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La vita sta cambiando pelle

Società e cronaca

Società e cronaca: raccolta di notizie, informazioni con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

I genitori si separano? Il minore ha diritto di dire la sua ed essere ascoltato

La Cassazione ha fatto chiarezza sulla modalità in cui un giudice deve interpellare un ragazzo coinvolto nella separazione dei genitori
di FEDERICA MENDOLA *

"I miei genitori non si vogliono più bene. Discutono. Urlano. Parlano di separazione, ma io non so cosa significa. Ho paura, penso che non potremo più stare sempre tutti e tre insieme. Dicono che io starò un po' con la mamma e un po' con il papà. Non mi chiedono con chi vorrei stare. Io, dentro di me, so con chi vorrei addormentarmi e in quale casa vorrei svegliarmi. Vorrei poter scegliere, vorrei essere ascoltato".

Questo è solo parte dei possibili pensieri che ronzano nella testa di un bambino che diventa complemento, inconsapevole e inerme, di complesse dinamiche familiari quando i suoi genitori decidono di separarsi. Un bambino così angosciato e confuso, esprime una richiesta di aiuto. Una  richiesta di ascolto. Il nostro legislatore, seppur a "scoppio ritardato" rispetto al resto del mondo (Convenzione ONU sui diritti del fanciullo di New York del 20 novembre 1989), ha previsto e disciplinato il c.d. "diritto all'ascolto del minore" agli artt. 315bis336bis e 337octies del codice civile, introdotti dal D. Lgs. 154/2013.

Migranti: lucravano su accoglienza, 5 arresti

Anche funzionario pubblico e impiegato ministero Giustizia

La Polizia di Stato di Benevento, dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Benevento e del Nas di Salerno ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Benevento nei confronti di 5 persone tra cui un funzionario pubblico, un impiegato del Ministero della Giustizia e un appartenente alle forze dell'ordine, accusati di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio.
    L'indagine, coordinata dalla Procura di Benevento, ha avuto origine da un esposto e ha fatto luce su una serie di gravi comportamenti illeciti riguardanti la gestione dei centri di accoglienza per migranti della Provincia di Benevento. Le investigazioni hanno permesso di ricostruire un sistema criminale che lucrava sulle assegnazioni pilotate dei migranti, sul sovraffollamento dei centri e sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti, con la connivenza di alcuni pubblici dipendenti. 21 giugno 2018

Fonte Link: ansa.it

Benetton, spot con i migranti sul barcone. Toscani: “Ho fatto vedere cosa sta succedendo”

Pubblicità Benetton Toscani

La campagna è stata ideata da Oliviero Toscani e ritrae i migranti durante il soccorso di una ong. I leghisti veneti: "Mai più una maglietta del gruppo. Benetton porti i migranti nelle sue belle ville". Il vice ministro attacca su Twitter. Il fotografo: "Salvini non va preso sul serio. Per cosa sarebbe buon testimonial? Per la carta igienica".

POVERO TOSCANI, sempre schiavo del padrone. Utilizza la provocazione per fare soldi lui e Benetton. Visto che predica la comunicazione della realtà, provi a fare una bella immagine pubblicitaria "United Colors", di Soros che abbraccia Benetton!... su un barcone.  anche questa è realtà! 
Quanto è stato depredato il popolo italiano dalla svendita delle nostre autostrade!! degli autogril, al suo padrone di Treviso, complice la cosiddetta "Sinistra", prona a fare regali agli amici. Quanto ha fatto la Benetton in Patagonia e sull'utilizzo di minorenni o manodopera infantile. per il solo profitto di impresa depauperando luoghi, persone e terreni. Si ricorda quando fu attaccato in televisione e dal Corriere della Sera (12 ottobre 1998) dalle accuse di un preparato e documentato giornalista, Riccardo Orizio, mio carissimo amico all'epoca in cui lavoravo a Milano, e lei farfugliava giustificazioni assurde? già ripreso in altra occasione durante il Settembre parmigiano del 2008 [LINK]. Si ricorda quando portò in piazza a Parma i suoi asini? [LINKLB 

L’accesso alla pensione attraverso quota 100 va applicato senza vincoli d’età

Pensioni quota 100, Anief: no a limiti d’età (almeno 64 anni), altrimenti sarebbe un imbroglio

Comunicato Anief – “L’accesso alla pensione attraverso quota 100 va applicato senza vincoli d’età: in caso contrario, sarebbe un imbroglio”. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief e segretario confederale Cisal, a seguito delle insistenti indiscrezioni sull’approvazione, con la prossima legge di Bilancio, di una norma che ne limiti l’accesso a chi ha almeno 64 anni di età anagrafica. Quella che per lungo tempo è stata considerata dal M5S una quota imprescindibile per superare l’assurda Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, rischia concretamente di franare dinanzi alle esigenze dei conti pubblici: è un dato di fatto che, alla richiesta pubblica della Ragioneria generale dello Stato di qualche giorno fa, non ha mai fatto seguito una smentita da parte dei rappresentanti di governo.

Nelle ultime ore, invece, questi si sono limitati a confermare che quota 100 verrà senz’altro introdotta, assieme ai 41 anni di contributi per il ripristino di una pensione di anzianità più equilibrata dell’attuale: lo ha ribadito il vice-premier e Ministro del Lavoro Matteo Salvini, il quale, parlando della riforma Fornero, ha detto che «la smonteremo pezzo per pezzo, introducendo da subito la quota 100: 41 anni di anzianità contributiva credo siano sufficienti».

Sui lavori della scuola Albertelli Newton di Parma

Scuola Albertelli Newton Parma

Da settembre 200 alunni spostati in altre scuole

La vicenda della Scuola Albertelli Newton, il cui spostamento è stato deciso e comunicato in un battibaleno agli allibiti genitori, dice di una certa tendenza dell’Amministrazione Pizzarotti ad essere molto solerte e comunicativa quando ci sono nastri da tagliare e progetti da annunciare (magari con larghissimo anticipo sulla realizzazione), ma molto meno presente quando ci sono interlocutori a cui dare risposte a volte scomode e quando ci sono decisioni complesse da prendere.

La sostanza è che, ormai da un mese, le famiglie degli alunni interessati e i consiglieri di opposizione stanno chiedendo lumi sulla decisione di spostare più di 200 alunni da una parte all’altra della città in un sito non destinato ad edilizia scolastica con evidenti criticità da risolvere e gli assessori interessati svicolano giocando ad una sorta di rimpiattino rimbalzandosi responsabilità, non rispondendo alle puntuali domande poste e spostando in avanti appuntamenti pubblici fissati per chiarire la situazione.

Si è arrivati al paradosso che l’incontro chiesto dai genitori per avere le dovute informazioni sia stato spostato alla sera del 4 Giugno,  cioè 3 giorni prima della chiusura dell’anno scolastico. Della serie, o mangi questa minestra…

Reddito di solidarietà: si allarga platea beneficiari. A Parma 1700 richieste

Gli unici requisiti di accesso diventano quelli di natura economica, oltre alla residenza e durata del diritto di soggiorno. 5 stelle favorevoli, Lega vota no

Via libera dell'Assemblea legislativa alle nuove regole, per uniformarsi alla misura nazionale. La soglia Isee sale a 6mila euro e l'erogazione passa da 12 a 18 mesi.

Da settembre scorso già più di 21 mila richieste. Il provvedimento si è reso necessario per integrare il Res con il sistema di norme previste a livello nazionale dal Reddito in inclusione (Rei), la nuova misura nazione di contrasto alla povertà che da luglio amplierà la platea dei beneficiari. La Regione allarga la platea dei beneficiari ( reddito Isee da 3mila a 6mila euro) e allunga la durata del contributo ( da 12 a 18 mesi), per adeguarsi alle modifiche del reddito di inclusione governativo, in vigore da luglio. Le risorse regionali andranno a sommarsi a quelle nazionali, per un contributo minimo di 100- 110 euro a nucleo.

Disabili al lavoro: per 2 manager su 3 sono un'opportunità

Non solo profitto. I nuovi obiettivi: valorizzare la diversità per cambiare paradigma culturale e sociale, anche nelle imprese

di ROBERTO ORSI

Dall'assistenzialismo alla managerialità: il rapporto tra lavoro e disabilità deve cambiare, garantendo i diritti dei più deboli senza mettere in discussione l'obiettivo del profitto per l'impresa.

Poco meno del 7% della popolazione italiana è disabile, cioè 4 milioni di individui. Solo 800mila lavorano; più di un milione vorrebbe farlo. Ma nonostante le leggi di tutela resistono molti pregiudizi e molte limitazioni: troppe aziende ancora preferiscono pagare le penali previste per chi non assume la quota obbligatoria di lavoratori con disabilità. Anche perché non si è affermato un approccio win-win, nel quale tutti hanno vantaggi certi.

Per fortuna ci sono i primi segnali positivi. Per due terzi dei manager italiani la presenza di un lavoratore disabile in azienda produce ricadute positive per tutti: i compiti vengono distribuiti in modo più equo; gli spazi vengono organizzati in modo più razionale; sono assicurati interventi migliorativi ed ergonomici; si sviluppano nuove forme di organizzazione del lavoro (dal telelavoro allo smart working). La ricerca "I manager e la gestione dei lavoratori con disabilità" fornisce dati rassicuranti in proposito. L'indagine, realizzata da AstraRicerche, promossa da Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), Prioritalia, Manageritalia e Osservatorio Socialis è stata presentata nel corso del convegno "Disabilità & Lavoro - La sfida dei manager", svoltosi a Roma nei giorni scorsi.

Parma, popolazione in lieve crescita: 450mila abitanti. Nascite in calo da otto anni

La città è il secondo comune più popoloso della Regione, dopo Bologna, con circa 10mila abitanti in più di Modena. Gli anziani da 75 anni in avanti continuano ad aumentare e raggiungono il numero di 56.315.

La popolazione del Parmense ha fatto registrare nell’ultimo anno un aumento di 1.651 individui(+0,37%), arrivando a sfiorare la soglia delle 450mila persone al 1° gennaio 2018.

Il dato è fornito dall'ufficio Statistica della Provincia. "I numeri ci confermano la tendenza in atto negli ultimi 4 anni: il ritmo di crescita è modesto, il saldo naturale negativo (nascite - decessi) non viene compensato dal saldo migratorio, che è fortemente diminuito, probabilmente per il perdurare della crisi economica. Ormai da 8 anni le nascite diminuiscono nella nostra provincia, ed è sicuro che questa dinamica è destinata a proseguire, visto che la quantità di donne in età riproduttiva continuerà a calare in futuro per molti anni. Infatti le numerose baby boomers nate negli anni ’60 sono ormai uscite dall’età feconda, e le donne nate negli anni successivi sono numericamente molto inferiori. Quindi, anche ipotizzando un valore costante del numero medio di figli per donna, si avrà comunque una costante diminuzione delle nascite" spiega Monica Cavalli dell’ufficio Statistica.

A livello regionale l’aumento della popolazione è ancora più lento (0,08%) e a livello nazionale addirittura la popolazione cala di quasi 100 mila residenti (-0,16%) rispetto al 2017 (stime Istta), dopo anni di crescita rilevante dall’inizio degli anni 2000 fino al 2013.

Fino a novembre 2017 il Parmense presentava un saldo naturale negativo di 1.433 persone.

Prosegue la diminuzione delle nascite, in calo del -3,9% rispetto all’anno precedente  (-143 bambini).

Portogallo, il nuovo paradiso dei pensionati italiani

Non solo il taglio delle tasse, ma anche una qualità di vita elevata. Così il Paese si sta trasformando da Cenerentola d'Europa a principessa, con un Pil in costante crescita. E nascono aziende gestite da italiani per favorire i flussi

di LUCA PALMIERI

Destinazione Portogallo. Il paese piú occidentale d´Europa è infatti diventata la meta favorita di tanti pensionati, del nostro paese e non solo. Tranquillità, costo della vita e molto di più. Un'attrattiva formidabile è stata la decisione di detassare per dieci anni le pensioni dei cittadini stranieri che decidono di traferire la residenza in Portogallo.

Un accordo bilaterale con l´Italia permette infatti al Portogallo di decidere il regime fiscale da applicare alle pensioni dei nostri connazionali che scelgono di vivere lí. La scelta portoghese è da qualche anno di concedere ai pensionati stranieri che fissano la residenza temporanea nel paese la sospensione di ogni tributo per un decennio. Per poterne usufruire si deve vivere in Portogallo minimo sei mesi piú un giorno ogni anno o avere un regolare contratto di locazione annuale (ma per il fisco italiano si deve comunque vivere piú di metà anno nella nuova residenza). Ovviamente c'è chi non ha gradito, nei paesi stranieri che vedono ogni anno centinaia di pensionati trasferirsi in Portogallo, con conseguente perdita di introito fiscale. Ma anche a Lisbona e dintorni: ai portoghesi che si lamentavano di avere le proprie pensioni sempre tassate, al contrario degli "ospiti", lo Stato ha però dimostrato i vantaggi di una simile politica, pubblicando annualmente un resoconto sugli introiti fiscali derivati dalle spese fatte dai pensionati stranieri residenti e dallo sconto fatto sulle loro pensioni. Uno studio che presenta sempre, e abbondantemente, un saldo positivo per le finanze portoghesi.

Milano, sabato 5 maggio corteo anti Eni: anarchici in arrivo da Italia e Europa. Black bloc e rischio disordini

Allerta per la manifestazione con partenza dalla Stazione Centrale. Lo slogan online: attacchiamo i padroni. Il percorso lungo il quartiere Isola. Digos e carabinieri sono preparati alla possibilità di un raduno violento

di Gianni Santucci

Milano- Il corteo partirà dalla stazione Centrale (alle 15) e si concluderà in via Imbonati, all’angolo con via Bodio, dopo essere passato per via Pola, piazzale Lagosta, piazzale Segrino, via Alserio e via Carlo Farini. La manifestazione contro l’Eni, in programma per sabato 5 maggio, ha avuto una lunga fase preparatoria. Per discutere di «neo colonialismo» sono state organizzate nelle scorse settimane assemblee in varie città italiane, da Torino, a Milano, a Trento. Una geografia che collega i principali gruppi anarchici del Nord Italia, quelli che con certezza si troveranno in Centrale per la «manifestazione nazionale». È l’appuntamento principale di una campagna che riunisce anche i movimenti di protesta contro la costruzione del gasdotto Tap in Puglia e che, per la tematica geopolitica internazionale, potrebbe richiamare i gruppi «neri» dall’estero (Francia, Svizzera, Germania). È su questo scacchiere che stanno lavorando da settimane gli esperti della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri, di fronte al rischio di un raduno violento, secondo derive che a Milano si sono fermate al 1° maggio 2015, giorno di inaugurazione dell’Expo.

Record di Comuni sciolti per mafia, sono già 12 da inizio anno

ANDREA FIORAVANTI

A questo ritmo il 2018 sarà l’anno peggiore da quando esiste la legge. Nove su dieci sono in Campania, Calabria e Sicilia. I sindaci: “la norma del 1991 è troppo severa”

Torino - La mafia uccide solo d’estate ma si infiltra nei piccoli Comuni italiani tutto l’anno. L’allarme l’ha lanciato Avviso pubblico, associazione di enti locali per la formazione civile contro le mafie [LINK] Solo nei primi quattro mesi del 2018 il Consiglio dei ministri ne ha già sciolti dodici. Gli ultimi cinque, il 26 aprile, tutti nel Sud Italia. Tra questi ci sono anche Platì, in provincia di Reggio Calabria, già sciolto quattro volte per infiltrazione mafiosa e Limbadi, nel vibonese, dove lo scorso 9 aprile un’autobomba piazzata su una Ford Fiesta uccise Matteo Vinci che aveva denunciato la sorella di un boss dopo una lite per questioni di vicinato. 

Dal 1991 a oggi sono stati 308 gli enti locali commissariati per infiltrazioni mafiose. Più di un terzo negli ultimi sei anni (101). Solo l’anno scorso sono stati 21, ovvero una media di due scioglimenti al mese. E se il buongiorno si vede dal mattino, a questo ritmo il 2018 rischia di superare il record storico di Comuni sciolti: 34 nel 1993. In quell’anno ci furono sette attentati mafiosi, tra cui uno agli Uffizi di Firenze che provocò cinque morti.  

A caccia di campi nel Sud del mondo: gli Stati ricchi depredano i contadini

Multinazionali e Paesi occidentali possiedono un’area pari a 8 volte il Portogallo. Alle imprese italiane contratti per oltre 1 milione di ettari in Romania e Africa

Solo nel 2016 in tutto il mondo sono stati uccisi 200 difensori della terra. Non sono supereroi, ma contadini e attivisti, spesso donne, che si sono battuti, e hanno perso la vita, per evitare che i loro campi, soprattutto nei Paesi nel Sud del mondo, venissero venduti o dati in affitto a imprese, spesso multinazionali con sedi in piccoli stati che operano come piattaforme per le operazioni delle multinazionali e di società finanziarie. Non è un caso, allora, che al quarto posto tra i maggiori investitori ci sia Singapore, città-stato che conta 63 contratti per oltre 3 milioni di ettari in 27 paesi, soprattutto in Africa centrale e Asia sud-orientale. E al decimo posto ci sia il Liechtenstein che controlla quasi 1,5 milioni di ettari sparsi nel mondo. La classifica dei «padroni della terra» è contenuta nel rapporto realizzato dalla Focsiv, la federazione dei volontari nel mondo e dal Cidse, l’alleanza delle ong cattoliche internazionali, che fotografa il fenomeno dell’accaparramento della terra, meglio conosciuto come «land grabbing».  

Ad oggi 88 milioni di ettari, cioè una porzione di mondo grande otto volte il Portogallo, non è più nelle disponibilità delle comunità locali. I nuovi proprietari, o i gestori incontrastati, sono imprese americane, o di Malesia, Cina, Singapore. E c’è anche l’Italia che non è nella top 10, ma gioca comunque la sua partita: le imprese tricolori hanno in mano 30 contratti stipulati in 13 Paesi per 1,1 milioni di ettari concentrati soprattutto in Romania e in Gabon, Liberia, Etiopia e Senegal. Per i ricercatori, «buona parte degli investimenti italiani riguardano la produzione di legname e fibre, e i bio-carburanti». 

GLI ATTORI E GLI OBIETTIVI  

MIO AMICO E MAESTRO PROF. ROBERTO MARZIANTONIO SI È SPENTO NELLA SUA ORVIETO

Roberto Marziantonio

Ne ho avuto notizia solo oggi da una ex collega di Agenzia, ma la sua scomparsa risale all'08 marzo 2018. Con lui ho trascorso i miei anni professionali a Milano.
Mi scrisse nel suo primo libro che mi regalò: "A luigi Boschi, con l'augurio di un futuro professionale che spero di aver avviato nel modo migliore... e tanta pazienza!!!
Con Simpatia 1/08/85
Roberto Marziantonio 

Dedica di Roberto Marziantonio a Luigi Boschi

Roberto fu per me un secondo padre. Mi accolse nel suo studio al mio ritorno dall'Inghilterra (1983) e mi offrì subito al primo colloquio un posto di lavoro remunerato. Fu il primo a farlo. "Se vuole-mi disse-lunedì può iniziare qui con me" . Fu una bella storia.
Negli ultimi anni ci sentivamo solo al telefono, risiedendo lui ad Orvieto, non più a Milano. Erano telefonate tra amici di lunga data, scherzose e sempre di incoraggiamento. L'ultima qualche mese fa dopo Natale, "Quando vengo a Milano, ci vediamo volentieri" cercando di simulare il mio accento e R parmigiana.  LB

 
“E PRIMA DI ESSERE DEI MANAGERS 
SIATE DEI CORAGGIOSI”.

Istat, 7,3 milioni di italiani in grave disagio economico

I dati del rapporto "Noi Italia". Al Nord meno frequente ma più forte la povertà

MILANO -  In Italia 7,3 milioni di italiani, il 12,1% della popolazione, vicono in condizioni di grave deprivazione, ovvero in forte disagio economico. Lo rileva l'Istat nel rapporto 'Noi Italia' analizzando i dati del 2016.Rispetto al 2015 la quota sale (erano l'11,5%). I picchi si raggiungono in alcune regioni del Sud, come Sicilia (26,1%) e Campania (25,9%). Ecco che in termini percentuali il valore del Mezzogiorno (21,2%, pari a quasi 4,5 milioni di persone) è quasi il triplo di quello del Centro-Nord (7,3%, poco meno di 3 milioni). È la Sicilia la regione che sconta la quota più alta di persone che vivono in condizione di grave deprivazione, ovvero in forte difficoltà economica, risultando, tra l'altro, in ritardo con bollette e affitti, o non potendosi permettere una settimana di vacanze. Nella regione l'incidenza del fenomeno arriva al 26,1% nel 2016, toccando così uno su quattro, in tutto 1,3 milioni di siciliani. Per l'intera Italia si registra un indice più che dimezzato rispetto al dato della Sicilia (12,1%).

È imponente, come ogni anno, la mole di dati che arriva dall'istituto di statistica. Sempre in tema di disagio, l'Istat evidenzia che tra il 2015 e il 2016 la quota delle famiglie che vanno avanti sotto la soglia della povertà è rimasta "sostanzialmente stabile", confermando inoltre "il forte svantaggio del Mezzogiorno". Se però si guarda all'intensità del fenomeno, ovvero a 'quanto poveri sono i poveri', allora si riscontra un aumento: dal 18,7% del 2015 al 20,7% del 2016.

Cibo sprecato: ogni anno, 5 milioni di tonnellate finiscono nella spazzatura

Carola Frediani

Genova - I volontari delle Onlus passano due volte a settimana, nel primo pomeriggio. Scendono dai furgoni con le cassette, alcune raffreddate da mattonelle del ghiaccio, e caricano il cibo selezionato dai responsabili di reparto del supermercato. Molta frutta e verdura, ma anche pasta, pelati. «Tutto ciò che è ancora commestibile, che non è scaduto, ma per qualche motivo non è più utilizzabile da noi», spiega il responsabile del punto vendita Coop del quartiere popolare di Milano. Incluse confezioni danneggiate o dalle quali si è staccata un’etichetta. «Quasi tutto tranne i surgelati, perché garantire la catena del freddo è più delicato».

La lotta allo spreco di cibo è uno scontro di formiche contro un colosso senza volto. Un sistema agroalimentare con perdite lungo tutta la filiera, che nella sola Europa arriva a buttare 88 milioni di tonnellate di alimenti all’anno. L’Italia fa la sua parte, con 5 milioni. Anche se, da qualche mese, almeno recuperare alimenti da destinare a chi ne ha bisogno dovrebbe essere più facile. Lo scorso settembre è entrata in vigore la «legge Gadda» che ha l’obiettivo di ridurre il cibo buttato lungo la catena della produzione e della distribuzione, favorendo le donazioni. Un supermercato o un panificio che volessero dare via prodotti invenduti si scontravano con una giungla normativa.

Alcol, 8,6 mln italiani a rischio tra cui 800 mila minori

Aumenta consumo fuori pasto, continua a crescere binge drinking

ROMA - Bevono troppo spesso alcol e lo bevono fuori pasto. Non più principalmente vino e birra, ma aperitivi, amari e superalcolici. In Italia sono 8,6 milioni i consumatori a rischio e tra questi ci sono anche 800 mila minorenni e 2,7 milioni di over 65. E' il quadro che emerge dalla 'Relazione del ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati', trasmessa al Parlamento. Dei 8,6 milioni di consumatori a rischio per patologie e problematiche correlate all'alcol, ben 6 milioni sono uomini. Ma a preoccupare sono in particolare i "giovani anziani" tra i 65-75 anni e i minori, ovvero i 16-17enni, che di bevande alcoliche non dovrebbero proprio consumarne. Tra i giovani e giovanissimi, in particolare, continua a crescere il binge drinking, o assunzione di molto alcol fuori dei pasti e in un breve arco di tempo "rappresenta l'abitudine più diffusa e consolidata": nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel 2016 il 17%. 10 aprile 2018

Fonte: ansa.it

Perché lo Stato è responsabile della ludopatia crescente

 Germano Milite 

Capiamo i giocatori perché siamo giocatori”, o ancora “se puoi bluffare te stesso, allora puoi bluffare chiunque”. E poi c’è il volto rassicurante e sornione dell’amatissimo (almeno a Roma) Claudio Amendola, che con tono convinto e smargiasso afferma: “Io sono membro del più grande gruppo di scommesse al mondo” praticamente in loop durante le non poche pause pubblicitarie di Sky.

A queste pubblicità che ci vengono ossessivamente proposte ovunque: tv, pay tv, giornali, radio ed anche testate online, si aggiungono quelle con i vari “Turista per sempre”, “Vinci Casa/Win For Life”, che pure rappresentano oramai una costante nella comunicazione promozionale giornaliera di ogni canale mediatico esistente.

Insomma: se un tempo erano le sigarette a campeggiare su cartelloni, auto da corsa e persino tra le labbra di grandi star che recitavano nei film più famosi, oggi è il gioco d’azzardo a farla da padrone in ogni dove, senza la minima decenza e con la patetica vocina “avanti veloce” che recita: “Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica”.

Ed è ridicolo che questa possibile dipendenza patologica, in realtà sempre più diffusa e strettamente correlata a disoccupazione, precarietà e basso livello di Istruzione, sia citata frettolosamente e sciattamente al termine di questi spot compulsivamente mostrati. A quel punto sembrando quasi una beffa. Come un oste che ti offre continuamente da bere, circondato da pubblicità ammiccanti con vip attaccati alla bottiglia e poi, mentre tracanni il tuo quarto bicchiere, ti dice: “Sì, ma non esagerare che potresti anche ubriacarti”.

LA RICERCA: LUDOPATIA, DISOCCUPAZIONE ED USURA IN UN MIX LETALE

LʼAquila, la Ue chiede la restituzione (immediata) delle tasse sospese dopo il sisma del 2009: "Erano aiuti di Stato"

Protesta unanime di tutte le istituzioni contro le 350 cartelle esattoriali giunte ad altrettanti imprenditori de L'Aquila che impongono la restituzione entro 30 giorni delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009 a imprese e professionisti del cratere terremotato. La sospensione, infatti, è stata bocciata dalla Commissione europea che ha aperto una procedura d'infrazione per "aiuti di Stato".

Sesso, ecologia e fantascienza 1968, l’anno che scoprì il futuro

Odissea 2001 nello spazio

EMILIANO MORREALE

Cinquant’anni fa “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick cambiò il modo d’intendere il genere cinematografico, grazie a effetti speciali sconosciuti. Ma a fare scuola furono film come “Il pianeta delle scimmie”, “Barbarella”, “La notte dei morti viventi”. E persino “Yellow Submarine”

Irpef, il reddito medio a 20.940 euro. Oltre 10 milioni non pagano l'Irpef

I dati delle dichiarazioni 2016 diffuse dal Mef. Il bonus di 80 euro restituito da 1,7 milioni. I titolari di ditte individuali si mantengono lievemente sotto i dipendenti

MILANO -  Cresce leggermente nel 2016 il reddito medio dichiarato dai contribuenti italiani. Secondo i dati diffusi oggi dal ministero dell'Economia il valore si è attestato a 20.940 euro, in crescita dell'1,2% rispetto all'anno precedente. Complessivamente, il reddito totale dichiarato è stato di 843 miliardi, in aumento di 10 miliardi rispetto al 2015.

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