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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

AUTORIZZATO STERMINIO DELLE SPECIE INVASIVE

Carlo Consiglio

AUTORIZZATO STERMINIO DELLE SPECIE INVASIVE

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2018 il decreto legislativo n. 230 del 15 dicembre 2017, recante: “Adeguamento  della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”(18G00012). Il decreto tende a prevenire l’entrata in Italia di specie animali e vegetali esotiche, che potrebbero alterare gli equilibri degli ecosistemi, ed anche a permettere l’eradicazione (cioè lo sterminio) di specie esotiche, una volta che siano entrate nel territorio dell’Unione europea o nazionale, in nome di una purezza specifica e razziale in gran parte utopistica.

Tra i Vertebrati, le specie animali invasive presenti in Italia che potrebbero essere colpite dal nuovo decreto sono: lo scoiattolo di Pallas; la nutria; il cane procione; il procione; lo scoiattolo grigio; l’oca egiziana; l’ibis sacro; la testuggine palustre Trachemys scripta. Il difetto di questa concezione è che trascura che gli animali sono esseri senzienti e non oggetti, ed inoltre non tiene conto del fatto che la composizione in specie e razze della fauna unionale e nazionale non è una cosa statica, ma evolve, come è il caso dell’ibis sacro che sembra essere pervenuto in Europa con i propri mezzi e non portato dall’uomo. La Trachemys scripta invece è stata portata dall’uomo, ma è ormai tanto diffusa sul territorio italiano che una sua eradicazione è impensabile.

CONSIGLIONEWS N. 85
19 febbraio 2018

Parma Capitale Cultura 2020

Parma  piazza Duomo Parma Capitale della Cultura 2020

In finale erano Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Palermo è l'attuale città della cultura italiana

ROMA -  Parma sarà la capitale italiana della cultura nel 2020. È stata scelta tra dieci candidate: Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. Palermo è l'attuale città della cultura italiana, nel 2017 era stata Pistoia, l'anno prima Mantova.

L'annuncio è stato dato al termine dei lavori della Giuria di selezione, comunicato dal presidente Stefano Baia Curioni al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini con una cerimonia pubblica nella sede del Mibact a Roma. "Grazie ai sindaci, ai comitati promotori, ai membri della Commissione per la lealtà reciproca, il senso di amcizia, l'atmosfera che ha portato alla decisione" ha detto Baia Curioni spiegando i progetti che sono stati presentati. "Sono stati messaggi in bottiglia che ci hanno raccontato la capacità delle nostre comunità. Una capacità di forza. Il tratto comune delle città che si sono presentate è la loro voglia e capacità di riscatto. Dalle violenze operate sul territorio, dalla natura, dai procesi esagerati di crescita urbana".

Il M5S regge, Pd sotto il 22% e il centrodestra può battere tutti

Il sondaggio pre elettorale di Demos: il movimento di Di Maio tiene quota 28 nonostante il caso-rimborsi. I dem giù di un altro punto, mentre la coalizione di Berlusconi è al 35%. Ma quasi un elettore su due non ha ancora deciso chi votare

DI ILVO DIAMANTI

A due settimane dal voto prevale ancora l'incertezza. Come mostra il sondaggio di Demos per Repubblica, gli elettori indecisi sono circa il 45%. Qualche punto meno di un mese fa. Sempre troppi, per formulare ipotesi precise. Ma anche imprecise. Tanto più perché la nuova legge elettorale, il Rosatellum, presenta una combinazione di sistemi di voto diversificata. Tra collegi "uninominali" e "proporzionali". Difficile proporre scenari attendibili, in assenza di riferimenti storici ai quali affidarsi. D'altronde, i sondaggi non servono a pre-vedere, ma a tracciare il profilo degli orientamenti in una fase specifica. In questo caso, le stime di Demos forniscono indicazioni "incerte", ma utili a comprendere quali tendenze caratterizzino questa campagna elettorale.

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BIBLIOTECHE DI PARMA: UNIONE CON REGGIO E MODENA LA VIA DA PERCORRERE

Lavori in corso alla Biblioteca Civica di Parma

Parma, 15 febbraio 2018 L’imminente decisione sulla capitale italiana della Cultura 2020 porterà, come ogni competizione, delusione o soddisfazione. Ci auguriamo ovviamente che il premio di un milione di euro e le facilitazioni amministrative connesse possano arrivare alla nostra città.

Temiamo che poco muterà per le biblioteche comunali di Parma. 

Sì, di fronte allo svilimento che da molti anni avvolge i principali servizi culturali dedicati alla popolazione, il fatto stesso che ci si metta a competere per il titolo di “Capitale di qualcosa” ci lascia perplessi, ma capiamo che possa essere emozionante. 

Le valutazioni sull’operato del ministro Franceschini (durante il suo mandato è nato il concorso) riguardano temi di scala nazionale, ma leggere le classifiche che vedono l’Italia in coda a quasi tutti i paesi UE per le spese destinate alla cultura ci dà la misura di quanto siano folkloristiche e pubblicitarie competizioni come quella di questi giorni. 

Tornando a Parma, facciamo alcune considerazioni sullo stato delle biblioteche, come utenti interessati al loro sviluppo. Troviamo, in un allegato al recente Documento Unico di Programmazione, queste parole: “Dopo aver SNELLITO e OTTIMIZZATO il sistema bibliotecario comunale, attivazione di nuove biblioteche in modo che nel medio e lungo periodo ogni quartiere possa avere la propria” (DUP 2018-2020, nota di aggiornamento, p. 185).

IL CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI PARMA

Lettera dell'avvocato Arrigo Allegri

IL CORPO DELLA POLIZIA MUNICIPALE SVOLGE FUNZIONI ESSENZIALI PER LA COMUNITA’: PER ASSICURARE L’ECCELLENZA DEL SUO FUNZIONAMENTO SE NE NOMINI “A TEMPO PIENO” IL COMANDANTE. 

Tutte le funzioni del NOSTRO CORPO DEI VIGILI che, pur con le attuali carenze, opera in modo ENCOMIABILE, sono di vitale e primaria importanza. Se ne assicuri il funzionamento rispondente alla ECCEZIONALITA’ DEL RUOLO.

Questo in tre mosse.

1)   Se ne nomini, a tempo pieno, il Comandante. Ora la dr.ssa Signifredi lo è soltanto ad interim. Con funzioni parziali, perché opera contemporaneamente  come Responsabile nel Settore Risorse Umane e come Vice Segretario Generale. Con situazione anomala.

E’ abilitata a svolgere le funzioni di Comandante. Ha già sostituito PER QUATTRO PERIODI i precedenti Comandanti, riconoscendole con ciò il Comune  la capacità sul campo, oltre che la presenza di un titolo. Le si conferisca il comando effettivo ed a tempo pieno!

2)   Si integrino le carenze di organico  rispetto a quelle normativamente previste. Necessarie anche perché il servizio va concretamente espletato con la metodologia della istituzione del (o dei) Vigili di quartiere.

3)   Si realizzi, in prossimità degli Istituti scolastici, da parte dei singoli vigili, una effettiva prevenzione antidroga. Necessaria a salvaguardia dei giovani e utile per risalire dai singoli spacciatori alle organizzazioni importatrici e distributrici della droga.

Attualmente mi risulta che i Vigili partecipino soltanto alle operazioni congiunte con Carabinieri e Polizia di Stato; e non svolgono invece il servizio capillare davanti agli Istituti scolastici.

Falsi rimborsi M5S, lo scandalo dei bonifici fatti e poi annullati: un «buco» da oltre un milione

 Rimborsopoli M5S: Andrea Cecconi e Carlo Martelli

Annalisa Grandi

La denuncia delle «Iene»: bonifici pubblicati sul sito e poi annullati. Coinvolti capilista nelle Marche e in Piemonte. Di Maio: «Vanno espulsi. Le mele marce le trovo e metto fuori». Loro restituiscono l’ammanco e annunciano: «Se eletti rinunceremo a posto»

Della restituzione di metà degli stipendi dei loro parlamentari il Movimento 5 Stelle ne ha fatto una bandiera. «È quello che ci differenzia dagli altri partiti» sottolinea il candidato premier Lugi Di Maio. Peccato che, a quanto pare, non tutti deputati e senatori del Movimento siano proprio immacolati da questo punto di vista. La trasmissione «Le Iene» ha infatti scoperto che in alcuni casi quelle restituzioni non avvengono. E i politici i soldi se li tengono in tasca. Cifre e conti che non tornano, per un «buco» che arriverebbe a superare il milione di euro.

I rimborsi

La denuncia parte da un esponente 5 Stelle che preferisce rimanere anonimo. Il meccanismo è questo: ogni mese i parlamentari si sono impegnati a restituire metà di quanto percepito, tramite un bonifico destinato a un fondo per il microcredito (per sostenere le piccole e medie imprese). Sul sito www.tirendiconto.it ogni deputato pubblica il suo rendiconto personale, con tanto di copia dei bonifici con le cifre restituite.

I soldi mancanti

“Niente news ma propaganda” Il Corecom boccia la Raggi

L'Esposto

Giovanna Vitale

Denuncia all’Agcom per violazione della par condicio sulla comunicazione del Campidoglio

In barba alle regole sulla comunicazione politica imposte in campagna elettorale, Virginia Raggi continua a utilizzare il portale istituzionale del Campidoglio e la newsletter “ la sindaca informa” per fare propaganda a se stessa e al suo partito. Perciò va sanzionata per violazione della legge 28/2000 che prescrive, nel mese precedente il voto, di « garantire la parità di trattamento e l’imparzialità rispetto a tutti i soggetti politici».

Capitale cultura 2020: Piacenza, Parma e Reggio si alleano

Sono tra le dieci finaliste: "Aiuteremo quella che vince"

Tre città emiliane, Parma, Piacenza e Reggio Emilia, sono tra le dieci finaliste selezionate dal ministero dei Beni e delle attività cultuali e del turismo per aggiudicarsi il titolo della capitale italiana della Cultura 2020. Se una vincerà, potrà contare sull'aiuto delle altre due.

Lo assicura una nota delle tre amministrazioni comunali: "Quale sia delle tre a ricevere eventualmente il titolo, si impegnerà a collaborare strettamente con le altre due per favorire ricadute turistiche sull'Area vasta della Destinazione turistica Emilia ai fini di valorizzarne sempre più l'attrattività dall'Italia e dall'estero, incrementando il numero di visitatori", si legge.

Emilia, se la cultura divide quello che il turismo unisce 

Tra poco le città presenteranno il proprio progetto nelle audizioni al Mibact. Le tre emiliane, insieme ai loro territori di

 riferimento, costituiscono l'Area vasta turistica 'Emilia' che, dallo scorso anno, ha nell'ente pubblico 'Destinazione turistica Emilia', il soggetto composto da 102 enti locali che promuove l'attrattività. 07 febbraio 2018

Fonte Linik: parma.repubblica.it

L’innovazione passa dalla portualità italiana

Enrico Veronese

Venezia - L’intervento di Pino Musolino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

Venezia - In una recente intervista il Premio Nobel per l’Economia Edmund Phelps, dichiara che l’Italia «deve riacquistare il dinamismo e la propensione a innovare che aveva iniziato a mettere in campo negli anni Cinquanta. L’alternativa è la stagnazione, una piccola crescita, poca soddisfazione sui posti di lavoro e frustrazione in ogni direzione». Innovazione quindi come elemento cardine per rilanciare la crescita. Un tema che coinvolge in pieno la portualità veneziana e italiana. Perché, se è vero che le infrastrutture fisiche sono necessarie per consentire ad un porto di esistere, esse tuttavia non sono sufficienti per garantire che un porto sia in grado di crescere. Alle infrastrutture fisiche vanno affiancate infrastrutture immateriali e soluzioni tecnologiche in grado di far funzionare al meglio l’operatività logistica, pena la rapida obsolescenza dei sistemi portuali e la conseguente perdita di competitività.

Arriva il decreto per le 15 categorie di lavoratori "salvati" dall'aumento dell'età pensionabile

Gentiloni: "Il sistema pensionistico non va scardinato. Vanno protette le fasce più esposte della società"

Arriva il decreto attuativo che esenta quindici categorie di lavoratori, che svolgono compiti particolarmente gravosi, dall'aumento dell'età pensionabile a 67 anni nel 2019. Per loro resterà il limite di età di 66 anni e sette mesi e anche in caso di ulteriori aumenti dell'età per andare a riposo potranno godere di un "vantaggio" di cinque mesi sugli altri lavoratori. "Firmato da Giuliano Poletti il decreto che esenta 15 professioni gravose da adeguamento età pensionabile a speranza di vita. Il sistema pensionistico non va scardinato. Vanno protette le fasce più esposte della società", ha annunciato su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

CACCIA, LE ASSOCIAZIONI A GENTILONI: "ILLEGITTIMITÀ DILAGANTE E ISTITUZIONI LATITANTI.

Carlo Consiglio

CACCIA, LE ASSOCIAZIONI A GENTILONI: "ILLEGITTIMITÀ DILAGANTE E ISTITUZIONI LATITANTI.

Renzi Si è fatto la sua repubblica di Salò

Le ultime 48 ore di fuoco: Renzi pigliatutto. Orlando: "Una bad company"

di GOFFREDO DE MARCHIS

"Si è fatto la sua repubblica di Salò", dice un deputato uscente della minoranza. Può essere la rabbia dell'esclusione. Ma Andrea Orlando si sfoga con gli amici: "Renzi porta i suoi fedelissimi in Parlamento eppoi trasformerà il Pd in una bad company". Il ministro della Giustizia fa quindi un passo avanti. Cerca di dare un senso politico al trauma della composizione delle liste, alle delusioni, all'amarezza degli esclusi, ai leader dimezzati nella loro rappresentanza. Non è solo il partito di Renzi il pericolo che i critici scorgono all'orizzonte. È molto di più: la mutazione genetica del Pd. Da forza di centrosinistra a forza di centro. Il partito della Nazione, si sarebbe detto a metà legislatura, quando il segretario flirtava con Verdini. Oggi i riferimenti sono Emmanuel Macron e Albert Rivera, il capo di Ciudadanos. L'asse mediterraneo del centrismo europeista, che secondo l'Eliseo dovrebbe prendere la forma di una lista paneuropea fuori dalle famiglie socialiste e popolari. Un progetto che ha bisogno di una pattuglia di leali fino alla morte in Parlamento. Ed è questo il filo seguito da Renzi nella notte dei lunghi coltelli, a giudizio degli scontenti.

Pd, spaccatura nella notte: direzione approva le liste, ma minoranza non vota

Direzione congelata fino alle due e trenta in attesa di definire le candidature. Minoranza contesta: "Non siamo noi la causa, non siamo stati consultati". Poi si astiene dal voto al Nazareno. Renzi: "Esperienza devastante". I collegi: Boschi a Bolzano, Lorenzin a Modena, Bonino a Roma, Padoan a Siena e Minniti a Pesaro. A Parma c'è Lucia Annibali

ROMA - Le candidature del Pd sono passate senza il voto delle minoranze. Nella lunga notte del Nazareno, le componenti che fanno capo ad Andrea Orlando e Michele Emiliano hanno accettato, dopo qualche esitazione, di entrare e partecipare alla direzione del partito, inziata alle due trenta, ma il Guardasigilli dal palco ha espresso le sue perplessità sul metodo di scelta che ha portato a condividere le scelte con le minoranze solo - ha affermato - al termine una giornata di fibrillazione ininterrotta: "Non è questione di posti, ma non siamo stati consultati: chiediamo un'ora di tempo per capire come sono stati decisi alcuni nomi", è il senso dell'intervento di Orlando nella riunione a porte chiuse. La richiesta è stata messa ai voti e bocciata. A quel punto il ministro e il governatore pugliese hanno abbandonato la direzione insieme a Gianni Cuperlo e ai loro fedelissimi. E alla fine, quando mancavano pochi minuti alle quattro del mattino, la direzione ha approvato le liste ma senza le minoranze.

Tim, ricorso contro il governo e Recchi lascia le deleghe

Sara Bennewitz

La società contesta il decreto sul golden power e così blocca anche la possibile multa

Con un consiglio di amministrazione lampo, Telecom Italia decide di fare ricorso contro il provvedimento del governo sul golden power e prende atto che il vice presidente Giuseppe Recchi, in uscita dall’azienda, non potrà più ricoprire le deleghe per la sicurezza. Ieri la società controllata dal colosso francese Vivendi con il 23,9% ha deciso per il ricorso al Presidente della Repubblica. L’obiettivo del ricorso è il decreto legislativo che, a ottobre del 2017, ha imposto tra l’altro all’azienda una serie di restrizioni sulla governance, obbligandola a istituire un comitato ad hoc sulle reti. Telecom dovrà identificare all’interno del cda una figura con le deleghe sulla sicurezza, pronta a fare da raccordo tra il consiglio d’amministrazione e il comitato.

Fondi alla tav, tagli ai locali l’Italia divisa delle rotaie

I soldi alle Regioni diminuiti del 22% in 8 anni. E all’alta velocità riconosciuti 32 miliardi Allarme cattiva manutenzione: causa un incidente su 4. Ma la tendenza si sta invertendo

Ettore Livini

Milano - I pompieri, dopo l’incidente di ieri, hanno già provato a buttare acqua sul fuoco. « Gli investimenti di Rete Ferroviaria italiana ( Rfi) in manutenzione ordinaria — dicono alle Fs — sono saliti del 70% dal 2012, passando da 982 milioni a 1,7 miliardi » . Il Governo — assicura il ministro dei Trasporti Graziano Del Rio — ha fatto la sua parte, ritoccando all’insù del 340% i fondi per la sicurezza su rotaie. Qualcosa però sui treni di casa nostra non torna ancora. E i 23 centimetri d’acciaio saltati ieri sui binari di Pioltello non sono l’unica prova.

Fabrizio Pezzuto (PUC): Il Comune di Parma torni a giocare una partita di primo piano nel trasporto pubblico

Pezzuto (Parma Unita- Centristi): Il Comune torni a giocare una partita di primo piano nel trasporto pubblico. TEP non sia solo macchina da dividendi, ma partner strategico.

Avevamo tutti grandi aspettative per la riunione della Commissione Società Partecipate convocata nei giorni scorsi, soprattutto speravamo di vedere seduti intorno ad un tavolo gli attori centrali del trasporto pubblico nel nostro territorio: TEP, SMTP, Comune e Provincia di Parma. Avremmo voluto chiedere chiarimenti sulla situazione del settore, non solo sulla gara per l’assegnazione del servizio, ma anche sui primi risultati del 2017 e su alcuni dati del Bilancio TEP 2016,  ma soprattutto sullo stato dei rapporti tra società, soci ed amministratori che negli ultimi anni sono apparsi, anche pubblicamente, pessimi con risvolti dannosi per l’intero settore.

E’ inutile soffermarsi sulle denunce, sui ricorsi, sugli scontri nelle assemblee e nei consigli di amministrazione e sui ritardi nell’approvazione dei bilanci perché sono cristallinamente evidenziati in documenti pubblici.

Ovviamente ci hanno spiazzato le assenze, più o meno motivate degli amministratori di TEP e SMTP (quest’ultimo almeno rappresentato) e della Provincia di Parma, ma è stata una buona occasione per chiarire alcuni passaggi e per confermare una immagine di scollamento tra soggetti che induce preoccupazione profonda. Scollamento tra società (SMTP e TEP), tra soci (Comune e Provincia) ed amministratori che non può che ripercuotersi pesantemente sull’attività aziendale, sui lavoratori e sul servizio reso. Vero che la presenza continuativa di gare, ricorsi, appelli crei una naturale confusione, ma il clima da “separati in casa” che si respira non può trovare giustificazione unicamente in procedure concorrenziali, comunque previste dalla Legge ed ampiamente preventivate.

La "nuova" comunicazione politica in Italia

Edoardo Natale

La campagna elettorale del 1994 è ormai indicata come lo spartiacque tra la vecchia e la nuova politica italiana. Nel quadro della transizione internazionale dopo la caduta del muro di Berlino, dopo gli scandali di Tangentopoli e i suoi tanti suffissoide - poli applicabile per ogni scandalo, gli Italiani producono un terremoto politico facendo nascere la seconda Repubblica dopo quarant'anni di Prima Repubblica. I fattori principali del cambiamento sono la riforma elettorale in senso maggioritario del 1993 e il ruolo sempre più centrale della televisione come arena del dibattito. Le forze politiche devono sembrare nuove e viene coniata l'espressione " il nuovo che avanza" rendendo tutto " nuovo\vecchio". La comunicazione politica si adatta sempre di più alle tecniche televisive e alla contrapposizione bipolare di stampo angloamericano. Da qui nasce la maggiore attenzione per la costruzione del leader ( liderismo) e alla sua personalità, con il suo aspetto fisico, abbigliamento, preferenze sportive e gastronomiche. Il simbolismo diventa sempre più importante con la parola " partito" che diventa tabù in quanto legata alla "partitocrazia", al dominio di una classe di politicanti ritenuta corrotta è sostituita da parole quali " alleanza, polo, coalizione, movimento, patto, rete, aggregazione e da ultimo da unione.

PROLUNGATA CACCIA AI TORDI NEL LAZIO

Carlo Consiglio

PROLUNGATA CACCIA AI TORDI NEL LAZIO

Con decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00005 dell’8 gennaio 2018, pubblicato sul BUR del Lazio il 16 gennaio 2018, ed a parziale modifica del decreto n. T00105 del 22 giugno 2017 recante calendario venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2017/2018, il termine di chiusura dell’attività venatoria per le specie: cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo sassello (Turdus iliacus), è stato posticipato dal 20 gennaio 2018 al 31 gennaio 2018 compreso. È evidente che tale decreto è stato emesso tardivamente a bella posta, allo scopo di impedire alle associazioni ambientaliste ed animaliste di esercitare il loro diritto di ricorso al TAR.

CONSIGLIONEWS N. 80
17 gennaio 2018

Discorso del Sindaco Federico Pizzarotti per Sant'Ilario 2018

Concittadini e autorità, buongiorno a tutti.

Benvenuti alla cerimonia di Sant’Ilario patrono di Parma e dei parmigiani, giunta alla sua 31esima edizione, a testimonianza di quanto sia per tutti noi una sentita tradizione.

Ringrazio per la presenza le istituzioni, e assieme a loro le forze imprenditoriali e della società civile.

Ringrazio chi ha ricevuto la civica benemerenza e il premio Sant’Ilario, perché con la propria attività unita al sapere, all’esperienza e al grande impegno, ha contribuito a rendere Parma una città ambiziosa e vitale.

Impegno ed esperienza sono i fondamenti su cui è stata edificata la città, unite da un’ideale: fare sempre un passo oltre.

Chi possiede un’idea che nel mondo non è ancora nata; chi mette la propria scienza a disposizione di tutti; chi destina parte del proprio tempo al servizio degli altri; chi non è mai sazio di entusiasmo; chi è capace di trasformare una sconfitta nell’inizio di un nuovo cammino:

il Sant’Ilario è dedicato soprattutto a voi!

Anche oggi il tempo e la storia esigono da parte di tutti noi un passo oltre.

Oggi si apre una nuova stagione della vita e della politica di Parma.

Una stagione il cui bilancio vanta un attivo di successi, ma che registra al passivo criticità sulle quali dobbiamo intervenire.

I rifiuti della Capitale andranno ad Aprilia. Raggi: “L’emergenza è stata solo colpa della Regione”

Rifiuti di Roma Capitale

Amareggiato il sindaco della città della provincia di Latina: «Noi abbiamo la differenziata al 70% e i nostri sforzi vengono cancellati dalla disastrosa situazione romana»

I rifiuti di Roma? Andranno ad Aprilia. Ama - la società romana di raccolta, trasporto, trattamento, riciclaggio e smaltimento rifiuti - ha chiuso ieri un’intesa con Rida Ambiente srl per il trattamento di 40 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati su base annua in un sito della provincia di Latina.   

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Come confermato da Virginia Raggi, «Ama ha sottoscritto un accordo con un’azienda laziale che consente sia di contribuire a rinforzare il sistema di smaltimento di Ama, sia di superare le criticità legate alla sovrapproduzione di rifiuti del periodo natalizio (più consumi determinano più rifiuti). Gli accordi di Ama con altre aziende servono proprio a superare il deficit infrastrutturale della Regione Lazio. Noi diciamo no a chi vuole speculare - politicamente ed economicamente - sulle spalle dei cittadini». La sindaca ha anche detto di aver «risposto al governatore della Regione Abruzzo», che ha offerto la propria disponibilità ad accogliere i rifiuti della Regione Lazio: «L’ho tranquillizzato sulla validità del Piano per la gestione dei materiali post consumo che abbiamo approvato lo scorso marzo e che contribuirà alla drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati».

Comune contro Regione  

Roberta Roberti su tariffe nidi e scuole d'infanzia a Parma

Apprendiamo dagli organi di stampa che il Comune di Parma ha già definito e stabilito le tariffe relative alle iscrizioni a nidi e scuole d’infanzia per l’anno 2018/19 e che queste tariffe non hanno subito alcuna variazione rispetto allo scorso anno scolastico. A tale proposito riteniamo necessario fare alcune precisazioni:
1) sono stati recentemente stanziati dal MIUR fondi destinati a Parma per l’ammontare di 2.116.160 euro, finalizzati a garantire la riduzione delle tariffe dei nidi e ad implementarne la qualità;
2) in tali finanziamenti  non si fa riferimento alle scuole dell’infanzia, in quanto queste dovrebbero essere interamente gratuite per le famiglie. Ne sia prova il fatto che ci sono ancora molti Comuni nei quali non si paga per le scuole dell’infanzia nessuna tariffa e che a Bologna, dove il Consiglio ha recentemente votato il passaggio da un regime di gratuità ad uno a pagamento,  è stata avviata una petizione destinata ad assumere rilevanza regionale, firmata in pochissimi giorni da oltre 10.000 cittadini;
3) il Comune presenta come un successo che non vi siano stati aumenti nella tariffazione senza ricordare né i finanziamenti stanziati, né il fatto che in particolare per le fasce intermedie di reddito le tariffe dei servizi educativi 0-6 anni sono a Parma tra le più alte d’Italia;
4) in data 22 novembre 2017 sull’argomento è stata presentata dalla sottoscritta un’interrogazione all’assessore Seletti e alla Giunta ed è stata ripetutamente richiesta la convocazione di una commissione dedicata. La risposta dell’amministrazione è stata la cortese richiesta di attendere la disamina della documentazione prima di procedere ad un confronto, richiesta apparsa a suo tempo legittima, ma alla quale poi è conseguita solamente una convocazione della commissione fissata al 15 gennaio, vale a dire il giorno prima dell’uscita dei bandi per Asili e Scuole d’Infanzia.

Rischio autoritarismo/ Rappresentare non basta più, la democrazia sia più efficace

Romano Prodi 

Per molti anni, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, ci siamo illusi che l’espansione della democrazia fosse irresistibile. Una speranza alimentata da numerosi rapporti di organismi internazionali dedicati a sottolineare come il numero delle nazioni che affidavano il proprio futuro alle sfide elettorali fosse in continuo aumento.

La convinzione di un “fatale” progresso della democrazia veniva rafforzata dalla generale condivisione delle dottrine che sono sempre state i pilastri della democrazia stessa, cioè il liberalismo ed il socialismo che, alternandosi al potere, avrebbero sempre garantito la sopravvivenza ed il rafforzamento del sistema democratico. Tanto era forte questa convinzione che divenne dottrina condivisa il diritto (o addirittura il dovere) di imporre il sistema democratico con ogni mezzo, incluse le armi.

La guerra in Iraq e in Libia, almeno a parole, si sono entrambe fondate sulla motivazione di abbattere un tiranno per proteggere, in nome della democrazia, i sacrosanti diritti dei cittadini in modo da arrivare, con la maggiore velocità possibile, a libere elezioni.

Emma e il Pd nel ricordo di Giustizia e Libertà

 EUGENIO SCALFARI

Emma Bonino, Benedetto Della Vedova, Francesco Rutelli e, primo tra tutti ma morto ormai da tempo, Marco Pannella hanno occupato in questi giorni la scena politica italiana e infine hanno convinto Renzi a dar loro una mano e ad esortarli a fare un accordo col Pd che consente di accettare una discreta presenza e naturalmente un'alleanza col Partito democratico stesso.
 

Alcuni di loro avevano nel frattempo cambiato casacca, ma lo spirito era rimasto quello, il radicalismo, se ti è entrato nel cuore non ne esce più.
Le vicende di Emma e il suo ingresso nel quadro del Partito democratico mi hanno fatto molto piacere, e mi hanno ricordato un passato del quale ormai sono l'unico testimone e quindi l'unico che possa in qualche modo raccontarlo. Il racconto comincia nientemeno con i fratelli Rosselli, due antifascisti emigrati in Francia dove facevano uno il medico e l'altro l'insegnante di Lettere e filosofia e avevano entrambi coniato lo slogan che avrebbe dovuto appartenere all'antifascismo democratico che non condivideva la dottrina contenuta nel Manifesto comunista diffuso nel 1848 da Marx che proclamava la rivoluzione proletaria.
 
Il motto democratico dei Rosselli conteneva l'indicazione di due valori fondamentali: Giustizia e Libertà. Non era una dittatura di classe come quella marxista. Era invece l'unione di due valori che si rivolgevano a un popolo intero dove tutte le classi esistevano ma potevano confluire attorno a quelle due parole.

Caso delle maestre non laureate, il Sen. Pagliari (Pd) a colloquio con il Ministro della Pubblica Istruzione

Caso delle maestre non laureate, il Sen. Pagliari (Pd) a colloquio con il Ministro della Pubblica Istruzione 

Nonostante la giornata festiva il Ministro dell'Istruzione, Sen. Valeria Fedeli, mi ha gentilmente concesso un colloquio telefonico sulla questione delle maestre non laureate in relazione alla nota sentenza del Consiglio di Stato. Nel corso del colloquio il Ministo ha escluso qualsiasi effetto della sentenza per questo anno scolastico e mi ha detto di avere chiesto un parere alla Avvocatura dello Stato per poter valutare quali siano le soluzioni positivamente praticabili della questione, raccomandandomi di tranquillizzare le persone interessate sulla volontà costruttiva sua e del Ministero. Parma, 6 gennaio 2018

Sen. Giorgio Pagliari

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