Ha sempre detto di non avere intascato tangenti. Di non essersi arricchito con la politica. Di possedere soltanto alcune migliaia di euro in banca. Adesso per l’ex assessore ai lavori pubblici della Regione Veneto, Renato Chisso, è arrivata una condanna severissima da parte della Corte dei Conti. Dovrà risarcire alla Regione 5 milioni 376mila euro, di cui 4 milioni 820 mila euro per danno all’immagine e 556mila euro per danno da disservizio per il coinvolgimento nell’inchiesta Mose. Una stangata, a cui probabilmente non riuscirà a far fronte, inferiore di poco meno di 400mila euro a quella che a febbraio ha colpito l’ex presidente della giunta regionale del Veneto, Giancarlo Galan, anche lui di Forza Italia.