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La vita sta cambiando pelle

Sorgenti

Sorgenti: news e opinioni di politica. Con il contributo di redattori volontari che possono inviare i loro scritti a luigiboschi@gmail.com

5.0000 tonnellate di rifiuti di Genova, saranno bruciati a Parma. Ok della Regione

inceneritore di Parma

“Già prevista una deroga al limite massimo di rifiuti da bruciare nell’inceneritore di Parma. Avevamo ragione a non fidarci dell’annuncio eclatante sul nuovo accordo”. Con queste parole il vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Fabio Rainieri ha commentato la decisione della Giunta regionale di far bruciare nell’inceneritore di Ugozzolo rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalla Liguria che si aggiungono a quelli di Parma e Reggio Emilia.

“La Giunta regionale, ovviamente previo assenso dato per le vie brevi dal Comune di Parma, con la Delibera n. 1307 del 2 agosto 2018, trascorsi quindi appena due giorni dall’accordo siglato il 31 luglio 2018 dalle stesse istituzioni con Iren e fatto passare come la soluzione innovativa per la spazzatura di Parma e provincia che rispetta il territorio tanto da far ambire la nostra città ad essere il laboratorio nazionale dell’economia circolare, ha deliberato di far scattare la clausola prevista nel medesimo accordo per cui il limite massimo di 130.000 tonnellate l’anno può essere derogato per dare soccorso ad altri territori extraregionali meno virtuosi.

Emendamenti bocciati del gruppo pd e parma unita sul regolamento per le persone con disabilità dalla commissione welfare del Comune di Parma

Definita con la solita roboante retorica come rivoluzionaria, la “riforma” dei servizi ai disabili sin dalle prime presentazioni nel 2017 ha denotato la propria diversa natura: le rivoluzioni davano ai più deboli nuovi diritti e nuova dignità. Qui invece gli si mettono le mani in tasca e gli si fa pagare il conto. C’è una bella differenza. Infatti, ruota tutto attorno al concetto di compartecipazione, ossia un metodo per calcolare quanto il disabile dovrà corrispondere di tasca sua per accedere ai servizi. Non si tiene in debito conto di ciò che significa la disabilità sotto il profilo sociale e quali costi umani e ed economici siano già costretti a sopportare i diretti interessati e le famiglie. L’amministrazione sostiene che “più di tanto non si può fare”, i soldi non ci sono. E quindi? Pagate, arrangiatevi. Qualcuno della maggioranza si è addirittura permesso di dire che “la pacchia è finita” il che detto a proposito di persone con disabilità è inaccettabile e tradisce il senso ideologico che guida la oggi la politica del welfare del Comune di Parma. Che si tratti di una precisa scelta politica e non di una reale necessità economica, lo dimostrano le cifre: si parla di poche centinaia di migliaia di euro di contribuzione privata (che spalmate sui singoli utenti possono raggiungere, secondo le progressive possibilità di ciascuno, fino a circa mille euro al mese) quando il bilancio comunale chiude con avanzi milionari ogni anno. Possibile non si riescano a trovare? Si trovano eccome, ma per altre cose ritenute evidentemente più importanti. Il Comune ha attinto al fondo di riserva 150.000 euro che sono presumibilmente servite per pagare il festival Food & Gastronomy a giugno. Una scelta politica inequivocabile, quella di mettere davanti ai problemi delle persone fragili una abbuffata sotto i portici del grano peraltro pure di scarso successo.

NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Forestazione

Giuliano Serioli

NO AL DECRETO SULLA FORESTAZIONE

Considerate un albero, inserito in una entità unica quale un bosco, una foresta. Non è semplicemente un pezzo di legno che, se tagliato, può produrre energia e viene sostituito ( dopo almeno trent'anni) da un altro “pezzo di legno", un'altra pianta. No, non è così soltanto. E' soprattutto un essere complesso necessario alla nostra respirazione, al nostro esistere.
Pensate ad un bosco, esso agisce come un pompa naturale alimentata dall'energia del sole e permette la circolazione dell'acqua sulla terra.
Il bosco è un polmone, aiuta a filtrare e rinnovare l'aria fissando il carbonio contenuto nell'anidride carbonica e liberando ossigeno durante il giorno.

Emilia-Romagna, aumenta la raccolta differenziata: 64%

Un terzo dei Comuni veleggia già oltre il 73% che è la soglia da raggiungere nel 2020. Nel Bolognese prima Anzola con quasi l'87%

BOLOGNA - La raccolta differenziata sale al 64.3% a livello regionale. Il dato relativo al 2017, diffuso da viale Aldo Moro, segna un incremento del 2,5% rispetto all'anno precedente: 417 kg per abitante avviati al recupero (in totale, 1.861mila tonnellate). L'obiettivo, però, è ambizioso: raggiungere il 73% al 2020. Un traguardo peraltro già raggiunto da 107 Comuni, un terzo della regione. In Emilia-Romagna si ricicla soprattutto verde (scarti di giardino e grosse potature, 22%), carta e cartone (21%), umido (15%), vetro (8%), legno (8%), plastica (7%).

Se cresce la differenziata, cala la quantità di rifiuti indifferenziati: 1.035mila tonnellate nel 2017, -8,65% rispetto all'anno precedente.

Sono 48 i Comuni in regione che sono passati alla tariffa puntuale (chi produce più rifiuti, paga di più), con una media di raccolta differenziata intorno all'80% con punte oltre il 90%, soprattutto nel Modenese. La tariffa puntuale verrà introdotta in tutti i Comuni entro il 2020.

Guardando i singoli territori, la differenziata raggiunge la percentuale più alta nel territorio di Parma (77,6%), quella più bassa nel ravennate (54,8%). Piacenza segna un calo non trascurabile: dal 63,4% del 2016 al 61,1 dello scorso anno. Bologna invece registra un +2,8% arrivando a 59,5%.

Rimanendo in provincia di Bologna sono 19 i Comuni che hanno già raggiunto o superato quota 73%, con un paio di anni di anticipo. Anzola dell’Emilia guida la classifica con l’86,8%, seguono Monte San Pietro con l’84,8, Granarolo dell’Emilia con l’84,3 e Budrio – unico già a tariffa puntuale – con il 84,1%. In fondo alla classifica Castiglione dei Pepoli (34,2%), Grizzana Morandi (33,9) e Camugnano (32,7).

DIRITTI UMANI MINACCIATI IN SVIZZERA

Carlo Consiglio

DIRITTI UMANI MINACCIATI IN SVIZZERA

In Svizzera, nel mese di novembre 2018, è previsto un referendum su un'iniziativa popolare dal titolo del tutto ingannevole «Iniziativa di autodeterminazione». I promotori vogliono che la Svizzera cessi di fare parte del Consiglio d'Europa e quindi della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Se questa iniziativa dovesse essere adottata in occasione del referendum, ben presto la Svizzera non potrebbe più adire alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CoEDU) di Strasburgo.

Inoltre il governo svizzero non sarebbe più tenuto a conformarsi alle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Questo è ciò che vuole il partito «Unione Democratica di Centro» (UDC), che in Svizzera svolge un ruolo come il Front National in Francia, l'AfD in Germania e i partiti di destra in Ungheria e Polonia.

Le opportunità per i cittadini di far valere i propri diritti umani e quindi anche la loro libertà di determinare la propria vita e la fine della propria vita sarebbero quindi notevolmente limitate. Ciò vanificherebbe l’azione dell’associazione Dignitas, che negli ultimi 20 anni ha ripetutamente compiuto importanti progressi nella lotta per l'applicazione dell'autodeterminazione in fin di vita per via giudiziaria – anche attraverso procedimenti in Svizzera e Germania, che ultimamente sono sfociati a favore dell'autodeterminazione umana nella vita e in fin di vita, solo grazie alle decisioni della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (Dignitas, 11 giugno 2018).

CONSIGLIONEWS N. 97
11 giugno 2018

Fabrizio Pezzuto ( Parma Unita- Centristi) sull'accordo per lo smaltimento rifiuti E il futuro del PAIP (progetto ambientale integrato provinciale)

Il nuovo accordo di autolimitazione dello smaltimento rifiuti raggiunto da Iren, Regione Emilia-Romagna e Comune va certamente salutato con favore, considerato che fino a qualche mese fa sembrava difficile impedire che sul nostro territorio venissero smaltite 195mila tonnellate di rifiuti all'anno. Allora, nel mio piccolo, chiesi unità di intenti non solo da parte della politica ma anche dal mondo dell'imprenditoria e oggi mi pare che possiamo dirci soddisfatti dell'esito di questa trattativa. 

Questa vicenda ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che quando si rema tutti nella stessa direzione i risultati non tardano ad arrivare. Magari potessimo replicare questo modello su questioni altrettanto cruciali come il futuro dell'Aeroporto di Parma o la tutela del livello e della qualità dei servizi della nostra città! 

Termovalorizzatore di Parma, confermato il limite di 130 mila tonnellate

La Regione ufficializza l'accordo con Iren e Comune

Avanti con l’autolimitazione del termovalorizzatore di Parma. Fino al 2020 l’impianto di Ugozzolo continuerà a trattare rifiuti urbani fino a un massimo di 130 mila tonnellate l’anno.

Lo annuncia in una nota la Regione Emilia-Romagna che informa di avere rinnovato l’accordo con Comune di Parma e Iren Ambiente siglato nel 2016 e scaduto lo scorso 1° luglio.

Soldati USA nel mondo? Generale dei marines svela la cifra: “300.000 in 177 Paesi”

Soldati Usa

Fabrizio Verde 

Gli Stati Uniti hanno oltre 300.000 soldati schierati in 177 paesi”, ha rivelato Il Presidente dello Stato Maggiore, Joe Dunford, generale del Corpo dei Marines.

Dopo aver ricevuto un prestigioso riconoscimento, il Premio “Dwight D. Eisenhower” per i veterani di guerra all’estero, ha svelato alcuni dati importanti durante il suo discorso di premiazione: “Oggi più di 300.000 americani sono schierati o stazionano in 177 paesi, e in totale oltre due milioni di statunitensi sono in armi”, ha dichiarato, cifre citate poi in un comunicato del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Nel mezzo della convention dei veterani tenutasi a Kansas City, nel Missouri, il generale ha espresso il suo “orgoglio” anche per “gli oltre due milioni di uomini che servono oggi” nelle truppe statunitensi.

Come parte di questo, ha dato un riconoscimento speciale ai soldati in Iraq e in Siria, così come ai militari che sono incaricati di “monitorare la Corea e migliorare l’interoperabilità con gli alleati in Polonia”.

“Posso dire con assoluta certezza che l’esercito americano ha un vantaggio competitivo su qualsiasi avversario possibile”, ha aggiunto Dunford, dopo aver elogiato l’impegno dei soldati e delle loro famiglie, che “continuano a sopportare uno straordinario sacrificio”.

Gli americani, senza dubbio, ancora oggi si sentono i “Padroni” assoluti del mondo!   30 luglio 2018

Fonte originale: https://www.defense.gov

Articolo di Fabrizio Verde  

FS: Battisti e Castelli nuovi ad e presidente

Francesca Caiazzo

I nuovi vertici del gruppo sono interni di Ferrovie. Nel Cda anche due consigliere dimissionarie in tempi non sospetti.

Gianfranco Battisti e Gianluigi Vittorio Castelli sono rispettivamente i nuovi amministratore delegato e presidente di Ferrovie dello Stato.

L’annuncio è arrivato con una mossa a sorpresa del ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che ha proceduto alla comunicazione via Facebook.
Le nomine arrivano dopo l’azzeramento del Cda di Fs e delle successive dimissioni dell’ex ad, Renato Mazzoncini.

L’annuncio su Facebook
È curioso che l’annuncio delle nomine, molto attese in questi giorni, sia arrivata attraverso i social network e non dal ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista di riferimento di Fs, ma dal titolare dei Trasporti.

Il governo ha scelto nomi interni al gruppo: il nuovo amministratore delegato, Gianfranco Battisti lascia il ruolo da responsabile Fs Sistemi Urbani, mentre Gianluigi Vittorio Castelli, sale sulla poltrona della presidenza dopo essere stato direttore centrale Innovazione e Sistemi Informative di Ferrovie.
“Abbiamo rinnovato il Cda di Ferrovie e siamo felici per le nostre scelte. Alla faccia di chi ci accusava di voler occupare delle poltrone, ai primi due gradini abbiamo messo due eccellenti manager interni all’azienda”

ha esultato su Facebook Toninelli. 30 Luglio 2018 

Fonte Link: https://www.money.it/ferrovie-battisti-e-castelli-nuovi-ad-e-presidente

L’Europa “matrigna” che favorisce chi specula sulla Grecia in fiamme

Grecia in fiamme

Il dito accusatorio dell’intero pianeta è puntato contro il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, reo secondo più fonti, di fare gli interessi delle banche del centro Europa. In nome di queste ultime, avrebbe favorito le speculazioni a danno dei paesi più poveri dell’Ue.

A remare contro l’Unione europea anche il gelo verso l’ultima “tragedia greca”: 48 focolai simultanei che, in cinque diversi fronti, hanno assediato Atene con le fiamme. Il governo greco ha chiesto aiuto agli Usa di Trump dopo le poche attenzioni dello staff di Juncker.

Proprio i droni Uav, messi a disposizione dagli Usa per le attività di monitoraggio e coordinamento dei soccorsi, hanno evidenziato come tutti i focolai d’incendio fossero dolosi, provocati da unica regia che avrebbe gestito più di cinquanta sabotatori esperti in incendi. Quindi non opera di piromani occasionali, ma di uomini al soldo di speculatori internazionali.

Il premier greco Alexis Tsipras ha parlato di “minaccia asimmetrica” che si starebbe abbattendo sul Paese. C’è un tentativo d’ulteriore destabilizzazione della Grecia, ad opera di holding immobiliari collegate a banche d’affari lussemburghesi, belghe, olandesi e tedesche. Sull’argomento speculatori Tsipras ha detto: “quando verrà il momento faremo le valutazioni che dobbiamo”.

La Grecia ha dovuto formalmente chiedere aiuto all’Unione Europea per spegnere i violenti incendi che accerchiano Atene: più di cento morti e migliaia di case distrutte, quasi cento mila persone in fuga, ma sembra che l’Europa stia valutando la cosa, tra rimpalli di competenza ed iter burocratici vari.

Tito Boeri, Stefano Bonaccini, i Servizi Sociali

Essendo ogni persona un essere economico fin dal suo concepimento, le istituzioni, stampando moneta sovrana (come recita la Costituzione art.117), dovrebbero provvedere a fornirgli i mezzi economici necessari alla sua vita dignitosa indipendentemente dal lavoro svolto. La moneta (come sostiene Auriti - Link) è un diritto perché sovrana, quindi del popolo, non delle Banche Commerciali, né delle Banche Centrali (centri di ganster finanziari "banksters"-Maurizio Ferraris -Link). La moneta è uno strumento necessario, indispensabile, per vivere, come l'aria e l'acqua. Non si vive per produrre moneta, né come bestie per il dio mercato, ma per liberarsi dalla schiavitù. Vi è l'esercizio del sé, del proprio talento, nel contesto territoriale e sociale. In questo cresce la società. Altrimenti è solo consumo e tecnologia senza progresso (lettura consigliata "il lavoro nel XXI secolo" di Domenico De Masi per avere anche un excursus storico della liberazione dalla schiavitù fin dall'antica Grecia, dove esistevano schiavi e uomini liberi. Modello di società condannato da Socrate e dagli Stoici). Se la moneta è sovrana all'atto della emissione è del popolo. Lo Stato ha il dovere di utilizzarla per la vita dignitosa delle persone. (Art.3 Costituzione: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana..."). 

Società dei Concerti Parma esclusa da fondi Mibact

La Società dei Concerti ancora una volta esclusa dall’erogazione dei fondi del Ministero per i Beni e Attività Culturali.

La notizia è giunta mentre al Teatro Regio di Parma si presentava la stagione concertistica, dal 2019 totalmente realizzata dalla storica istituzione cittadina. Una delle numerose attività che l’associazione porta avanti sul territorio, insieme al tradizionale Concerto di Capodanno (XIX edizioni), ai Concerti della Casa della Musica (XVI edizioni), al Paganini Guitar Festival (XVIII edizioni), a Un pizzico di luna (IV edizioni) e alle attività per le famiglie come Children’s Corner, Peppino’s Corner, Christmas Corner, che ormai da molto tempo sono parte della vita culturale cittadina, iniziative che vantano anche la presenza di un pubblico internazionale e variegato destinate a diversi target.

Un’attività concertistica che si contraddistingue per una programmazione culturalmente completa e approfondita, capace di affrontare cicli tematici, concerti monografici e interi cicli di opere dei compositori più rappresentativi.

La notizia rattrista l’intera associazione che, in vista di Parma2020, si era proposta di portare avanti iniziative ancora più importanti, in collaborazione con tutte le istituzioni musicali del territorio, in continuità con la politica che, dal 2015 – anno del rilancio – è stata attuata organizzando eventi in tutta la Città: Teatro Regio, Auditorium Paganini, Casa della Musica e altri luoghi di Parma e della Provincia. Ma la Società dei Concerti aveva altri ambiziosi obiettivi per il 2019 come far crescere lo staff operativo per programmare con largo anticipo le manifestazioni, aumentare le attività di comunicazione delle iniziative nella Regione Emilia Romagna per alimentare l’incoming sul territorio e dare innovatività ai progetti per coinvolgere le nuove generazioni.

Alessandro Guardamagna: LE MERITATE SCUSE AL SINDACO?

Federico Pizzarotti e Beppe Grillo

Meriterebbe le scuse Sindaco Pizzarotti, forse è vero. Anche se la sua richiesta ad alcuni suona come un paradosso, sicuramente verrà il giorno in cui a porgergliele non saranno quegli opportunisti incompetenti del M5S, ma i cittadini di Parma a cui Beppe Grillo promise nel Maggio 2012, con lei ridente sul palco che annuiva (se lo ricorda?) che sarebbero dovuti passare sul suo cadavere prima che si facesse funzionare l’inceneritore. Lei non faceva lo yes man, ci mancherebbe altro! Annuiva e basta, pur consapevole, come ebbe poi a dire, che era ancora tutto da verificare che il progetto del forno si potesse bloccare o no. La storia insegna che ora lei è affranto dal vedere un forno che trita sempre più rifiuti che IREN incamera provenienti da tutt’Italia, e che per fermare il quale negli anni sembra aver fatto, scusi se lo osservo, un po’ pochino. Saranno sempre i cittadini a scusarsi per non aver capito i motivi per i quali lei non ha ancora reso pubbliche le conclusioni della società Price Waterhouse Coopers, la cui preziosa relazione sul caso PGE è costata € 50.000. Per sapere cosa avveniva in PGE bastava leggere gli articoli di alcuni quotidiani locali, e far risparmiare alla cittadinanza i costi della consulenza, e anche di questo i cittadini truffati capiranno l’importanza di porgerle sentite parole di scusa.

Inceneritore di Parma, accordo su autolimitazione ed economia circolare

Tavolo di confronto in municipio

L'accordo di autolimitazione scaduto nei mesi scorsi verrà prorogato. Si aprirà inoltre un tavolo di confronto permanente volto a lavorare sulla riduzione della produzione dei rifiuti speciali che fortemente impattano sullo smaltimento.

Un lavoro nel filone dell'economia circolare perché il problema venga affrontato a monte (la produzione dei rifiuti) e non solo a valle (lo smaltimento). Tutto questo a partire dalla solida base di raccolta differenziata raggiunta a Parma.

Questo, in estrema sintesi, quanto è uscito dal tavolo di confronto riunito questa mattina in municipio dopo gli interventi e le prese di posizione che nelle settimane scorse hanno dibattuto sul problema. 

Erano presenti Amministrazione comunale, Regione, Iren, Unione industriali, Comuni interessati dal Paip. Sarnno i tecnici a entrare nel dettaglio dell'intesa ma la svolta concorde è comunque arrivata.

L'impianto già nel 2016 e nel 2017 ha sforato la soglia di 130mila tonnellate annue di rifiuti smaltiti raggiungengo quota 165mila. Obiettivo iniziale di Iren era puntare al massimo della capacità, ovvero 190 mila tonnellate annue.

Prossima convocazione a settembre. L'autolimitazione, spiega il Comune in una nota, è "in coerenza con le peculiarità di un territorio particolarmente virtuoso nel ciclo ambientale", con alte quote di raccolta differenziata. 

Ministero nega sostegno a Traiettorie, lettera a Bonisoli: "Rivedere decisione infausta"

On. Alberto Bonisoli,
la rassegna Traiettorie, da ventisette anni una delle più importanti iniziative europee nell’ambito della musica contemporanea, che nel 2010 ha ricevuto il premio “Franco Abbiati”, non avrà alcun sostegno da parte dello Stato.
Neanche l’avvicinarsi dell’appuntamento di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 è riuscito a evitare il danneggiamento di uno dei più antichi e significativi festival di musica contemporanea europei.

Sappiamo tutti quanto la sperimentazione contemporanea sia vitale per l’innovazione culturale e quanto sia fondamentale per permettere una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale del nostro paese, dacché permette di rinnovare l’arte con l’arte, riattivando nel presente valori analoghi codificati nel passato. E anche per questo ci saremmo aspettati un supporto, tanto più che la nostra rassegna si svolge nei luoghi storicamente e culturalmente più significativi di Parma.

Nata con il sostegno di Luigi Nono e Claudio Abbado, già Presidente Onorario della Fondazione Prometeo, con più di
duecentottanta concerti all’attivo, Traiettorie si è caratterizzata per la sua dimensione europea, in virtù della partecipazione dei più importanti solisti ed ensemble internazionali. Il progetto artistico di questa iniziativa si è concentrato sulla promozione della musica del nostro tempo di matrice europea, includendo quella di tipo elettroacustico e la musica elettronica, favorendone infine la produzione artistica attraverso la commissione a compositori di nuove opere e la realizzazione di numerose prime esecuzioni italiane e assolute.

Fabrizio Pezzuto (Parma Unita – Centristi ) sulla Scuola Adorni – Micheli

Pezzuto (Parma Unita – Centristi ): Disponibili a lavorare insieme all’Amministrazione, alle famiglie e al quartiere di San Leonardo per trovare soluzioni condivise sulla vicenda scuola Adorni – Micheli

Seguo da alcune settimane la vicenda relativa alla possibile ridistribuzione dei plessi scolastici nella nostra città con l’accorpamento della Scuola Adorni all’Istituto comprensivo Sanvitale-Fra Salimbene; ho ascoltato e mi sono confrontato con tante famiglie che hanno i bambini nelle scuole Micheli e San Leonardo che abitano nel quartiere e che temono che questo provvedimento possa depotenziare l’offerta formativa delle proprie scuole che si trovano in un quartiere con tanti problemi e con alcune ferite aperte.

Ho volutamente mantenuto un profilo basso per poter capire meglio la questione e poter visionare alcuni dati sulle composizione delle classi prima di esprimere una mia opinione; nella riunione del CCV San Leonardo di mercoledì scorso (a cui non ho partecipato, ma della quale ho ricevuto molti riscontri), sono stati posti alcuni punti fermi da parte delle famiglie che mi sento di condividere e ho apprezzato l’intenzione manifestata dall’Amministrazione di poter lavorare su questi punti in sinergia con gli utenti, con il personale scolastico e con le rappresentanze del quartiere.

Da questo punto di vista dò la mia piena disponibilità a partecipare al tavolo di lavoro ipotizzato nella riunione che, lungi dallo scavalcare gli organi competenti nel prendere le decisioni, possa indicare le priorità delle famiglie del quartiere e le aspettative riposte nell’offerta scolastica.

Parma, Piazzale Picelli: terza assemblea - spezziamo la catena "Mafie - Dipendenze - Razzismo"

Parma Piazzale Picelli

Proseguono le assemblee di strada promosse da Officina Popolare Parma: terzo appuntamento giovedì 19 luglio alle ore 21 in piazza Picelli. In previsione della seconda giornata dedicata alle dipendenze che avrà luogo a settembre, continuiamo a dar voce alla comunità degli abitanti.

Il sistema economico in cui viviamo tende a isolare le persone, lasciandole impotenti davanti a fallimenti e miserie. L’Oltretorrente, nella sua storia di quasi mille anni, è stato luogo di convivenza tra vecchi e nuovi arrivati. Non è mai stato facile arrivare a una civile convivenza, ma le risposte più efficaci sono arrivate dalla stessa comunità.

Fu la comunità a far nascere l’Ospedale Vecchio, furono i figli del popolo a dar vita alle Società di mutuo soccorso, alle Camere del Lavoro, a difendere la città dai fascisti con le Barricate. Nel dopoguerra non si contano le associazioni, i circoli, i gruppi e le lotte democratiche nate in Oltretorrente.

E ancora oggi, solo rispondendo insieme, e questo vale per ogni zona della città, riusciremo ad affrontare i problemi, a partire dagli ultimi tra noi. Uno di questi problemi è chiaramente il grande aumento nel consumo di sostanze stupefacenti. Se il problema dello spaccio è a tutti visibile, l’altro lato della medaglia è costituito dalla solitudine sociale in cui tanti di noi si trovano, pensiamo agli anziani ma anche ai più giovani, i più a rischio di sviluppare dipendenze.

L’Europa riconosce ufficialmente le valute virtuali

Marco Cavicchioli*

Tra una ventina giorni la UE riconoscerà ufficialmente le valute virtuali.

Infatti, entrerà in vigore la Direttiva UE 2018/843 del Parlamento e del Consiglio europeo, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea come L 156 del 19.06.2018.

La direttiva dovrà essere recepita dai vari Stati entro il 10 gennaio 2020, visto che sono vincolati a introdurla come canone interpretativo, ma di fatto inizierà ad essere applicata già da fine luglio 2018.

Ciò implica necessariamente che tutti gli Stati membri UE entro il gennaio 2020 debbano per forza riconoscere le valute virtuali.

Ecco la definizione data ad esse dalla UE:

“Una rappresentazione di valore digitale che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico, non è necessariamente legata a una valuta legalmente istituita, non possiede lo status giuridico di valuta o moneta, ma è accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e può essere trasferita, memorizzata e scambiata elettronicamente“.

Di fatto questa definizione è solo una constatazione di un dato di fatto, visto che non introduce alcuna novità.

Il testo della direttiva sottolinea anche che “Le valute virtuali non dovrebbero essere confuse con la moneta elettronica. […] Sebbene le valute virtuali possano essere spesso utilizzate come mezzo di pagamento, potrebbero essere usate anche per altri scopi e avere impiego più ampio, ad esempio come mezzo di scambio, di investimento, come prodotti di riserva di valore o essere utilizzate in casinò online“.

Inceneritore di Ugozzolo, LE LACRIME DI COCCODRILLO DEL SINDACO PIZZAROTTI

Dicono che dopo avere divorato la preda al coccodrillo lacrimino gli occhi. Forse non è per rimorso, ma per espellere l'accumulo dei sali nell'organismo, però nell’immaginario collettivo il fenomeno viene considerato come segnale di un tardivo pentimento. Così l’immagine del rettile con la pancia piena e l’occhio lacrimoso ci è venuta spontanea quando abbiamo letto sui quotidiani locali le dichiarazioni del sindaco Pizzarotti, che si è dichiarato contrario al superamento del limite di 130mila tonnellate bruciate all’anno dall’inceneritore di Ugozzolo. 

Una presa di posizione obbligata, quella del sindaco, ma anche tardiva e imbarazzata. Dopo la lunga serie di personalità rappresentative della società civile della città, come i Barilla, il rettore dell'università di Parma Paolo Andrei, il vescovo Enrico Solmi, l'Unione Industriali, che hanno preso decisamente posizione contro il potenziamento dell’inceneritore, anche Pizzarotti si “adegua” unendosi al coro. Ma lo fa da par suo dando un colpo al cerchio e uno alla botte e sostenendo la tesi della irresponsabilità dl comune nella vicenda. 

Intendiamoci, il Comune effettivamente non ha potere decisionale, in quanto la sua partecipazione in  IREN Spa è di azionista minore e l’altro organo decisionale è la Regione e non l’amministrazione comunale di Parma. Ma questo il sindaco Pizzarotti lo sapeva dal principio. 

L'inceneritore è ora diventato una patata bollente, perché Iren, come ormai è noto da giorni, avrebbe intenzione di aumentare la quantità massima di rifiuti da incenerire nell’impianto di Ugozzolo, passando da 130mila tonnellate all’anno alla soglia massima di 190mila (grazie a 60mila rifiuti speciali) superando così l'accordo sottoscritto due anni fa. 

Governo blocca il Ceta. Coldiretti: "Danneggia export Parmigiano"

STOP CETA

da sempre siamo stati contro il CETA. LB
Bertinelli: "Senza gestione delle quote la tutela diminuisce e si amplia la presenza di imitazioni e Parmesan''

Dietrofront italiano sul Ceta, (Comprehensive Economic and Trade Agreement), il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea entrato in vigore in modo provvisorio il 21 settembre 2017, e ora in fase di ratifica da parte dei Paesi membri Ue.

Iter finora portato a termine da una decina di Paesi ''Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà'' ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, intervenuto all'assemblea nazionale di Coldiretti, organizzazione agricola da sempre contraria al Ceta.

Annunci accolti con soddisfazione dalla platea Coldiretti, che lamenta un freno delle esportazioni delle nostre eccellenze casearie Dop e una nuova impennata dell'italian sounding. Secondo una elaborazione Coldiretti su dati Istat, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada ''sono diminuite in valore del 10% nel primo trimestre del 2018, in controtendenza all'aumento registrato sugli altri mercati internazionali''.

Inceneritore di Parma, scontro in Regione. M5s: "Basta chiacchiere, dica no a Iren"

Il consigliere Bertani attacca la Giunta sull'impianto di Ugozzolo. Gazzolo sollecita attivazione di un tavolo di confronto

Iren, come ormai è noto da giorni, avrebbe intenzione di aumentare la quantità massima di rifiuti da incenerire nell’impianto di Ugozzolo, a Parma, passando da 130mila tonnellate all’anno alla soglia massima di 190mila (grazie a 60mila rifiuti speciali) superando così l'accordo volontario sottoscritto due anni fa.

"La Regione starà dalla parte del territorio e dei cittadini?". Lo chiede in aula in un’interrogazione, Andrea Bertani (M5s) che sottolinea come la scelta di Iren non sia coerente con le azioni politiche che la Regione vorrebbe mettere in campo per la gestione dei rifiuti – a partire dalla legge regionale sull’economia circolare del 2015.
"Il piano di gestione dovrebbe prevedere l’ottimizzazione degli impianti esistenti e il progressivo spegnimento di tutti gli inceneritori" spiega Bertani.

"La Regione sta dalla parte del territorio  - ribatte l’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo - è già stato avviato un tavolo per un percorso di confronto con Iren".

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