Teatro Regio di Parma, inchiesta archiviata. Pizzarotti non è più indagato

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Conoscendo un po’ di fatti sulla vicenda, ed essendomene occupato personalmente su questo socialblog, fin dall’inizio non condividevo l’esposto presentato da Giorgio Pagliari. Altro sono però i meccanismi politici tra i 5 stelle, di cui non ho conoscenza. Ritengo che da parte di Pizzarotti vi sia stata comunque una insufficiente comunicazione alla città e forse al suo gruppo. Non era infatti l’aspetto giudiziario che avrebbe dovuto impensierire Pizzarotti, bensì quello politico. Non penso che la sospensione di Pizzarotti dal suo Movimento sia dovuta a questa ridicola vicenda inscenata dal nostro disinformato Senatore. Che poi le nomine al Regio siano state condotte e gestite in modo non condivisibile, si può pure convenire, ma da questo a rilevarne i presupposti penali per un esposto ce ne passa parecchio. Occorre una dietrologia fantasiosa prima ancora di una buona conoscenza giuridica. Politicamente Pagliari ha toppato! E il Sindaco non si inorgoglisca eccessivamente per una vittoria di Pirro, i cui meriti per la correttezza burocratica legale, in cui si è mosso, devono essere ascritti ad altri. LB 

L’avviso di garanzia per un presunto abuso d’ufficio gli era costato la sospensione dal M5s. “Ora qualche sassolino dalla scarpa me lo toglierò”

E’ stato archiviato il procedimento a carico del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, per le nomine del teatro Regio di Parma.

Il primo cittadino era indagato per abuso d’ufficio assieme all’assessora comunale alla Cultura Maria Laura Ferraris e Silvio Grimaldeschi, Marco Alberto Valenti, Giuseppe Albenzio del cda della Fondazione del Teatro Regio.

“Rispetto all’indagine per abuso d’ufficio nei miei confronti è stata richiesta l’archiviazione. Sono contento, soprattutto per la mia città, il Teatro Regio e i miei concittadini. Ora qualche sassolino dalla scarpa me lo toglierò” è il primo commento di Pizzarotti.

Il gip Paola Artusi ha accolto la richiesta della Procura per cui l’indagine si chiude senza che si proceda con l’azione penale. Secondo i magistrati, infatti, non si può configurare il reato di abuso d’ufficio. L’indagine era scaturita da un esposto presentato dal senatore del Pd Giorgio Pagliari.

Nel post di commento, Pizzarotti, con un lapsus, scrive che è stata ”richiesta l’archiviazione” dell’indagine a suo carico ma in realtà il Gip ha già disposto l’archiviazione.

La notizia dell’avviso di garanzia – di cui il primo cittadino non aveva dato conto da subito – aveva provocato la sospensione dal Movimento lo scorso maggio per non aver comunicato immediatamente la notizia dell’avviso di garanzia. Su questo argomento Pizzarotti, che ha presentato da tempo le sue controdeduzioni, attende ancora il giudizio finale da parte dei vertici 5 Stelle.

Lui si era difeso dicendo che nell’inchiesta erano coinvolte altre persone e che non aveva reso pubblico il suo coinvolgimento per motivi di privacy e di segreto istruttorio. Aveva parlato di atto dovuto, mostrando piena volontà di collaborare con gli inquirenti. Ora, al di là dei risvolti politici, è stato sollevato dall’accusa di aver violato la legge.

La Procura, e di seguito il gip, hanno riconosciuto che nella nomina dei vertici della Fondazione Teatro Regio non c’è stata “intenzionalità nell’attribuzione di un vantaggio”. Dunque la scelta di Anna Maria Meo, come direttore generale dell’ente lirico parmigiano, e Barbara Minghetti, quale consulente di sviluppo, è regolare.

Nomine dirette, arrivate a fine gennaio 2015 dopo la brusca interruzione di un iter di selezione tramite avviso pubblico cui avevano partecipato sette candidati dal curriculum di tutto rispetto. I nomi erano stati proposti da una commissione di esperti di cui faceva parte il Sovrintendente del Teatro La Fenice Cristiano Chiarot.

Alcuni candidati “scartati” senza motivazione non nascosero affatto la loro delusione per l’esito della procedura concluso senza esito.
 

L’ipotesi di reato di abuso d’ufficio prevede infatti tre presupposti: primo, che sia stata commessa un’irregolarità nelle procedure di legge. In questo caso, poteva apparire sospetto che una rosa di candidati selezionati da una commissione di nomi altisonanti fosse stata cassata senza alcuna esplicita motivazione che non fosse l’arbitrio del consiglio d’amministrazione del Regio. Secondo, dev’esserci un vantaggio (in particolare di tipo patrimoniale) per una persona. E qui, non ci sono dubbi che ci sia stato un vantaggio per la direttrice Meo. Terzo, dev’esserci un’intenzionalità di violare le procedure allo scopo di attribuire quel vantaggio. E qui la Procura ha detto stop: il dolo non emerge. Gli indagati, interrogati, hanno fornito spiegazioni concordanti e plausibili per la scelta della direttrice. Che la motivazione sia politica, di natura fiduciaria o per meriti professionali esula dalle competenze degli inquirenti. 
 
Il giudice per le indagini preliminari ha concordato con la ricostruzione del pm. Ha ritenuto che non si potesse procedere sostenendo l’accusa di abuso d’ufficio: non emerge che sindaco, assessore Ferraris e membri del cda abbiano esercitato la loro discrezionalità per favorire economicamente Meo. Quindi, l’indagine è stata archiviata. 

A carico di Pizzarotti resta comunque ancora aperto un altro fascicolo di inchiesta relativo all’alluvione del torrente Baganza dell’ottobre del 2014 quando gran parte della zona sud della città venne invasa da fango ed acqua.L’accusa in questo caso è di disastro colposo(maria chiara perri) 

ARTICOLI CORRELATI


Comunicato dal Sindaco


Archiviata l’indagine sulle nomine del Regio: conferenza stampa del Sindaco

Si conclude con l’archiviazione l’indagine  per abuso d’ufficio sulla vicenda relativa alle nomine del Teatro Regio, che ha visto coinvolti il sindaco Federico Pizzarotti e l’assessore Laura Maria Ferraris.

Il sindaco ha commentato la vicenda nell’ambito di una conferenza stampa convocata in Municipio non appena appresa la notizia.

“La decisione della Magistratura – ha affermato il sindaco – è la migliore conferma del fatto che abbiamo sempre agito nella legalità per il bene di Parma, a differenza di altri, come il senatore Pagliari, che hanno preferito agire diversamente, utilizzando l’arma dell’esposto perchè evidentemente  a corto di argomenti per attaccare l’Amministrazione. Per parte mia, mi sento in dovere di ringraziare la Magistratura per la rapidità con cui ha condotto a termine le indagini, cosa che ci consente di concentrarci sull’attività del teatro, che sta dando ottimi risultati. Saranno i cittadini a giudicare chi ha a cuore gli interessi della città e chi è mosso da altri fini”.

Venendo agli effetti che l’archiviazione potrebbe avere sulla sua sospensione dal Movimento 5 Stelle, Pizzarotti  ha ribadito ciò che già aveva sostenuto in tante occasioni e che ora ritiene  a maggior ragione confermato:  “Serve che qualcuno a capo del M5S venga a Parma per chiarire la situazione. Può essere un’occasione per chiudere una vicenda che non aveva motivo di esistere, quella di una sospensione che non è prevista da nessun regolamento. Io sono disponibile e aperto al dialogo, senza preconcetti, nella convinzione che il Movimento debba  tornare ai valori originari. Ringrazio i cittadini che in questi mesi ci hanno stimolato ad andare avanti, oggi possiamo dire che un primo scoglio è stato superato”.

Rispondendo a specifiche domande dei giornalisti, Pizzarotti ha definito un paradosso la situazione di Parma rispetto a quella di Roma, a dimostrazione del fatto che vi è stata una evidente disparità di trattamento da parte dei vertici del M5S. “Amministrare la città e vederla crescere – ha concluso il sindaco – è per me la maggiore fonte di soddisfazione come amministratore pubblico, su questo intendo concentrare i miei sforzi”.

Dall’assessore Laura Maria Ferraris è arrivato l’auspicio che la notizia dell’archiviazione abbia analogo rilievo  rispetto a quella dell’avvio delle indagini. La Ferraris ha elogiato Anna Maria Meo e Barbara Minghetti per la loro professionalità: “Pur essendo trascinate in una vicenda  così sgradevole non hanno mai cessato per un attimo di lavorare per il bene della Fondazione Teatro Regio”. 


Al direttorio 5Stelle l’archiviazione non basta

Sul reintegro nel Movimento 5 stelle del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, “deciderà il garante del M5s, Beppe Grillo”. Lo ha detto il deputato pentastellato Roberto Fico, definendosi “contento” per l’archiviazione del procedimento a carico di Pizzarotti per le nomine per il Teatro Regio di Parma, che ne ha comportato la sospensione dal Movimento.
Ma per il direttorio dei 5 Stelle l’archivazione non basta. “Il punto – ha aggiunto Fico – non era l’avviso di garanzia ma la mancata comunicazione dell’avviso”.
Fonte link parmaquotidiano.it 

 

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