“… intanto mi viene da pensare a che diamine di cretini devono lavorare al MIBAC, se il Ministro ha bisogno di un baritono comprimario che “segue” teatrini della più sperduta provincia italiana per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso che non può essere soddisfatto facendo ricorso “alle sole risorse interne dell’Amministrazione?”.

Comincio a essere davvero un po’ irritato, ma decido di non lasciarmi andare al qualunquismo e di approfondire le ricerche. Passo al sito successivo, quello di Operabase, un sito molto usato dai professionisti dove sono riportate puntualmente le attività di tutti gli artisti che mai hanno fatto qualcosa di professionale. E trovo un aggiornamento, ovvero che dopo le prodezze canore estive del 2016, il baritono Dilengite si è prodotto di nuovo solo due volte : nell’estate 2017, sempre nella stessa manifestazione estiva cantando il ruolo di “Scarpia” nella Tosca (“Miei coglioni!) e poi di nuovo nell’estate 2018 (“Ma canta solo d’estate questo qui??” – mi viene spontaneo pensare – “e d’inverno perde la voce??”) al Festival Pucciniano (nientepopodimeno), ancora come “Sharpless”… Cerco le critiche delle recite, “almeno speriamo che abbia cantato bene” rifletto al alta voce. Niente di niente! Non mi voglio dare per vinto e continuo a scorrere le pagine di Google… finalmente si accende una lampadina: il 4 ottobre 2017 alle ore 15, in Sala Zuccari del Senato (Palazzo Giustiniani), la senatrice del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Beni culturali a Palazzo Madama Michela Montevecchi, ha aperto i lavori di un convegno dal titolo altisonante da lei organizzato: “Il patrimonio culturale italiano: da bene negato a patrimonio di tutti” (https://selezione5stelle.com/il-patrimonio-culturale-italiano-da-bene-negato-a-patrimonio-di-tutti). Il lavori risultano condotti dal cantante lirico Pierluigi Dilengite. Qui il titolo di “Dottore” è omesso, chissà perché… C’è pure un video-invito della medesima Senatrice Montevecchi, che vi invito a guardare: https://www.youtube.com/watch?v=tM2fMjgbJkA. La pista mi pare buona e seguendola trovo che il nostro Dilengite ha avuto anche un ruolo nel “plot” che nel Maggio 2018 ha portato al Teatro Regio di Torino il signor William Graziosi e defenestrato il Direttore Musicale Gianandrea Noseda: di tutto questo Luigi Boschi ha parlato ampiamente e non occorre tornare sull’argomento. Il ruolo di Dilengite, in associazione con il consigliere del M5S di Torino Massimo Giovara, è stato quello di proporre un singolare “Progetto” di riforma del Teatro Regio in 19 pagine che La Repubblica di Torino, in un articolo di sapore vagamente propagandistico a firma di Diego Longhin e Jacopo Ricca, ha pure provato a illustrare, con dovizia di citazioni e, a quanto ci pare, qualche sonoro strafalcione:  (https://torino.repubblica.it/cronaca/2018/04/30/news/_meno_produzioni_e_tournee_e_piu_repliche_cosi_si_rilancia_il_regio_-195159320/) come quando i due sventurati si riferiscono alla “gestione anglosassone” – che non esiste – come modello per il Teatro Regio: si riferivano forse al “modello tedesco dei teatri di repertorio”, quelli con cantanti stabili utilizzati per cantare di tutto e di più… “Tutto qui…” – mi dico sconsolato – “e sarebbero questi gli specifici requisiti di professionalità e competenza del curriculum vitae del baritono Dilengite, che lo hanno reso indispensabile consulente del Ministro Bonisoli?” La notte mi rigiro nel letto e mi chiedo, senza arrivare a darmi una risposta, che fine faranno le Fondazioni Lirico-Sinfoniche se questo è il livello dei consulenti che il Ministro per i Beni Culturali assolda per rilanciarle…

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