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Appello all'Onu: "Fermate i soldati-robot, sono un pericolo per l'umanità"

Elon Musk (Tesla) e altri 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale chiedono di bloccare la corsa agli armamenti autonomi. Si rischiano conflitti destabilizzati da queste tecnologie

di GIULIANO ALUFFI

"Fermate i soldati-robot" è l'appello che 116 fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale - tra cui Elon Musk, da sempre sensibile a questo tema e Mustafa Suleyman, fondatore di DeepMind (Google) - lanciano all'Onu da Melbourne, dove sono riuniti nella International Joint Conference on Artificial Intelligence (IJCAI). La lettera è l'accorata reazione dell'industria dell'intelligenza artificiale alla notizia che il primo meeting del gruppo di esperti governativi (Gge) sui sistemi di armi letali autonome, che avrebbe dovuto aver luogo ieri, è stato rimandato a data da desinarsi. "Invitiamo i partecipanti ai lavori del GGE a sforzarsi di trovare modi per prevenire una corsa agli armamenti autonomi, per proteggere i civili dagli abusi e per evitare gli effetti destabilizzanti di queste tecnologie" recita la lettera aperta. "Le armi letali autonome minacciano di essere la terza rivoluzione in campo militare. Una volta sviluppate, permetteranno ai conflitti armati di essere combattuti su una scala più grande che mai, e su scale temporali più veloci di quanto gli umani possano comprendere: sono armi che despoti e terroristi potrebbero rivolgere contro popoli innocenti, oltre che armi che gli hacker potrebbero riprogrammare per comportarsi in modi indesiderabili. Non abbiamo molto tempo per agire: una volta aperto il vaso di Pandora, sarà difficile richiuderlo".

Si tratta del primo appello lanciato all'unisono dagli esponenti (di 26 Paesi) dell'industria dell'intelligenza artificiale. Un precedente monito, sempre emanato da una conferenza IJCAI, quella di Buenos Aires del 2015, aveva visto come firmatari centinaia di esponenti del mondo della ricerca universitaria, con nomi di spicco come Stephen Hawking.

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Cosa cambia di più quando ad essere impiegati nei conflitti sono macchine in grado di prendere in autonomia decisioni letali quando hanno un nemico umano nel mirino? Innanzitutto c'è un incentivo all'azione militare perché si elimina il contraccolpo psicologico della guerra: "Se si usano i robot autonomiper le operazioni militari, il danno psicologico della guerra - pensiamo all'impatto sull'opinione pubblica della morte di un soldato - diventa un mero danno economico: la distruzione di un robot non è nulla di più che una perdita in un bilancio" spiega a Repubblica.it uno dei primi firmatari dell'appello: Alberto Rizzoli, fondatore di AIPoly, startup che ha lanciato un'app che grazie all'intelligenza artificiale permette ai ciechi di fruire di descrizioni audio di ciò che il loro smartphone inquadra. "Se si trattasse soltanto di robot contro robot, un conflitto sarebbe un'attività poco efficace, visto che è più semplice implementare delle sanzioni piuttosto che sprecare milioni di dollari in un "match" tra macchine intelligenti. Purtroppo è più probabile che i robot killer vengano utilizzati per attaccare esseri umani". 21 agosto 2017

Fonte Link repubblica.it

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