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Alessandro Guardamagna: LE MERITATE SCUSE AL SINDACO?

Federico Pizzarotti e Beppe Grillo

Meriterebbe le scuse Sindaco Pizzarotti, forse è vero. Anche se la sua richiesta ad alcuni suona come un paradosso, sicuramente verrà il giorno in cui a porgergliele non saranno quegli opportunisti incompetenti del M5S, ma i cittadini di Parma a cui Beppe Grillo promise nel Maggio 2012, con lei ridente sul palco che annuiva (se lo ricorda?) che sarebbero dovuti passare sul suo cadavere prima che si facesse funzionare l’inceneritore. Lei non faceva lo yes man, ci mancherebbe altro! Annuiva e basta, pur consapevole, come ebbe poi a dire, che era ancora tutto da verificare che il progetto del forno si potesse bloccare o no. La storia insegna che ora lei è affranto dal vedere un forno che trita sempre più rifiuti che IREN incamera provenienti da tutt’Italia, e che per fermare il quale negli anni sembra aver fatto, scusi se lo osservo, un po’ pochino. Saranno sempre i cittadini a scusarsi per non aver capito i motivi per i quali lei non ha ancora reso pubbliche le conclusioni della società Price Waterhouse Coopers, la cui preziosa relazione sul caso PGE è costata € 50.000. Per sapere cosa avveniva in PGE bastava leggere gli articoli di alcuni quotidiani locali, e far risparmiare alla cittadinanza i costi della consulenza, e anche di questo i cittadini truffati capiranno l’importanza di porgerle sentite parole di scusa.

Lei, che sottolinea come Di Maio abbia assunto una sua conoscente, aveva proposto lo spoil system, ma non è stato capito? Per questo si scuseranno i suoi collaboratori che si direbbe siano stati i primi a rigettare la sua innovativa proposta. Sembra infatti sia nata nel comune che lei amministra l’idea di assumere l’allora compagna del presidente del consiglio comunale ad una posizione organizzativa che – era il 24 Maggio 2016 quando un quotidiano locale diede la notizia – neppure svolgeva e per la quale non aveva, rimarcava il giornale, l’esperienza o i titoli necessari. Lei voleva lo spoil system nel resto d’Italia, ma Parma evidentemente faceva eccezione. Sorvolo sul fatto che Di Maio è la stessa persona che Lei ricevette a Parma e che fino al 2015 definiva il “candidato naturale” alla presidenza del consiglio e persona capace, finché nel Marzo 2018 diventa improvvisamente inadeguato nell’affrontare decisioni concrete.

Lei avrebbe dovuto esporsi maggiormente per difendere i primi fuoriusciti cacciati con poche righe e senza neppure i saluti da quel tiranno di Grillo? Non si crucci. Per questo le scuse le verranno fatte da quegli attivisti di Parma in Movimento che lei e i suoi hanno espulso dal gruppo locale del M5S con atto unilaterale comunicato con un email di 1 riga, dopo che l’avevano sostenuta e da due anni le chiedevano di rispettare il programma concordato e, laddove non fosse possibile farlo, di spiegarne le ragioni.

Infine lei ha fatto, magari suo malgrado, parte di un Movimento che avrebbe una leadership di arrivisti incapaci – da cui lei beatamente non si allontanava finché non le fecero notare che il suo comportamento mancava di trasparenza, quella che tanto decantava nella sua amministrazione, quando nel 2016 non disse nulla per mesi sugli avvisi di garanzia che aveva ricevuto – che fa accordi con tutti, mentre lei da puro è entrato ed uscito, si è fatto amici nel PD, in DEM, in PIU’ EUROPA di Emma Bonino e ora in DIEM25 (forse). Non so chi le potrà chiedere scusa per questo, ma sicuramente qualcuno lo farà, perché la gente ha un debole per la verità e se lei è stato trattato ingiustamente qualcuno si farà avanti e si scuserà per i torti da lei subiti. Capisce però che se invece una serie di eventi viene letteralmente rivoltata, lì ci troviamo di fronte a comportamenti che vanno trattati come merce di scarto se vogliamo occuparci di politica, che in primis deve basarsi sui fatti e non sulla ricerca del consenso a tutti i costi, e quindi aspettarsi le scuse quando si accusa per condotte analoghe alle proprie è scorretto, oltre che paradossale.
Per parte mia, nell’attesa che lei riceva quanto merita, mi scuso qualora l’avessi annoiata ricordandole i fatti.

Alessandro Guardamagna

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