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Ior, Cipriani e Tulli condannati dal Tribunale vaticano

«Mala gestione», dovranno risarcire i danni. Il direttore e il suo vice si erano dimessi nel 2013. L’istituto: volontà di perseguire qualsiasi cattiva condotta intrapresa a nostro danno

L’ex direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, e il suo vice, Massimo Tulli, sono stati condannati dal Tribunale del Vaticano. Il promotore di giustizia aveva preannunciato sabato scorso che era «di imminente pubblicazione» la sentenza relativa a «dirigenti apicali dell’Istituto per le Opere di Religione, citati per mala gestio e conseguenti danni da investimenti finanziari altamente onerosi per l’Istituto». E oggi è arrivata la sentenza con tanto di ingiunzione a «risarcire lo Ior dei danni emersi».  

La condanna dei due ex dirigenti dello Ior – dimessisi nel luglio del 2013 e condannati in una distinta vicenda dalla giustizia italiana lo scorso febbraio – conferma «la volontà dello Ior - si legge in una nota dell’Istituto che ha sede nel torrione Niccolò V, diramata in serata dalla Sala Stampa vaticana - di perseguire attraverso procedimenti giudiziari qualsiasi cattiva condotta intrapresa a suo danno, non importa dove e da parte di chi».   

«Con decisione pubblicata quest’oggi, il Tribunale civile dello Stato della Città del Vaticano ha riconosciuto due ex dirigenti di lungo corso dello Ior responsabili di mala gestione», rende noto l’Istituto. «La Corte ha ordinato loro di risarcire lo Ior dei danni emersi. La decisione della Corte è il risultato della causa civile avviata dallo Ior nel settembre 2014 attraverso un’approfondita ispezione degli investimenti finanziari intrapresi dall’Istituto nella prima metà del 2013».   

Il «procuratore generale» del Vaticano, l’avvocato Gian Piero Milano, aveva reso noto, in apertura dell’Anno giudiziario vaticano sabato scorso, «una vicenda giudiziale avviata in sede civile nei confronti di dirigenti apicali dell’Istituto per le opere di religione, citati per mala gestio e conseguenti danni da investimenti finanziari altamente onerosi per l’Istituto; i convenuti hanno contestato la fondatezza degli addebiti ed agito in riconvenzionale. Una questione molto complessa e dibattuta, che ha richiesto numerose udienze istruttorie anche con ricorso a perizie di carattere finanziario. L’ufficio del promotore è intervenuto nei termini previsti dal codice “per far valere diritti nell’interesse pubblico”. Si è in attesa della sentenza, di imminente pubblicazione».  

La decisione odierna, prosegue la nota dell’istituto attualmente guidato dal presidente Jean Baptiste de Franssu e dal direttore generale Gianfranco Mammì, «è un passo importante che dimostra il significativo sforzo del management dello Ior negli ultimi quattro anni per trasformare l’Istituto. Dimostra il costante impegno dello Ior verso una governance forte, verso la trasparenza della propria operatività e la determinazione nel soddisfare i migliori standard internazionali. Conferma infine la volontà dello Ior di perseguire attraverso procedimenti giudiziari qualsiasi cattiva condotta intrapresa a suo danno, non importa dove e da parte di chi».   

Nel luglio del 2013 Cipriani e Tulli si erano dimessi dal loro incarico. Lo scorso febbraio, il tribunale di Roma aveva condannato i due ex dirigenti dell’Istituto vaticano: erano stati accusati di omissioni nel fornire indicazioni ad un'altra banca in relazione a tre operazioni bancarie (mentre erano stati assolti «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di violazione di norme antiriciclaggio).   

Sempre oggi, intanto, l’agenzia Ansa scrive che il Consiglio di Sovrintendenza dello Ior ha esaminato le proposte di modifica dello statuto, la cui ultima redazione risale al 1990 promulgata da Giovanni Paolo II. Sono stati proposti aggiornamenti e adeguamenti alla normativa vaticana vigente, anche se sarà ora necessaria l'approvazione della Commissione cardinalizia di vigilanza presieduta dal cardinale Santos Abril y Castellò, e, naturalmente la promulgazione definitiva di Papa Francesco. Tra le modifiche apportate, a quanto scrive sempre l’Ansa, nel nuovo statuto viene eliminato il Collegio dei revisori mentre è previsto che verrà istituito un nuovo organismo di vigilanza la cui nomina spetterà alla direzione generale dello Ior. 06/02/2018

Fonte Link lastampa.it