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La vita sta cambiando pelle

Assocarni si arrampica sugli specchi

Spettabile Assocarni,
ho ricevuto la mail sottostante che mi informa sulla vostra posizione riguardo il consumo di carne e l’impatto ambientale. 
A prescindere dal fatto che ripudio la pratica del mangiare animali per motivi etici, credo che la vostra posizione sia grottesca e che stiate difendendo l’indifendibile: sono d’accordo con ciò che dichiara SSNV.
Ho letto sul vostro sito alcune informazioni al limite dell'assurdo. Uno degli articoli più interessanti e quello che si occupa dei motivi etici e scientifici del non mangiare animali http://carnisostenibili.it/2015/03/11/scelte-alimentari-i-motivi-etici-non-si-discutono-quelli-scientifici-si/L’aspetto “carni sostenibili” è particolarmente curato sul vostro sito: è interessante che Assocarni dedichi buona parte della sua energia a valutare i motivi etici, forse perché sono quelli che teme di più come fattori che possano minare il profitto dell’industria zootecnica. C’è sul sito una parte dedicata al  benessere animale, che è certamente un aspetto importante dell’etica http://carnisostenibili.it/category/benessere-animale/ Assocarni si è accorta che gran parte dei consumatori e delle consumatrici ha iniziato a fare il collegamento tra il massacro animale che la zootecnia opera e il cibo che risulta da questo massacro  
La cura dell’ambiente http://carnisostenibili.it/category/ambiente-sostenibilita/ e la sicurezza alimentare http://carnisostenibili.it/category/sicurezza-alimentare/ sono tra le vostre priorità: volete rendere questa pratica sanguinaria più facilmente accettabile, alleviare il senso di colpa  di chi mangia un cadavere dopo averlo ucciso o essersene fatto mandante dell’uccisione.
Ciò che manca sul vostro sito è l’informazione sulla pratica della macellazione: non si vede scorrere una goccia di sangue e ciò è davvero ingannevole perché lo scorrere del sangue è una tappa obbligata della produzione della fettina che ritenete prelibata e salutare. Sarebbe utile proporre immagini di macellazione etica, sostenibile, ecologica… la macellazione che piace a voi, in modo che la clientela abbia chiara ogni tappa della produzione di carne. Qui ci sono video che mostrano l’origine di vostri prodotti http://laverabestia.org/category_home.php?cid=La%20fabbrica%20degli%20animali 
Tra tutto ciò che ho letto sul vostro sito, l’articolo di Giulia Sbaffi, che fornisce buoni motivi per non essere vegetariani, è certamente un piccolo capolavoro http://carnisostenibili.it/2014/12/15/9-buoni-motivi-per-non-essere-vegetariani/   Non conosco l’autrice quindi non so quali siano le sue competenze ma consiglio a lei, come a chi pubblica, di riportare il riferimento per ogni studio che si cita, se non altro per serietà professionale. L’autrice cita “uno studio del 2011”: quale? E ancora “…alcuni ricercatori spagnoli hanno trovato segni di malnutrizione nel teschio di un bambino datato 1.5 milioni di anni fa, i quali mostrano una dieta carente di carne” : quali ricercatori? Inoltre, si parla di 1.5 milioni di anni fa! L’autrice si rende conto che qualcosa è cambiato in 1.5 milioni di anni? E ancora “…un gruppo di scienziati ha deciso di analizzare il rapporto carne/aggressività…”: quale gruppo di scienziati? Tra i buoni motivi per non essere vegetariani, l’autrice riporta “Non c’è bisogno di maltrattare animali… siamo convinti che in pochi anni vivremo in un mondo in cui bistecche, salsicce e pancetta verranno prodotte senza crudeltà sugli animali.” Allora, pure lei butta un occhio all’etica… Questa etica dà proprio filo da torcere ad Assocarni…
E’ interessante notare che sul sito di Assocarni, come su quello di Federcarni e di altri siti che traggono profitto dal massacro animale, la maggior parte degli articoli sia dedicata a smentire bufale, falsi miti, leggende metropolitane, come se il cattivone mondo veg si scagliasse contro queste associazioni vittime delle calunnie di chi sta dalla parte degli animali. E’ proprio vero ciò che diceva Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci.”. Siamo alla terza fase.
Contrariamente a chi (in maggioranza) grida a gran voce il suo sdegno nei confronti del vostro negare l’evidenza, io vedo il bicchiere mezzo pieno e credo che la vostra posizione sia un segnale che qualcosa stia davvero cambiando nella mente della gente. Finalmente la carne è vista per ciò che è: un insulto all’etica e un pericolo per la salute. Sono rimaste solo le associazioni di categoria e le aziende produttrici di carne a difenderla e a promuoverla ma sempre più persone hanno gli occhi aperti su questo cibo che altro non è se non il cadavere di un essere senziente.
Tempi duri per la carne… ma non solo…. Lo sono anche per il latte: basta vedere la sceneggiata  messa in piazza dalla Coldiretti in svariate piazze italiane per invogliare al consumo di latte. Anche su quello, gli occhi sono ben aperti. Stanno cambiando le abitudini alimentari, sia per un fatto di coscienza, che di salute; la ristorazione e la grande distribuzione sono pronte a rispondere alle sempre crescenti richieste di chi consuma in modo consapevole e attento. 
Credo che nel lungo e travagliato cammino per l’affermazione dei diritti animali, le posizioni grottesche di Assocarni ci diano una mano. 
Riprendendo le parole di Giulia Sbaffi: “…la maggior parte di noi mangiatori di carne semplicemente ama il suo sapore. Questo fa di noi delle persone insensibili e immorali? Beh, forse sì.” Si è fatta una domanda e si è data una risposta, concedendosi il beneficio del dubbio: un dubbio che io ho risolto da tempo.

Buon lavoro, ne avete bisogno.

Cordiali saluti.

Paola Re

Via Virginio Arzani n.47 
15057 Tortona (AL)